RIUNIONE AL GABINETTO SU PERFORMANCE
E BANDO DI MOBILITA 2018
AMMESSI GLI EMENDAMENTI SU FONDO 21 MLN
E PROGRESSIONI D’AREA
Nel pomeriggio di ieri, al Gabinetto e a seguito della nostra richiesta, si è tenuto l’incontro tecnico che ha chiuso la complessa fase di confronto con A.D., durata più mesi, su due questioni aperte da lungo tempo e che erano tra i punti di accordo del 5 aprile u.s. con il Vertice politico. Ci riferiamo alla nuova direttiva sulla performance individuale 2018 e alla rivisitazione del protocollo di mobilità 29.09.2015 a premessa del secondo bando di mobilità che partirà a gennaio p.v. .Nuova Direttiva Performance: rispetto alla precedente direttiva del 10.11.2015, si presenta significativamente modificata anche in accoglimento delle nostre proposte unitarie. In primo luogo, la differenziazione tra i sistemi di valutazione della performance individuale e quelli relativi ai piani d progetti locali (FUS), che ridà così peso e valore alla contrattazione locale sul FUS. In secondo luogo, una semplificazione della procedura e alcune soluzioni operative che dovrebbero eliminare gran parte delle criticità osservate nella gestione del sistema di valutazione dell’ultimo biennio, e tra queste quella che sottrarrà ad OIV la “media ponderata” in caso di più valutazioni e l’introduzione, in via sperimentale, di una scheda per la verifica intermedia cofirmata da Valutatore e Valutando. Infine, il dovuto adeguamento alle novità introdotte dal Decreto Legislativo 25.05.2017, n. 74.Detta Direttiva verrà ora sottoposta alla firma della Ministra e poi al vaglio della Corte dei Conti.Nuovo protocollo mobilità: a conclusione dell’ultimo incontro tecnico del 23 ottobre, pur dando atto a SMD/SGD di aver recepito molte delle nostre richieste, avevamo segnalato quattro criticità residue (bandi da estendere anche al personale della prima area; introduzione in protocollo della mobilità volontaria per compensazione assicurando massima pubblicità e accessibilità a tutti gli interessati; introduzione dei trasferimenti anche tramite riconversione professionale e, infine, il nodo dei nodi: il superamento del “grado di scopertura zero”, che impediva la presentazione delle stesse istanze). Ebbene, A.D. ha aperto su tutte e quattro i fronti: il prossimo bando sarà destinato anche al personale di area 1; introdotta la mobilità volontaria per compensazione nei termini da noi richiesti; i trasferimenti tramite riconversione professionale saranno resi possibili per la procedura straordinaria (legge 104 e D.Lgs 151), mentre per quella ordinaria A.D. si è riservata di verificarne la praticabilità; infine, la stessa A.D. ha accolto la nostra richiesta di cancellare il “grado di scopertura zero”, o tramite l’introduzione di una percentuale “non inferiore almeno al 20%” come da noi richiesto a SMD nell’incontro del 23 ottobre, o limitandolo esclusivamente agli Enti dell’area industriale e in presenza di gravi carenze nelle professionalità disponibili, in particolari tecniche.Con queste ultime modifiche/integrazioni, il nuovo protocollo può dirsi approntato. Seguirà la firma delle parti, che precederà la pubblicazione del bando 2018 nei termini temporali previsti.Esprimiamo soddisfazione per l’esito dell’incontro, che dà attuazione agli impegni del 5 aprile.Con riferimento ai punti politicamente più significativi dell’accordo del 5 aprile con il Vertice politico, informiamo le lavoratrici e i lavoratori degli ultimi sviluppi relativi agli emendamenti al DDL bilancio 2018 su “Fondo Integrativo” e “progressioni tra le aree”.Sono stati dichiarati ammissibili i due emendamenti, qui allegati, a firma dell’on. Galperti che riguardano: il primo, la costituzione di un fondo integrativo di 21 mln di € per il triennio 2018-2020 che ne assicura pertanto la strutturalità, e il secondo che riguarda l’avvio di una o più procedure concorsuali per le progressioni di area a partire dalla 1^ con riserva del 50% dei posti, pur a fronte di una percentuale che oggi il D. Lgs. 25.05.2017, n.75 limita a non oltre il 20%. Su questi emendamenti, il Governo dovrà ora dare il suo parere e poi ci sarà il voto prima in Commissione e poi in aula, che è previsto per il 19 p.v. e con la fiducia. In aggiunta, proprio nella giornata odierna, dovrebbero essere resi noti gli emendamenti del relatore del DDL Bilancio 2018 e quelli governativi, tra i quali dovrebbe trovare posto quello relativo ai 21 milioni di € nel triennio.Seguiremo molto da vicino gli sviluppi dell’iter parlamentare su un passaggio che appare nodale per la nostra categoria, e ci riserviamo di esprimere a conclusione le necessarie valutazioni del caso.
Roma 13 dicembre 2017
FP CGIL UIL PA FLP DIFESA CONFSAL UNSA
F.to F: Quinti F.to S.Colombi F.to G. Pittelli F.to G. Braconi
Lettera al Cons. Roberto Alesse, Direttore Generale degli Affari Generali e del Personale.
Il testo coordinato non è stato firmato dalla Cgil
Al Direttore Generale
Dott. Alessio Quaranta
e p.c. Al Presidente ENAC
On. Vito Riggio
Ai Consiglieri di Amministrazione:
On. Alfredo Pallone
Prof.ssa Angela Stefania Bergantino
On. Manlio Mele
Prof.ssa Luisa Riccardi
Roma, 12 dicembre 2017
Le scriventi OO.SS. hanno preso atto da una nota dell’Unione Sindacale Dirigenti dello Stato che una serie di problematiche relative alla dirigenza dell’ENAC sulle quali, dietro nostra richiesta avanzata già dallo scorso mese di luglio, è in atto un confronto con codesta DG, sarebbero state trattate e, per certi versi, definite in occasione di un incontro svoltosi nei giorni scorsi con l’UNADIS.
Infatti, nel corso del citato incontro, in ordine alla tutela legale per i dirigenti dell’ENAC, Lei avrebbe “garantito l’attuazione di un iter procedurale che ha già consentito , proprio in questi giorni, ad un dirigente l’applicazione di forme di tutela legale di contenuto ed effetto non molto dissimile da quello espressamente previsto dal vigente contratto dei dirigenti.
“Per quanto sopra, nell’esprimere meraviglia in ordine ad una azione non rispettosa di tutte le parti sindacali, si sollecita la ripresa del confronto riservandosi di valutare le azioni da intraprendere a tutela del dovuto equilibrio da assicurare ai diversi soggetti rappresentativi della dirigenza sia a livello nazionale sia a livello aziendale.
FP–CGIL
A.Impronta
FIT-CISL
E. Fiorentino
UIL–PA
E. M. Ponti
FLP-S.T.
M. Carlomagno
CIDA-FC
G. Parisini-P.Proietti
tipo: BIENNIO ECONOMICO EADR
periodo: 2008-2009
area: PERSONALE NON MEDICO
firma: 17 GIUGNO 2011
tipo: BIENNIO ECONOMICO
periodo: 2006-2007
area: PERSONALE NON MEDICO
firma: 17 DICEMBRE 2008
tipo: BIENNIO ECONOMICO
periodo: 2006-2007
area: DEL PERSONALE DIPENDENTE DELLE STRUTTURE SANITARIE DELLA FONDAZIONE DON CARLO GNOCCHI
firma: 22 DICEMBRE 2008
tipo: BIENNIO ECONOMICO
periodo: 2006-2007
area: DI TUTTI I LAVORATORI DELLE CLINICHE ADERENTI ALL’AIOP
Firma: 15 SETTEMBRE 2010
tipo: BIENNIO ECONOMICO
periodo: 2004-2005
area: PERSONALE DIPENDENTE DELLE STRUTTURE SANITARIE PRIVATE
firma: 28 FEBBRAIO 2008
tipo: BIENNIO ECONOMICO
periodo: 2004-2005
area: PERSONALE DIPENDENTE DELLE STRUTTURE SANITARIE PRIVATE
firma: 31 GENNAIO 2007


12.12.2017 – Facciamo nostro il documento di sintesi legato al progetto Verona sicura condividendone appieno l’analisi introduttiva redatta dal componetene dell’esecutivo nazionale Fp Cgil VVF Luca Cipriani. I concetti, le opinioni e le motivazioni espresse, con grande chiarezza e umiltà, delineano perfettamente i motivi per cui, oggi, l’unità sindacale, ad eccezione di alcune problematiche locali che possono dare adito a rivendicazioni comuni, sia un obiettivo difficile da conseguire, riconducendo le motivazioni ad un unico grande problema; il rapporto di lavoro pubblicistico ha tagliato le gambe alla contrattazione, ha complicato i rapporti tra le diverse Organizzazioni Sindacali, ne ha svilito e depotenziato il ruolo.
Uno stralcio del testo che, con orgoglio, invitiamo a leggere con attenzione:
“Anche per questo, alla fine di questa esperienza, riportata nelle note che seguono, mi sento di dire che l’unità vera, quella che serve per dare dignità alle rivendicazioni dei Vigili del Fuoco, incontra talmente tanti ostacoli da essere pressoché irraggiungibile. Non impossibile, ma difficile per i motivi che riporto nei capitoli successivi. Perché? Perché a monte c’è un problema di non poco conto, cioè la scelta, giustamente avversata dalla CGIL, di delegare alla politica (comparto pubblicistico) il ruolo di negoziazione piena prevista dal Contratto. È qui che salta lo schema di autonomia piena del sindacato. Con il “217” viene assegnata delega piena alla politica. Una contraddizione in termini, perché l’esigenza di autonomia e unità del sindacato nasce proprio dalla necessità di non delegare agli altri quelli che sono i compiti fondamentali del sindacato, compresa la fase di consultazione dei lavoratori. La consultazione è una fase essenziale dell’attività negoziale, una assunzione di responsabilità non derogabile”.
Grazie Luca
In allegato la nota n.60912 del 12.12.2017 relativa a quanto in oggetto indicato.
Ad affermarlo sono il segretario nazionale della Fp Cgil Salvatore Chiaramonte e il segretario generale del Silp Cgil Daniele Tissone.
“Qualora il fatto fosse confermato – proseguono i sindacalisti – sarebbe un pessimo segnale nei confronti degli uomini in divisa che attendono da otto anni il rinnovo contrattuale. Il metodo adottato dal Governo è assolutamente sbagliato. Non solo non si conoscono i motivi per cui si rimanda l’apertura del tavolo di confronto, ma le materie che in quella sede dovevano essere discusse, vengono inserite in un provvediemento per cui quasi sicuramente verrà chiesta la fiducia”.
“Serve un immediato cambio di rotta – concludono Chiaramonte e Tissone -, il tempo a disposizione è scaduto. Il Governo convochi immediatamente i sindacati e apra un confronto serio e costruttivo su tutte le materie che riguardano il personale del Comparto Sicurezza”
Partita da Milano , passando poi per Roma , la campagna della Funzione Pubblica Cgil arriva a Napoli. Qui il sindacato ha seguito per un’intera giornata Teresa, assistente sociale presso l’Uepe di Napoli, in giro nel difficile quartiere del capoluogo campano: San Giovanni a Teduccio, registrando nelle sue parole la difficoltà e, allo stesso tempo, l’orgoglio per il lavoro. Nel corso della giornata, la video inchiesta ha raccolto poi la testimonianza dei responsabili del ‘Bar University’, colpito lo scorso aprile da un ordigno esplosivo, e di Carmela Manco, presidente dell’associazione ‘Figli in famiglia’.
Si chiude, così, per adesso la campagna della Funzione Pubblica Cgil nell’altra pena e nelle misure alternative. Un’iniziativa promossa “per mostrare e conoscere, dando voce alle lavoratrici e ai lavoratori, le condizioni di lavoro, le forti difficoltà nelle quali si muovono gli operatori e l’importanza del delicato compito che questi svolgono per la società”.
Guarda ‘Napoli – ‘#fuoriametà, l’altra pena, fuori le mura’ qui: https://youtu.be/M39dyxwz95o
“Abbiamo messo in campo questo sciopero nazionale – afferma il dirigente sindacale -, registrando anche il consenso della cittadinanza, in difesa del diritto ala salute e per la legittimazione economica e professionale degli operatori protagonisti dei servizi pubblici, che da otto anni sono in attesa del rinnovo contrattuale”.
Oggi presidi in tutto il paese, dietro le parole ‘Adesso tocca a noi!’, con un appuntamento molto partecipato a Roma davanti al Ministero dell’Economia in via XX Settembre. “Grande assente nella legge di Bilancio la Sanità – prosegue Filippi – ed è per questa ragione che ci troviamo oggi davanti al Mef. Vengono finanziate solo alcune sacche di cittadinanza attraverso bonus finanziari che assumono una connotazione propagandistica ma non si finanzia in alcun modo il servizio sanitario nazionale. I cittadini devono capire che non sono i bonus a garantire il miglioramento delle condizioni di vita ma il finanziamento dei servizi. Dopo la straordinaria giornata di oggi la mobilitazione continua. Questo sciopero è solo l’inizio, ce ne saranno altri perché ‘Adesso tocca a noi!'”, conclude Filippi.
Roma, 11 dicembre – “La ministra della Salute è distratta e non ha letto la piattaforma della mobilitazione di domani. È il suo Ministero il maggiore imputato, in quanto non solo nella legge di Bilancio c’è un’ulteriore riduzione di spesa in percentuale sul Pil delFondo sanitario nazionale ma si programma anche una nuova riduzione nei prossimi anni”. Così in una nota la segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino, e il segretario nazionale della Fp Cgil Medici, Andrea Filippi, replicano alle parole della titolare del dicastero della Salute, Beatrice Lorenzin.
“Se la Ministra – aggiungono – avesse fatto il suo dovere in questi anni, la sanità oggi non sarebbe in questa condizione di definanziamento. Si sono preferiti altri interessi, come quelli dei privati e delle case farmaceutiche. Lo spieghi ai cittadini, che non possono accedere alle cure perché non hanno le risorse per pagare i ticket, cosa ha fatto per rilanciare il sistema sanitario pubblico. Basta propaganda sulle spalle di lavoratori e cittadini. Se la sanità è al collasso la Ministra non può chiamarsi fuori”, concludono Sorrentino e Filippi.
Adesso tocca a noi!
Manifestazioni in tutta Italia e sit-in a Roma al Mef alle ore 11
Roma, 11 dicembre – ‘Adesso tocca a noi!’ è lo slogan dello sciopero nazionale di 24 ore di medici, veterinari e dirigenti Ssn che si terrà domani, 12 dicembre, in tutta Italia e in particolare a Roma con un sit-in alle ore 11 presso il Ministero dell’Economia e Finanze, in via XX settembre. Tanti i sindacati che hanno proclamato lo sciopero: Anaoo Assomed – Cimo – Aaroi-Emac – Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn – Fvm Federazione Veterinari e Medici – Fassid (Aipac-Aupi-Simet-Sinafo-Snr) – Cisl Medici – Fesmed – Anpo-Ascoti-Fials Medici – Uil Fpl Coordinamento nazionale delle aree contrattuali medica e veterinaria.
Tanti e diversi i motivi dello sciopero di domani, come si legge dal volantino: “Per la sanità pubblica, il diritto dei cittadini alla cura, il diritto dei medici a curare. Per un contratto che riconosca il valore del nostro lavoro e ne migliori le condizioni per la qualità e la sicurezza dei servizi per i cittadini. Per una civile e forte difesa delle nostre professioni, della loro autonomia, dei livelli retributivi, del loro ruolo di garanzia per i cittadini. Per la fine della precarietà in tutti i settori della sanità pubblica e per la creazione di nuova occupazione. Per l’aumento dei contratti di formazione specialistica per i giovani laureati”. Infine, “contro le fallimentari scelte politiche del governo sul sistema sanitario nazionale e sui nostri destini professionali”.
Lo sciopero di domani punta il dito contro una legge di Bilancio “che interviene prevalentemente attraverso bonus, manca invece un reale finanziamento per la ristrutturazione di politiche di welfare e la sanità, in tutto questo, è la grande esclusa”. Queste le ragioni per cui domani, 12 dicembre, in tutta Italia e alle 11 a Roma davanti al Ministero dell’Economia e Finanze, i sindacati scenderanno in piazza, ‘Adesso tocca a noi!’.
In allegato il volantino dello sciopero.
