Comunicato

Riunione al DAP sulla mobilità del personale nelle sedi extra moenia.
Si è svolta in data odierna la riunione al DAP sulla mobilità del personale di Polizia
Penitenziaria nelle sedi extra moenia. La parte pubblica ha presentato una nuova
informazione preventiva sull’argomento, completamente diversa da quella
precedentemente elaborata, che, come tutti ricorderanno, è stata oggetto di confronto per
oltre un anno con le organizzazioni sindacali. Durante quel periodo la Fp Cgil ha cercato in
tutti i modi di trovare una soluzione condivisa, che potesse mettere delle regole in un
sistema che per decenni è stato gestito con atti unilaterali dell’amministrazione
penitenziaria, tra l’altro non previsti dalla normativa contrattuale, ma i nostri sforzi sono
risultati vani. Oggi con la stessa buona volontà e con lo stesso spirito costruttivo, ci siamo
seduti al tavolo ed abbiamo esposto le nostre osservazioni sulla nuova proposta. La prima
cosa che salta agli occhi e che la Fp Cgil non potrà mai accettare è che la parte pubblica
propone per la gestione degli esuberi una soluzione diversa per ogni sede extra moenia,
penalizzando soprattutto chi ha lavorato nelle C.O.R. e al D.A.P.. Per tale motivo abbiamo
immediatamente chiesto alla parte pubblica di scegliere un’unica linea politica, che applichi
gli stessi principi in tutte le sedi extra moenia, poichè la mobilità del personale non può
avere regole diverse che cambiano in base alla volontà o alla convenienza del dirigente di
turno. Una volta scelta la linea politica da seguire, la parte pubblica dovrà presentare un
nuovo progetto, fornendo dati dettagliati del personale previsto e amministrato da ogni
sede, non solo quelle centrali. Fatto questo si dovrà procedere celermente alla definizione
di un accordo che non crei disparità di trattamento tra il personale. Purtroppo la nostra
proposta non è stata condivisa dalle altre sigle sindacali, che si sono divise tra chi ha
concordato con la proposta dell’amministrazione e chi ha chiesto una sanatoria generale, e
dalla parte pubblica che ha difeso la validità della proposta presentata.
Vi terremo informati sui futuri sviluppi della vicenda.

Il coordinatore nazionale Fp Cgil
Polizia Penitenziaria
Massimiliano Prestini

UN PO’ DI CHIAREZZA

La scorsa settimana si è finalmente riunito il tavolo per discutere di: orario di lavoro, formazione del personale, profili professionali dell’INL. L’Amministrazione ci ha fatto avere le sue proposte e noi ci siamo riservati di presentare le nostre al tavolo, esattamente come accade nella normale fisiologia delle relazioni sindacali. Dunque, niente di deciso, sia chiaro, nonostante qualcuno in mala fede avesse interesse a far credere altro!
In quella sede, come Cgil abbiamo, tra l’altro, chiesto a che punto si fosse con l’accesso alle banche dati – sia per il personale ispettivo che per gli uffici legali – e se si stesse valutando di creare sedi integrate con gli Enti – previo accordo con gli stessi, naturalmente – posto che in alcune realtà territoriali questo già accade.
In merito all’orario di lavoro, non abbiamo apprezzato la scelta dell’Amministrazione di voler partire dalla “coda” (orario di lavoro del personale ispettivo in Servizio Esterno), senza considerare la “testa” (orario di lavoro di tutto il personale). Abbiamo comunque affermato che la proposta dell’Amministrazione sul personale ispettivo rappresenti un passo indietro rispetto alla sperimentazione in atto, che sembra quasi cancellata.
Noi continuiamo a credere nella filosofia dell’accordo di sperimentazione siglato nel giugno dello scorso anno: uno scambio tra flessibilità e produttività, e crediamo che si debba proseguire su questa strada di svecchiamento culturale della nostra Amministrazione, fermo restando che la flessibilità non implica totale libertà, considerando che siamo pur sempre in regime di lavoro dipendente e non autonomo o parasubordinato.
Per questo, non abbiamo condiviso: il passo indietro sul lavoro “destrutturato”; l’obbligo delle 7h e 12’; il limite dei 48’ per la pausa in Servizio Esterno; il limite che questo orario sia consentito solo al personale adibito in via esclusiva all’attività ispettiva – dimenticando il personale ispettivo
adibito contestualmente ad altre attività –; il limite troppo stretto dei 60’ per il completamento dell’orario di lavoro dal proprio domicilio.
Giovedì 7 la discussione proseguirà e noi continueremo a presentare le nostre proposte su questo e sugli altri temi all’ordine del giorno.
La campagna elettorale per le RSU è finita da oltre un mese, eppure c’è ancora chi è con la testa rivolta all’indietro. Sarebbe più utile, invece, cercare di stare tutti con la testa ben piantata sul collo e soprattutto guardare tutti in avanti: le divisioni danneggiano solo i lavoratori e le lavoratrici. Chi le persegue ha, evidentemente, interessi “diversi”.

Coordinatore nazionale FP CGIL
INPS, INL e ANPAL
Matteo Ariano

Prosegue la campagna di sensibilizazzione dei vertici politici regionali, in questo caso del Piemonte, per dotare i Vigili del Fuoco, permanenti e volontari, di adeguate coperture previdenziali e assicurative, a partire da una immediata adesione all’INAIL.

“Realizzare reti diffuse nei territori e integrate di servizi a disposizione del welfare e dell’accoglienza, piuttosto che proseguire con politiche securitarie. Questa la via per affrontare la questione immigrazione ed evitare, come le ultime ore dimostrano, che si alimentino fenomeni di arretramento culturale e di recrudescenza di xenofobia e razzismo”. Ad affermarlo in una nota è la Funzione Pubblica Cgil in merito al dibattito che in queste ore si è sviluppato sulla questione immigrazione attraverso le parole del Ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

La Fp Cgil, che rappresenta lavoratrici e lavoratori impegnati nei servizi investiti dal fenomeno migratorio, dall’accoglienza, alla concessione dello status di rifugiato, al rilascio dei permessi di soggiorno, ritiene che “per dare risposte di civiltà sia necessario che l’accoglienza e la gestione delle richieste di asilo abbiano un attenzione specifica da parte del governo e vengano rafforzati i servizi all’immigrazione in modo da riconsegnare valore umano alle tante persone che chiedono solo di vivere una vita degna”. Così come deve essere affermato “il carattere pubblico dei soggetti e delle istituzioni che debbono intervenire nella definizione dei servizi e nelle decisioni strategiche che riguardano sia i servizi che le politiche per i migranti e i richiedenti asilo”.

Tra le proposte della categoria della Cgil, c’è da affrontare “il problema al momento più drammatico: accoglienza e gestione dei richiedenti asilo”. Secondo la Funzione Pubblica Cgil, infatti, “l’alto numero di richiedenti, le dotazioni organiche delle Commissioni non definite e comunque insufficienti, determinano tempi di attesa lunghissimi e, conseguentemente, costi elevati per la gestione dei centri di accoglienza. Nell’immediato vanno definite procedure rapidissime per la concessione del diritto di asil”. In generale, e in estrema sintesi, per la Fp Cgil “va ridefinito l’intero sistema immigrazione impiegando risorse in iniziative di più ampio respiro che investano ogni segmento della questione dagli ingressi alle politiche abitative, dall’istruzione alla salute con la costruzione di una politica dell’integrazione che elimini le tensioni sociali”.

Ruolo preminente, infine, osserva la Fp Cgil, “deve avere la contrattazione, soprattutto quella territoriale e sociale, per definire i contenuti e l’agenda degli interventi che producano scelte concrete, passando per la concertazione di misure precise e la sigla di specifici protocolli territoriali con le rappresentanze sindacali per rendere effettivo l’impegno alla lotta al caporalato e il rispetto dei diritti, insieme al rilancio di politiche per le abitazioni, per l’istruzione e per la salute. Ribadiamo su questo punto la centralità dei servizi pubblici per l’impiego e il collocamento, unici soggetti che garantiscano al tempo efficacia e legalità”.

Con la campagna AIB alle porte, persiste la carenza degli organici nel Corpo Nazionale. Al fine di trovare risposte concrete abbiamo ritenuto necessario richiedere un incontro urgente all’Amministrazione.

Si informa che la Direzione Centrale per la Formazione ha comunicato che, in relazione alla persistente carenza di personale presso alcuni Nuclei elicotteri evidenziata dalla Direzione Centrale per l’Emergenza, il Soccorso Tecnico e l’Antincendio Boschivo, è in procinto di avviare la procedura di selezione per Specialista di Elicottero in oggetto specificata, che si allega.

FACCIAMO UN PO’ COME CI PARE, 02

Nel corso dell’incontro sul “nuovo” modello organizzativo, abbiamo chiesto se
fossero vere le voci che da tempo si rincorrono su possibili chiusure di
agenzie sui territori.
Ci è stato risposto che alcuni giorni fa è stata approvata una determina
presidenziale – non pubblica, né consegnata alle OO.SS., precisiamo!! –
in cui sono individuati 3 parametri in base ai quali il Presidente può decidere se
trasformare le Agenzie in punti Inps o, laddove non ne sussistano i requisiti,
procederne alla definitiva chiusura, in presenza di almeno due criteri.
I parametri sono: – meno di 10 dipendenti; – presenza di altri presidi Inps,
raggiungibili entro 30 minuti con mezzo proprio; – bacino d’utenza inferiore a
60mila abitanti. Da quanto ci è stato detto, sarebbero 80 le Agenzie
coinvolte.
Si tratta degli stessi criteri illustrati lo scorso anno, nell’ambito di un incontro
informativo sul nuovo modello organizzativo, dopo il quale non si seppe più
nulla.
Già in quell’occasione evidenziammo subito la pericolosità di una scelta basata
su meri automatismi, perché l’effetto pratico sarebbe solo un arretramento
dell’Istituto sul territorio, lanciando un pessimo segnale a tutta la cittadinanza.
Per questo, chiedemmo l’attivazione dei tavoli di confronto a livello
territoriale per valutare, assieme ai rappresentanti dei lavoratori e non solo,
la soluzione più soddisfacente per tutti.
Restiamo convinti che quella scelta sia la migliore, anche considerando la
disponibilità di molti Comuni a non perdere i servizi erogati dall’Istituto e che
nei prossimi mesi, quando arriveranno nuovi lavoratori, si potrà scegliere
anche di mandarne in alcune Agenzie.
Ora ci risiamo: dopo un anno di silenzio totale, si decide di ingranare la quinta
e partire a tutta velocità, senza il minimo confronto con alcuno, senza far
capire come si innesta quest’ennesimo tassello nel disegno globale.
Si continua a procedere alla rinfusa … e anche in ordine sparso! Infatti, nel
frattempo, ci sono quelli più realisti del re, che già hanno annunciato la
chiusura della tal Agenzia o la sua trasformazione in Punto Inps …
A questo punto, valuteremo di avviare da subito un’ampia mobilitazione a
difesa del ruolo dell’Istituto, coinvolgendone i lavoratori e tutti quei
soggetti che ruotano attorno all’Inps, non escludendo alcuna forma di lotta.

Il Coordinatore Nazionale
FP CGIL INPS
MATTEO ARIANO

Egr. Dr. Giuseppe Tripoli
Segretario Generale
Unioncamere

e p.c. Dr. Alberto Caporale
Dirigente Ufficio del Personale

Egregio Segretario Generale,

a seguito del Regolamento (UE) 2016/679 abbiamo appreso che Unioncamere, con una comunicazione dell’11 maggio scorso, si è resa disponibile a mettere a disposizione delle Camere di commercio, che ne facciano richiesta, proprie risorse professionali per ricoprire l’incarico di DPO, da concludersi prevedibilmente entro il 31 dicembre 2018.

Il 25 maggio – giorno di entrata in vigore di una disciplina promulgata ben due anni fa – l’Ufficio del personale ha convocato una riunione, coinvolgendo alcuni dipendenti, per informare di detta disponibilità dichiarata dall’Unioncamere. Il personale interessato, individuato da detto ufficio che non ha chiarito in base a quale valutazione ha proceduto nell’individuazione, ha appreso, per la prima volta, dell’esigenza di svolgere, presso le Camere di commercio interessate, le funzioni e dei compiti che la legge attribuisce all’RPD/DPO senza che, ovviamente, nessuno di questi abbia maturato una specifica esperienza in tal senso.

La nuova disciplina offre sicuramente notevoli opportunità di sviluppo delle professionalità presenti nelle Pubbliche Amministrazioni. Restano, nondimeno, alcuni evidenti elementi di criticità.

Il primo riguarda la concreta possibilità, da parte dell’Ente, che ha sede unica, di poter destinare il personale in organico a funzioni e compiti da svolgere a favore di altri separati, distinti ed autonomi enti. Di conseguenza una proposta in tal senso deve essere rimessa, su base volontaria, all’accettazione da parte di tutto il Personale interessato e di conseguenza coinvolto; come d’altronde prassi già normalmente attuata nelle ipotesi di distacco o comando di Personale dell’Unioncamere, presso altri Enti ed Amministrazioni.

Il secondo risiede nella modalità attraverso la quale l’Ente ha inteso proporre il supporto alle Camere di commercio, senza una previa adeguata valutazione delle possibilità e delle conseguenze e dei carichi complessivi di lavoro del Personale.

Tanto premesso, pur doverosamente stigmatizzando questa condotta quanto meno imprudente, nell’ambito di uno spirito costruttivo si rappresentano ulteriori elementi di riflessione.

Anzitutto, se questa attività può rientrare in una politica di valorizzazione del personale, dovrebbe riguardare tutto il personale.

L’individuazione, in concreto, come già sopra evidenziato, dovrebbe poi essere su base volontaria, anche, ma non solo, in relazione alle inevitabili valutazioni sul tempo di vita rispetto ad una attività da svolgersi in luogo diverso (ed anche molto distante) dalla sede dell’Ente.

Fondamentale risulta poi la partecipazione del personale interessato ad una formazione altamente qualificante ed in grado di far acquisire, con la dovuta progressività, le conoscenze giuridiche, tecniche e specialistiche necessarie per l’assolvimento di funzioni; cosa che, poteva essere prevista e programmata attraverso un piano di formazione del personale più volte sollecitato dalle scriventi OO.SS..

Ad ogni modo, si pone anche un problema relativo alle coperture assicurative del lavoro svolto su incarico di Unioncamere, essendo il Personale individuato responsabile in prima persona, il che rende inevitabile anche il riconoscimento di un’adeguata remunerazione, che va resa trasparente e regolamentata nelle sedi opportune.

Ribadiamo che le scriventi OOSS sono consapevoli dell’importanza dell’iniziativa, anche per far emergere il ruolo di Unioncamere nel sistema camerale, oltre che dell’opportunità di crescita professionale che ne deriverebbe per chi accettasse di aggiungere al proprio curriculum questa importante e innovativa esperienza.

In considerazione di quanto sopra esposto, si richiede la fissazione, a breve, di un incontro al fine di un proficuo confronto sulla tematica esposta.

Certi di un positivo riscontro da parte Sua, è gradita l’occasione per porgerLe cordiali saluti.

 

FP CGIL                       CISL FP                            UIL PA
Andrea Impronta          Giancarlo Cosentino          PaoloLiberati

Si trasmette la ministeriale GDAP-0182375 del 31.5.2018 relativa a quanto in oggetto indicato.

Pubblichiamo la nota del Coordinamento – Organizzazione del personale delle strutture del

settore FMP.

FACCIAMO UN PO’ COME CI PARE!

Il giorno 31 maggio si è discusso dell’aggiornamento del modello organizzativo di Direzione regionale, Coordinamento metropolitano, Filiale metropolitana, Direzione provinciale e Filiale provinciale, all’interno dell’organismo per l’innovazione, costituito in base al nuovo CCNL. Ricordiamo che questo è un organismo tecnico, di studio e di proposta, che non può assumere alcuna
decisione.
Il documento propostoci era stato già rimaneggiato più volte dall’Amministrazione, dopo confronti e divisioni al proprio interno: prima accorpiamo pensioni pubbliche e private, poi le spacchettiamo; prima mettiamo assieme URP e “Segreteria di direzione”, poi lasciamo che ognuno decida per sé
(e Dio per tutti?).
Il tutto è avvenuto, sia chiaro, senza alcun confronto sindacale serio e approfondito, in quanto l’Istituto non ha avuto finora il coraggio (o meglio la volontà) di far applicare il CCNL.
Ricordiamo, infatti, che per ben quattro volte era stata convocata una riunione per discutere del nuovo modello organizzativo ma, data la presenza delle sigle non firmatarie – che, sebbene non convocate, continuano ad avere informazioni da qualche vocina amica – non si è discusso di nulla.
Continuiamo a chiedere di conoscere questo fantomatico modello organizzativo che si starebbe costruendo, così da poter avere un’idea complessiva e poter esprimere un giudizio su tutto, non su singole tessere di un mosaico che ancora non ci viene svelato. “Ovviamente”, sul punto, continuiamo a non avere risposte … Forse perché i primi a non averle, sono i vertici dell’Istituto.
Ieri sera stessa, dopo la riunione dell’organismo consultivo, la Direzione Generale decide di far uscire la circolare, rifiutando di fatto l’incontro politico richiesto dalle sigle presenti nell’organismo.
A questo punto, pensiamo che l’Istituto non abbia intenzione di far partire la contrattazione per nascondere un proprio vuoto progettuale e le divisioni al suo interno: dove si porta l’INPS in questo modo?

Il Coordinatore Nazionale
FP CGIL INPS
MATTEO ARIANO

Stato Maggiore Aeronautica 1° Reparto – Aggiornamenti sui progetti di riordino Enti Aeronautica Militare

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