Lettera aperta dei lavoratori al Direttore dell’Agenzia delle Entrate.

21.04.2016 – Si svolge presso il Centro Congressi Frentani, il Seminario promosso dalla Funzione Pubblica nazionale, sulle forme di welfare contrattuale e aziendale.


Relazione al seminario nazionale FPCGIL

Relazione presentata dal segretario nazionale Fabrizio Fratini al Seminario promosso dalla FPCGIL Nazionale, del 21 aprile, sul tema : Welfare contrattuale welfare aziendale.


Seminario FPCGIL Nazionale – Welfare contrattuale e Welfare aziendale

Roma, 21 Aprile 2016 – Centro Congresso
Frentani, ore 9,30 – 14,00

Apertura lavori
Dario Canali Fp-Cgil Nazionale
Relazione introduttiva di
Fabrizio Fratini Segretario Nazionale Fp-Cgil
Interventi di:
Stefania Pomante Segretaria Nazionale Filctem-Cgil
Accordo Luxottica
Serena Mazzoni delegata  Fiom Cgil Rsu Finmeccanica
Accordo Finmeccanica
Mauro Macchiesi Segretario Nazionale Flai Cgil
Accordi grandi gruppi industria Agroalimentare

Dibattito
Interventi di:
Elisa Camellini Segretaria Nazionale Filcams Cgil
Nazionale
Cecilia Taranto Segretaria Nazionale Fp-Cgil
Ermira Behri Segretaria Nazionale Fillea-Cgil
Nicola Marongiu Coord.re Area contrattazione sociale Cgil Nazionale
Dibattito

Conclusioni di:
Rossana Dettori Segretaria Generale Fp-Cgil Nazionale


CNEL: Comunicato unitario su accordo FUA 2015


Alle Lavoratrici e ai Lavoratori del CNEL

SOTTOSCRIZIONE DEFINITIVA DELL’ACCORDO INTEGRATIVO SULL’UTILIZZO DEL FUA 2015

Ieri 14 aprile 2016 le delegazioni trattanti hanno sottoscritto definitivamente il CCNI per l’utilizzo del FUA 2015 (in allegato). Il salario accessorio sarà erogato nel mese di maggio con lieve aumento dell’importo della produttività collettiva, per via dei risparmi realizzati nel corso dell’anno (circa mille euro complessivi) rispetto agli stanziamenti previsti nell’ipotesi di accordo.   Ovviamente è stata confermata la dichiarazione allegata al verbale dell’incontro, relativa alle forti perplessità delle scriventi sull’applicabilità al CNEL della circolare MEF-RGS n. 20/2015.   Vigileremo sulla corretta applicazione dell’accordo e, a tal fine, vi invitiamo a segnalarci tempestivamente eventuali incongruenze riscontrate sui cedolini.   Alla luce dei risultati ottenuti e del percorso che ci attende, le scriventi ribadiscono l’invito alle Lavoratrici e ai Lavoratori del CNEL a proseguire e a intensificare l’attività di sostegno e di partecipazione sindacale, indispensabili per l’efficacia della nostra azione.   Grazie a tutti per il vostro sostegno!

Roma, 15 aprile 2016

Le OO.SS. FP CGILCISL FPUIL PA e
le RSU del personale non dirigente del CNEL

FUD: Accordo Area Dirigenza

FUA: Accordo 2015

Roma, 11 aprile 2016

“Un’assunzione straordinaria di personale sanitario, insieme al conferimento di responsabilità dirigenziali a chi applica a pieno la legge 194, con la definizione di una dotazione organica che garantisca la prestazione richiesta dalle donne: questa la risposta, senza appello, che il governo deve adesso fornire”. Ad affermarlo sono il segretario nazionale della Fp Cgil, Cecilia Taranto, e il segretario nazionale della Fp Cgil Medici, Massimo Cozza, in merito alla pronuncia del Consiglio d’Europa sul ricorso presentato dalla Cgil in tema di accesso ai servizi di interruzione di gravidanza e discriminazione del personale non obiettore.

La Fp Cgil ribadisce “lo straordinario risultato registrato oggi” e avanza al governo proposte precise: “Oltre ad una necessaria assunzione di personale sanitario, fatto di  medici, infermieri e ostetriche, serve affidare la direzione dei presidi, nei quali si effettua l’interruzione di gravidanza, a chi garantisce l’attuazione certa della legge. Il tutto insieme alla presenza adeguata e garantita di personale non obiettore, che passi anche attraverso la definizione di dotazioni organiche, contrattate con il sindacato, funzionali al rispetto della legge. Misure dalle quali il governo non può più tirarsi indietro dopo il richiamo europeo. In Italia esiste una legge che garantisce la libertà di scelte alle donne, è tempo di applicarla”, conclude la Fp Cgil.

Lo scorso 30 marzo il Senato ha approvato la Delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale,
per comodità spesso chiamata “Riforma del terzo settore”. Il testo deve fare un ulteriore passaggio alla Camera dei Deputati, cui è pervenuta il 31 marzo, assegnato alla XII Commissione Affari sociali, dove la discussione non è ancora iniziata. Le previsioni sono discordanti. Il sottosegretario Bobba sostiene che la Camera procederà all’approvazione senza modifiche del testo, che potrà essere operativo entro maggio. Altri osservatori si aspettano ulteriori modifiche. Giova ricordare che il testo è stato presentato in prima lettura alla Camera il 22 agosto del 2014.  In ogni caso per gli effetti concreti dovremo aspettare altri mesi, dato che la realizzazione di quanto oggi indicato nel testo è demandato a successivi decreti attuativi, come ben sappiamo da quando è così “di moda” procedere con legislazione delegata, piuttosto che ordinaria.
Possiamo quindi limitarci a segnalare le novità più significative apportate dal Senato al testo precedente (che trovate a sinistra della versione che pubblichiamo).
Viene meglio precisata che la natura “no profit” delle associazioni è legata alle finalità (civile, solidaristica e di utilità sociale) e non solo, quindi, alle attività svolte.
Sono annunciate modifiche al codice civile (titoli V e Vi del libro quinto).
L’art. 4 ha come titolo: Riordino della disciplina del terzo settore e la definizione del Codice del Terzo Settore, e contiene un comma (l’h) in cui si dice che “negli appalti pubblici garantire
condizioni econo0miche non inferiori a quelle previste nei contratti collettivi”.
Sul Volontariato (art. 5) si rimanda esplicitamente ai decreti delegati la disciplina dei rimborsi per i volontari.
Si prevede l’istituzione del Consiglio nazionale del terzo settore, e si modifica, positivamente, il Servizio Civile da Nazionale a Universale. Così come si prevede una diversa disciplina   dell’Impresa Sociale con caratteristiche meno commerciali che nel testo iniziale.
La Vigilanza, il monitoraggio e il controllo sul terzo settore vengono affidati al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, così come la gestionde dell’Istituito Fondo destinato a sostenere lo svolgimento di attività di interesse generale, alimentato per il solo 2016 con 10 milioni (di carattere rotativo) e 7,5 milioni (di carattere non rotativo).
C’è solo da chiedersi con quale personale il Ministero realizzerà questi compiti, dopo la nascita (v. Delega lavoro) dell’Agenzia ispettiva e dell’Anpal.
Da ultimo va segnalata l’istituzione, non prevista in nessuno dei passaggi precedenti (Testo governativo e camera dei deputati) della Fondazione Italia Sociale, con il compito di raccogliere risorse finanziarie e competenze gestionali. Alcuni commentatori parlano di “ERI del Terzo settore”.
Ce n’era proprio bisogno?

DOCUMENTO FINALE ATTIVO UNITARIO PIATTAFORME RINNOVI CONTRATTUALI SANITA’ PRIVATA E TERZO SETTORE

Roma, 21 marzo 2016

L’Attivo unitario dei delegati della sanità privata e del settore socio-sanitario, assistenziale educativo e di inserimento lavorativo di FP CGILCISL FP e UILFPL, riunito a Roma il 21 marzo 2016, per valutare le piattaforme predisposte dalle Segreterie nazionali, dopo aver ricordato le vittime di tutte le mafie e ribadito la volontà di contrastare ogni infiltrazione criminale

APPROVA la scelta  di traguardare, nei prossimi tre rinnovi contrattuali, il contratto unico di settore per i lavoratori e le lavoratrici rispettivamente della sanità privata e del Settore Socio Sanitario Assistenziale Educativo e di inserimento lavorativo

CONSIDERA
 l’attuale fase degli imminenti rinnovi come momento strategico essenziale nella storia contrattuale del settore: è consapevolezza condivisa la forte esigenza di invertire la perversa spirale delle ripetute dinamiche di dumping contrattuale che, sotto i profili  normativi e salariali hanno fino ad ora penalizzato centinaia di migliaia di lavoratori sempre più esposti a meccanismi di accentuata flessibilità, precarietà e contrazione inaccettabile dei livelli retributivi. Parallelamente si evidenzia la forte necessità ed aspettativa di una adeguata valorizzazione delle esperienze professionali che, in un quadro generale di evoluzione delle prestazioni, richiede percorsi formativi e di aggiornamento sempre più adeguati e qualificati

APPROVA le piattaforme, in particolare per gli aspetti relativi alla garanzia delle tutele economiche, anche attraverso il recupero della parte economica pregressa, per l’introduzione di un sistema innovativo e partecipativo di relazioni sindacali, di una nuova struttura dell’ordinamento professionale, della produttività e della formazione permanente, oltre all’introduzione di importanti novazioni contrattuali, quali il benessere organizzativo, la conciliazione tempi di vita e di lavoro e il welfare aziendale

DA’ MANDATO
 alle Segreterie unitarie di avviare il percorso di verifica e di consultazione dei lavoratori da concludersi entro i prossimi trenta giorni

DA’ MANDATO di avviare la fase di confronto con le associazioni datoriali sui temi proposti dalle piattaforme unitarie, che saranno integrate con le piattaforme specifiche dei singoli settori e delle proposte/modificazioni che risulteranno prevalenti durante la fase della consultazione

IMPEGNA tutto il gruppo dirigente a livello regionale, territoriale e aziendale alla massima partecipazione alle mobilitazioni e agli scioperi regionali, dei prossimi mesi, per lo sblocco dei rinnovi contrattuali di tutti i lavoratori dei servizi pubblici e accreditati, al fine di assicurare le tutele normative ed economiche ai lavoratori e i servizi qualificati ai cittadini

Approvato a grande maggioranza

TAR Consiglio di Stato: trasmissione modifica CCNI 2015

Atto di modifica del Contratto Nazionale Integrativo anno 2015.

Dopo che per prima la Puglia, con la legge regionale n.23 del 20 maggio 2014, ha affrontato il tema delle Cooperative di Comunità, con risultati apprezzati da molti osservatori, sono sempre di più le regioni che hanno provveduto a dotarsi di uno strumento legislativo per  definire i campi di intervento, le finalità e gli aiuti finanziari da assegnare a questa che sempre di più appare come una realtà significativa del welfare territoriale.
Con specifica legge sono intervenute, nel 2014,  la regione Basilicata e la Liguria, e nel 2015 l’Abruzzo, regione in cui si è svolto, per l’esattezza nel Comune di Tollo, un interessante convegno lo scorso 16 febbraio.
Anche in altri regioni il tema delle cooperative di comunità è stato affrontato, con specifici articoli, all’interno di leggi che hanno affrontato tutta la materia della cooperazione, o della cooperazione sociale.
Toscana ed Emilia Romagna nel 2014. La Lombardia, ad oggi l’ultima nota, nel novembre 2015, con un articolo (il n.11) delle Legge regionale n. 36 , con una particolare attenzione al tema dell’housing sociale.
Una così significativa attività legislativa, dalle caratteristiche sostanzialmente omogenee tra i diversi ambiti territoriali, ci fa pensare che si tratti di una materia, anche se nuova, meritevole di grande attenzione.


Nel corso dell’ultima settimana, la Commissione Affari Costituzionali del Senato ha accelerato la discussione del Disegno di legge
“Delega al Governo per la riforma del terzo Settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del Servizio Civile Universale”.
Sono stati approvati i primi cinque articoli e il Governo prevede che il provvedimento sarà discusso in aula a partire dal prossimo 16 marzo
In attesa che il Senato completi i suoi lavori fino alla definizione del nuovo testo, riproponiamo quello approvato dalla Camera dei Deputati il 9 aprile 2015.


Lo scorso 29 febbraio il Consiglio di stato ha definito illegittimo il nuovo ISEE per la parte in cui prevedeva che venisserto inserite,
tra le voci che concorrevano al calcolo del reddito imponibile, anche le pensioni legate a situazioni di disabilità, le indennità di accompagnamento e gli indennizzi Inail.
Questa parte era stata già dichiarata illegittima dal Tar, in seguito al ricorso di alcune associazioni.
Si rende urgente un intervento del governo, che, come CGIL, abbiamo da tempo sollecitato insieme a CISL e UIl sia per definire i nuovi criteri di calcolo, sia per affrontare le situazioni di contenzioso che già si stanno aprendo


« Pagina precedentePagina successiva »
X
Questo sito usa i cookie per offrirti la migliore esperienza possibile. Procedendo con la navigazione sul sito o scrollando la pagina, accetti implicitamente l'utilizzo dei cookie sul tuo dispositivo. Informativa sull'utilizzo dei cookie Accetto