[Da Cgil.it] – “Lavoratori sempre più precari e con meno occasioni di formazione: una gravissima tendenza che si registra tra i dipendenti della pubblica amministrazione, un settore che dovrebbe essere uno dei grandi motori della crescita di qualità del Paese“. È quanto dichiara la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti in merito all’Annual Report 2019 di Fpa.

Per la dirigente sindacale, i servizi pubblici “hanno bisogno di  personale stabile e qualificato”, per questo “vanno sfruttate al meglio le tante risorse già previste per la formazione, che non vengono utilizzate a causa di vincoli che da tempo chiediamo di superare”. “Ora – aggiunge Scacchetti –  il Ministro della PA, in occasione della conversione in legge del decreto milleproroghe, potrà finalmente concretizzare uno degli impegni su cui si è spesa più volte e mettere mano ai limiti oggi imposti alla spesa per la formazione, nonché prorogare i requisiti utili alla stabilizzazione dei precari”.

In conclusione la segretaria confederale ricorda i tre temi che per la Cgil devono essere affrontati dal Governo: “Un Piano straordinario per l’occupazione che non si limiti a coprire il turn over, formazione e riconoscimento delle competenze, e adeguate risorse per il rinnovo dei contratti“.

Al Segretario Generale
Cons. Franco Massi
SEDE

Al Vice Segretario Generale
Cons. Saverio Galasso
SEDE
Al Magistrato Referente della DGSIA
Cons. Gerardo de Marco
SEDE

e, p.c. Al Servizio relazioni sindacali
SEDE

Oggetto: Liste di distribuzione delle Organizzazioni Sindacali.

Le scriventi OO.SS., in riferimento all’oggetto, premesso che già in proposito sono state inviate note a codesta Amministrazione lamentando l’impossibilità per il personale di nuova immissione nei ruoli o in posizione di comando di iscriversi alle liste di distribuzione (vedi note del 22/07/2019 e del 22/03/2019), sono venute a conoscenza che per le email della sigla FP CISL la ricezione sembra invece essere di default, anche nei confronti del personale di magistratura di nuova immissione, alcuni con incarichi di rilievo all’interno dell’Istituto.
In tutto ciò si ravvisa una palese violazione della trasparenza, della par condicio e un beneficio in favore di una specifica sigla.
Pertanto, queste Organizzazioni Sindacali chiedono che venga attivata la ricezione automatica delle mail inviate per le restanti Sigle, a TUTTO IL PERSONALE CHE PRESTA SERVIZIO, fermo restando la possibilità di cancellarsi dalle liste con il predisposto link.
In assenza di iniziative che seguano questa nuova richiesta scritta, le scriventi si vedranno costrette ad attivare tutte le procedure ai sensi dell’art. 28 della Legge n. 300/1970 (condotta antisindacale), per il tramite delle Segreterie Nazionali.
Cordiali saluti

Roma, 27 gennaio 2020

S. Di Folco         F. Amidani           U. Cafiero             A. Benedetti

Alla Direttrice Centrale Risorse Umane
Dott.ssa Mariagrazia Sampietro

e p.c. Al Dirigente delle relazioni sindacali
Dott. Aldo Falzone

OGGETTO: BANCA ORE – RICHIESTA URGENTE

Le scriventi sigle chiedono che un chiarimento urgente da parte
dell’Amministrazione relativamente alla “presunta” incompatibilità fra l’istituto
della banca ore e le prestazioni lavorative eccedenti l’orario ordinario.
Ribadiamo che, a differenza delle indicazioni diramate in diversi uffici, non
sussiste alcuna incompatibilità fra i due istituti.
Considerato che il termine ultimo per l’adesione alla banca ore è oramai
prossimo (31 gennaio 2020), non vorremmo che la confusione generatasi
possa vanificare un’importante previsione del CCNL, tesa a garantire la
conciliazione vita-lavoro.
Pertanto, chiediamo anzitutto una proroga del termine del 31 gennaio e
che, nel frattempo, sia, definitivamente e ufficialmente, chiarito che la
presunta incompatibilità non sussiste.

Roma, 27 gennaio 2020

FP CGIL/INPS
Matteo ARIANO
Antonella TREVISANI

CISL FP/INPS
Paolo SCILINGUO

UIL PA/INPS
Sergio CERVO

Pubblichiamo la convocazione riguardo gli schemi di regolamenti per  concorsi interni per la qualifica di Capo Squadra.

Pubblichiamo l’informativa relativa alle posizioni delle rispettive graduatorie. Riferimento della procedura speciale di reclutamento a domanda del personale volontario del C.N.VV.F. e concorso pubblico a 250 posti di Vigile del Fuoco

Pubblichiamo la convocazione e la bozza inviata dall’Amministrazione relativa alla distribuzione risorse settore aeronavigante

Pubblichiamo la nota inviata dal Capo del Corpo riguardo il rinvio della convocazione per le modifiche al  DPR 23.12.2002 n° 314 ai sensi art 18 del D. Lgs. 29 .05.2017 n° 97

Chiediamo convocazione di Regioni e Ministero Salute

“Una vera e propria vergogna. L’arrivo dei falchi di Aiop fa saltare il tavolo di trattative per il rinnovo del contratto 16/18 della Sanità Privata”. A denunciarlo sono i segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli e Michelangelo Librandi, aggiungendo che: “In avvio della non stop che doveva chiudere una vertenza lunga 13 anni per il contratto, il cambio di delegazione di Aiop ha rimesso in discussione una trattativa arrivata ad un punto ormai avanzato sia sulla parte economica che normativa”.

“Il confronto – specifica la delegazione sindacale – si è arenato a causa di affermazioni gravissime della controparte come ‘non ci si può fidare degli assessori’ e ‘non ha rilevanza l’accordo fatto al Ministero della Salute’. Inoltre, l’affermazione perentoria dei falchi di Aiop di far saltare tutto a meno che le organizzazioni sindacali non accettino il ricatto di inserire una clausola compromissoria per la quale il datore di lavoro, se insoddisfatto delle intese regionali, possa decidere di non erogare tutti gli aumenti contrattuali, appare costruita ad arte per far saltare il tavolo”.

Chiediamo – concludono i segretari di Cgil Cisl e Uil – di bloccare subito gli accreditamenti alle strutture e di essere convocati, già nelle prossime ore, dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome e dal Ministero della Salute. Riparte fin da ora la nostra mobilitazione”.

Uneba, contratto rinnovato! Sottoscritta la pre intesa per il contratto nazionale Uneba.

Leggi il volantino sui contenuti e controlla le tabelle economiche.

 

Leggi anche:

Contratti: Cgil Cisl Uil, firmata ipotesi rinnovo Uneba per Terzo Settore

Urgente intervento governo per individuare soluzione, ora da governo soluzione

La bocciatura da parte del Tar della Sicilia del percorso di stabilizzazione dei medici precari del 118, con le sentenze del 14 e 15 gennaio scorso, rappresenta una pessima notizia”. A dichiararlo è il coordinatore nazionale della Fp Cgil Medici della Medicina Generale, Francesco Masotti, aggiungendo che: “Non possiamo che esprimere la nostra preoccupazione per le centinaia di medici precari che complessivamente garantiscono i servizi di emergenza-urgenza”.

Il provvedimento di stabilizzazione, prosegue il dirigente sindacale, “servirebbe a colmare un’autentica disuguaglianza sociale, intesa come differenza ingiusta e pregiudizievole per tutti quei medici che, seppure in assenza dello specifico titolo di formazione, stanno mantenendo da anni in piedi un Servizio, quello dell’Emergenza-Urgenza, che altrimenti sarebbe naufragato, privando così i cittadini di prestazioni di primaria importanza, in base alle quali è misurata la qualità dell’intero servizio sanitario”. Inoltre, aggiunge, “non condividiamo affatto la linea intrapresa dal sindacato maggiormente rappresentativo della categoria, che al contrario vuole negare il diritto alla stabilizzazione di questi colleghi precari. E meraviglia ancora di più, questa presa di posizione, perché espressa da un sindacato medico che vede fra le proprie fila, dirigenti e iscritti che svolgono anche la funzione di Presidenti degli ordini provinciali che, pertanto, per il loro ruolo dovrebbero rappresentare e tutelare tutti gli iscritti”.

La Fp Cgil Medici, al contrario, “rilancia la proposta di individuare un percorso di stabilizzazione per questi medici, che, in analogia a quello individuato per la dirigenza sanitaria con la legge Madia, consenta loro uno sbocco occupazionale e dia, così, anche un futuro dignitoso alle loro famiglie. Questo non vuol dire approfittare di scorciatoie normative o di sedicenti ‘sanatorie’, ma al contrario avviare in trasparenza percorsi che riconoscano le esperienze acquisite in anni di lodevole servizio offerto alla cittadinanza. È urgente un decreto del governo per trovare una soluzione non più rinviabile”, conclude Masotti.

Il tema della tutela dell’ambiente è divenuto (fortunatamente) un tema centrale nelle discussioni di ogni cittadino/a, lavoratore e lavoratrice, così come lo è nella discussione inter e intragovernativa. Tutte e tutti noi ben percepiamo i pericoli delle fragilità dal più piccolo ecosistema fino al sistema Terra, peraltro spesso indotti da comportamenti antropici ad impatto negativo.
Il tema della tutela dell’ambiente per ciò che indirettamente porta a beneficio della salute umana (ma diremmo di ogni forma di vita), è per noi centrale.
La capacità di tutelare l’ambiente è per un chiaro sillogismo, un intervento di prevenzione primaria sulla salute umana.
È quindi fuor di dubbio, per ciò che riguarda il posizionamento della Funzione Pubblica CGIL che il sistema delle Agenzie per la Protezione dell’Ambiente deve rimanere collocato nell’ambito di una rete che si occupa di Salute perché Ambiente e Salute sono inscindibilmente legati a doppio nodo, e pertanto i riferimenti contrattuali non possono che essere quelli della Sanità Pubblica.
Da questa premessa si pone una questione: nelle Arpa esistono figure professionali analoghe a quelle che esistono nelle Aziende Sanitarie, e in ragione delle caratteristiche delle funzioni espletate, ne esistono anche di peculiari.
Proprio per queste specifiche funzioni, non può che essere così: se un obiettivo è quello di evitare o contenere a monte l’insorgenza o lo sviluppo di una malattia , è evidente la necessità di contributi originati anche da professionalità diverse e complementari.
Ciò detto, siamo coscienti che esiste un tema che va affrontato dal punto di vista degli inquadramenti contrattuali a partire proprio dalle figure che sono comuni ai due “mondi” e che, dalla Legge istitutiva 61/1994, hanno subito una ricollocazione contrattuale che necessita di una revisione ragionata e coerente, che vogliamo continuare ad esplorare in una ottica di rilancio contrattuale e di equità di trattamento.
Siamo convinti che il ruolo delle Arpa sia ad oggi quanto mai di primo piano nella difesa del nostro territorio e della salute di chi vi è ospite (esseri umani, animali, piante…) e che i lavoratori e le lavoratrici che vi operano hanno bisogno di sostegno e riconoscimento per le importanti attività di monitoraggio, controllo, ricerca, (ma anche supporto, formazione, ecc….) che quotidianamente conducono, spesso nelle difficoltà dovute alle carenze di organico e/o di attrezzature e strumenti.

Firmata l’ipotesi di accordo per il nuovo CCNL Croce Rossa Italiana

Nella serata di ieri 23 gennaio 2020, abbiamo siglato l’ipotesi di accordo per il nuovo del CCNL della Croce Rossa Italiana per il triennio giuridico 2020/2022.
Si tratta di un nuovo contratto collettivo nazionale rivolto al personale della Croce Rossa Italiana e dei relativi Comitati Territoriali. Questo importante risultato aveva inizialmente coinvolto anche ANPAS e Misericordie che nel corso della trattativa hanno ritenuto nella loro legittimità decisionale di non proseguire il percorso contrattuale che puntava a unificare i CCNL dell’emergenza-urgenza.
L’accordo ha un valore economico complessivo, a regime, di 70,68 € sul livello C3 per 13 mensilità, riparametrati per tutte le altre categorie e posizioni economiche, il che corrisponde a un incremento percentuale del 4,5% sul tabellare attualmente applicato al personale della Croce Rossa.
La distribuzione e le decorrenze delle quantità economiche sono le seguenti:
23,56 € sul salario tabellare al 1/12/2020
23,56 € sul salario tabellare al 1/12/2021
23,56 €, sul salario tabellare al 1/09/2022

Tra gli elementi che maggiormente valorizzano il nuovo testo contrattuale, citiamo il rafforzamento della contrattazione di secondo livello, il riconoscimento dei tempi di vestizione in orario di lavoro, l’introduzione dei permessi per malattia del figlio retribuiti, una valorizzazione delle figure professionali maggiormente rilevanti nel settore quali il soccorritore in area C, e posizionamento di partenza dell’autista soccorritore in C3 oltre alla previsione della figura unica dell’educatore in D3. È stata inoltre inserita una completa definizione di indennità specifiche tra cui il rischio radiazioni e rischi per missioni all’estero e indennità di disagio , linee guida per la definizione del premio incentivante e la previsione di costruire un fondo di previdenza complementare e di assistenza sanitaria integrativa. Dal punto di vista delle tutele è stato inserito all’interno dell’articolato il cambio di gestione, una puntuale regolamentazione dell’assistenza domiciliare che prevede il riconoscimento dei tempi di spostamento come orario di lavoro con una specifica indennità. Sono stati previsti inoltre particolari permessi per visite mediche e l’esclusione dal comporto dei giorni di assenza per gravi patologie. Sono stati altresì previsti degli specifici articoli per la tutela delle diversità, delle disabilità delle inidoneità e dei disagi psicofisici.
Ora l’ipotesi di accordo dovrà essere sottoposta alla consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori, da completarsi entro il 16 Marzo 2020: a tal proposito, vi invieremo nei prossimi giorni i volantini, i testi dell’accordo ed il verbale per le assemblee.

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