Al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali

Prof. Alberto BONISOLI

Al Segretario Generale

Dott. Giovanni PANEBIANCO

Al Direttore Generale Musei

Dott. Antonio LAMPIS

Al Direttore generale Organizzazione

Dott.ssa Marina GIUSEPPONE

Oggetto: Rinnovo incarichi a Direttori dei musei autonomi.

Egregi,

risulterebbe che l’Amministrazione sia in procinto di rinnovare alcuni incarichi dirigenziali di direzione di Musei e Parchi autonomi di cui all’art. 14, comma 2-bis del d.l. n. 83/2014.

In merito si rileva anzitutto sotto il profilo giuridico che detto comma dice che “i poli museali e gli istituti della cultura statali di rilevante interesse nazionale che costituiscono uffici di livello dirigenziale. I relativi incarichi possono essere conferiti, con procedure di selezione pubblica, per una durata da tre a cinque anni…”. La legge – speciale, quindi in deroga specifica alle norme generali sulla dirigenza – non contempla la possibilità di rinnovi dell’incarico e impone quindi di bandire la selezione ad ogni scadenza di incarico, escludendo la legittimità si qualunque forma di rinnovo.

Inoltre Ella, Sig. Ministro, ha dichiarato nell’incontro con le OO.SS. del 18 scorso che intendeva ‘regolarizzare’ le procedure di nomina dei direttori dei musei autonomi assimilandole pienamente a quelle dei concorsi pubblici per oggettività di valutazione e trasparenza.

A tutela dei dirigenti e funzionari del MiBAC e degli altri cittadini italiani qualificati secondo i requisiti professionali richiesti dal citato d.l. 83/2014, nonché del rispetto integrale del principio di legalità nelle nomine dei direttori dei musei autonomi, invitiamo a tener debito conto delle norme vigenti e dei principi di piena trasparenza nell’espletamento della procedura, come attualmente praticata, e in particolare delle valutazioni obiettive espresse mediante punteggi verificabili dei candidati selezionati per la ‘terna’, e rinnoviamo la richiesta di rivedere integralmente tale procedura nel senso da Lei stesso indicato, prevedendo a tal fine un opportuno incontro informativo con le scriventi OO.SS.

Distinti saluti

                                FP CGIL                   CISL FP                       UIL PA

                                 C. Meloni       G. Nolè/V. Di Stefano          F.Trastulli

Nel pomeriggio di ieri l’Amministrazione MIT ha incontrato le organizzazioni sindacali per discutere in merito alle proposte trasmesse a seguito della presentazione della bozza di riorganizzazione voluta dalla stessa per valorizzare le aree di core e a seguito della nascita di ANSFISA. Per l’Amministrazione erano presenti il Capo di Gabinetto, prof. Scaccia, e la consulente del Ministro, prof.ssa Bolognino.
Nella prima parte della riunione il Capo di Gabinetto ha introdotto la discussione sottolineando la convergenza dei vertici del Ministero sulla necessità, evidenziata da tutte le sigle al tavolo, di un piano assunzionale straordinario per il MIT. In seguito la prof.ssa Bolognino ha presentato una sintesi di tutte proposte delle organizzazioni sindacali chiedendo se ci fossero eventuali integrazioni da apportare. Come FP CGIL abbiamo confermato quanto riportato nel documento unitario prodotto con CISL e UIL (allegato al presente comunicato) e ribadito come l’urgenza del Ministero sia, non tanto parlare di riorganizzazione, quanto rafforzare i servizi di prossimità sul territorio per garantire ruolo e funzione del MIT li dove oggi l’amministrazione è estremamente carente, attraverso un piano assunzionale straordinario.
Dopo un excursus delle proposte presentate da ogni sigla e delle integrazioni alle stesse, l’Amministrazione ci ha comunicato che con la riunione odierna si chiudeva la fase del confronto.
Come FP CGIL abbiamo chiesto, così come prevede l’art.5 comma 2 del CCNL 16/18, che venga redatta una sintesi dei lavori e delle posizioni emerse, siano esse di parte sindacale che di parte datoriale. In buona sostanza abbiamo chiesto di sapere questo confronto che cosa ha determinato rispetto alla posizione iniziale dell’Amministrazione. Quest’ultima ci ha risposto che tutte le proposte presentate saranno oggetto di valutazione per poi assumere una decisione che non potrà che essere rimandata in autunno, data anche la necessità di dover emanare un DPR e non un DPCM.
Inoltre, come FP CGIL abbiamo precisato che non basta essere d’accordo sulla necessità di un piano straordinario di assunzioni del personale ma che, in considerazione del fatto che il Ministro è elemento decisore assieme al Consiglio dei Ministri che determina le poste da inserire nella legge di bilancio da destinare alle assunzioni e ai rinnovi contrattuali, egli non può limitarsi ad essere d’accordo con noi ma deve essere parte attiva nel reperire le risorse necessarie. Per conto nostro, come organizzazione sindacale, continueremo la mobilitazione del personale già iniziata con la manifestazione nazionale dell’8 giugno e lo stato di agitazione fino ad arrivare, laddove non dovessero pervenire le risposte che noi riteniamo necessarie, allo sciopero generale.
Il Capo di Gabinetto ha concordato con noi sulla necessità di un piano assunzionale straordinario ed ha garantito che si farà portavoce presso il Ministro.
Al termine della riunione abbiamo nuovamente sollecitato la firma del DM per il regolamento dell’incentivo perché ormai risulta chiaro che il decreto Sbloccacantieri non ha apportato alcun cambiamento nella parte che riguarda l’incentivo per funzioni tecniche. Il Capo di Gabinetto ci ha assicurato che si attiverà in tempi brevissimi per l’emanazione di tale DM.

 

la coordinatrice Fp Cgil Mit                                    p.la Fp Cgil nazionale
Carmen Sabbatella                                                  Paolo Camardella

Il punto sulla vertenza tirocinanti

In queste giornate convulse riteniamo sia utile fare il punto anche sulla vertenza delicata che riguarda
i lavoratori precari cosiddetti tirocinanti.
Il piano dei fabbisogni che ci è stato presentato ha confermato l’aggiunta delle 300 assunzioni definite
nel basket del pacchetto per il 2019 e pertanto il primo dato certo è che il bando conterrà 600
assunzioni dall’esterno nel profilo di operatore giudiziario.
L’altro dato a cui diamo una certa attendibilità è la data annunciata per l’emanazione del bando,
ovvero il mese di settembre di quest’anno, anche se ci pare doveroso sempre sottolineare come le
tempistiche burocratiche sono di per sé assoggettate a variabilità.
Il terzo dato a cui attribuiamo ragionevole certezza è che i criteri definiti dalla legge che determinano
il punteggio aggiuntivo saranno spendibili già in sede di selezione con i Centri per l’Impiego.
Questi sono gli elementi informativi acquisiti nella giornata di ieri, che contribuiscono a schiarire lo
scenario solo in parte, ferma restando la necessità di un incontro specifico con l’Amministrazione,
nel suo versante politico, che consenta di comprendere meglio i meccanismi di attribuzione del
punteggio aggiuntivo già in sede di prima selezione dei Centri per l’Impiego ai lavoratori interessati
e definiti come platea dalla legge.
Accanto a questo restano essenzialmente due variabili molto importanti sui quali non abbiamo avuto
ancora riscontro dall’Amministrazione:
Il primo è la ripartizione sul territorio dei posti messi a bando, ovvero quali criteri seguiranno nella
distribuzione dei posti e se la selezione verrà avviata su base regionale o distrettuale;
Il secondo è la previsione di un numero pari di idonei da mantenere in una graduatoria integrata,
secondo le previsioni della legge, in modo da consentire lo scorrimento della stessa, al determinarsi
delle condizioni che lo permettano, ovvero in rapporto all’evoluzione del trend delle uscite di pensionamento
che, nel piano dei fabbisogni presentato, non tiene conto del fattore quota 100, limitandosi
a quantificare il numero delle uscite solo sulla base di quelle certe per raggiungimento limiti di
età e/o di contribuzione. Trend che potrebbe più che raddoppiare il numero di uscite complessive
entro il 2021.
Sono due questioni essenziali sulle quali ancora non abbiamo certezze e per le quali occorre al più
presto avere un chiarimento specifico.
Questa è pertanto la situazione attuale: registriamo un passo in avanti ma ancora la vertenza, anche
in rapporto ai numeri dati ed alla composizione del bacino che conta un numero di molto maggiore
a quello inserito nel piano occupazionale, è ben lungi dalla sua conclusione.
Pertanto occorre proseguire con impegno ed attenzione: è del tutto evidente che questo processo
si intreccia con le dinamiche vertenziali che riguardano i lavoratori interni, ed in particolare gli ausiliari
presenti nei ruoli del Ministero. Non certo nel senso della guerra tra poveri che ogni tanto si
percepisce e che qualcuno strumentalmente attizza, ma in ragione delle opportunità che invece
questo determina in relazione al fatto che, in assenza di un piano di revisione degli organici profes-
sionali, maggiore è la quantità di assunzioni dall’esterno e maggiore è l’opportunità di passaggi di
area interni, così come prevede l’attuale normativa.
A questo panorama dobbiamo aggiungere due scenari che possono determinare ulteriori opportunità
occupazionali:
Il primo è quello derivante dalla prevista assunzione, sempre tramite centri per l’impiego, di 100
autisti, procedura nella quale sarà possibile utilizzare il punteggio aggiuntivo, e il secondo è quello
dato dalla previsione dell’assunzione a tempo determinato per due anni di figure professionali di
area prima e seconda (200 in area prima e 600 in area seconda) contenuta nel decreto sicurezza
bis. Sulla assunzione degli autisti va verificato l’impatto che può avere la determinazione del peso
dei criteri numerici a beneficio dei lavoratori tirocinanti, mentre lo scenario aperto dal decreto sicurezza
bis ancora resta indefinito, nel senso che a nostro avviso in sede di conversione dovrebbe
avere sostanziali modifiche sia in relazione alla durata dei tempi determinati, che dovrebbe essere
portata a tre anni in modo da consentire la successiva stabilizzazione, che rispetto alla platea professionale individuata, considerato che la selezione tramite centri per l’impiego riguarderà solo il
personale reclutato in area prima, mentre la figura professionale prevista in area seconda potrà essere
reclutata solo tramite una procedura concorsuale vera e propria o tramite lo scorrimento di
graduatorie in essere, ovvero la graduatoria degli assistenti, ammesso che gli idonei in quella graduatoria
accettino di essere reclutati a tempo determinato. L’unico aspetto che riteniamo interessante
è l’inserimento dei criteri preferenziali previsti dalla legge, ma le soluzioni proposte devono
dare tutte prospettive di stabilità occupazionale e non fermarsi a due anni di tempo determinato.
Quindi anche in questo caso siamo in presenza di una procedura che dovrà essere chiarita nei
suoi aspetti applicativi e possibilmente migliorata in sede di conversione in legge del decreto.
Adesso servono queste ulteriori risposte: non sono sufficienti gli attuali numeri in rapporto alla platea
dei potenziali interessati e da questo punto di vista valuteremo gli aggiornamenti del piano dei
fabbisogni, alla luce dell’andamento delle uscite per quota 100 e in quell’ambito chiederemo un incremento dei numeri e delle opportunità.

Claudio Meloni
FP CGIL NAZIONALE

Pubblichiamo l’appunto emanato dalla Direzione Centrale Centrale per l’Emergenza, il Soccorso Tecnico e l’Antincendio Boschivo riguardo le attività operative AIB in convenzione con il CNVVF

Pubblichiamo la bozza inviata dalla Direzione Centrale per la Formazione riguardo la formazione del settore SAF

il 17 giugno si è tenuta la riunione di insediamento del Coordinamento Nazionale FP Cgil del Ministero dell’Interno. La riunione oltre a definire la delegazione trattante nazionale (di cui alleghiamo comunicazione già inviata alle strutture lo scorso 18 giugno) ha riconfermato la struttura organizzativa di comparto funzioni centrali, ribadendo la necessità di ricostituire una rete sul territorio, con un maggior coinvolgimento delle strutture territoriali, per essere più presenti ed efficaci sui posti di lavoro.
L’incontro è stato un momento di confronto tra le diverse realtà territoriali ed una occasione per fare il punto sull’azione sindacale di questi ultimi mesi e per un resoconto sull’attività svolta, che ci ha portati a definire molti importanti accordi e a chiudere i lavori avviati già dallo scorso anno.
Il lavoro negoziale è stato molto complesso, in quanto in molte situazioni abbiamo dovuto fare pressione presso i vertici amministrativi per programmare gli incontri e definire gli obiettivi.
Al primo punto abbiamo inserito la richiesta di un incremento delle risorse per il salario accessorio, sia attraverso un aumento dell’indennità di amministrazione, sia attraverso un incremento del Fondo Risorse Decentrate di 3,5 milioni con risparmi ricavati dai fondi p.s. (art.1,comma 152, legge 145/2018).
La richiesta di aumento dell’indennità di amministrazione, tra le più basse del Comparto, ci ha portato come ricorderete a lanciare lo scorso 17 aprile l’RSU Day, in cui sono state portate all’attenzione di tutti i Prefetti e Questori le nostre ragioni.
L’incremento del Fondo Risorse Decentrate risponde all’esigenza di realizzare le condizioni per consentire ulteriori progressioni economiche anche per il 2020.
Anche per la prossima legge di Bilancio abbiamo inoltre rappresentato l’esigenza di recuperare nuove risorse e di non permettere una eccessiva differenziazione, nelle risorse assegnate, tra le diverse categorie di personale presenti nel Ministero dell’Interno.
Grazie agli incrementi avuti nel corso del 2018 e 2019, siamo riusciti ad avere due fasi di progressioni economiche: la prima nel 2018, in cui sono stati autorizzati 5700 passaggi di unità di personale ed un’altra con l’accordo stralcio sul Fondo Risorse Decentrate per l’anno 2019 sottoscritto il 15 giugno, per ulteriori 4.290 unità di personale.
Un risultato non scontato, che ci ha permesso in due anni di far ripartite le progressioni dopo molti anni di blocco e su cui intendiamo continuare ad impegnarci per i prossimi anni.
L’altro grande tema di confronto è quello della carenza di personale, considerato che l’attuale dotazione organica è di circa 18.000 unità, a fronte delle 22.000 previste, e che le nuove norme in materia pensionistica, potrebbero portare molti lavoratori a presentare domanda di quiescenza, lasciando quindi gli uffici del Ministero in gravissima sofferenza.
La Funzione Pubblica ha autorizzato per il Ministero dell’Interno un piano assunzionale per i prossimi mesi pari a 1.128 unità di personale suddivise per Aree.
Un primo buon risultato dopo mesi di sollecitazioni da parte sindacale.
Siamo consapevoli che si tratta solo di un primo passo, per questo motivo abbiamo chiesto all’Amministrazione una programmazione delle assunzioni per il prossimo triennio basata sui dati reali relativi all’attuale carenza di organico e alle previsioni relative ai pensionamenti ordinari ed agli effetti di “quota 100”.
In diverse occasioni abbiamo affrontato il tema delle progressioni verticali, anche a seguito della petizione promossa da CGIL CISL e UIL per sollecitare una risposta riguardo ai colleghi dell’Area I, che non possono usufruire delle progressioni all’interno dell’area e sono da anni in attesa di risposte.
Dopo numerosi incontri ad oggi l’amministrazione non sembra intenzionata ad utilizzare la possibilità prevista dal decreto Madia ( art. 22, comma 15, del decreto legislativo 25 maggio 2017, n.75) che consentirebbe per il triennio 2018-2020, di attivare procedure selettive riservate al personale interno nei limiti del 20% dei posti previsti nei piani dei fabbisogni come nuove assunzioni, fermo restando il possesso dei titoli di studio richiesti per l’accesso dall’esterno.
Ovviamente continueremo ad insistere, anche per rispondere alle tante aspettative degli interessati,
cercando di trovare una soluzione nei prossimi mesi.
Nelle scorse settimane, dopo un confronto durato molti mesi, abbiamo chiuso un accordo per i criteri di mobilità volontaria interna anno 2019 che ha visto l’introduzione di alcuni punti fortemente voluti dalla parte sindacale. Inoltre, considerato che l’amministrazione intende modificare le procedure ed i criteri per la mobilità 2020, al fine di rivedere tutti gli aspetti connessi ai trasferimenti e rendere più trasparente la gestione degli stessi, abbiamo chiesto ed infine ottenuto una dichiarazione congiunta che contiene l’impegno a calendarizzare già dal prossimo mese di settembre un confronto con le organizzazioni sindacali al fine di procedere alla modifica dei criteri per la mobilità interna e di rivedere, entro novembre, i criteri relativi ai distacchi temporanei.
Negli interventi dei presenti al Coordinamento sono state evidenziate diverse problematiche relative alle condizioni di lavoro nel Ministero dell’Interno: dalla carenza di personale ai problemi legati alle Commissioni Territoriali, ai criteri per le progressioni economiche, alla difficile convivenza del personale civile negli Uffici di Polizia, soprattutto a seguito della prossima riorganizzazione del dipartimento di P.S. , alla possibilità di avvalersi dei segretari comunali presenti nelle Prefetture.
A conclusione dell’incontro abbiamo condiviso i i temi su cui riprenderemo il confronto nelle prossime settimane: il CCNI triennale di Ministero che ci impegnerà come Coordinamento Nazionale e delegazione trattante, e la difficile riorganizzazione del Dipartimento della pubblica sicurezza, a seguito del decreto in discussione, che non solo non elimina la confusione di competenze esistente tra le varie categorie di personale operanti nel dipartimento della pubblica sicurezza, ma le acuisce attribuendo ad una componente un ruolo preminente nelle attività amministrative, in netto contrasto con l’art. 36 della legge 121. Il percorso avviato con il protocollo d’intesa sulle funzioni amministrative del febbraio 2018 impone di essere ripreso con rinnovata determinazione.
Su questi punti riprenderemo il nostro lavoro con l’impegno di sempre, con l’esplicita richiesta rivolta ai componenti della delegazione trattante di farsi parte attiva e di iniziare un costruttivo rapporto con i responsabili nazionali, al fine di ricostituire una rete di informazioni e confronto indispensabile alla riuscita della nostra azione nel prossimo futuro.

 

Anna Andreoli                                                         Adelaide Benvenuto
FP CGIL Nazionale                                    Coordinatrice Fp Cgil Ministero Interno
Esecutivo Funzioni Centrali

COMUNICATO

Riunione al Dap sulla ridefinizione delle piante organiche del Corpo negli istituti penitenziari.

In data odierna si è tenuta la prima riunione al Dap sulle modalità di ridefinizione delle piante organiche della Polizia Penitenziaria nei vari istituti.
Si è trattato di un un’incontro principalmente illustrativo, in cui il gruppo di lavoro formato dal Capo
del Dap ha parlato del lavoro svolto e ha potuto rispondere ad alcune domande fatte dalle organizzazioni sindacali.
La Fp CGIL ha comunque voluto dare alcune indicazioni sui criteri da adottare per la determinazione delle dotazioni organiche, permettendo che il lavoro sarà lungo e complesso poiché le variabili che
entrano in gioco sono molteplici.
Innanzitutto bisogna evidenziare che il taglio imposto dalla legge Madia rende impossibile definire
delle piante organiche che consentano di lavorare al meglio al personale, come dimostrato dal lavoro
presentato da cui si evince che per lavorare in modo ideale servirebbero 44000 unità solo per le sedi
intramoenia e oltre 4550 unità nei nuclei traduzione, questo porterebbe ad una dotazione organica
totale, considerando anche le sedi extramoenia, di oltre 50000 unità. A questo bisognerebbe puntare
se si vuole che il personale possa lavorare in sicurezza e vedersi garantiti i diritti soggettivi.
Per questo motivo non siamo d’accordo con una delle conclusioni fatte dalla parte pubblica che
sostiene che l’organico presente è compatibile con le attuali esigenze di servizio. A tal proposito
abbiamo fatto presente che da quanto ci viene riferito dai territori il numero di assenze è più elevato
di quello indicato dalla parte pubblica e supera abbondantemente il 50% e quindi il coefficiente di
maggiorazione da applicare alla pianta organica non può essere del 38% come proposto. Questo è
probabilmente dovuto al fatto che la fruizione delle giornate di assenza è aumentata nel tempo per
le modifiche apportate con i nuovi contratti di lavoro, non sono state considerate le giornate di
assenza per la formazione e l’aggiornamento del personal e, l’età media dei Poliziotti è aumentata
nel tempo.
Tutti questi dati sono riscontrabili sul nuovo sistema utilizzato negli uffici servizi e l’idea di creare un
database che contenga e raffronti tutti i dati trova il nostro favore.
La riunione è stata interrotta alle ore 17.30 per impegni del Capo del Dap e proseguirà il 2 luglio.
Vi terremo costantemente informati sui futuri sviluppi della vicenda.

Il coordinatore nazionale Fp Cgil Pol. Pen
Massimiliano Prestini

Pubblichiamo la nota informativa del Coordinamento Provinciale sui DPI utilizzati dal Personale del CNVVF

Situazione di grave disagio, serve contratto, assunzioni e maggiori risorse

Cgil, Cisl e Uil dei Vigili del Fuoco proclamano lo stato di agitazione del corpo. In una lettera inviata al premier Conte, al ministro dell’Interno Salvini e ai vertici dei Vigili del Fuoco, i sindacati, fa sapere la Fp Cgil Vvf, denunciano “lo stato di grave disagio in cui versa il corpo, a partire dall’esigenza di prevedere risorse adeguate e specifiche per riconoscere economicamente l’elevata professionalità, il rischio e la specificità di una professione unica nel suo genere anche attraverso rinnovo del contratto, insieme all’esigenza di una assicurazione Inail contro gli infortuni e le malattie professionali, alla previdenza complementare e a nuove assunzioni e interventi su mezzi e attrezzature“.

La Fp Cgil Vigili del Fuoco ricorda, inoltre, come “in alcune recenti iniziative, anche di carattere pubblico, esponenti del Governo hanno dato ampio risalto alla prossima emanazione di un testo normativo che dovrebbe prevedere un impegno finanziario utile a migliorare le condizioni stipendiali e previdenziali al fine di renderle analoghe a quelle del personale appartenente agli altri Corpi dello Stato, anche attraverso un reale riconoscimento della specificità professionale delle lavoratrici e dei lavoratori del corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, e che, a tutt’oggi, non risulta ancora definitivamente elaborato e avviato nel suo iter parlamentare”.

Diverse le questioni sul tappeto. In sintesi le ragioni della Fp Cgil Vigili del Fuoco: “Risorse inadeguate per il rinnovo dei contratti; interventi sul tema inquadramenti e progressioni di carriere; l’avvio di un sistema previdenziale complementare; nuove assunzioni per affrontare le gravi carenze di organico; il rinnovo di mezzi e strumenti e investimenti sulla formazione; l’assicurazione Inail per i componenti del corpo; la defiscalizzazione dell’indennità accessorie e l’adeguamento dei compensi al personale chiamato a svolgere i servizi di vigilanza antincendio”.

Il tutto mentre preoccupa l’iter del provvedimento relativo alle Autonomie Regionali “che metterebbe in discussione l’attuale struttura nazionale del Corpo dei Vigili del Fuoco che riteniamo assolutamente confacente alle necessità in ambito di salvaguardia del territorio e del soccorso al cittadino”. Questi i temi, e le mancate risposte, che hanno indotto Fp Cgil Vigili del Fuoco, insieme a Fns Cisl e Uil Pa Vigili del Fuoco, a proclamare lo stato di agitazione: “Stante le attese e le mancate risposte alle richieste sindacali sopra citate e a fronte del pesante disagio sofferto dal personale del Corpo per la situazione in cui versa complessivamente il servizio proclamano lo stato di agitazione e chiedono l’attivazione delle procedure di raffreddamento”, conclude la Fp Cgil Vvf.

IL PERSONALE DELLA CORTE DEI CONTI
NON PUO’ E NON VUOLE PIU’ ASPETTARE

Si è tenuto lunedì 24 giugno l’incontro convocato dall’Amministrazione per informare sui temi di attualità e maggiore interesse per i lavoratori, così come richiesto con nota unitaria di queste sigle sindacali del 21 giugno, inviata ai vertici di Istituto al fine di fare chiarezza in questo momento cruciale per il futuro del personale ed evitare qualsiasi strumentalizzazione o disinformazione. Particolare attenzione, nel corso dell’incontro, è stata rivolta allo stato dell’arte della fase attuativa della procedura dettata dalle modifiche al Regolamento autonomo di amministrazione e contabilità a cui sono collegati gli specifici trattamenti economici (indennità di elevata qualificazione professionale e indennità incentivante) diretti alla valorizzazione economica e professionale del personale amministrativo.
Preliminarmente, queste OO.SS. hanno ribadito ai vertici di Istituto quanto richiesto con forza dai lavoratori intervenuti nelle assemblee tenutesi a Roma e nelle altre sedi regionali, vale a dire che si compiano, così come da preciso mandato attribuito alle scriventi, tutti gli sforzi per accelerare le operazioni per addivenire, al più presto possibile, alla sottoscrizione dell’accordo sul FONDO 2018, risolvendo contestualmente, attraverso il dialogo costruttivo con l’Amministrazione, tutte le problematiche attualmente esistenti in merito alle Progressioni Economiche Orizzontali (PEO), anch’esse in via di definizione.
In relazione agli emolumenti incentivanti di cui alla delibera del Consiglio di Presidenza n. 82/2019 (pubblicata nella G.U. n. 93 del 19/04/2019) queste OO.SS. hanno rappresentato ancora una volta ai vertici di Istituto le grandi aspettative nutrite dal personale nel vedersi finalmente riconosciuta la giusta valorizzazione professionale ed economica. I lavoratori della Corte dei conti, in relazione a tale obiettivo che mai come oggi sembra essere prossimo alla realizzazione, NON POSSONO E NON INTENDONO PIU’ ASPETTARE, soprattutto se si considera che già a partire dall’anno in corso sono stati stanziati per tale finalità, per il personale in servizio presso l’Istituto, circa 11,5 milioni di euro e, per il biennio 2020-2021, 22 milioni di euro circa per ciascun anno.
Le scriventi, a tutela degli interessi dei lavoratori, si opporranno con determinazione a qualsiasi tentativo che possa pregiudicare l’imminente attuazione dell’importantissima iniziativa voluta dal Presidente della Corte dei conti e dal Segretario generale e, qualora nei prossimi giorni dovessero intravedere rischi derivanti dall’attuazione di qualche azione confusa o demagogica, delle quali gli autori dovranno assumersi le relative responsabilità, non esiteranno a chiamare immeditatamente a raccolta tutti i lavoratori a difesa delle proprie legittime aspettative.

S. Di Folco              F. Amidani               U. Cafiero         A. Benedetti          F. Stefanangeli

In data 26 Giugno 2018 si è svolto presso ARAN incontro con le OO.SS. della Dirigenza del SSN
per il proseguimento delle trattative per il rinnovo della parte normativa del CCNL 2016/18.
Nella fase preliminare abbiamo concordato l’ordine del giorno che iniziando dall’analisi del documento
presentato dalla parte datoriale riguardante il regolamento per la classificazione, attribuzione
e revoca degli incarichi, continuerà nelle date del 3, 4 e 10 Luglio sui documenti riguardanti: 1)
la struttura retributiva e fondi aziendali 2) il sistema di valutazione.
Nella contrattazione del 26 giugno sul tema degli incarichi, nell’analisi ordinata del testo presentato,
la delegazione trattante della Fp Cgil Medici e Dirigenti SSN ha proposto alcuni emendamenti
che riteniamo essenziali ai fini della buona riuscita delle trattative e sui quali ci verrà inviato un testo
corretto da ARAN con gli emendamenti accolti. Apprezzando l’impianto generale proposto teso
alla valorizzazione delle carriere Professionali, abbiamo segnalato alcuni importanti punti di criticità
– Al fine di evitare una demarcazione troppo netta tra classi di incarichi che rischia di irrigidire i
confini dell’attività gestionale e professionale, abbiamo richiesto di accentuare in premessa ad ogni
capitolo sulla classificazione (Art 1 Commi I e II) la permeabilità tra gli incarichi gestionali e professionali, reintroducendo in modo chiaro l’indicazione della prevalenza.
– nell’articolazione degli incarichi gestionali, dopo aver evidenziato la necessità di prevenire ingerenze
delle Regioni sull’attribuzione degli incarichi, con particolare riferimento alle Unità Operative
Semplici Dipartimentali (UOSD), abbiamo chiesto di reintrodurre la possibilità di gestione di risorse
finanziarie anche per le UOS non dipartimentali che invece erano state nella proposta di fatto declassate (art 1 comma I, C). Infine abbiamo richiesto la parificazione dell’incarico di Direzione di Distretto alle Unità operative complesse (art 1 camma I, C)
– In Riferimento agli incarichi professionali (art 1 comma II), pur apprezzando l’introduzione di incarichi di altissima specializzazione la Fp Cgil ha voluto sottolineare l’importanza di valorizzare questi incarichi per agevolare le carriere dal basso e non solo per accontentare i delusi di carriere gestionali, in tal senso, anche al fine di evitare competizioni tra professionisti nell’ambito delle strutture, abbiamo richiesto che gli incarichi di altissima specializzazione come quelli di alta facciano riferimento ad una specifica struttura Complessa e non direttamente al Dipartimento. Abbiamo apprezzato e valorizzato l’introduzione dell’Art 2 che introduce l’obbligatorietà per le Aziende ad assegnare incarichi retribuiti dopo 5 anni di anzianità.
– Molto critico per noi l’art 3 che introduce la sovra e sotto ordinazione tra tutti gli incarichi gestionali
e funzionali che invece prima era riservata alle Strutture complesse rispetto agli altri incarichi ed era una mera elencazione tra le strutture semplici e professionali, questo per noi, oltre a rappresentare un arretramento degli incarichi professionali, rischia di creare confusione sulla sovra o sotto ordinazione tra gli incarichi gestionali.
– molto critico anche l’art 4 in cui secondo noi nel computo degli anni a tempo determinato ai fini
della maturazione dell’anzianità di servizio, viene esclusa in modo ingiustificato l’attribuzione degli
incarichi di struttura complessa, che pur presentano criteri diversi dettati da un regime normativo
specifico, non è soggetta a limitazioni per il riconoscimento dell’anzianità maturata. Abbiamo sotto-
lineato che non bisogna confondere in uno stesso articolo la maturazione dell’anzianità di servizio
ai fini della quale valgono anche gli anni svolti a tempo determinato, con i criteri per le attribuzioni
degli incarichi.
– Sul capitolo riguardante affidamento e revoca incarichi, siamo stati molto netti sull’art 1, in cui viene anche giustamente introdotto il concetto che gli incarichi vengono assegnati nel limite delle risorse disponibili del fondo, ma abbiamo richiesto con fermezza che questo non andasse a danno del diritto di avere un incarico, per cui abbiamo richiesto di introdurre il concetto, fermo restando questo diritto, data la certezza dell’assegnazione, l’articolazione deve avvenire nel limite…………..
In sostanza la programmazione delle Aziende nella distribuzione del fondo di Posizione deve prevedere la copertura degli incarichi di coloro che matureranno i 5 anni e quindi l’articolazione degli
attuali incarichi deve tenere conto della necessità di mantenere delle riserve per l’attribuzione nuovi incarichi.
– nell’art 3 abbiamo richiesto di reintrodurre il confronto con le OO.SS.
– sull’art 4 abbiamo chiesto che fosse fissato un limite uniforme di durata incarichi, non più dai 3 ai 7 anni, ma per tutti 5 anni, escluse le complesse che durano fino a 7 anni
– Molto critico anche l’art 5 che, modificato rispetto al vecchio contratto, darebbe facoltà alle Aziende di revocare l’incarico dopo l’esito negativo di una valutazione anche di un solo anno, abbiamo chiesto di reintrodurre il principio della revocabilità solo dopo reiterazione e solo dopo valutazione del collegio tecnico e non dell’OIV.
Non siamo riusciti a completare in questa sessione tutto l’articolato, si rimanda il tema sulle sostituzioni
al prossimo incontro.

Per la Delegazione Trattante
Fp Cgil Medici e Dirigenti SSN
Norma Sardella
Guglielmo Lanza
Andrea Filippi

I Vigili del Fuoco sono stanchi, le dichiarazioni di intenti non bastano più. Servono fatti concreti, servono risposte per un Corpo troppe volte utilizzato dalla politica per le campagne elettorali.

Una dichiarazione di stato di agitazione unitario che racchiude, in un vero e proprio documento politico, una serie di richieste inevase sulle quali il Governo dovrà dare risposte.

Uniti si vince

#UniciNellaTutela

 

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