Un riepilogo su tutti i tavoli di trattativa aperti

Alla vigilia di agosto, facciamo il punto sullo stato delle trattative per il rinnovo di tutti i contratti ancora in sospeso, dalla sanità privata la terzo settore, passando per il contratto dei medici e altro ancora.


ANFFAS
Ultimo incontro: 19 giugno

Sul rinnovo del contratto Anffas, l’Associazione Nazionale di Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva, restano alcuni nodi da sciogliere, che riguardano, in particolare:
– il mercato del lavoro, soprattutto per quanto attiene le percentuali di ricorso al tempo
determinato, ed alla somministrazione a tempo determinato
– la malattia, poiché Anffas ha confermato la richiesta di intervenire sui tre giorni di
carenza, retribuendoli in maniera progressivamente ridotta, arrivando all’azzeramento con
il quarto evento, mentre noi abbiamo confermato la richiesta, già presente in piattaforma,
di retribuire la malattia al 100%,
– il tema delle pause e dei riposi,
– i minimi essenziali in caso di sciopero.
Anffas ha inoltre chiesto nuovamente di ragionare attorno alla figura dell’”assistente familiare” che vorrebbe normare ed inserire nel contratto, per rispondere alle esigenze derivanti dalle nuove forme di residenzialità leggera.


ANPAS
Ultimo incontro: 16 luglio
Prossimo incontro: 30 luglio

La discussione circa il rinnovo del contratto Anpas, l’Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze, ha affrontato i temi legati al mercato del lavoro e si sono prodotti punti di avanzamento per quanto riguarda tempo determinato, part-time e somministrazione a tempo determinato, anche se rimane ancora aperto il tema delle percentuali di ammissibilità sia per ogni singola fattispecie, che complessiva.
Il confronto si è poi indirizzato sull’aspetto economico, rispetto al quale Anpas, nonostante la discussione abbia anche in questo caso prodotto degli avanzamenti, ha esplicitato una proposta che segna ancora una certa distanza rispetto alle nostre richieste.


UNEBA
Ultimo incontro: 6 giugno

Sul rinnovo del contratto Uneba, l’Unione nazionale istituzioni e iniziative di assistenza sociale, si deve registrare registrare che il negoziato non ha prodotto nessun avanzamento della trattativa, in quanto Uneba ha sostenuto l’impossibilità di qualsiasi investimento economico. Inoltre, ha confermato la propria richiesta di trasformare la quattordicesima mensilità in una forma diversa di remunerazione, variabile e legata anche al welfare aziendale, che, come tale, possa accedere alla fiscalità di vantaggio, al fine, anche, di poter distribuire parte della defiscalizzazione degli oneri ai lavoratori, tramite la contrattazione di secondo livello. Abbiamo ribadito l’impossibilità di tale trasformazione.
Abbiamo confermato la disponibilità a riflettere intorno a forme di salario di risultato che, come tali, devono essere aggiuntive rispetto agli attuali istituti retributivi contrattuali, che non possono essere condizionati nell’attribuzione e nella quantificazione alla variabilità dei risultati e delle normative.
Il capo delegazione Uneba ha chiuso il confronto sostenendo la necessità di riportare la discussione nel proprio consiglio nazionale, prima di procedere anche a fissare un ulteriore incontro.


AIOS e ARIS
Ultimo incontro: 12 luglio
Prossimi appuntamenti: 11-18-25 settembre

Per quanto riguarda il confronto con Aiop e Aris per il rinnovo dei contratti collettivi nazionali della sanità privata e del socio-sanitario RSA, si è trovato un accordo in tema di: disposizioni generali, norme di garanzia dei servizi minimi essenziali, assunzioni, visite mediche, periodo di prova, cumulo di mansioni, passaggio ad al’tra attività per inidoneità fisica.
Restano da concordare o definire: campo di applicazione, inscindibilità delle norme contrattuali, decorrenza e durata, relazioni sindacali, Pari Opportunità e Mobbing, mansioni superiori, orario di lavoro, flessibilità e lavoro agile.
Intanto si stanno facendo mobilitazioni a carattere regionale, in varie regioni d’Italia, per rivendicare la conclusione delle trattative per il rinnovo dei contratti della sanità privata.


COOPERATIVE SOCIALI
Ultimo incontro: 10-11 luglio
Prossimi appuntamenti: 31 luglio, 10 e 26 settembre

Nell’ultimo incontro, dopo una veloce analisi sull’andamento dei tavoli tematici su profili professionali, sanità integrativa e salario accessorio, abbiamo cercato di sciogliere i nodi ancora sul tavolo che riguardano l’impianto delle relazioni sindacali e della contrattazione di secondo livello.
Le controparti ci hanno presentato un testo insufficiente che inserisce nuove materie fra quelle di titolarità del secondo livello e ripropone una durata quadriennale del contratto nazionale.
In esito alle due giornate possiamo affermare di aver compiuto un passo in avanti sul diritto di prendere parte alle trattative di posto di lavoro anche in presenza di RSU.
Abbiamo inoltre avanzato un’ulteriore proposta alle controparti sul tema inerente la collocazione del secondo livello di contrattazione (regionale o provinciale) che auspichiamo conclusiva in quanto consente in modo equilibrato di contemperare l’intenzione di collocare al livello regionale la contrattazione territoriale senza che questo elimini la possibilità di poter continuare ad articolare la stessa su livelli provinciali.
Abbiamo infine condiviso e sottoscritto un testo da inviare a Ministero dell’Istruzione, Conferenza delle Regioni e Consiglio Universitario Nazionale sul tema educatori e CFU.
Come si può vedere, lo stato di avanzamento e le modalità di svolgimento di questi confronti – pur se non del tutto omogenei – non consentono ad oggi di poter fare previsioni rispetto ai tempi di chiusura dei contratti. Da qui la decisione assunta unitariamente di promuovere iniziative utili a sensibilizzare ed informare le lavoratici e i lavoratori, così da essere pronti ad ogni eventuale sviluppo.


DIRIGENZA MEDICA E SANITARIA
Ultimo incontro: 19 luglio
Prossimo appuntamento: 26 luglio

Le trattative hanno subito una battuta d’arresto per una difficoltà delle Regioni e del Governo nella definizione della massa salariale sulla quale applicare la parametratura di aumento contrattuale previsto al 3,48% per tutti i contratti del pubblico impiego.
Verificata l’impossibilità di rintracciare una convergenza sulla questione abbiamo deciso
nel Marzo 2018 di interrompere il tavolo politico per la parte economica delle trattative, pur
mantenendo attivo il tavolo tecnico presso Aran per lo svolgimento delle trattative riguardanti la parte normativa.
Le vicende politiche che nei mesi scorsi hanno caratterizzato l’instabilità nella governance del paese hanno naturalmente avuto riflessi negativi sull’andamento delle trattative che hanno subito diversi rallentamenti. In concreto ha avuto pieno svolgimento esclusivamente la parte riguardante la “responsabilità disciplinare”, è stata accantonata quella sulle “relazioni sindacali”, mentre ancora non sono stati affrontati i temi riguardanti fondi, incarichi e orario di lavoro.
Nell’incontro del 19 luglio abbiamo proposto un indice degli argomenti da trattare
che, partendo da quelli a minor impatto economico (nell’ordine: costituzione, struttura ed
estinzione del rapporto di lavoro, assenze e congedi, ferie e festività, mobilità, verifica e
valutazione dei Dirigenti, coperture assicurative e patrocinio legale), ci consenta di avviare da settembre quelli finanziariamente più rilevanti (Fondi, Incarichi, disagio).

Fp Cgil: “Servono assunzioni, risorse e sicurezza per il Corpo”

Pochi, anziani, privi di mezzi adeguati, sottoposti a incivili turni di lavoro, a far fronte a fenomeni quotidiani di malaffare, abusivismo, reati ambientali e criminalità diffusa. Questo il quadro della Polizia Locale di Napoli, che riversa in una condizione di degrado, insicurezza e improvvisazione con la totale latitanza delle istituzioni che dovrebbero garantire la sicurezza dei cittadini, il rispetto della legalità sul territorio e il benessere psico-fisico delle lavoratrici e dei lavoratori del Corpo di Polizia. Una condizione estrema, ai limiti della decenza, cui la Funzione Pubblica Cgil si oppone da tempo chiedendo un’urgente soluzione.

 

Una fotografia.

Sono in totale 1.811 unità in organico, di cui 684 (corrispondente a un terzo della forza-lavoro totale) non sono più in strada e sono dislocati in uffici e reparti dove svolgono attività d’ufficio, a volte neanche così chiare e definite. Dunque 1.127 quelli che, almeno sulla carta, dovrebbero trovarsi in strada, paletta alla mano. Di cui però solo una parte viene effettivamente chiamata in strada. Il resto viene impegnata negli uffici a svolgere funzioni che sembrano sovrapporsi a quelle già svolte da altre unità operative.

Un sottorganico di oltre 1.000 uomini cui si somma la piaga degli inidonei e degli ultrasessantenni. Sono 468, secondo i dati dell’assessorato, gli inidonei con parziali o totali limitazioni fisiche. Ma il dato spaventoso riguarda la porzione di vigili over 60: oltre 904 persone.

Un quadro sconcertante che si riversa sui turni di lavoro: l’unico caso in Italia in cui viene completamente a mancare una turnazione programmata, impedendo alle lavoratrici e ai lavoratori di programmare in alcun modo la propria vita privata, sottoposti come sono all’incertezza quotidiana. A mancare, infine, sono anche strumenti e mezzi adeguati, e la fornitura a tutto il personale di dispositivi di sicurezza individuali.

 

Commento.

C’è bisogno di assunzioni per rinvigorire il corpo, di risorse e di una definizione netta e precisa di ruoli e funzioni del personale – commenta Federico Bozzanca, segretario degli Enti Locali della Funzione Pubblica Cgil -. Abbiamo più volte chiesto di aprire un confronto per affrontare le pesanti criticità che affliggono le lavoratrici e i lavoratori della Polizia Locale di Napoli. Criticità che si riversano non solo sul benessere psico-fisico del corpo, ma anche sulla sicurezza dei cittadini e sullo stato di legalità del territorio”.
In un contesto territoriale non tra i più semplici, pochi operatori, di cui molti anziani, si trovano ad operare sforniti di mezzi adeguati e di dispositivi di sicurezza, con turni perennemente incerti. Uno stato di disagio – conclude Bozzanca – che richiede l’immediata apertura di un tavolo di confronto sindacale affinché le problematiche del corpo di Polizia Locale vengano discusse, affrontate e risolte al fine di tutelare i lavoratori e di rendere più sicuro il contesto del vivere cittadino”.

Pubblichiamo la nota unitaria del 20 luglio 2018 – Buoni pasto QUI!Group

Pubblichiamo la nota di risposta, del Ministero dell’Interno , alla lettera inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri prot.387 del 18 luglio 2018
clicca qui stato di agitazione di comparto

Pubblichiamo lo schema emanato dalla direzione Centrale Risorse Logistiche e Strumentali  inerenti la graduatoria per l’ammissione al corso di formazione CS decorrenza 01.01.2017

Pieno sostegno da parte di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl alla mobilitazione contro la reintroduzione dei voucher in agricoltura promossa dai sindacati di settore Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil. “Saremo in piazza al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori – scrivono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – nei tre giorni di presidio che si terranno dal 24 al 26 davanti alla sede del Parlamento durante la discussione del Decreto Dignità per impedire la reintroduzione dei voucher in agricoltura“.

Una misura che, ritengono i sindacati ‘pubblici’ di Cgil, Cisl e Uil, “non è assolutamente utile in tutti i settori, compresi quelli dei servizi pubblici, ed è per questo che, al contrario, occorre lavorare per potenziare il lavoro strutturato e di qualità e non certo le forme che ampliano le maglie del lavoro meramente occasionale”.

Infine, per quanto riguarda il settore dell’agricoltura nello specifico, “i voucher esistono già ma all’interno di un perimetro certo di regole. Per questo sosteniamo la mobilitazione promossa dai tre sindacati di settore per impedire che nel decreto dignità si torni ad un sistema penalizzante per i lavoratori, la legalità e la tracciabilità”, concludono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp.

LA FP CGIL HA FIRMATO L’IPOTESI DI ACCORDO FUA 2017

Nell’incontro del 18/7 u.s. la FP CGIL, a differenza di quanto fatto negli anni precedenti, ha firmato l’ipotesi di accordo FUA 2017 (vedi allegato), perché sono state sostanzialmente recepite tutte le richieste di modifica avanzate dalla RSU e dalle OO.SS.
Ci teniamo a precisare che quello sottoscritto è un ipotesi di accordo di transizione in quanto il 2017 è il primo anno per il quale al Ministero si è svolta una contrattazione dove non è più interessato il personale delle sedi centrali e territoriali ormai facenti capo all’INL e all’ANPAL.
Il futuro accordo 2018, a nostro avviso, dovrà essere “costruito” sulla nuova realtà del Ministero (ormai monosede) e contrattato secondo quanto previsto dal nuovo CCNL 2016/2018.
Infine, l’Amministrazione ha comunicato che il FUA 2016 è stato registrato alla Corte dei Conti e che sarà corrisposto al personale nel mese di agosto.

Il Coordinatore FP CGIL Ministero del Lavoro
delle Politiche Sociali
Giuseppe Palumbo

Pubblichiamo la nota della struttura territoriale FPCGIL VVF  Frosinone inerente le problematiche interventistiche in presenza di Imenotteri aculeati

INCONTRO CON LA MINISTRA DELLA DIFESA ELISABETTA TRENTA: CHI BEN COMINCIA…

Ieri sera a palazzo Baracchini si è svolto l’incontro fra il nuovo Ministro della Di-fesa – Elisabetta Trenta – e le OO.SS. Nazionali.
Abbiamo particolarmente apprezzato l’esordio della Ministra che ha comunicato di voler mantenere personalmente la delega alle relazioni sindacali, quale segnale di interesse primario verso il personale civile, e di considerare quello di ieri il primo di una lunga serie di incontri tesi alla comprensione e conseguente soluzione delle numerose problematiche che caratterizzano un amministrazione articolata e complessa come la Difesa.
La Ministra Trenta ha poi dichiarato di voler investire particolarmente sulla for-mazione del personale civile delle aree funzionali, intesa come elemento strategico sia per la crescita professionale e il miglioramento complessivo della qualità del lavoro espresso dall’Amministrazione, sia come leva motivazionale e, a tal fine, ha comunicato di aver affidato ad un suo collaboratore diretto la cura della materia.
Nei nostri brevi interventi (che la Ministra per l’occasione ci ha chiesto di conte-nere in 3 minuti), pur apprezzando particolarmente la scelta del mantenimento della delega e condividendo l’investimento sulla formazione del personale, abbiamo ricor-dato che il personale civile della Difesa è altamente professionalizzato, mediamente anziano, scarsamente formato e aggiornato, e con un trattamento economico e di car-riera totalmente inadeguato, soprattutto per quanto attiene al personale della prima area funzionale.
Condizioni che impongono davvero una particolare attenzione del vertice poli-tico alla loro trattazione e soluzione e, quindi, alla necessità di procedere all’esame delle questioni avanzate a step, da svolgersi comunque nell’ambito di una serrata mo-dalità di confronto con le scriventi OO.SS. che, per quanto ci riguarda, non manche-remo di cominciare subito a sollecitare.
Ma in ogni caso, questo è quanto abbiamo riferito alla Ministra Trenta nell’occa-sione, ciò che in questo particolare momento storico assume maggior rilievo per l’in-tero sistema Difesa alla luce del blocco del turn over imposto negli ultimi 10 anni, muove dall’impellente necessità di concordare ed avviare una fase straordinaria di nuove assunzioni di personale tese, nell’immediato, a salvaguardare il know how e col-mare i vuoti di organico pressoché presenti in tutte le strutture – ai quali non si può certo far fronte continuando ad agevolare i transiti del personale ex militare (circa 60 al mese ormai) – che a breve in alcuni casi provocheranno addirittura il blocco di intere lavorazioni nell’area tecnico industriale, e in prospettiva a garantire il rilancio dell’area tecnico industriale della difesa inteso anche come volano dello sviluppo economico del Paese.
Considerate, poi, le attuali difficoltà insite nel confronto con la direzione gene-rale del personale a causa di una diversa interpretazione delle norme vigenti per la di-stribuzione a tutto il personale entro quest’anno anche della quota parte dei 21 milioni di euro ottenuti da Cgil-Cisl-Uil- Confsal Unsa, abbiamo chiesto alla Ministra di adope-rarsi per favorire il pagamento entro il 2018 di almeno il 70% del fondo reso disponibile dal Ministero Difesa e, come noto, autorizzato dalla legge di stabilità di quest’anno, quale immediato elemento migliorativo della retribuzione del personale, segnalando al contempo alcuni forti criticità avvertite nell’ambito di un sistema di relazioni sindacali tra le parti che per alcuni stati maggiori (esercito e marina in particolare) continua evi-dentemente a rappresentare elemento di residua importanza.
E’ stato un primo incontro meramente conoscitivo, cordiale ma fermo e costrut-tivo che può indurre a sperare in un proficuo proseguo del confronto sui temi che ieri abbiamo solo potuto esporre al tavolo, evidentemente teso a conferire adeguata solu-zione ai problemi da noi più volte denunciati.
Circa l’incontro avuto ieri mattina con Persociv, vi comunichiamo che siamo or-mai in dirittura d’arrivo per quanto attiene agli sviluppi economici nelle aree funzionali per l’anno 2018, si stanno ormai limando gli ultimi dettagli per consentire l’avvio delle progressioni destinate alle lavoratrici ed ai lavoratori civili della Difesa che non hanno potuto beneficiarne nel biennio 2016/2017.

        Fp Cgil                      Cisl Fp                      Uil Pa                      Confsal Unsa
Francesco Quinti          Carlo Vangelisti      Sandro Colombi        Gianfranco Braconi

“Grave e intollerabile il non aver cancellato ancora la scelta del sindaco di Monfalcone che ha prodotto l’esclusione di oltre sessanta bambini stranieri da alcune scuole dell’infanzia”. A denunciarlo sono la Cgil nazionale e le categorie Fp e Flc nel chiedere “da parte dei ministri competenti un intervento chiaro e risolutivo sull’illegittimità del provvedimento”.

In una nota, infatti, il sindacato scrive di ritenere “gravissimo il fatto che non sia stata ancora rimossa, ad opera delle istituzioni responsabili, la decisione assunta dalla sindaca di Monfalcone e da due dirigenti scolastici che impedisce la frequenza della scuola dell’infanzia ai figli di lavoratori stranieri negli istituti ‘Giaicich’ e ‘Randaccio'”.

Per la Cgil e le sue due categorie, “oltre l’eventuale responsabilità penale su cui indagherà la Magistratura alla quale ci siamo rivolti, è al momento indispensabile sanare la ferita che quella decisione ha inferto alla Costituzione, alla comunità del territorio e alle persone coinvolte. Una vera ingiustizia che sfigura il profilo democratico e inclusivo del nostro paese e della scuola pubblica, oltre a colpire direttamente le bambine e i bambini, i loro genitori e la comunità di Monfalcone”.

Per queste ragioni, concludono Cgil, Fp e Flc, “rivendichiamo da parte dei ministri competenti in materia una disposizione che renda chiara e definitiva la natura illegittima del provvedimento del sindaco di Monfalcone, ribadendo in linea col dettato costituzionale il rispetto e l’impegno per i diritti dell’infanzia e per la funzione sociale della scuola pubblica”.

Ispettorato Nazionale del Lavoro Comunicato Unitario – Accordo FUA 2017

In data 17 luglio è proseguito il confronto per la definizione dell’ipotesi di accordo integrativo sulle politiche di incentivazione della produttività del personale del fondo di amministrazione per l’anno 2017.
In relazione alle proposte formulate dall’amministrazione nel corso dei precedenti incontri, abbiamo rappresentato l’esigenza, tenuto conto della particolare situazione che si è determinata con l’avvio dell’agenzia, di lasciare quanto più possibile immutato l’impianto previsto per il FUA 2016.
In particolare abbiamo chiesto ed ottenuto il mantenimento delle quote destinate alla produttività collettiva ed a quella individuale rispettivamente 80% e 20%, della percentuale di maggiorazione da attribuire ai responsabili dei piani operativi 5%, l’eliminazione del precedente limite di 60 giornate di effettiva presenza in servizio per la partecipazione all’incentivazione. Permane la c.d. “quota ispettiva”, utile alla composizione complessiva del fondo in continuità con quanto si è sempre fatto anche con il Ministero.
Nell’ottica di definire una più equa distribuzione delle risorse da destinare al personale dell’INL, avendo ben chiaro l’obiettivo di arrivare finalmente a superare le contrapposizioni attualmente esistenti tra il personale, abbiamo concordato con la delegazione di parte pubblica di destinare una quota pari al 25% delle risorse disponibili, i cui criteri di attribuzione saranno oggetto di contrattazione di sede, per personale che non svolge attività di vigilanza ispettiva. Questo, ancorché di minimo impatto economico sull’intero impianto, è il primo passo per riconoscere giustamente pari valore di ogni funzione svolta da ciascun collega, sia che si occupi direttamente di ispezione del lavoro, sia che venga impegnato in altre attività comunque indispensabili per il buon funzionamento dell’INL.
Naturalmente abbiamo rappresentato, ancora una volta, l’urgente necessità di reperire nuove risorse di incentivazione del personale utilizzando i canali di finanziamento previsti dall’art.76 del nuovo CCNL delle Funzioni Centrali, anche proponendo modifiche legislative che consentano di aumentare gli importi derivanti dalle sanzioni all’INL ai sensi del DM 25/11/2014; ricercare le modalità che consentano di acquisire nella disponibilità dell’INL, in caso di vittoria per liti, le spese legali riconosciute da utilizzare per ristorare i funzionari impiegati nella rappresentanza in giudizio e per coloro che cooperano presso le Aree Legali degli ITL; mettere in campo tutte le iniziative per ottenere nuovi introiti rivenienti dalla gestione dei Fondi strutturali Europei.
Al termine della riunione abbiamo sottoscritto l’ipotesi di accordo che, tra l’altro prevede l’introduzione dell’istituto della banca delle ore, riservandoci di monitorare gli effetti che si determineranno in fase di distribuzione dei fondi relativi al 2017 ed eventualmente di apportare correttivi con l’accordo del 2018. È stato previsto un monte ore annuale pro capite di 100 ore che si potrà far confluire nella banca ore, che dovrà essere oggetto di accordo sindacale di sede.
Nella direzione di implementare la flessibilità del personale, sollecitiamo l’amministrazione a convocare l’organismo paritetico per l’innovazione, per proseguire la discussione sulla definizione dei progetti per l’attivazione dello “smart-working” e del telelavoro.
Da ultimo abbiamo richiesto di proseguire il confronto sul tema dei profili professionali ed a tal fine è stata calendarizzata una riunione per il giorno 25 luglio p.v.

FP CGIL                            CISP FP                                SUIL PA
Matteo ARIANO               Antonella LA ROSA                 Bruno DI CUIA

Pubblichiamo l’elenco recante le assegnazioni alle sedi di servizio con decorrenza 06 Agosto 2018 per i Vigili del Fuoco dell’82° corso

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