Si è svolto ieri il secondo incontro per il rinnovo del contratto nazionale sanità privata Aris-Aiop. Le controparti in apertura dell’incontro hanno dichiarato l’intenzione di giungere entro fine anno alla sottoscrizione del rinnovo ponendo ripetutamente, al tempo stesso, il tema della necessità che le regioni provvedano al finanziamento dello stesso attraverso un adeguamento delle tariffe, chiedendo anche alle OOSS di rendersi parte attiva nella richiesta d’intervento in questa direzione alle istituzioni. Come CGILCISLUIL  abbiamo dichiarato la nostra (scontata) condivisione rispetto all’obiettivo di giungere ad un rinnovo in tempi rapidi, proponendo a questo scopo la costituzione di alcuni tavoli tematici finalizzati alla velocizzazione del lavoro in termini di analisi delle proposte di modifica dell’impianto attuale, a partire dalla richieste contenute nella piattaforma sindacale presentata.  Abbiamo altresì registrato, positivamente, una dichiarazione delle controparti in merito alla vigenza del CCNL che, collocandosi nel triennio 2016/2018, dovrebbe riallinearsi con quella della sanità pubblica. In merito all’intervento sulla conferenza delle regioni abbiamo dichiarato la nostra non condivisione rispetto alla richiesta avanzata, dichiarandoci al contrario disponibili a valutare un ipotesi di avviso comune al Governo sul tema complessivo del finanziamento del servizio sanitario e della sua tenuta. Dopo alcune schermaglie dialettiche, l’incontro si è concluso con la decisione congiunta di istituire tre commissioni di lavoro che lavoreranno in contemporanea – a partire da due date fissate per il 14 ed il 27 novembre su tre blocchi di questioni: relazioni sindacali e valorizzazione delle professioni, istituti del rapporto di lavoro, welfare e previdenza complementare; è stata, infine, accolta la nostra proposta di lavorare sull’ipotesi di avviso comune sopra descritta. Vi terremo informati sugli sviluppi del confronto e sui lavori dei tavoli tematici.

Capo Area Sanità e SSAEP
FP CGIL Nazionale
Michele Vannini

Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Dopo il colpo di mano della legge Madia che, con la complicità del Governo, ha prodotto l’ennesimo taglio dei fondi accessori del contratto nazionale dei medici, dei veterinari e dei dirigenti sanitari, la Regione Veneto ci riprova. Con un emendamento alla legge di bilancio si vorrebbe dare il via libera ai fondi 2017 in cambio del pagamento alle Regioni di una Robin tax, con la quale si vorrebbero usare i soldi dei medici per i trattamenti contrattuali di altre professioni. Senza pudore.
Mentre continua da parte di Regioni e Ministero della Salute il tentativo di ridurre gli organici, con buona pace dei precari, attraverso un calcolo del fabbisogno di personale che pretende di applicare agli ospedali metodi da produzione industriale, confondendo le sale parto con le fabbriche di bulloni, gli interventi chirurgici con la riparazione degli elettrodomestici, il fabbisogno di salute dei cittadini con la manutenzione delle automobili, si vuole minare ogni possibilità di attuare quell’art. 22 del Patto della Salute che le Regioni pure hanno sottoscritto, non considerando sufficienti, per fare cassa, i 650 milioni sottratti negli ultimi 5 anni al contratto della dirigenza sanitaria.
Di questo passo il piatto contrattuale viene servito con risorse incerte e scarse aggiunte a livello nazionale e risorse certe ed ingenti sottratte a livello aziendale. Altro che aumenti stipendiali. Dai tagli lineari al taglio selettivo per i Medici ed i dirigenti sanitari, trasformati a loro insaputa in benefattori delle tasche altrui. Un out of pocket all’italiana.
Se l’unica politica messa in campo è lo scippo delle nostre risorse contrattuali, si amplia la frattura tra istituzioni e professionisti, aggravando l’impoverimento di risorse umane nella sanità pubblica e accelerandone il tracollo, a favore della espansione della sanità privata, pur in assenza di chiari mandati elettorali. Ma non saranno certo furbizie ed opportunismi a garantire la salute dei cittadini.
Le Organizzazioni sindacali chiederanno a tutti i Presidenti delle Regioni, ed ai loro Assessori alla sanità, di dire con chiarezza se condividono questa iniziativa. Al Governo ed ai Parlamentari spetta di respingere la proposta indecente, mettendoci la faccia, come i Medici tutti i giorni davanti al disagio dei cittadini.
Sarà un utile elemento di giudizio per le prossime elezioni politiche da parte di categorie professionali che, comunque, non rimarranno inerti ad assistere al saccheggio, emendamento su emendamento, dei loro contratti di lavoro.

26.10.2017 – La FP CGIL VVF, in occasione della riunione tenutasi oggi presso la sala del Dipartimento, ha ritenuto irricevibile la proposta presentata dall’Amministrazione.

L’ipotesi di riordino dei compiti, delle funzioni e dell’ordinamento del Corpo Nazionale VV.F., a nostro avviso, dopo più di 10 anni di Dlgs. 217 e con la consapevolezza provata dai fatti dei danni che ha prodotto,  non poteva limitarsi ad una mera presentazione sintetica ed inadeguata di un documento che è completamente privo di una qualsiasi proposta strategica e non da alcuna certezza ai bisogni ed alle aspettative del personale.

Verificato ed approfondito il testo dell’amministrazione ed i suoi eventuali effetti, già nei prossimi giorni condivideremo con le lavoratrici ed i lavoratori ogni necessaria modifica e/o integrazione, al fine di portarla nelle opportune sedi politiche ed istituzionali. In allegato il testo prodotto dall’Amministrazione.

Informativa 0061228 de 26.10.2017 – Primi dirigenti e funzionari direttivi laureati del ruolo tecnico, a esaurimento aib, sanitario e ginnico sportivo.

INPS – Tu chiamale se vuoi… Relazioni sindacali…

A seguito di specifica richiesta, siamo stati convocati a un incontro per il 25 di ottobre avente ad oggetto “l’acquisizione diretta delle DSU presso le sedi Inps”. Venuti a conoscenza che stesse convocazioni, in date diverse, erano state inviate ad altre sigle sindacali, abbiamo risposto chiedendo “la fissazione di una nuova data, valida per tutte le OO.SS. così da poter garantire la partecipazione di tutte le sigle lo stesso giorno”, tenuto conto della rilevanza dell’argomento. Abbiamo, invece, con sorpresa, appreso di un incontro avvenuto il 24 ottobre, solo con CISL e UIL, e ieri, addirittura, abbiamo letto il comunicato stampa ufficiale dell’Istituto – che alleghiamo – che dichiara raggiunto l’accordo con la consulta dei Caf fino al 31 dicembre 2017 (… e dal 1 gennaio 2018 che succede?). Riceviamo, solo nella giornata di ieri, un nuovo invito a partecipare ad un incontro sul medesimo tema, il prossimo 30 ottobre, ma sempre e soltanto con alcune sigle e quando la soluzione sembra almeno in parte acquisita. La vicenda potrebbe avere tratti persino umoristici se non grotteschi, se non fosse che le questioni poste e da trattare investono interessi e bisogni di milioni di cittadini e la salvaguardia della già precaria funzionalità delle sedi, dovuta a carichi di lavoro estenuanti e a una carenza di personale ben oltre la soglia della sostenibilità, nonché ad una macchina organizzativa tutta da riformare. Ciò premesso, a quanto pare, è questo il modo in cui ora si concepiscono nell’Istituto le relazioni sindacali e la strada sembrerebbe proprio quella del “divide et impera”: un tentativo neppure così subdolo da parte dell’Amministrazione di scegliersi i propri interlocutori. Diciamo questo mentre il quadro generale è drammatico ed alcune vicende si sono consumate in questi mesi con esiti non propriamente positivi come, ad esempio, l’atto unilaterale con cui l’Amministrazione ha sbattuto in faccia la porta sui criteri per l’assegnazione delle Posizioni Organizzative. Ma anche la definizione dei criteri per le nuove assunzioni, in particolare riguardo al titolo di studio ed al periodo di tirocinio, nonché l’istituzione del nuovo profilo professionale, rispetto ai quali abbiamo espresso tutta la nostra più netta contrarietà. Mentre siamo in attesa su tante altre: sulla nomina dell’OIV siamo fermi al “prendere o lasciare” nei confronti del CIV, che impedisce l’approvazione del Piano della Performance e il pagamento del saldo 2016 dei compensi incentivanti; sulla storia infinita del modello organizzativo e di servizio, come anche sui i necessari interventi per i Professionisti … L’elenco sarebbe molto lungo in un quadro a dir poco preoccupante, rispetto al quale non possiamo che registrare e denunciare la dicotomia tra le dichiarazioni dell’Amministrazione ed i fatti conseguenti. Non sono poi così lontani i giorni in cui il Direttore Generale pronunciava i propri intendimenti, quelli del Presidente non li ricordiamo neppure, a poche ore dall’insediamento. Sembrano molto lontani se guardiamo al lavoro fatto, se guardiamo anche solo al metodo. In verità non ci interessano più di tanto le dinamiche o i rapporti di forza che ci sono tra i vertici dell’Istituto, o almeno, non ci interessano fino a quando questi non diventino un problema per l’INPS e per i propri lavoratori. Quel che ci interessa e quindi ci preoccupa è il futuro di questo Istituto, e non verranno meno i nostri “No”, se necessario anche con la pubblica denuncia e la mobilitazione del personale. Non sono questi “mezzucci” che possono intimidire l’azione sindacale, anzi, ce ne fosse il bisogno, confermano che quella del contrasto a provvedimenti ed iniziative che non siano nell’interesse dell’Istituto e del personale rappresentano proprio la strada giusta su cui continuare.
Proprio per queste ragioni, riteniamo non abbia senso presentarsi il prossimo 30 ottobre all’incontro, se dovremo sentire cose già note. Non saremo noi a ridurre il ruolo delle relazioni sindacali; preferiamo essere in assemblea con i lavoratori, cui avremo modo di spiegare quanto sta accadendo.
Roma, 26 ottobre 2017

Il Coordinatore Nazionale FP CGIL INPS
Matteo Ariano

Si è svolto ieri il secondo incontro per il rinnovo del contratto nazionale sanità privata Aris-Aiop. Le controparti in apertura dell’incontro hanno dichiarato l’intenzione di giungere entro fine anno alla sottoscrizione del rinnovo ponendo ripetutamente, al tempo stesso, il tema della necessità che le regioni provvedano al finanziamento dello stesso attraverso un adeguamento delle tariffe, chiedendo anche alle OOSS di rendersi parte attiva nella richiesta d’intervento in questa direzione alle istituzioni. Come CGILCISLUIL  abbiamo dichiarato la nostra (scontata) condivisione rispetto all’obiettivo di giungere ad un rinnovo in tempi rapidi, proponendo a questo scopo la costituzione di alcuni tavoli tematici finalizzati alla velocizzazione del lavoro in termini di analisi delle proposte di modifica dell’impianto attuale, a partire dalla richieste contenute nella piattaforma sindacale presentata.  Abbiamo altresì registrato, positivamente, una dichiarazione delle controparti in merito alla vigenza del CCNL che, collocandosi nel triennio 2016/2018, dovrebbe riallinearsi con quella della sanità pubblica. In merito all’intervento sulla conferenza delle regioni abbiamo dichiarato la nostra non condivisione rispetto alla richiesta avanzata, dichiarandoci al contrario disponibili a valutare un ipotesi di avviso comune al Governo sul tema complessivo del finanziamento del servizio sanitario e della sua tenuta. Dopo alcune schermaglie dialettiche, l’incontro si è concluso con la decisione congiunta di istituire tre commissioni di lavoro che lavoreranno in contemporanea – a partire da due date fissate per il 14 ed il 27 novembre su tre blocchi di questioni: relazioni sindacali e valorizzazione delle professioni, istituti del rapporto di lavoro, welfare e previdenza complementare; è stata, infine, accolta la nostra proposta di lavorare sull’ipotesi di avviso comune sopra descritta. Vi terremo informati sugli sviluppi del confronto e sui lavori dei tavoli tematici.

Capo Area Sanità e SSAEP
FP CGIL Nazionale
Michele Vannini

Perché manifestiamo dinanzi al Ministero dell’Economia e delle Finanze, pur rivendicando questioni legate al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, all’INL e all’ANPAL?

Perché Il MEF non solo ha rifiutato di certificare le somme del FUA 2016, ma ha anche previsto un taglio di circa 7 milioni di euro che coinvolge anche il FUA 2015, già certificato dallo stesso MEF. A noi non interessa individuare le responsabilità, ma solo che quei soldi dei dipendenti non vengano sottratti al personale amministrativo, informatico e ispettivo delle tre Amministrazioni.

Perché il Ministro Poletti si era impegnato a interloquire con il MEF per ottenere degli stanziamenti in favore del Ministero, dell’ANPAL e in particolare dell’INL, all’interno della legge di stabilità; ad oggi non si conosce che fine hanno fatto quegli stanziamenti e se addirittura siano stati azzerati anch’essi.

Perché le nomine del collegio dei revisori dell’INL sono ancora ferme al MEF e questo determina, di fatto, il blocco delle somme spettanti al personale ispettivo, aggiungendo così, un ulteriore elemento di malcontento.

PER QUESTO RIVENDICHIAMO CON FORZA CHE I SERVIZI ISTITUZIONALI SVOLTI DAL MINISTERO E DALLE SUE AGENZIE NON VENGANO COMPROMESSI DAL TAGLIO DI RISORSE.

PER QUESTO SIAMO CONVINTI DI PROSEGUIRE CON TUTTE LE INIZIATIVE DI LOTTA CHE SI RENDERANNO NECESSARIE.

Roma, 26 ottobre 2017

FP CGIL CISL FP UILPA CONFSAL-UNSA USB-PI INTESA
Ariano La Rosa Vignocchi Di Biasi Sabani Morgia
Palumbo Giovannetti

 

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Roma, 25 ottobre 2017

AL DIRETTORE GENERALE di PERSOCIV
E, p.c. AL GABINETTO DEL MINISTRO
AL SEGRETARIO GENERALE DELLA DIFESA

Oggetto: CCNI per la distribuzione FUA 2016. Liquidazione quota performance

E’ con grande stupore che abbiamo appreso – leggendo la circolare 0064587 del 23.10.2017 emanata da Persociv, che l’interpretazione della Direzione sulle modalità di attribuzione della quota performance, è la seguente: “Le risorse verranno distribuite tra i dipendenti in servizio nel corso dell’anno di riferimento in base ai criteri fissati dalla contrattazione locale…”.

Non è chiaro alle scriventi se si deve prendere finalmente atto che la Direzione ha “sposato” l’interpretazione data da queste OO.SS. (che è stata oggetto di aspro confronto) o se, in alternativa, si debba mestamente convenire che questa è l’ennesima emanazione di circolare con indicazioni improprie e contraddittorie.

Sarebbe quindi utile se la Direzione volesse chiarire quale delle due opzioni sopra ventilate ha inteso diramare a tutti gli Enti (creando non poche perplessità sia tra i lavoratori, sia tra gli addetti ai lavori).

FP CGIL         UIL PA       FLP DIFESA  CONFSAL UNSA
F.to  Quinti    F.to Colombi    F.to Pittelli         F.to Braconi

Pur evitando, di solito, di commentare i documenti prodotti dalle altre Organizzazioni sindacali,non possiamo che rilevare con soddisfazione come l’ultimo documento della UIL Trasporti, tra le varie analisi sulla situazione dell’ENAC di cui alcune condivisibili, affermi con chiarezza che la trasformazione in EPE è “inattuabile per le stesse competenze dell’Ente”.Certamente un segnale forte che rilancia l’urgente necessità di un confronto serio, trasparente e possibilmente unitario, per trovare strade comuni per affrontare e risolvere i problemi strutturali dell’ENAC, di cui anche l’attuale management porta responsabilità.Sorprende, invece, l’iniziativa di una raccolta di firme tra i lavoratori a favore della trasformazione dell’ENAC in Ente Pubblico Economico; un tentativo, forse spontaneo, di togliere forza all’azione messa in campo dalle OO.SS. che hanno ottenuto un incontro con il Vice Ministro Nencini, davvero incomprensibile nel momento in cui si aprono nuovi scenari di confronto interni e istituzionali.La vera fortuna è che tale iniziativa non abbia avuto impulso o supporto da parte del vertice dell’Ente, altrimenti sarebbe risultata irrimediabilmente grave.Tentare di screditare l’azione messa in campo dalle OO.SS. può essere pericoloso e controproducente in un momento in cui, nell’interesse generale, è più che mai necessario garantire unità alla comune battaglia in difesa del nostro lavoro, del ruolo pubblico e della professionalità del personale ENAC.Contro ogni tentativo di divisione, continueremo ad agire nel rispetto del mandato ricevuto dai lavoratori che in assemblea si erano espressi in maggioranza a favore del mantenimento della natura pubblica dell’Ente e della necessità di aprire un confronto con le Istituzioni competenti per trovare soluzioni concrete e praticabili per il rilancio dell’Ente e della sua funzione di Autorità nel settore dell’aviazione civile.

F.to               F.to                  F.to            F.to              F.to                  26F.to
FP– CGIL       FIT-CISL        UILPA        FLP          CIDA-FC         USB-PI
A.Impronta   S. Ingrassia    E.M. Ponti   P. Proietti  G. Parisini  C. Del Villano

26 ottobre 2017

A Roma alle ore 10 al Mef in via XX Settembre

Roma, 25 ottobre – “Di pazienza ne abbiamo avuta tanta, ora basta!”. E’ con queste parole che le lavoratrici e i lavoratori del Ministero del Lavoro, Inl e Anpal scenderanno in piazza a Roma giovedì 26 ottobre per una manifestazione promossa da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa, Confsal Unsa, Usb-Pi, Flp e Federazione Intesa in programma alle ore 10 sotto la sede del Ministero dell’Economia in via XX Settembre.
Una mobilitazione indetta, fanno sapere i sindacati, “contro l’ennesimo affronto ai lavoratori del Ministero del Lavoro, Inl  e Anpal, privati delle giuste risorse. Si doveva mettere il carburante in una macchina traballante e invece le si tolgono le ruote, per non farla camminare più”. Le organizzazioni sindacali avanzano anche una serie di rivendicazioni, tra queste: “Il rientro dei tagli sul salario accessorio, la previsione di risorse in favore del Ministero e delle sue Agenzie nella legge di Bilancio e lo sblocco della nomina del presidente del collegio dei revisori dell’Inl, attualmente ferma al Mef”.
Per i sindacati, inoltre, “come si può pensare di garantire servizi quotidiani senza risorse? Come fare azione di controllo su un mercato del lavoro sempre più precario? Come si pensa di combattere il lavoro nero e le morti sul lavoro?”. Per tutte queste ragioni si ribadisce l’appuntamento di giovedì 26 ottobre a Roma, in via XX settembre alle ore 10, sotto gli Uffici del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

 

Roma, 25 ottobre 2017

DEFINITO L’ACCORDO FUA E GLI SVILUPPI ECONOMICI ANNO 2017 AGENZIA INDUSTRIA DIFESA – PRESTO LA FIRMA DELL’IPOTESI DI ACCORDO

Si è concluso positivamente nell’odierno pomeriggio l’incontro convocato dalla Direzione Generale di A.I.D. per discutere del FUA 2017 e degli sviluppi economici.
Un confronto serio, approfondito e sereno quello svolto tra le Parti all’Agenzia sul tema, nell’occasione reso possibile anche grazie alla disponibilità offerta alla discussione dal Direttore e dai suoi più stretti collaboratori – i quali, pur nel rispetto delle diverse prerogative, sono stati evidentemente capaci di comprendere e valorizzare le ragioni sostenute dalle lavoratrici e dai lavoratori che sono state affidate alle proprie rappresentanze sindacali -, che hanno predisposto una bozza di ipotesi di accordo che recepisce esattamente tutte le indicazioni che le scriventi OO.SS. avevano invano provato a consegnare e discutere con il Direttore di Persociv per il personale amministrato della difesa.
Per quanto concerne l’esigenza, già prospettata la volta scorsa, di riaprire la discussione sulle P.O., P.P.L., turnazioni e reperibilità in funzione del FUA 2018, verrà quanto prima avviato il confronto ad un apposito tavolo tecnico, analogamente a quanto già fatto per la Difesa.
Con riferimento ai criteri selettivi relativi agli sviluppi economici per l’anno in corso,l’accordo raggiunto tra le parti prevede: la riconferma dei criteri già utilmente adottati nella procedura selettiva del 2016 per quanto attiene i “Titoli di studio” (con la sola giunta in area 2^ del titolo “scuola elementare”, allineato a quello relativo al diploma di “scuola elementare di primo grado”, mentre per quanto riguarda gli altri due criteri (“esperienza professionale maturata” e”valutazione della prestazione professionale”) il recepimento in toto dell’accordo FUA Difesa 2017.Il numero delle posizioni messe a concorso, definitivamente concordato dopo il noto, inopinato e da noi fortemente contestato taglio operato dalla Funzione Pubblica, consta ora in 190 sviluppi economici, due in più rispetto alla previsione iniziale dell’Agenzia, distribuito tra le diverse fasce e aree. In aderenza a quanto poi fortemente richiesto ed ottenuto nell’accordo FUA 2017 Difesa, per quanto concerne l’utilizzazione delle somme variabili e le regole per la distribuzione del F.U.S., ovvero per quanto attiene alla differenziazione dei criteri di valutazione dell’apporto partecipativo del lavoratore ai progetti locali rispetto a quelli relativi alla performance individuale, e anche per ridare peso e significato alla contrattazione locale ed evitare il ripetersi dei problemi registrati nei pagamenti FUS 2016 non ancora operati da quegli Enti che hanno scelto di ancorare il FUS alla performance individuale, anche l’accordo FUA 2017 di AID sarà allineato alle previsioni stabilite nell’accordo FUA 2017 sottoscritto a Persociv.
Com’è di tutta evidenza, la discussione intrattenuta con la dirigenza di AID si è sviluppata celermente e in ben altro clima rispetto a quello che ha purtroppo caratterizzato fin dall’inizio la discussione avvenuta sul tavolo di confronto sul medesimo argomento con il Direttore Generale per il personale civile della Difesa, che, come è ormai ampiamente noto a tutti, non solo su quest’ultimo tema ha sempre operato scelte unilaterali, non sulla base della fondatezza dei propri argomenti, ma solo attraverso l’affermazione muscolare del suo ruolo, attuata mediante il costante ricorso a quegli atteggiamenti pretestuosi e di sfida che hanno poi generato le criticità e la conflittualità che oggi, soprattutto dopo il presidio fortemente partecipato svolto lo scorso 19 ottobre a Roma e in tutte le maggiori sedi della Difesa, sono più che mai presenti.
Abbiamo poi segnalato la necessità di dar corso subito all’iter certificativo, al fine di avviare la procedura selettiva in tempi che consentano la pubblicazione delle graduatorie entro dicembre. Trasmetteremo nei prossimi giorni, appena sarà resa disponibile da AID, l’ipotesi di accordo che presto sottoscriveremo a beneficio delle lavoratrici e dei lavoratori impiegati nell’Agenzia.

FP CGIL            UIL PA       FLP DIFESA    CONFSAL UNSA
F.to  Quinti    F.to Colombi    F.to Pittelli         F.to Braconi

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