“Prendiamo atto del fatto che il ministro Bongiorno abbia colto, dopo le nostre reiterate denunce, l’estrema urgenza dettata dalla insolvibilità dei buoni Qui! Ticket. Adesso ci aspettiamo atti coerenti e conseguenti“. Ad affermarlo è la Funzione Pubblica Cgil dopo le dichiarazioni del ministro della Pa, Giulia Bongiorno, in merito alla vicenda dei ticket restaurant della Qui! Group.
La Fp Cgil rivendica quindi “atti che permettano alle lavoratrici e ai lavoratori interessati di rientrare in possesso di buoni pasto che siano effettivamente utilizzabili e, soprattutto, di ottenere il rimborso di quelli che sono tuttora in loro possesso”.
Per queste ragioni, aggiunge la categoria della Cgil, “serve un atto da parte del Ministero che acceleri il processo di restituzione ai dipendenti pubblici di quanto loro spetta. Così come c’è bisogno per un verso di fornire indicazioni chiare a quelle amministrazioni tuttora legate da un rapporto contrattuale con la Qui! Group e, per l’altro, di maggiori verifiche, per quanto riguarda le procedure per il prossimo appalto, sull’affidabilità delle imprese partecipanti”, conclude la Fp Cgil.
Comunicato
Il 17 Luglio si è svolto il secondo incontro tra le OO.SS. e l’Amministrazione del M.I.T. per continuare la
discussione sulla proposta di nuovo regolamento per l’incentivo alla progettazione.
Il confronto è ripreso con la richiesta unanime da parte delle OO.SS.di modifica del I comma dell’articolo 7 di prevedendo, per tal verso, il 2% su tutti i lavori, considerato che non vi è alcuna previsione normativa che obblighi a percentuali diversificate in base all’importo dei lavori.
La riunione è proseguita entrando nel “vivo” del regolamento e cioè l’articolo 7 II comma, con la previsione delle figure e delle percentuali da attribuire ad esse, stabilendo un minimo ed un massimo entro il quale poi si muoverà la contrattazione di secondo livello.
Sul punto, come FP CGIL abbiamo premesso che per noi tutto il personale deve poter partecipare
all’incentivo alla progettazione. In ragione di ciò, riguarda i lavori abbiamo chiesto una rimodulazione delle percentuali per il RUP, un aumento per i collaboratori del RUP, un aumento del 5% per l’Ufficio Direzione Lavori ed abbiamo chiesto di prevedere, ex novo, la figura del Coordinatore della Sicurezza in Fase di Esecuzione e la voce del Certificato di Regolare Esecuzione. Per quanto riguarda il personale amministrativo abbiamo chiesto di inserire oltre all’ufficio programmazione e all’ufficio gare e contratti, anche gli uffici che predispongono i decreti di impegno e pagamenti. In questo modo, individuando prima alcuni uffici amministrativi ed aumentando la quota percentuale per i collaboratori del RUP vi sarebbe la possibilità di individuare un numero maggiore di personale amministrativo addetto ad es. ai servizi generali.
Per quanto riguarda i Servizi e Forniture abbiamo chiesto di abbassare notevolmente la percentuale
destinata al RUP e al Direttore della esecuzione dei contratti e dei servizi poiché a nostra avviso c’è un
differenza troppo alta rispetto ad un RUP che segue un cantiere.
Al comma 3 dell’art. 7 abbiamo chiesto di specificare che la contrattazione di secondo livello è quella
di sede RSU al fine di evitare accordi interregionali che non rispecchierebbero nemmeno la rappresentanza di ogni RSU.
La riunione è proseguita con la lettura ed alcune richieste di correzione e/o integrazione su sui
successivi articoli. In particolare, sulle modalità di pagamento (art. 9) e le economie che potrebbero esserci pagando annualità arretrate con il principio della cassa e non della competenza (cioè come riferimento l’anno di assegnazione dell’incarico ) con il superamento quasi possibile del plafond è stata avanzata la richiesta di alcune OO.SS. di aprire un tavolo politico per cambiare la legge e considerare solo la competenza. Ad oggi le economie andrebbero a finanziare obbligatoriamente la Cassa di Previdenza ed Assistenza.
Come FP CGIL abbiamo dichiarato la nostra più ampia disponibilità a qualsiasi modifica a beneficio
dei lavoratori, con la richiesta però che ove fosse modificata la norma l’Amministrazione riconvochi subito le parti per capire dove trovare fonti di finanziamento all’interno dell’incentivo, ricordando che ad oggi la CPA è finanziata per la quasi totalità dal settore Trasporti considerato che tutti i dipendenti e familiari beneficiano dell’istituto della CPA.
Nel prosieguo abbiamo chiesto di accorpare gli articoli 10 ed 11 e al comma 2 dell’art. 11 abbiamo
chiesto che, chi ha affidato l’incarico ha anche l’obbligo di comunicare al lavoratore, per iscritto, se ci sono ritardi, per affrontare a monte e non a valle il tema delle penalità così come proposto dall’Amministrazione e che sembra assomigliare molto ad un procedimento disciplinare più che ad una vigilanza sui cantieri da parte di chi firma il conferimento dell’incarico con ordine di servizio.
Nei successivi articoli 14 abbiamo chiesto di inserire al comma 2 la previsione dell’informazione ex CCNL Funzioni Centrali e all’art. 15 – Trasparenza – di inserire il richiamo all’art. 4 del CCNL stesso.
La riunione si è conclusa con un prossimo incontro per i primi di settembre al fine di poter avere l’ultimo
confronto sulla stesura definitiva della bozza del nuovo regolamento anche alla luce di quanto richiesto dalle parti sindacali.
Per la FP CGIL
Roberto Morelli
INCONTRO DEL 17 LUGLIO – UN DECISO PASSO AVANTI
Il 17 luglio si è riunito come previsto il tavolo tecnico sui CAM, in preparazione del successivo
incontro per le decisioni sulla riorganizzazione di questi Uffici.
L’argomento principale è stata l’attivazione della sperimentazione per l’implementazione del canale
di assistenza sui servizi catastali da attribuire al personale del Territorio, cosi come era stato
richiesto dalle OO.SS. che partecipano al tavolo delle trattative.
Secondo quanto proposto da CGIL fin dall’incontro del 24 maggio u.s. sulla base della disponibilità
dei lavoratori, si è convenuto di assegnare al Contact Center del Territorio di Bari la sperimentazione di questo nuovo servizio di assistenza; la scelta è parsa la più logica per la collocazione logistica degli uffici del Catasto coincidente con l’immobile dove è allocato il CAM, cosa che consentirà un più immediato confronto con una struttura abituata a erogare un servizio simile e un sussidio altrettanto celere.
È ovvio che gli impegni presi con le OO.SS. per l’eventuale mobilità volontaria dei colleghi degli
Uffici del Territorio verso gli altri CAM rimangono impregiudicati e che questa sarà conseguente
alla sperimentazione con maggior cognizione di causa.
La sperimentazione, è prevista per tre mesi, a partire dal 15 ottobre, dopo un’adeguata formazione
del personale individuato (sempre su base volontaria) che, in primo luogo sarà quello del Contact
Center di Bari, allargata al personale dell’UPT, fino a un massimo di 20 unità.
Nella prima fase il servizio sarà riservato solo a chi chiama da telefono fisso ed esclusivamente dai
distretti telefonici della Puglia; sarà svolto solo per quattro ore (9-13), e sarà modulato in base alle
telefonate che perverranno. Non è superfluo ribadire che ai colleghi verrà riconosciuta l’indennità
telefonica.
L’Amministrazione ha confermato la volontà di procedere “ad una sperimentazione con gradualità e con prudenza”e che questo dovrà costituire il primo passo per fornire ai cittadini un’assistenza qualificata e puntuale, come avviene già da tempo per le Entrate, anche sugli argomenti catastali.
La formazione iniziale sarà strutturata con due giorni alla settimana per argomento, così da consentirne la più completa assimilazione.
I temi saranno:
– la gestione della telefonata; una specifica formazione sul Geo Portale (che quindi verrà
gestito tramite questo servizio);
– gli argomenti catastali di maggiore interesse per i cittadini (OMI, servizi on line del sito,
ecc.);
– una sessione dedicata alla protezione dei dati personali sensibili;
– un corso in e-learning disponibile sulla piattaforma della formazione.
Sarà inoltre previsto un affiancamento con i colleghi del CAM di Bari per l’approccio alla nuova
modalità di assistenza.
Come CGIL abbiamo rilevato come uno degli argomenti che di certo sarà di interesse da parte del
cittadino sia quello delle volture catastali a seguito delle successioni telematiche, per il quale già
ora i CAM ricevono richieste di informazioni sullo stato della pratica e come, dalla prossima
precompilata, molti si rivolgeranno telefonicamente all’Agenzia se verificheranno l’inserimento
errato dei dati relativi ai fabbricati e, soprattutto, ai terreni.
È stato chiesto anche che, a seguito della sperimentazione, siano rivisti anche i carichi di lavoro
del Contact Center di Bari in base alle risorse che saranno necessarie per portare a termine la
sperimentazione del servizio. L’Agenzia ha assicurato sia uno stretto monitoraggio che garantisca
l’utilità del servizio da testare e non pregiudichi le funzionalità e gli obiettivi, sia che tutti i risultati
saranno condivisi con le OO.SS. che saranno riconvocate per discutere dei risultati e per dare
piena attuazione all’assistenza sui temi del Territorio.
Nell’accordo siglato nel pomeriggio, poi, è stato superato anche quello che sembrava poter essere
l’unico punto di caduta, cioè che caso qualcuno al di fuori della Puglia avesse chiamato per
informazioni sul Geo Portale, queste, sia pur solo temporaneamente, sarebbero ricadute sui CAM.
Da settembre, invece, saranno individuate due colleghi del Territorio da assegnare a ciascun CAM
per le risposte anche su quello che sembrava essere una potenziale attribuzione
Si è perciò ottenuto quanto richiesto dai lavoratori dei CAM portando avanti una proposta concreta,
dimostrando che, chi ha titolo a sedere a quel tavolo, ha la capacità reale di raggiungere risultati
tangibili.
È stata poi affrontata la questione delle Web-mail: l’Agenzia ha ammesso una disfunzionalità
dovuta ad una decisione del MEF che ha ritenuto di modificare la metodologia di elaborazione di
queste richieste e dal fraintendimento di alcuni CAM nella lavorazione. Ad ogni modo, pare che
adesso si sia in fase di totale riassorbimento del problema, ottenuto anche mediante lo
spostamento temporaneo della lavorazione CIVIS ad altri uffici.
Abbiamo chiesto una maggiore attenzione ai flussi di lavoro e che, come per le telefonate, si attivi
una funzione di alert che segnali in tempo utile l’eventuale accumulo di web-mail così da evitare un
sovraccarico poi difficile da gestire. La proposta è stata presa in considerazione con l’assicurazione di metterla in atto.
Roma 18 luglio 2018
FP CGIL Delegazione nazionale FP CGIL NAZIONALE
Carmine Ruocco Luciano Boldorini
Dott. Renato Romano
Direttore Generale degli Archivi Notarili
Facendo seguito alle note inviate in merito alla impossibilità per i lavoratori degli archivi notarili di utilizzare i buoni pasto in diverse zone d’Italia (all 1 – 2) e tenuto conto della circostanza che, secondo quanto risulta, la CONSIP ha proceduto a disdettare la convenzione Buoni Pasto ed. 7, relativamente al lotto 1 (Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta, Lombardia) ed al lotto 3 (Lazio), stipulata con Qui! Group spa, CGIL CISL e UIL chiedono di conoscere le determinazioni di codesta amministrazione sulla materia soprattutto al fine di informare correttamente i lavoratori.
Confidando in un positivo e tempestivo riscontro, si porgono distinti saluti.
Roma, 18 luglio 2018
FP CGIL CISL FP UIL PA
Meloni Marra Amoroso
Abbiamo atteso più del dovuto; il personale rivendica le risorse spettanti attribuendo le responsabilità dei ritardi, ingiustamente, al sindacato. Altri, i non firmatari degli accordi di febbraio, esultano per questo e inneggiano affinché i tempi si allunghino ancora. Il loro obiettivo, becero, è quello di ricevere consensi, il nostro, quello della Fp Cgil VVF, al contrario, è quello di portare le risorse in tasca delle lavoratrici e dei lavoratori al più presto senza dover attendere ancora.
Per questo abbiamo ritenuto improcrastinabile dichiarare lo stato di agitazione di comparto.

Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
Dipartimento della Funzione Pubblica
Ufficio Personale Pubbliche Amministrazioni
Servizio Trattamento Personale
R o m a
Oggetto: Funz. Amm.vo Gaspare Maiorana e componente eletto R.S.U. triennio 2018/2021 –
Appl.ne Circ.re Dir.Gen.pers.civile Difesa n. 37031 del 30.05.2018 – Presunta “Incompatibilità
cumulo di impieghi e incarichi”. Richiesta intervento.
Premesso che:
– la lettera circolare avente ad oggetto “Incompatibilità tra attribuzione di posizioni
organizzative e cariche sindacali” (allegato n.1) è stata diramata il 30 Maggio u.s. dalla direzione
generale del personale civile della Difesa in applicazione dell’art.53, comma 1 bis del decreto
legislativo n. 165 del 2001, e della successiva lettera circolare n. 11 del 06/08/2010 di codesta
Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Funzione Pubblica, Ufficio Personale
Pubbliche Amministrazioni, Servizio Trattamento personale, avente ad oggetto – requisiti per il
conferimento di incarichi di direzione del personale nelle pubbliche amministrazioni –;
– la menzionata lettera circolare è stata emanata dall’attuale direttore generale del personale
civile della Difesa solo a seguito dei reiterati interventi prodotti sul tema dalle OO.SS. FP CGIL –
CISL FP – UIIL PA e CONFAS UNSA (allegati n. 2,3,4), per le ragioni in essi contenute;
– la predetta lettera circolare al primo punto reca e rappresenta correttamente i contenuti del
citato art. 53, comma 1 bis, del d.lgs n. 165/2001, che afferma: “non possono essere conferiti
incarichi di direzione di strutture deputate alla gestione del personale a soggetti che rivestano o
abbiano rivestito negli ultimi due anni cariche in partiti politici o in organizzazioni sindacali o che
abbiano avuto negli ultimi due anni rapporti continuativi di collaborazione o di consulenza con le
predette organizzazioni”;
– la stessa lettera circolare al secondo punto, richiamando in particolare quanto indicato da
codesto Dipartimento con la circolare n. 11 del 06/08/2010, chiarisce che tale vincolo di
incompatibilità “si applica a tutte le ipotesi in cui sia conferito, con atto formale, un incarico
deputato alla gestione del personale”, ivi comprese “le strutture prive di rilevanza esterna”
riguardando anche “l’attribuzione di posizione organizzative e di competenza mediante delega”. In
particolare, si chiarisce che per “strutture deputate alla gestione del personale” si intendono i “soli
uffici cui istituzionalmente, in base agli atti di organizzazione, è attribuita la competenza sulla
gestione del personale in ciascuna amministrazione”;
– nel frattempo sull’argomento, in risposta alla nota n. 6961 (e allegati) trasmessa dal
Comando dell’11° Reparto Infrastrutture di Palermo lo scorso 2 Luglio, è intervenuto il Capo del 2°
reparto della direzione generale del personale civile della Difesa, che ha comunicato al medesimo
Reparto con lettera PROT. MDGCIV REG2018 N. 0047495 del 11.07.2018 …omissis…”preso atto
di quanto specificato dal dipendente e da codesto Reparto, come da chiarimenti forniti dal
Dipartimento della Funzione Pubblica con circolare n. 11/2010, si conferma che l’incarico di capo
Sezione matricola appare incompatibile con l’incarico di componente della RSU locale” (allegato
n.5);
– quest’ultimo atto è stato poi notificato al Funzionario amministrativo Gaspare Maiorana in
data 17 luglio u.s. (allegato n. 6);
– sulla questione sollevata è intervenuto tempestivamente atto di tutela/diffida trasmesso con
Pec del 27 giugno u.s. dal legale di fiducia del sig. Gaspare Maiorana al Comando dell’11° Reparto
Infrastrutture di Palermo (allegato n.7);
– il dipendente funzionario amministrativo in oggetto, capo sezione matricola, con atto
dispositivo n. 1 – all. n.2 – del 09.02.2018 (allegati n.8/1-2-3-4-5), è stato nominato responsabile
del “Procedimento di variazioni dei fogli matricolari del personale militare e civile” dal Comandante
s.v. Te.Col.g.(gua) RN Severino AMATUCCI dell’11° Reparto Infrastrutture di Palermo, e sono stati
ad esso contestualmente attribuiti gli stessi compiti previsti anche per il personale addetto, come si
evince dalla lettura del citato dispositivo, tra i quali non figura alcun incarico di direzione di strutture
deputate alla gestione del personale, tale da giustificare l’applicazione della norma in argomento;
– risulta in fine alla scrivente O.S. che l’attuale precaria condizione psicologica sofferta dal
lavoratore coinvolto – già dirigente sindacale FP CGIL e locale R.S.U. – in conseguenza del
procedimento amministrativo avviato nei suoi confronti dal Comandante dell’11° Reparto
infrastrutture di Palermo, forse anche a causa della nota n. 311 U – FP 2018 trasmessa dalla
scrivente O.S. al Capo di Stato Maggiore Esercito in data 13.06.2018 (allegato n. 9), starebbe
causando nel funzionario amministrativo Gaspare Maiorana l’inopinata insorgenza di talune
manifestazioni di ansia e prostrazione in effetti mai palesate prima nell’ambiente lavorativo in cui
presta servizio,
i fatti ricostruiti con la presente, e i contenuti degli atti allegati prodotti a sostegno delle
ragioni testé addotte, dimostrano chiaramente, a giudizio della scrivente O.S., che il procedimento
amministrativo avviato dal Comandante dell’11° reparto Infrastrutture di Palermo nei confronti del
predetto funzionario, già dirigente sindacale FP CGIL e componente della locale R.S.U., è
insussistente nelle motivazioni poste a fondamento dell’azione amministrativa avviata.
Per le suesposte ragioni, la FP CGIL Nazionale chiede cortesemente a codesto
Dipartimento di approfondire la valutazione del caso e di esprimersi ufficialmente in proposito,
facendo conoscere le proprie determinazioni.
Restiamo in attesa di riscontro.
Cordialità
Il Coordinatore Nazionale FP CGIL Difesa Il Segretario nazionale FP CGIL
Francesco Quinti Salvatore Chiaramonte
SOTTOSCRITTO L’ACCORDO PER NUOVA PROCEDURA
MOBILITA’ VOLONTARIA NAZIONALE!
300 unità trasferibili + 7 “Senior”
A seguito degli impegni assunti in queste settimane con l’Agenzia, abbiamo sottoscritto, circostanza per nulla scontata, un accordo per una nuova mobilità volontaria nazionale il cui bando sarà pubblicato nei prossimi mesi e che, a conclusione della procedura, determinerà i provvedimenti di trasferimento dal 1° luglio 2019.
Con l’accordo sottoscritto siamo riusciti ad ottenere 50 posti in più rispetto alla precedente procedura nonché 7 posti aggiuntivi riservati (5 nella precedente mobilità) ai colleghi con 35 anni di servizio o 62 anni di età, pur in assenza di particolari carichi familiari e/o problematiche di salute.
Con riferimento ai requisiti di partecipazione ed ai criteri di attribuzione del punteggio rinviamo al contenuto dell’accordo evidenziando che ricalcano pressoché integralmente quelli degli accordi precedenti.
Vera novità, invece, sarà riservata alle modalità operative dell’iter della presentazione delle domande che avverrà attraverso una procedura informatica predisposta dall’amministrazione e a cui il lavoratore accederà attraverso il sistema applicativo “self service” di presenze/assenze.
In tale contesto molti dei dati necessari saranno già riscontrabili in quanto già in possesso dell’Agenzia e che dovranno essere integrati solo gli ulteriori “titoli” e documentazione (anche in autocertificazione). In tal modo, le relative graduatorie dovrebbero essere più celermente ed uniformemente definite ed il lavoratore potrà verificare, preventivamente alla pubblicazione delle graduatorie, la correttezza del proprio punteggio.
L’incontro è stato anche l’occasione in cui le Scriventi hanno aperto un più generale confronto con l’Agenzia in materia di mobilità volontaria anche al di fuori dagli accordi specifici, sulle eccessive rigidità e vincoli posti in passato sui distacchi temporanei,
sull’esigenza di nuove assunzioni anche in regioni del centro-sud tradizionalmente non destinatari di concorsi ed assunzioni dall’esterno, in merito alle “distonie” create dai c.d.“interpelli” con cui frequentemente l’Agenzia procede a vere e proprie “mobilità parallele”.
La rilevanza e la complessità dei temi meritano la necessaria attenzione e approfondimenti che le Scriventi sono senz’altro interessate ad effettuare sin da subito.
FP CGIL CISL FP IL PA CONFSAL/UNSA
Boldorini Silveri Cavallaro Sempreboni
Al Ministro dello Sviluppo Economico,
Lavoro e Politiche Sociali
On. Luigi Di Maio
Al Ministro della Salute
On. Giulia Grillo
Al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e
della Ricerca
On. Marco Bussetti
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Prof. Giuseppe Conte
Al Presidente della Conferenza delle
Regioni e Province Autonome
Dott. Stefano Bonaccini
Al Presidente dell’A.N.C.I.
Dott. Antonio Decaro
Oggetto: educatori professionali, richiesta urgente di apertura confronto
Onorevoli Ministri e Ill.mi Presidenti,
con la presente, intendiamo rappresentare il quadro di una situazione che sta assumendo una connotazione sempre più preoccupante per le lavoratrici e i lavoratori coinvolti, con possibili problematiche occupazionali e conseguenti ripercussioni sui servizi erogati.
Nel nostro Paese, in seguito a scelte politiche che si sono ripetute negli ultimi vent’anni
stanti la nostra opposizione e contrarietà, la figura dell’educatore professionale è stata progressivamente
sdoppiata; questo poiché sono stati creati e mantenuti in vita due corsi universitari (presso
la facoltà di Medicina e Chirurgia e la facoltà di scienze dell’Educazione e della Formazione) per
qualifiche molto simili e per molti ambiti sovrapponibili, nonostante l’impostazione normativa del
D.M. Sanità 520/1998 prevedesse corsi unici, integrati e multi facoltà che rispondessero ai bisogni
dei servizi sanitari, sociosanitari, socioeducativi e educativi.
Allo stesso tempo, al quadro sopra delineato si è aggiunta l’incontrollata attivazione di corsi
di formazione professionali, diversi a seconda dell’ambito regionale/territoriale di riferimento, che
hanno diplomato lavoratrici e lavoratori con qualifiche molto diverse ma con l’obiettivo di rispondere
ai fabbisogni di educatori nei vari servizi pubblici, sia quelli erogati direttamente dalle aziende e
enti pubblici, sia quelli erogati da aziende e imprese private, in appalto e/o in accreditamento.
Alla fine dello scorso anno, con due nuovi provvedimenti normativi, i commi dal 594 al 601
della Legge 205/2017 e la Legge 3/2018 “Lorenzin”, si è voluto intervenire sulle figure professionali
degli educatori professionali, riconoscendo giuridicamente il doppio binario formativo (Educatore
professionale socio sanitario e Educatore professionale socio pedagogico) con scelte che affrontano
solo alcune delle storiche criticità e che presentano importanti criticità interpretative.
Le stime più accreditate, considerano che gli educatori professionali in Italia, riconducibili a
entrambi i profili oggi riconosciuti, ammontino a oltre 75.000 persone, impiegate anche con qualifiche,
inquadramenti e livelli salariali differenti, a seconda dei contratti nazionali di lavoro applicati.
Qui di seguito, elenchiamo alcune delle più gravi criticità:
· l’Educatore professionale socio sanitario e l’Educatore professionale socio pedagogico hanno
ambiti di competenza, definiti dalle rispettive norme istitutive, che sono sovrapponibili nei servizi
educativi, socioeducativi e sociosanitari; è necessario addivenire ad un’interpretazione
condivisa e omogenea sul territorio nazionale sui fabbisogni e sull’impiego di entrambe
le figure professionali
· i regolamenti regionali, i bandi di appalto ed i criteri di accreditamento, nelle regioni e nei
comuni, sono estremamente eterogenei e non tengono conto delle nuove disposizioni di Legge
nazionali; se non fossero armonizzati al più presto, in modo omogeneo nel territorio nazionale,
potrebbero causare l’illegittima estromissione dal mondo del lavoro di lavoratrici e lavoratori,
originando azioni vertenziali generalizzate e indubbi riflessi sulla qualità dei servizi resi ai
cittadini
· è necessario chiarire come si integrano le previsioni della Legge 205/2017 e quelle del
D.Lgs. 65/2017 “Buona Scuola”, che, per il settore educativo, prevedono requisiti diversi per
il personale impiegato
· le lavoratrici ed i lavoratori destinatari dei corsi intensivi universitari da 60 CFU, in sanatoria
per l’ottenimento della qualifica di Educatore professionale socio pedagogico, previsti dal comma
597 della Legge 205/2017 (inizialmente sospesi ma poi sbloccati con Circolare MIUR prot.
20381 del 5/07/2018 e parere CUN reso durante l’adunanza del 3/07/2018), hanno esperienze
lavorative variegate, curriculum formativo disomogeneo, età anagrafica spesso elevate e condizioni
familiari/economiche molto diverse; occorre individuare soluzioni che facilitino,
omogeneamente e indipendentemente dal CCNL applicato, la frequenza di tali corsi e
che limitino l’impatto dei costi di iscrizione a carico delle lavoratrici e dei lavoratori interessati;
sono previsti tre anni di tempo per poter fruire di questi corsi, ma i ritardi e le incertezze
stanno riducendo notevolmente questo arco temporale
· i percorsi per il riconoscimento dell’equivalenza agli educatori professionali socio sanitari,
previsti dall’art. 4 comma 2 della Legge 42/1999 e dal D.P.C.M. 26 luglio 2011, che potrebbero
risolvere le problematiche di quelle lavoratrici e lavoratori in possesso di titoli del vecchio
ordinamento, non sono mai stati avviati; poiché è una possibile soluzione attesa da quasi
vent’anni, occorre avviare subito questi percorsi in tutto il territorio nazionale, aprendo, nel
contempo, una seria riflessione che possa sancire l’estensione dei titoli del vecchio ordinamento
valutabili anche oltre le originarie previsioni normative (non solo quelli ottenuti prima del
1999)
· i percorsi di riconoscimento dei professionisti in possesso di titoli del vecchio ordinamento
(equipollenza o equivalenza) e quelli previsti dai commi 597-598 della Legge 205/2017, risolvono
solo parzialmente i problemi perché ognuno è possibile solo per una delle due figure
professionali, indipendentemente dall’effettivo ambito lavorativo; uno dei
casi/esempio delle situazioni che si stanno verificando, è l’educatore che lavora nel socio sanitario
e non ha la possibilità di ottenere l’equivalenza o l’equipollenza (istituti riservati solo
all’educatore professionale socio sanitario); questo potrà accedere ai percorsi introdotti dalla
Legge 205/2017, che però valgono solo per l’educatore professionale socio pedagogico, ma,
anche con il riconoscimento della qualifica, potrebbe continuare ad avere problemi giuridici e
di collocazione all’interno del proprio luogo di lavoro
· pur senza prevedere effetti automatici, è necessario aprire un confronto nazionale per individuare
soluzioni virtuose e realistiche, applicabile in tutti i CCNL del settore, per incentivare lo
sviluppo di carriera di chi si vedrà riconosciuta giuridicamente la qualifica
· è necessario ottenere urgentemente interpretazioni uniformi, valide su tutto il territorio
nazionale, delle previsioni normative che salvaguardano i diritti maturati da chi è già inserito
nel mondo del lavoro (comma 599 della Legge 205/2017), soprattutto nei casi di
cambio di appalto; a queste lavoratrici e a questi lavoratori è garantito dalla Legge di poter
continuare, senza alcuna penalizzazione, a svolgere la professione educativa (entrambi i profili),
se hanno già svolto la professione per almeno un anno, anche non continuativo, alla data
del 1 gennaio 2018; riteniamo che questa previsione debba essere considerata valida anche
nei cambi di appalto, poiché l’attività educativa maturata, anche al variare del datore di lavoro,
continuerà a essere prestata per gli stessi servizi, sussidiari del pubblico, e, spesso, negli
stessi ambiti e con gli stessi utenti
Come richiamato all’inizio, non abbiamo mai condiviso la scelta politica di suddividere in
due la figura (educatore professionale sociosanitario e educatore professionale socioeducativo);
questa scelta ha prodotto l’effetto di aumentare i problemi perché negli ambiti socioassistenziale e
socioeducativo, i due profili hanno ambiti di competenze sovrapponibili e questo causa ulteriore incertezza sul futuro degli operatori.
Per rispondere alle effettive esigenze della numerosa platea professionale su quest’ultimo
aspetto, vi chiediamo di aprire una seria e approfondita discussione che miri, nel prossimo
futuro, a riunificare le professioni educative, arrivando a definire una professione polivalente in
questi ambiti (anche se specializzabile con percorsi post base), formata in modo integrato e con la
fattiva collaborazione di tutte le facoltà universitarie interessate, per la quale siano previsti percorsi
di equipollenza/equivalenza seri, oggettivi e praticabili.
Poiché riteniamo che sia necessario affrontare subito le criticità evidenziate e più sopra descritte,
vi chiediamo l’urgente avvio di un tavolo nazionale che possa individuare risposte
coerenti e omogenee.
Auspichiamo anche l’avvio di tavoli regionali per contestualizzare le soluzioni di queste
problematiche, operando anche la revisione dei criteri di accreditamento e delle regole per gli appalti
in vigore, nonché per evitare di penalizzare le lavoratrici ed i lavoratori con scelte arbitrarie.
Restiamo in attesa di riscontri e Vi esortiamo, infine, ad intervenire affinché sia evitata
ogni tipo di ricaduta occupazionale negativa derivante da queste problematiche.
Cordiali saluti, buon lavoro
16 luglio 2018
FP CGIL CISL FP UIL FPL
Serena Sorrentino Maurizio Petriccioli Michelangelo Librandi
CAM: ADOTTATE IMPORTANTI INIZIATIVE
Per il servizio “Geoportale” ed i servizi Catastali!
Affrontate anche ulteriori tematiche…
Durante la giornata del 17 luglio u.s. si sono tenute le previste riunioni, sia di natura“tecnica” sia di natura “politica”, sulle tematiche che sono state oggetto anche di vertenza nei CAM.
Innanzitutto, evidenziamo che abbiamo sottoscritto un accordo di mobilità volontaria cittadina tra gli Uffici Provinciali del Territorio ed i rispettivi CAM aventi sede nella medesima città ed il relativo bando sarà emanato entro il prossimo mese di settembre.
La mobilità riguarderà due unità che avranno il compito di sostenere, anche perchégià professionalmente preparati sulla materia, le esigenze specifiche nascenti dal fornire il servizio di risposta al “Geoportale” su tutto il territorio nazionale.
E’ importante evidenziare che tale servizio, che l’Agenzia ha garantito che non “pubblicizzerà” all’utenza fin quando non andrà a regime l’organizzazione per una efficiente assistenza (tenendo così basso il numero di richieste già monitorato in queste settimane) confluirà nell’ambito di un “polo unico” relativo all’assistenza telefonica sui servizi Catastali.
In merito a quest’ultima importante novità, nel corso delle varie riunioni tenutesi nelle scorse settimane e a seguito delle opportune verifiche effettuate sia dall’Agenzia sia dalle scriventi OO.SS., è stato individuato, in via sperimentale, il Contact Center dell’Ufficio Provinciale Territorio di Bari per avviare un servizio di assistenza sulle materie Catastali riservato, nel periodo di sperimentazione, al solo distretto geografico della regione Puglia.
All’esito della sperimentazione, che avrà avvio nel mese di ottobre e avrà la durata di 3 mesi, sarà valutata la possibilità di estendere il servizio, attraverso il “polo unico”, a più regioni e/o al territorio nazionale coinvolgendo, chiaramente, ulteriori attuali Contact Center dell’area Territorio.
Per i lavoratori interessati che volontariamente parteciperebbero all’iniziativa sarà previsto, prima dell’avvio della sperimentazione, un adeguato percorso formativo basato quantomeno su tre diversi moduli (1. Tecniche di comunicazione telefonica: servizio e comunicazione; 2. Geoportale e Servizi Catastali; 3. Regolamento europeo protezione dati personali).
Ai colleghi che si occuperanno di tale servizio sarà estesa, sin dall’avvio della sperimentazione, la specifica indennità prevista per i lavoratori dei CAM.
La sperimentazione, chiaramente, sarà oggetto di attento monitoraggio e di specifico costante confronto sull’andamento e sugli esiti con le OO.SS. anche rispetto al corretto carico di lavoro e alle attività che attualmente svolgono i colleghi interessati.
In funzione degli esiti della sperimentazione, del flusso e della tipologia delle richieste dei servizi potrà essere quindi previsto nel corso del 2019, a regime, un polo unico con personale professionalmente preparato sulle specifiche materie ed adeguatamente formato alle tecniche comunicative degli operatori dei CAM.
Per maggiori dettagli rinviamo alle intese sottoscritte ed ai relativi importanti allegati.
La riunione è stata anche l’occasione per affrontare ulteriori tematiche inerenti i CAM e/o che interessano trasversalmente tutte le strutture dell’Agenzia. Incremento e corretto riconoscimento della specifica indennità; corretta attribuzione dei carichi di lavoro/obiettivi;
Passaggi di Area.
Nel rinviare ai verbali per alcuni temi “tecnici” ed ai precedenti comunicati (es: integrazione dell’albero di instradamento delle telefonate, ecc.) è risultato evidente come l’incremento della specifica indennità, ferma da circa 18 anni, andrebbe inquadrata nell’ambito di una rivisitazione delle indennità riconosciute nell’Area servizi dell’Agenzia e necessariamente confluirà nell’ambito delle rivendicazioni che le Scriventi hanno avviato contro i continui tagli del nostro salario accessorio e che impediscono l’adeguata
remunerazione di importanti attività svolte dai lavoratori (cfr. nota unitaria del 10.6.2018).
E’ stata inoltre l’occasione affinché l’Agenzia si impegnasse per una opportuna verifica delle modalità “restrittive” di riconoscimento dell’indennità segnalate dai colleghi e dalle RSU in alcune sedi CAM.
Nel corso della riunione tecnica della mattina, inoltre, i vertici della Divisione Servizi hanno assunto l’impegno di una maggiore attenzione e corretta modulazione degli obiettivi riconoscendo effettive criticità che nel corso del 2018 (… e noi diciamo non solo!) si sono verificate. In tal senso è necessario mantenere un costante “canale” di dialogo tra le strutture dell’Agenzia e tra queste ultime e le OO.SS. e le RSU. Verificheremo l’effettività di tale “impegno”.
Con riferimento alla possibilità di prevedere una procedura esclusivamente interna di Passaggi di Area, sulla base del c.d. decreto Madia n. 75/2017, chiaramente da prevedere per tutto il personale dell’Agenzia, quest’ultima si è impegnata ad avviare sia la verifica di un congruo numero di posti in relazione alla più ampia capacità assunzionale prevista dalla vigente normativa per il 2019 nonché i necessari percorsi di autorizzazione presso la Funzione Pubblica.
Ottenuti i suddetti punti fermi, il proficuo confronto che si è avviato da qualche tempo con l’Agenzia sulle tematiche dei CAM, che ricordiamo da molti anni era stato inesistente, proseguirà nelle prossime settimane.
FP CGIL CISL FP UIL PA CONFSAL/UNSA
Boldorini Silveri Cavallaro Sempreboni
Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per la Formazione riguardo l’applicativo GIF
La proroga non è arrivata
Non mancheremo mai di sottolineare le responsabilità ed i colpevoli silenzi del Ministro Salvini e del Sottosegretario Candiani, quanto approvato nel Consiglio dei Ministri del 6 luglio scorso, ha dimostrato che il cambio di rotta tanto decantato non c’è stato.
Rimaniamo fortemente critici nel merito delle modifiche apportate ai DD.LL.gs. 139/06 e 217/05
Pubblichiamo una nota unitaria – richiesta incremento organico per Matera 2019.