Previdenza

Per la segreteria nazionale: Concetta Basile
Collabora Camillo Linguella

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La Funzione Pubblica Cgil non solo ricerca, e realizza la cura e la tutela del rapporto di lavoro, sia nella contrattualità che nel suo svolgimento, ma vuole anche essere di ausilio per tutti gli aspetti previdenziali. Dare gli elementi per stabilire la probabile pensione Inps, e la convenienza ad aderire alla previdenza complementare. Tutto ciò costituisce uno degli scopi di questa sezione che si propone come strumento di utility per gli utenti, anche con un’assistenza individuale e personalizzata.Le direttrici lungo le quali si muovono i sistemi pensionistici di tutti i paesi dell’Ocse sono due: garantire pensioni sostenibili e adeguate. Per pensioni sostenibili si intende la capacità del sistema Paese di garantire il pagamento delle pensioni negli anni a venire, per adeguatezza si intende la possibilità di condurre un tenore di vita simile se non uguale a quello ante pensionamento. Un diritto costituzionalmente garantito ( art. 38 Cost.).

Le continue riforme del sistema pensionistico italiano a partire dal 1992 hanno progressivamente eroso le prospettive di una serena vecchiaia. Oggi la pensione deve essere pianificata, valutando se è utile o meno effettuare un riscatto, chiedere la totalizzazione oppure la ricongiunzione. La conoscenza spesso elementare della previdenza complementare allontana molti lavoratori da questo utile istituto. Che è molto importante per rendere il futuro pensionistico delle persone adeguato allo stile di vita. Ci preoccupiamo di affiancare le persone affrontando i temi quali TFR, TFS, Anticipi pensionistici, Fondi Pensione, RITA, e tutto quel mondo vasto e poco immediato che è il mondo previdenziale ancora prima di andare in pensione.

La riforma Monti-Fornero ha agito con la modifica, per alcuni aspetti brutale, delle regole per accedere alla pensione e contemporaneamente con la revisione dei coefficienti, già avviata nel 2010. Queste due azioni porteranno, soprattutto per i giovani, ad una seria riduzione della rendita previdenziale. Inoltre il cosiddetto pensionamento flessibile vedrà il collocamento a riposo dei lavoratori tra i 62 e i 70 anni di età. Dal momento che i giovani entrano, mediamente, nel mercato del lavoro a circa 26 anni e i primi anni di lavoro si annunciano precari e discontinui, questo li porterà al pensionamento alla soglia dei 70 anni di età con una magra pensione.

La Cgil da tempo ha avviato battaglie per la riforma del sistema previdenziale. Passi avanti ci sono stati con l’accordo tra Governo e Parti Sociali del 28 settembre 2016. Ricongiunzioni gratuite, modifica della legge sui lavori usuranti, cancellate le penalizzazioni per l’accesso alla pensione prima dei 62 anni per i lavoratori precoci, APE Sociale, APE Volontaria sono i titoli dei risultati raggiunti con quell’accordo.
Ora siamo in quella che viene definita “fase due” di quell’accordo.
A fianco delle battaglie per la riforma del sistema previdenziale, sintomatica è attualmente la piattaforma unitaria su fisco e previdenza. Insieme contribuiscono a diffondere cultura previdenziale sia negli ambienti accademici che nel mondo del lavoro.
Nella piattaforma CHIEDIAMO di superare le rigidità di accesso al sistema previdenziale, di favorire un inserimento lavorativo dei giovani e affrontare il tema dell’adeguatezza degli attuali e dei futuri trattamenti pensionistici. Attraverso il blocco dell’adeguamento dell’aspettativa di vita, il superamento delle disparità di genere e la valorizzazione del lavoro di cura. Il sostegno alle future pensioni introducendo flessibilità e riducendo l’importo minimo del trattamento pensionistico, con un pensiero rivolto ai giovani pensando ad una nuova pensione di garanzia che si basi su un criterio di calcolo nuovo che valorizzi i periodi di presenza nel mercato del lavoro. CHIEDIAMO interventi per il rafforzamento della previdenza complementare ed il rilancio delle adesioni, la separazione della spesa previdenziale da quella assistenziale, il ripristino della perequazione dei trattamenti pensionistici. Sono necessari interventi su APE sociale, lavoratori precoci, lavoro usurante, opzione donna e cumulo gratuito. Così come occorre una revisione delle norme che prevedono il posticipo del termini di percezione dei Tfr e Tfs.

Maria Concetta Basile
Segretaria Fp Cgil Nazionale

 

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