SMART-WORKING IN DEROGA: LA NECESSITA’ DI UN INCONTRO
A seguito dell’emanazione del D.L. n. 18/2020 (c.d. Decreto “Cura Italia”), fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-2019 il lavoro agile diviene la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle pubbliche amministrazioni.
Riteniamo importante e chiarificatore un incontro con l’Amministrazione sul tema, non solo per vedere come l’Istituto stia applicando questa modalità di lavoro, ma anche per capire come conciliarla rispetto alle tante incombenze che lo stesso D.L. 18 affida all’INPS. Se, infatti, l’85% dei dipendenti dell’INPS è effettivamente in smart-working, ad oggi grazie all’egregio lavoro in questi giorni del personale informatico, per garantire il più alto numero di connessioni ai colleghi – occorre capire e chiarire l’incidenza della mancata organizzazione del lavoro sulla rete che costringe i lavoratori ad una ricerca di connessione h24 e a lavorare nelle ore più assurde del giorno e della notte, nonché di sabato e domenica, per garantire la continuità dei servizi alla cittadinanza. Circostanza questa inaccettabile in un Ente che vanta e si vanta del primato di informatizzazione nella PA. Certo è che, in tale condizione lavorativa, al momento non risolta dall’Amministrazione, eventuali ricadute sui servizi non potranno essere attribuite al personale.
Alla luce di questa situazione contestiamo fermamente, inoltre, le iniziative di molti Dirigenti /Coordinatori che anche in contrasto con l’informativa della DG stanno richiedendo la produttività personale ai lavoratori con report settimanali. Chiediamo al Direttore delle Risorse Umane di intervenire subito per tutelare i lavoratori da queste situazioni di pressione e controllo soggettivo ingiustificate, soprattutto, in una situazione di criticità lavorativa dovuta a problemi tecnici e forse anche a mancate scelte organizzative dell’Amministrazione che impediscono il corretto svolgimento delle attività lavorative del personale.
Ancora, visto che stiamo vivendo una fase emergenziale, occorre superare l’Accordo di luglio 2019 non firmato dalla Cgil , e disciplinare questo smart-working “emergenziale”, per eliminare anche le criticità di quell’accordo come: il mancato riconoscimento del diritto al buono pasto, la connessione internet, le eventuali fasce di contattabilità ecc. ecc.
Alla luce dell’art. 75 del D.L. 18 che, proprio allo scopo di agevolare la diffusione del lavoro agile, autorizza tutte le Pubbliche Amministrazioni ad acquistare beni e servizi informatici, preferibilmente basati sul modello cloud SaaS (software as a service), nonché servizi di connettività, mediante procedure accelerate, chiediamo di sapere se l’Istituto intende avvalersene, così da ampliare il numero dei dispositivi già presenti e garantire pari condizioni di accesso – e di erogazione dei servizi – a tutti i propri dipendenti.
Infine, vorremmo capire come viene garantita la formazione in questo momento, visto che si tratta di attività che potrebbe essere svolta senza particolari difficoltà proprio nell’ambito del lavoro agile e anche alla luce del recente messaggio della competente Direzione Centrale sul punto.
Proprio per questo, crediamo che un incontro in videoconferenza in questo momento possa essere utile e ne chiediamo la convocazione in tempi rapidi.
FP CGIL
Antonella Trevisani-Matteo Ariano
Circolare INAIL su riconoscimento infortunio per contagio da Coronavirus per il personale sanitario
In data 17 Marzo l’Inail ha risposto a più richieste di chiarimenti delle proprie Direzioni in merito al riconoscimento, per tutto il personale dipendente degli enti del Servizio Sanitario Nazionale nonché di tutte le strutture sanitarie, pubbliche e private, del contagio da Covid-19 quale infortunio professionale sul lavoro, qualora sia accertata l’origine professionale del contagio, avvenuta in ambiente di lavoro o comunque per causa determinata dallo svolgimento dell’attività lavorativa. L’Istituto specifica, opportunamente, che l’origine professionale dell’infortunio si può anche ipotizzare qualora l’identificazione delle precise cause sia difficile da identificare. Sicuramente, per il tipo di situazione emergenziale in cui ci troviamo, questo è un punto molto importante e sul quale occorre prestare la massima attenzione nel caso di contestazioni da parte delle Aziende e degli enti, pubblici e privati, offrendo agli operatori la massima tutela individuale possibile, anche con il supporto del nostro Patronato Inca. L’Istituto, inoltre, precisa ulteriormente che il caso va messo in relazione, anche qui opportunamente, al dato epidemiologico territoriale e, aggiungiamo noi, alla specifica situazione organizzativa dell’Azienda e/o dell’Ente in tema di dispositivi di protezione individuale, della loro adeguatezza, della formazione e dell’addestramento del personale in merito al loro utilizzo. E’ infatti questa, attualmente, la situazione che costantemente monitoriamo. Sono frequenti i casi in cui il personale viene assegnato a reparti di terapia intensiva, sub intensiva e infettivi, senza un adeguato addestramento. L’ Inail fornisce anche alle proprie direzioni territoriali indicazioni che tendono a semplificare, al massimo possibile, le modalità di comunicazione degli eventi sia da parte delle aziende che dei lavoratori e delle lavoratrici, invitando le proprie strutture ad evitare comportamenti di tipo burocratico. La decorrenza dell’infortunio è dal momento del riscontro positivo del tampone. La tutela, in caso di tampone positivo, si estende a tutto il periodo di quarantena. Infine, la tutela scatta anche nel caso di contagio, nel tragitto casa- lavoro. Molte strutture territoriali, a seguito della circolare, si sono già attivate in tal senso e per tutti i casi verificatesi prima dell’uscita della circolare. Sottolineiamo l’importanza di rivolgersi a tutte le Aziende/Enti, pubblici e privati, affinché predispongano tutte le adeguate misure organizzative interne volte a predisporre un monitoraggio interno degli eventi, la comunicazione degli stessi alle RSU/RLS e la conseguente attivazione di tutto il percorsi di tutela individuale.
Simona Ricci
Area Sanità e SSAEP
Funzione Pubblica Cgil Nazionale
Al Ministro della Giustizia
On. A. Bonafede
Al Sottosegretario di Stato
On. Le V. Ferraresi
Al Sottosegretario di Stato
On. Le A. Giorgis
Al Capo di Gabinetto
Dott. F. Baldi
Al Capo DOG
Dott.ssa B. Fabbrini
Al Direttore Generale Personale e Formazione DOG
Dott. A. Leopizzi
Al Capo DGMC
Dott.ssa G. Tuccillo
Al Direttore Generale Personale, Risorse DGMC
Dott. V. Starita
Al Capo DAP
Dott. F. Basentini
Al Direttore generale Personale e Risorse DAP
Dott. M. Parisi
Al Direttore Generale Archivi Notarili
Dott. R. Romano
Ministero della Giustizia ROMA
Oggetto: emergenza COVID-19.
Sig. Ministro, Abbiamo accolto con favore l’emanazione del D.L. N.18 del 17.03.2020 cd “Cura Italia”. Tale provvedimento normativo, infatti, introduce importanti novità che possono certamente agevolare la gestione della presente emergenza. In particolare apprezziamo l’estensione del congedo parentale e dei giorni di permesso ex L. 104/92 per i mesi marzo ed aprile. Apprezziamo anche la previsione di cui al 3° comma dell’art.87: “esperite le possibilità di ricorrere al lavoro agile, della fruizione delle ferie pregresse, del congedo, della banca ore, della rotazione e di altri analoghi istituti, con provvedimento motivato, la dirigenza, può esentare il personale dipendente dal servizio e tale periodo di esenzione dal servizio, costituisce servizio a tutti gli effetti di legge”. Tale norma rappresenta certamente lo strumento con il quale la dirigenza territoriale – anche quella più retriva
– potrà assicurare quella presenza minima nei “servizi essenziali” di Giustizia in ottemperanza alle recenti direttive dell’Amministrazione Centrale. Purtroppo dobbiamo riscontrare che le predette direttive a fatica vengono attuate dai capi degli uffici e dai dirigenti nei territori. Per tale motivo informeremo l’Amministrazione Centrale oltre alle altre Autorità competenti dei casi di inosservanza delle disposizioni normative volte a tutelare la salute dei lavoratori e ad evitare il diffondersi del contagio. Chiederemo inoltre che nei confronti dei trasgressori siano adottati i conseguenti provvedimenti. Particolare attenzione a nostro avviso va data alle zone ove maggiore è e sarà il contagio da Covid-19. Per tali territori, al fine di bloccare l’effetto espansivo del COVID-19, chiediamo un ulteriore sforzo, garantendo l’applicazione delle norme contenute nel Decreto-legge 18 del 17 marzo u.s. ed assumendo qualunque iniziativa utile per mettere in sicurezza il personale negli Uffici giudiziari e nei Servizi di Giustizia, limitando ulteriormente le occasioni di contatto fisico del personale con l’utenza, implementando modalità di lavoro alternative che possano contrastare ed eliminare il rischio di contagio, distribuendo immediatamente i necessari dispositivi di protezione individuale. A tal fine le chiediamo anche di favorire il coinvolgimento delle Rsu nelle decisioni che i dirigenti vorranno adottare nei singoli posti di lavoro. Riteniamo che l’applicazione delle norme, tese a realizzare lo spirito e l’obiettivo della tutela della salute, rappresenti in questo momento la priorità che deve ispirare l’azione di chi è al vertice dell’amministrazione della Giustizia. Pertanto auspichiamo un supplemento di attenzione e monitoraggio da parte Sua ed un urgente, quanto deciso ed autorevole intervento a salvaguardia della salute dei lavoratori e dei cittadini maggiormente afflitti da questa piaga. Cordialità
Roma, 19 marzo 2020
FP CGIL CISL FP
Oliverio Marinelli
ACCOLTE LE NOSTRE RICHIESTE ! IMMEDIATA CHIUSURA TECNICA DI TUTTI GLI UFFICI GESTIONE DELLE ATTIVITA’ DA REMOTO
Cari colleghi, come sapete, i Vertici dell’Ente hanno deciso oggi la chiusura tecnica di tutti gli Uffici Territoriali Aci e la gestione di tutte le attività da remoto.
Il Presidente, che stamattina in videoconferenza ci ha informato della decisione, ha voluto sottolineare come Aci abbia voluto dare piena attuazione alle norme del Governo che pongono, in questo momento, il “restare a casa” come scelta unica e obbligata per affrontare la situazione e fare il bene della collettività.
Con questa decisione Aci ha voluto mettere i lavoratori nelle migliori condizioni di sicurezza e anche di serenità e garantire ,nello stesso tempo, i servizi ai cittadini e agli operatori professionali, mettendo tutti i dipendenti in condizione di lavorare da remoto.
La chiusura degli Uffici è fissata, per il momento, fino al 25 marzo in attesa degli sviluppi e delle decisioni governative in merito alla gestione della emergenza epidemiologica.
Il Dott. Brandi ci ha illustrato un pacchetto di misure che saranno adottate dal Servizio Gestione PRA e che consentiranno alle Agenzie che ancora svolgono l’attività, di consegnare in modalità digitale anche i fascicoli lavorati con le procedure tradizionali, ai cittadini e ai professionisti di richiedere alcune tipologie di pratiche urgenti (revoche fermi , pignoramenti, confische, ecc.) che possono essere espletate solo dagli Uffici Territoriali, utilizzando la PEC o la posta elettronica, con eventuale pagamento degli importi mediante il sito web dell’ACI, tramite PagoPA.
L’obiettivo è sempre garantire i servizi, facendo in modo che non siano necessari spostamenti sul territorio.
Agli Uffici Territoriali verranno date precise indicazioni sul funzionamento di questi servizi con una Avvertenza in fase di pubblicazione.
Per quanto riguarda la gestione del personale, la dott.ssa Zinno ha confermato che tutti i dipendenti che vogliono aderire allo Smartworking e dispongono di dispositivi idonei (PC, portatili, tablet , smartphone che hanno i requisiti minimi indicati nella circolare trasmessa) possono fare, se non l’hanno già fatta, una dichiarazione non soggetta ad autorizzazione. Lo smartworking diventa la modalità ordinaria di lavoro dal momento che l’Ente, chiudendo tutti gli uffici, ha ritenuto che non ci fossero attività “ indifferibili “ da svolgersi in presenza ma che tutte possono essere svolte da remoto.
Rimane in ogni caso la possibilità per i dipendenti di usufruire in alternativa di ferie, orario multiperiodale, riposi compensativi, congedi, permessi.
In merito alla fruizione delle ferie pregresse vogliamo evidenziare, visto che ci sono arrivate segnalazioni da molti colleghi, che non è necessario per poter cominciare a lavorare in smartworking lo smaltimento di tutte le ferie pregresse. Se lo smartworking è la modalità ordinaria di lavoro, la fruizione delle ferie
pregresse, differite per motivi personali, deve avvenire nel rispetto di quanto stabilito contrattualmente e, pertanto, le stesse possono essere fruite fino al 30 aprile 2020. Allo stesso modo, pur essendo in smartworking, è possibile per i dipendenti usufruire degli altri giustificativi di assenza contrattualmente e legislativamente previsti. Chiederemo , qualora esistano colleghi la cui attività è impossibile da rendere agile, invece, ulteriori chiarimenti alla amministrazione in ordine alla applicazione di quanto stabilito dall’art.87 del DL Cura Italia sulla esenzione dal servizio che l’amministrazione può motivatamente disporre ricorrendo i presupposti stabiliti dalla norma.
Quanto ai nuovi congedi parentali e all’ampliamento dei permessi legge 104 saranno date istruzioni alle segreterie per la gestione delle novità introdotte dal DL “Cura Italia” (DL n°18 del 17/03/2020).
Per quanto riguarda gli Uffici che erano già stati chiusi totalmente nei giorni scorsi, l’Amministrazione si è riservata di fare delle verifiche e delle valutazioni, dal momento che le motivazioni che avevano portato alla chiusura erano diverse da ufficio ad ufficio; per alcuni la chiusura è stata determinata da oggettiva impossibilità di presidiare i servizi anche da remoto, per altri da esigenze di carattere precauzionale. Si valuterà se e come è possibile consentire una ripresa della operatività, se pur da remoto, di questi uffici, e saranno, di conseguenza, fatte le dovute comunicazioni ai colleghi.
La Direzione Risorse Umane e Affari Generali sta lavorando anche per predisporre delle attività di formazione “on line” da svolgere in questo periodo. Si opererà una ricognizione dei fabbisogni formativi per mettere a disposizione dei colleghi degli interventi formativi specifici.
Le direttive centrali sull’utilizzo dello smartworking riguardano anche i colleghi in comando agli AA.CC.. I Direttori compartimentali stanno monitorando le situazioni degli AC sul territorio.
Per le posizioni organizzative, sia di sede centrale che delle sedi territoriali, per le quali l’incarico è in scadenza , l’Amministrazione sta valutando la possibilità di una proroga, anche se di breve periodo ( 6 mesi) . Questo sia per non creare problemi di gestione agli Uffici, sia per le oggettive difficoltà nell’organizzazione delle selezioni in questo momento.
Abbiamo chiesto una risposta alle nostra richiesta relativa alla possibilità di riconoscere il buono pasto ai colleghi che lavorano da remoto, anche alla luce delle decisioni di altre Amministrazioni del Comparto che le scriventi OO.SS. hanno portato all’attenzione dei Vertici dell’Ente nella lettera inviata ieri. L’amministrazione ci ha detto che sta valutando tale richiesta, visto anche il materiale da noi fornito, e ci comunicherà a breve le decisioni che saranno assunte, anche con riguardo alle modalità di rilevazione dell’orario minimo (6 ore più la pausa) necessario per maturare il diritto al buono pasto.
Siamo molto soddisfatti per le decisioni assunte dall’Amministrazione.
E’ quello che avevamo chiesto subito dopo i primi provvedimenti governativi .
E’ la decisione giusta non solo per i lavoratori per ma tutta la comunità e i dipendenti Aci risponderanno a questo cambiamento con la professionalità e il senso di responsabilità di sempre, cercando di assicurare al meglio i servizi ai cittadini.
Naturalmente vi terremo informati di ogni eventuale ulteriore novità che dovesse intervenire.
FP CGIL ACI FP CISL ACI UILPA ACI ACP CONFINTESA FP ACI CONFSAL UNSA ACI
D. Figliuolo M. Semprini P. Piccirilli L. De Santi A. G. Cappelli
Al Segretario generale Cons. Franco Massi
Al Vice Segretario generale Cons. Saverio Galasso
Al Dirigente generale per le Risorse Umane Dott. Pasquale Le Noci
e, p.c. Al Servizio Relazioni sindacali
A tutto il Personale
Oggetto: Emergenza epidemiologica COVID-19: fruizione forzata ferie anno 2019.
Queste OO.SS., con la presente, intendono rappresentare la preoccupazione espressa dai lavoratori in servizio presso tutte le sedi dell’Istituto per le pressanti sollecitazioni provenienti dai vertici dei rispettivi Uffici ai fini della utilizzazione, fin da subito e non con una programmazione entro il termine previsto, delle ferie ancora non godute afferenti al 2019, da impiegare inderogabilmente entro e non oltre il 30 aprile p.v.. Le segnalazioni ricevute dai lavoratori evidenziano inoltre l’adozione di comportamenti non sempre uniformi da parte dei responsabili degli Uffici sia centrali che territoriali, con il rischio che possa affermarsi disparità di trattamento e conseguente malcontento. Dall’attenta lettura dei decreti che si sono succeduti negli ultimi giorni, e in particolare dell’art. 87 del Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020 (Cura Italia), si evince che solo nei casi in cui non sia possibile avviare i lavoratori allo smart working, inteso quale forma generalizzata ed ordinaria di prestazione di lavoro, al fine di ridurre le occasioni di contagio e la probabilità di diffusione del virus è possibile ricorrere ad altre modalità di gestione delle assenze dal servizio, tra le quali l’utilizzazione delle ferie pregresse. Ad avviso delle scriventi, che pur conoscono molto bene la vigente normativa in tema di fruizione delle ferie e quali siano le modalità per le quali le stesse possano essere rinviate a giugno dell’anno successivo, l’assoluta incertezza in merito alla durata dell’attuale situazione emergenziale potrebbe favorire, da parte delle SS.LL., differenti valutazioni nonché l’adozione di scelte maggiormente prudenziali che potrebbero arrivare a giustificare anche il citato rinvio entro giugno p.v.. E’ opportuno sottolineare che gli strumenti attualmente a disposizione dei lavoratori per far fronte ad un’eventuale prolungata assenza dai luoghi di lavoro potrebbero, in presenza di un quadro normativo ancora frammentario e in continua evoluzione, rivelarsi non sufficienti, rischiando di aggiungere ulteriori difficoltà come, ad esempio, quella di dover ricorrere anche alla fruizione delle ferie dell’anno in corso. Alla luce di quanto rappresentato, in attesa di un riscontro alla presente, si auspica che possano essere individuate nuove soluzioni, anche ispirate al buon senso, dirette a venire incontro, in questo periodo così difficile, alle aspettative dei lavoratori e delle loro famiglie.
Cordiali saluti
Susanna Di Folco Fernanda Amidani Umberto Cafiero Arturo Benedetti
Al Direttore Generale della Direzione Generale
PIOB – UPD del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Dr.ssa Stefania Cresti
e p.c.:
Al Dirigente della Div. II della Direzione Generale
PIOB – UPD del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Dott.ssa Emanuela Cigala
Oggetto: Chiarimenti situazione emergenziale COVID-19
Nel prendere atto delle positive iniziative intraprese in questi giorni e delle note tempestivamente diramate a tutti gli Uffici per limitare i rischi all’interno del Ministero, si rappresenta in ogni caso l’urgenza di prevedere, la distribuzione dei dpi igienico sanitari al personale chiamato a presidiare gli uffici (in particolare mascherine, guanti, gel igienizzante ed alcol). Di verificare, inoltre, se è possibile, come noi riteniamo, di mettere in smart-working altri servizi (es. il centralino ect. ect.) Pur comprendendo le grandi difficoltà legate all’approvvigionamento del materiale in questione, infatti, riteniamo necessario garantire a tutti i colleghi, con particolare riguardo a coloro che gestiscono gli accessi, di effettuare con la massima sicurezza la prestazione lavorativa. In attesa, poi, delle ulteriori disposizioni che verranno emanate a seguito della pubblicazione del d.l. 18/2020 si chiede di fornire indicazioni operative per consentire l’utilizzo dell’art. 87, comma 3 del citato decreto, quantomeno per il personale che non possa essere autorizzato a effettuare la prestazione lavorativa in modalità agile, nel caso in cui non possa utilizzare ferie pregresse, congedi o banca ore o in alternativa pianificare progetti che possano consentire di lavorare da remoto.
In attesa di un cortese urgente riscontro si porgono distinti saluti.
FP CGIL
Giuseppe Palumbo /Francesca Valentini
CISL FP
Michele Cavo /Marco Sozzi
UIL PA
Bruno Di Cuia/ Orlando Grimaldi
Roma, 18 marzo 2020
Al Direttore dell’Agenzia delle Entrate
Avv. Ernesto Maria Ruffini
p.c.
a tutti i Direttori Regionali dell’Agenzia delle Entrate
e a tutte le lavoratrici ed i lavoratori dell’Agenzia delle Entrate
Oggetto: obbligo domiciliare e rientro in ufficio;
Con i DPCM dell’8 del 9 e dell’11 marzo u.s., il Governo italiano ha disposto ed esteso su tutto il territorio nazionale il divieto di spostamento di ogni cittadino salvo comprovate esigenze lavorative , situazioni di necessità ovvero per motivi di salute; questi obblighi vengono ribaditi quotidianamente con messaggi istituzionali sulle maggiori reti televisive nazionali, avvisando che la violazione può comportare la denuncia ai sensi dell’art. 650 del c.p. (attualmente ne sono state emesse quasi 46.000). Parimenti, il Ministro della Pubblica Amministrazione ha emanato due direttive (nn. 1/2020 e 2/2020) finalizzate a ridurre la presenza dei dipendenti pubblici negli uffici e ad evitare il loro spostamento (…) al fine di garantire uniformità e coerenza di comportamenti del datore di lavoro per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori. Con queste disposizioni ha stabilito che per le Pubbliche Amministrazioni – tra cui l’Agenzia delle Entrate (AdE) – la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa è il lavoro agile e che la presenza del personale in ufficio deve essere limitata allo svolgimento di attività strettamente funzionali alla gestione dell’emergenza ed alle attività indifferibili. Con le note del 12 e del 13 marzo u.s., emesse a firma dell’avv. Ruffini, sono state individuate attività indifferibili da assicurare in presenza ed attività semplicemente indifferibili da assicurare sia in presenza sia in smart-working (giusto per non creare confusione e dare indicazioni precise). Ebbene, premesso che alla luce dell’odierna pubblicazione del d.l. n. 18/2020 il suddetto elenco di attività andrebbe rivisto, considerato altresì che il decreto
dispone la sospensione dei termini relativi alle attività di liquidazione, controllo, accertamento, riscossione e contenzioso, lamentiamo che negli Uffici dell’AdE si stanno programmando rientri di personale generalizzati, generici ed automatici. Queste disposizioni – impartite senza prerogative datoriali – non solo contraddicono le norme e le prassi summenzionate ma vieppiù sottopongono i lavoratori ad una possibile denuncia ex art. 650 del c.p. perché indotti ad abbandonare il loro domicilio privi di comprovate esigenze lavorative ed altresì li espongono a danno della loro salute e di quella di chi li circonda senza valide – ed indifferibili – ragioni. Ancora oggi i colleghi incaricati c.d. POER (giammai i Direttori Regionali e Provinciali, che tuttavia hanno fornito loro precise indicazioni verbali, di fatto gravandoli del peso di questo illogico modus operandi) dispongono rientri settimanali senza comunicare quale attività indifferibile il lavoratore richiamato in sede dovrà svolgere. Un meccanismo automatico che, data la sua generalizzata applicazione, svela il suggerimento ricevuto dalla ribalta del datore di lavoro e in modo più profondo rivela l’incapacità culturale di approcciarsi alla modernità del lavoro, che dev’essere caratterizzata anche dal binomio fiducia-autonomia verso il lavoratore e non esclusivamente dalla logica vintage controllo-punizione (di questo ne riparleremo). Per tale via, sollecitiamo un intervento del Direttore Generale dell’AdE, affinché cessi questa rischiosa gestione dei lavoratori ed affinché si chiarisca che il datore di lavoro deve comprovare formalmente le ragioni che giustificano un pubblico dipendente ad abbandonare il proprio domicilio per recarsi in ufficio. Parimenti – od in mancanza di indicazioni al riguardo – invitiamo sin da subito tutti i lavoratori, ai quali si chiede di rientrare in sede in modo generico ed immotivato, ad opporsi a tali richieste inviando una e-mail al proprio responsabile (POER) e per conoscenza all’Area Gestione Risorse di competenza, per chiedere quali siano le indifferibili attività da svolgere al rientro in ufficio e precisare che in mancanza di formale disposizione non sarà violato l’obbligo domiciliare imposto dai provvedimenti governativi per rispetto della legalità, della coscienza collettiva e per non incorrere nelle conseguenti sanzioni.
FP-CGIL Coordinamento Nazionale Agenzia delle Entrate
Tra l’emergenza e l’ordinario Circolare n.18/2020 – ancora sulle misure di prevenzione
Abbiamo accettato con fatica una convocazione dell’Amministrazione con all’ordine del giorno le posizioni organizzative e la materia relativa alle misure di emergenza relegata alle varie ed eventuali. Ma certo in questo momento ogni occasione di confronto è utilissima per affrontare questo tema prioritario.. Fortunatamente abbiamo dedicato una buona parte della riunione per un confronto specifico che riguarda la gestione della fase attuale e quello che occorre fare affinché le misure di sicurezza e di prevenzione siano finalmente poste in atto. Nonché per alcune segnalazioni, prodotte da tutte le OO.SS. presenti, in ordine alle modalità di gestione della fase emergenziale con l’ingiustificabile impasse che stiamo registrando in tutto il territorio dove assistiamo al solito classico, ed in questo caso incredibile, gioco al rimpallo delle responsabilità per cui alcuni dirigenti periferici attendono le decisioni in materia di prestazioni indifferibili delle Direzioni Generali afferenti, che ancora irresponsabilmente non arrivano. Altri sembra non abbiano ancora capito quale livello di responsabilità grava sulle loro spalle in materia di tutela della salute pubblica e ancora non determinano comportamenti coerenti con le disposizioni governative. Noi a questo punto riteniamo invece che non ci siano più alibi e occorre procedere con la massima speditezza all’applicazione delle misure previste, indipendentemente dai tempi che si prendono le Direzioni Generali per le linee guida. Per questo abbiamo chiesto un tavolo di confronto a livello nazionale che attui un monitoraggio continuo sullo stato di attuazione delle misure contenute nella Circolare n.18/2020 del Segretariato Generale. Proposta che è stata valutata percorribile dall’Amministrazione presente al tavolo ma che naturalmente deve essere sottoposta al vaglio del Segretario Generale. Ma deve essere chiaro che la responsabilità rispetto all’attuazione delle misure ricade per intero sui dirigenti periferici, in quanto datori di lavoro ai sensi della vigente normativa generale e sulla base di quanto previsto nei provvedimenti governativi e nelle stesse disposizioni ministeriali. Quindi i dirigenti sono chiamati nel caso specifico a responsabilità di tutela della salute pubblica. Vanno di conseguenza rilevate tempestivamente le eventuali violazioni ed i ritardi attuativi e segnalati allo stesso datore di lavoro, al Segretariato Regionale e, nei casi più gravi o di permanente inadempienza, alle autorità individuate per il controllo sull’attuazione delle misure stesse, in primis i Prefetti. Il tutto in raccordo con le nostre Segreterie Territoriali, con cui vanno coordinate le iniziative da assumere in questi casi. E vi preghiamo inoltre di predisporre report dai singoli territori contenenti le segnalazioni di criticità perché l’impegno che abbiamo assunto oggi è quello di segnalarle unitariamente al Segretariato Generale proprio in funzione del sopradetto monitoraggio. Le misure adottate con la Circolare 18 sono le seguenti: il lavoro agile è la modalità ordinaria con la quale si articola l’attività lavorativa degli Uffici. Tutte le qualifiche professionali possono accedervi e coloro che svolgono attività non telelavorabili possono collaborare ad altre attività riconducibili all’area di appartenenza in relazione con le professionalità superiori. Le norme hanno transitoriamente derogato alle procedure ordinarie ed il dirigente può semplicemente disporre la messa in smart working dei lavoratori; le prestazioni indifferibili sono di conseguenza quelle che determinano la necessità di presenza fisica di lavoratori all’interno del luogo di lavoro e tale necessità si determina solo in relazione al fatto che dette attività non sono espletabili a distanza e /o corrispondono ad obblighi di legge in materia di tutela e custodia del patrimonio culturale. Il dirigente decide, anche in assenza di linee guida delle Direzioni Generali, quali possono essere e adegua subito alle stesse l’organizzazione dell’Ufficio:
i lavoratori che devono continuare a garantire la presenza fisica sul luogo di lavoro devono essere dotati di tutti i dispositivi di protezione individuale previsti; il riferimento alla fruizione delle ferie è esplicitamente riferito a quelle pregresse, conto 2019 e la dizione congedo ordinario contenuta nella Circolare non si riferisce alle ferie 2020; il riferimento ad altri istituti analoghi è rapportabile in questa fase anzitutto ai recuperi per riposi compensativi di cui può essere chiesta la fruizione; deve essere attuata la sanificazione degli ambienti di lavoro. A queste misure si aggiungono quelle contenute nel D.L. 18/2020 appena emanato, alcune delle quali, come l’estensione dei permessi ex legge 104 o i congedi parentali, immediatamente fruibili. Ma sul complesso di norme che compongono questo importante atto governativo rinviamo alle valutazioni tecniche e politiche che farà la nostra Organizzazione ed ai successivi atti applicativi. Infine le questioni ordinarie: abbiamo fatto il punto sull’andamento nell’attribuzione delle posizioni organizzative 2019, è stato deciso per il momento di attribuire le medesime 44 posizioni di risulta attribuite sulle economie dell’accordo 2018 e di valutare, solo sulla base delle posizioni che sono risultate definitivamente non riassegnabili, ulteriori ampliamenti della platea. Per quanto riguarda l’accordo 2020 è quasi giunto alla conclusione, c’è l’adesione comune ad un testo che renderemo disponibile appena possibile, resta da stabilire il quantum da attribuire a questa voce a valere sul Fondo di quest’anno e ancora rimane aperto il confronto sulla cosiddetta indennità per i funzionari datori di lavoro, ovvero i Direttori di Archivi e Biblioteche non dirigenziali. Per il prosieguo del confronto si è stabilita la ripresa, tramite videoconferenza, dei tavoli di confronto infrasettimanali. Noi abbiamo chiesto di affrontare il tema della costituzione del Fondo 2020 e della sua ripartizione ed in tale contesto abbiamo chiesto di avviare un confronto finalizzato alla gestione della produttività connessa con la sopravvenuta ordinarietà del lavoro agile, anche al fine di tutelare e mantenere, in questa difficile situazione, i rendimenti salariali dei lavoratori. Accanto a questo ci attendiamo una sollecita convocazione del tavolo di monitoraggio richiesto. Ci pare giusto che il tavolo nazionale di contrattazione dia un segnale forte di continuità di lavoro a tutela dei lavoratori che devono continuare a garantire il servizio e di quelli che dovranno operare a distanza. Perché noi ci siamo e ci saremo.
Claudio Meloni
FP CGIL Nazionale
Roma, 18 marzo 2020
Al Direttore dell’Agenzia delle Entrate
Avv. Ernesto Maria Ruffini
Oggetto: COVID-19 (Coronavirus) – Tutela della Salute dei dipendenti
Nella precedente nota abbiamo sottolineato come l’assenza di un coordinamento centrale autorevole in tema di lavoro da remoto abbia consentito a direttori centrali, regionali e provinciali di manifestare, diffusamente, una visione burocratica e ostativa nella realizzazione di questo progetto. Non può sfuggire a nessuno che le forme di lavoro da remoto rappresentano, in questo contesto, un tema confluente e convergente alla più ampia finalità della norma: il contenimento del rischio di contagio anche attraverso la sicurezza nel posto di lavoro. Come già detto nelle precedenti comunicazioni la Salute viene prima di tutto, anche rispetto agli obiettivi di Struttura, ed è responsabilità diretta del datore di lavoro garantirla. La “leggerezza” o, peggio, la spregiudicatezza (o l’immobilismo) nell’adozione delle disposizioni organizzative possono far discendere anche profili di tipo penale. Ribadiamo la necessità di contenere il più possibile i presidi e mantenere il Front-Office, comunque ad orario ridotto, solo laddove siano disponibili i dispositivi di protezione individuale e sia possibile il rispetto di tutte le norme generali di condotta sanitaria, compresa la distanza minima di in metro tra le persone. Si rende necessario -dove non già fatto- pianificare un programma di sanificazione di tutte le sedi di lavoro e delle attrezzature in uso ai dipendenti. Oltre alla sanificazione, una volta realizzate le condizioni di sicurezza, sarà necessario mantenerle. Per questa ragione chiediamo che in tutte le sedi: -si provveda ad una pulizia giornaliera e sanificazione periodica dei locali, delle postazioni di lavoro (tastiera, schermi touch, ad esempio) e delle aree comuni; -si provveda a mettere a disposizione dei dipendenti idonei mezzi detergenti per le mani e di adeguati dpi.
FEDERAZIONE LAVORATORI FUNZIONE PUBBLICA CGIL VIA LEOPOLDO SERRA, 31 – 00153 ROMA Tel. +39 06 585441 | PEC: organizzazione@pec.fpcgil.net | posta@fpcgil.it |
L’articolazione dell’Agenzia competente per funzione o territorio, in qualità di stazione appaltante del servizio di pulizia, avrà -ad avviso della scrivente- l’onere di verificare che il soggetto che fornisce il servizio di pulizia operi coerentemente e in linea alle finalità delle norme in materia di protezione dei propri dipendenti.
FP-CGIL Coordinamento Nazionale Agenzia delle Entrate
Il Direttore Generale
Comunicato al personale
In relazione all’emergenza epidemiologica in corso, causata dal Coronavirus denominato COVID – 19, l’ENAC, in aderenza e nel pieno rispetto delle disposizioni adottate dall’autorità di Governo e dalle altre istituzioni preposte alla tutela della salute pubblica, ha posto in essere incisive azioni di contrasto alla diffusione del contagio, che di seguito si riportano. In primo luogo, si è provveduto ad applicare la modalità di lavoro agile alla maggioranza dei dipendenti che, alla data di oggi, ammonta a oltre 490 unità, ossia a circa il 70% del personale. Contemporaneamente, sono state fatte salve le esigenze di funzionalità minima e di presidio delle strutture, definendo con i dirigenti delle medesime programmi di attività compatibili con il mantenimento dei necessari livelli di sicurezza. Per tale finalità, è stata data disposizione a tutto il personale dirigenziale di non allontanarsi dalla Regione di appartenenza, così da poter garantire la presenza nella sede di servizio in caso di necessità. Al fine di rendere operativa nel più breve tempo possibile e per il maggior numero di dipendenti la predetta modalità agile di lavoro, si è provveduto a fornire al personale dispositivi informatici e, nel caso in cui ciò non sia stato possibile, a configurare dispositivi personali, previa acquisizione della disponibilità dei dipendenti interessati, in modo tale da renderli funzionali allo svolgimento dell’attività lavorativa. Il criterio adottato nella distribuzione è stato quello di dare priorità ai servizi essenziali quali stipendi, mandati di pagamento indifferibili, protocollo, logistica, sia sul territorio sia in Direzione generale. Sono state inoltre prese in considerazioni le richieste dei singoli direttori al fine di garantire i servizi essenziali. Considerati i tempi tecnici necessari, tale attività è tuttora in corso e si confida di concluderla entro la settimana. Per quanto riguarda i dispositivi per il lavoro da remoto, al momento risultano consegnati oltre 350 PC ENAC e sono configurati 36 Dispositivi personali. I restanti dispositivi saranno attivati nei prossimi giorni, in funzione delle priorità indicati dai Direttori e dalla disponibilità di dispositivi personali. Per quanto concerne l’acquisto dei materiali utili alla gestione delle misure di prevenzione, già in data 28 febbraio 2020 si è provveduto ad avviare la relativa attività e il 5 marzo è stato disposto l’ordinativo alla Società contraente del materiale disponibile. Tale materiale è in via di consegna, sia sul territorio sia presso la Direzione Generale. Più precisamente, l’ordinativo ha riguardato complessive:
– 372 confezioni da 14 mascherine; – 82 confezioni da 12 pezzi da 100 ml di igienizzante; – 19 confezioni da 100 pezzi di guanti monouso;
– 19 confezioni da 6 pezzi di 100 ml di gel sanificante per mani, da inserire in piantana; – 21 piantane per dosatore per rilascio prodotto sanificante.
Si è provveduto, inoltre, ad integrare l’approvvigionamento con un ulteriore ordinativo in data 13 marzo che sarà consegnato il 23 marzo prossimo. Riguardo alla fornitura di mascherine protettive, sono state riscontrate difficoltà da parte del fornitore a reperire quanto da noi richiesto. A tale riguardo è stata interessata sin dai primi momenti l’unità di crisi presso la Protezione civile.
Inoltre, a seguito di segnalazione di un caso di positività al Coronavirus di un dipendente in servizio presso la Direzione Generale, come ulteriore misura di prevenzione e fermo restando che già dallo scorso 3 marzo era stata avviata una igienizzazione delle tre sedi con prodotti ospedalieri, è stata disposta l’integrale sanificazione degli uffici della Direzione Generale che pertanto, come già comunicato, resteranno chiusi fino al termine delle operazioni. È chiesto ufficialmente alla ASL di competenza di conoscere le modalità da seguire al momento della riapertura della sede. Stessa richiesta è stata inoltrata anche al medico del lavoro della Direzione Generale. Le risposte verranno comunicate a tutti prontamente, in modo tale che il rientro in servizio dei dipendenti avvenga in condizioni di massima sicurezza.
Si è altresì provveduto ad individuare ed avvertire singolarmente il personale venuto a contatto diretto con la persona contagiata negli ultimi giorni secondo le indicazioni del Ministero della Salute, chiedendo a ciascuno di contattare il proprio Medico di famiglia e le Autorità sanitarie per la segnalazione di quanto accaduto e l’adozione delle misure previste dal protocollo in simili casi.
Analogamente, anche per le Direzioni Aeroportuali e le Direzioni Operazioni è stata data indicazione ai dirigenti responsabili di provvedere ad acquisire il servizio di sanificazione degli uffici. Le relative operazioni sono già state effettuate in diverse sedi e saranno comunque realizzate per tutte le sedi nei prossimi giorni.
Questo comunicato viene pubblicato su INTRANET e inviato via mail ad ogni dipendente. Nei giorni seguenti seguiranno altri comunicati riguardanti.
#andràtuttobene
Alessio Quaranta
Roma, 16 marzo 2020
Al Direttore dell’Agenzia delle Entrate
Avv. Ernesto Maria Ruffini
Oggetto: COVID-19 (Coronavirus) – Richiesta provvedimenti d’urgenza
Dalla fine di gennaio si sono susseguiti numerosi interventi normativi che hanno avuto – e avranno, nelle prossime settimane – come filo conduttore quello di contenere il rischio da contagio anche, ma non solo, limitando gli spostamenti delle persone. In ambito Pubblico il Governo ha stabilito che le forme di lavoro da remoto rappresentano la modalità ordinaria per rendere la prestazione lavorativa. È chiaro che, in via residuale, per le attività indifferibili per le quali è necessaria la presenza fisica del dipendente in sede, il superiore gerarchico dovrà autorizzare preventivamente ed in maniera esplicita il singolo dipendente a recarsi presso la sede di lavoro. L’Agenzia, nel suo Vertice, non ha dimostrato fino ad oggi di saper e poter governare la complessità del momento attraverso il coordinamento delle proprie strutture di centro e periferiche lasciando, come conseguenza, ampi margini di attuazione ai Responsabili regionali e provinciali. In questo “margine di attuazione” si è manifestata in tutta la sua prepotenza una visione burocratica e ostativa delle modalità di lavoro da remoto, in palese violazione della normativa vigente, esponendo ampie fasce della popolazione aziendale a rischi per la salute propria e dei propri cari. Per stigmatizzare questo aspetto si moltiplicano gli interventi ad opera delle Segreterie territoriali delle ooss nei confronti di una
cultura aziendale che, mettendo in secondo piano la salute dei propri dipendenti, ancora una volta, anche di fronte alla pandemia, mette sopra a tutto il raggiungimento degli obiettivi. Per la FpCgil, due possono essere le ragioni di questa situazione: o le articolazioni dell’Agenzia agiscono su un Suo preciso mandato, oppure il Vertice non è in grado di coordinare l’applicazione uniforme di una norma. In questo secondo caso lo riterremmo un segno di disordine organizzativo. Davanti a questa situazione e all’obiettivo generale di limitare i rischi da contagio agendo sul piano organizzativo delle PA, le chiediamo di riportare i comportamenti delle Sue strutture al significato della norma, abbandonando fantasiose e restrittive interpretazioni. Tra queste, i lavoratori da noi rappresentati segnalano da ultimo la curiosa individuazioni di presidi fisici per ogni Area delle DP e DR, mai citati nei provvedimenti emessi a Sua firma, che devono garantire la presenza – persino con due rientri in alcuni casi – e senza che a questa presenza/presidio venga agganciata un’attività indifferibile. Ancora una volta, nonostante i maggiori chiarimenti da Lei forniti, Direttori Provinciali e Regionali fanno distorto uso del loro arbitrio, contraddicendo con queste generiche e generalizzate disposizioni (per altro nemmeno esplicitate ma fornite verbalmente alle POER) le indicazioni di codesta Direzione nonché la stessa ratio legislativa.
FP-CGIL Coordinamento Nazionale Agenzia delle Entrate
Pubblichiamo: DG_PRAM_nota_prot_16045_del16_3_2020_lavoro_agile