CONTINUA LA BATTAGLIA PER IL RICONOSCIMENTO DEI BENEFICI PENSIONISTICI
LAVORI INSALUBRI E POLVERIFICI.
– INDISPENSABILE UNA SOLUZIONE! –
Sono drammaticamente note le disastrose conseguenze generate dalla circolare diffusa in
data 14 Marzo 2016 dalla Direzione generale del personale sulle lavoratrici e sui lavoratori civili
della Difesa impiegati in lavori insalubri e nei polverifici.
Una iniziativa improvvida ed unilaterale, a nostro giudizio, che ha sconvolto le certezze del
personale a cui sono stati inopinatamente cancellati, parzialmente o totalmente, i benefici pensionistici maturati e derivanti da supervalutazione di periodi di servizio prestati in lavori insalubri,
polverifici e imbarchi previsti dagli artt. 19 e 25 del D.P.R. 1092/1973.
Disposizioni che abbiamo immediatamente contestato, nella forma e nel merito, opponendo
tali e tante argomentazioni, anche di natura legale, che non sono mai state realmente e volutamente
confutate dalla Direzione Generale del Personale Civile al tavolo di confronto tra le parti.
Rammentiamo perfettamente il respingente atteggiamento di chiusura tenuto dalla D.G. di
Persociv nei confronti delle rappresentanze sindacali del personale sull’applicazione di quella circolare, che ci costrinse a spostare la problematica verso il vertice politico del Ministero con la nota
del successivo 14 giugno e a chiedere di aprire un tavolo di confronto tecnico allo scopo di
ripristinare la corretta osservanza della citata normativa. Richiesta in seguito accolta, anche se la
questione fu definita dall’allora Sottosegretario delegato un “atto amministrativo dovuto” della Direzione Generale del Personale.
Eppure, il 12 luglio 2016 fummo nuovamente costretti ad inviare una nota di sollecito a Persociv
con la richiesta di apertura del tavolo, alla quale – considerato il silenzio opposto dalla predetta
direzione generale – il successivo 4 agosto seguì l’inoltro di una nota al Ministro che evidenziava
il mancato rispetto dell’impegno assunto dal vertice politico. Discussione poi attivata il 12 ottobre
2016, che non portò ad alcun risultato tangibile per l’intransigente atteggiamento di chiusura
nuovamente manifestato dalla stessa Direzione Generale nel corso della riunione.
L’esito della predetta riunione tecnica fu portato nuovamente al tavolo di confronto politico
il 1° dicembre 2016, ma ancora una volta le speranze dei lavoratori vennero tradite dal momento
che la riunione si concluse con l’impegno del predetto Sottosegretario a modificare la norma, cosa
che in realtà non è poi mai avvenuta.
Il 1° febbraio 2017, con una lunga ed esaustiva nota trasmessa dalle scriventi segreterie
nazionali al Ministro che delineava il quadro sconfortante di una vicenda grottesca consumata nel
silenzio assordante di un’amministrazione e di un vertice politico incapaci di sostenere una discussione
di merito sugli argomenti proposti dalle rappresentanze sindacali del personale. Di qui l’interruzione
delle relazioni sindacali e l’avvio delle manifestazioni unitarie, tra le quali quella svolta
sotto il palazzo di Persociv e nelle maggiori sedi della Difesa tenuta il 19 ottobre 2017.
Questione da noi sottoposta all’attenzione della Ministro Elisabetta Trenta lo scorso 19
luglio 2018, nell’ambito del primo incontro avuto tra le parti presso il Ministero.
Ma anche qui, verificato il notevole lasso di tempo inutilmente trascorso e l’inerzia registrata
sull’argomento, lo scorso 21 settembre 2018 siamo stati costretti a sollecitare la Ministro per
iscritto, rivendicando una soluzione praticabile al problema.
Di seguito, e purtroppo ancora, constatata la perdurante inattività registrata, il 23 ottobre
2018 decidemmo di inviare una nuova lettera molto articolata alla Ministro Trenta, con osservazioni
e anche proposte di soluzione al caso.
Finalmente, a seguito delle forti pressioni esercitate dal sindacato confederale con la
proclamazione dello stato di agitazione nazionale – reso pubblico con il comunicato stampa del 7
dicembre scorso -, il Gabinetto del Ministro incaricava lo Stato Maggiore della Difesa di promuovere
un incontro interministeriale sulla questione, allo scopo di individuare una soluzione accessibile.
Riunione che a tutt’oggi, però, non ci risulta sia stata ancora mai convocata da SMD.
Il 20 dicembre 2018, nell’ambito della manifestazione di protesta svolta unitariamente nella
piazza limitrofa al Ministero della Difesa, la questione fu una delle priorità avanzate all’attenzione
dell’opinione pubblica e, successivamente, alla Ministro nell’incontro da questa convocato mentre
era in corso l’iniziativa pubblica.
Nel mentre, tutt’altra apertura e disponibilità alla ricerca di soluzioni condivise è stata manifestata
alle proprie rappresentanze sindacali da parte di un altro importante Ministero che impiega
quotidianamente il proprio personale in lavori insalubri.
Al Ministero dei Beni e Attività Culturali e del Turismo ci si è infatti adoperati per individuare
soluzioni interpretative ed amministrative a beneficio del personale dipendente che il Ministero
della Difesa ha fino ad ora sempre ostinatamente rifiutato di percorrere.
E’, quindi, anche in ragione di quanto appena segnalato che riteniamo inspiegabile si determini
una situazione per la quale su un problema analogo, legittimamente avvertito dai lavoratori
coinvolti in egual misura, vi sia una visione di soluzione amministrativa diametralmente opposta
nella P.A. Ovvero, l’una ancora immotivatamente negazionista, mentre l’altra sensibile e aperta alla
discussione, che dimostra di avere a cuore il percorso lavorativo e la tutela della salute dei propri
dipendenti.
E allora, così come è stato possibile per il MIBACT individuare per via amministrativa
adeguate soluzioni, pretendiamo che ciò debba avvenire anche per le lavoratrici ed i lavoratori
civili del Ministero della Difesa.
In ragione di quanto poc’anzi richiamato sul tema, constatata la perdurante assenza di attenzione
e risposte ai bisogni dei lavoratori coinvolti fin qui dimostrata, invitiamo le lavoratrici e i
lavoratori civili della difesa a sostenere le iniziative che le scriventi organizzazioni sindacali decideranno
presto di avviare per contrastare gli effetti di quelle insopportabili disposizioni.
Fp Cgil Cisl Fp Uil Pa Confsal Unsa
Francesco Quinti Massimo Ferri/Franco Volpi Sandro Colombi Gianfranco Braconi
Pubblichiamo il resoconto del Tavolo Tecnico Formazione, tenutosi il 20 Marzo 2019 riguardante l’ integrazione Circolare Cinofili
Pubblichiamo la Circolare FUA e Tabelle Fua del Miur 2017
“Al via in Aran la Commissione paritetica sulla classificazione professionale del personale delle Funzioni Locali, così come previsto dal contratto nazionale 2016/2018, alla presenza dei sindacati firmatari, del comitato di settore e della presidenza dell’Aran stessa”. A farlo sapere sono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, aggiungendo che: “Le parti si sono confrontate sulla necessità di utilizzare questa opportunità per concludere il percorso aperto con l’ultimo contratto e porre le basi per il rinnovo relativo al triennio 2019/2021”.
Nel corso dell’incontro, aggiungono, “si è concordato di procedere attraverso una fase di analisi dell’attuale sistema di classificazione al fine di adeguare il sistema stesso alle esigenze professionali emerse in questi anni. Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno posto l’urgenza di affrontare le tematiche già evidenziate a partire dal settore educativo scolastico e dall’area legale, per poi procedere con le altre famiglie professionali che presentano maggiori criticità. A tal fine si è proceduto a fissare la prossima riunione per il giorno 3 aprile con all’ordine del giorno la ricognizione qualitativa e quantitativa dei vari addensamenti professionali”, concludono.
“Nei confronti dei dipendenti pubblici non c’è alcuna risposta sul rinnovo dei contratti e sulle assunzioni dal Ministro Bongiorno”. Così i segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa, Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli, Michelangelo Librandi e Nicola Turco, commentano un’intervista della titolare del dicastero della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, aggiungendo che: “Rimaniamo sconcertati di fronte alle dichiarazioni del Ministro, che sembra ignorare la gravità dei problemi che coinvolgono le pubbliche amministrazioni”.
“Ad oggi, il Ministro – aggiungono i dirigenti sindacali – ha convocato due riunioni assembleari in cui, infastidita e spazientita, ha concesso sette minuti a organizzazione per parlare, non dando poi alcun riscontro alle questioni poste. Questo non è il modo giusto di confrontarsi con Cgil, Cisl e Uil che rappresentano milioni di lavoratori e lavoratrici”. Inoltre, proseguono, “il ministro sta presentando l’ennesima riforma, dopo aver dichiarato di non volerlo fare, senza alcun confronto. Dalle impronte digitali all’attacco al ruolo della contrattazione, dall’annuncio dello sblocco del turnover, per poi bloccarlo di fatto fino al 2020 nella legge di bilancio, e non cancellando le norme che impediscono di assumere in sanità. In più, la riforma dei concorsi è a dir poco folle e nella legge di Bilancio per ora vediamo solo l’elemento perequativo e l’Indennità di vacanza contrattuale”.
I segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa fanno poi sapere di aver chiesto “un incontro come Cgil Cisl e Uil e non ci è stato dato riscontro: abbiamo costruito una piattaforma rivendicativa che promuove soluzioni per l’occupazione, il rinnovo dei contratti e il miglioramento dei servizi. Ma non staremo fermi. Ci sembra assurdo che mentre alcuni esponenti del Governo aprono al confronto su lavoro e pensioni, per il pubblico impiego la porta sia chiusa al confronto e si prosegua con un trattamento differenziato fra lavoro privato e lavoro pubblico”. Nel nostro paese, continuano, “occorrono 600 mila nuove assunzioni nelle Pa solo per coprire i posti che si libereranno con quota 100 e pensionamenti ordinari. Questa è una priorità assoluta, un’occasione per i giovani, una risposta ai cittadini, un’opportunità di modernizzare le pubbliche amministrazioni e dare ristoro al personale che ha carichi di lavoro troppo alti”.
“Cgil Cisl Uil si muoveranno nei prossimi mesi – spiegano Sorrentino, Petriccioli, Librandi e Turco – con una grande manifestazione nazionale con l’obiettivo di raggiungere risultati concreti per i lavoratori. Siamo ‘per’ e non ‘contro’ il cambiamento ma vogliamo che sia orientato ai lavoratori e non alla logica punitiva che abbiamo già cancellato nel recente passato e non permetteremo che torni a prendere piede nelle amministrazioni. Non vogliamo gendarmi che impongono direttive sotto il controllo della politica ma bravi dirigenti che valorizzino le professionalità dei lavoratori, così come vogliamo che sia la contrattazione a stabilire criteri sui quali basare la valutazione, definire obiettivi di produttività, disciplinare il trattamento salariale accessorio e migliorare l’organizzazione del lavoro”.
Infine, “forse il Ministro Bongiorno non sa che mentre lei parla di impronte digitali, il personale subisce aggressioni, spesso ci sono uffici che hanno un unico computer funzionante che il personale usa a rotazione, mancano i toner o addirittura la carta, così come nei luoghi di lavoro pubblici non ci sono, troppo spesso, neanche le più banali norme di tutela sulla salute e sicurezza. Forse il Ministro dovrebbe fare un giro con i delegati sindacali negli uffici per comprendere l’ordine delle priorità. Ci dichiariamo disponibili, accetti la sfida, venga a vedere come si lavora e poi costruisca con noi un progetto vero di rilancio del sistema pubblico, anziché rimproverare il sindacato di non applaudire abbastanza. Rifiutiamo una narrazione surreale del lavoro pubblico basata sugli sbagli di pochi mentre vogliamo restituire dignità alle tante persone che nelle pubbliche amministrazioni operano con abnegazione e professionalità nell’interesse del Paese” concludono Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil pa che, fanno sapere, hanno già scritto al Ministro per richiedere un tavolo permanente su occupazione e contratti.
Valutando congiuntamente l’impatto delle nuove tecnologie sul settore dei servizi sociali, le parti sociali possono attenuare i possibili effetti negativi come:• trasferimento di fogli di presenza e di altri documenti dal cartaceo alle applicazioni mobili• localizzazione GPS, in certi casi in ogni momento• verifica arrivo e partenza di ogni visita• ottimizzazione dei percorsi e taglio dei tempi morti• uso di sanzioni in caso di ritardo• rischi persicurezza dei lavoratori isolati• assegnazione, riassegnazione e cancellazione delle visite in tempo reale• sistemi di valutazione da parte degli utenti dei servizi socialiL’ambizione è dunque quella di garantire la tutela dei lavoratori, la contrattazione collettiva èlostrumento per plasmare la digitalizzazione.Epsu organizzerà moduliformativi per i delegaticoinvolti nella contrattazionee si terrà poi una conferenza finale nel dicembre 2020che affronterà anche i temi legati a Gdpre intelligenza artificiale.Si sono scelti seminari di formazione perché dobbiamo saperne di più e la formazione è un investimento strategico perché i delegati possanodavvero conoscere potenzialità ed effetti. I seminari saranno tre,divisi per areageografica,con circa 45 partecipanti e della durata diun giorno e mezzo. Verranno preparati dei questionari.Updates from the Chair and the SecretariatIl nuovo programma di lavoro verrà adottatonella plenaria di novembre.Paola Panzeri ha presentato un progetto molto interessante sull’avvio di un percorsodi comunicazione/formazionewebinair, a partire da maggio. Obiettivo èavvicinare i nostri iscrittia quelloche facciamo a livello europeo. No seminari regionali ma produzioni dicontenutida veicolare. Un esempio è pensare un format per diffondere in modo capillare le linee guida sulla violenza da parti terzeche sono stateben ricevute in Francia.Il percorsosulla localizzazione del Semestre Europeo prosegue e dopo Madrid vi sarà l’appuntamento diottobre a Vilniusper capire come sfruttare il Semestre e quali contenuti inserirvi. Trarremo alla fine le conclusioni politiche.Rispetto alle imminenti elezioni europee si chiede di condividere eventuali campagne nazionali, specie sull’appello alla partecipazione e sulle potenzialità della Ue. Ci manderanno anche loro materiali.A ottobre dovrà essere elettoun nuovo vice presidentedel Comitato rispettando equilibrio di genere e geografico.Anche nelSocial Services Working Group del 26 febbraioabbiamo discusso dell’importanza crescente di promuovere il dialogo sociale nel settore,anche alla luce dei cambiamentiche lo stanno interessando,sia in termini tecnologici sia di sempre maggiore preferenza delle persone per le cure domiciliari.Si stanno diffondendo piattaformedi integrazione fra servizi alla persona e servizi domestici(cfr.Amazon Home). Le piattaforme cambieranno radicalmente l’offerta per le famiglie. Il rischio è che la standardizzazione la facciano le piattaforme; la sfida è rispondere noi a questa integrazionetra i due servizi. Gli elementi vincenti saranno iriconoscimenti per i lavoratorie lacontrattazione collettiva. L’innovazione tecnologica muterà il settorea prescindere e abbiamo la responsabilità di fare noi una proposta che difenda i dirittidei lavoratori e le loro professionalità. Il dialogo sociale deve ambire a essere momento di discussione ma deve anche generare spunti per cambiare la vita delle persone!
Pubblichiamo la nota inviata ai Ministri Giulia Bongiorno e Matteo Salvini, nonché ai vertici del Dipartimento, nella quale la Fp Cgil VVF ribadisce la necessità di addivenire ad un incontro urgente per affrontare nel merito il tema del riconoscimento dell’assicurazione INAIL contro le malattie professionali e gli infortuni sul lavoro per il personale del C.N.V.V.F.
Inoltre, al fine di valorizzare il lavoro svolto dalla Fp Cgil VVF, ripubblichiamo i 13 numeri dell’editoriale la “Particella Pazza” nata con l’intento di informare le lavoratrici e i lavoratori del Corpo di tutte le problematiche inerenti la professione e divenuta oggi riferimento di gran parte del personale.
Pubblichiamo la nota unitaria delle OO.SS. territoriali, nella quale chiedono la sospensione dell’ O.d.G. n°178/38. Nella nota reclamano inoltre il mancato il pagamento degli emolumenti dei corsi effettuati negli anni 2017-2018 dal personale.
Al Capo del Dipartimento A. P.
Dott. Francesco BASENTINI
Roma
e, p.c.:
Al Direttore Generale del Personale e delle Risorse A.P.
Dott. Pietro BUFFA
Roma
Al Direttore dell’Ufficio Relazioni Sindacali
Dott.ssa Ida DEL GROSSO
Roma
Oggetto: Procedura di assegnazione definitiva del personale del Corpo di Polizia penitenziaria impiegato in sedi extra-moenia.
Egregio Presidente,
la Fp Cgil, in tutti gli incontri tenutosi sulla stabilizzazione del personale nelle sedi extra-moenia, pur essendo contraria a tale operazione, aveva chiesto che la parte pubblica scegliesse una linea politica e si facesse garante che tale soluzione non sarebbe stata diversa per ogni sede o servizio. In particolare, si chiedeva che la stabilizzazione venisse attuata stabilendo a monte dei criteri oggettivi applicabili a tutto il personale in servizio al fine di evitare discriminazioni inutili.
A quasi un anno dalla stabilizzazione che, è bene ricordarlo, ha fino ad ora interessato solo il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, i Provveditorati Regionali, il Nucleo Investigativo Centrale e l’Ufficio per la Sicurezza Personale e per la Vigilanza, è costretta ad intervenire per conoscere le motivazione per cui il personale che opera nel Gruppo Operativo Mobile così come il personale che presta servizio negli istituti penitenziari e nelle Scuole di Formazione e Aggiornamento della Polizia Penitenziaria non è stato ancora assegnato.
Questo “ritardo”, per quanto concerne il G.O.M., sembrerebbe non riguardare tutti, difatti, pare che la Direzione Generale del Personale e delle Risorse abbia recentemente proceduto, in netto contrasto a quanto affermato in sede concertativa, a stabilizzare al D.A.P. solo alcune delle unità di Polizia penitenziaria in servizio provvisorio al G.O.M., mentre non ha mai provveduto a stabilizzare il personale che presta servizio nelle S.F.A.P.P. e negli istituti, pur essendo distaccato da anni, anzi spesso viene ordinato il rientro in sede.
La Fp Cgil, per quanto evidenziato, chiede l’avvio di un’indagine conoscitiva e qualora la notizia venisse confermata di adottare i necessari
provvedimenti affinché si ponga rimedio a questa grave e discriminatoria disparità di trattamento con tutto il restante personale.
Nell’attesa di un cortese riscontro si porgono distinti saluti.
P. il coordinamento nazionale
Fp Cgil Polizia penitenziaria
Stefano BRANCHI