Pubblichiamo per opportuna conoscenza il manuale SAF basico inviato al  tavolo Tecnico della Formazione elaborato dal G.di L. della Direzione Centrale dell’Emergenza  Soccorso Tecnico e Antincendio Boschivo

Pubblichiamo la nota della struttura territoriale FPCGIL VVF  Veneto che richiamo le corrette relazioni sindacali

RIUNIONE DEL 19 LUGLIO E LO “SCANDALO” DEL POST LAUREA

Abbiamo tenuto ieri una riunione importante, partita da un confronto tecnico sulle progressioni e
conclusa con una discussione sui passaggi di area, che ha avuto una riflessioni sulle polemiche
strumentali messe in piedi in questi giorni ed una conclusione di sintesi rispetto agli obiettivi
predeterminati. Andando per ordine:

Nuove assunzioni

La prima notizia è che sono imminenti gli scorrimenti previsti dal piano assunzioni. A breve i nuovi
assunti verranno chiamati per la scelta delle sedi e, considerato il periodo feriale. l’amministrazione
ha espresso la disponibilità a differire la data di presa servizio a settembre per coloro che lo
dovessero richiedere. Si avvia a conclusione questo percorso, ad eccezione della vicenda che
riguarda la graduatoria dei restauratori, della cui situazione abbiamo scritto nell’ultimo comunicato,
che continuerà ad essere monitorata e ad essere oggetto di sollecitazioni da parte nostra. Resta
ancora aperta la questione degli ulteriori scorrimenti, ma facciamo riferimento alle dichiarazioni del
Ministro che intende procedere, con nostra soddisfazione, anche all’assunzione di questi ultimi
idonei.

Progressioni economiche 2018.

C’è stato il primo confronto tecnico sul nuovo accordo sulle progressioni 2017 e naturalmente la
discussione si è incentrata sulle modalità con cui si intendono definire i criteri, con particolare
riferimento al personale che è rimasto escluso dalle progressioni 2010, 2016 e 2017. Ancora la
discussione è in fase embrionale e soprattutto non abbiamo ancora la definizione dei numeri dei
passaggi per posizione economica che ci saranno dati la prossima settimana. L’obiettivo è quello
di siglare l’accordo entro fine mese, considerato l’iter periglioso che dovrà affrontare con i
cosiddetti organi di controllo. Naturalmente sarete tempestivamente informati sull’evoluzione del
confronto.

La polemica sui titoli di studio: cui prodest?

A fronte di una proposta dell’Amministrazione, mai discussa sul tavolo nazionale, che qualche
interessato soggetto ha fatto circolare, relativa ai criteri del famoso bando per i passaggi di area,
abbiamo assistito ad una vera e propria sollevazione da parte di una parte della Associazioni
professionali di settore che hanno sottoscritto una lettera congiunta colma di proteste per quello
che, a loro dire, sarebbe una prova dell’appiattimento professionale a cui noi, intesi come parte
sindacale, e l’Amministrazione mireremmo con evidentemente il gusto perverso degli
sfasciacarrozze. Un vero e proprio intervento a gamba tesa, improprio in quanto riferito ad una
bozza che non è certo una ipotesi di accordo e discutibile nelle sue finalità esplicite di condizionare
il lavoro del tavolo nazionale.
In questi anni abbiamo collaborato attivamente con le Associazioni tecniche con iniziative comuni
sui tempi generali che riguardano i beni culturali: stupisce e addolora il fatto che non siamo stati
contattati per confrontarci preventivamente e di trovarci di fronte ad una nota dai toni francamente
inaccettabili e discutibili nel merito e nel metodo. Così come stupiscono queste mancanze di
rispetto anche formali verso le rappresentanze democratiche dei lavoratori, che ogni tre anni si
misurano con i consensi dei lavoratori e sulla base di questo basano i principi di rappresentatività e
di potere negoziale.
La pietra dello scandalo sarebbe la previsione di sostituire la specializzazione post laurea con
l’esperienza professionale come criterio di accesso nel corso concorso per il passaggio dalla
seconda alla terza area. Noi non entriamo nel merito della bozza, che deve essere ancora
discussa, specifichiamo solo che risultano vane le obiezioni sulla mancata attinenza, che è un
criterio che certo non vogliamo perseguire.
La richiesta dell’ulteriore titolo come requisito per l’accesso dall’esterno è stata introdotta nella
riforma dell’ordinamento professionale interno fatta nel 2010. Una scelta che in parte aveva, in
riferimento a determinati profili, una sua legittimità derivante dall’indeterminatezza normativa nella
definizione dei relativi standard per alcuni profili professionali, Archivisti e Bibliotecari, e in parte
una certa discrezionalità che ha prodotto, in occasione del recente bando per l’assunzione dei 500
funzionari, vibranti proteste ad esempio da parte dell’Ordine degli Architetti. Una scelta pertanto
controversa, peraltro con la singolare risultanza di pretendere per l’accesso alla qualifica di
funzionari titoli che non vengono richiesti per l’accesso a quella di dirigente. Ma una scelta che
nessuno intende mettere in discussione.
In generale, nell’accesso agli impieghi pubblici, il possesso di laurea magistrale o specialistica è
giudicata condizione sufficiente per l’accesso e il possesso di titoli ulteriori specialistici quali il
dottorato di ricerca, master e affini, diventa titolo rivendicabile con attribuzione di punteggi
aggiuntivi, il cui valore è proporzionale al grado di specializzazione richiesta.
L’idea invece di applicare al personale interno in possesso della laurea specialistica il criterio
alternativo dell’esperienza professionale, attinente ai profili per i quali si intende concorrere, è una
scelta perfettamente legittima ed in linea con tutte le previsioni normative che riguardano la
carriera del personale interno alle pubbliche amministrazioni, basti pensare a quanto previsto dal
DPR 70 del 2013, non del secolo scorso, che, nel disciplinare l’accesso del personale interno alla
qualifica di funzionario, prevede addirittura il semplice possesso della laurea triennale e tre anni tre
di esperienza professionale genericamente intesa. Il secondo aspetto di questa antipatica
polemica che, dal nostro punto di vista produce solo divisioni tra i lavoratori, è che la valutazione
dell’esperienza professionale produrrebbe un appiattimento. Anche in questo caso non riusciamo a
comprendere: l’esperienza e la capacità professionale sono, una volta entrati nei ruoli
dell’amministrazione, il criterio principe di valutazione della qualità del lavoro dei dipendenti, molto
più dei titoli di accesso e nel caso del MIBACT caso mai l’appiattimento professionale deriva dai
mancati riconoscimenti degli apporti professionali che hanno determinato nel corso degli anni
fenomeni diffusi di mansionismo e di scostamento professionale. A tale proposito non possiamo
non citare la polemica speciosa del prof. Volpe che scrive un articolo lamentando l’abbassamento
dell’asticella della qualità del lavoro se casomai dovessero essere applicati questi criteri.
Dimostrando ancora una volta un profondo disprezzo per i lavoratori interni e la loro
professionalità. Noi invece restiamo fermamente convinti che la gestione del Consiglio Superiore
dei Beni Culturali, sotto la direzione del prof. Volpe, abbia toccato, e non era facile, il massimo del
suo scadimento storico, considerato che il ruolo di questo importante organismo è stato
esplicitamente di mera accettazione e propaganda della riforma di Franceschini. Una grancassa e
se proprio il Presidente vuole alzare l’asticella, come scrive, richiedesse ad esempio che il post
laurea venga considerato obbligatorio per l’accesso alla dirigenza. Invece di prendersela sempre
con i lavoratori, in particolare quelli delle qualifiche più basse, come è solito fare. Il Ministero,
ancora oggi, esprime livelli di qualificazione dei lavori tecnici mediamente molto apprezzabili, e
non è sempre il titolo di studio a garantirla, ma la capacità e la competenza professionale acquisita
dai lavoratori nella loro esperienza lavorativa. Ci auguriamo vivamente che il prossimo Consiglio
Superiore sia diretto da una personalità che abbia forte il senso della terzietà e dell’indipendenza
dal potere politico: anche su questo misureremo le scelte del nuovo Ministro.
In ogni caso la riunione di ieri si è conclusa con l’impegno comune alla prosecuzione del confronto,
con la definizione di un accordo cornice, la stipula dell’accordo specifico per i passaggi dalla prima
alla seconda area, e l’avvio delle riflessioni specifiche sui criteri da definire per i passaggi verso gli
specifici profili professionali di terza area.
Al riguardo ci pare doverosa una ulteriore precisazione: la norma che prevede i passaggi di area è
il frutto, con tutti i suoi limiti, della battaglia che per anni ha condotto il personale interno. Non
facciamolo diventare un frutto avvelenato. Il processo su base triennale può dare risposte a molte
esigenze di miglioramento della propria condizione professionale, e molti avranno la possibilità di
giocarsi le proprie chances, ci pare invece che diversi soggetti in questa vicenda non mirino che ad
un affossamento di queste opportunità.
In allegato, per dimostrare che non c’è pensiero unico, vi inviamo la lettera che ci è pervenuta da
parte di alcuni “funzionari ombra”: amareggiata e indignata per la mancanza di rispetto evidente
verso il loro lavoro.
Sempre in allegato vi inviamo l’articolo a firma del sottoscritto pubblicato oggi sulla rivista LEFT e
relativo alla situazione del sistema bibliotecario: come si potrà constatare abbiamo ben chiari i veri
problemi e le possibili soluzioni.

Claudio Meloni
FP CGIL Nazionale

Pubblichiamo la circolare della Direzione Centrale per le Risorse Umane che modifica, per errata corrige la precedente circolare  del 10 luglio scorso, e rende disponibili le sedi per la mobilità dei Capo Squadra specialisti sommozzatori e radioriparatori.

Pubblichiamo la Direttiva emanata dal Gabinetto del Ministro sui modelli organizzativi e procedurali per garantire alti livelli di sicurezza in occasione di manifestazioni pubbliche

Pubblichiamo la Circolare della Direzione Centrale delle Risorse logistiche e Strumentali riguardo la risoluzione convenzione Consip buoni pasto 7 lotto 3 Cap. 1951/PG01 Buoni Pasto QUI!GROUP

Aggiornamenti rinnovo CCNL 2016/2018 Dirigenza Medica e Sanitaria

In data 19 luglio 2018 si è tenuto tavolo di confronto tecnico tra ARAN e OO.SS. della Dirigenza
Medica e Sanitaria per l’articolato riguardante l’indice del rapporto di lavoro, argomento
importante nell’individuazione delle priorità da trattare nel proseguimento dei lavori.
Negli incontri immediatamente precedenti alcune sigle sindacali di categoria (Cimo, Fvm, Anpo)
avevano proposto l’interruzione dei tavoli di confronto tecnico in attesa di chiarimenti riguardanti
il finanziamento del rinnovo contrattuale; al contrario le altre sigle tra cui la nostra (Fp-Cgil, Cisl
Medici, Uil-Fpl, Anaao, Fassid, Fesmed), rigettavano questa proposta perché ritenuta inefficace ai
fini di un esercizio di pressione sulla parte datoriale, incoerente con il confronto politico avviato
con le Regioni e foriera di una pericolosa paralisi dei tavoli di trattativa che, nel ritardare
ulteriormente il confronto tecnico, rischiava di impedire in questa tornata contrattuale
l’aggiornamento di argomenti fondamentali per la valorizzazione della professionalità dei
Dirigenti del SSN.
Nel proseguire il confronto politico con Governo e Regioni per la definizione degli aumenti
economici del contratto, anche in coerenza con le indicazioni fornite dalla Ragioneria dello Stato in
tema di decorrenza e di massa salariale, riteniamo fondamentale proseguire il lavoro tecnico
presso ARAN per completare il percorso di esplorazione di tutti i temi contrattuali, naturalmente
pronti a modificare il percorso in assenza di risposte chiare da parte del Ministero dell’Economia e
delle Finanze.
Nell’incontro del 19 luglio abbiamo unitariamente proposto un indice degli argomenti da trattare
che partendo da quelli a minor impatto economico (nell’ordine: costituzione, struttura ed
estinzione del rapporto di lavoro, assenze e congedi, ferie e festività, mobilità, verifica e
valutazione dei Dirigenti, coperture assicurative e patrocinio legale), ci consenta di avviare da
settembre quelli finanziariamente più rilevanti (Fondi, Incarichi, disagio).
Nel condividere con ARAN i criteri di questo percorso, abbiamo calendarizzato i prossimi incontri
per le date del 26 luglio e del 2 agosto.
Ricordo infine che in data 26 luglio si svolgerà un incontro tra la Conferenza delle Regioni e
Ministero dell’Economia e Finanza che tra gli argomenti affronterà quello della definizione della
massa salariale sulla quale calcolare la parametratura del 3,48% per il rinnovo del CCNL delle
Dirigenza del SSN, momento evidentemente importante per il proseguimento della contrattazione.

Segreterio Nazionale
Fp Cgil Medici e Dirigenti SSN
Andrea Filippi

Incontro Anpas 16 luglio 2018

Il 16 luglio scorso è proseguita la trattativa per il rinnovo del CCNL Anpas.
La discussione ha affrontato i temi legati al mercato del lavoro, e si sono prodotti punti di avanzamento
per quanto riguarda tempo determinato, part time e somministrazione a tempo determinato,
anche se rimane ancora aperto il tema delle percentuali di ammissibilità sia per ogni singola
fattispecie, che complessiva.
Il confronto si è poi indirizzato sull’aspetto economico, rispetto al quale Anpas, nonostante la discussione
abbia anche in questo caso prodotto degli avanzamenti, ha esplicitato una proposta che segna ancora una certa distanza rispetto alle nostre richieste.
Abbiamo deciso di affrontare compiutamente il tema degli incrementi tabellari, anche in relazione
alla vigenza contrattuale, che Anpas ci chiede di definire per il triennio 2017/2019, nel prossimo incontro,già fissato per il 30 luglio.

p. FP CGIL
Denise Amerini

Raggiunto l’accordo tra Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp con Nuova Sair, cooperativa sociale con sede a Roma ma presente in dieci regioni, che conta 2.700 lavoratrici e lavoratori. Mentre prosegue l’impegno della categoria per arrivare in tempi rapidi al rinnovo del contratto nazionale di lavoro delle cooperative sociali, si contratta intanto sui territori per migliorare la conciliazione dei tempi di vita lavoro.

 

In termini di contenuti, il nuovo accordo prevede:

  • maggiori tutele per la maternità e la paternità rispetto a quelle previste dalla legge
  • un ampliamento di ulteriori cinque giornate delle giornate di permesso per le lavoratrici vitttime di violenza
  • più flessibilità oraria e maggiore possibilità di accedere al part-time anche per periodi definiti,
  • bonus libri e banca etica delle ore come strumento di solidarietà fra lavoratori incentivato anche da risorse aziendali dedicate

COMUNICATO SINDACALE

Si è svolto ieri un cordiale incontro tra il nuovo Segretario Generale della PCM, Cons. R.Chieppa e le OO.SS.

E’ stato un incontro di pura cortesia istituzionale, molto apprezzato per la netta discontinuità di quanto avvenuto con le gestioni precedenti.

Le Organizzazioni sindacali hanno rappresentato i punti critici che attanagliano questa Amministrazione.

La CGIL ha posto l’accento su tre problematiche fondamentali per il personale:

  • La necessità, non più rinviabile, dell’apertura del tavolo di confronto per il nuovo CCNL, visto che siamo l’unico Comparto che non ha avuto il rinnovo;

  • Spendibilità dei buoni pasto, sui quali è arrivato l’impegno del S.G. che a breve saranno sostituiti;

  • Capitolo Dirigenza, abbiamo chiesto di valorizzare in modo importante le professionalità interne con una sensibile riduzione del ricorso all’art. 19 comma 6;

Inoltre, e’ stata segnalata dalle OO.SS. anche la necessità di affrontare la problematica relativa al personale comandato, per il quale andrebbe studiato un piano di immissione in ruolo.

 

p.FP-CGIL/PCM

Gianni Massimiani

Pubblichiamo l’ipotesi di accordo relativo alla distribuzione delle ulteriori risorse pervenute al fondo unico di ammministrazione dell’AD anno 2017.

75mila persone coinvolte, serve soluzione per evitare penalizzazioni

La figura dell’educatore professionale, nel corso degli ultimi vent’anni, è stata progressivamente sdoppiata, attraverso la creazione di due corsi universitari per qualifiche molto simili e con ambiti di competenza sovrapponibili. Educatore professionale sociosanitario da una parte, e socio-educativo dall’altra. Questa scissione ha creato non pochi disagi alle lavoratrici e ai lavoratori, oltre che al servizio pubblico al cittadino. Per questo è necessario riunificarle. Questo, in estrema sintesi, il quadro della situazione, nonché la richiesta di intervento che la Funzione Pubblica Cgil, insieme a Cisl Fp e Uil Fpl, mettono nero su bianco in una lettera inviata al governo, alla Conferenza delle Regioni e all’Anci, rivendicando l’apertura di un confronto.

Le stime più accreditate considerano che gli educatori professionali in Italia, riconducibili a entrambi i profili oggi riconosciuti, ammontino a oltre 75.000 persone, impiegate anche con qualifiche, inquadramenti e livelli salariali differenti, a seconda dei contratti nazionali di lavoro applicati. Diverse le criticità create da questa scissione, tra queste i regolamenti regionali che sono estremamente eterogenei. “È necessaria – fanno sapere i sindacati – un’interpretazione condivisa e omogenea sul territorio nazionale sui fabbisogni e sull’impiego di entrambe le figure professionali. È necessario oltretutto fare lo stesso con le previsioni normative che salvaguardano i diritti maturati da chi è già inserito nel mondo del lavoro”.

Non abbiamo mai condiviso la scelta politica di suddividere in due la figura. Chiediamo al governo di aprire una seria e approfondita discussione che miri a riunificare le professioni educative, arrivando a definire una professione polivalente in questi ambiti. Auspichiamo anche l’avvio di tavoli regionali per contestualizzare le soluzioni di queste problematiche per evitare di penalizzare le lavoratrici ed i lavoratori con scelte arbitrarie. Infine, sollecitiamo ad intervenire affinché sia evitata ogni tipo di ricaduta occupazionale negativa derivante da queste problematiche”, concludono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl.

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