Al Capo del Dipartimento A.P.
Pres. Francecso BASENTINI
Roma

Al Direttore generale del Personale
e delle Risorse
Dott. Massimo PARISI
Roma

E, p.c. : Al Direttore dell’Ufficio Relazioni Sindacali
Dott.ssa Ida DEL GROSSO
Roma

Oggetto: nomina vice presidente e presidente del Comitato per le Pari Opportunità.

Questo Coordinamento nazionale con la presente sollecita, con cortese urgenza,
codesta Amministrazione alla nomina del Vice presidente e del Presidente del Comitato
per le Pari Opportunità, al fine di riavviare al più presto le attività di pertinenza che ormai
da troppo tempo sono state trascurate.
Certi di un cortese cenno di riscontro, si porgono cordiali saluti.

Coordinatrice Nazionale FP CGIL                                       Coordinatore Nazionale FP CGIL

Donne Polizia Penitenziaria                                                             Polizia Penitenziaria
Filomena ROTA                                                                                Stefano BRANCHI

Dopo aver sollecitato più volte l’Amministrazione, ce l’abbiamo fatta; pubblichiamo la circolare di mobilità Capo squadra e Capo reparto del personale specialista. #LaLottaPaga

#UniciNellaTutela

 

CHIARIMENTI SU LIQUIDAZIONE FRD 2018 (ex FUA)
L’ESITO DELLA RIUNIONE DEL 23 GENNAIO U.S.

Si è svolto il 23 gennaio 2020 il programmato incontro con la Direzione Generale per le politiche del personale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in ordine alle presunte incongruenze riscontrate nel pagamento della produttività (ex FUA) dell’anno 2018.
Preliminarmente CGIL CISL e UIL hanno stigmatizzato l’atteggiamento posto in essere dall’amministrazione in ordine alla mancata comunicazione alle parti sindacali firmatarie dell’accordo e, quindi ai lavoratori, dell’errore commesso sulle schede inviate ai lavoratori. Infatti, l’accordo prevedeva che l’Amministrazione sulle schede individuali comunicasse ai lavoratori, come da sempre avviene, la cifra lordo dipendente. Invece, pur lasciando la dicitura degli anni scorsi il totale comunicato era lordo amministrazione. Questo ha fatto si che nessuno, fino alla comparsa del cedolino, si rendesse conto delle forti differenze rispetto al 2017, nonostante la cifra iniziale da ripartire fosse sostanzialmente la stessa. Si sottolinea che l’Amministrazione ha tenuto solo ad avvertire i singoli CDR con una mail del 16/10/219, che la stragrande maggioranza del personale non ha avuto modo di conoscere, dimostrando una mancanza di rispetto nei confronti del tavolo di contrattazione dove sono presenti le rappresentanze dei lavoratori.
Successivamente l’amministrazione ha consegnato alle OO.SS. un documento (cfr. allegato) sulla costituzione del Fondo attribuendo sostanzialmente la causa della riduzione degli importi liquidati per l’anno 2018 all’aumento, rispetto al 2017, delle giornate complessivamente lavorate e quindi da liquidare in virtù dell’aumento dell’organico dell’amministrazione:
Anno 2017 => 688 unità presenti giornate di presenza da liquidare => 115.440
Anno 2018 => 724 unità presenti giornate di presenza da liquidare => 129.173
CGIL, CISL e UIL riservandosi di effettuare ulteriori approfondimenti sulla costituzione del Fondo e, in particolare, sugli incrementi che lo stesso avrebbe potuto avere in virtù delle cessazioni e delle nuove assunzioni, ritenendo in ogni caso che le stesse quote possano essere passibili di errore, anche rispetto ai numeri indicati nel documento di cui sopra, hanno invitato l’Amministrazione ad effettuare un ricalcolo delle stesse.
CGIL CISL e UIL ritengono inaccettabile la circostanza per la quale a fronte di nuove assunzioni possa verificarsi una sistematica riduzione delle quote pro capite da destinare alla produttività nonché di quelle da destinare alle progressioni economiche poiché ciò rappresenterebbe la negazione di tutte le rivendicazioni avanzate dal sindacato confederale in ogni occasione e da ultimo anche al Ministro Nunzia Catalfo durante l’incontro del 18 novembre 2019 dove per altro la stessa assunse l’impegno politico per reintegrare le risorse del Fondo.
CGIL CISL e UIL ritengono altresì indispensabile effettuare ulteriori verifiche in ordine alle integrazioni del 2017, ottenute a titolo di parziale risarcimento del taglio avvenuto nel 2016, poiché le stesse sarebbero state considerate quale integrazione una tantum, mentre nella lettera dell’ex Ministro Poletti inviata al Ministro dell’Economia tale integrazione era da considerarsi, ad avviso delle OO.SS, parte strutturale del Fondo.
Ciò premesso, CGIL CISL e UIL ritengono assolutamente indispensabile l’avvio di un confronto politico con i vertici politico/amministrativi affinché il fondo da destinare al salario accessorio e agli sviluppi professionali (progressioni economiche) del personale possa essere reintegrato già nel corso del corrente anno, come per altro avvenuto in altri Ministeri.
Vi informeremo sugli ulteriori sviluppi

FP CGIL
Giuseppe Palumbo/Francesca Valentini

CISL FP
Michele Cavo/Marco Sozzi

UIL PA
Bruno Di Cuia/Orlando Grimaldi

Pubblichiamo la nota inviata dal Capo del Corpo riguardo la riconvocazione per le modifiche al  DPR 23.12.2002 n° 314 ai sensi art 18 del D. Lgs. 29 .05.2017 n° 97

fuori a metà

Teresa, Sonia e Giuseppe si occupano di dare a chi commette un reato una possibilità di riscatto. Sono le lavoratrici e i lavoratori dell’esecuzione penale esterna: assistenti sociali e poliziotti penitenziari. 1.300 con 94 mila soggetti a carico. Una situazione ai margini del possibile che hanno voluto raccontarci.

 

L’esecuzione penale esterna è quel segmento che offre, per i reati minori, un’alternativa al carcere e che mira, attraverso il controllo e l’assistenza, alla rieducazione al reinserimento del reo nella società. Una misura in aumento, passando da 32 mila persone nel 2015 a oltre 55 mila nel 2019, a fronte di appena 1.299 lavoratori del settore. Un bilancio destinato a peggiorare a causa dei prossimi pensionamenti dovuti all’età media elevata nei servizi sociali e a Quota 100. Una situazione grave cui si prova a sopperire ricorrendo al volontariato. Teresa, Sonia e Giuseppe sono tre lavoratori che si occupano di esecuzione penale esterna e che hanno voluto raccontarci la loro professione.

 

“Mi ha fatto riflettere accorgermi che i figli erano diventati come i padri”
Teresa, assistente sociale del Centro di Giustizia Minorile di Napoli

“Ho lavorato per più di 30 anni presso l’Uepe di Napoli e da circa tre settimane sono al Centro di Giustizia Minorile. Questo cambiamento è stato per me motivo di grande riflessione, per una ragione: aprendo i fascicoli dei minori mi sono accorta che quei minori fossero i figli di giovani donne e uomini che avevo seguito 25 anni prima. I padri una volta erano i figli, e i figli erano diventati come i padri.

Questo rende chiara una consapevolezza: non si può pensare di intervenire in modo frammentato sul degrado sociale e familiare di alcune realtà. Per rovesciare davvero il destino scritto di queste famiglie ci vorrebbe un intervento a 360 gradi di tutte le istituzioni, di tutta la società civile.
Se quei ragazzi che avevo conosciuto 25 anni fa fossero stati presi in carico da tutta la società civile, forse oggi quei figli non avrebbero seguito le stesse orme dei genitori.
Un detenuto costa circa 200 euro al giorno, un minore in comunità tra i 92 e i 108 euro. Con queste cifre, quante cose si potrebbero fare nella prevenzione? Quanto benessere si potrebbe garantire?

Io credo che il nostro sia un lavoro bellissimo nel quale bisogna dare senza riserva. Ma i numeri dell’Esecuzione Penale Esterna sono tali che ciò è reso impossibile. Non solo come personale, ma anche come carichi e condizioni di lavoro: uffici fatiscenti, strumenti obsoleti, servizi igienici malfunzionanti. Non si può approfittare dell’attaccamento al proprio compito istituzionale; occorre dare dignità al lavoro di tutti”.

Teresa - Fuori a metà

“Convincere le persone a venire da noi e a raccontare la propria storia personale, è complicato. Ci vivono come persone che si intrufolano in maniera prepotente nella loro vita”
Sonia, assistente sociale dell’Uepe di Roma

“Il nostro è un mestiere difficile, usurante. Un mestiere in cui ogni giorno assisti alla visione di vite sprecate, di storie terribili. E devi comunque saper conservare quella visione ottimistica e di fiducia nella capacità degli uomini di fare scelte di senso, di riprendere in mano la propria vita e di cambiarla. Una missione, molto più che un mestiere. Per fare questo lavoro devi crederci davvero, devi credere davvero che la pena non sia pura afflizione ma un’occasione per riqualificarsi.

I fascicoli delle persone che seguiamo sono messi in ordine di priorità. Ma nel nostro lavoro la persona umana conta più delle carte. Se ho un ragazzo in carcere che fa sciopero della fame perché non può seguire la scuola io devo poter intervenire, al di là dell’ordine dei miei fascicoli. Con gli adulti poi è ancora più difficile. Convincerli a venire da noi, a raccontare la propria storia personale, è molto complicato. Va fatto in maniera delicata. Ci vivono come persone che si intrufolano in maniera prepotente nella loro vita.

Ma ci troviamo ogni giorno costretti a combattere con condizioni di lavoro difficili. Siamo pochi e con carichi di lavoro pesanti: il numero di utenti aumenta e anche le misure di cui ci dobbiamo occupare. Se vogliamo davvero perseguire gli obiettivi tipici del nostro lavoro, ci va restituita una dignità professionale”.

Sonia - Fuori a metà

 

“Assistenti sociali e poliziotti penitenziari, la nostra è una sinergica azione con un unico grande obiettivo comune: il reinserimento della persona”
Giuseppe, Poliziotto Penitenziario, Centro di Giustizia Minorile dell’Aquila

Giuseppe - Fuori a metà“La creazione di un unico Dipartimento ha aperto la strada alla costruzione di un percorso di inclusione sociale per adulti e minorenni, coinvolgendo diverse figure professionali: esperti in materie psicologiche e sociali, nonché la Polizia Penitenziaria. Una sinergica integrazione di tutti gli interventi, senza dover snaturare le competenze di ognuno di noi, fino al raggiungimento di un unico grande obiettivo comune: il reinserimento e il controllo sociale dell’affidato.

Il poliziotto penitenziaria non dovrà più essere visto come mero custode della struttura che garantisce sicurezza interna, ma come un vero e proprio protagonista del sistema, che partecipa attivamente a tutte le fasi che accompagnano l’affidato nella sua misura.

Sento doveroso lanciare un appello affinché tanto il Governo quanto la nostra Amministrazione diano la giusta forza di investimento per garantire questo rinnovamento, con una linfa nuova, che dia spessore al lavoro in questo settore”.

PROGRESSIONI VERTICALI: ADEGUARE LA DETERMINAZIONE
N.184/2019

L’adozione della determinazione n.184/2019 dello scorso 18 dicembre da
parte del Presidente Tridico nella veste di Organo munito dei poteri del
Consiglio di Amministrazione ha consentito, con la definizione di criteri e
modalità di espletamento delle procedure selettive per le progressioni verticali
meno rigidi della precedente determinazione presidenziale n.177/2018, di
individuare il quadro delle regole da applicare ai futuri passaggi di area, dando
finalmente applicazione nel nostro Istituto alla deroga normativa fissata dal
D.Lgs. n.75/2017.
Abbiamo appreso la scorsa settimana che in sede di discussione del DDL
di conversione del Decreto Legge n.162/2019 (Decreto Milleproroghe 2020),
discussione in corso presso la Commissione Affari Costituzionali della Camera
dei Deputati, sono stati presentati una serie di emendamenti all’articolo 1
(Proroga di termini in materia di pubbliche amministrazioni) caratterizzati dal
comun denominatore di prorogare fino al 2022 la possibilità per le pubbliche
amministrazioni di realizzare progressioni verticali con il meccanismo delle
selezioni interne, possibilità che termina, a ordinamento dato, il 31.12.2020, e
nello stesso tempo di elevare oltre il 20% delle capacità assunzionali,
contemplate nel piano dei fabbisogni, la percentuale dei posti destinabili
sempre ai passaggi di area. Tale ultima misura, in particolare,
consentirebbe per le progressioni verso l’area C di avere, già quest’anno, la
disponibilità di un numero di posti superiore alla platea dei potenziali
candidati con effetti positivi anche per ulteriori progressioni di area nel 2021 e
nel 2022.
Alla luce delle novità emerse dai lavori parlamentari e con
l’auspicio dell’approvazione in tempi brevi del DDL di conversione con le
modifiche proposte sul tema delle progressioni verticali da deputati di vari
gruppi parlamentari, invitiamo l’Istituto, nel momento in cui si dovrà
necessariamente rimettere mano alla determinazione n.184/2019 per
uniformarla ai contenuti del DL nel frattempo divenuto Legge, a rivedere la
scelta fatta a suo tempo di non rendere disponibile l’archivio dei quiz
dal quale saranno estratte le domande oggetto della prova scritta.
Infatti l’applicazione di meccanismi eccessivamente rigidi e selettivi,
applicazione che non ha ragion d’essere nel momento in cui i posti disponibili
per i passaggi di area diventa numericamente superiore alla platea dei
potenziali candidati, rischia di sortire lo stesso risultato del concorso pubblico a
365 posti di analista di processo-consulente professionale il cui iter si concluse
con l’assunzione di un numero di candidati, 250, inferiore al numero dei posti
messi a bando: un esito che l’Amministrazione non può assolutamente
replicare sui passaggi di area!

FP CGIL/INPS
Matteo ARIANO/Antonella TREVISANI

CISL FP/INPS
Paolo SCILINGUO

UIL PA/INPS
Sergio CERVO

RIUNIONE OSSERVATORIO PARITETICO PER L’INNOVAZIONE

Riunione con due argomenti all’ordine del giorno, la circolare 103/2019
sui servizi al front-end e l’assetto organizzativo della nuova Filiale Provinciale di
Corigliano-Rossano, quella che si è svolta ieri dell’Organismo paritetico per
l’innovazione.
Sul primo tema l’Amministrazione dopo aver ribadito la volontà di
estendere, progressivamente, il sistema di accesso ai servizi dell’Istituto
tramite prenotazione obbligatoria ad eccezione di alcuni servizi (es. sportelli
veloci), una modalità di accesso che dovrebbe alleggerire la pressione agli
sportelli dell’INPS e nello stesso tempo offrire certezze all’utenza sulla
tempistica dell’interlocuzione con gli operatori dell’Istituto, ha mostrato una
prima, sia pur timida, apertura alla nostra richiesta di rivedere
l’impostazione, propria della circolare 103/2019, dell’apertura pomeridiana,
dalle 15.00 alle 18.00, degli sportelli di informazione di primo livello.
Su questo punto abbiamo chiesto di suddividere la sperimentazione in
due fasi, partendo anzitutto dalla progressiva estensione del “Prenota Inps” a
tutte le strutture del territorio e solo dopo procedere a una valutazione
sulle aperture pomeridiane. L’Amministrazione ha concordato su
questa nostra richiesta, precisando che si procederà, dunque, alle aperture
pomeridiane solo dopo “un ragionevole e limitato rinvio temporale”,
aggiungendo la propria disponibilità a rivedere la proposta originaria, di
apertura degli sportelli sull’informazione di primo livello nella fascia
pomeridiana 15.00-18.00, contraendola fortemente e anticipandola dalle 12.30
alle 16.30. Ribadiamo che si tratta di una prima apertura rispetto alla
rigida impostazione originaria dell’Amministrazione che, anziché lasciare
ai territori l’articolazione e le modalità, anche delle fasce temporali, dell’offerta
dei servizi all’utenza, in ragione delle peculiarità dei contesti socioeconomici in
cui l’INPS opera, preferisce esprimersi con toni prescrittivi ignorando le
ricadute in termini di orario di lavoro e di connessi istituti economici che
quell’impostazione genera.
Meglio tardi che mai qualcuno direbbe!
Sull’altro tema, il modello organizzativo della nuova Filiale provinciale di
Corigliano-Rossano, nel prendere atto del nuovo assetto organizzativo
disegnato dalla Direzione generale per l’ex agenzia complessa di Rossano, ci
siamo limitati a far emergere la contraddizione tra il modello
organizzativo “light” proposto, un’unica agenzia interna, denominata
agenzia servizi istituzionali, senza articolazione in agenzia flussi e agenzia
prestazioni e servizi individuali, ed una realtà, la nuova città di Corigliano-
Rossano, demografica, sociale ed economica definita dall’INPS, nelle
premesse della determina presidenziale istitutiva della nuova Filiale, quale
“polo strategico per l’intero territorio della Sibaritide” e punto di riferimento di
un territorio caratterizzato da “complessità nell’utenza di riferimento”.
Trattandosi di un assetto sperimentale, è stato chiarito che la scelta
organizzativa attuale compiuta dall’Amministrazione, conclusa la fase
sperimentale nell’arco di sei mesi a decorrere dal 1° marzo 2020, sarà
suscettibile di modifiche alla luce delle attività di monitoraggio e di verifica
che la Direzione generale dovrà necessariamente compiere.

Roma, 28 gennaio 2020

FP CGIL/INPS
Matteo ARIANO/Antonella TREVISANI

CISL FP/INPS
Paolo SCILINGUO

UIL PA/INPS
Sergio CERVO

Roma, 28 gennaio 2020

Al Presidente della Corte dei conti

Al Segretario generale

e, p.c.

Al Servizio Relazioni Sindacali

Al Personale Dirigenziale

Oggetto: Modifica Decreto presidenziale n. 27 del 29 marzo 2018 – Incarichi dirigenziali Corte dei conti.

Con riferimento alla informativa del 22 gennaio u.s., di cui si allega copia, riguardante la modifica del comma 3, dell’art. 3 del Decreto presidenziale n. 27 del 29 marzo 2018, concernente la definizione dei principi, i criteri e le procedure per il conferimento, la sostituzione ed il mutamento degli incarichi dirigenziali presso la Corte dei conti, e in particolare la possibilità per il personale militare collocato in ausiliaria di partecipare all’interpello per il conferimento di un incarico dirigenziale presso la Corte dei conti, le scriventi OO.SS. ritengono di dover esprimere la propria forte preoccupazione nonché le seguenti perplessità.
In primo luogo, in questo modo vengono penalizzate le legittime aspettative del personale amministrativo interno che, giustamente, aspira alla dirigenza e che potrebbe essere in possesso dei titoli necessari, in assenza di candidati di ruolo.
Inoltre, l’iniziativa sembrerebbe andare in senso contrario rispetto all’indirizzo, più volte ribadito dall’Amministrazione, volto alla copertura dei posti dirigenziali mediante l’ordinaria procedura del concorso pubblico.
In chiusura sia consentito avanzare perplessità anche in relazione al perseguimento del rafforzamento dell’autonomia del nostro Istituto, che norme come quella proposta vanno a limitare e che, invece, dovrebbe prendere le mosse proprio dalla valorizzazione delle risorse interne, obiettivo, peraltro, tenuto nella giusta considerazione in occasione delle recenti modifiche regolamentari.
Si chiede, pertanto, di non dare corso alla modifica del Decreto presidenziale in oggetto.
Cordiali saluti.

S. Di Folco              A. Guarente                  N. Francioni                 U. Cafiero              P. Vespasiani

‘Situazione grave, ora confronto con governo per rilanciare segmento’

Sono oltre 94.000 i soggetti in carico al segmento dell’esecuzione penale esterna, a fronte di una mole di lavoratrici e lavoratori interessati, tra funzionari sociali e agenti di polizia penitenziaria, pari a 1.300. È questo lo stato in cui versa l’esecuzione penale esterna, ovvero quel segmento del complesso mondo dell’esecuzione penale che si occupa, in prevalenza, di chi sconta la pena fuori dalla mura carcerarie. A denunciarlo è la Funzione Pubblica Cgil Nazionale che ha oggi promosso una iniziativa sul tema, dietro le parole ‘fuori a metà – L’altra pena, fuori dalle mura’. Al centro dell’iniziativa un settore che dipende dal Dipartimento di giustizia minorile e di comunità del dicastero di via Arenula e che persegue il potenziamento e l’implementazione di misure alternative al carcere, come previsto dalla legge 67 del 2014 con l’istituzione della messa alla prova.

Quest’ultima rappresenta la possibilità di richiedere la sospensione del procedimento penale per reati considerati di minore gravità, possibilità già prevista per i minorenni e, dalla legge citata, ora anche per gli adulti. Il settore dell’esecuzione penale esterna comprende una serie di attività e interventi, tra cui il controllo, il consiglio e l’assistenza, mirati al reinserimento sociale dell’autore di reato e volti a contribuire alla sicurezza pubblica. Insomma l’obiettivo, spiega la Fp Cgil, è rendere il carcere l’ultima ratio e di perseguire, attraverso la pena da scontare fuori dalle mura, l’attuazione piena dell’articolo 27 della Costituzione, ovvero la rieducazione e il reinserimento del reo nella società.

Ma i numeri rendono improbo questo compito. Il bacino di utenza dell’esecuzione penale esterna, dalla sua istituzione, ha registrato un progressivo aumento che non è soltanto determinato dall’introduzione della misura della ‘messa alla prova’, ma anche dal costante aumento del numero di persone che fruiscono delle misure alternative e sanzioni sostitutive. Si è passati così, rilevano i numeri della Funzione Pubblica Cgil, dalle 32 mila persone (31.404 in misure alternative e 804 messe alla prova) del 2015 alle oltre 55 mila (39.843 e 15.171) del 2019. Ma non solo, precisa il sindacato, si deve considerare che una funzione fondamentale dell’esecuzione penale esterna è quella della consulenza sia nei confronti della magistratura che nei confronti degli istituti di pena. Un carico di lavoro rappresentato da altre 39 mila persone che si aggiungono alle 55 mila che già fruiscono di una misura.

Si tratta di un totale quindi di  94.537 soggetti in carico al segmento dell’esecuzione penale esterna, a fronte di una mole di lavoratori coinvolti pari a 1.299, così suddivisi: 1.114 funzionari dei servizi sociali e 185 di polizia penitenziaria, suddivisi in 167 agenti assistenti, 11 sovraintendenti e 7 ispettori. Numeri, questi ultimi, osserva il segretario nazionale della Fp Cgil, Florindo Oliverio, “totalmente insufficienti, in costante riduzione, per quanto riguarda i funzionari di servizio sociale, per effetto di quota 100 ed un’età media molto elevata. Una situazione grave che si prova a ‘coprire’ ricorrendo a volontari del servizio civile e all’utilizzo di agenti o personale tecnico per coprire mansioni amministrative”.

Serve, secondo il dirigente sindacale, “non solo riconoscere la giusta professionalità al personale, come ad esempio riconoscere la specificità della dirigenza di servizio sociale. Ma soprattutto chiediamo con forza al Ministro della Giustizia e al Governo di riavviare l’interrotto confronto sull’esecuzione penale e mettere in campo una concreta opera di potenziamento del settore”. Per la Fp Cgil serve un piano straordinario assunzionale, spiega Oliverio, “finalizzato a garantire il mandato istituzionale del settore sia per quanto riguarda le misure alternative sia per quanto riguarda la ‘messa alla prova’. Questo è il modello di esecuzione della pena che vogliamo per il nostro Paese. Un modello che sostenga il mandato Costituzionale affidato a tutti i lavoratori che rappresentiamo e garantisca loro la possibilità di lavorare in modo dignitoso e di crescere professionalmente”, conclude.

 

Guarda l’intervista al sottosegretario al Ministero della Giustizia, Andrea Giorgis:

 

Leggi anche:

Fuori a metà, tutti hanno diritto di riscatto. Tre storie di fatica e impegno

Corona virus

Pubblichiamo la nota unitaria territoriale Fp Cgil VVF,Fns CISL e Uil Pa VVF nella quale si chiede l’immediata attuazione di quanto indicato nella nota del Capo del Corpo n.2677  a tutela del personale del CNVVF e le precauzioni da adottare nelle sedi di servizio, riguardo lo stato di attenzione OMS per prevenire il contagio del nuovo Virus 019-nCoV

Corona virus

Pubblichiamo la circolare diramata dall’Amministrazione a seguito dello stato di attenzione emesso dalla  OMS riguardo l’autoprotezione individuale e delle sedi di servizio a seguito dell’identificazione del nuovo Virus 2019-nCoV

Pubblichiamo la nota unitaria Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Uil Pa VVF, riguardo le convocazioni dell”accordo integrativo nazionale concernente la distribuzione al personale non direttivo e non dirigente e direttivo del C.N.VV.F. che espleta funzioni specialistiche (aeronaviganti, piloti e specialisti di volo) delle risorse di cui all’articolo 15, comma 5, del decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 177″ e “Schema di decreto ministeriale inerente il concorso interno per l’accesso alla qualifica Capo squadra, attuativo del D.legs. n. 217 e s.m.i”

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