Quando si firmano gli accordi, si sa, bisogna fare molta attenzione a ciò che si scrive. Perché ogni parola, sia quelle scritte che, a volte, ancor di più quelle non scritte, hanno un peso e possono determinare il riconoscimento o l’esclusione da un diritto, da una condizione di valorizzazione tanto economica quanto professionale.
L’ipotesi di accordo di interpretazione autentica sull’ex CUT per gli anni 2023 e 2024, che dovrà per l’appunto seguire un nuovo iter di certificazione, testimonia quanto avevamo già anticipato con la nota inviata agli uffici centrali dell’amministrazione la settimana scorsa: evidentemente si è prestata poca attenzione al testo firmato a novembre dell’anno scorso e di questo, ci rammarica constatare, nessuno si è assunto le dovute responsabilità. Non l’ha fatto tanto l’amministrazione, quanto, a onor del vero, neanche le organizzazioni sindacali firmatarie di quell’accordo.
Questo fatto non può passare inosservato perché se è vero che ci sono molteplici responsabilità in campo, a partire dagli organi di controllo, dall’insufficienza delle risorse per valorizzare adeguatamente il personale, dal potere d’acquisto che viene eroso dall’inflazione, è anche vero che la contrattazione ha qualcosa da dire in merito.
Se si firma un CCNL al ribasso che riduce le retribuzioni reali dei dipendenti di oltre il 10%, se si firmano accordi scritti male che per essere applicati hanno bisogno di interpretazioni successive che ne ritardano la distribuzione delle risorse (in questo caso fino a ben 3 anni rispetto alle annualità di riferimento!), qualcuno ne dovrà rispondere. Non a questa organizzazione sindacale, ben inteso, ma almeno alle lavoratrici e ai lavoratori che ci
fregia e ci si onora ogni giorno di rappresentare, che meritano rispetto tanto dal loro datore di lavoro quanto dalla parte che li rappresenta.
Altrimenti lo si dica chiaramente che si sta al tavolo per il solo fine di esserci. Questo, per noi del sindacato per davvero, non è il modo con cui si rappresentano le lavoratrici e i lavoratori.
Il Coordinatore nazionale FP CGIL MEF
Andrea Russo