COMUNICATO STAMPA
Oggetto: Difesa, il Capo di Stato Maggiore della Marina non convoca le rappresentanze sindacali del personale civile ed elude il confronto sindacale.
Sono ormai trascorsi più di venti giorni da quando Fp Cgil, Cisl Fp, Uil PA e Confsal-Unsa hanno chiesto al Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio di Squadra Walter Girardelli, una convocazione per discutere di alcune rilevanti e tuttora irrisolte problematiche che continuano a recare grande disagio al personale civile della difesa in servizio presso importanti siti produttivi e sedi della Marina.
Ad oggi nessuna notizia di una possibile convocazione è ancora pervenuta alle scriventi segreterie nazionali.
Un atteggiamento incomprensibile ed oltremodo dilatorio, a nostro giudizio, quello palesato dal Capo di Stato Maggiore della Marina nell’occasione, sia dal punto di vista formale, alla luce delle innovazioni introdotte sul tema delle relazioni sindacali dal nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del Comparto delle Funzioni Centrali, che da quello di merito, rendendo ormai manifesto, peraltro in netta controtendenza rispetto a quanto dimostrato fino ad oggi, uno strano disinteresse verso questioni di grande importanza per il personale civile amministrato che, invece, meriterebbero ben altro approccio e trattazione.
Fp Cgil, Cisl Fp, Uil PA e Confsal-Unsa, nell’ottica di un costante e proficuo confronto con l’Amministrazione, ribadiscono l’esigenza di ottenere una urgente convocazione, anche al fine di evitare il rischio che le questioni segnalate possano diventare problematiche di più ampia portata.
FP CGIL CISL FP UIL PA CONFSAL UNSA
F.to Francesco Quinti F.to Carlo Vangelisti F.to Sandro Colombi F.to Gianfranco Braconi
La riunione sulle progressioni economiche fissata per oggi con i soggetti titolati alla Contrattazione Nazionale non si è potuta svolgere perché un sindacato non firmatario del CCNL ha occupato la Sala impedendo il corretto svolgimento delle riunione.
Il Segretario Generale ha provato ad interloquire ma alla fine, per evitare che la cosa degenerasse, ha rinviato la riunione a data da destinarsi. I rappresentanti del suddetto sindacato uscendo dalla sala hanno apostrofato i sottoscritti con frasi ingiuriose e aggressive.
La conseguenza di questa spiacevole situazione è che la discussione sulle progressioni economiche del personale è stata rimandata mentre si sarebbe potuti procedere celermente ad un nuovo accordo con ulteriori progressioni economiche.
Non riteniamo opportuno commentare un comportamento che risulta a danno delle lavoratrici e dei lavoratori per motivi diversi dal perseguimento degli interessi degli stessi. Il sindacato in questione dimostra con le proprie azioni la propria natura.
Come FPCGIL-CISL FP- UILPA continueremo a perseguire risultati concreti per i lavoratori della Avvocatura dello Stato.
Per questo chiediamo all’Amministrazione una rapida convocazione.
FPCGIL CISL FP UILPA
Grieco Nuccetelli Capezzone
Dott. Renato Romano Direttore Generale degli Archivi Notarili
Oggetto: progressioni economiche anno 2018
Le scriventi organizzazioni sindacali chiedono che a cura di codesta amministrazione sia convocata al più presto una riunione al fine di discutere delle progressioni economiche – anno 2018 – ed in particolare della entità della somma del FUA che sarà destinata in via definitiva a finanziare le medesime. Confidando in un positivo riscontro, si porgono distinti saluti
Roma, 27 marzo 2018
FP CGIL
Amina D’Orazio
CISL FP
Eugenio Marra
UIL PA
Domenico Amo
Diffondiamo il documento trasmesso all’amministrazione con cui
esprimiamo il nostro forte dissenso rispetto alla proposta di nuova
regolamentazione dei criteri di conferimento degli incarichi a professionisti e
medici.
Si tratta di regolamentazione che disapplica integralmente le norme di
CCNL vigenti in materia, applicando pedissequamente a professionisti e medici
l’istituto dell’interpello in uso per la dirigenza in luogo delle procedure selettive
tuttora previste.
Riteniamo si tratti di una forzatura del dato normativo, che non tiene conto
peraltro delle peculiari esigenze di tutela dell’autonomia ed indipendenza dei
professionisti dipendenti, normativamente previste a garanzia della legittimità,
imparzialità, trasparenza ed efficacia dell’azione amministrativa.
Auspichiamo una rivisitazione profonda del documento o quanto meno una
pausa di riflessione in attesa della stipula, ormai imminente, del nuovo CCNL.
Il Coordinatore Nazionale
Fp Cgil Inps
MatteoAriano
Preg.mo Sig. Segretario Generale,
così come preannunciato durante il nostro primo incontro sulla intranet dell’Istituto abbiamo letto dell’imminente apertura della procedura di mobilità (come previsto dal Decreto 39/2017) con il coinvolgimento di tutte le sedi regionali.
A tal proposito la CGIL, nel chiederLe un incontro urgente in ossequio al nuovo CCNL funzioni centrali, sottolinea che non abbiamo ancora letto i dati circa l’organico di fatto e di diritto della Corte dei conti, né è dato sapere quante unità di personale prestino già la propria attività presso i nostri Uffici (tramite l’istituto del comando) e/o quante di queste passeranno nel 2018 nei ruoli della Corte dei conti.
Queste circostanze impediscono, di fatto, quelle relazioni trasparenti che Lei stesso ha auspicato e che noi condividiamo.
Inoltre, Le segnaliamo che una importante mobilità esterna creerebbe una potenziale criticità per personale di ruolo della Corte dei conti che non è stato più riqualificato dal 2010.
Conseguentemente, Le chiediamo – nello stilare l’agenda degli incontri con le OO.SS. – di programmare, senza ulteriori indugi, il tavolo bilaterale per il progetto di riqualificazione di tutti i colleghi.
Infine, Le ricordiamo l’opportunità di reclutare personale da eventuali graduatorie ancora in essere e dalle graduatorie – per i profili preliminarmente individuati – aperte presso altre amministrazioni.
Roma, 26 marzo 2018
La Coordinatrice FP CGIL
Corte dei conti
Susanna Di Folco
IL CONFRONTO PROCEDE
Si è tenuto il 21.03.2018, presso la nuova sede dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, in Roma -Piazza della Repubblica, 59 – l’incontro con l’Amministrazione.
L’Amministrazione ha preliminarmente osservato che la nuova sede, sebbene situata in una posizione
centrale, ha consentito un risparmio del 15% rispetto al canone di locazione versato in precedenza.
E’ stata data, quindi, informativa sulla positiva conclusione dell’iter di certificazione sull’accordo stralcio
del FUA 2017 da parte del MEF e della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della
Funzione Pubblica. Pertanto, abbiamo sottoscritto in via definitiva il testo dell’accordo. Per la quota
delle risorse del Fondo Unico di Amministrazione relativo all’anno 2016 – che riguarda
congiuntamente MLPS, INL e ANPAL – è prevista nella giornata del 26 marzo una riunione presso il
MLPS per la sottoscrizione dell’accordo a livello nazionale. Al riguardo è stato fatto presente che,
mentre per l’acconto 2017 l’iter è concluso, per il FUA 2016 è necessaria l’ulteriore fase della
certificazione a livello territoriale. L’Amministrazione ritiene che le somme relative al FUA 2016 e
all’acconto 2017 saranno presumibilmente erogate al personale con la retribuzione relativa al
prossimo mese di giugno.
Con riferimento agli impegni assunti nella riunione del 20 dicembre 2017, l’amministrazione ha evidenziato che, rispetto alle progressioni economiche e alla sentenza del Tribunale di Cagliari, intende intervenire nel giudizio di appello instaurato dal Ministero del Lavoro, per chiedere il rigetto di quella sentenza.
Siamo stati informati, inoltre, che è pronto alla firma del Direttore Generale dell’INL un decreto direttoriale che aumenta l’indennità di missione del personale ispettivo del 40%. Inoltre, l’amministrazione ha pronto un decreto di revisione dei profili professionali dell’INL, di introduzione del lavoro agile per il personale ispettivo e di un orario più flessibile per il resto del personale. Non si è potuto entrare nel merito del confronto su questi ultimi argomenti, peraltro, essendo presenti anche sigle non firmatarie del CCNL. In tal caso, ricordiamo che il CCNL vigente – così come il precedente – prevede che la contrattazione e il confrontocon l’amministrazione possa avvenire solo tra le parti firmatarie del contratto.
Infine è stato rilevato che le ulteriori questioni da affrontare e cioè i criteri per la mobilità territoriale del
personale INL e la riorganizzazione degli uffici, saranno trattati nei prossimi incontri con l’obiettivo di
dare una soluzione definitiva a situazioni che si protraggono oramai da troppo tempo.
Queste organizzazioni sindacali, pur accogliendo con favore l’impegno dimostrato dall’Amministrazione,
sollecitano un’accelerazione delle convocazioni utili per il confronto sugli ulteriori argomenti, per arrivare alla definizione del nuovo CCNI.
Roma, 26 marzo 2018
FP CGIL
Matteo Ariano
CISL FP
Antonella La Rosa
UILPA
Angelo Vignocchi
AREA MEDICA…… UN GROSSO PROBLEMA!
Il 20 marzo u.s. c’è stato un incontro con l’Amministrazione per discutere dei “Criteri e modalità per il conferimento degli incarichi di coordinamento al personale dell’Area dei Professionisti e dell’Area Medica”.
Dopo una introduzione della delegazione trattante che ha fornito la chiave di lettura della riorganizzazione, si è entrati nel merito della descrizione del documento.
Abbiamo esplicitamente chiesto un documento separato per i medici in relazione al fatto che il vigente CCNL distingue diverse categorie di professionisti, assegnando alla nostra una peculiare specificità.
Abbiamo sottolineato il principio secondo il quale il passaggio dal I al II livello medico deve avvenire esclusivamente previo concorso pubblico.
Abbiamo chiesto lo scorrimento della graduatoria dell’ultimo concorso per Dirigenti Medici di II livello, a tutt’oggi ancora valida, come unica attuale possibilità per una rapida copertura dei posti vacanti.
Abbiamo contestato l’azzeramento degli incarichi dei medici di II livello che va in contrasto con la attuale normativa vigente che prevede, alla scadenza del mandato, una valutazione sul raggiungimento degli obiettivi indicati.
Abbiamo rilevato l’eccessiva discrezionalità nei criteri di valutazione per l’assegnazione degli incarichi così come descritto al punto 9 del documento.
Abbiamo ribadito la necessità di avviare con estrema urgenza presso i Ministeri competenti le procedure per l’indizione del bando di concorso per medici di I livello, in relazione alla quotidiana emorragia per pensionamenti del personale medico.
Non vorremmo che il documento presentato sia una anticipazione di un CCNL attualmente ancora in piena discussione presso l’ARAN.
Continuiamo a ribadire la assoluta necessità della convocazione di un “tavolo tecnico”, al fine di affrontare e risolvere le molteplici problematiche attualmente cogenti e riguardanti sia i criteri di assegnazione degli incarichi ma soprattutto sulla riduzione degli incarichi di U.O.C. e U.O.S. delle strutture centrali e periferiche.
FP CGIL/INPS
Matteo ARIANO/Francesco REALI
CISL FP/INPS
Paolo SCILINGUO/Gianfranco MAGNELLI
UIL PA/INPS
Sergio CERVO/Gianpaolo CIOCCIA
Stanno pervenendo da più parti pressanti richieste di chiarimento in riferimento
all’elemento perequativo e alla sua scomparsa a partire dal 01/01/2019.
La somma presente in busta paga è un correttivo introdotto dal CCNL 2016/2018
per sostenere i redditi più bassi. Infatti sarebbe accaduto che, per effetto degli
aumenti derivanti dal rinnovo contrattuale, i dipendenti con reddito basso,
avrebbero perso il bonus “Renzi” di € 80. Paradossalmente l’incremento della
retribuzione tabellare avrebbe potuto causare la perdita del bonus e vanificare
l‘aumento stipendiale! Proprio per ovviare a questa non recondita eventualità si
è introdotto un importante elemento retributivo che sterilizzasse l’aumento dello
stipendio base!
Nelle rivendicazioni delle Cgil, alla base della prossima legge di Bilancio e dei
contratti nazionali relativi al triennio 2019/2021, ci sarà la stabilizzazione
dell’elemento perequativo!
A questo punto bisogna tenere bene a mente che proprio il contratto nazionale
impone delle tempistiche serrate nella definizione del nuovo contratto:
Art 2. comma 5: “In ogni caso, le piattaforme sindacali per il rinnovo del
contratto collettivo nazionale sono presentate sei mesi prima della scadenza del
rinnovo del contratto e comunque in tempo utile per consentire l’apertura della
trattativa tre mesi prima della scadenza del contratto”.
Con esso si è abbandonato la logica del rinnovo con trattative ed attese sine die,
anzi entro ottobre occorrerà presentare le nuove piattaforme.
Pertanto la paventata perdita di potere di acquisto dal’1/1/2019 è falsa
e tendenziosa. I toni divisivi usati da presunte organizzazioni sindacali, che
dovrebbero difendere i lavoratori, sono solo posti in atto per rastrellare qualche
voto alle prossime elezioni Rsu!
La CGIL mantiene i propri impegni e porta risultati concreti, lavorando fin da
subito per il rinnovo del contratto nelle assemblee, e spiegando nel dettaglio le
intese raggiunte sul rinnovo del contratto.
Roma, 26/03/2018
Il Coordinatore Nazionale FP CGIL INPS
Matteo Ariano
COMUNICATO SULLA CASA CIRCONDARIALE DI PESCARA
La FP CGIL di Pescara torna a denunciare problematiche relative alla Casa Circondariale di Pescara, con particolare riferimento alle condizioni di lavoro degli agenti di Polizia Penitenziaria.
In data odierna il Coordinatore Nazionale della FP CGIL Stefano Branchi, accompagnato da una delegazione della Segreteria Provinciale, ha effettuato un sopralluogo all’interno della Casa Circondariale da cui è emerso innanzitutto forte sovraffollamento dell’Istituto. La casa circondariale di Pescara che potrebbe ospitare circa 270 detenuti, oggi ne contiene circa 350. tale sovraffollamento, già di per sé pericoloso, è ulteriormente aggravato dalla presenza di un elevato numero di detenuti con problemi psichiatrici che, non potendo essere ospitati nei reparti specializzati (anch’essi pieni), sono collocati negli spazi comuni.
A fronte di questa situazione e ad aggravarla ulteriormente, si registra anche una grave carenza di personale, che sarebbe sottodimensionato già per la normale capienza (270 detenuti). Nell’attuale condizione di sovraffollamento, si riesce a garantire il funzionamento della struttura solo grazie all’abnegazione ed al senso del dovere degli agenti che svolgono doppi turni, ormai con costante regolarità, accorpando in capo a ciascun agente più funzioni contemporaneamente. Inoltre, nonostante i cancelli siano completamente automatizzati, i dispositivi non funzionano da molto tempo costringendo gli agenti ad intervenire manualmente e sottraendoli al normale servizio di sorveglianza (peraltro, si riscontra una generalizzata carenza di manutenzione alle strutture). La situazione del personale è destinata ad aggravarsi ulteriormente in considerazione del fatto che mentre sono già programmati alcuni pensionamenti nei prossimi mesi ad oggi non risulta programmato alcun aumento o semplice sostituzione del personale in uscita.
In questo stato di cose, poi, varie unità di personale vengono impiegate su funzioni diverse dai normali servizi d’istituto, sulla base di criteri non conosciuti, rendendo ancora più difficile l’attività per gli agenti che rimangono assegnati alla Casa Circondariale.
Dai fatti sopra descritti si comprende facilmente quanto siano gravose le condizioni di lavoro cui sono sottoposti gli agenti di Polizia Penitenziaria presso la casa Circondariale di Pescara, esposti a turni massacranti, al rischio costante di aggressioni, in attesa, ormai da troppo tempo, di un ritorno alla normalità.
Pescara, 23 marzo 2018
La Segreteria Provinciale FP CGIL
Stefano Di Domizio
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Abbiamo oggi sottoscritto in via definitiva l’Accordo Fua 2017 per i lavoratori della Avvocatura dello Stato.
Durante la riunione abbiamo sottolineato la necessità che la circolare sui criteri di distribuzione dell’Amminastrazione venga adeguata in base a quanto stabilito dal nuovo CCNL 16/18.
per la Fp Cgil
Nicoletta Grieco
Al Capo DAP
Pres. S. Consolo
Al Capo DGMC
Pres. G. Tuccillo
Al Segretario
dell’EAP- Ente di Assistenza
per il personale A.P.
E,p.c.
Al Direttore dell’Ufficio
per le relazioni Sindacali A.P.
Oggetto: EAP- revisione e definizione protocollo d’intesa DAP-DGMC
Facciamo seguito alle numerose richieste del personale afferente il settore EPE di intervenire
presso i vertici di codesti dipartimenti affinchè si definisca con urgenza la loro posizione riguardo
l’accesso alle attività dell’EAP (Ente di assistenza per il personale dell’amministrazione
Penitenziaria) che si è venuta a modificare in maniera fortemente riduttiva a seguito del transito,
ai sensi del DPCM n.84/2015, nel Dipartimento della Giustizia minorile che ai sensi del DPCM
indicato ha assunto il nome di Dipartimento della Giustizia minorile e di comunità .
Infatti ai sensi del protocollo d’intesa del 5 aprile 2006 il personale dell’allora dipartimento della
Giustizia minorile accede alle attività dell’EAP solo nella misura del 3% dei posti disponibili ,
percentuale alla quale attualmente dovrà fare riferimento anche il personale EPE ex DAP.
Tale situazione è inutile negarlo sta comportando forte sconcerto e disappunto tra i lavoratori
che, a nostro parere, giustamente lamentano di aver subito una evidente penalizzazione
nonostante le rassicurazioni ricevute a vario titolo .
Pertanto, considerando che la questione in esame, alla luce di quanto esposto, rappresenta una
evidente anomalia nonché una ingiustizia per il personale, la Fp Cgil, chiede a codesti vertici
dipartimentali di voler al più presto chiarire e definire la problematica , attraverso la revisione del
protocollo d’intesa sopra indicato .
In attesa di sollecito riscontro si porgono cordiali saluti
Per la Funzione Pubblia CGIL
F/to Lina Lamonica
F/to Gianfranco Macigno
Torna l’aquila sui distintivi della Polizia Penitenziaria, nella sua forma ‘romana’, la stessa in auge durante il periodo fascista. È questo il nuovo simbolo della Polizia Penitenziaria: a seguito del riordino delle carriere, infatti, si è deciso di modificare i distintivi di riconoscimento del corpo di Polizia Penitenziaria. Presentati durante una riunione al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, i nuovi distintivi del personale sono contraddistinti da un’aquila di colore argento che caratterizzò le divise del Corpo dagli inizi del ‘900, attraversando il fascismo, fino al 1955. Per queste ragioni ‘storiche’, fa sapere la Fp Cgil Polizia Penitenziaria, “la decisione è stata presa con titubanza e disapprovazione da parte delle lavoratrici e dei lavoratori del Corpo che chiedevano, e continuano a chiedere, di essere consultati su una scelta tanto particolare”. Non si tratta, infatti, di un semplice simbolo ma di un tratto ‘distintivo’ del corpo.
L’Amministrazione penitenziaria ha preso autonomamente la decisione di cambio dei distintivi, puntualizza la categoria, senza coinvolgere i sindacati, come è invece avvenuto nel caso della Polizia di Stato. “Quello che è successo nell’amministrazione penitenziaria – commenta Massimiliano Prestini, Coordinatore Nazionale della Fp Cgil Polizia Penitenziaria – è che ha mostrato i risultati di questo lavoro solo nel momento in cui si era concluso, a differenza di quello che è invece accaduto per la Polizia di Stato in cui l’amministrazione ha coinvolto anche le organizzazioni sindacali durante tutto l’iter decisionale”. Dunque, secondo la Funzione Pubblica Cgil Pol Pen, “il primo problema è di relazioni sindacali: quando c’è da prendere decisioni che riguardano il personale, nella Polizia di Stato c’è condivisione con i sindacati, nella nostra amministrazione questa condivisione viene a mancare”.
Non solo, secondo i lavoratori la scelta di reintrodurre l’aquila sui distintivi è fuorviante ed errata, non solo nella forma ma anche nel senso vero e proprio. “Nel momento in cui ci è stato presentato il distintivo – prosegue il responsabile Pol Pen della Fp Cgil – abbiamo pensato di chiedere al personale cosa ne pensasse. Loro non ritengono giusto che il distintivo di un un corpo che era militarmente organizzato sia adeguato a rappresentare oggi un corpo di polizia a ordinamento civile e moderno. Siamo stati tempestati di reclami”. Non è passata sotto traccia l’assonanza con il passato: “A lavoro finito – osserva Prestini – ci troviamo un simbolo, l’aquila, che caratterizzava gli agenti di custodia in un periodo che va dai primi del ‘900 fino al 1955. Un simbolo romano che ha caratterizzato la simbologia fascista”. Per tutte queste ragioni, il sindacato, in rappresentanza delle lavoratrici e dei lavoratori del Corpo, ha chiesto al Capo Dipartimento di “rivedere le decisioni assunte e di pensare a soluzioni diverse, confrontandosi con le organizzazioni sindacali rappresentative del personale di Polizia Penitenziaria”.