La Fp Cgil VVF direttivi e dirigenti, nel comunicato che pubblichiamo, conferma la posizione critica riguardo alcuni principi per noi fondamentali e da affrontare sul tema del riordino delle carriere ma anche sulla distribuzione delle risorse messe a disposizione per il rinnovo contrattuale.


Il 9 gennaio si è tenuto il primo incontro con l’Amministrazione dopo la pausa natalizia.

L’Amministrazione ci ha comunicato che l’accordo FUA 2016 e l’accordo stralcio 2017 sono stati mandati in certificazione. Ci ha inoltre informato di aver chiesto e ottenuto dal Ministero del Lavoro i primi dati necessari per l’avvio della discussione sulle progressioni economiche.

Ulteriori novità riguardano un prossimo incontro con INPS e INAIL – in cui si andrà a discutere del DM di trasferimento dei fondi di missione – e la volontà dell’INL di predisporre un interpello, previa intesa con le OO.SS., per coloro che fossero interessati ad andare a svolgere attività di vigilanza nella Regione Sicilia.

Da parte nostra, abbiamo anzitutto ribadito il necessario rispetto del cronoprogramma sottoscritto a dicembre – ragion per cui abbiamo fatto presente la necessità di avere al più presto i dati numerici complessivi sulle progressioni economiche – e altresì il bisogno di avviare una discussione sulla formazione di tutto il personale.
Abbiamo poi evidenziato l’importanza di mantenere una struttura che racchiuda in sé l’organizzazione nel suo complesso e la necessità di condividere in sede sindacale un regolamento sull’attribuzione degli incarichi di responsabilità.

Con riferimento alla vigilanza, abbiamo affermato la necessità di un incontro urgente unitario anche con i vertici di INPS e INAIL, per capire come si intenda gestire questa essenziale attività dell’Ente, per evitare ripercussioni negative come già accaduto nel 2017.

Alla luce di queste disponibilità dell’Amministrazione, riteniamo opportuno invitare i lavoratori a sospendere momentaneamente le mobilitazioni locali ancora in atto. Da parte nostra, non riteniamo affatto di revocare lo stato di agitazione, fino a che non avremo atti concreti entro la scadenza indicata nel cronoprogramma.

Sia ben chiaro, quindi: se entro marzo non vi saranno i risultati concreti che abbiamo indicato nel cronoprogramma, rimetteremo in campo con forza e a tappeto tutte le iniziative di mobilitazione e di lotta necessarie.

Roma, 11 gennaio 2018

FP CGIL Matteo Ariano
CISL FP Antonella La Rosa
UIL PA Angelo Vignocchi

Nella giornata di ieri, 9 gennaio, si è tenuto il programmato incontro con Anffas, per proseguire il confronto per il rinnovo del CCNL. Durante il confronto sono emerse, in paricolare, due richieste da parte di Anffas che rendono altamente problematico il proseguimento del confronto. La prima riguarda i tre giorni di carenza malattia, che vedrebbero una decurtazione della retribuzione progressiva, fino all’azzeramento. La seconda, ancora più pesante, riguarda l’indisponibilità ad appostare risorse sugli incrementi tabellari, indisponibilità che si sostanzierebbe, di fatto, in una riduzione della retribuzione, e lascerebbe a livello aziendale la possibilità di intervenire sul salario. Ovviamente, proposte di questo tipo sono del tutto irricevibili, ma dobbiamo, purtoppo, registrare una divergenza nelle posizioni, sia per quanto riguarda i contenuti, che la strategia da adottare, soprattutto con una sigla sindacale presente al tavolo, motivo per cui, visti tutti i tavoli del comparto aperti, e le possibili ricadute su questi, abbiamo deciso di richiedere un rapido confronto unitario prima di assumere qualsiasi decisione nei confronti di Anffas. Vi terremo informati.

p. FP CGIL Denise Amerini Resp. Naz.le SSAEP

 

Riorganizzazione del servizio di vigilanza dell’area di Taranto

INCA: Visite fiscali 2018: nuove regole in caso di assenza per malattia del pubblico dipendente.

La convocazione della riunione tecnica per la prosecuzione delle trattative per il rinnovo contrattuale 2016/2018 del comparto sicurezza/difesa è stata posticipata alla data di giovedì 11 gennaio 2018, ore 18.00,  presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della funzione pubblica.

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Roma, 9 gennaio“Non firmeremo un contratto che non sia improntato al riconoscimento delle professionalità del Vigile del Fuoco”. È questa la posizione della Fp Cgil Vigili del Fuoco in merito alla trattativa per il rinnovo del contratto del Corpo, dissociandosi “dalle ricostruzioni di stampa relative all’andamento del confronto”. Nel corso dell’incontro tra governo e sindacati, che si è tenuto ieri, come Fp Cgil “abbiamo paventato il rischio per il governo di perdere un’altra occasione e allo stesso tempo rappresentato la necessità di procedere celermente alla chiusura della parte economica, perché il personale del Corpo ha un urgente bisogno di vedersi accreditati gli arretrati e gli aumenti contrattuali nel minor tempo possibile”.

Per stringere sui tempi, aggiunge la categoria, “e mettere fine ad una discussione esageratamente centrata su poche figure ‘speciali’ a scapito di tante altre, a cominciare dai Vigili operativi, e sull’anzianità di servizio che non tiene conto della valorizzazione e del percorso professionale,  abbiamo chiesto che le risorse siano destinate agli istituti fissi, ricorrenti e pensionabili (in particolare, l’indennità di rischio), così come abbiamo ribadito che dovrebbe essere un obiettivo comune quello di garantire la massima equità nella distribuzione”. Per la Funzione Pubblica Cgil Vigili del Fuoco, “nove anni di blocco contrattuale hanno reso più poveri tutti gli uomini e le donne del Corpo. La parte pubblica deve capire che corre il rischio, pur avendo stanziato una certa quantità di risorse, di scontentare la gran parte dei Vigili, veri professionisti del Soccorso, inseguendo chissà quali chimere. La divisione e lo scontento del personale monta in maniera generalizzata e gli effetti dell’operazione, palesemente elettorali, non saranno quelli auspicati”.

Per questo, la Fp Cgil ha chiesto di “distribuire anche le risorse del rinnovo contrattuale, come è stato per quelle del fondo per l’operatività (87 milioni di euro), in maniera equa garantendo gli 86 euro a partire dai livelli più bassi. Infine, cogliendo l’occasione della presenza della Ministra Madia, abbiamo ribadito la nostra convinta posizione all’autonomia del Corpo, almeno pari a quella degli altri Corpi”. In conclusione, ricapitola la Fp Cgil Vigili del Fuoco, “vogliamo un contratto che ricomprenda un aumento della base stipendiale a partire dai livelli più bassi; un ordinamento che assicuri un adeguato sviluppo delle carriere, attraverso il riconoscimento dei percorsi formativi e professionali; un’idonea assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali; la definizione di un sistema pensionistico idoneo anche per il personale inserito nel sistema contributivo”.

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COMUNICATO 
Riunione al Ministero della Giustizia 
sulla riforma dell’ordinamento penitenziario 

Si è tenuta nella serata di ieri una riunione al Ministero della Giustizia sulla riforma dell’ordinamento penitenziario. Per la parte pubblica hanno partecipato all’incontro il sottosegretario Migliore, il Capo di Gabinetto, il vice Capo di Gabinetto e il vice Capo del Dap, per la parte sindacale le organizzazioni rappresentative del personale di Polizia Penitenziaria. La riunione si è aperta con una illustrazione, a grandi linee, del decreto legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri in data 22 dicembre 2017. Come noto il decreto introduce una serie di disposizioni volte a riformare l’ordinamento penitenziario ed ha come finalità quella di ridurre il ricorso al carcere, diminuire il sovraffollamento detentivo, assegnando la priorità del sistema penitenziario alle misure alternative alla detenzione, potenziare il trattamento e ampliare le competenze della Polizia Penitenziaria. A tal fine sono state apportate modifiche al sistema dell’assistenza sanitaria, con particolare riguardo alla visita di primo ingresso e alla gestione dei soggetti con malattie di natura psichiatrica, alla semplificazione dei procedimenti, soprattutto rispetto all’accesso alle misure alternative alla detenzione, all’eliminazione di alcuni automatismi e preclusioni nel trattamento penitenziario, dando maggior rilevanza alla valutazione del giudice, all’accesso alle misure alternative alla detenzione, in particolare su affidamento in prova ai servizi sociali e detenzione domiciliare, al sistema del volontariato in carcere, al trattamento penitenziario, in particolare sulla permanenza all’aperto, sul vitto, sulla libertà di culto, sull’istruzione e sulle detenute madri, a valorizzare il ruolo della Polizia Penitenziaria, ampliando lo spettro delle sue competenze. Su quest’ultimo punto è stato specificato che sono state apportate modifiche alla Legge 395 del 1990, con particolare riguardo ai compiti istituzionali novellati all’articolo 5, aggiungendo che in materia di misure alternative alla detenzione la Polizia Penitenziaria contribuisce a verificare il rispetto delle prescrizioni previste dalla Magistratura di Sorveglianza. Nel suo intervento la FP CGIL ha evidenziato come fosse difficile esprimere un giudizio su un tema così importante e delicato, senza aver ricevuto il testo del decreto legislativo. Su questo punto ha chiesto immediatamente alla parte pubblica di inviare una copia del decreto a tutte le organizzazioni sindacali e di convocare i rappresentanti di tutti i lavoratori che operano nel sistema carcere, visto che gran parte dei temi cardine della riforma riguardano anche loro. Per questo motivo, auspicando che quello di ieri sia stato un primo incontro preliminare, a cui ne seguiranno altri in cui si potrà entrare nel dettaglio delle modifiche apportate all’ordinamento penitenziario, abbiamo dato un giudizio su quel poco che ci è stato illustrato. Innanzi tutto abbiamo sottolineato che, anche al fine di evitare speculazioni su temi che non hanno nulla a che vedere con le riforme che ci sono state illustrate ieri, è necessario aprire con urgenza il tavolo di confronto, precedentemente chiesto al Ministro della Giustizia, sul tema della sicurezza sul posto di lavoro del personale di Polizia Penitenziaria, con particolare attenzione al tema delle aggressioni subite, che da qualche anno sono in costante aumento. Detto questo abbiamo sottolineato che continuiamo a sostenere i principi cardine che hanno ispirato la riforma in questione. Soprattutto in questo momento in cui la popolazione detenuta è nuovamente in aumento, adottare misure finalizzate a diminuire il sovraffollamento detentivo, rendendo preminente il sistema delle misure alternative alla detenzione e considerando il carcere solo una extrema ratio per i soggetti che sono pericolosi per la società, è l’unica via da seguire per affrontare un problema che nessun governo è stato in grado di risolvere. A tal proposito, per quello che abbiamo potuto sentire ieri, non ci preoccupano gli interventi normativi che ci sono stati sommariamente illustrati, ma gli effetti che avranno sui carichi di lavoro del personale che rappresentiamo. Questo perché, ampliare le competenze della Polizia Penitenziaria in un momento in cui l’organico del Corpo è stato ridotto con la legge Madia di circa 5000 unità, risulta difficile. Per questo motivo, se si vuole veramente dare gambe a questa riforma, bisogna utilizzare le risorse stanziate nella legge di stabilità per assumere personale di Polizia Penitenziaria, aumentare i fondi destinati alla sua formazione e consentire di colmare le carenze di organico che si registrano negli istituti penitenziari e nell’esecuzione penale esterna, dove il personale a disposizione attualmente non basterebbe neanche per garantire la sicurezza delle strutture. Per quanto sopra esposto abbiamo chiesto di proseguire il confronto con il Ministro al fine di approfondire le tematiche illustrate. La proposta della Fp Cgil è stata accolta dalla parte pubblica che ha annunciato che prima della convocazione del prossimo incontro sarà inviata una copia del decreto e saranno previsti confronti anche con le organizzazioni sindacali degli altri comparti interessati.
Vi terremo costantemente informati sugli sviluppi della vicenda.

Il Coordinatore Nazionale
Fp Cgil Polizia Penitenziaria
Massimiliano Prestini

Pubblichiamo la relazione relativa alla modifica di decreto delle dotazioni organiche


09.01.2018 – Quanto riportato sui giornali non ricalca appieno la posizione espressa al tavolo dalla Fp Cgil.

“Sia chiaro a tutti che il Coordinamento FP CGIL dei Vigili del Fuoco non firmerà un Contratto che non sia improntato al riconoscimento della professionalità del Vigile del Fuoco e che ricomprenda almeno i punti salienti della nostra piattaforma: aumento della base stipendiale a partire dai livelli più bassi; un ordinamento che assicuri un adeguato sviluppo delle carriere, attraverso il riconoscimento dei percorsi formativi e professionali; una idonea assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali; la definizione di un sistema pensionistico idoneo anche per il personale inserito nel sistema contributivo”.


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