Abbiamo preso atto della nota circolare diramata lo scorso 5 maggio dal Direttore generale del personale e risorse del DAP con la quale si invitano tutte le direzioni degli istituti penitenziari e servizi a disporre specifici decreti da notificare al personale riguardanti la decurtazione della indennità penitenziaria per il personale delle funzioni centrali come previsto dall’ art.71 della legge del 2008 (c.d. Brunetta) a decorrere dal 2008.
A dieci anni dalla norma anzidetta tale disposizione se per l’amministrazione penitenziaria e della Giustizia minorile di comunità, rappresenta finalmente la definizione di una querelle che è stata oggetto di approfondimento e forte discussione, per i lavoratori penitenziari non può che rappresentare l’ennesima rappresentazione di ingiustizia e di iniquità cui sono stati oggetto e a cui la stessa Amministrazione non ha saputo far fronte.
La Fp Cgil fin da subito, ovvero dalla circolare del 2015 dell’allora direttore generale del personale, ha intrapreso sulla questione importanti iniziative sia con l’ufficio legale della Federazione nazionale sia con interventi indirizzati al Ministro della Giustizia con lo scopo di tutelare i lavoratori tutti e con l’auspicio di trovare una soluzione definitiva alla problematica rappresentando la peculiarità della indennità della quale sono destinatari per legge tutti i lavoratori penitenziari.
A firma dell’avvocato e della Segretaria generale della FpCgil nel 2016 è stato inoltrato formale diffida al Ministro e ai vertici dell’amministrazione cui hanno fatto seguito altre iniziative che vi inviamo in allegato a memoria documentale; fin da subito abbiamo messo a disposizione gli uffici legali delle nostre strutture territoriali per consentire e facilitare ogni azione giurisdizionale che i lavoratori avrebbero voluto intraprendere , disponibilità che rinnoviamo e ribadiamo ancor più oggi a tutela degli interessi dei lavoratori.
Non accettiamo inutili provocazioni che riguardo la questione si stanno diffondendo tra i lavoratori né tantomeno che siano ancora una volta i lavoratori penitenziari delle funzioni centrali in servizio nonché quelli già in quiescenza, secondo il provvedimento, a dover subire le inerzie, i ritardi , l’inefficienza e l’indifferenza dell’amministrazione.
Noi non ci stiamo, il nostro impegno sulla questione continuerà senza sosta.
I coordinatori nazionali DAP-DGMC
Lina Lamonica – Gianfranco Macigno
Resoconto riunione trattativa per rinnovo CCNL sanità privata
Nella giornata del 7 maggio 2018 è proseguito il confronto con AIOP e ARIS sulle rispettive
proposte dei primi 31 articoli per il rinnovo del CCNL della Sanità Privata.
Il lavoro è stato sufficientemente costruttivo ed ha fatto emergere punti di convergenza su
alcune materie, per le quali si procederà alla riscrittura.
Ci riferiamo a:
Norme garanzia sul diritto di sciopero
Pari opportunità
Assunzione del personale
Visite mediche
Quanto alle nostre proposte sul sistema delle relazioni sindacali, dobbiamo registrare che,
al momento, non vi sono da parte datoriale chiusure particolari.
Ci è stato però richiesto di riformulare le proposte al fine di rendere più chiaro quali sono le
materie che secondo noi possono essere oggetto di informazione, confronto e contrattazione sia a
livello regionale che decentrato aziendale.
A tal fine ci siamo riservati di riscrivere il testo dei vari articoli.
È stato confermato l’incontro previsto per il 14 maggio ed è previsto un altro incontro per il
21 maggio, anche se ancora da confermare per alcuni impegni da parte dell’AIOP.
Antonio Marchini
Comparto Sanità
FP CGIL Nazionale
Il personale della Regione Sicilia ce lo ha chiesto; lo ha ribadito in occasione dell’assemblea unitaria tenutasi a Palermo il 27 aprile u.s.
I pagamenti delle spettanze straordinarie accessorie, i carichi di lavoro fortemente gravosi in tutto il territorio siciliano ma con una particolare attenzione a quello catanese che ha subito la perdita di due nostri colleghi lasciandone uno ancora in ospedale gravemente ferito, la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, l’organizzazione dei settori operativi, tutti argomenti ampiamente denunciati ma che ancora non hanno avuto adeguate risposte.
A tutto questo si aggiunge una modalità di relazioni sindacali del tutto singolare adottate dal Direttore Regionale che continua ad essere poco presente in una regione che, al contrario, ha bisogno di presidio.
Eravamo certi che il malcontento manifestato dal personale potesse unire tutte le Organizzazioni Sindacali. Il documento presentato unitariamente non lasciava fraintendimenti, è evidente che la vertenza annunciata a gran voce in occasione dell’assemblea di Palermo sta prendendo una piega di parte
La Fp Cgil VVF quel giorno ha preso un impegno con le lavoratrici e i lavoratori siciliani, oggi lo abbiamo mantenuto. Dichiarato lo stato di agitazione
#UniciNellaTutela
Pubblichiamo la disposizione sul nuovo assetto operativo del COA di Macerata
La mensa di servizio è un diritto dei lavoratori;
le sedi di Macomer e Tortulì non possono passare a servizo di buono pasto o veicolato, l’Amministrazione ha l’obbligo di garantire il servizio e vigilare su eventuali disservizi senza penalizzare il personale che, a quanto pare, è per larga maggioranza favorevole al catering completo. Chiudere le mense significherebbe perdita di posti di lavoro; la Fp Cgil e la FILCAMS Cgil metteranno in campo ogni tipo di iniziativa affinchè questo ulteriore arretramento in termini di diritti si possa evitare.
Malattia: in attesa di nuove (e buone) indicazioni
Dopo l’entrata in vigore del nuovo CCNL, si sono create polemiche e dubbi sui nuovi permessi
introdotti e in particolare sull’art. 35, che disciplina i permessi per malattia.
Al fine di evitare che ogni ufficio disciplini la materia come crede (non sempre a tutela della salute
dei dipendenti …) chiediamo all’Amministrazione di emanare una circolare che dia indicazioni
chiare e univoche agli uffici territoriali nello spirito del CCNL, che intende ampliare i diritti dei
lavoratori.
A tale scopo, alleghiamo la Circolare che il Ministero della Difesa ha recentemente predisposto sul
punto, ritenendo possa essere un esempio buono e utile da seguire anche per INL.
Il Coordinatore nazionale
FP CGIL INPS, INL e ANPAL
Matteo Ariano
Circolare n. 65: sulla Salute NO a interpretazioni restrittive!
Tra le positive novità del nuovo CCNL registriamo l’istituzione di specifici
permessi per effettuare visite specialistiche/esami diagnostici (vedi art. 35).
Con il comunicato del 20 marzo scorso avevamo sollecitato l’Amministrazione
ad adeguare la procedura paperless a tali cambiamenti.
Nei giorni scorsi l’Amministrazione ha emanato la circolare 65 per fornire
chiarimenti applicativi su quanto disposto nel CCNL sottoscritto il 12 febbraio
scorso.
Vogliamo essere chiari fin da subito: non comprendiamo e non condividiamo
eventuali interpretazioni restrittive dell’art. 35.
A leggere la Circolare sembra che, una volta esaurite le 18 ore previste dal
CCNL, per l’effettuazione di accertamenti diagnostici, non si possa più ricorrere
alla malattia per giustificare l’assenza, come invece continua a prevedere l’art.
55-septies, comma 5-ter del Testo Unico Pubblico Impiego: “Nel caso in cui
l’assenza per malattia abbia luogo per l’espletamento di visite, terapie,
prestazioni specialistiche od esami diagnostici il permesso è giustificato
mediante la presentazione di attestazione, anche in ordine all’orario, rilasciata
dal medico o dalla struttura, anche privati, che hanno svolto la visita o la
prestazione o trasmessa da questi ultimi mediante posta elettronica”.
Sarebbe stato opportuno e forse più semplice che le varie Amministrazioni,
ormai facenti parte dello stesso comparto, si fossero raccordate tra loro
sull’applicazione delle norme del nuovo CCNL. Sarebbe bastato, ad esempio,
che l’Inps avesse ripreso l’orientamento predisposto dal Ministero della Difesa
con propria circolare – che vi alleghiamo –, per garantire a tutti i lavoratori pari
diritti e opportunità.
Altro esempio, sempre sull’art.35: la circolare 65 dell’Istituto ne dispone
l’incumulabilità con altri tipi di assenze orarie, a nostro avviso in contraddizione
con lo spirito del CCNL. Il Ministero della Difesa con la succitata circolare
prevede, invece, l’eventualità di uno stato di necessità del dipendente che
consenta l’usufrutto di due diversi tipi di permesso nell’arco della stessa
giornata, illustrandone le modalità di utilizzo.
Ora il punto è: se già non è possibile che un contratto collettivo abroghi una
norma di legge, lo è ancora meno che lo faccia una circolare.
Per questo, chiediamo all’Amministrazione di voler chiarire con urgenza i punti
in questione, armonizzandone l’applicazione allo spirito del CCNL, che va nella
direzione di favorire la flessibilità per i dipendenti in situazioni di fragilità e
bisogno.
Il Coordinatore nazionale
FP CGIL INPS
Matteo Ariano
Pubblichiamo la nota del Coordinamento Fp Cgil VVF Regionale Emilia Romagna inviata ai parlamentari di Bologna, al Presidente di Regione, al Prefetto di Bologna, al Direttore INAIL di Bologna e agli organi di informazione che denuncia l’inammissibile esclusione dei Vigili del Fuoco dal sistema assicurativo INAIL.
Non è più rinviabile, serve un sistema che tuteli gli infortuni sul lavoro e riconosca le malattie professionali ai dipendenti del Corpo Nazionale adeguato alle esigenze attuali. Un sistema strutturato, non soggetto a interpretazioni o a clientele, che garantisca pari opportunità e diritti per tutte le lavoratrici e i lavoratori in fase di riconoscimento della causa di servizio, con forme di equo indennizzo simili o migliori delle attuali, che si avvalga del servizio sanitario nazionale basandosi su principi di prevenzione, controllo e formazione del personale.
Inaccettabile che nei Comandi Provinciali VVF il personale operativo non abbia a disposizione il materiale per la sostituzione dei dispositivi di protezione individuale logori o danneggiati nel corso degli interventi.
E’ altresì inaccettabile che, a proprio rischio e pericolo, i lavoratori debbano continuare le proprie attività di soccorso con dispositivi non conformi, al disotto delle caratteristiche di sicurezza e protezione.
Servono immediate soluzioni, stanziamenti indirizzati all’acquisto del materiale e approvvigionamento dei magazzini regionali e provinciali.
Il disservizio, di questo stiamo parlando, non può gravare sulle spalle dei lavoratori, rischiamo il collasso del sistema soccorso.
La sicurezza e salute degli uomini e delle donne dei Vigili del Fuoco va tutelata, la Fp Cgil in seno all’osservatorio nazionale ha più volte rappresentato all’Amministrazione le troppe criticità i materia ma quest’ultima continua a non capire che il rischio è elevato e la vita dei lavoratori non può essere legata ai bilanci dello Stato.
La vertenza sul tema della Salute e Sicurezza, sull’assicurazione INAL contro gli infortuni sul lavoro e per un riconoscimento delle malattie professionali va avanti; dopo anni di assoluto silenzio, fortunatamente, l’argomento trova spazio anche nelle bacheche di altre organizzazioni sindacali.
Questo è motivo di grande orgoglio per la Fp Cgil e sta a significare che avevamo ragione e dobbiamo continuare.
#UniciNellaTutela
Pubblichiamo la circolare della Direzione Centrale per le Risorse umane che offre delucidazioni sulle modalità di fruizione dei tre giorni di permesso retribuito previsto dall’art. 33, comma 3, della legge 104/92.
DOPO UNA LUNGA CAMPAGNA RSU SI RIPRENDE IL CAMMINO
GRAZIE DEL CONSENSO DATO ALLA FP CGIL!
Si è conclusa la fase elettiva con un risultato per noi certamente lusinghiero, anche se leggermente
al di sotto del dato di tre anni fa, quando raggiungemmo il risultato massimo nella
storia di queste elezioni al MIBACT. Dai dati in nostro possesso la FP CGIL si attesta al
27,6%, ad una incollatura dalla UIL, che ha ottenuto il 27,7%. Un risultato che certamente
premia il nostro impegno in questi lunghi e difficili anni delle riforme Franceschini ma che
costituisce uno stimolo ulteriore per migliorare la nostra azione e la nostra possibilità di
consenso tra i lavoratori. Il risultato consegna un quadro sindacale sostanzialmente immutato,
tranne il significativo incremento dell’UNSA, che arriva al 7,5% dei consensi, e che
ancora una volta premia il Sindacato Confederale a discapito soprattutto delle sigle sindacali
che hanno impostato la loro campagna elettorale contro chi ha sottoscritto il CCNL.
Una campagna certamente non premiante dal punto di vista del consenso tra i lavoratori e
che ci auguriamo possa far riflettere sulla convenienza di posizioni che mirano unicamente
allo scontro.
Adesso riprendiamo il cammino, non senza rivolgervi il nostro più grande ringraziamento di
cuore per il sostegno e l’impegno mai venuto meno e che ci rende orgogliosi della vostra
appartenenza alla CGIL.
E lo riprendiamo offrendovi le conclusioni della riunione di ieri, importante per i temi trattati
ed anche perché si è fatto il punto su quasi tutte le questioni spinose:
Piano Valorizzazione 2018
Fatto l’accordo sul piano di valorizzazione 2018. In allegato sia il Protocollo di Intesa che
la documentazione relativa al Piano approvato. Le caratteristiche di questo accordo sono
l’introduzione della nuova normativa contrattuale sia per quel che riguarda i passaggi negoziali
previsti dove viene ripreso il concetto di contrattazione decentrata locale, negli
scorsi anni ridotta alla formula ipocrita delle forme di partecipazione sindacale, che per
l’applicazione dell’art.21 del CCNL comma 1, che riguarda il riconoscimento del diritto al riposo
compensativo, oltre al compenso, per il personale non turnista che effettua prestazione
nel giorno di riposo settimanale. Integrazioni richieste da noi come pure il demandare
alla contrattazione locale ampia autonomia nella definizione delle singole iniziative collegate
al Piano. Un risultato che noi riteniamo soddisfacente e che ci ha consentito di sottoscrivere
il Protocollo.
Accordo sui distacchi e la mobilità.
Sempre ieri abbiamo sottoscritto l’accordo sulla sanatoria dei distacchi (475 complessivi)
in essere alla data di sottoscrizione dell’Accordo. Anche questo è un accordo che nasce
dall’esigenza di dare stabilità all’organico ma che ci consente di attivare il percorso che
porterà ad un accordo a regime per la mobilità volontaria. L’Amministrazione ci ha fatto sapere
che non intende procedere con altri distacchi e su questo, anche alla luce di recenti
esperienze, come la sanatoria prodotta non più tardi di tre anni fa, continuiamo ad esprimere
ragionevoli dubbi. Al di là di questo era importante per noi avviare il percorso che
produca opportunità periodiche di trasferimento su base volontaria dei lavoratori e che già
in questo accordo semplifica e rende accessibile la mobilità a scambio estendendo questa
possibilità anche al personale neo assunto. Per il quale non è stato possibile, perché la
norma (art.35, comma 5 bis del D. Lgs. 165/01) non è derogabile dagli accordi collettivi,
estendere il principio di sanatoria previsto dall’accordo.
La seconda parte ha riguardato le risposte ai chiarimenti richiesti, ovvero:
Progressioni economiche 2017 e ritardato pagamento delle progressioni 2016 in alcuni
territori.
Noi abbiamo chiesto di sapere lo stato dell’arte sulle progressioni 2017 ed in particolare
abbiamo chiesto di avere certezza sui tempi di conclusione dell’iter di revisione della graduatoria
provvisoria e in ordine alle mancate risposte alle numerose richieste di chiarimento
pervenute dai lavoratori.
Ci è stato risposto che la Commissione si sarebbe riunita oggi per fare il punto della situazione
e che ancora non erano in grado di dare una tempistica certa per la conclusione
del processo. Per quanto riguarda i riscontri richiesti dai lavoratori si sta scontando una
certa resistenza da parte della Commissione che da una parte afferma che gran parte delle
osservazioni sono state valutate nell’ambito della revisione della graduatoria e dall’altra
che la risposta compete all’Amministrazione e non alla Commissione. A noi sembrano argomenti
del tutto risibili: ricordiamo che le istanze avanzate trovano fondamento nella legge
241/90 ed in questo momento titolare del procedimento è la Commissione. Il mancato
riscontro pertanto già di per sé rappresenta una violazione di un obbligo di legge e può essere
fonte di contenzioso, pertanto la Commissione è obbligata a rispondere e non mancheremo
di ricordarlo già nella prossima riunione prevista per il 9 maggio. Data in cui speriamo
di avere notizie più precise in ordine al lavoro della Commissione stessa. Per quanto
riguarda i ritardati aggiornamenti delle partite stipendiali dei lavoratori vincitori nel 2016,
imputabili esclusivamente ad alcune Ragionerie territoriali dello Stato che non stanno
provvedendo, il DG Bilancio ci ha comunicato che ha concordato una procedura direttamente
col MEF che provvederà direttamente all’aggiornamento stipendiale e questa indecorosa
vicenda sembra andare verso la sua conclusione.
Passaggi di area.
Sul punto riferiamo semplicemente che l’Amministrazione ci ha comunicato che il MEF ha
risposto alla lettera dell’Amministrazione nella maniera prevedibile, ovvero negando
l’estensione della possibilità contenuta nel comma della legge di stabilità al personale del
MIBACT. Nota che ci verrà trasmessa. Pertanto noi rinviamo ogni valutazione dopo avere
letto le motivazioni della missiva MEF e al momento abbiamo sollecitato l’avvio del confronto
per definire l’accordo per il passaggio dalla prima alla seconda area, per fortuna privo
dei noti problemi che invece riguardano i passaggi dalla seconda alla terza area.
Lavori insalubri.
Non abbiamo mancato infine di sollecitare l’amministrazione a tirare fuori la famosa Circolare
sui lavori insalubri, ancora ferma al palo. Non è possibile continuare così su questo argomento
che incide su una materia delicatissima e sulla tutela della salute di lavoratori
particolarmente esposti alle malattie professionali. L’Amministrazione ci ha promosso riscontro
entro i prossimi giorni, noi abbiamo fatto presente che non pare più possibile prolungare
indefinitamente la questione magari attendendo pronunciamenti giurisprudenziali
al di là da venire e che quindi, in assenza di risposte, valuteremo le iniziative conseguenti.
Assunzioni.
Sul piano di assunzioni abbiamo chiesto le ragioni del ritardo che stiamo registrando rispetto
ai tempi preannunciati e ci è stato risposto che lo stesso è dovuto alla rimodulazione
delle sedi assegnate al personale neo assunto a seguito di rinunce. Procedura peraltro
richiesta da noi che comunque comporta la necessità di interpellare di nuovo il personale
già assegnato per verificarne la volontà di modificare la sede a seguito di rinunce successive
alla data di presa di servizio di persone che precedevano in graduatoria. Quindi lo slittamento
è dovuto essenzialmente a questo ma non ci risultano altri problemi. Con l’occasione
abbiamo chiesto di avere contezza del piano assunzionale che l’Amministrazione
deve presentare in riferimento al triennio 2108/20, rappresentando nello specifico la necessità,
per la quale comunque è necessaria una interlocuzione politica con chi verrà a dirigere
il ministero, di inserire nello stesso l’assorbimento dei 140 idonei che eccedono le
1000 assunzioni previste. In ogni caso su questo argomento avremo certamente un confronto
che per noi sarà particolarmente importante per i risvolti sulla programmazione del
fabbisogno professionale e occupazionale.
Conto Terzi?
Su questo punto non vi sono visioni comuni del tavolo sindacale ed in particolare noi confutiamo
la necessità urgente di rivedere l’accordo nazionale, in quanto a nostro avviso
quelli che sono da rivedere sono i comportamenti dei dirigenti a livello periferico che in
buona parte hanno ignorato le modifiche normative oppure non convocano le parti per ridefinire
le tariffe alla luce delle mutate condizioni retributive dei lavoratori. In ogni caso la
prossima settimana avremo una riunione sull’argomento e poi cercheremo di capire cosa
si vuole cambiare dell’accordo oltre il naturale restyling conseguente al mutato quadro normativo
di riferimento. Noi abbiamo delle idee al riguardo e queste riguardano un controllo
più rigoroso della modalità con cui si attiva questo istituto a livello periferico, in particolare
per la tendenza registrata in alcuni territori ad utilizzarlo per la copertura di turnazioni ordinarie.
Vedremo.
FP CGIL Nazionale
Claudio Meloni