Mercoledì 03 luglio 2019 si è tenuta la prima riunione, in videoconferenza, del Coordinamento
Nazionale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
In premessa, oltre che fare il punto sul quadro politico sindacale attuale, si è proceduto ad
una illustrazione delle ricadute e delle problematiche connesse al nuovo assetto organizzativo
dell’Agenzia, all’istituzione delle POER, e alle criticità oramai conclamate di carenza
di organico dell’Amministrazione. Sono stati inoltre descritti gli ultimi Accordi sottoscritti nel
primo semestre del 2019.
Al riguardo è stata ribadita la contrarietà della FP CGIL, espressa in maniera forte e coerente
anche durante il confronto di fine 2018 con l’Amministrazione, in merito all’istituzione
delle POER, alle procedure selettive che venivano effettuate e alla contestualizzazione di
tali figure all’interno dell’Agenzia.
Sulla problematica della carenza di organico è stato preso atto che l’Agenzia si sta muovendo
in linea con quanto comunicato negli ultimi incontri ponendo in essere tutte le procedure
che porteranno da una parte all’ assunzione di nuovo personale mediante concorsi
pubblici (circa 700 unità di seconda e terza area) oltre che assumere in mobilità intercompartimentale
altrettante unità da altre amministrazioni.
Nel contempo è stata accolta positivamente la volontà di fatto di procedere ai passaggi
verticali di Area che hanno già visto bandire il passaggio dalla Prima alla Seconda Area
(che tra il 2019 e il 2020 si concretizzerà con lo svuotamento della Prima Area) e che entro
l’Autunno dovrebbe vedere emanare anche il bando per il passaggio dalla Seconda alla
Terza Area con i criteri previsti dalla normativa vigente.
In proposito è stato affermato che la partita dei passaggi verticali non era assolutamente
un risultato scontato e che grazie alle nostre proposte accolte dall’Amministrazione sui tavoli
contrattuali questo risultato si è potuto concretizzare.
A seguire gli interventi dei territori hanno concentrato l’attenzione sulle criticità sia delle
POER che si sono appena insediate e sia sulle criticità del nuovo assetto organizzativo
dell’Agenzia entrato in vigore dal 01 maggio 2019.
E’ stato ribadito che la costituzione di queste nuove Posizioni Organizzative ad Elevata
Responsabilità sono risultate divisive per il personale creando grande senso di demotivazione
e di immobilismo dell’azione amministrativa all’interno degli Uffici.
Per quanto concerne invece la parte organizzativa si sono riscontrate criticità in particolare
nel settore Monopoli che vedono più di altri cambiare il proprio assetto lamentando poca
chiarezza oltre che poca informazione sulla nuova organizzazione tenuto conto anche delle
poche unità presenti in servizio e in prossimità alla pensione.
Nello specifico si denunciano mancanze di disposizioni coerenti e necessarie ad accompagnare
questo processo di riorganizzazione con, in alcuni casi, un atteggiamento dei Dirigenti
poco propensi al confronto sindacale sul merito.
E’ pertanto necessario che a tutti i livelli di contrattazione, territoriali e nazionali, sia alta
l’attenzione della nostra organizzazione al fine di intervenire a tutela delle lavoratrici e dei
lavoratori entrando nel merito delle difficoltà che si creeranno di volta in volta.
Il Coordinamento Nazionale ha comunque ribadito la necessità di addivenire quanto prima
alla definizione del nuovo CCNI al fine di migliorare le regole attuali del rapporto di lavoro
(turni, orari, partecipazioni sindacali) oltre che aggiornare e superare il vecchio sistema indennitario
con lo scopo di definire una reale omogeneizzazione del salario accessorio in linea
con quanto in parte è stato già fatto recentemente su alcuni istituti contrattuali.
Al riguardo si è convenuto di aprire immediatamente un confronto sui territori sulla piattaforma
di CCNI presentata all’Agenzia finalizzato ad una più ampia partecipazione alla discussione
sul rinnovo del Contratto Integrativo.
Infine è stata nominata la nuova delegazione trattante nazionale che parteciperà alle trattative
nazionali.
Il Coordinatore nazionale FP CGIL Il Coordinatore nazionale FP CGIL
Agenzie Fiscali Agenzia delle Dogane e Monopoli
Luciano Boldorini Florindo Iervolino
IPOTESI DI ACCORDO DI PROGRAMMA
Organizzazioni Sindacali ed Inail, consapevoli del superamento dell’attuale ordinamento
professionale, non più rispondente all’attività svolta dal Personale, concordano nel sostenere in
ogni sede una sua rivisitazione: l’elevata informatizzazione e l’organizzazione del lavoro per
processi hanno, infatti, reso non più valide le vecchie logiche classificatorie in quanto
prevalgono attività di verifica e controllo caratterizzate da crescenti responsabilità diffuse.
Pertanto, a partire dalla Commissione Paritetica prevista all’articolo 12 del vigente CCNL, si
adopereranno per rinvenire le più idonee soluzioni che dovranno produrre dalla prossima
stagione contrattuale, meccanismi in grado di ricollocare, in particolare, il personale delle aree
A e B, in ragione delle mansioni effettivamente svolte. Parimenti convengono di perseguire
l’individuazione di fabbisogni sempre più aderenti alle reali esigenze dell’Ente e nuove forme di
finanziamento dei fondi relativi al Personale.
In tale ottica, nell’ambito di contrattazione di secondo livello, assumono i seguenti reciproci
impegni:
– avviare, previo accordo, i passaggi verticali tra un’area e l’altra ai sensi della normativa
recata dal decreto Madia e, in seguito, attivando ogni possibile strumento verrà individuato
a tale fine;
– tenuto conto, poi, dell’imminente avvio della procedura concorsuale pubblica rivolta ad
acquisire nuovo personale, favorire soluzioni che consentano il massimo utilizzo della
riserva interna prevista; in tale ottica, vista la lunga esperienza maturata dal personale in
parola e il ridottissimo costo, limitato al solo differenziale economico, prevedere
l’ammissione alla selezione senza la fase preselettiva che è diretta a riconoscere le
competenze di base già ampiamente accertate per il personale in parola;
– parallelamente, come conseguenza della recente definizione del piano triennale dei
fabbisogni, procedere ad un accordo per gli sviluppi economici all’interno delle aree da
finanziarsi utilizzando una quota non superiore al 70% del compenso unico di
professionalità e prevedendo di procedere ai passaggi del personale inquadrato
attualmente all’apice della propria area di appartenenza al momento dell’introduzione di
ulteriori posizioni di sviluppo economico conseguenti alla ridefinizione contrattuale delle tre
attuali aree;
– prevedere sessioni di mobilità orizzontale verso altro profilo aprendo tale possibilità anche
al personale inquadrato nell’area B in ragione dell’evoluzione dell’ordinamento
professionale, come ad esempio per il ruolo di formatori.
– favorire e accelerare l’avvio di procedure concorsuali dirette al reclutamento di nuovi
informatici, professionisti legali, dirigenti ecc. avendo cura di creare opportunità per il
personale già in servizio;
– nel pieno rispetto delle normative in materia, prevedere che nel conferimento di incarichi di
dirigenza a tempo determinato ai sensi dell’art.19 del decreto legislativo 165/2001, si
valorizzino i funzionari dipendenti dell’Istituto che vantano in relazione agli incarichi da
ricoprire una riconosciuta esperienza e competenza.
– Indire, in vista delle nuove assunzioni, un bando di mobilità straordinaria che consenta di
ricollocare il personale che ne faccia richiesta presso strutture disponibili, ammettendo la
partecipazione anche dei colleghi sottoposti al vincolo di permanenza.
– infine, favoriranno il riappropriarsi di funzioni strategiche per i fini istituzionali come
l’attività di vigilanza e il rilancio del modello sanitario.
A Stato Maggiore Esercito
c.a. CSME – Gen. S. FARINA
Oggetto: Relazioni sindacali Comando Forze Operative Sud Napoli
Le scriventi OO.SS. rilevano che, malgrado l’atto di indirizzo del 12.11.2018, rivolto a tutte le articolazioni dell’amministrazione, con cui il CSME ha sottolineato la necessità di mantenere relazioni sindacali corrette e costruttive, alcune amministrazioni periferiche continuano a sottrarsi alle direttive impartite dal proprio vertice.
In tale ambito le rappresentanze sindacali del territorio di Napoli hanno più volte evidenziato il persistere di inadempienze contrattuali da parte del Comando Forze Operative Sud, sia in tema di mancata informazione che di mancato coinvolgimento delle rappresentanze sindacali alle problematiche del personale civile, in particolare in tema di organici e di benessere.
Il permanere di conflittualità e della sistematica violazione delle norme del CCNL rende, pertanto, necessario elevare il confronto a livello nazionale.
Per quanto sopra FP CGIL CISL FP e UIL PA richiedono di programmare con urgenza apposito incontro sull’argomento.
Nella circostanza si invita, altresì a fornire informazioni aggiornate sugli arretrati dei buoni pasto relativi al 2017 spettanti ai dipendenti.
Distinti saluti.
Fp Cgil Cisl Fp Uil Pa
Francesco Quinti Massimo Ferri/ Franco Volpi Sandro Colombi
Pubblichiamo la nota del coordinamento provinciale riguardo l’ articolazioni dell’orario di lavoro della sede di Piombino
Comunicato
L’Ispettorato Nazionale del Lavoro avrebbe tra i suoi obiettivi anche quello di tutelare le lavoratrici madri, per evitare che la maternità possa essere discriminata, in palese violazione dell’art. 37 Cost. Per questa ragione, ad esempio, il legislatore ha previsto l’obbligo di far vagliare ai dipendenti dell’INL le dimissioni presentate dalle lavoratrici madri, al fine di verificare che esse siano date spontaneamente e non siano frutto di pressioni da parte del datore di lavoro.
Come spesso capita, però siamo al paradosso: l’INL tutela le lavoratrici altrui, ma non le proprie. Così accade in una ITL del Centro-Italia, in cui gli istituti a tutela della conciliazione vita-lavoro – già previsti dal CCNL e non necessitanti di ulteriori disposizioni, nonostante capziose interpretazioni in senso contrario anche della DCRU – sono pieni di ostacoli per la loro fruibilità da parte di lavoratrici e lavoratori, al punto tale che è dovuta intervenire la Consigliera di parità – organo con cui dovremmo collaborare per instaurare buone prassi in tutti gli uffici da esportare altrove, non entrare in conflitto.
Si tratta di un caso isolato? Nient’affatto, purtroppo. In un’altra ITL del Centro-Sud, il dirigente ha espressamente valutato negativamente i comportamenti di alcune lavoratrici, le quali sarebbero state poco disponibili a lavorare, in quanto … assenti per maternità ovvero assenti per curare i figli minori gravemente malati. Assurdo, per non dire ottocentesco.
Ci fermiamo qui, per ora, ma siamo certi che in altre ITL vi saranno casi altrettanto gravi e invitiamo tutti i colleghi e le colleghe che ritengano di aver subito discriminazioni ovvero ingiustificate limitazioni a causa della maternità/paternità a segnalarcelo, perché ci rivolgeremo agli organi competenti, considerato che questa Amministrazione risulta sorda ai bisogni dei propri dipendenti e cieca rispetto a quel che accade nei propri uffici, nonostante le nostre ripetute segnalazioni.
Il Coordinatore nazionale FP CGIL INL
Matteo Ariano
Il MIT, nel trasmettere, in merito alla riorganizzazione del Ministero, la nota con la quale sono state
riportate tutte le posizioni sindacali emerse ufficialmente al tavolo, sembra chiudere la vicenda con
una chiosa che non ci pare in linea con quanto previsto dal CCNL, né tantomeno, con quanto prospettato al tavolo da tutte le OO.SS. presenti.
In buona sostanza, quando si dice che “l’Amministrazione, nell’esercizio del suo pieno potere datoriale
in merito alla riorganizzazione, valuterà tutte le posizioni emerse in sede di confronto”, appare
evidente che la stessa sembri virare verso una interpretazione secondo cui il confronto ex articolo 5
CCNL parrebbe attestarsi in un mero scambio di opinioni. Per quel che ci riguarda, non è così. Infatti,
il primo comma del citato articolo 5, non a caso, afferma che “il confronto è la modalità attraverso
la quale si instaura un dialogo approfondito sulle materie rimesse a tale livello di relazione, al
fine di consentire ai soggetti sindacali, di esprimere valutazioni esaustive e di partecipare costruttivamente alla definizione alle misure che l’amministrazione intende adottare”. E ancora, più avanti si afferma che”al termine del confronto è redatta una sintesi dei lavori e delle posizioni emerse”.
Laddove appare di tutta evidenza che non possa limitarsi, la sintesi dei lavori, alle sole posizioni
delle OO.SS. , ma che diviene necessario comprendere se e come, le osservazioni prodotte dalle
stesse, vengano prese in considerazione e in quale misura. Insomma, sapere se il risultato a cui perviene l’Amministrazione è lo stesso con cui si è principiato il confronto oppure, come auspicabile,
se la proposta di parte datoriale ha inteso tener conto delle varie osservazioni e, nel caso, di quali. In
buona sostanza, se le valutazioni prodotte abbiano contribuito, costruttivamente, alla definizione
delle misure che l’Amministrazione adotta.
Tutto ciò lo abbiamo detto al tavolo, al termine dell’ultimo incontro. Tutto ciò lo ribadiamo con forza.
Stiamo parlando della riorganizzazione del Ministero: pensiamo sia utile e necessario, attraverso
un ulteriore incontro in cui ci si dica quali sono “le posizioni emerse”, conoscere quali direttrici
di marcia si intendano percorrere e, ovviamente, saperlo prima dell’emanazione degli atti formali.
Questo prevede il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. Questo pretendiamo.
la coordinatrice Fp Cgil Mit p.la Fp Cgil nazionale
Carmen Sabbatella Paolo Camardella
Continua l’informazione su SALUTE e SICUREZZA pubblichiamo l’uscita n 14 dell’ editoriale la PARTICELLA PAZZA.
Giulia si occupa di raccolta base, ovvero di raccogliere e pulire tutto ciò che è intorno ai cassonetti, in supporto alle macchine. Fabio invece quei cassonetti si occupa di svuotarli, con il suo auto-mezzo. E poi c’è Salvatore che si occupa dell’ultimo anello della filiera: smaltire i rifiuti raccolti.
Tre lavoratori di uno stesso sistema e con uno stesso obiettivo: rendere pulite le città. Attraverso il loro racconto abbiamo cercato di ricostruire i passaggi del sistema dei rifiuti e indagato le condizioni in cui versa il loro lavoro quotidiano.
“Il nostro è un compito difficile, che richiede sacrificio. Quando arriviamo nelle strade, troviamo i cassonetti ancora pieni e cumuli di immondizia intorno, che è lì da parecchi giorni. Per questo non possiamo limitarci alla raccolta, ma dobbiamo prima bonificare la strada. Troviamo di tutto: bigattini, larve di insetti che con il caldo continuano a rigenerarsi, topi, bottiglie rotte che potrebbero essere infette.
Il nostro turno è di 6 ore. Prima in 6 ore riuscivamo a fare un giro completo di pulizia delle strade. Adesso, data la mole di lavoro, nello stesso numero di ore riusciamo a fare appena una via, quindi 3-4 cassonetti. E sto parlando di 6 ore lavorate a pieno, sempre a schiena bassa, senza fermarsi mai.
Lavoriamo con il caldo, immersi in odori nauseanti, in zone infette e spesso durante le ore di lavoro veniamo anche interrotti per essere insultati. Come se la responsabilità fosse la nostra e non stessimo facendo il nostro dovere. Che poi ciò che facciamo non lo facciamo solo per lavoro o dovere. Lo facciamo prima di tutto per salvaguardare la nostra stessa salute. Siamo cittadini anche noi”.
“Quotidianamente io e i miei colleghi proviamo a svolgere il nostro lavoro e a restituire decoro alla nostra città. Ma siamo impossibilitati a farlo e non si riesce a far comprendere che la responsabilità non è nostra. Ogni giorno con il mezzo comincio la raccolta dei rifiuti, poi mi dirigo alla centralina, scarico quanto ho raccolto e ricomincio da capo. Ma dopo al massimo un paio di giri, nei quali ho raccolto circa 25-30 quintali di immondizia, devo necessariamente fermarmi perché i depositi sono saturi. Spesso sono costretto ad aspettare 3 o 4 ore prima di ricominciare il giro. Siamo a un punto di non ritorno in cui si gioca a rimpiattino con le responsabilità e alla fine la colpa ricade sui semplici operatori che hanno il contatto diretto con cittadini giustamente e comprensibilmente scontenti. Ogni giorno qui si sfiora la rissa e non sono mancati gli episodi di aggressione finiti male. È necessario che se ne parli, bisogna trovare una soluzione. Siamo lasciati completamente soli”.
“Io faccio parte dell’anello finale, quello di destinazione dei rifiuti. Un anello che viene trascurato dalla politica, la quale si preoccupa di investire solo sulla raccolta, di portare il rifiuto via dalla strada. Ma se gli impianti non funzionano, come i fatti mostrano, va in tilt l’intero sistema. Gli impianti sono obsoleti, spesso fuori servizio per manutenzione ordinaria o straordinaria. Così il carico di immondizia viene destinato ad altri impianti che vanno in sovraccarico. Inoltre i rifiuti sono tanti e le discariche troppo poche, nessun territorio le vuole. E’ inevitabile che si crei un sovraccarico della mole di lavoro.
Tutto ciò, per altro, avviene mentre il personale opera in condizioni di sicurezza spesso non accettabili. Noi ci teniamo molto a questo aspetto, ma ogni qualvolta abbiamo a che fare con aziende esterne, si trascurano gli aspetti più elementari della sicurezza. Spesso siamo noi a dover fare consulenza a loro. E’ un aspetto molto trascurato. Fin quando non si capirà che perché funzioni l’intero sistema deve innanzitutto esserci una destinazione consona e sufficiente per i rifiuti, il meccanismo continuerà ad incepparsi”.
E mentre la politica prosegue il gioco della conta delle colpe, c’è tutta una fetta di opinione pubblica che se la prende – verbalmente e non – con il suo primo interlocutore: gli operatori, stanchi, umiliati e frustrati per un lavoro svolto al massimo delle possibilità concesse. Anche per questo la Funzione Pubblica Cgil ha lanciato la campagna ‘Fp Bella Differenza’, che intende mettere al centro proprio la salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori dell’igiene ambientale e la necessità di investire nel settore. Un settore che, secondo un report della stessa Fp Cgil, registra ogni anno infortuni per un lavoratore su nove. Sono infatti oltre 10 mila, secondo i dati Inail, i lavoratori colpiti da incidenti, di cui circa 8.500 proprio nella raccolta, e più di 500 i casi di malattia professionale. Un numero enorme se si considera che sono in tutto circa 90 mila gli operatori del settore, tra pubblico e privato. “Facciamo appello a tutte le istituzioni affinché si esca da una fase emergenziale continua che, come registriamo quotidianamente – fa sapere il sindacato –,danneggia i cittadini e costringe le lavoratrici ed i lavoratori del settore a prestare la propria attività in condizioni drammatiche. Valorizzare l’economia circolare deve tradursi anche in un miglioramento delle condizioni di lavoro”.
Aggressioni al personale sanitario e socio-sanitario. Questo il tema del nuovo appuntamento con ‘La Cura dei Diritti’, il servizio di dirette Facebook della Funzione Pubblica Cgil Sanità rivolto alle lavoratrici e ai lavoratori, in programma oggi lunedì 8 luglio alle ore 19.00 sulla pagina @fpcgilsanita.
A partire dalla ore 19 Antonio Marchini della Fp Cgil Sanità e l’avvocato Michele Bonetti tratteranno il tema delle aggressioni, sia sul versante sindacale che su quello strettamente legale. Risponderanno in diretta alle domande (e ancora possibile porre quesiti qui) e informeranno gli utenti sul quadro normativo e contrattuale relativo al tema delle aggressioni. Argomento al quale la Fp Cgil ha sempre posto molta attenzione, dedicandogli, tra le cose, un vademecum tascabile, scaricabile gratuitamente, dal titolo ‘Stop! Alle aggressioni al personale sanitario’, e un corso di formazione Ecm Fad, dal titolo: ‘Violenze e aggressioni nei confronti del personale sanitario – La prevenzione e il contrasto alle aggressioni: al lavoro sicuri’, gratuito per gli scritti alla Fp Cgil e rivolto a tutte le professioni sanitarie, medici e assistenti sociali, attivo fino al 31 luglio 2019. Appuntamento quindi oggi alle 19.0o sulla pagina @fpcgilsanita.
UNITI SI VINCE
SOTTOSCRITTI GLI ACCORDI
FONDO 2018 E PROGRESSIONI ECONOMICHE (PEO)
5 luglio 2019, le scriventi OO.SS., con senso di responsabilità, e dando attuazione al mandato del personale riunitosi nelle assemblee sia presso la sede centrale, sia presso quelle territoriali, hanno sottoscritto gli accordi, di cui si allegano i relativi documenti, per la ripartizione del Fondo 2018 e per le Progressioni Economiche Orizzontali (PEO) a decorrere dal 2019.
Nell’esprimere apprezzamento per la sensibilità dimostrata dai vertici dell’Istituto nel venire incontro alle richieste di parte sindacale, formulate per rendere concrete le aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori della Corte dei conti con particolare riferimento alla necessità di dare impulso alle procedure per evitare che vadano perse importanti opportunità attese da tempo, le scriventi, pur non condividendo pienamente alcuni aspetti delle proposte dell’Amministrazione, hanno deciso di porre fine, con la sottoscrizione degli accordi, ad una trattativa che va avanti da un anno, evitando così eccessive penalizzazioni in termini di ritardato pagamento degli emolumenti (del Fondo 2018) o un ulteriore slittamento (al 2020) delle progressioni economiche orizzontali per il personale.
Nel corso della trattativa, ed anche nella riunione odierna, abbiamo rappresentato con determinazione e consapevolezza la necessità di moltiplicare gli sforzi per recuperare il tempo perduto e far sì che i lavoratori dell’Istituto non continuino a sentirsi mortificati professionalmente ed economicamente rispetto a quelli degli altri Organi di rilevanza costituzionale che, nel tempo, si sono visti riconoscere benefici economici attraverso norme ad hoc o specifiche modifiche regolamentari.
Sulla decisione assunta da queste sigle nella giornata odierna ha giocato un ruolo determinante la voce del personale dell’Istituto riunitosi nelle assemblee. Il personale della Corte dei conti ci ha rappresentato nelle scorse settimane che non può più permettersi di attendere e vedere sfumare importanti obiettivi. Per questo, per le scriventi OO.SS., rimarrà fondamentale, anche per tutte le prossime azioni da intraprendere, proseguire nell’ascolto del personale nelle assemblee che saranno indette nei luoghi di lavoro.
Queste OO.SS. ribadiscono ancora una volta il massimo sostegno a tutti gli interventi che in linea con la strategia dei vertici di Istituto, ribadita nella direttiva per l’azione amministrativa per 2019, possano consentire di giungere al pieno riconoscimento dell’autonomia organizzativa e finanziaria dell’Istituto e, di conseguenza, all’attribuzione al personale della Corte dei conti del giusto riconoscimento delle competenze acquisite e della propria effettiva specifica professionalità.
S. Di Folco F. Amidani U. Cafiero A. Benedetti F. Stefanangeli
Lo scorso 4 luglio, dopo lunghe trattative con l’Amministrazione, ed una partecipata assemblea unitaria con i lavoratori, la FP CGIL e le RSU elette nelle sue liste, hanno firmato l’ipotesi di accordo sul Fondo Risorse Decentrate 2018 – ex FUA ( vedi allegato).
Per noi questo è solo un accordo di transizione, in attesa di arrivare ad un CCNI organico e comprensivo di tutto ciò che attiene alla vita lavorativa, come progressioni economiche, profili professionali, welfare integrativo etc .
Riguardo a questi argomenti è stata fatta una dichiarazione congiunta tra le parti che troverete alla fine del testo dell’accordo.
La nostra firma è un atto di responsabilità in quanto a nostro avviso ci sono ancora delle criticità non superate, su alcune delle quali è stata fatta una nota a verbale unitaria, allegata all’accordo, nella speranza di poterle superare nel corso dei prossimi incontri con l’Amministrazione.
Il Coordinatore nazionale FP CGIL p. la FP CGIL Roma e Lazio
Ministero del lavoro e delle politiche sociali Francesca Valentini
Giuseppe Palumbo
Finalmente il 3 luglio u.s. si è tenuto il primo incontro sulle progressioni verticali, dopo la disponibilità manifestata dal Presidente alla modifica della Det. Pres. n. 177/2018.
Si è trattato di un incontro interlocutorio, in cui abbiamo registrato alcuni primi segnali di apertura; ad esempio, l’Amministrazione, negando la banca dati, si è dichiarata disponibile alla nostra richiesta di circoscrivere l’ambito delle materie oggetto della prova precisando, materia per materia, quali saranno gli specifici argomenti.
Al netto delle dichiarazioni di intenti, rimandiamo all’esito del confronto sui singoli aspetti, una valutazione compiuta sulla “bontà” delle migliorie che saranno apportate alla determina. Seppur siamo consapevoli dell’urgenza di definire criteri e contingenti per le progressioni verticali – ricordiamo che la FP CGIL fu tra le non firmatarie del primissimo accordo del 2018, in quanto il Presidente Boeri non volle inserire il limite del 20% consentito dal Decreto Madia – non saremo disponibili a qualsiasi tipo di intesa, che non tenga in considerazione almeno tre aspetti:
– Individuazione di numero dei passaggi, sia da area A ad Area B che da Area B ad Area C, che si attesti al numero massimo consentito dalle norme vigenti, il che implica un aumento sostanzioso dei posti per il 2020;
– Approccio di riconoscimento della professionalità acquisita dai lavoratori che quotidianamente viene esercitata nelle sedi;
– Contestuale avvio della discussione sulla nostra proposta di revisione dei profili professionali.
Sappiamo che la discussione sulle progressioni verticali non risolve il problema dei tanti colleghi di area A e B che svolgono mansioni superiori. Per questo chiediamo, anzitutto, il sostegno dei vertici dell’Inps alla richiesta unitaria delle federazioni nazionali FP CGIL, CISL FP, UILPA e UILFPL – trasmessa tra gli altri al Presidente del Consiglio e alla Ministra della Pubblica Amministrazione – di aumentare la quota per le progressioni verticali dal 20% al 50% e di eliminare il termine temporale della vigenza della Madia, trasformandola in una previsione strutturale.
Siamo fermamente convinti che la soluzione non possa limitarsi soltanto a chi è in possesso del titolo di studio (diploma per il passaggio all’Area B e Laurea per il passaggio all’Area C). Pertanto, nelle more dei lavori presso l’Aran da parte della Commissione Paritetica per l’Ordinamento Professionale, riteniamo percorribile e non più rinviabile la strada da noi prospettata di una revisione dei profili professionali. Le riorganizzazioni attuate negli anni (forse anche troppe) e quella in atto costituiscono un’opportunità e determinano un’esigenza improrogabile di rendere aderenti e coerenti i profili esistenti rispetto al nuovo modello, organizzativo e di servizio. In pratica, se è vero come è vero che nell’istituto non esistono più attività attribuibili alle Aree A e B, i nuovi profili professionali dovranno tenerne conto e classificare il personale secondo gli adempimenti effettivamente svolti.
L’INPS è sempre stata all’avanguardia nella riscrittura dei processi organizzativi e produttivi della PA. Anche stavolta, ha la possibilità di farlo, dando il giusto riconoscimento ai propri lavoratori. Questo è il nostro obiettivo e questo abbiamo chiesto e chiediamo all’Amministrazione: è giunto il tempo che alle dichiarazioni di intenti si passi ai fatti.
FP CGIL FP CGIL
Antonella Trevisani Matteo Ariano