On. Ministro Marianna Madia
On. Ministro Marco Minniti
On. Ministro Andrea Orlando
Oggetto: Contratto di Comparto Sicurezza e Difesa, coda contrattuale e parte normativa.
Le scriventi OO.SS. tornano a sollecitare la rapida apertura del tavolo di confronto inerente la definizione della coda contrattuale, con particolare riferimento agli aspetti normativi del Contratto.
Il ritardo finora accumulatosi è in controtendenza con gli impegni presi dall’attuale esecutivo e mortifica il personale del Comparto, oltre a determinare una lesione grave dei diritti e delle tutele degli operatori in divisa.
Fp Cgil e Silp Cgil sollecitano, pertanto, una urgente convocazione del tavolo in oggetto non escludendo, in caso di mancata convocazione, un percorso di mobilitazione e un eventuale ricorso alla pubblica protesta.
Segretario Nazionale Fp Cgil
Salvatore Chiaramonte
Segretario Generale SILP CGIL
Daniele Tissone
I Presidi del 26 marzo u.s. davanti a tutti i tribunali italiani e il precedente stato di agitazione proclamati dalla CGIL hanno prodotto finalmente i risultati sperati da tutti noi.
OBIETTIVO PROGRESSIONI ECONOMICHE.
Prosegue l’impegno della CGIL e dei lavoratori con essa. L’incontro convocato da quest’Amministrazione per il 16 aprile lo dimostra.
Il nostro programma elettorale ha posto, il lavoratore della giustizia i suoi problemi, al centro dei suoi obiettivi. Il nostro impegno sarà costante.
Sostieni te stesso. Sostieni i candidati CGIL.
Coordinamento Nazionale Fp Cgil
Giustizia
Amina D’Orazio
Continua la pubblicazione degli interpelli per dirigenti al Dipartimento della Protezione Civile.
A parte i fantasiosi collegamenti tra i profili richiesti e le declaratorie degli uffici e servizi cui sono destinati (non è una novità) si pone all’attenzione e alla memoria di tutti che si tratta di incarichi conferiti in deroga alla normativa vigente.
Deroga collegata all’attuazione di un concorso pubblico. Per legge.
Le deroghe e gli incarichi fluiscono copiosi, il concorso è sparito dai radar.
L’applicazione delle regole e – peggio – delle leggi “a’ la carte”, secondo i propri gusti, caratterizza da tempo la nostra Amministrazione, con punte di eccentricità (eufemismo) in alcuni Dipartimenti. La selezione dei dirigenti non è un problema privato di un Ufficio, e nemmeno della sola PA. E’ una questione che tocca i diritti dei lavoratori, ma anche i diritti dei cittadini utenti dei servizi pubblici e la protezione civile, con il DLgs n.1/2018 è stata confermata essere un servizio pubblico essenziale.
Non è la prima volta che ci occupiamo della materia, ma intendiamo porre questo tema in primo piano nelle relazioni sindacali, se avremo il consenso delle colleghe e dei colleghi. Perché noi siamo la CGIL.
Roma, 22/03/2018
Al Ministro della Giustizia
on. Andrea Orlando
Oggetto: pagamento adeguamenti stipendiali e arretrati.
Egregio Ministro,
Con il D.P.R. 15/03/2018 il Presidente della Repubblica ha recepito l’accordo
sindacale per il personale non dirigente delle Forze di Polizia ad ordinamento civile e
militare per il triennio 2016-2018.
Per consentire il pagamento degli adeguamenti stipendiali e degli arretrati al
personale manca solo la pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale.
Considerato che sono trascorsi nove anni dall’ultimo rinnovo contrattuale ed il
personale delle Forze di Polizia teme un ulteriore slittamento dei pagamenti in oggetto al
mese di maggio, eventualità che sarebbe inaccettabile, si chiede un suo autorevole
intervento finalizzato ad accellerare l’iter della pubblicazione del decreto.
Si resta in attesa di un cortese celere riscontro.
Il Coordinatore Nazionale Fp Cgil
Polizia Penitenziaria
Massimiliano Prestini
NOI CI SIAMO SEMPRE
Siamo alla vigilia delle elezioni delle RSU che si svolgeranno il 17, 18 e 19 aprile.
La partecipazione al voto di tutte/i voi è fondamentale ed il vostro sostegno è
indispensabile al fine di portare avanti le nostre richieste.
Per questo la FP CGIL, ricordando le tematiche sulle quali si è già impegnata, propone
il proprio programma basato sulle vostre richieste, esigenze e segnalazioni.
SOSTEGNO ALLE RSU REGIONALI E CONTRATTAZIONE DI TERZO LIVELLO IN
TUTTE LE SEDI DELLA CORTE DEI CONTI
PROGRESSIONI ECONOMICHE RIQUALIFICAZIONI
La FP CGIL è stata la prima Organizzazione Sindacale a proporre all’Amministrazione
il progetto per la realizzazione delle progressioni economiche nel 2017.
Inoltre abbiamo avallato e sostenuto le proposte del “Comitato per le progressioni”
nato spontaneamente tra i Colleghi di tutte le sedi, nonostante gli ostacoli opposti
non solo dall’amministrazione ma anche da alcune sigle sindacali.
Il mancato accoglimento da parte dell’Amministrazione delle nostre istanze in merito
alle progressioni economiche ed alla rimodulazione della ripartizione del FUA è stato
la causa della mancata sottoscrizione da parte nostra del FUA 2017.
PER QUESTO LE PROGRESSIONI ECONOMICHE SONO AL PRIMO PUNTO DEL NOSTRO
PROGRAMMA: VOGLIAMO CHE SIANO REALIZZATE IN UN MASSIMO DI TRE ANNI,
PER TUTTO IL PERSONALE, che siano BASATE SU CRITERI TRASPARENTI, OGGETTIVI
ED EQUI.
SMART WORKING
Vogliamo garantire l’accesso al Lavoro Agile, per non meno del 10% del personale,
così come realizzato in altre Amministrazioni, come il Ministero dell’Interno, Tar –
Consiglio di Stato e Agenzia del Demanio, sostenendo – tra l’altro – la proposta
avanzata dal Comitato Unico di Garanzia.
REVISIONE DEL SISTEMA DI VALUTAZIONE
LA FP CGIL propone da anni un SISTEMA DI VALUTAZIONE basato su criteri oggettivi
e non su valutazioni potenzialmente unilaterali.
Nonostante ciò, il nostro sistema di valutazione resta ancor oggi più mortificante di
quello previsto dalla legge Brunetta.
Anche su questo fronte, il nostro impegno è costante e la nostra proposta è incentrata
sul dare maggior spazio alla performance organizzativa su quella individuale,
eliminando il sistema delle “pagelline” che – tra l’altro – non è stato mai attuato
dalla maggior parte delle Amministrazioni centrali.
PROFILI PROFESSIONALI
Anche la tematica dei Profili professionali è molto cara alla FP CGIL.
L’atto preliminare alla revisione dei profili professionali è la condivisione delle piante
organiche. Ad oggi, nessuna organizzazione sindacale conosce l’organico di fatto e di
diritto della nostra Amministrazione.
Noi continuiamo a chiedere questi dati con determinazione e con urgenza, al fine di
poter completare la nostra proposta sui profili professionali e valorizzare finalmente
le competenze del personale della Corte dei conti.
ASSUNZIONI
Potenziare le attuali dotazioni organiche attraverso assunzioni da eventuali
graduatorie ancora in essere e dalle graduatorie aperte presso altre amministrazioni.
Per fare ciò è indispensabile avere accesso alle informazioni relative alle piante
organiche. In questo modo attiveremo il ricambio generazionale del nostro Istituto
dove l’età media è di 56 anni e le attuali norme non consentono la possibilità della
quiescenza se non a 67 anni.
ORARIO DI LAVORO E FLESSIBILITA’
La sperimentazione dell’accordo sull’orario di lavoro è terminata il primo aprile 2017,
esattamente un anno fa.
Abbiamo chiesto sia al Segretario Generale dott. Fabio Viola che al Segretario
Generale dott. Franco Massi di mettere all’ordine del giorno la modifica dell’accordo
alla luce delle modifiche del CCNL. Le nostre proposte vertono sulla estensione dei 5
giorni + 5 dei riposi compensativi giornalieri (nei limiti delle 200 ore di straordinario);
flessibilità vera (in entrata ed in uscita cumulativa come da noi sempre sostenuto e
finalmente recepito anche letteralmente dal nuovo CCNL), estensione a tutti gli
Uffici dell’orario multiperiodale (orario plurisettimanale dell’accordo Corte dei conti),
nonché l’eliminazione delle storture dovute al sistema gestionale dell’Orario SIAP.
Al Capo del Dipartimento A.P.
Pres. Santi Consolo
e, p.c.
Al Vice Capo del Dipartimento A.P.
Dott. Marco Del Gaudio
Al Direttore generale del Personale
e delle Risorse
Dott. Pietro Buffa
Al Direttore dell’Ufficio Relazioni Sindacali
Dott.ssa Pierina Conte
Alle Segreterie regionali e territoriali FP CGIL
Ai Delegati ed iscritti Fp Cgil
Polizia Penitenziaria
Oggetto: buoni pasto erogati dall’amministrazione penitenziaria.
Egregio Presidente,
continuano a giungere lamentele da parte del personale di Polizia Penitenziaria,
dovute al fatto che molti esercizi commerciali non accettano più i buoni pasto erogati da
codesta amministrazione.
Considerato il grave danno arrecato al personale da quanto sopra esposto, la FP
CGIL chiede un suo autorevole intervento finalizzato ad accertare le cause dell’accaduto e
a risolvere il problema nel minor tempo possibile.
Si resta in attesa di un cortese celere riscontro.
Il Coordinatore Nazionale Fp Cgil
Polizia Penitenziaria
Massimiliano Prestini
Roma, 5 aprile – “Continueremo a sostenere che la scelta fatta 40 anni fa a sostegno della legge 194 non vada affatto messa in discussione, semmai andrebbe rafforzata”. Ad affermarlo è la segretaria nazionale della Fp Cgil, Cecilia Taranto, stigmatizzando il gigantesco manifesto contro l’aborto fatto affiggere dalla Onlus ProVita lungo una strada di Roma.
“Ci sarebbe da chiedersi – prosegue – dov’è la politica, il Parlamento, che a 40 anni dall’approvazione della legge 194 non solo non ne pretende il suo rispetto immediato, a partire dal controllo di tutti i falsi obiettori di coscienza, ma permette addirittura un simile atto indegno di un paese civile”.
Così come, aggiunge la dirigente sindacale, “perché ProVita, se è tanto attenta alla vita, non promuove una campagna tesa a restituire alle donne il diritto di procreare, ad esempio con una lotta incisiva contro il precariato oppure con una politica di sostegno alle donne? L’impressione è che, di nuovo, a fronte di una crisi devastante del Paese, si provi a colpevolizzare le donne. Lo schema è noto. Questa volta è troppo”, conclude Taranto.
FORMAZIONE: LA NECESSITA’ DI UNA SVOLTA
Nel corso degli anni questo Istituto è cambiato profondamente.
I cambiamenti – spesso talmente veloci da renderli superati ancor prima di
essere completamente attuati – sono stati sempre meno condivisi con il
personale. E le decisioni unilaterali dell’Amministrazione, insieme alla mancata
condivisione delle idee e dei progetti, hanno fatto perdere ai lavoratori
l’importante senso di appartenenza.
Il pensionamento di numerosi lavoratori, unitamente al blocco del turn-over, ha
determinato un progressivo impoverimento delle conoscenze di specifici settori,
mentre interventi formativi appositi avrebbero potuto evitare per tempo i vuoti
di conoscenza creatisi.
Il valore professionale e l’importanza della formazione per accompagnare ogni
progetto di rinnovamento sono stati trascurati nel corso di questi anni, svilendo
così l’apporto dei lavoratori alle trasformazioni in atto.
A fronte anche dei numerosi e importanti cambiamenti legislativi hanno preso
sempre più piede lezioni impartite in videoconferenza, tese unicamente a
riassumere circolari e senza possibilità di confronto.
Anche alla luce del nuovo CCNL, che considera la formazione permanente
quale strumento per assicurare il costante adeguamento delle competenze, noi
riteniamo che sia necessario ridare impulso alla formazione, avvalendosi sia della
formazione d’aula, ma anche regolamentando la formazione sul posto di lavoro
– oggi troppo spesso affidata all’iniziativa personale.
Una formazione permanente, infatti, non solo consente lo scambio di
competenze tra lavoratori ed evita che si disperda il patrimonio di conoscenze di
ciascuno, ma è anche uno degli strumenti per prevenire eventuali rischi di
corruzione – proprio perché garantisce la condivisione di informazioni.
La formazione, inoltre, dev’essere diffusa, ossia garantita a tutti i lavoratori
quale ne sia l’area di inquadramento.
Chiediamo, inoltre, sempre ai sensi del nuovo CCNL, l’istituzione del libretto
formativo, in cui siano raccolte tutte la attività formative cui ciascun lavoratore
ha partecipato, così da avere una traccia delle competenze acquisite, che possa
essere utilizzato nel corso della carriera di ciascun lavoratore.
Chiediamo, quindi, con forza l’attuazione di un progetto di formazione inclusivo
ed organico, teso a favorire la crescita di tutti i lavoratori e la loro partecipazione
attiva alle continue trasformazioni dell’Istituto, trasformazioni che comunque
non possono prescindere da un’ampia condivisione con i lavoratori e i loro
rappresentanti.
Roma,05/04/2018
Il Coordinatore Nazionale
FP CGIL INPS
Matteo Ariano
ESAME C.C.N.L. 2016 – 2018 E PROPOSTA UNITARIA PER “FONDO AGGIUNTIVO”
Si è tenuto in data odierna l’ incontro con la Direzione Generale del Personale Civile, richiesto dalle scriventi OO.SS., sul tema riguardante la corretta applicazione delle innovazioni introdotte nel nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.
Introducendo i lavori, prima di affrontare il tema oggetto del confronto odierno, il Direttore Generale, D.ssa Corrado,ha chiesto alla componente sindacale di avanzare una proposta di utilizzo del c.d. “fondo aggiuntivo” di 21 milioni di euro per l’ anno 2018, come noto ottenuto dalle scriventi con la legge di bilancio 2018 per il triennio 2018-2020, al fine di concludere quanto prima possibile le procedure amministrative previste dalla norma.
Raccogliendo l’invito, Cgil – Cisl – Uil e Confsal- Unsa hanno immediatamente consegnato all’Amministrazione una proposta, che alleghiamo, intesa come primo elemento di valutazione in vista del prossimo specifico incontro. In tale contesto, la D.ssa Corrado ha introdotto il tema concernente la somma di 10 milioni di euro aggiuntivi, ottenuti per l’ anno 2017 dal MEF come risparmi di gestione, comunicando che sarebbe propria intenzione distribuire le risorse avendo a riferimento le linee guida sulla performance del Ministero della Difesa, ma con le modalità previste dal nuovo C.C.N.L. in tema di performance organizzativa.
Di seguito, Cgil, Cisl, Uil e Confsal Unsa hanno rappresentato alla Direzione Generale che le articolazioni periferiche dell’Amministrazione, sui nuovi artt. 32,33,35,36,37,38 e seguenti, contenenti l’implementazione dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici, stanno fornendo le più disparate interpretazioni restrittive ingenerando confusione nel personale dipendente e, pertanto chiesto al Direttore Generale di rendere quanto prima esigibili, per il personale delle aree funzionali dell’A.D., i contenuti delle innovazioni presenti nel C.C.N.L. 2016-2018 mediante l’emissione di circolari esplicative dedicate alla trattazione di ogni singolo articolo.
Inoltre, la predetta Direzione è stata sollecitata a rivedere le disposizioni già impartite sui temi oggetto della discussione, a partire da quella che regola il servizio del personale turnista.
Infine, pur non essendo di specifica competenza del tavolo, le scriventi OO.SS. hanno chiesto alla Direzione Generale di concludere rapidamente l’iter del lavoro già impostato e definito con il Gabinetto del Ministro e SMD riguardante il protocollo d’intesa sulla mobilità del personale civile della Difesa, trovando massima disponibilità da parte dell’Amministrazione.
Vi terremo tempestivamente al corrente circa l’evolversi delle questioni trattate.
FP CGIL
F. QUINTI
CISL FP
C. VANGELISTI
UIL PA
S. COLOMBI
CONFSAL/UNSA
G. BRACONI
Occupazione in progressiva diminuzione nella Pa, sia quella stabile che flessibile, con un’anzianità media in continua crescita. Sono infatti circa 75 mila gli occupati stabili in meno in quindici anni. Una flessione, registrata tra il 2001 e il 2015, che investe principalmente gli uomini, calati di -156.450 unità, a fronte di una crescita per le donne di +28.232 unità. Mentre l’occupazione flessibile cala, lungo questo stesso periodo, di oltre 40 mila unità. Sono alcuni dei dati che emergono dal ‘Primo report annuale sull’occupazione nelle pubbliche amministrazioni’, nello specifico per quanto riguarda i comparti Funzioni Centrali, Funzioni Locali e Sanità, realizzato dalla Funzione Pubblica Cgil e dalla Fondazione Giuseppe Di Vittorio: uno studio che ripercorre l’andamento dell’occupazione nelle pubbliche amministrazioni, della sua qualità e delle prospettive che chiamano in causa il tema del turn over, di piani assunzionali e di processi di stabilizzazione del lavoro precario.
Occupazione stabile – Nel dettaglio di questi primi numeri, che forniscono la cornice del rapporto, la dinamica occupazionale registrata tra il 2001 e il 2015 è decrescente lungo tutto il periodo (per un totale di -75.368 unità). Sempre prendendo in considerazione la dinamica dell’occupazione stabile, lungo i 15 anni in esame, il rapporto della Cgil evidenzia la crescita del part time che aumenta di +29.498 unità a fronte di un calo del full time di -104.866 unità. Un dato che in percentuale registra una crescita del part time pari all’85% e un calo del full time del 18%. Entrando nello specifico dei comparti, la dinamica dell’occupazione stabile a fine 2015 era così costituita: 19% enti centrali, 36% enti locali, 42% sanità (e 2% varie). In termini assoluti sono le amministrazioni del comparto Enti Locali a subire la maggiore riduzione, pari a -80.695 unità, a seguire le Funzioni Centrali, con -47.537 unità. Il comparto Sanità, sempre lungo i 15 anni presi in esame, si riduce di 35.026 unità, pari al 5% dell’organico stabile.
Occupazione flessibile – La dinamica dell’occupazione flessibile registra anch’essa una flessione lungo il periodo in esame. Tra il 2001 e il 2015, infatti, le unità annue con contratto di tipo flessibile diminuiscono da 138.849 a 98.405 per un totale di -40.444 unità. Dal punto di vista delle tipologie contrattuali che danno vita a questi rapporti di lavoro, l’andamento rilevato è dipeso in larga misura dalla dinamica del lavoro a termine e degli Lsu. Quest’ultima componente è quella che perde più terreno. Le variazioni del lavoro a termine invece spingono verso l’alto il numero di unità tra il 2001 e il 2007 per poi contribuire insieme agli Lsu alla riduzione fino al 2015.
Anzianità – Nel 2015 i lavoratori stabili con anzianità superiore a 36 anni è pari a 103.099 unità. Il 39% di questi lavoratori presta attualmente servizio pressi gli Enti Locali, mentre il 34% nella Sanità e il restante 29% negli enti del comparto centrale. Dai dati del rapporto emerge, inoltre, proprio in ragione di un’anzianità di servizio in crescita, che le cessazioni legate al collocamento a riposto per limiti di età e dimissioni con diritto alla pensioni risultano essere in progressione: 30.082 nel 2013, 36.745 nel 2014 e 52.679 nel 2015. Lungo questo trend si prevede che in tutta la pubblica amministrazione nel 2020 circa 262.000 lavoratori si troveranno nella classe 65 – 67 e 621.000 nella fascia 60-64. Dall’analisi dei dati del Conto Annuale a fine 2016 nelle Funzioni centrali i lavoratori con più di 60 anni di età erano 124.737 in sanità 230.057 e 199.692 nelle funzioni locali. Possiamo ragionevolmente prevedere che circa il 40% delle lavoratrici e dei lavoratori dei tre comparti presi in esame nei prossimi 3-6 anni potrebbe raggiungere i requisiti per la pensione. Per mantenere almeno l’attuale livello dei servizi e delle prestazioni negli stessi comparti è necessario assumere nei prossimi 3-6 anni 500.000 lavoratori.
Spesa per il personale – Nonostante il blocco delle retribuzioni, la spesa per macro aggregati è aumentata lungo il periodo in esame, sebbene il numero di occupati stabili diminuisca di 75 mila unità nei quindici anni presi in esame. Tale dinamica trova la sua origine nell’interazione tra blocco del turn over, così come della contrattazione a partire dal 2009, e differimento dell’età pensionabile che mantiene in servizio lavoratrici e lavoratori molto sopra la media.
Conclusioni simili a quelle già evidenziate dalla Ragioneria dello Stato. Per quanto riguarda il costo del lavoro flessibile, tra il 2001 e il 2015 si rileva un aumento del 56%, concentrato tra il 2001 e il 2007 (picco a 3,8 miliardi), coerentemente con l’aumento del numero di unità lavorate, per poi calare. Nel 2015 la spesa per costo del lavoro flessibile rimane inferiore di circa 870 milioni rispetto al 2007.
La distribuzione assoluta per tipologia di lavoro flessibile è coerente con i dati del personale occupato. In particolare, il lavoro a termine occupa nel 2015 il 77,5% del costo totale per il lavoro flessibile in aumento rispetto al 62,7% del 2001. Diminuisce il costo per le collaborazioni, che passa dal 17% al 10% e quello degli Lsu dall’8,2% all’1,6%, coerentemente con la dinamica del numero di unità annue.
Conclusioni – Il quadro che emerge da un’analisi di medio periodo dell’impiego nelle funzioni pubbliche evidenzia una dinamica a due fasi: la prima, relativa al periodo 2001-2008, dove la riduzione del personale stabile si è accompagnata all’aumento del precariato senza che questo risultasse in un risparmio per le casse dello Stato. La seconda fase, iniziata con la crisi del 2008, si caratterizza per una riduzione sia del personale stabile che di quello precario.
Le politiche economiche a monte di tale andamento, concentrate principalmente nel blocco del turn over e dei contratti, a cui va aggiunta la riforma sulle pensioni, rivelano i propri limiti nel raggiungere gli obiettivi formalmente dichiarati di contenimento della spesa pubblica. Infatti, se da un lato la compressione della spesa, cioè il suo minore aumento, è avvenuto grazie al contenimento dell’occupazione pubblica; dall’altro, la composizione dell’occupazione per anzianità e tipologia crea un disequilibrio nel medio periodo.
È necessario iniziare a programmare un piano di assunzioni coerente con le esigenze della Pa di garantire un adeguato livello di servizi, tenendo conto non soltanto delle variazioni intervenute in questi ultimi anni ma soprattutto delle esigenze della società a cui la risponde il servizio pubblico.
Alla Direzione Risorse Umane e Organizzazione
Agenzia del Demanio
Oggetto: Richiesta convocazione accordo liquidazione PdR 2017
Stante il tempo trascorso dall’incontro dei Risultati di Agenzia con la partecipazione del Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Paolo Gentiloni, dando seguito ai ripetuti riferimenti al tema in oggetto fluiti
nel corso delle trattative per il rinnovo contrattuale e considerato l’approssimarsi della chiusura delle operazioni preliminari alla liquidazione delle competenze di aprile 2018, si chiede la convocazione
urgente dell’incontro finalizzato a condividere con le Organizzazioni sindacali i risultati 2017 dell’Agenzia, atto propedeutico alla liquidazione, entro il corrente mese, delle somme derivanti dall’Accordo Premio di Risultato 2017 sottoscritto nel giugno 2017.
Preme valorizzare come quanto sopra rivesta particolare importanza per il personale che ha saputo assicurare con continuità, impegno e dedizione -nonostante il contratto fermo dal 2012- elevati
livelli di efficienza e qualità nei servizi resi alla collettività divenuti, comprensibilmente e giustamente, vanto pubblico del vertice dell’Agenzia.
Considerata la prassi consolidata afferente la tempistica di liquidazione delle somme derivanti dalla quota annuale di incentivo legata alla produttività, troverebbe difficile spiegazione un eventuale
slittamento ad un mese successivo a quello di aprile se non nella volontà aziendale di determinare asimmetria informativa (paradigma di una gestione del personale autoreferenziale e non partecipativa) inserendo nel già complesso percorso negoziale elementi che favoriscono la
conflittualità più che un corretto assetto delle relazioni sindacali.
Chiedendo che già nei prossimi giorni le delegazioni possano essere messe nelle condizioni di incontrarsi anche per quanto in oggetto si augura Buon lavoro.
Il Coordinatore nazionale Agenzia del demanio
Daniele Gamberini
Si trasmette la ministeriale n.0115087 del 5.4.2018 di cui all’oggetto.