Al Ministero della Giustizia
Sottosegretario di Stato alla Giustizia
On.le Vittorio Ferraresi
Al Sig. Capo Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria
Dott.ssa Barbara Fabbrini
Al Sig. Direttore Generale del personale e della formazione
Dott. Alessandro Leopizzi
Oggetto: Richiesta di proroga del termine di scadenza della domanda per la partecipazione alla procedura per l’attribuzione della fascia economica superiore – Progressioni economiche.
Le scriventi O.O.SS. rappresentano la necessità di posticipare la scadenza per la presentazione delle domande di cui in oggetto, dal giorno 8 maggio al giorno 17 maggio c.a..
Le numerose festività del mese di aprile (periodo pasquale, ponte del 25 aprile e del 1 maggio), nonché le correzioni da apportare già segnalate, rendono necessaria tale richiesta.
FPCGIL
Claudio Meloni
CISL FP
Eugenio Marra
UIL PA
Domenico Amoroso
UNA NON RIFORMA
Non abbiamo una valutazione ancora compiuta sull’esito della riunione dell’altro giorno sul progetto di riorganizzazione presentato dall’Amministrazione, solo perché vogliamo verificare quante e quali osservazioni avanzate dalla parte sindacale verranno recepite.
Ma, indipendentemente dall’esito di questo confronto, non possiamo che ribadire il giudizio critico contenuto nelle osservazioni che abbiamo inviato, che si possono rintracciare al seguente link: https://www.fpcgil.it/2019/04/30/nota-di-osservazioni-fp-cgil-alla-proposta-di-riorganizzazione-del-mibac/.
In sostanza ci è stata confermata l’impostazione anticipata dalle famose slides e tale impostazione ha registrato la mancata condivisione della stragrande maggioranza del tavolo sindacale.
Da parte nostra abbiamo semplicemente approfondito i punti che avevamo esposto nella nostra nota di osservazioni, in particolare:
abbiamo ribadito la nostra netta contrarietà alla ulteriore proliferazione di strutture centrali, in particolare rispetto alla proposta di istituire una nuova DG Contratti e rispetto alla rimodulazione dei compiti del Segretariato Generale che lo caratterizzeranno più come organo gestionale che come ufficio di indirizzo programmazione e controllo. Relativamente alla linea del controllo abbiamo rilevato la contraddizione rispetto al mantenimento di funzioni di spesa in capo si Segretariati interregionali ed allo stesso tempo l’attribuzione della dipendenza diretta con il Segretariato Generale e di compiti ispettivi sul territorio che assommano in un unico soggetto le funzioni di gestore della spesa per gli Uffici privi di autonomia e di controllore sulla gestione stessa. Nella riunione ci è stato peraltro chiarito che la nuova organizzazione prevede la soppressione dei Comitati Regionali dei Soprintendenti sulla base di un rafforzamento dei poteri di indirizzo e controllo della DG ABEAP;
rispetto all’articolazione territoriale proposta abbiamo sottolineato la disfuzionalità della creazione di strutture di gestione che operano su base interregionale, con una operazione che sembra esclusivamente indirizzata al risparmio di posizioni dirigenziali da recuperare al centro e che allontana ancora di più gli Uffici direzionali dai luoghi della cultura amministrati. Ci pare nebulosa l’idea delle Reti Museali, che non ci pare corrisponda all’obiettivo espresso di valorizzazione del patrimonio diffuso, ma semplicemente ad una semplificazione dell’attuale modello;
non abbiamo riscontrato un progetto riorganizzativo che veramente rafforzi i sistemi di tutela: si mantiene intatta la separazione organizzativa con i cicli di valorizzazione, non si interviene sulla ingiustificata proliferazione dei Musei autonomi, addirittura si è messo in discussione, dopo il primo annuncio fatto con le slides originarie, il rientro delle Biblioteche annesse ai Musei autonomi nel loro alveo naturale, non ci pare che mettere in piedi due o tre Soprintendenze in più risolva il loro problema di funzionamento, si continua ad insistere su una linea gerarchica tra Soprintendenze Archivistico Bibliografiche e gli Archivi di Stato che non aveva senso, se non nell’ottica appunto del ridimensionamento del sistema degli Archivi, nessun recupero di Dirigenze per gli stessi Archivi e le Biblioteche.
Su tutti questi punti il Segretario Generale ha promesso un approfondimento e vedremo, senza troppe speranze, quali soluzioni sortiranno, tenuto anche conto del fatto che noi non ci siamo limitati all’esercizio della critica ma abbiamo avanzato proposte precise e articolate, peraltro contenute nella più volte citata nota di osservazioni, ma anche nei documenti che abbiamo presentato negli ultimi tempi, in particolare nella piattaforma che abbiamo presentato per le recenti elezioni del Consiglio Superiore.
Ma se l’impianto dovesse rimanere quello annunciato noi non potremo che rilevare una perfetta linea di continuità con la riorganizzazione operata dal precedente Ministro con una accentuazione centralistico burocratica ancora maggiore. Altro che cambiamento. Restano in piedi tutti i motivi per continuare la nostra battaglia in difesa della tutela del Patrimonio Culturale, e si può stare certi che sarà nostra cura proseguirla insieme a tutti coloro che hanno a cuore la corretta applicazione dell’art.9 della Costituzione.
FP CGIL Nazionale
Claudio Meloni
Le generosissime aspettative ingenerate sul Reddito di Cittadinanza si stanno riversando – com’era facile immaginare – in termini negativi sugli sportelli dell’Inps, soprattutto nei territori con il maggior numero di domande presentate, con un afflusso di utenza più che triplicato rispetto a quello ordinario ed in gran parte dovuto ad importi determinati di gran lunga inferiori agli attesi 780,00 euro.
Questa nuova e prevedibile situazione rappresenta un ulteriore elemento di rischio e di stress per i dipendenti delle sedi territoriali, che dovranno affrontare la delusione e la rabbia di utenti che già vivono un forte disagio economico.
Al fine di prevenire inutili e pericolose diatribe agli sportelli, che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori in front-office, chiediamo all’Amministrazione di attivarsi rapidamente per ridurre al massimo la necessità dell’utente di recarsi presso le sedi Inps per avere spiegazioni sulla determinazione dell’importo riconosciuto o sulle motivazioni del rigetto dell’istanza. A tale scopo, basterebbe integrare la comunicazione dell’importo, con l’illustrazione – in forma chiara e trasparente – dell’iter che ha portato alla determinazione dell’importo riconosciuto.
Nel corso degli ultimi anni, lo sportello delle sedi Inps è diventato sempre di più il terminale di istanze crescenti dei bisogni della cittadinanza (dall’assistenza al sostegno al reddito alla previdenza), anche per effetto di norme che scaricano il loro peso sul personale dell’Istituto. Consapevoli di questo rinnovato ruolo dell’attività di sportello, siamo stati i primi a chiedere con forza all’Istituto di strutturarla in modo efficace ed efficiente, attraverso misure economiche, organizzative e logistiche, anche con riferimento alla sicurezza di tutti i lavoratori impiegati.
In questa prospettiva, è giunto il momento che l’INPS affronti in modo chiaro e definito alcune attività che congestionano gli sportelli – quotidianamente e/o ciclicamente – con impiego consistente di personale sottratto alle attività di back-office e ricadute negative sulle attività di produzione delle sedi.
Visto che vanno tanto di moda le analisi costi-benefici, ci chiediamo ad es.: quanto costa avere personale impegnato quotidianamente nel rilascio dei pin? Quanto costa la duplicazione dei tanti pin erogati? E quanto costa il personale ciclicamente impegnato nel rilascio dei CUD e a quanto ammonta il reale risparmio ottenuto dalla non spedizione degli stessi? Si pensa di porre finalmente rimedio a tale situazione?
Attendiamo fiduciosi una risposta.
Roma, 2 maggio 2019
IL COORDINATORE NAZIONALE FP CGIL INPS
Matteo Ariano
Roma, 30 aprile 2019
Al MIBAC
Sig. Capo di Gabinetto
Dr.ssa Tiziana Coccoluto
Sig. Segretario Generale
Dr. Giovanni Panebianco
Sig. Direttore Generale Organizzazione
dr.ssa Marina Giuseppone
Oggetto: Proposta di riorganizzazione del Ministero – Osservazioni e proposte FP CGIL
Gentili Signori,
è un esercizio complesso quello di produrre osservazioni volte alla eventuale modifica di un impianto di cui, allo stato delle informazioni acquisite, si condivide molto poco. Nelle more degli opportuni approfondimenti riteniamo di produrre le seguenti osservazioni:
L’esigenza di revisione del processo riorganizzativo avviato dal precedente Governo si basa a nostro avviso su alcune condizioni che noi riteniamo imprescindibili ai fini di una ripresa di efficacia dei servizi istituzionali in capo al MIBAC:
La ricomposizione della frattura generata dal DPCM 171/2014 tra i cicli lavorativi dedicati alla tutela e quelli volti alla valorizzazione. Questo significa una nuova rideterminazione dei fabbisogni specifici, del tutto squilibrati a favore del sistema dei Musei, e la revisione di un impianto organizzativo che ha determinato la separazione netta del sistema delle Soprintendenze, degli Archivi e delle Biblioteche dal sistema Museale. Non ci è parso di cogliere significativi segnali in questa direzione: la proposta presentataci si limita a pochi interventi che non mettono in discussione l’indebolimento organizzativo subito da questi settori.
Il rafforzamento organizzativo del sistema della Tutela del Patrimonio nel suo complesso, intervenendo su organici, assetti, autonomia di spesa dei sistemi dedicati. Noi pensiamo ad un sistema autonomo nella capacità di spesa, dotato di un organico dirigenziale e tecnico sufficiente, ad un investimento straordinario di risorse volto a riportare ai livelli di efficacia le attività di ricerca scientifica, di tutela, conservazione, promozione e divulgazione culturale. Ad esempio, a nostro avviso, il problema non può essere riconducibile alla diatriba astratta sulla Soprintendenza Unica o di settore ma su quale dotazione professionale debbano avere le Soprintendenze per poter funzionare al meglio. Problema che certamente la Unica non ha risolto, considerato che la sua istituzione è semplicemente conseguente ad un processo di ridimensionamento organizzativo e di competenze, basti pensare alla idea inaccettabile di attribuire ai funzionari Capi Area compiti tipicamente dirigenziali e alla sperequazione evidente nella distribuzione degli organici che ne ha ridotto l’incidenza sino a portarli al 20% sull’intero fabbisogno teorico. Quindi non appare sufficiente ed esaustivo l’incremento previsto delle Soprintendenze, se non si comprende quali possano essere gli interventi che ne migliorano i servizi. Analoghe considerazioni si possono fare per gli altri settori della tutela, per i quali non si colgono segnali di un serio investimento organizzativo. Va bene far rientrare le Biblioteche annesse ai circuiti di valorizzazione nel loro alveo organizzativo naturale, purché questo avvenga per tutte le Biblioteche, sia quelle annesse ai Poli che quelle conglobate nei Musei autonomi. Ma il sistema delle Biblioteche storiche di gestione statale ha bisogno di ben altra attenzione e ben altri investimenti, a partire dal recupero delle dirigenze sottratte per indirizzarle al sistema museale. Per quanto riguarda Archivi e Soprintendenze Archivistiche ci pare di cogliere nella proposta del Ministro un rafforzamento del sistema gerarchizzante definito dalla riforma Franceschini. Se così fosse anche in questo caso non ci troveremmo d’accordo: il depauperamento organizzativo subito da questo importantissimo settore verrebbe semplicemente confermato, non rintracciando nella proposta di riassetto alcun elemento che miri invece al rafforzamento del servizio a partire dal ripristino delle dirigenze in alcuni importanti Archivi di Stato per finire all’ineludibile necessità di rivedere i fabbisogni professionali specifici. Archivi e Biblioteche hanno concreta urgenza di rivedere le loro modalità di offerta dei servizi e di riprendere a fare ricerca, acquisizione e tutela del patrimonio documentale. Sull’operazione che si propone per il sistema museale, con la previsione delle reti museali interregionali, ci riserviamo una riflessione specifica sulla base degli opportuni approfondimenti e chiarimenti sugli intrecci organizzativi che la stessa propone, al momento almeno per noi nebulosi. Ad esempio non si comprende quali benefici riceverebbero i Musei sparsi sul territorio da una accentuata lontananza dal loro centro direzionale. Dal nostro punto di vista andrebbe interamente rivisto l’attuale sistema museale, che propone accorpamenti artificiali sul territorio regionale e ha registrato scarsi risultati nei termini di fruizione del patrimonio diffuso, e andrebbero individuati circuiti museali più omogenei nel percorso storico culturale e semplificato il sistema delle autonomie museali, ad esempio tramite la ricomposizione dei territori archeologici di Roma e Napoli. Valutando di converso la riassegnazione di siti e musei al sistema delle Soprintendenze. La ricomposizione dei cicli di tutela e valorizzazione comporta scelte coraggiose e investimenti organizzativi conseguenti: se la precedente riforma si fosse limitata a definire gli standard organizzativi museali e preteso la loro reale applicazione, sarebbe stata nello specifico una buona riforma. Invece la creazione dei Poli Museali solo in pochi e sporadici casi ha determinato livelli sufficienti di autonomia del sistema museale diffuso.
L’esigenza di revisione della linea amministrativa è un altro degli elementi essenziali di valutazione della riforma possibile. Naturalmente attendiamo tutti gli opportuni approfondimenti ma non possiamo che ribadire il nostro giudizio critico su una operazione che ci pare viziata da una visione centralistica dell’apparato e che non interviene su alcune criticità strutturali della linea amministrativa, in particolare per quel che riguarda la gestione della spesa ed il suo controllo. Su questi aspetti l’idea di creare una nuova Direzione Generale Contratti non produce altro che una ulteriore duplicazione delle strutture centrali determinando peraltro una sovrapposizione tra le funzioni di gestione del Bilancio ed il controllo sulla qualità della spesa. Così come l’idea di determinare le funzioni dei Segretariati Regionali su base interregionale non ne chiarisce l’intreccio di funzioni a livello territoriale, se non nella certezza della perdita di funzioni tecniche nelle loro competenze, rispetto alle linee di gestione e di controllo che in tal modo restano in capo allo stesso soggetto. Non è sufficiente modificare la dipendenza gerarchica ed attribuire compiti ispettivi allo stesso dirigente che poi mantiene lo status di stazione appaltante, e quindi di gestione della spesa di tutto l’apparato periferico che non ha autonomia di spesa, ovvero in ultima analisi si controlla da solo. Per quanto riguarda il progetto di riorganizzazione del Segretariato Generale si rafforzano strumenti di gestione diretta di una competenza strategica quale la gestione dei processi tecnologici finalizzati all’innovazione dei processi organizzativi e si determina una competenza esclusivo rispetto alla comunicazione istituzionale in un organismo direttamente raccordato alla direzione politica del Ministero. Dal nostro punto di vista ci pare anche questa una operazione che non esattamente riflette il principio di separatezza tra le funzioni di indirizzo, programmazione e controllo e quelle di gestione diretta di competenze. Noi invece avremmo pensato ad una semplificazione delle strutture centrali, ad una loro riduzione anche sul modello di quanto avviene negli altri Ministeri per quel che riguarda le competenze alle Direzioni Generali Amministrative. E ad una linea di controllo sulla spesa che sia autonoma e separata dalle funzioni di gestione, che devono essere riportate, almeno come centro di spesa, in capo di Dirigenti delle strutture periferiche.
Inoltre è del tutto evidente che l’avvio di un processo di riorganizzazione incentrato sulla necessità di modernizzare i cicli lavorativi non può non contemplare un processo di revisione dei fabbisogni organizzativi, sia per quel che riguarda i fabbisogni professionali specifici che per i criteri di distribuzione delle previsioni nelle singole aree. Attualmente l’organico mantiene uno squilibrio rispetto alle previsioni della prima area, e, coerentemente con il previsto passaggio del personale in seconda area, si potrebbe attuare una revisione, sulla base di quanto previsto dalla Legge Madia, che ne riduca al massimo la previsione teorica, distribuendo i posti che si rendono disponibili negli organici delle aree funzionali superiori. Infine è del tutto evidente la estrema necessità di rivedere i numeri e le previsioni dei piani assunzionali, alla luce dei dati sull’organico presente di fatto e sulla previsione delle uscite entro il 202. I numeri attuali delle assunzioni previste appaiono insufficienti a ridurre in modo sensibile le carenze che si determineranno in tutti i cicli e il rischio concreto è quello di trovarsi nel 2021 nella medesima situazione attuale, se non peggio. Noi pensiamo ad un piano straordinario di occupazione che si ponga la finalità della copertura piena dell’organico previsionale entro il medio periodo e anche ad un opportuno ampliamento degli organici della dirigenza e, per quel che riguarda il personale delle aree, il recupero del taglio del 10% del costo del lavoro operato dalla manovra spending review.
Queste sono le nostre riflessioni e proposte, evidentemente non esaustive di argomenti che presentano problematiche complesse e articolate connesse alla gestione di questo importante Ministero, ma che, nell’ambito di un confronto costruttivo quanto franco, possano avere gli opportuni approfondimenti.
Distinti saluti
FP CGIL MIBACT
Claudio Meloni
Coordinamenti Nazionali Agenzia Entrate
Al Sig. Direttore Generale
Antonino Maggiore
e, p.c. Al Direttore della D.C. R.U.O.
Aldo Polito
Egregio Direttore Generale,
la procedura di assegnazione delle POER non è ancora terminata e continuiamo a registrare evidenti lacune nella gestione della selezione e della procedura nel suo complesso.
Ad una prova scritta, inopinatamente diversificata per le modalità di effettuazione, con la somministrazione di quesiti in gran parte dei casi criticabili per come elaborati e congegnati, oltre che per la loro reale capacità di assolvere allo scopo di individuare le migliori professionalità, ha fatto seguito un esame orale in cui le commissioni hanno operato in maniera palesemente difforme da regione a regione e per gli Uffici centrali.
In alcuni casi, infatti, dai voti degli orali si evince che le stesse commissioni abbiano diviso aprioristicamente in fasce di merito gli esaminandi a seconda del precedente incarico rivestito. Pertanto, per alcune famiglie professionali, in diverse regioni, sul totale dei posti non è risultato vincitore alcun funzionario che non avesse ricoperto un incarico di responsabilità. Sebbene attribuire un quid pluris a chi abbia già dimostrato capacità di coordinamento possa avere una sua ratio, ricordiamo che il bando non prevedeva una valorizzazione rigida di tali esperienze in sede di prova orale. Pertanto appare che le commissioni che hanno applicato questa regola siano andate oltre il mandato ricevuto.
In questi giorni ci risulta che si stia procedendo all’assegnazione degli incarichi e delle destinazioni per i vincitori.
Ai lavoratori ed alle Organizzazioni Sindacali sfuggono totalmente le modalità con le quali tali destinazioni siano in corso di attribuzione. In primo luogo, ad oggi, sebbene le OO.SS. le abbiano richieste sul tavolo nazionale, non sono state pubblicate le graduatorie definitive delle selezioni, con evidente lesione dei diritti dei legittimi interessati eventualmente esclusi. In secondo luogo, non si ha alcuna evidenza dei criteri di precedenza adottati dai Direttori Regionali ed, in particolare, non è dato sapere se sia stata valorizzata la posizione in graduatoria.
Risulta, quindi, evidente la compressione dei legittimi interessi del candidato nella fase selettiva, così come nell’assegnazione imperscrutabile ed unilaterale dell’incarico con cui opererebbe l’Agenzia, in palese contraddizione con le esigenze di attuazione dei principi di trasparenza, parità e pari opportunità che la procedura selettiva, diversamente, dovrebbe garantire.
E’ superfluo ricordare, infatti, come gli incarichi siano divisi in quattro fasce economiche con differenze di indennità anche molto rilevanti; pertanto, al fine di evitare ulteriori sperequazioni ed arbitrarietà, che già hanno caratterizzato pesantemente la fase selettiva delle procedure, è doveroso rendere trasparenti anche gli adottati criteri di assegnazione della posizione.
Poiché le POER rispondono al CCNL Funzioni Centrali in vigore, in quanto totalmente riservate a personale di III Area, appare evidente che su questa tematica debbono essere garantiti tutti gli istituti contrattuali.
La procedura di selezione ed assegnazione delle POER è quindi, caratterizzata da tutte le pecche che negli anni hanno manifestato gli atti emessi unilateralmente dall’Agenzia delle Entrate, producendo spesso pesanti contenziosi, scarsa trasparenza e conseguente disaffezione tra i lavoratori, in contrasto con la stessa norma istitutiva che prevedeva invece un reale e costruttivo confronto con le rappresentanze del personale.
Poteva e doveva essere l’occasione affinché venisse correttamente ripristinata l’architettura della nuova governance dell’Agenzia, nonché costituire l’opportunità di crescita professionale per circa 1.500 lavoratori. I presupposti, però, sembrano aver condotto alla diversa strada del caos organizzativo!
È proprio sotto quest’ultimo aspetto inerente la nuova riorganizzazione che le Scriventi stigmatizzano, inoltre, che essa è in corso di attuazione senza che ci sia stata una preventiva informativa nazionale e confronto sugli ultimi aspetti decisi da codesta Agenzia, con l’atto direttoriale n. 101304 del 19 aprile u.s., quali: la fissazione della data di decorrenza, l’ulteriore declassamento di posizioni dirigenziali ed il conseguente incremento di ulteriori numero di POER, la “sospensione” parziale ed “indefinita” di alcuni importanti riassetti organizzativi (es: 41 nuovi uffici territoriali destinati a gestire gli atti pubblici, i rimborsi IVA e le successioni).
Così come le Scriventi criticano decisioni organizzative unilaterali e raffazzonate quale quella di non trasformare le attuali articolazioni degli uffici che hanno la “pesatura e qualificazione” di POS in POER sin dal 1° maggio p.v. così come previsto per legge!
È, infatti, da distinguere l’assegnazione dell’incarico POER al funzionario selezionato “in ritardo” per il protrarsi delle procedure, dalla “qualificazione” dell’articolazione degli Uffici, oggi POS, che non potevano subire ulteriori proroghe con semplice atto direttoriale (11 maggio per strutture periferiche; ancora, addirittura, da definire per gli Uffici Centrali).
Una grave leggerezza decisionale, quindi, che pone alcune articolazioni dell’Agenzia (es: alcuni Uffici Territoriali, le Sezioni contrasto alle frodi, le figure professionali degli audit manager, ecc.) sino ad oggi P.O.S., in un “limbo” in cui non sono più P.O.S. perché la legge ne obbligava l’immediata trasformazione in POER sin dal 1° maggio; né POER, in quanto l’atto direttoriale in argomento non stabilisce ciò per gli Uffici Centrali e le fa decorrere solo dall’11 maggio per le strutture periferiche dell’Agenzia.
Per quanto esposto queste OO.SS.
CHIEDONO
– La pubblicazione delle graduatorie dei vincitori con separata indicazione dei voti di scritto, orale, titoli;
– I criteri adottati per le modalità di assegnazione dell’incarico e della sede di destinazione.
Al fine di poter contribuire positivamente alla migliore definizione della procedura e della riorganizzazione, si chiede, infine, l’apertura immediata di un tavolo di confronto.
Roma, 30 Aprile 2019
FP CGIL CISL FP UILPA CONFSAL/UNSA FLP
BOLDORINI SILVERI CAVALLARO SEMPREBONI CEFALO / PATRICELLI
E’ stato firmato il 29 aprile a Parigi l’accordo di Costituzione del Cae (Comitato Aziendale Europeo) tra il gruppo Korian ed il sindacato Europeo dei servizi Pubblici Epsu.
Il Gruppo Korian, multinazionale francese, è uno dei maggiori attori nell’ambito dei servizi sanitari, socio-sanitari e assistenziali in Europa, con 52.000 lavoratori in 6 paesi europei, ed ha diverse sedi in Italia.
E’ la prima volta che un CAE viene istituito nell’ambito del socio assistenziale. La firma di oggi rappresenta una svolta in un settore in crescita e consentirà a EPSU e ai suoi affiliati di continuare a lottare per migliorare le condizioni di lavoro dei lavoratori nel socio assistenziale. L’accordo arriva dopo mesi di negoziati e apre la strada a ulteriori accordi nel settore. Hanno contribuito fattivamente alla conclusione dell’Accordo per l’Italia i nostri delegati Gilberto Nieddu e Roberto Davis Gonzales ed Evelyn Ortega della Cisl.
Il CAE è un organo di informazione e consultazione eletto dai lavoratori e dalla direzione e contribuirà a migliorare le condizioni di lavoro che sono fondamentali per fornire un servizio di qualità. Riteniamo che l’avvio del Comitato possa essere di supporto anche alla contrattazione, sia nazionale sia decentrata, nel nostro paese.
Sarà nostra cura informarvi delle attività del Cae e di eventuali accordi e/o protocolli che si firmeranno in sede Europea.
La responsabile dell’Ufficio Internazionale FPCGIL
Nicoletta Grieco
Accordo di Costituzione del Cae Korian tradotto italiano


CASSA DI PREVIDENZA ED ASSISTENZA
MINISTERO INFRASTRUTTURE E TRASPORTI
CONSIGLIO C.P.A. 18 APRILE 2019
Mercoledì 18 Aprile si è riunito il Consiglio di Amministrazione della Cassa di Previdenza ed Assistenza con il seguente ordine del giorno:
I lavori sono iniziati con l’approvazione del verbale n. 436 procedendo con la relazione illustrativa del Bilancio Consuntivo 2018 della Cassa di Previdenza ed Assistenza. Suddetto esercizio è il primo in cui è stato applicato interamente il nuovo Statuto che ha tutelato la tenuta del Bilancio anche per quanto riguarda l’aspetto previdenziale, prevedendo così l’equilibrio e il controllo della spesa. L’amministrazione ha comunicato che il Collegio dei Revisori ha provveduto ad approvare il Bilancio Consuntivo in data 12 aprile 2019. Dopo un esame completo della relazione presentata Il Consiglio ha approvato il Bilancio Consuntivo 2018.
Il Presidente ha comunicato di aver stipulato il contratto RSA precedentemente passato al vaglio del Consiglio e che l’investimento partirà nel mese di giugno 2019.
Successivamente, si è provveduto a vagliare le proposte pervenute dalle assicurazioni in precedenza contattate che il Presidente ha illustrato in maniera dettagliata. Dopo una attenta valutazione delle proposte avanzate da parte della Zurich (fondo Zurich Class) e della Generali (fondo Gesav) è stato dato mandato al Presidente Dott. Finocchi di procedere alla stipula dei contratti per un investimento complessivo di 10 milioni di euro.
La riunione è proseguita con la liquidazione dell’Assistenza relativo al secondo semestre 2018 e si è convenuto sulla necessità di alzare l’importo annuo da corrispondere per le cronicità relative al punto 6 documentati dal certificato della commissione medica di I istanza dell’Inps “invalido con totale e permanente inabilità lavorativa 100% e con necessita di assistenza continua, non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita” di 200 euro. Si passa così da un importo di 1.600 euro ad un importo di 1.800 euro annuo da corrispondere. Sono stati liquidati i sussidi funerari presentati dal 1 luglio al 31 dicembre 2018.
Per conto della FP CGIL e in virtù della richiesta più volte reiterata sull’urgenza di reperire nuovi fondi per la stessa CPA, il Presidente ha comunicato che, per quanto riguarda le modifiche sull’incentivo alla progettazione l’iter procedurale e al vaglio degli organi competenti per la ratifica definitiva, approvazione propedeutica all’incontro con le OO.SS. per la stipula del nuovo regolamento sull’incentivo alla progettazione.
Il prossimo Consiglio dovrebbe essere convocato entro il prossimo giugno.
Il Consigliere della CPA
Massimo Bassani
Sono pervenute segnalazioni in merito ad una comunicazione della Direzione Generale del Personale del 13/03/2019 avente come oggetto “ Passweb – Linee guida utilizzo file Noipa” trasmessa alle Direzioni Generali Territoriali e conseguentemente a tutti i Centri Pensione situati nei capoluoghi di Regione, con la quale è stato inviato il file acquisito da codesta Direzione dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (NOIPA) .
All’interno del file suddetto dovrebbero essere contenuti e certificati tutti i dati economici dal 1993 al 2013, relativi a ciascun dipendente del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti tali da consentire, al personale preposto presso i Centri Pensioni di poter procedere alla verifica, caso per caso di ogni singola situazione personale, correggere, completare e certificare le posizioni presenti nella piattaforma INPS “ Passweb” per ciò che riguarda i servizi utili e le retribuzioni dei propri dipendenti.
Dalle segnalazioni pervenute, pur apprezzando lo sforzo compiuto dall’Amministrazione e l’utilità complessiva del file, emerge che lo stesso risulta incompleto dei dati delle competenze accessorie erogate in particolare per gli anni dal 2010 al 2013, rilevanti soprattutto per i dipendenti delle Sedi Periferiche che, in considerazione della nota carenza di personale, effettuano molte prestazioni extra orario ai sensi dell’art. 19 della legge 870/86.
Se ne desume che la mancanza di tali dati, comporta necessariamente delle difficoltà da parte degli operatori dei Centri Pensioni Regionali, con conseguente non congrua elaborazione a cura dell’INPS dell’assegno pensionistico, per la quasi totalità dei numerosi dipendenti che a breve cesseranno dal servizio anche in applicazione dell’art. 14 del Decreto Legge n. 4 del 28/01/2019 “ cosiddetta quota 100” .
Vengono inoltre segnalate le difficoltà e/o impossibilità da parte del personale dei Centri Pensione di confrontarsi con le varie Sedi INPS di competenza, sia telefonicamente che via email, al fine di risolvere le numerose incongruenze presenti nelle varie posizioni assicurative e completare al meglio la lavorazione delle varie pratiche pensionistiche .
In considerazione delle persistenti problematiche sopra richiamate e dell’urgenza di farvi fronte, si chiede un incontro in tempi brevi, anche con le altre organizzazioni sindacali, con il Direttore Generale al fine di trovare congiuntamente una rapida ed equa soluzione.
Il Coordinatore Nazionale Fp Cgil MIT
Paolo Camardella