Dott. Fulvio Baldi

Capo di Gabinetto

 

Dott. Francesco Basentini

Capo Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria

 

Dott. Massimo Parisi

Direttore Generale del personale e delle risorse

Dopo la stipula del protocollo tra il Governo e CGIL, CISL e Uil confederali e di categoria per la prevenzione e la sicurezza dei dipendenti pubblici e l’emanazione della circolare 2/2020 da parte del Ministero della Funzione Pubblica risultano ancora più chiare le linee guida che dovrebbero seguire tutte le amministrazioni pubbliche per gestire questa fase emergenziale.

Purtroppo, malgrado le molteplici sollecitazioni fatte da Fp CGIL Cisl FP e UIL Pa, le disposizioni impartite nel tempo con i vari decreti emanati dal Governo non sono state ancora recepite dall’amministrazione penitenziaria, centrale e periferica.

Ad oggi lo Smart Working non è la modalità ordinaria di lavoro nelle strutture centrali e periferiche dell’amministrazione Penitenziaria. Ci giungono notizie di gran parte degli operatori del comparto delle funzioni centrali a cui è stato concesso un solo giorno a settimana di lavoro agile e che continuano a lavorare in forma ordinaria sul posto di lavoro, non autorizzando, in alcuni casi, nemmeno la fruizione delle ferie residue (anno 2019). Nella sostanza la gran parte dei lavoratori del penitenziario è costretto a recarsi ogni giorno nelle sedi di lavoro con grave pericolo per la salute personale e per quella di famiglie e utenza.

Tra l’altro, nei luoghi di lavoro citati, i dispositivi di protezione individuale tardano ad arrivare, i prodotti per l’igiene scarseggiano e ci sono grandi difficoltà ad effettuare la sanificazione dei locali. Per non parlare poi della difficoltà a mantenere la distanza necessaria tra un operatore e l’altro.

Se a ciò si aggiunge che non tutti i provveditorati regionali hanno sospeso l’invio in missione del personale da un comune all’altro della regione, disattendendo quanto previsto in materia di limitazione degli spostamenti delle persone, risulta del tutto evidente quanto la salute dei lavoratori sia messa a rischio di contagio.

Per quanto sopra esposto, siccome la fase emergenziale non è affatto terminata, si diffida codesta amministrazione dal continuare ad ignorare le disposizioni impartite e si chiede di adottare

immediatamente tutte le misure idonee a tutelare la salute di tutto il personale delle funzioni centrali con modalità organizzative di lavoro agile in forma ordinaria e con la predisposizione di piani di sicurezza anti contagio.

Ci riserviamo l’adozione di ulteriori iniziative in caso di negativo riscontro.

Distinti saluti

Roma, 7 aprile 2020

FP CGIL
Lamonica\Prestini

CISL FP
Marra

Riunione con il Segretario Generale del MIBACT: gli esiti

Abbiamo avuto oggi la riunione richiesta con il Segretario Generale per fare il punto della situazione con particolare riferimento allo stato di attuazione delle misure di sicurezza e di prevenzione e più in generale al governo della trasformazione organizzativa in atto con la progressiva estensione a quasi tutto il personale della modalità di lavoro agile. La riunione ha prodotto, come risultato positivo l’impegno comune di continuare il monitoraggio sulle situazioni territoriali, e già nel corso della riunione sono stati segnalati molti casi nei quali sono state riscontrate anomalie, ritardi, omissioni rispetto alle disposizioni impartite. In premessa noi, insieme agli altri, abbiamo rappresentato le criticità che abbiamo riscontrato sul territorio, sia per quel che riguarda le misure prese che per la mancanza di dpi per i lavoratori che continuano a garantire la presenza sul luogo di lavoro. Per quel che riguarda le disposizioni interne al Ministero abbiamo segnalato che le stesse vanno aggiornate alle indicazioni contenute nella Circolare n.2 del Ministro della Funzione Pubblica e nel Protocollo di intesa sottoscritto unitariamente da CGIL, CISL e UIL con lo stesso Ministro. Abbiamo sollecitato l’adozione di strumenti di governo dell’organizzazione in smart working con modalità che garantiscano uniformità di comportamenti gestionali evitando inutili appesantimenti burocratici e le contraddizioni invece attualmente esistenti. Il Segretario Generale si è impegnato ad intervenire sui casi specifici al fine di sanare le anomalie denunciate e, nel suo intervento, ha richiamato la necessità di garantire il funzionamento dei servizi ed è stato molto cauto sulle tempistiche di una eventuale ripresa delle attività sul territorio, in particolare rispetto alla riapertura al pubblico dei luoghi della cultura, sottolineandone il carattere di gradualità. In sostanza rappresentando che la fase di lavoro agile sarà più lunga di quanto fosse prevedibile e pertanto condividendo con noi la necessità di un repentino adeguamento organizzativo alle nuove condizioni di lavoro. Inoltre ha confermato che si sta procedendo alla nomina dei Segretari Regionali mancanti, tranne 3 perché gli interpelli sono andati deserti. Specificando che i Segretariati, nella attuale configurazione organizzativa di articolazioni territoriali del Segretariato Generale, hanno un compito specifico di monitorare l’attuazione di tutte le misure adottate a livello centrale e di intervenire in caso di inadempienze. L’incontro è stato pertanto utile e proficuo dal punto di vista della reciproca disponibilità alla collaborazione, verificheremo come e quanto gli impegni assunti verranno rispettati, nelle more vi invitiamo a continuare a segnalarci ogni criticità e a segnalarla anche, nel contesto delle relazioni attivate a livello territoriale, anche ai Segretariati regionali.

Lo stato degli organici Mibact

A corredo della riunione del 2 aprile scorso riteniamo opportuno fornirvi un primo, sommario quadro dello stato degli organici del Ministero, alla luce di quanto ci è stato fornito dall’amministrazione. Il quadro che ne esce è assolutamente sconfortante. Allo stato la carenza si attesta, sulle 19050 posizioni previste, intorno a 5300 lavoratori circa, con la previsione di una uscita che entro la fine del 2021 produrrà altre 4500 cessazioni circa. A fronte di questa situazione il piano assunzioni previsto prevede a regime circa 5000 nuovi ingressi, maturati rispetto alla programmazione 2019/2021 al netto delle assunzioni già fatte, delle quali è possibile anticiparne l’80%. In sostanza il pur cospicuo piano assunzioni in realtà arriverà a mala pena a coprire la metà delle carenze previste, e il trend di uscite per il triennio successivo si manterrà, per i noti fattori anagrafici, sugli stessi livelli. A tutto questo si aggiunge il ritardo che la fase emergenziale sta producendo sulle procedure concorsuali in atto e su quelle in via di predisposizione. Con il rischio concreto di paralisi amministrativa in una fase delicata di ripresa delle attività, da avviare in una situazione di ulteriore, massiccio depauperamento degli organici, in particolare nei settori più delicati dell’Amministrazione.
Noi continuiamo inoltre a ritenere che sia necessario uno sforzo straordinario che miri alla piena occupazione in un processo che sia concomitante con la prevista rimodulazione dei fabbisogni professionali. Sarà pertanto necessario avviare, non appena possibile, un confronto con la parte politica finalizzato alla revisione del piano assunzioni e ad un incremento dei numeri che lo compongono. Un piano straordinario che ridia fiato e prospettive, non annunci di misure straordinarie una tantum destinate a non produrre effetti significativi sul necessario assestamento della dotazione organica. Un impegno urgente su cui misureremo la reale volontà politica di affrontare i veri nodi strutturali del declino organizzativo.

Claudio Meloni

FP CGIL Nazionale MIBACT

MI MUR Incontro su applicazione art. 87 Un incontro interlocutorio

A seguito della richiesta fatta da FP CGIL, CISL FP e UIL PA siamo stati convocati ieri 6 aprile 2020 dall’Amministrazione in videoconferenza per discutere gli aspetti applicativi di quanto previsto dall’art.87 del DL 18/2020 in riferimento al rapporto di lavoro dei dipendenti pubblici nell’ambito delle misure di contenimento del contagio da COVID-19. All’amministrazione abbiamo rappresentato la necessità di rendere quanto più possibili omogenei e coerenti, con quanto previsto dalla normativa, i provvedimenti degli uffici centrali e periferici dell’amministrazione.
E’ altresì stata richiesta una informativa sul monitoraggio delle sanificazioni di tutti gli uffici dell’Amministrazione e del numero dei contagiati dal virus tra tutti i dipendenti. A questo il dott. Greco ha risposto che è stato firmato un provvedimento che assegna risorse agli USR affinché possano provvedere ad ulteriori sanificazioni o interventi di pulizia straordinaria negli uffici, e ribadito che ulteriori esigenze aggiuntive debbano essere segnalate al Ministero che provvederà con interventi specifici. Abbiamo evidenziato la mancanza della puntuale individuazione dei servizi indifferibili da rendere in presenza, così come difformità tra i diversi uffici rispetto all’utilizzo degli istituti delle ferie pregresse e dell’ipotesi di esenzione dal servizio, nonché variegate modalità per la formalizzazione al lavoratore dell’attività in smart working o dell’individuazione delle modalità della prestazione lavorativa. A questo proposito abbiamo invitato l’amministrazione a produrre una nuova circolare esplicativa in funzione della circolare n. 2/20 e del protocollo d’intesa sottoscritto dalle scriventi sigle sindacali con Funzione Pubblica.
Insistendo sulla ordinarietà della prestazione lavorativa in smart working per i lavoratori della PA fino alla fine dello stato di emergenza, prescindendo dall’accordo individuale, abbiamo inoltre sottolineato l’esigenza della piena applicazione di tutti gli istituti contrattuali previsti dal CCNL a partire dal riconoscimento del buono pasto. Abbiamo inoltre richiesto di mettere a disposizione del personale pacchetti formativi sulle materie di competenza istituzionale, di adoperarsi per l’attivazione in modalità telematica dei corsi SNA e di prevedere la possibilità di utilizzare i canali di informazione/aggiornamento gratuite on line che possano rendersi disponibili. L’amministrazione, sebbene si sia dimostrata piuttosto cauta in apertura dell’incontro, si è comunque impegnata a fare approfondimenti specifici e a convocare un ulteriore incontro per un confronto sui temi proposti, che si auspica conducano alla sottoscrizione di un documento comune.
Con l’occasione abbiamo sottoposto all’amministrazione diversi altri argomenti, a partire dalla
– richiesta alla Ministra, già avanzata da FP CGIL CISL FP e UILPA, di un incontro sull’ordinanza sulla mobilità del personale docente e ATA della scuola che già abbiamo definito improvvida in questo momento e di cui abbiamo chiesto il ritiro;
– Sospensione degli interpelli per assegnazione di n. 6 posti funzione per Dirigenti generali in amministrazione centrale ed apertura del confronto così come previsto dall’art. 45, comma 2, del nuovo CCNL Area funzioni centrali triennio 2016-2018 del 09.03.2020;
– Sollecito definizione dei corsi di formazione con la SNA per i dirigenti neo assunti;
– Conferimento incarico ai dirigenti amministrativo/informatici, concorso bandito nel 2012 ed espletato nel 2015, nella cui vigente graduatoria sono presenti 9 idonei (lavoropubblico.gov.it);
– Informativa validazione Relazione Performance 2018;
– Sollecito dell’attribuzione dei punteggi per la performance individuale 2019, i cui termini sono scaduti il 28 febbraio, la modalità di notifica delle schede e quella di accettazione;
– Informativa linee guida del Ministro, relative al ciclo della performance 2020, propedeutiche alla attribuzione degli obiettivi legati al sistema della misurazione e valutazione per tutto il personale. Circa i su elencati argomenti, il Direttore Generale, ha assicurato che solleciterà una risposta tramite il Capo di Gabinetto.
Su nostra richiesta l’amministrazione ha inoltre fornito le seguenti informazioni:
– Nomina direttori generali USR: secondo l’interlocuzione in corso con la Corte dei Conti dovrebbero essere di prossima definizione.
– Trasformazione contratti part-time in full-time alla scadenza dei tre anni: sono già state avviate le procedure e a breve sarà fatta richiesta per autorizzazione specifica alla Funzione Pubblica con l’intenzione di ottenere la trasformazione alla scadenza effettiva del triennio in deroga alla procedura usuale che autorizza con un solo provvedimento a fine anno tutte le trasformazioni dei diversi Enti.
– Premio previsto dall’art. 63 del DL 18/2020 per le giornate svolte presso la sede di lavoro nel mese di marzo: l’amministrazione è in attesa di una nota operativa da parte del MEF.
– Interpello per mobilità neo-assunti: a seguito della proroga di tre mesi per la riorganizzazione dei Ministeri dettata dal DL 18/2020, la scadenza del 30 aprile relativa all’interpello per l’individuazione delle risorse umane e strumentali dei due ministeri è stata prorogata al 30 luglio e la definizione dei DM organizzativi è stata prorogata al 30 settembre.
– Nuovi concorsi: è stata già ottenuta per via legislativa l’autorizzazione a bandire nuovi concorsi sia per il Ministero dell’Istruzione che per il Ministero dell’Università e della Ricerca.
– Accordo FRD 2018: dopo diverse osservazioni di tipo tecnico da parte degli organi preposti (UCB, Funzione Pubblica e IGOP) attualmente sono stati sospesi da parte della Funzione Pubblica i termini per la certificazione fino al 15 aprile. E’ presumibile quindi che nella seconda metà di aprile ci siano finalmente le condizioni per procedere alla sottoscrizione definitiva. L’incontro si è concluso con l’impegno da parte dell’amministrazione a convocare un nuovo incontro all’inizio della prossima settimana, una volta eseguiti gli approfondimenti sui temi sottoposti dalle OO.SS.
Si è trattato quindi per ora di un incontro sostanzialmente interlocutorio, che contiamo possa essere propedeutico a risultati concreti nei prossimi giorni

FP CGIL                           CISL FP                       UILPA

Anna Andreoli              Michele Cavo           Alessandra Prece

Davide Perrelli

Carmen di Santo

Al Segretario generale della Corte dei conti

Cons. Franco Massi

Al Vicesegretario generale addetto al Personale

Cons. Saverio Galasso

Al Cons. Sergio Gasparrini

e, p. c.

All’ufficio Relazioni Sindacali

A tutto il personale

Oggetto: LETTERA APERTA AI VERTICI DI ISTITUTO.

In data 2 aprile u.s., è stata pubblicata l’allegata circolare n. 2/2020 a firma della Ministra della Funzione Pubblica che fornisce orientamenti applicativi alle PP.AA., concentrando l’attenzione sulle disposizioni di cui all’art. 87 del Decreto Legge 17.03.2020 n. 18. Ad avviso delle scriventi, alcune indicazioni della predetta circolare vanno sottolineate anche perché utili a chiarire aspetti apparsi sinora non univoci. In primo luogo, è importante rimarcare l’affermazione del punto 2, vale a dire che “dal quadro normativo emerge un evidente favore verso l’attivazione quanto più possibile estesa del lavoro agile…”, e che per questo le Amministrazioni sono chiamate ad uno sforzo organizzativo e gestionale diretto a garantire il pieno utilizzo dello smart-working. In secondo luogo, in merito alle ferie pregresse, è interessante rilevare la considerazione, resa pubblica dalla stessa Ministra sul sito del proprio Ministero, vale a dire che “l’utilizzo delle ferie pregresse non può rappresentare una scappatoia per evitare la modalità del lavoro agile”. Si richiama, infine, l’attenzione sul fatto che qualora non sia possibile ricorrere allo smartworking, e nel caso fossero esauriti tutti gli altri istituti previsti dalla normativa e dai CCNL, il personale è collocato in esenzione dal servizio senza nessuna penalità, anche in relazione al salario accessorio, come risulta dal prospetto delle FAQ della Funzione Pubblica che si allega alla presente. Sempre in relazione allo smart working, con particolare riferimento alla disciplina degli
aspetti di tipo organizzativo e dei profili attinenti al rapporto di lavoro, si richiama l’attenzione sugli eventuali riflessi in termini di attribuzione del buono pasto, i quali, anche in base alla stessa circolare n. 2/2020 della Funzione Pubblica, prevedono un confronto da attivarsi con le organizzazioni sindacali, al pari di quanto già verificatosi presso altre amministrazioni, come ad esempio il MIBACT, la cui dichiarazione congiunta con le OO.SS. si allega alla presente. Per la fruizione delle ferie pregresse, si ricorda che la circolare n. 11/2020 del Segretario generale prevede per coloro che siano in malattia, in quarantena per COVID-19, i beneficiari ex lege 104/92 e s.m.i., ed infine, per il personale in turnazione per garantire i servizi minimi essenziali indifferibili, la possibilità di differire la fruizione delle ferie pregresse entro il 30 giugno p.v.. Le scriventi OO.SS., impegnate nella elaborazione dei richiesti pareri nell’ambito della contrattazione sui Sussidi e sulle PEO 2020, con la presente chiedono altresì ai vertici di Istituto di avviare con urgenza anche la contrattazione sul Fondo 2019. Si chiede, inoltre, al fine di rendere concrete le aspettative dei lavoratori: – la liquidazione nel prossimo mese di maggio degli istituti del Fondo 2018 (premi, indennità di disagio, ecc.); – la pubblicazione dell’elenco/graduatoria delle Alte professionalità nonché l’emanazione delle direttive di indirizzo agli uffici con cui si attribuiscono le funzioni a tutti gli idonei; – l’inquadramento giuridico ed economico per il personale utilmente collocatosi nelle graduatorie PEO 2019; – l’emanazione della circolare chiamata a definire la tempistica della rendicontazione delle attività dei progetti incentivanti per il trimestre gennaio-marzo 2020. In attesa di un cortese e sollecito riscontro alla presente, si saluta cordialmente.

Roma, 6 aprile 2020

Susanna Di Folco    Fernanda Amidani      Umberto Cafiero      Arturo Benedetti

Al Presidente Goffredo Zaccardi

Capo di Gabinetto del Ministro della Salute

 

Al Dr. Giuseppe Ruocco

Segretario Generale Ministero della Salute

Al Dr. Giuseppe Celotto

Direttore generale del Personale dell’Organizzazione e del Bilancio

OGGETTO: Circolare esplicativa n. 2/2020 del Ministro della Pubblica Amministrazione concernente le misure recate dal decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18.

Si fa riferimento alla Circolare esplicativa del Ministro della Pubblica Amministrazione indicata in oggetto, con la quale si è inteso fornire, pur nell’attuale quadro normativo in evoluzione, degli orientamenti applicativi alle Amministrazioni, con riferimento alle norme che interessano il lavoro pubblico, per chiarirne la portata ed assicurare una omogenea e corretta applicazione delle stesse in tutti gli uffici.
Al riguardo, si evidenzia preliminarmente che l’articolo 87 del D.L. n. 18/2020, attualmente in fase di conversione in Parlamento, viene definito “norma cardine e di portata generale in materia di pubblico impiego”, in quanto “sviluppando e riconducendo ad una cornice regolativa di rango primario l’indicazione già presente nella direttiva n. 2/2020” dello stesso Ministro della Pubblica Amministrazione, viene stabilito che “fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-2019, ovvero fino ad una data antecedente stabilita con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione, il lavoro agile costituisce la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle pubbliche amministrazioni”, prescindendo dagli accordi individuali e dagli obblighi informativi previsti dagli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81 .
Di conseguenza, le note della Direzione generale del Personale, dell’Organizzazione e del Bilancio, da ultima la nota prot. n. 11007 del 2 aprile 2020, che prorogano la vigenza dell’istituto della modalità lavorativa espletata in lavoro agile, assumono un taglio anacronistico.
Infatti, a parere delle scrivente O. S., la durata dell’autorizzazione al lavoro agile per tutti i lavoratori pubblici è prorogata fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID2019, per effetto del combinato disposto dell’articolo 87, comma 1, del Decreto legge 17 marzo 2020, n. 18 e della delibera del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020 con la quale è stato dichiarato, per sei mesi, lo stato di emergenza sanitaria sul territorio nazionale.

La citata Circolare del Ministro della P.A. n. 2/2020 nella circostanza evidenzia anche l’opportunità di stimolare una efficiente ed autonoma organizzazione dei servizi da parte delle singole Amministrazioni, che deve almeno prevedere l’individuazione delle attività indifferibili, non necessariamente svolte in presenza fisica sul luogo di lavoro, ma verificabili attraverso gli strumenti di valutazione delle attività svolte dai lavoratori in smart working, come possono essere quelli forniti dalla reportistica giornaliera, dalle schede o dai documenti di sintesi sugli obiettivi raggiunti dal lavoratore.
Come già evidenziato in altre note precedentemente inviate a codesta Amministrazione, e rimaste tuttora senza alcun riscontro, il lavoratore che svolge la propria attività in modalità di lavoro agile non deve essere discriminato in nessun modo; anche in questo caso la Circolare n. 2/2020 del Ministro della P.A. è puntuale nel disporre che “le Amministrazioni sono chiamate, nel rispetto della disciplina normativa e contrattuale vigente, a definire gli aspetti di tipo organizzativo e i profili attinenti al rapporto di lavoro, tra cui gli eventuali riflessi sull’attribuzione del buono pasto, previo confronto sotto tale aspetto con le organizzazioni sindacali.”
Infatti, soltanto attraverso il confronto e la contrattazione con le OO.SS. che si può arrivare a disciplinare gli istituti previsti dal vigente CCNL e dalle norme vigenti .
A tal proposito, anche per le altre importanti fattispecie affrontate dalla più volte citata Circolare n. 2/2020, permessi ex lege n. 104 del 1992 (art.24 del D.L. 18/2020), congedi e bonus a favore dei genitori (art.25 del D.L. 18/2020), ulteriori misure a favore di particolari categorie di dipendenti (art.26 del D.L. 18/2020) e estensione lavoro agile a soggetti con disabilità grave (art.39 del D.L. 18/2020), si rileva che le stesse norme siano state applicate dai vari Uffici di codesta Amministrazione in modo per nulla omogeneo, lasciando alla creatività del Dirigente di turno l’applicazione delle disposizioni alla realtà lavorativa concreta .
Una per tutte valga la decisione estemporanea di un Dirigente di un Ufficio del Ministero della Salute che ha subordinato, per i lavoratori in servizio, la fruizione dei permessi di cui alla legge n. 104/92 al godimento delle ferie pregresse 2019.
Da questa situazione si ricava la già segnalata scarsa attenzione di codesta Amministrazione nei confronti dei lavoratori delle aree funzionali ; infatti, siamo ancora in attesa del tanto auspicato rifinanziamento dell’esiguo fondo unico di amministrazione del comparto .
In ragione di quanto appena espresso, la scrivente O.S. chiede un incontro urgente con codesta Amministrazione, da espletare anche con piattaforme on line, al fine di arrivare ala sottoscrizione di un accordo che disciplini la corretta fruizione da parte dei lavoratori degli istituti previsti dal vigente CCNL e di quelli introdotti dalle recenti norme emanate in vigenza dell’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del virus COVID – 19, così come è già accaduto in altre Amministrazioni .
A tal proposito, si allega l’accordo sottoscritto dal Ministero dei Beni e le attività culturali e per il turismo con le OO. SS. firmatarie del vigente CCNL . Si resta in attesa di cortese urgente riscontro.
Cordiali saluti

FP CGIL Nazionale                                      FP CGIL Ministero Salute
Francesco Quinti                                                    Fabio Lupi

Al Presidente ENAC

Dott. Nicola Zaccheo

SEDE

Al Direttore Generale ENAC

Dott. Alessio Quaranta

SEDE

e,p.c.

Al Sig. Capo Gabinetto Ministra

delle Infrastrutture e Trasporti

Dott. Alberto Stancanelli

Ai Consiglieri di Amministrazione ENAC

SEDE

Via PEC a: protocollo@pec.enac.gov.it

Egregi Presidente e Direttore Generale,

abbiamo ricevuto la Vostra illuminata, estesa e minuziosa comunicazione sopraggiunta inaspettatamente proprio mentre ci si stava ormai predisponendo alla ricezione dell’ennesimo “bollettino giornaliero” diffuso – come di consueto ormai – dal Direttore Generale forse anche, chissà, ispirato dai contenuti delle almeno 7 note unitarie sindacali trasmesse a partire dal 24 Febbraio al 25 Marzo u.s., con le quali veniva di volta in volta legittimamente stimolata da parte delle scriventi OO.SS. l’attuazione delle indispensabili misure di prevenzione stabilite dal governo sull’emergenza Covid-19 a tutela dei lavoratori, o chieste informazioni utili al medesimo scopo.

Talvolta costretti all’invito-diffida per ottenere il necessario ascolto e stimolare la corretta applicazione delle norme contenute nei D.L., DPCM e Direttive tese evidentemente a sfavorire il possibile contagio dei lavoratori dipendenti da codesto Ente e indirettamente delle loro famiglie.
Tutto ciò nelle intenzioni volte anche ad indurre consapevolezza nel ritenere necessario avviare un confronto serio e responsabile tra le parti, nell’ambito di una corretta e rispettosa pratica delle relazioni sindacali, utile a cercare di addivenire ad intese comuni e condivise tese all’esclusivo salvaguardia della salute e sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori.
Del resto, è stato ampiamente dimostrato dai fatti che proprio mediante l’ascolto, la partecipazione e l’impegno profuso responsabilmente dalle istituzioni e dalle parti sociali, che nel Paese è stato possibile mettere in campo da parte del Governo tutta una serie di provvedimenti che stanno incidendo fortemente nella battaglia contro la pandemia determinata dal Covid-19.
In ENAC, purtroppo, prendiamo atto che a tale funzionale strategia non si è voluto colpevolmente ricorrere, preferendo interrompere unilateralmente le relazioni sindacali per adottare una linea di assoluta ed irrazionale intransigenza e agire in totale autonomia, malgrado l’impegno preso dall’Ente a suo tempo con le scriventi OO.SS. tendesse a favorire uno scambio di informazioni e
aggiornamenti sull’evolversi della situazione per procedere in maniera condivisa fino alla conclusione dell’emergenza.
Una rappresentazione inquietante e nient’affatto rispettosa delle regole democratiche e sindacali stabilite dalle norme vigenti di cui in futuro dovremo ovviamente tener conto nelle valutazioni che saremo chiamati a fare di seguito all’auspicabile superamento dell’emergenza sanitaria tuttora in corso.
Cercare di ricomporre oggi, a distanza di mesi, una frattura tra le parti scavata volutamente così in profondo adducendo a giustificazione l’elenco dei provvedimenti assunti in quest’arco temporale, peraltro tardivamente e sicuramente non usando la “farina del proprio sacco” non rappresenta solo un insulto alle sensibilità e all’intelligenza dei lavoratori e delle loro rappresentanze sindacali, ma vieppiù un esercizio di mera e ostentata presunzione che non intendiamo affatto tollerare.
Distinti saluti.

Roma, 6 aprile 2020

FP-CGIL         UIL-PA      UIL-Trasporti       FLP

F. Quinti       S.Colombi     I. Viglietti         R. Cefalo

M. Barberis  C. Conti        R. Giametta      P. Proietti

 

Alle lavoratrici e ai lavoratori dell’Agenzia dell’Entrate

Oggetto: emergenza COVID-19 – incontro col Direttore del 03 aprile 2020;

Della riunione di ieri è stato inviato il resoconto unitario, cui facciamo pieno riferimento, riteniamo però utile riportare di seguito le linee essenziali del nostro intervento. In primo luogo abbiamo ribadito che tutti gli sforzi che l’Agenzia, le OO.SS. e le RSU devono esprimere in questo momento devono essere rivolti alla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori e della cittadinanza, per contrastare la Pandemia in corso. Tuttavia, abbiamo dovuto sottolineare che gli interventi dell’Agenzia hanno scontato evidenti ritardi e applicazioni disomogenee in tutto il Paese. Nei vari uffici abbiamo sin da subito suggerito le interpretazioni e le scelte da prendere ma purtroppo abbiamo assistito – sistematicamente – all’assunzione di tali decisioni con scarsa tempestività. E ciononostante, ancora oggi non tutti hanno capito che la priorità è il contrasto alla pandemia in corso e non il raggiungimento degli obiettivi (quali?) di convenzione. Anche il modello organizzativo adottato per legge (smart-working) ci ha messo del tempo – troppo a nostro avviso – ad affermarsi e ancora oggi incontriamo resistenze presso questo o quell’Ufficio, a vari livelli di responsabilità, ad accettare che sia questa la forma ordinaria di lavoro. Lo avevamo suggerito sin dall’inizio ma solo adesso, con la chiusura pomeridiana degli UU.TT., l’apertura limitata ad alcuni giorni la settimana e/o la riduzione dell’orario di apertura al pubblico, si sta progressivamente realizzando; ed anche in questo caso con evidenti ritardi rispetto alle richieste che la FP-CGL aveva già formulato dappertutto e con forza. Per quanto riguarda leferie pregresse, quelle dell’anno corrente, dell’utilizzo della banca ore e degli altri istituti contrattuali legati al rapporto di lavoro, come anche il buono pasto, non c’è stata nessuna sospensione delle regole e pertanto tutti in Agenzia debbono fare riferimento al vigente CCNL. Con riferimento alla dotazione negli uffici di D.P.I. abbiamo stigmatizzato negativamente che ci sono ancora uffici senza divisori, senza gel per le mani, senza mascherine per chi opera a contatto con il pubblico ed anche su questo abbiamo chiesto con vigore all’Amministrazione di provvedere senza ulteriori ritardi. Abbiamo anche affrontato il problema non marginale della scarsa attenzione dimostrata, ai vari livelli di responsabilità, su come interagire con i dipendenti che subiscono anch’essi la pressione psicologica e il conseguente stress da isolamento. Questa fase impone la modifica delle abitudini di lavoro di tutti e quindi non è possibile dover subire continue pressioni su come questo deve essere svolto, con un’accentuata funzione di controllo che giunge a chiedere indebitamente di autocertificare l’orario di lavoro svolto a casa o persino ad intimidire con paventate interrogazioni i lavoratori la cui attività ordinaria è stata sostituita con lo studio, per limiti infrastrutturali dell’Amministrazione. Noi crediamo che i rapporti fra dirigenti, quadri intermedi e dipendenti devono essere ricondotti ad un percorso di maggiore attenzione e concordia, senza inutili tensioni emotive. Siamo infine certi che, superata l’emergenza, si debbano condividere le regole dello smartworking attraverso la contrattazione al fine di realizzare un modello organizzativo più moderno e funzionale alle necessità di chi lavora ed alla crescita del Paese. A conclusione del nostro intervento abbiamo augurato buon lavoro al nuovo Direttore centrale Dr. Palumbo, che ha dichiarato di voler fare dell’unità, della solidarietà e della concordia l’obiettivo primario da raggiungere.

Roma, 04.04.2020

FP-CGIL Coordinamento Nazionale Entrate

Al Capo de Dipartimento

per la Giustizia Minorile e di Comunità

Dr.ssa Gemma Tuccillo

e, p.c.

Al Direttore Generale del personale

Dr. Vincenzo Starita

Al Direttore Generale

dell’area penale esterna e di messa alla prova

Dr.ssa Lucia Castellano

Al fine di uniformare le misure messe in atto dalle strutture periferiche di codesto dipartimento per prevenire il contagio da COVID-19, soprattutto dopo il protocollo sottoscritto dal Governo con CGIL, CISL e Uil confederali e di categoria, e di ripristinare un corretto sistema di relazioni sindacali sul territorio, la Fp CGIL intende porre alla sua attenzione quanto accaduto presso all’Uiepe di Napoli.
Innanzitutto si chiede di sollecitare il riscontro alla nota della Fp CGIL di Napoli del 17 marzo u.s., di cui si allega copia, e in particolare si chiede di verificare la possibilità di ricorrere ad un maggior utilizzo dello smart working al fine di limitare ulteriormente le presenze del personale in ufficio e le possibilità di contagio. Anche su questo tema un maggior coinvolgimento delle organizzazioni sindacali sulle decisioni assunte dalla Direzione dell’Uiepe, avrebbe garantito maggior efficacia nella tutela della salute del personale in servizio presso quella sede.
Si resta in attesa di un cortese riscontro.
Cordiali saluti

FP CGIL

Prestini\Macigno

Pubblichiamo il documento approvato dall’assemblea permanente dei lavoratori del Dipartimento della protezione civile (denominata incontri Primavera), nell’incontro, in modalità virtuale, del 02.04.2020

Al Direttore Centrale del Personale

Agenzia delle Dogane e dei Monopoli

Dott. Rocco Flore

 

Ai responsabili regionali

FPCGIL-CISLFP-UILPA-Confsal/UNSA

Agenzia delle Dogane e dei Monopoli

 

Alle lavoratrici ed ai lavoratori

Agenzia delle Dogane e dei Monopoli

Oggetto: Circolare n. 2/2020 Funzione Pubblica. Principio di non discriminazione dei lavoratori in Smart working e attribuzione buono pasto. Al fine di limitare la presenza in ufficio e i conseguenti spostamenti sul territorio dei lavoratori a rischio contagio da COVID-19, le norme di legge recentemente emanate e le successive direttive divulgate dal Ministro della Funzione Pubblica hanno individuato nel lavoro agile o smart working la modalità ordinaria di erogazione della prestazione lavorativa, indicando le attività indifferibili come le uniche da assicurare attraverso la presenza fisica dei lavoratori negli Enti e/o negli uffici da cui dipendono. In tema di lavoro agile, la normativa di riferimento – legge 22 maggio 2017 n. 81 – al comma 1 dell’art. 20 afferma che “il lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile ha diritto ad un trattamento economico e normativo non inferiore a quello complessivamente applicato, in attuazione dei contratti collettivi di cui all’articolo 51 del decreto legislativo 15 giugno 2015 n. 81, nei confronti dei lavoratori che svolgono le medesime mansioni esclusivamente all’interno dell’azienda”. In ultimo la Circolare n.2/2020 della Funzione pubblica ha precisato che “Le amministrazioni, nel rispetto della disciplina contrattuale vigente, con riferimento allo smart working definiscono gli aspetti di tipo organizzativo ed i profili attinenti il rapporto di lavoro, tra cui gli eventuali riflessi sulla attribuzione dei buoni pasto. Ciascuna P.A. dunque assume le determinazioni di competenza……previo confronto con le organizzazioni sindacali”. Ciò posto le scriventi OO.SS. ritengono del tutto chiarita con la citata Circolare qualsiasi diversa valutazione o preoccupazione emersa in queste ore sul punto, nella convinzione che il quadro delle previsioni e delle disposizioni sopra menzionate garantiscano pienamente la parità di trattamento contrattuale del personale. Pertanto, compatibilmente con il superamento della attuale fase di emergenza Covid 19 che tanti nostri concittadini e, tra loro, anche molti nostri colleghi sono impegnati quotidianamente a contrastare, nonchè per supportare con forme di solidarietà chi oggi è in prima linea per la salute degli italiani, le scriventi chiedono l’attivazione di un confronto sui buoni pasto.

Roma 03 aprile 2020

FPCGIL       CISLFP     UILPA     CONFSAL UNSA

Iervolino     Fanfani     Procopio       Veltri

COMUNICATO

In questi giorni i dipendenti Inps stanno svolgendo, con continue difficoltà, il loro lavoro e lo stanno facendo nel migliore dei modi possibili, vista l’emergenza nazionale che viviamo. Che sia chiaro, che proprio in questo difficile e complicato periodo prevale, ancor di più, nel personale Inps il senso di responsabilità e la dedizione al lavoro avendo come primo obiettivo l’erogazione dei servizi. Per garantire i servizi alla cittadinanza il personale sta continuando a lavorare da casa ininterrottamente, consapevole dell’importanza sociale del proprio lavoro, e per dare gambe all’ulteriore ruolo cruciale che l’Inps, in questa emergenza, è chiamato a svolgere, dovendo erogare il sostegno economico a famiglie, lavoratori ed imprese in difficoltà. Si lavora anche in presenza nei presidi per garantire assistenza e potenziamento delle infrastrutture tecnologiche. Il personale Inps sta utilizzando in maniera proattiva gli strumenti messi a disposizione in tempi rapidissimi grazie all’egregio lavoro degli informatici. C’è chi è in prima linea con l’utenza, continuando a fornire risposte alla cittadinanza tramite i social, i presidi telefonici, le caselle di posta elettronica. La CGIL ringrazia tutti i lavoratori e le lavoratrici dell’Inps per come stanno affrontando questa crisi ribadendo che saremo sempre al loro fianco, a difesa e tutela del prezioso lavoro che svolgono con profonda responsabilità, impegno e dedizione, nella consapevolezza del valore sociale di essere dipendenti Inps. La CGIL è con i lavoratori e le lavoratrici Inps impegnati ad erogare servizi alla cittadinanza.
Roma, 03 aprile 2020

FP CGIL

Antonella Trevisani  Matteo Ariano

Al Direttore dell’INL

Gen. Leonardo Alestra

Al direttore della Direzione

Centrale Risorse umane,

finanziarie e logistica

Dr. Giuseppe Diana

In questo momento così complicato siamo tutti chiamati a fare la nostra parte affinché l’emergenza termini il prima possibile ed il nostro paese possa risollevarsi da questa immane sciagura.
È il momento di farci forza, di stare accanto alle persone che più soffrono e non è certo il tempo dei proclami e della propaganda ma di lottare per garantire la sicurezza dei lavoratori e dei loro cari, di lavorare per ampliare la sfera dei diritti ma anche di consentire il corretto funzionamento della macchina amministrativa per essere di aiuto alla collettività.
Siamo convinti che l’impegno sindacale ha il dovere morale di essere in sintonia, oltre che con i lavoratori, con il paese intero, con le sue gioie ed i suoi dolori, i suoi drammi e le sue speranze, e non può certo essere indifferente alle lacrime dei sopravvissuti e alla rabbia che si sta profilando in vasti strati della popolazione.
Come è noto a tutti FP CGIL CISL FP e UIL PA hanno messo in campo un impegno straordinario per spingere l’amministrazione ad adottare tutte le misure necessarie per evitare la circolazione delle persone garantendo così quella distanza sociale come declinata dai DPCM che si sono susseguiti, superando il modello sin qui adottato di smart working, oggi dichiarato quale “modalità ordinaria” della prestazione lavorativa e consentendo, al di là degli inevitabili ma limitati presidi in presenza, alla quasi totalità del personale di poter continuare a lavorare da remoto dal proprio domicilio.
I risultati ottenuti, nonostante le inevitabili complicazioni dovute in particolare alla difficoltà di affrancarsi rapidamente dalla dipendenza dal sistema informatico del Ministero del Lavoro, hanno consentito, anche attraverso la possibilità di accedere a molti
processi formativi on-line, di raggiungere questo obiettivo, ma c’è ancora molto da fare per garantire la funzionalità da remoto di tutte le attività.
È certo che questa necessità di doversi repentinamente adattare alle nuove modalità di svolgimento dell’attività lavorativa ha evidenziato aspetti i cui contorni, nonostante le indicazioni fornite al riguardo,possono trovare soluzioni differenti, come nel caso dei buoni pasto o delle indennità spettanti a vario titolo.
Al contempo occorrerebbe valutare una accelerazione nella informatizzazione di quelle lavorazioni che potrebbero richiedere, chissà per quanto tempo, distanziamento sociale e lavoro da remoto e prevedere la fornitura, a tutto il personale dei supporti,hardware e software,necessari per consentire di svolgere al meglio la prestazione lavorativa da casa.
Comprendiamo che c’è un tempo per ogni cosa, e che l’agenda dei lavori impone, al momento, altre priorità, con un’emergenza ancora in corso ed una ricostruzione alle porte.
Peraltro, se ragioni di etica, di pudore e di rispetto per la sofferenza di una moltitudine di cittadini, ci inducono a non indugiare su aspetti ritenuti residuali del rapporto di lavoro (anche “agile”), invitiamo l’amministrazione anche alla luce delle disposizioni contenute nella circolare n.2/2020, ad aprire rapidamente un confronto con le OO.SS.

FP CGIL

Matteo Ariano

CISL FP

Michele Cavo

 

UIL PA

Bruno Di Cuia

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