Pubblichiamo l’informativa e i relativi allegati inviati dalla Direzione Centrale per le Risorse Umane riguardo le funzioni dirigenziali disponibili nel CNVVF
Pubblichiamo il Decreto alla firma del Sig. Ministro, il verbale e resoconto della riunione che si è tenuta ieri preso il Dipartimento riguardante la graduazione degli incarichi di funzione di livello dirigenziale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
Roma, 14 febbraio – Si stanno intensificando gli episodi di violenza e aggressione verso lavoratrici e lavoratori dei Comuni, legati allo svolgimento del proprio lavoro, in particolare nei servizi di front office, a diretto contatto con l’utenza.
Ultimi i casi di Palermo e di Genova che hanno visto coinvolti assistenti sociali e agenti di polizia locale, come sempre più frequenti sono le aggressioni al personale dei servizi demografici.
Visto l’imminente avvio dell’applicazione del Reddito di cittadinanza, alla luce dell’atteso e potenziale incremento del numero degli utenti coinvolti, riteniamo opportuno e urgente un confronto con l’Anci per trovare le soluzioni affinché questi episodi citati non si ripetano più.
Pubblichiamo il comunicato del Ministero della Difesa AID – Performance organizzative anno 2018.
AVANTI IL PROSSIMO
Fossimo stati al posto del presidente Boeri avremmo scelto un commiato del tutto diverso.
Un epilogo a dire il vero inatteso, quello di non consentire la discussione sui contratti integrativi,
che scaricando sul personale gli effetti giuridici ed economici di tale gesto, pone le scriventi
organizzazioni sindacali nella piena consapevolezza di quel che resta delle relazioni sindacali in
questo Istituto: il nulla.
Non sappiamo bene quali siano le reali motivazioni che hanno spinto il presidente ad un dietro
front così repentino, quando le indicazioni che avevamo ci portavano ad essere fiduciosi sulla
possibilità di un accordo, ma evidentemente le ragioni non sono di merito e, sinceramente, a
questo punto diventa irrilevante.
Quel che ci interessa rappresentare e denunciare è il grave danno arrecato al personale, intanto in
termini economici, con riguardo alla liquidazione della produttività nonché al ripristino dei valori del
TEP, giusto per citare due esempi.
Non comprendiamo come scelte opinabili, inopportune ed irrispettose del lavoro quotidiano di
migliaia di lavoratrici e lavoratori di questo istituto siano usate per fini e personalismi
incomprensibili ed inaccettabili.
Tutto questo in un momento drammatico per il Paese, dove l’istituto è chiamato, con i propri
servizi, a nuove ed impegnative sfide (quota 100 e reddito di cittadinanza per citarne alcune), con
la previsione di un cospicuo numero di lavoratori che ha legittimamente scelto di andare in
quiescenza e con tutti i problemi organizzativi e logistici ancora irrisolti.
Al presidente Boeri, ed a chi verrà, mandiamo un messaggio chiaro:
Non è più il tempo di contare sul senso di responsabilità del Personale: la misura è colma.
Come non è più il tempo di restare inerti di fronte alla irresponsabilità ed alla protervia dei vertici
dell’istituto che avranno come prima risposta la proclamazione dello stato di agitazione di tutto il
personale dell’Inps, che sarà mantenuto fino a quando le trattative sui CCNI non verranno
riattivate.
Al futuro vertice dell’Inps, la cui nomina a questo punto auspichiamo si concretizzi con urgenza,
anticipiamo che quello della definizione del contratto integrativo dovrà essere il primo atto cui
dovrà occuparsi: dovrà essere finalmente il segno dell’attenzione e del rispetto che i
lavoratori dell’Inps meritano.
FP CGIL/INPS CISL FP/INPS UIL PA/INPS CONFINTESA/INPS
Matteo ARIANO Paolo SCILINGUO Sergio CERVO Francesco VIOLA
“Grazie all’impegno profuso, che ha sbloccato lo stallo, sono riprese, ed avranno un ritmo serrato, le trattative per il rinnovo del contratto nazionale della dirigenza delle Funzioni Centrali”. È quanto affermano in una nota Fp Cgil, Cisl Fp, Uilpa e Unadis, aggiungendo che, nella trattativa che si è svolta ieri “si è esaminata soprattutto la parte delle relazioni sindacali e della costituzione del rapporto di lavoro della dirigenza”.
“Abbiamo apprezzato – proseguono i sindacati – lo sforzo dell’Aran di accogliere le istanze recate dalla piattaforma congiunta da noi presentata lo scorso novembre, ma ancora non siamo pienamente soddisfatti. Restano da sciogliere, in particolare, i nodi cruciali della partecipazione attiva ai processi di riorganizzazione e delle modalità di conferimento degli incarichi dirigenziali”.
Il tavolo, fanno sapere Fp Cgil, Cisl Fp, Uilpa e Unadis, “si è aggiornato alle date del 20 e del 26 febbraio per approfondire, rispettivamente, le sezioni dei professionisti e della dirigenza sanitaria. L’auspicio è quello di chiudere velocemente e con senso di responsabilità un Ccnl ormai scaduto e aprire un nuovo corso”, concludono.
BANDO DI MOBILITA’ DA RIFARE!
Lo chiedono Fp Cgil Uil Pa Cisl Fp e Unsa Confsal
È stata trasmessa la richiesta di Fp Cgil Cisl Fp Uil Pa e Confsal Unsa di rifare con urgenza il bando di
mobilità volontaria 2019. Troppe le incongruenze, gli errori grossolani, la mancata corrispondenza
agli accordi, la mancata previsione di tanti posti effettivamente vacanti negli enti, insomma le medesime
criticità del bando precedente.
Ancora una volta a distanza di quasi tre anni dall’ultimo bando ci troviamo a descrivere l’ennesimo
fallimento collettivo di un amministrazione che ha troppi attori indipendenti, tra loro non coordinati,
che pare non diano conto a nessun del proprio operato.
E’ evidente che, oltre la richiesta di dare seguito ad altro bando di mobilità, dovrà essere ripensata
una organizzazione che rappresenta un unicum nel pubblico impiego ma che, da sempre, riversa i
suoi aspetti peggiori nei confronti del personale civile, a partire dall’incapacità di garantire il pur
basso salario o buste paghe normali.
La Mobilitazione dei lavoratori civili della Difesa, mai interrotta, deve dunque continuare con ulteriori
e più incisive iniziative da assumere con urgenza.
Fp Cgil Cisl Fp Uil Pa Confsal Unsa
Francesco Quinti Massimo Ferri/Franco Volpi Sandro Colombi Gianfranco Braconi
“L’amministrazione penitenziaria diserta il tavolo, parte la protesta dei sindacati di polizia penitenziaria”. A denunciarlo sono Sappe, Osapp, Uilpa Pp, Sinappe, Cisl Fns, Uspp, Cnpp, Fp Cgil, spiegando che: “Nella giornata di ieri, infatti, si sarebbe dovuta tenere una riunione sul destino di circa 970 allievi vice ispettori che stanno completando il percorso formativo nelle Scuole dell’Amministrazione Penitenziaria, a seguito di un concorso il cui iter si completerà a giorni, dopo 11 anni dalla data del bando. Le organizzazioni sindacali tutte, inizialmente convocate alle ore 15, hanno atteso invano, fino alle ore 18 l’arrivo della delegazione di parte pubblica”.
A seguito di tale modalità, aggiungono i sindacati di Polizia Penitenziaria, “di (non) gestione delle relazioni sindacali e del mancato rispetto del personale di Polizia Penitenziaria impegnato nel corso che attende notizie sulla sua futura destinazione, in relazione ad un bando di concorso che ne prevedeva il rientro in sede, tutti i sindacati hanno deciso di non attendere oltre”. L’Amministrazione, con tale comportamento, “non solo dimostra che su un tema così delicato non ritiene utile il confronto con le organizzazioni sindacali, ma, contrariamente a quanto dichiarato in più occasioni, fa registrare una scarsa sensibilità anche della parte politica che, interessata più volte per addivenire ad una soluzione positiva della vicenda relativa ai ritardi ingiustificabili nel perfezionamento e nella conclusione di un concorso che ha penalizzato già oltremodo chi vi aveva partecipato e superato le prove, dopo oltre un decennio, non ha colto l’occasione per dimostrare attenzione nei confronti della Polizia Penitenziaria”.
Per tale ragione, i sindacati fanno appello “alla sensibilità del Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, per accogliere senza ulteriori tentennamenti ed indugi le richieste già chiaramente presentate da tutte le organizzazioni sindacali in merito al più ampio accoglimento delle aspirazioni dei partecipanti al concorso in questione, stante le lungaggini procedurali che lo hanno caratterizzato, pronti a scendere in piazza per manifestare pubblicamente il disagio vissuto dal personale interessato”, concludono i sindacati.
Roma, 13 febbraio 2019
Al Ministro per i Beni e le Attività Culturali
Prof. Alberto Bonisoli
Egregio Professore,
da notizie di stampa risulta che le Regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto hanno chiesto e ottenuto dal Governo, nel quadro dell’estensione delle materie attribuibili alle autonomie regionali ai sensi dell’art. 116, comma 3, della Costituzione, l’attribuzione, fra l’altro, delle competenze dello Stato in materia di tutela e valorizzazione dei beni culturali, comprese le risorse organizzative e di personale.
L’urbanizzazione selvaggia della Valle dei Templi di Agrigento sta a ricordare gli esiti infausti dell’affidamento all’autonomia regionale della tutela dei beni culturali e del paesaggio. La tutela dovrebbe, infatti, poter limitare incisivamente interessi locali con essa incompatibili e un ente i cui responsabili sono direttamente eletti anche dai cittadini portatori di tali interessi è inevitabilmente condizionato in senso opposto.
Inoltre la tutela del paesaggio non può essere affidata agli stessi enti tenuti – in base al Codice dei beni culturali – a formare i piani paesaggistici sotto la vigilanza e l’eventuale surrogazione del Ministero, a pena di confondere impropriamente e inammissibilmente in un unico soggetto le figure di vigilante e di vigilato.
Infine l’art. 118, primo comma Cost. prevede che siano affidate allo Stato le funzioni amministrative che richiedono un “esercizio unitario” su tutto il territorio nazionale. Fra queste vi è indubbiamente la tutela dei beni culturali, come dimostra il caso del recupero dei beni culturali trafugati all’estero, che richiede la collaborazione a livello nazionale e internazionale del Ministero, del Nucleo tutela dei CC. e del Ministero degli Esteri.
Se invece fossero, in base all’art. 116, conferite alle regioni anche le competenze nelle materie di tutela e valorizzazione dei beni culturali, anche legislative, l’unitarietà dei criteri ordinamentali e tecnico-scientifici di tutela e gestione dei beni culturali nel nostro Paese verrebbe messa a serio rischio.
Gravemente preoccupate dal tale prospettiva, le scriventi OO.SS. chiedono con urgenza un Suo impegno in seno al Governo per evitare un simile esito, che avvierebbe lo smantellamento della tutela dei beni culturali e del paesaggio nel nostro Paese e delle strutture del Ministero stesso anche sotto il profilo organizzativo, con devastanti conseguenze per l’unitarietà e adeguatezza della gestione del personale addetto.
FP CGIL CISL FP UIL PA
C. Meloni G. Nolè – V. Di Stefano F. Trastulli
CCNL DIRIGENZA FUNZIONI CENTRALI: AVANTI A PICCOLI PASSI
Grazie all’impegno di CGIL, CISL, UIL e UNADIS – che hanno sbloccato lo stallo – sono riprese, ed avranno un ritmo serrato, le trattative per il rinnovo del CCNL delle Funzioni Centrali.
Oggi abbiamo esaminato soprattutto la parte delle relazioni sindacali e della costituzione del rapporto di lavoro della dirigenza.
Abbiamo apprezzato lo sforzo dell’Aran di accogliere le istanze recate dalla piattaforma congiunta da noi presentata lo scorso novembre, ma ancora non siamo pienamente soddisfatti. Restano da sciogliere, in particolare, i nodi cruciali della partecipazione attiva ai processi di riorganizzazione e delle modalità di
conferimento degli incarichi dirigenziali.
Il tavolo si è aggiornato alle date del 20 e del 26 febbraio per approfondire, rispettivamente, le sezioni dei professionisti e della dirigenza sanitaria.
L’auspicio è quello di chiudere velocemente e con senso di responsabilità un CCNL ormai scaduto e aprire un nuovo corso.
Roma, 13 Febbraio 2019
FP CGIL CISL FP UILPA UNADIS
Florindo Oliverio Angelo Marinelli Enrico Ponti Barbara Casagrande
Roma, 13 febbraio 2019
A: SMD I° Reparto
Segredifesa
SME
SMM
SMA
Comando G.le Arma Carabinieri
Giustizia Militare
e, p.c. Gabinetto Ministro della Difesa
Oggetto: Procedura di mobilità volontaria interna 2019
Le scriventi OO.SS., dichiarano l’assoluta insoddisfazione riguardo il bando in oggetto: il
numero incongruo dei posti resi disponibili ed il grado di scopertura che a meno di 15 giorni dalla
scadenza dei termini per la presentazione delle domande non è stato ancora possibile verificarne la
corrispondenza con le percentuali concordate con gli organi programmatori.
A nulla è servita la fallimentare esperienza del primo bando del 2016 con il quale soltanto 83
lavoratori hanno visto soddisfatta la propria esigenza; a questa ha seguito la biennale inerzia degli
organi programmatori per poi pubblicare il bando 2019 con analoghe criticità e limiti, che
presumibilmente coinvolgerà un numero di lavoratori inferiore al 2016 e che non soddisferà le
aspettative degli stessi organi programmatori.
Nel registrare un crescente malumore tra i lavoratori che da ben tre anni vedono deluse le
loro aspettative, peraltro manifestato in tutte le sedi di confronto nelle quali abbiamo avuto modo di
esprimerci, chiediamo che al termine delle procedure relative al bando 2019 venga emanato un
ulteriore bando che risponda alle effettive carenze, spesso rappresentate anche dai titolari degli Enti
e non accolte, e che in modo trasparente e verificabile tenga conto del grado di scopertura
concordato.
Al fine di fornire alle scriventi OO.SS. ogni utile strumento di lavoro e di verifica degli
accordi fatti, si chiede di avere per ogni ente la Tabella Organica in vigore e la FEO.
In attesa di urgente riscontro, si inviano cordiali saluti
FP CGIL CISL FP UIL PA CONFSAL/UNSA
F. QUINTI M. FERRI/F. VOLPI S. COLOMBI G. BRACONI
Nell’incontro del 4 febbraio è stato fatto un ulteriore punto rispetto alla situazione delle ricollocazioni del personale ESACRI , che stanno proseguendo in base alla data della “cessata attività”. Al 01.02.2019 è stata ricollocato il gruppo di lavoratrici e lavoratori precedentemente individuato come in uscita a quella data.
Tramite l’ottimizzazione dei posti disponibili, realizzata tramite l’indicazione, da parte delle unità che avevano ottenuto risposte positive da parte di più amministrazioni, di un’unica opzione, il problema della ricollocazione di 76 unità si è risotto ulteriormente a circa 50 unità, rispetto alle quali a breve ripartirà l’interlocuzione con il Dipartimento della Funzione Pubblica.
Il 15 gennaio è stato depositato lo stato passivo dell’ente e tutti i lavoratori che vantano un credito nei confronti dell’Ente (derivante da sentenza o a titolo di trattamento di fine rapporto) sono stati informati tramite pec della possibilità di presentare osservazioni ed opposizioni entro 30gg. ; in allegato è stata fornita una scheda riepilogativa dei crediti vantati e la proposta di liquidazione. L’amministrazione si è detta disponibile ad accogliere le osservazioni, al fine di depositare, trascorsi i termini per le opposizioni, un nuovo stato passivo con le correzioni che si dovessero rendere necessarie. Vi chiediamo di segnalarci le eventuali criticità al riguardo.
Le cifre coincidono (meglio, dovrebbero coincidere) perchè l’attivo sostiene pienamente lo stato passivo ; “ovviamente” solo una parte è disponibile in contanti, il resto è costituito dal patrimonio immobiliare (da mettere sul mercato, con tutte le difficoltà del caso : comunque la dismissione sta iniziando e ad es. è in fase di vendita l’immobile di Via Ostiense) e da crediti da recuperare (ad es. dalle Regioni, per attività in convenzione).
Stimando in 20 milioni i crediti dei lavoratori derivanti da sentenze e in 9 milioni i crediti derivanti da tfs/tfr, a fronte di 46 milioni come disponibilità di cassa, il Commissario Liquidatore ha assicurato il pagamento dei crediti nel mese di settembre 2019.
Nel corso della riunione, è stata riaperta la contrattazione relativa all’integrativo 2018 in quanto l’organo di vigilanza ha rilevato un “disallineamento” rispetto alle previsioni del CCNL Funzioni centrali : motivo che aveva spinto la FP CGIL a non sottoscrivere quell’ipotesi di accordo .
Siamo quindi, unitariamente, riusciti ad ottenere :
– una diversa ripartizione della produttività tra collettiva e individuale, passando da un 40/60 ad un 70/30 (dove 40 ed ora 70 sono le percentuali relative alla produttività collettiva),
– un’applicazione, per il 2018, del coefficiente di merito partecipativo individuale (la maggiorazione dl 30%) riparametrata su base semestrale e destinata al 25% del personale che abbia riportato una valutazione di almeno 38/40 (per il personale dei Servizi) e 48/50 (per il personale dei Dipartimenti e degli uffici del Commissario liquidatore).
Considerando il testo di partenza, il risultato ci appare positivo.
Come dichiarazione congiunta, ci siamo impegnati ad attivare la contrattazione per il CCNI 2019 entro il prossimo marzo e di avviare – sempre entro marzo – uno specifico tavolo di confronto sui cirteri generali del sistema id valutazione della performance.
Il Coordinatore EsaCRI FP CGIL
Giulietta Oberosler