Al Gabinetto del Ministro della Difesa
E, p.c.
Al Segretariato Generale della Difesa/DNA
R o m a
OGGETTO: Regolamento interno per l’adozione dello “Smart Working o Lavoro Agile” al Ministero
della Difesa.
Si è tenuto ieri l’incontro tra le parti per discutere della bozza di regolamento predisposta da Segredifesa
e, contestualmente, valutare le proposte avanzate per tempo dalle scriventi organizzazioni
sindacali. O almeno questo è quello che credevamo prima di sederci al tavolo.
Perché, pur avendo contezza della posizione assunta dall’amministrazione sul tema in oggetto,
che continua erroneamente a non voler considerare come materia di confronto un istituto che invece
a nostro giudizio – in particolare ai sensi dell’art. 7 del C.C.N.L. 2016/2018 – nasce proprio per
favorire attraverso l’organizzazione del lavoro una maggiore conciliazione tra vita lavorativa e familiare
dei dipendenti interessati, ci aspettavamo almeno di poter discutere in maniera serena e costruttiva
dei contenuti delle nostre proposte. Ma così è parso subito non essere, considerato che già fin dall’inizio ai lavori il vice capo del primo reparto di Segredifesa, dr. Franco Lunerti, evidenziava una particolare rigidità nell’approccio alla trattazione del tema, resa peraltro subito manifesta con la dichiarata indisponibilità dell’amministrazione di ricevere qualsivoglia contributo e/o indicazione da parte delle scriventi. In sostanza, ci è stato detto chiaramente che poiché la sperimentazione dello “smart working” doveva partire dal prossimo 1° Settembre, il regolamento trasmessoci non avrebbe dovuto subire alcuna delle modifiche tecniche che avevamo suggerito, tanto meno quelle da noi avanzate per agevolare la opportuna partecipazione dei lavoratori in servizio nelle sedi periferiche, considerato che per Segredifesa i posti stabiliti (peraltro unilateralmente) per l’avvio della sperimentazione devono essere ripartiti solo tra i dipendenti dell’area tecnico-amministrativa in servizio presso Persociv, Segredifesa – dal 1° al 6°reparto – D.N.A., e per l’area tecnicooperativa negli Stati maggiori, gli alti comandi e organismi di vertice di Roma. Una discriminazione per noi intollerabile. Insomma, nessuna possibilità di intervento e/o modifica sul testo – che peraltro risulta assai incompleto – da parte delle scriventi e, soprattutto, nessuna volontà di provare a costruire un regolamento condiviso, in linea con la normativa vigente e le direttive della Presidenza del Consiglio dei Ministri che coinvolgesse preliminarmente le rappresentanze dei dipendenti civili della Difesa.
A quel punto, preso atto della reiterata indisponibilità dell’A.D. – grave e inspiegabile se rapportata
agli accordi raggiunti invece tra le parti in diversi altri settori della P.A., Dogane e Ministero
dell’Interno tra gli altri – di proseguire la discussione su un piano di rispettoso e costruttivo confronto,
le scriventi OO.SS. sono state di fatto costrette a lasciare il tavolo.
Domanda: è questo il nuovo corso sulle relazioni sindacali che ha ispirato il mantenimento della
delega da parte della Ministra della Difesa?
Se il predetto Segretariato intende adottare il regolamento in maniera unilaterale, è invitato a scrivere nelle premesse della bozza che “sentite le OO.SS. del personale, queste hanno espresso pare contrario all’adozione del testo loro presentato”.
FP CGIL CISL FP UIL PA CONFSAL UNSA
F. QUINTI C.VANGELISTI S. COLOMBI G. BRACONI
Al Dott. Giovanni Kessler
Direttore dell’Agenzia
delle Dogane e dei Monopoli
Dott,ssa Marina Cantilena
Direttore Centrale del Personale
Agenzia delle Dogane e dei Monopoli
ROMA
Oggetto: Rinnovo CCNI di Agenzia. Richiesta di convocazione urgente.
Le scriventi rinnovano con la presente la richiesta di avvio immediato della trattativa per il rinnovo del Contratto Integrativo di Agenzia. Tale richiesta, peraltro, non deve essere letta quale mero rispetto formale delle procedure contenute nel CCNL del Comparto Funzioni Centrali che impongono l’avvio delle trattative entro trenta giorni dalla presentazione delle piattaforme.
La motivazione – rispetto alla quale le scriventi esprimono tutta la loro preoccupazione – risiede nel fatto che gli istituti che regolano il rapporto di lavoro del personale dell’Agenzia non possono non trovare subito una completa e concreta definizione perchè sono direttamente correlati al concomitante processo di riorganizzazione e, anche per questo, debbono indubitabilmente essere attivati prima e non dopo la attuazione di tale processo.
Proprio per tale urgenza le scriventi ribadiscono con fermezza che è assolutamente prioritario aprire la trattativa almeno su quelle materie del Contratto Integrativo che non possono, per la correlazione con la riorganizzazione citata, in alcun modo subire rinvii.
Ci si riferisce a materie – razionalizzazione del sistema indennitario, criteri e procedure per l’accesso alle Poer, alle posizioni organizzative e agli incarichi di responsabilità – che possono essere concordate “a stralcio” rispetto al più corposo impianto normativo ed economico del CCNI.
Le scriventi – nel caso un cui entro la pausa estiva l’Agenzia convenisse sulla necessità di avviare la trattativa citata – sarebbero giudiziosamente disponibili a posticipare a settembre la trattativa per il completamento dell’accordo sul CCNI di Agenzia.
In tale contesto appare indispensabile che l’Agenzia sospenda la attuazione delle Determine – rispetto alle quali le scriventi non sono state né sentite né informate – recuperando in tal modo lo spirito e la lettera del modello di relazioni sindacali stabili e partecipative introdotto appunto dal citato CCNL.
Nel caso invece il Vertice dell’Agenzia ritenesse diversamente – in violazione del CCNL Funzioni Centrali – di non voler definire queste, pur parziali, aspettative del personale, le scriventi non potrebbero che assumere tutte le iniziative, anche pubbliche, a difesa dei diritti contrattuali delle lavoratrici e dei lavoratori.
Le scriventi proprio per lo spirito costruttivo che hanno sin qui tenuto nelle relazioni sindacali con l’Agenzia, allegano alcune proposte di sintesi sulle materie di cui chiedono l’apertura immediata del confronto.
Si resta in attesa di ricevere notizia della richiesta convocazione.
Roma 24 luglio 2018
FPCGIL CISLFP UILPA UNSA
Determinazione, i criteri di graduazione, di conferimento, di revoca e le indennità per le Poer, posizioni organizzative ed incarichi di responsabilità.
Sul punto, rispetto alle linee già contenute nella piattaforma consegnata unitariamente lo scorso 25 giugno, si ritiene prioritario anticipare da subito i criteri complessivi della proposta per l’avvio della trattativa di merito.
Modalità. La modalità di assegnazione delle Posizioni organizzative di alta responsabilità (Legge di Stabilità 2018), nonché delle posizioni di cui agli artt. 23 e 24 del CCNI di Agenzia, è opportuno avvenga con procedure di interpello, per titoli e colloquio attitudinale.
Requisiti.
Per tutte le fattispecie:
appartenenza alla terza Area in ruolo da almeno cinque anni, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato;
sede di servizio nella regione richiesta;
assenza di condanne per reati oggetto del codice disciplinare inserito nel CCNL;
assenza negli ultimi due anni di sanzioni disciplinari superiori al richiamo scritto.
Per le Poer si propone di integrare i requisiti di accesso con:
esperienza maturata in specifiche sedi e/o settori per i quali si partecipa alla selezione.
Titoli.
Per tutte le fattispecie:
titoli di studio
esperienza professionale maturata
precedenti esperienze di responsabilità
Colloquio .
Per tutte le fattispecie:
tensione al risultato
problem-solving
capacità di iniziativa.
Per le Poer si propone di integrare la prova con:
capacità di leadership.
Valutazione.
Si propone di assegnare ai titoli un peso del 60% rispetto al totale; il restante 40% andrebbe al colloquio.
Durata.
Per le Poer tre anni, per le altre posizioni due anni.
Graduazione.
Per tutte le fattispecie si propongono due livelli di responsabilità con corrispondente individuazione del relativo contenuto economico.
All’esito positivo della valutazione annuale sarà erogata una indennità di risultato corrispondente almeno al 10% della indennità di posizione.
Razionalizzazione del sistema delle indennità di sede, delle attività e delle responsabilità individuali o di gruppo nell’ambito degli istituti economici e a prescindere dalla proposta complessiva che Le è stata consegnata unitariamente lo scorso 25 giugno.
In merito le scriventi propongono che il sistema delle indennità di sede, previste per legge, venga aggiornato agganciandolo direttamente agli indicatori delle amministrazioni competenti, fermo restando il rapporto di traffico passeggeri e merci con paesi extra UE. Per la disagiata si propone di semplificare ed aggiornare i criteri già contenuti nell’art. 18 del precedente CCNI.
Per le attività individuali di responsabilità, o per la attività gravose e/o di gruppi di lavoro si propone di razionalizzare l’elenco contenuto all’art. 23 del citato CCNI contemplando le attività svolte dal personale dei Monopoli anche per attività di controllo.
SCHEDA relativa alla individuazione delle Poer, Posizioni organizzative ed incarichi di responsabilità
La reale differenziazione, che si propone venga fatta per le posizioni organizzative e per gli incarichi di responsabilità, è riferita al contenuto professionale unitamente al livello di responsabilità alle quali si deve accedere.
Indennità .
Per le POER il dato è direttamente connesso al numero di posizioni dirigenziali da sopprimere. Rispetto ai dati finora forniti durante il confronto, si ha che le posizioni dirigenziali cancellate sarebbero pari a circa 45/48. Il dato medio retributivo, ipotizzando due fasce, pari ad una media di circa 27.000 euro, porta ad ipotizzare un numero di POER pari a circa 160/170.
Sul piano organizzativo, poi, va ipotizzata anche una parziale riconversione di un numero di PO attualmente esistenti, si pensi ad esempio ai ricevitori doganali, che si renderebbero libere per retribuire incarichi di particolare rilevanza.
In ordine alle PO si propone, inoltre, di elevare significativamente l’indennità di posizione fino ad un limite di circa 15 mila euro annui.
Per gli incarichi di responsabilità tale limite si propone in 6/7 mila euro.
Al Direttore Generale del Personale e
delle Risorse del D.A.P.
Dott. Pietro BUFFA
Roma
e p.c.:
Al Capo del Dipartimento A.P.
Dott. Francesco BASENTINI
Roma
Al Direttore dell’Ufficio Relazioni Sindacali
Dott.ssa Pierina CONTE
Roma
Alle Segreterie regionali e territoriali Fp Cgil
Ai Delegati ed iscritti Fp Cgil
Polizia Penitenziaria
Oggetto: Mobilità Vice ispettori.
Egregio Direttore Generale,
nel prendere atto della lettera circolare n° 0237914 del 20 luglio u.s., abbiamo notato alcune discrasie sul piano della mobilità che a nostro parere dovrebbero essere modificate.
In seguito a ciò, convinti di apportare un contributo costruttivo per la salvaguardia ed il diritto di tutti i lavoratori, Le chiediamo di aprire quanto prima un tavolo di confronto per discutere e verificare le dotazioni organiche nazionali e contestualmente la mobilità degli ispettori, il tutto per rendere chiara e trasparente qualsiasi assegnazione di personale
In attesa di celere riscontro si inviano cordiali saluti.
Per il coordinamento nazionale
Fp Cgil Polizia Penitenziaria
Stefano BRANCHI
Solidarietà alla Grecia per gli incendi di Atene
La Fp Cgil manda la sua solidarietà a tutti i cittadini greci colpiti dal terribile evento che sta provocando morte e distruzione.
In questi momenti molti lavoratori pubblici sono impegnati in azioni di soccorso e sicurezza, combattono contro gli incendi cercando di salvare vite umane.
Stiamo con loro e al loro fianco, con le compagne e i compagni di Adedy, sindacato greco dei servizi pubblici, che rappresenta vigili del fuoco, servizi di emergenza, sanità, soccorso, guardie forestali e molti altri lavoratori.
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Solidarity to Greece for Athens wildfires
Funzione Pubblica Fp-Cgil Nazionale sends solidarity to all greek citizens suffering from this terrible event that is provoking death and destruction.
In these moments a lot of public workers are engaged in rescue and security, fighting against the wildfires and trying to save human lives.
We stay with them and by them, with our brothers and sisters of Adedy, that represents firemen, emergency services, health services, rescue, police, forest guards and many others.
Si trasmette il protocollo d’intesa relativo al censimento permanente, con i criteri che sono stati
definiti in sede di confronto.
Invitiamo tutte le sedi di contrattazione interessate al censimento ad avviare un confronto per la
definizione dei criteri e modalità di distribuzione delle risorse assegnate.
Adelaide Benvenuto
FP CGIL Nazionale Ministero Interno
LO SMART WORKING ALLA DIFESA? UNA POSSIBILITÀ PER POCHI
Si è tenuto stamane il previsto incontro convocato da Segredifesa per discutere del regolamento interno per l’adozione dello Smart Working o Lavoro Agile, sul quale le scriventi OO.SS. avevano preliminarmente avanzato proposte emendative e talune fondate perplessità.
Tuttavia, già l’introduzione ai lavori avviata dal vice capo del primo reparto di Segredifesa, dr. Franco Lunerti, denotava una particolare rigidità nell’approccio all’argomento odierno, visto che la discussione tra le parti è stata condizionata dall’indisponibilità della controparte di ricevere contributi e modifiche da parte delle scriventi OO.SS.
In sostanza, ci è stato detto che il regolamento così trasmesso doveva partire subito per la sperimentazione e non poteva subire alcuna delle modifiche tecniche che avevamo suggerito, tanto meno quelle da noi avanzate per agevolare la possibile partecipazione dei lavoratori delle sedi periferiche dell’A.D., considerato che per Segredifesa i posti stabiliti (peraltro unilateralmente) per l’avvio della sperimentazione devono essere ripartiti solo tra i dipendenti dell’area tecnico-amministrativa attualmente in servizio a Persociv, Segredifesa – dal 1° al 6°reparto – e D.N.A., e per l’area tecnico-operativa negli Stati Maggiori, gli alti Comandi e organismi di vertice di Roma.
Insomma, nessuna possibilità di intervento migliorativo da parte delle organizzazioni sindacali del personale sulla bozza trasmessa e, soprattutto, nessuna volontà di provare ad elaborare un testo condiviso in linea con la normativa vigente e le direttive della Presidenza del Consiglio dei Ministri che coinvolgesse i dipendenti civili della Difesa.
A quel punto, preso atto della reiterata indisponibilità dell’A.D. di proseguire la discussione su un piano di rispettoso e costruttivo confronto, le scriventi OO.SS. sono state di fatto costrette a lasciare il tavolo.
Vi terremo tempestivamente aggiornati sull’evolversi della questione.
FP CGIL CISL FP UIL PA CONFSAL UNSA
F. QUINTI C.VANGELISTI S. COLOMBI G. BRACONI
“È positivo il fatto che il ministro Di Maio abbia mostrato interesse rispetto allo stato in cui versano i Centri per l’impiego e che abbia affermato la volontà di affrontare il tema. Ma va innanzitutto conclusa la fase di stabilizzazione del personale precario attualmente in servizio: gli strumenti ci sono ma siamo ancora molto in ritardo su quel versante”. Così il segretario nazionale della Fp Cgil, Federico Bozzanca, commenta quanto emerso dall’incontro tra il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, e gli assessori regionali all’impiego.
In ogni caso, precisa il dirigente sindacale, “è ingeneroso da parte del ministro sostenere che in questi anni i Centri per l’impiego non abbiano funzionato perché, nonostante le drammatiche condizioni in cui si sono ritrovati, gli oltre seimila dipendenti hanno fatto il possibile, e spesso ben oltre il possibile, per garantire un servizio adeguato ai cittadini. Per questo cogliamo con favore le affermazioni circa una volontà di potenziare i Centri per l’impiego ma, oltre i processi di stabilizzazione del personale precario, va avviato allo stesso tempo un confronto con i sindacati per rispondere al meglio alle esigenze dei singoli territori“, conclude Bozzanca.
Dott. Fulvio Baldi
Capo di Gabinetto
Con note del 11 giugno e 17 luglio c.a. (all 1 e 2), CGIL CISL e UIL hanno chiesto ai vertici
dell’amministrazione giudiziaria, precisamente al Capo Dipartimento Reggente ed al Direttore
Generale dei servizi informativi automatizzati, l’apertura di un confronto sulla informatizzazione
degli uffici NEP. In particolare CGIL CISL e UIL hanno chiesto di discutere di: processi innovativi
disposti dalla L. 162/14 e L. 132/15 riguardo alla “Ricerca telematica dei beni del debitore” di cui
all’art 492 bis cpc; strumenti informatici forniti agli ufficiali giudiziari per le attività disposte;
“Registro informatico” previsto dalla normativa; integrazione degli UNEP nel processo di
informatizzazione della Giustizia nel PCT; progetti-pilota avviati.
La richiesta trova il suo fondamento giuridico nel vigente CCNL Funzioni Centrali 2016/2018 il quale
all’art.7 n.6 lett. v) indica, tra le materie sulle quali insiste una riserva di contrattazione (e
conseguentemente un obbligo di informazione), i “riflessi sulla qualità del lavoro e sulla
professionalità delle innovazioni tecnologiche inerenti l’organizzazione di servizi”.
Orbene, mentre le predette note sono rimaste al momento lettera morta, si è avuta conoscenza dal sito
istituzionale giustizia.it della pubblicazione degli schemi XSD degli atti che sarà possibile depositare
telematicamente presso gli uffici NEP: “…a questo link sono disponibili i nuovi schemi XSD relativi
agli atti che sarà possibile depositare telematicamente presso gli uffici NEP; Si precisa che tali xsd
sono rilasciati anticipatamente, rispetto ai tempi di avvio in modalità sperimentale delle funzionalità
di deposito telematico sui sistemi degli uffici NEP, al fine consentire alle software house di adeguare
gli applicativi messi a disposizione dei professionisti…. a breve verrà comunicato quando sarà
possibile effettuare test sull’ambiente di Model Office nonché le modalità e la tempistica relativa alla
sperimentazione” (all 3).
Tale news dimostra che il processo di informatizzazione degli uffici NEP sta andando avanti (tanto
che viene annunciato l’avvio a breve della fase sperimentale) senza alcun coinvolgimento delle
organizzazioni sindacali, neppure a titolo meramente informativo.
Considerata che la condotta sopra indicata lede prerogative sindacali ben individuate, si chiede
l’intervento di codesto superiore ufficio al fine di aprire in tempi rapidi un confronto sulla materia.
Con riserva di ulteriori iniziative in caso di negativo riscontro, si porgono distinti saluti.
FP CGIL CISL FP UIL PA
Meloni Marra Amoroso
Incontro unitario sui Master specialistici presso conferenza Regioni
Mercoledì 18 luglio 2018, si è svolto un incontro unitario presso la conferenza delle Regioni
inerente i corsi di Master specialistici delle professioni sanitarie.
In apertura, comunichiamo che abbiamo già avviato da tempo gli incontri con gli Ordini e le
Associazioni Professionali su questo tema.
Ricordiamo alle regioni che abbiamo sempre sostenuto la necessità di recuperare il ruolo e
l’interlocuzione sindacale sull’individuazione dei fabbisogni in modo che sia possibile collegarli
fattivamente con la contrattazione.
Auspichiamo, quindi, l’avvio di un percorso condiviso tra OO.SS. e Regioni che aiuti a
mantenere la questione master in una dimensione realistica e orientata agli effettivi bisogni del
sistema.
Il MIUR sta concludendo il percorso in Osservatorio Professioni Sanitarie (OPS) e le ultime
proposte si attestano su 127 master, di cui diversi trasversali; secondo le previsioni più accreditate,
il prodotto finale di questo lavoro arriverà a settembre.
Le Regioni, dall’elenco finale che produrrà l’OPS, potranno indicare i master coerenti coi
bisogni di tutto il SSN e anche di singole peculiarità di SSR, che potranno essere valorizzati anche
negli incarichi.
Infine, viene condivisa da tutti i presenti la volontà di proseguire il confronto su questi temi
per arrivare a definire compiutamente tutta la materia, in modo che possa trovare una omogenea
applicazione contrattuale.
Comparto Sanità/SSAEP
Fp Cgil Nazionale
Gianluca Mezzadri
Incontro unitario sulle ARPA presso conferenza Regioni
Martedì 17 luglio 2018, si è svolto un incontro unitario presso la conferenza delle Regioni inerente le ARPA.
In apertura, abbiamo posto l’attenzione su alcuni aspetti relativi alla attuale situazione delle Agenzie nel territorio Nazionale.
In particolare, ad oggi, la situazione sconta diverse problematiche quali, ad esempio, quelle connesse all’applicazione della Legge 3/2018 (Lorenzin) che prevede l’obbligo di iscrizione ai nuovi albi entro tempi brevi per le professioni sanitarie.
Nelle ARPA, bisogna però tenere conto dei diversi profili professionali presenti nelle Agenzie a seguito delle previsioni dell’art. 50 comma 2 del CCNL Sanità 1999-2001 ed anche che, in alcuni casi, negli anni sono stati inquadrati operatori in profili sanitari che però potrebbero risultare sprovvisti di titoli riconoscibili ai sensi della Legge 3/2018, sopra richiamata.
Abbiamo evidenziato come ad oggi le professionalità presenti in molte Agenzia (in alcuni casi oltre le 60 tipologie di lauree di tipo tecnico) siano un arricchimento di professionalità che era stato ritenuto necessario nel CCNL 1999/2001 sopra richiamato, ma oggi necessitano di un adeguamento contrattuale che ridefinisca gli ambiti di inquadramento e le funzioni del personale in relazione alle attività specifiche svolte dalle Arpa.
In tal senso diventa importante una applicazione omogenea e linee guida per L. 132/2016,
anche per superare le scelte eterogenee, fatte nelle agenzie, rispetto al personale nominato UPG in
relazione alle attività svolte.
Oggi in molte Agenzie non c’è una grande distinzione tra attività di una figura o dell’altra: le ispezioni sono svolte sia dai Tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro (Tpall) che dai Collaboratori Tecnici Professionali (CTP), così come la qualifica di UPG non è rivestita solo un profilo ma anche dagli altri, così come ci sono delle Agenzie dove non vi è personale con qualifica di UPG e per le funzioni ci sono rapporti di collaborazione con altri Organi di Vigilanza.
Abbiamo pertanto chiesto alla Conferenza delle Regioni di affrontare i temi posti anche in relazione all’apertura, che si auspica in tempi brevi, delle Commissioni paritetiche previste dal CCNL Comparto Sanità 2016 – 2018, all’interno della quale è opportuno ricordare è prevista l’istituzione della nuova Area Tecnico Ambientale.
AssoArpa ha evidenziato i limiti sinora presenti nel CCNL della Sanità (diversamente da altri contratti, da qui l’iniziale idea di fare uscire le Agenzie dal CCNL sanità) per dare risposte alle problematiche delle Agenzie, nonostante l’avvento della Legge 132/2016, ed ha condiviso l’auspicio che siano maturi i tempi per descrivere i profili dei lavoratori delle Agenzie.
Condivide l’opportunità di progredire in questa discussione ed entrare nel merito della questione profili (per aiutare anche i lavori della commissione contrattuale).
L’attuale disomogeneità è frutto di un processo storico e giurisdizionale, derivante dall’esercizio dell’autonomia organizzatoria, ma conviene sull’opportunità di iniziare a delineare strada per omogeneizzare, laddove possibile.
I LEPTA sono sulla stessa strada dei LEA e, analogamente, dovranno influire anche sul finanziamento delle agenzie.
Condividiamo con le Regioni la volontà di fare arrivare una voce unitaria al governo per spingerlo ad affrontare celermente le questioni delle agenzie.
Sul tema UPG, l’applicazione dell’articolo 14 della Legge 132/2016 dovrebbe diventare un DPR che dovrà dire chi fa attività ispettiva nelle agenzie; c’è attualmente una bozza sulla quale AssoArpa sta lavorando e per superare le organizzazioni agenziali difformi su questo tema.
Le Regioni hanno evidenziato come l’incontro svolto sia una buona occasione di lavoro ed auspicato di continuare e sviluppare i ragionamenti, sia mantenendo il tavolo di confronto, sia lavorando sulla Commissione prevista da CCNL; inoltre ha espresso anche alcune considerazioni relative all’attuale problema derivante dallo sdoppiamento in due CCNL della dirigenza che sarebbe da ripensare.
Abbiamo rimarcato che non siamo mai stati per “l’estrazione” di ARPA dal CCNL sanità e non abbiamo mai condiviso lo spostamento della dirigenza non sanitaria nel CCNL funzioni locali;
ci siamo più volte espressi per ricomporre il quadro nel CCNL sanità anche per la dirigenza, magari
utilizzando lo strumento delle sezioni contrattuali.
Infine, rispetto al tema relativo agli Albi e Ordini Professionali, forniremo in tempi brevi un testo alla Conferenza delle Regioni affinché possa analizzare compiutamente le problematiche e valutare se effettuare un pronunciamento nell’ambito di un prossimo incontro fissato con il Governo per il 26 Luglio 2018.
Comparto Sanità/SSAEP
Fp Cgil Nazionale
Gianluca Mezzadri
Personale della ricerca degli IRCCS e IZS – esito incontro con il Comitato di settore comparto Regioni-Sanità
Vi informiamo che nella giornata del 17 luglio, nell’ambito del tavolo di confronto definito con il Comitato di Settore della Conferenza delle Regioni, si è tenuto un incontro per un aggiornamento relativo all’Atto di Indirizzo necessario per l’avvio della contrattazione presso l’ARAN per l’istituzione della specifica sezione, nell’ambito del CCNL del comparto sanità, riservata al personale della ricerca sanitaria e di supporto.
In particolare, il Comitato di Settore ha comunicato di aver ricevuto il parere favorevole del MEF ed è in attesa di ricevere quello del Ministero per la Pubblica Amministrazione, che dovrebbe giungere a breve.
Non appena l’iter sarà concluso, l’Atto di indirizzo sarà trasmesso all’ARAN che – ha
comunicato il Comitato di Settore – ha già manifestato disponibilità a convocare il primo
incontro con le organizzazioni sindacali prima della fine del mese di luglio.
Non appena riceveremo ulteriori informazioni vi terremo aggiornati.
Roma, 18 luglio 2018
FP CGIL CISL FP UIL FPL
Michele Vannini Marianna Ferruzzi Mariavittoria Gobbo
AGENZIA DELLE ENTRATE SALDO FPS RUP 2015 I FATTI E LE OPINIONI
Con riferimento alle tante richieste di spiegazione sul perché nel cedolino del mese di luglio il saldo del FPSRUP 2015 risulta molto inferiore rispetto a quanto riscosso per la stessa causale con riferimento a FPSRUP 2014, riteniamo utile fornire ulteriori informazioni che, speriamo, possano contribuire a fare
chiarezza.
In primo luogo rileviamo come in questa circostanza l’Agenzia abbia interrotto una buona prassi. Nel passato, infatti, veniva fornito a ciascuno dipendente la propria situazione con indicate le diverse voci del FPSRUP che costituivano poi il totale liquidato con il cedolino dello stipendio. Ci siamo già attivati con l’Amministrazione affinché sia fornita a ogni lavoratore la propria situazione distinta per ciascuna voce del fondo, sia con riferimento agli acconti sia ai saldi.
Per quanto riguarda la ripartizione del Fondo fra le diverse voci riteniamo utile fornire in allegato un prospetto analitico dove vengono riportati i totali per le due annualità, la loro suddivisione interna, gli eventuali acconti pagati e, per ultimo, la differenza in positivo o in negativo 2015 su 2014.
Come è facile rilevare, la somma totale dei due Fondi è sostanzialmente rimasta invariata, mentre c’è una grande differenza fra quanto viene destinato ai dipendenti in busta paga tutti i mesi (+48,79% nel 2015 sul 2014). In pratica continua la politica della cosiddetta “STABILIZZAZIONE DEL SALARIO
ACCESSORIO”, trasferendo sempre più quote fisse dello stesso sull’indennità di amministrazione e sul finanziamento delle progressioni economiche.
Ricordiamo che entrambe le voci hanno come riferimento la totalità dei dipendenti dell’Agenzia.
Facendo un po’ di conti su una disponibilità totale del FPSRUP 2015 di € 343.409.004 il 51,59% (€ 177.157.092) è destinato a finanziare l’aumento dell’indennità di amministrazione e le progressioni economiche, contro quanto previsto per il 2014 che si attestava al 45,47% del totale del Fondo (€
153.176.045 su un totale di € 336.900.134); ovviamente per gli anni successivi queste percentuali aumenteranno tenuto conto delle due progressioni economiche di fatto già avviate (2017/2018) e di quella per il 2019 che sarà firmata a fine anno/inizio 2019. Per chiarezza ricordiamo che a
fronte dell’utilizzo di parte del Fondo per le progressioni, lo stesso si riduce nella parte disponibile per la contrattazione. A questa circostanza possiamo porre rimedio solo prevedendo ulteriori fonti di finanziamento del salario accessorio, cosa che abbiamo già chiesto all’Amministrazione ma che necessita
di ulteriori interventi legislativi, integrativi di quelli già ottenuti con l’ultima legge di stabilità.
Reperire finanziamenti aggiuntivi non sarà facile ma siamo convinti che se i lavoratori dell’Agenzia delle Entrate saranno uniti nel rivendicarli alla fine saranno ascolti. Come dovranno anche essere ascoltati dai vertici dell’Agenzia se questa vorrà proseguire sulla strada della riorganizzazione, al netto della
conferma o meno da parte del nuovo Governo di quanto ad oggi previsto e già in parte realizzato.
CGIL FP Nazionale
Luciano Boldorini