MEF – Comunicato unitario riorganizzazione giustizia tributaria: tra rinvii della riforma e necessarie garanzie per il personale

15 Aprile 2026

A seguito della nota inviata all’Amministrazione lo scorso 19 marzo, abbiamo incontrato il Direttore Generale della Giustizia Tributaria, dott. Fiorenzo Sirianni, e il dirigente generale, dott. Gianluca D’Amelio, per un confronto sulla riorganizzazione delle corti territoriali della giustizia tributaria, alla luce delle numerose indiscrezioni di stampa e della delibera adottata dal Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria nella riunione straordinaria del 17 marzo.

Abbiamo ribadito con fermezza che nessuna riorganizzazione – tanto più se prevede la soppressione o l’accorpamento di sedi territoriali – può essere avviata senza un adeguato coinvolgimento delle organizzazioni sindacali e, soprattutto, del personale direttamente interessato. La possibile chiusura, anche graduale, di 22 corti di primo grado non può essere trattata come un atto di ordinaria amministrazione: avrebbe ricadute significative sia sulle condizioni di lavoro del personale sia sulla qualità dei servizi pubblici garantiti quotidianamente sul territorio.

L’Amministrazione ci ha comunicato di aver preso atto della deliberazione del CPGT, che di fatto propone di rinviare al 2029 ogni valutazione sui criteri per l’individuazione delle sedi da chiudere, anche in relazione all’ingresso in ruolo dei nuovi magistrati tributari e al completamento delle ulteriori fasi della riforma nell’ambito del PNRR. Alla luce di ciò, l’Amministrazione ritiene sospesa ogni ipotesi attuativa di modifica della geografia delle corti.

Pur avendo espresso la nostra contrarietà a qualsiasi riduzione del perimetro pubblico che comporti la chiusura di sedi territoriali, valutiamo positivamente la disponibilità manifestata dall’Amministrazione nel ricercare soluzioni di tutela per il personale. Tra queste, sono state richiamate:

  • ampliamento dello smart working e del coworking, anche in deroga alla policy in vigore dal 1° maggio;

  • possibilità di attivare coworking presso altre amministrazioni per il personale privo di sedi MEF nel territorio;

  • facoltà di optare per la mobilità verso le RTS, garantendo però un adeguato bilanciamento degli organici per evitare sovraccarichi di lavoro nelle sedi riceventi.

Nei prossimi mesi vigileremo con attenzione sull’evoluzione del processo di riorganizzazione, chiamando il Dipartimento alla responsabilità e verificando che la disponibilità dichiarata oggi trovi concreta attuazione quando il dossier sarà nuovamente affrontato. Per parte nostra, riteniamo imprescindibili tre principi: trasparenza, tutela occupazionale e salvaguardia dei servizi pubblici sul territorio. Continueremo a batterci affinché siano pienamente garantiti in ogni scenario di riorganizzazione.

Il Coordinatore nazionale                          Il Coordinatore generale
FP CGIL MEF                                                 UILPA MEF
Andrea Russo                                              Andrea Bordini

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