MEF – In arrivo i direttori supermegagalattici anche per le CGT

24 Aprile 2026

È stato approvato definitivamente al Senato della Repubblica il DL PNRR (ennesimo) che, all’articolo 16, comma 6-bis, contiene una curiosa disposizione per assicurare l’efficientamento dell’amministrazione e il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi definiti dal PNRR.

Si prevede infatti l’istituzione di ben 3 direzioni di livello generale con annessi 2 uffici di dirigenti non generali cadauno, a Milano, Roma e Napoli, per formare delle direzioni macroregionali con competenza sulle corti di giustizia tributaria di secondo grado afferenti a ciascun territorio, tutto chiaramente a invarianza di spesa e quindi sacrificando le facoltà assunzionali, s’intende.

Immaginiamo che l’amministrazione non sapesse nulla di questa importante novità introdotta per via emendativa durante la conversione in legge del provvedimento: ci dovremmo chiedere in caso contrario come mai non abbia ritenuto di partecipare al personale e alle sue rappresentanze sindacali una riorganizzazione, certo più lieve della prospettata riduzione delle sedi territoriali delle corti di primo grado, che avrà sicuramente impatti sulla distribuzione dei carichi di lavoro e più in generale sull’attività lavorativa del personale delle corti, oltre che delle condizioni di riconoscimento e valorizzazione professionale delle lavoratrici e dei lavoratori.

Attendiamo fiduciosi che l’amministrazione voglia ora avviare un confronto in merito alle modalità attuative della novità legislativa, assicurando tutte le condizioni di trasparenza e preventiva conoscibilità, oltre che adeguati criteri selettivi per tutti gli incarichi che verranno così determinati.

Chissà che il legislatore, tra un decreto-legge e l’altro, voglia occuparsi anche di affrontare le tante criticità che riguardano i dipendenti pubblici: dal rifinanziamento delle progressioni verticali in deroga al superamento del tetto al salario accessorio, passando per la cancellazione del limite imposto dalla normativa che fissa il valore del buono pasto a 7€. Capiamo che di questi tempi non sia così popolare, soprattutto quando un’illustre amministrazione come il MEF nel 2026 ancora non riesce a garantire che vengano dati i buoni pasto a tutto il personale a un semplice cambio della fornitura, ma non sarebbe male iniziare ad affrontare il tema come si è fatto per i lavoratori del settore privato con l’ultima legge di bilancio. A meno che qualcuno non pensi che i lauti stipendi dei dipendenti pubblici – si fa per dire – permettano loro di saltare il pranzo e dedicarsi direttamente alla cena in sontuosi ristoranti.

Il Coordinatore nazionale FP CGIL MEF
Andrea Russo

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