CONTINUA LA BATTAGLIA PER IL RICONOSCIMENTO DEI BENEFICI PENSIONISTICI
LAVORI INSALUBRI E POLVERIFICI.
– INDISPENSABILE UNA SOLUZIONE! –

Sono drammaticamente note le disastrose conseguenze generate dalla circolare diffusa in
data 14 Marzo 2016 dalla Direzione generale del personale sulle lavoratrici e sui lavoratori civili
della Difesa impiegati in lavori insalubri e nei polverifici.
Una iniziativa improvvida ed unilaterale, a nostro giudizio, che ha sconvolto le certezze del
personale a cui sono stati inopinatamente cancellati, parzialmente o totalmente, i benefici pensionistici maturati e derivanti da supervalutazione di periodi di servizio prestati in lavori insalubri,
polverifici e imbarchi previsti dagli artt. 19 e 25 del D.P.R. 1092/1973.
Disposizioni che abbiamo immediatamente contestato, nella forma e nel merito, opponendo
tali e tante argomentazioni, anche di natura legale, che non sono mai state realmente e volutamente
confutate dalla Direzione Generale del Personale Civile al tavolo di confronto tra le parti.
Rammentiamo perfettamente il respingente atteggiamento di chiusura tenuto dalla D.G. di
Persociv nei confronti delle rappresentanze sindacali del personale sull’applicazione di quella circolare, che ci costrinse a spostare la problematica verso il vertice politico del Ministero con la nota
del successivo 14 giugno e a chiedere di aprire un tavolo di confronto tecnico allo scopo di
ripristinare la corretta osservanza della citata normativa. Richiesta in seguito accolta, anche se la
questione fu definita dall’allora Sottosegretario delegato un “atto amministrativo dovuto” della Direzione Generale del Personale.
Eppure, il 12 luglio 2016 fummo nuovamente costretti ad inviare una nota di sollecito a Persociv
con la richiesta di apertura del tavolo, alla quale – considerato il silenzio opposto dalla predetta
direzione generale – il successivo 4 agosto seguì l’inoltro di una nota al Ministro che evidenziava
il mancato rispetto dell’impegno assunto dal vertice politico. Discussione poi attivata il 12 ottobre
2016, che non portò ad alcun risultato tangibile per l’intransigente atteggiamento di chiusura
nuovamente manifestato dalla stessa Direzione Generale nel corso della riunione.
L’esito della predetta riunione tecnica fu portato nuovamente al tavolo di confronto politico
il 1° dicembre 2016, ma ancora una volta le speranze dei lavoratori vennero tradite dal momento
che la riunione si concluse con l’impegno del predetto Sottosegretario a modificare la norma, cosa
che in realtà non è poi mai avvenuta.
Il 1° febbraio 2017, con una lunga ed esaustiva nota trasmessa dalle scriventi segreterie
nazionali al Ministro che delineava il quadro sconfortante di una vicenda grottesca consumata nel
silenzio assordante di un’amministrazione e di un vertice politico incapaci di sostenere una discussione
di merito sugli argomenti proposti dalle rappresentanze sindacali del personale. Di qui l’interruzione
delle relazioni sindacali e l’avvio delle manifestazioni unitarie, tra le quali quella svolta
sotto il palazzo di Persociv e nelle maggiori sedi della Difesa tenuta il 19 ottobre 2017.
Questione da noi sottoposta all’attenzione della Ministro Elisabetta Trenta lo scorso 19
luglio 2018, nell’ambito del primo incontro avuto tra le parti presso il Ministero.
Ma anche qui, verificato il notevole lasso di tempo inutilmente trascorso e l’inerzia registrata
sull’argomento, lo scorso 21 settembre 2018 siamo stati costretti a sollecitare la Ministro per
iscritto, rivendicando una soluzione praticabile al problema.
Di seguito, e purtroppo ancora, constatata la perdurante inattività registrata, il 23 ottobre
2018 decidemmo di inviare una nuova lettera molto articolata alla Ministro Trenta, con osservazioni
e anche proposte di soluzione al caso.
Finalmente, a seguito delle forti pressioni esercitate dal sindacato confederale con la
proclamazione dello stato di agitazione nazionale – reso pubblico con il comunicato stampa del 7
dicembre scorso -, il Gabinetto del Ministro incaricava lo Stato Maggiore della Difesa di promuovere
un incontro interministeriale sulla questione, allo scopo di individuare una soluzione accessibile.
Riunione che a tutt’oggi, però, non ci risulta sia stata ancora mai convocata da SMD.
Il 20 dicembre 2018, nell’ambito della manifestazione di protesta svolta unitariamente nella
piazza limitrofa al Ministero della Difesa, la questione fu una delle priorità avanzate all’attenzione
dell’opinione pubblica e, successivamente, alla Ministro nell’incontro da questa convocato mentre
era in corso l’iniziativa pubblica.
Nel mentre, tutt’altra apertura e disponibilità alla ricerca di soluzioni condivise è stata manifestata
alle proprie rappresentanze sindacali da parte di un altro importante Ministero che impiega
quotidianamente il proprio personale in lavori insalubri.
Al Ministero dei Beni e Attività Culturali e del Turismo ci si è infatti adoperati per individuare
soluzioni interpretative ed amministrative a beneficio del personale dipendente che il Ministero
della Difesa ha fino ad ora sempre ostinatamente rifiutato di percorrere.
E’, quindi, anche in ragione di quanto appena segnalato che riteniamo inspiegabile si determini
una situazione per la quale su un problema analogo, legittimamente avvertito dai lavoratori
coinvolti in egual misura, vi sia una visione di soluzione amministrativa diametralmente opposta
nella P.A. Ovvero, l’una ancora immotivatamente negazionista, mentre l’altra sensibile e aperta alla
discussione, che dimostra di avere a cuore il percorso lavorativo e la tutela della salute dei propri
dipendenti.
E allora, così come è stato possibile per il MIBACT individuare per via amministrativa
adeguate soluzioni, pretendiamo che ciò debba avvenire anche per le lavoratrici ed i lavoratori
civili del Ministero della Difesa.
In ragione di quanto poc’anzi richiamato sul tema, constatata la perdurante assenza di attenzione
e risposte ai bisogni dei lavoratori coinvolti fin qui dimostrata, invitiamo le lavoratrici e i
lavoratori civili della difesa a sostenere le iniziative che le scriventi organizzazioni sindacali decideranno
presto di avviare per contrastare gli effetti di quelle insopportabili disposizioni.

Fp Cgil                            Cisl Fp                                                  Uil Pa                                 Confsal Unsa
Francesco Quinti       Massimo Ferri/Franco Volpi   Sandro Colombi          Gianfranco Braconi

Pubblichiamo il resoconto del Tavolo Tecnico Formazione, tenutosi il 20 Marzo 2019 riguardante l’ integrazione Circolare Cinofili

Dopo quello di Bari è la volta del Cara di Mineo, il centro di accoglienza per richiedenti asilo prossimo alla chiusura, in conseguenza dell’attuazione del decreto sicurezza.
Chiudere la struttura significa mandare in mezzo a una strada 900 lavoratori, tra cuochi, insegnanti, addetti alle pulizie, assistenti sociali, psicologi, mediatori culturali, operatori e tanti altri lavoratori.
Una misura inammissibile che grava sulla pelle dei lavoratori, sulla qualità e quantità dei servizi sul territorio e che determina, al contrario di quanto si propone, un ennesimo fattore di insicurezza.

Per questo abbiamo deciso di andare in Sicilia, al Cara di Mineo, e di parlare con i lavoratori coinvolti.
Saremo lì venerdì 29 marzo a raccogliere la testimonianza dei protagonisti stessi di questa vicenda.
Interverranno poi Maria Grazia Gabrielli (segretaria generale Filcams Cgil), Serena Sorrentino (segretaria generale Fp Cgil) e Maurizio Landini (segretario generale Cgil).

 

Pubblichiamo la Circolare FUA e Tabelle Fua del Miur 2017

‘Prevista dal contratto per classificazione professionale’

Al via in Aran la Commissione paritetica sulla classificazione professionale del personale delle Funzioni Locali, così come previsto dal contratto nazionale 2016/2018, alla presenza dei sindacati firmatari, del comitato di settore e della presidenza dell’Aran stessa”. A farlo sapere sono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, aggiungendo che: “Le parti si sono confrontate sulla necessità di utilizzare questa opportunità per concludere il percorso aperto con l’ultimo contratto e porre le basi per il rinnovo relativo al triennio 2019/2021”.

Nel corso dell’incontro, aggiungono, “si è concordato di procedere attraverso una fase di analisi dell’attuale sistema di classificazione al fine di adeguare il sistema stesso alle esigenze professionali emerse in questi anni. Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno posto l’urgenza di affrontare le tematiche già evidenziate a partire dal settore educativo scolastico e dall’area legale, per poi procedere con le altre famiglie professionali che presentano maggiori criticità. A tal fine si è proceduto a fissare la prossima riunione per il giorno 3 aprile con all’ordine del giorno la ricognizione qualitativa e quantitativa dei vari addensamenti professionali”, concludono.

Nel corso dell’esame presso le Commissioni riunite XI (Lavoro) e XII (Affari sociali) della Camera dei deputati, nell’analisi dell’articolo 11, è stato approvato e inserito al comma 2, lettera a) un emendamento che crea l’articolo 7-bis che modifica il comma 9 dell’articolo 5 del D.Lgs. 147/2017 (Disposizioni per l’introduzione di una misura nazionale di contrasto alla povertà), dedicato alle linee guida per la definizione degli strumenti operativi per la valutazione multidimensionale. La modifica proposta prevede che le linee guida non siano più adottate per iniziativa del Comitato per la lotta alla povertà, come precedentemente stabilito, nonché che, al fine di ridurre i rischi per gli operatori e i professionisti attuatori del Rdc, le suddette linee guida individuino altresì specifiche misure di sicurezza volte a prevenire e gestire gli episodi di violenza, modalità di rilevazione e segnalazione degli eventi sentinella da parte degli enti di appartenenza, nonché procedure di presa in carico della vittima di atti violenti. Resta ferma la loro approvazione con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, previa intesa in sede di Conferenza unificata (sede congiunta della Conferenza Stato-Regioni e della Conferenza Stato-Città ed autonomie locali).

L’emendamento riguarda, in primo luogo, gli operatori dei servizi sociali (Assistenti sociali) e dei centri per l’impiego.

Il testo è atteso al voto della Camera al massimo entro giovedì 21. Il testo dovrà poi tornare al Senato per la seconda lettura e per essere approvato in via definitiva entro il 29 marzo, pena la decadenza.

Nel dossier della Camera del 18/3/2019 il testo fa rifermento alla Raccomandazione n. 8 del Ministero della salute Raccomandazione per prevenire gli atti di violenza a danno degli operatori sanitari che riconosce la violenza su operatore come evento sentinella, ovvero come evento avverso di particolare gravità, correlato al processo assistenziale, potenzialmente evitabile. La Raccomandazione n.8 del 2007 si propone di prevenire gli atti di violenza contro gli operatori sanitari attraverso la implementazione di misure che consentano l’eliminazione o la riduzione delle condizioni di rischio presenti e l’acquisizione di competenze da parte degli operatori nel valutare gestire tali eventi.

Una volta approvato il testo in via definitiva ci muoveremo in modo che Linee guida per la definizione degli strumenti operativi per la valutazione multidimensionale del 31 luglio 2018 (approvate in sede di Conferenza unificata il 6 settembre 2018) siano implementate dalle specifiche misure di sicurezza citate nel testo.

Mentre governo apre confronto su lavoro e pensioni, Ministro chiude. Non staremo fermi.

“Nei confronti dei dipendenti pubblici non c’è alcuna risposta sul rinnovo dei contratti e sulle assunzioni dal Ministro Bongiorno”. Così i segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa, Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli, Michelangelo Librandi e Nicola Turco, commentano un’intervista della titolare del dicastero della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, aggiungendo che: “Rimaniamo sconcertati di fronte alle dichiarazioni del Ministro, che sembra ignorare la gravità dei problemi che coinvolgono le pubbliche amministrazioni”.

“Ad oggi, il Ministro – aggiungono i dirigenti sindacali – ha convocato due riunioni assembleari in cui, infastidita e spazientita, ha concesso sette minuti a organizzazione per parlare, non dando poi alcun riscontro alle questioni poste. Questo non è il modo giusto di confrontarsi con Cgil, Cisl e Uil che rappresentano milioni di lavoratori e lavoratrici”. Inoltre, proseguono, “il ministro sta presentando l’ennesima riforma, dopo aver dichiarato di non volerlo fare, senza alcun confronto. Dalle impronte digitali all’attacco al ruolo della contrattazione, dall’annuncio dello sblocco del turnover, per poi bloccarlo di fatto fino al 2020 nella legge di bilancio, e non cancellando le norme che impediscono di assumere in sanità. In più, la riforma dei concorsi è a dir poco folle e nella legge di Bilancio per ora vediamo solo l’elemento perequativo e l’Indennità di vacanza contrattuale”.

I segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa fanno poi sapere di aver chiesto “un incontro come Cgil Cisl e Uil e non ci è stato dato riscontro: abbiamo costruito una piattaforma rivendicativa che promuove soluzioni per l’occupazione, il rinnovo dei contratti e il miglioramento dei servizi. Ma non staremo fermi. Ci sembra assurdo che mentre alcuni esponenti del Governo aprono al confronto su lavoro e pensioni, per il pubblico impiego la porta sia chiusa al confronto e si prosegua con un trattamento differenziato fra lavoro privato e lavoro pubblico”. Nel nostro paese, continuano, “occorrono 600 mila nuove assunzioni nelle Pa solo per coprire i posti che si libereranno con quota 100 e pensionamenti ordinari. Questa è una priorità assoluta, un’occasione per i giovani, una risposta ai cittadini, un’opportunità di modernizzare le pubbliche amministrazioni e dare ristoro al personale che ha carichi di lavoro troppo alti”.

“Cgil Cisl Uil si muoveranno nei prossimi mesi – spiegano Sorrentino, Petriccioli, Librandi e Turco – con una grande manifestazione nazionale con l’obiettivo di raggiungere risultati concreti per i lavoratori. Siamo ‘per’ e non ‘contro’ il cambiamento ma vogliamo che sia orientato ai lavoratori e non alla logica punitiva che abbiamo già cancellato nel recente passato e non permetteremo che torni a prendere piede nelle amministrazioni. Non vogliamo gendarmi che impongono direttive sotto il controllo della politica ma bravi dirigenti che valorizzino le professionalità dei lavoratori, così come vogliamo che sia la contrattazione a stabilire criteri sui quali basare la valutazione, definire obiettivi di produttività, disciplinare il trattamento salariale accessorio e migliorare l’organizzazione del lavoro”.

Infine, “forse il Ministro Bongiorno non sa che mentre lei parla di impronte digitali, il personale subisce aggressioni, spesso ci sono uffici che hanno un unico computer funzionante che il personale usa a rotazione, mancano i toner o addirittura la carta, così come nei luoghi di lavoro pubblici non ci sono, troppo spesso, neanche le più banali norme di tutela sulla salute e sicurezza. Forse il Ministro dovrebbe fare un giro con i delegati sindacali negli uffici per comprendere l’ordine delle priorità. Ci dichiariamo disponibili, accetti la sfida, venga a vedere come si lavora e poi costruisca con noi un progetto vero di rilancio del sistema pubblico, anziché rimproverare il sindacato di non applaudire abbastanza. Rifiutiamo una narrazione surreale del lavoro pubblico basata sugli sbagli di pochi mentre vogliamo restituire dignità alle tante persone che nelle pubbliche amministrazioni operano con abnegazione e professionalità nell’interesse del Paese” concludono Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil pa che, fanno sapere, hanno già scritto al Ministro per richiedere un tavolo permanente su occupazione e contratti.

52nd Meeting of the Standing Committee Local and Regional Government 25 February 2019
BrusselsSustainable Development Goals (SDGs): a framework for LRGNel settembre 2015 più di 150 leader internazionali si sono incontrati alle Nazioni Unite per contribuire allo sviluppo globale, promuovere il benessere umano e proteggere l’ambiente.Èstata approvatal’Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile, i cui elementi essenziali sono i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS/SDGs, Sustainable DevelopmentGoals), i quali mirano a porre fine alla povertà, a lottare contro la disuguaglianzae a favorire losviluppo sociale ed economico. Inoltre riprendono aspetti di fondamentale importanza per lo sviluppo sostenibile quali combatterei cambiamenti climatici e costruire società pacifiche entro l’anno 2030.Serban Scrieciu, European CommissionLa transizione verso una crescita economia ecologicamente sostenibile deve essere inclusiva e deve coinvolgere tutta la società, per poter essere accettata. Richiede poiinvestimenti in educazione e in formazione. Il Pilastro sociale è cruciale per gli obiettivi di sviluppo sostenibile, inoltre entrambi condividono visioni e principi. In particolare hanno un ruolo fondamentale nell’ambito sociale. È importante impostare strategie e profondere sforzi per andare oltre il 2020, nell’ottica dell’Agenda 2030 e verso un’Europa sostenibile.Leonardo Ebner, CEMR(Prospettiva datoriale -Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa)Gli obiettivi di sviluppo sostenibile possono servire per:•fissare le priorità di politica interna e ridisegnare le agende delle politiche nazionali•sostenere la collaborazione internazionale e la cooperazione decentrata•rompere i silos, sviluppare un approccio olistico nella progettazione delle politiche•aiutare i governi locali e regionali a sostenere i bisogni e rafforzare la governance multilivello•portare le politiche nazionali e internazionali più vicino ai cittadiniPaola Panzeri, EPSU(Prospettiva sindacale)Gli obiettivi di sviluppo sostenibile ora devono essere‘localizzati’ cioè occorre attuarli a livello locale. Essenzialeè il ruolo della Commissione Europea che indica la strada ma sono gli Stati membri a rendere il tutto possibile. L’impatto per i dipendentidella PA è per noi strategico e non può che essere affrontato attraverso il dialogo sociale.Servono impegni e politiche a sostegno dei diritti dei lavoratorie la parità di genere deve essereraggiuntain tutti i settori. Inoltre nonpossiamo chiedere lavoro dignitoso e andare verso la precarietà.Per creare una società inclusiva occorre nuovo slancio degli investimenti nei servizi pubblici. L’approccio di Epsu è privilegiare alcuni degli obiettivi in termini di priorità e risorsee usarli a supporto delle nostre rivendicazioni di natura sociale. Per i nostri iscrittilavoratori dipendenti serve qualcosa di concreto; è assente l’indicatore sullafiducia nei servizi pubblicie un riferimento all’istruzione di qualità.Update on DigitalisationIn generale, la digitalizzazione può essere definita come l’adozione massiccia di tecnologie digitali per generare, elaborare e condividere informazioni e realizzare compiti specifici tramite dispositivi digitali. Ciò può includere compiti che in precedenza erano svolti da personale umano. Per “digitalizzazione nei servizi sociali”si intende l’integrazione delle tecnologie digitali nella fornitura quotidiana di servizi sociali. L’impatto trasformativo della digitalizzazione sta emergendo solo di recente nella fornituradi servizi sociali, ma gli sviluppi sono sempre più rapidi.Il dialogo sociale e la contrattazione collettiva a diversi livelli sono strumenti fondamentali per regolare l’introduzione e l’uso delle nuove tecnologie. Il dialogo sociale contribuisce a garantire il coinvolgimento attivo e la partecipazione sia dei dirigenti (e delle organizzazioni dei datori di lavoro) siadei lavoratori (e dei sindacati).

Valutando congiuntamente l’impatto delle nuove tecnologie sul settore dei servizi sociali, le parti sociali possono attenuare i possibili effetti negativi come:• trasferimento di fogli di presenza e di altri documenti dal cartaceo alle applicazioni mobili• localizzazione GPS, in certi casi in ogni momento• verifica arrivo e partenza di ogni visita• ottimizzazione dei percorsi e taglio dei tempi morti• uso di sanzioni in caso di ritardo• rischi persicurezza dei lavoratori isolati• assegnazione, riassegnazione e cancellazione delle visite in tempo reale• sistemi di valutazione da parte degli utenti dei servizi socialiL’ambizione è dunque quella di garantire la tutela dei lavoratori, la contrattazione collettiva èlostrumento per plasmare la digitalizzazione.Epsu organizzerà moduliformativi per i delegaticoinvolti nella contrattazionee si terrà poi una conferenza finale nel dicembre 2020che affronterà anche i temi legati a Gdpre intelligenza artificiale.Si sono scelti seminari di formazione perché dobbiamo saperne di più e la formazione è un investimento strategico perché i delegati possanodavvero conoscere potenzialità ed effetti. I seminari saranno tre,divisi per areageografica,con circa 45 partecipanti e della durata diun giorno e mezzo. Verranno preparati dei questionari.Updates from the Chair and the SecretariatIl nuovo programma di lavoro verrà adottatonella plenaria di novembre.Paola Panzeri ha presentato un progetto molto interessante sull’avvio di un percorsodi comunicazione/formazionewebinair, a partire da maggio. Obiettivo èavvicinare i nostri iscrittia quelloche facciamo a livello europeo. No seminari regionali ma produzioni dicontenutida veicolare. Un esempio è pensare un format per diffondere in modo capillare le linee guida sulla violenza da parti terzeche sono stateben ricevute in Francia.Il percorsosulla localizzazione del Semestre Europeo prosegue e dopo Madrid vi sarà l’appuntamento diottobre a Vilniusper capire come sfruttare il Semestre e quali contenuti inserirvi. Trarremo alla fine le conclusioni politiche.Rispetto alle imminenti elezioni europee si chiede di condividere eventuali campagne nazionali, specie sull’appello alla partecipazione e sulle potenzialità della Ue. Ci manderanno anche loro materiali.A ottobre dovrà essere elettoun nuovo vice presidentedel Comitato rispettando equilibrio di genere e geografico.Anche nelSocial Services Working Group del 26 febbraioabbiamo discusso dell’importanza crescente di promuovere il dialogo sociale nel settore,anche alla luce dei cambiamentiche lo stanno interessando,sia in termini tecnologici sia di sempre maggiore preferenza delle persone per le cure domiciliari.Si stanno diffondendo piattaformedi integrazione fra servizi alla persona e servizi domestici(cfr.Amazon Home). Le piattaforme cambieranno radicalmente l’offerta per le famiglie. Il rischio è che la standardizzazione la facciano le piattaforme; la sfida è rispondere noi a questa integrazionetra i due servizi. Gli elementi vincenti saranno iriconoscimenti per i lavoratorie lacontrattazione collettiva. L’innovazione tecnologica muterà il settorea prescindere e abbiamo la responsabilità di fare noi una proposta che difenda i dirittidei lavoratori e le loro professionalità. Il dialogo sociale deve ambire a essere momento di discussione ma deve anche generare spunti per cambiare la vita delle persone!

Pubblichiamo la nota inviata ai Ministri Giulia Bongiorno e Matteo Salvini, nonché ai vertici del Dipartimento, nella quale la Fp Cgil VVF ribadisce la necessità di addivenire ad un incontro urgente per affrontare nel merito il tema del riconoscimento dell’assicurazione INAIL contro le malattie professionali e gli infortuni sul lavoro per il personale del C.N.V.V.F.

Inoltre, al fine di valorizzare il lavoro svolto dalla Fp Cgil VVF, ripubblichiamo i 13 numeri dell’editoriale la “Particella Pazza” nata con l’intento di informare le lavoratrici e i lavoratori del Corpo di tutte le problematiche inerenti la professione e divenuta oggi riferimento di gran parte del personale.

Pubblichiamo la nota unitaria delle OO.SS. territoriali, nella quale chiedono la sospensione dell’ O.d.G. n°178/38. Nella nota reclamano inoltre  il mancato il pagamento degli emolumenti dei corsi effettuati negli anni 2017-2018 dal personale.

Presentata al Parlamento Europeo la rete costituita da Fp Cgil, Fsc Ccoo ed Epsu tra i lavoratori dei servizi di soccorso, accoglienza e integrazione dei migranti. Precisa la richiesta: ‘La politica la sostenga, passando dai principi ai fatti’.

Una rete che connette lavoratrici e lavoratori impegnati nei servizi per l’immigrazione. Nello specifico tutti coloro che coprono lo spettro che va dal soccorso all’integrazione passando per l’accoglienza. Promossa dalla Funzione Pubblica Cgil, dal sindacato spagnolo Federación de Servicios a la Ciudadanía de Comisiones Obreras (Fsc Ccoo) e da quello europeo European Federation of Public Service Unions (Epsu). Una rete che nasce, formalmente, tra le iniziative di Melilla e Palermo e che con #EuCare, l’appuntamento di Bruxelles del 18 marzo, è stata ‘presentata’ alla politica. Con una precisa richiesta di sostenerla, passando dai principi ad elementi concreti, e di metterla al centro della campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento Europeo.

Nella sede del Parlamento Ue – alla presenza di parlamentari come Sergio Cofferati, Andrea Cozzolino, Elly Schlein, Elena Gentile e Cecile Kyenge lavoratrici e lavoratori di Spagna e Italia hanno raccontato le loro esperienze, lungo la filiera dell’immigrazione. Ad aprile i lavori, e a riconoscere il lavoro (e il valore del lavoro) fatto, il parlamentare europeo, Sergio Cofferati: “Eu Care è una bella scelta, una bella intuizione. Investire nell’accoglienza vuol dire produrre un confronto tra le organizzazioni sociali e la politica per determinare rispetto nei confronti dei migranti e per chi lavora nel settore. E questa rete europea è un passo fondamentale”. E dopo le parole di Cofferati, l’alternarsi delle lavoratrici e dei lavoratori. Per l’Italia Bashar Ibrahim, mediatore cultuale in una cooperativa che si occupa di migranti a Comacchio in provincia di Ferrara; Brunella Maglione, lavoratrice della Prefettura di Pisa, impegnata nel settore immigrazione; e Deborah Rota, assistente sociale del comune di Cassano d’Adda in provincia di Milano. Interventi complementari, che hanno fatto sintesi del sistema.

Come quello di Bashar Ibrahim che, lavoratore in una cooperativa sociale, ha acceso un faro sulla condizione di questi lavoratori i quali “benché molto qualificati, sono spesso assunti con contratti precari, sottopagati, eppure l’impegno è massimo nell’obiettivo accoglienza e integrazione dei migranti. Sono lavoratori versatili, sono dei professionisti e offrono grande qualità, al cospetto di scarse risorse. Ma questa motivazione, seppur forte, rischia di venire meno se non ci si occuperà delle loro condizioni di lavoro”.

 

Così come Brunella Maglione, dal suo osservatorio, quello della Prefettura, ha osservato come “la nuova normativa, punto di rottura con un passato già non perfetto, rinuncia a governare il fenomeno migratorio in modo costruttivo, trasformandolo in una questione di sicurezza. Immigrazione e sicurezza vengono disciplinate nella stessa norma. Abolisce il permesso umanitario, modifica i requisiti per l’accesso allo Sprar e l’accesso ad alcuni diritti quali l’iscrizione anagrafica. Prevede procedure accelerate che si differenziano da quelle ordinarie non solo per i tempi ma soprattutto per le garanzie, prevede di stilare un elenco di Paesi sicuri”. Una deriva che non interessa solo il nostro paese, ma che richiede un intervento europeo: “Dobbiamo restare umani. E visto il contesto dove ci troviamo, qui a Bruxelles, in questo momento di recrudescenza xenofoba, la politica europea hai il dovere di esprimersi”.

Dal canto suo Deborah Rota, impegnata nei servizi sociali, ha puntato il dito contro la semplificazione, del linguaggio e del pensiero, chiamando in causa, anche lei, la Politica: “Richiediamo insomma, al prossimo Parlamento europeo, la previsione di una politica della migrazione che non sia l’insieme di interventi affastellati, in gran parte emergenziali, ma che parta da modalità anticipatorie, da un’analisi della complessità e possa fornire una pianificazione e una programmazione in grado di utilizzare al meglio le risorse. Come afferma la dichiarazione di Palermo ‘Sappiamo che l’Unione Europea è basata su valori solidi per cui è necessario mobilitare i cittadini e le migliori forze della cultura e della militanza. Sappiamo bene dove questa strada può portare e non possiamo restare a guardare’”.

A tirare le fila di queste esperienze le parole di Nicoletta Grieco, responsabile dipartimento Internazionale della Fp Cgil: “Ascoltare e sostenere la rete delle lavoratrici e dei lavoratori che offrono servizi ai migranti coincide con l’impegno ad affermare un’Europa solidale, perché senza servizi, senza risorse né coordinamento non c’è integrazione né accoglienza”, ha affermato Grieco, spiegando che: “Le ragioni del lavoro coincidono con l’affermazione della solidarietà, dell’antirazzismo e della lotta alla xenofobia che dobbiamo affermare con forza in questo delicato momento storico. Le ragioni del lavoro sono talmente forti che possono spiegare a quei cittadini che sono stati colpiti gravemente dalla crisi che sono le cattive politiche economiche e non lo straniero a peggiorare le loro condizioni di vita, e così sottrarli alle sirene populiste e sovraniste”. Ma se i sindacati, i lavoratori, si ‘mettono in rete’ ora è la politica a dover assumere un impegno: “Oggi siamo qui, insieme, a chiedervi di portare avanti queste ragioni del lavoro per l’Europa che verrà, e che vorremmo fosse solidale, aperta. Un’Europa fatte di persone che lavorano e esercitano diritti e doveri a prescindere dal loro paese di origine. L’ Europa dei padri fondatori”.

Al Capo del Dipartimento A. P.
Dott. Francesco BASENTINI
Roma

e, p.c.:
Al Direttore Generale del Personale e delle Risorse A.P.
Dott. Pietro BUFFA
Roma

Al Direttore dell’Ufficio Relazioni Sindacali
Dott.ssa Ida DEL GROSSO
Roma

Oggetto: Procedura di assegnazione definitiva del personale del Corpo di Polizia penitenziaria impiegato in sedi extra-moenia.

Egregio Presidente,
la Fp Cgil, in tutti gli incontri tenutosi sulla stabilizzazione del personale nelle sedi extra-moenia, pur essendo contraria a tale operazione, aveva chiesto che la parte pubblica scegliesse una linea politica e si facesse garante che tale soluzione non sarebbe stata diversa per ogni sede o servizio. In particolare, si chiedeva che la stabilizzazione venisse attuata stabilendo a monte dei criteri oggettivi applicabili a tutto il personale in servizio al fine di evitare discriminazioni inutili.
A quasi un anno dalla stabilizzazione che, è bene ricordarlo, ha fino ad ora interessato solo il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, i Provveditorati Regionali, il Nucleo Investigativo Centrale e l’Ufficio per la Sicurezza Personale e per la Vigilanza, è costretta ad intervenire per conoscere le motivazione per cui il personale che opera nel Gruppo Operativo Mobile così come il personale che presta servizio negli istituti penitenziari e nelle Scuole di Formazione e Aggiornamento della Polizia Penitenziaria non è stato ancora assegnato.
Questo “ritardo”, per quanto concerne il G.O.M., sembrerebbe non riguardare tutti, difatti, pare che la Direzione Generale del Personale e delle Risorse abbia recentemente proceduto, in netto contrasto a quanto affermato in sede concertativa, a stabilizzare al D.A.P. solo alcune delle unità di Polizia penitenziaria in servizio provvisorio al G.O.M., mentre non ha mai provveduto a stabilizzare il personale che presta servizio nelle S.F.A.P.P. e negli istituti, pur essendo distaccato da anni, anzi spesso viene ordinato il rientro in sede.
La Fp Cgil, per quanto evidenziato, chiede l’avvio di un’indagine conoscitiva e qualora la notizia venisse confermata di adottare i necessari
provvedimenti affinché si ponga rimedio a questa grave e discriminatoria disparità di trattamento con tutto il restante personale.
Nell’attesa di un cortese riscontro si porgono distinti saluti.

P. il coordinamento nazionale
Fp Cgil Polizia penitenziaria
Stefano BRANCHI

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