Pubblichiamo la nota di rinvio dell’incontro sulla mobilità
Pubblichiamo la nota del Coordinamento territoriale Fp Cgil VVF riguardo l’organizzazione del soccorso
Nelle scorse settimane la Marina Militare dell’Arsenale di Taranto ha promosso un’azione disciplinare nei confronti delle RSU e dei delegati sindacali di FP CGIL – CISL FP e UIL PA, ritenuti colpevoli di aver difeso una lavoratrice sul luogo di lavoro nell’esercizio delle funzioni e delle prerogative sindacali fissate e tutelate dalla Costituzione e dallo Statuto dei lavoratori per mezzo della legge n. 300 del 20 maggio 1970. Una iniziativa violenta, autoritaria e inappropriata adottata – a giudizio delle scriventi – contro chi rappresenta e tutela la libertà e la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori anche nei luoghi di lavoro del Ministero della Difesa. Ove a ben vedere, e a giudicare dai fatti accaduti, v’è forse maggior bisogno di praticare sana democrazia e tutela dei diritti dei dipendenti civili. Ma ancora più grave, se possibile, è stato l’agire in assoluta continuità della direzione generale del personale civile che, senza ulteriore indugio e in spregio alle citate norme costituzionali e di legge, ha inteso subito istruire e formalizzare i procedimenti disciplinari individuali a carico delle RSU e dei delegati sindacali locali. Peraltro smentendo pure se stessa, quando intervenendo su analogo precedente accaduto 5 anni fa ebbe giustamente a chiarire che… “l’attività del rappresentante sindacale è espressione di una libertà garantita dalla Costituzione, art. 39, ed in quanto diretta alla tutela di interessi collettivi dei lavoratori, contrapposti a quelli del datore di lavoro non può essere subordinata alla volontà di quest’ultimo, escludendo la responsabilità del rappresentante sindacale nell’esercizio delle prerogative sindacali”. Come non pensare, quindi, ad una precisa volontà di attaccare il Sindacato se l’intenzione è stata palesemente quella di colpire le RSU regolarmente elette dalle lavoratrici e dai lavoratori, e le delegate e delegati delle organizzazioni sindacali locali proprio nell’esercizio di quelle prerogative sindacali che Persociv difendeva qualche anno fa. Il che, evidentemente, ci riporta ai modi autoritari e alla pratica distorta e inconcludente delle relazioni sindacali fin qui registrata in seno alla Difesa, peraltro già partecipata al vertice politico del ministero che, a giudizio delle scriventi, da almeno 6 mesi a questa parte sta caratterizzando in particolare l’agire dei dirigenti che operano nella predetta Direzione generale – la quale peraltro non ha mai risposto alle lettere e alle sollecitazioni avanzate dal Sindacato confederale – come da ultimo prova anche la unilaterale decisione di chiudere il confronto in atto sulla circolare che regola l’orario di lavoro del personale turnista. Un atteggiamento irrazionalmente ostile verso il Sindacato e le istanze avanzate dal personale civile, mantenuto in assoluta distonia con lo spirito positivo che invece ha ispirato le parti nella costruzione del nuovo sistema di relazioni sindacali collocato nell’ambito del rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. Comportamenti che stanno recando imbarazzo e notevoli ripercussioni tra e sui lavoratori, per l’impossibilità di poter fruire dal 2017 di un sistema di mobilità che consenta loro di assecondare i bisogni e le esigenze personali e famigliari, e anche per la ritardata attuazione del nuovo ordinamento professionale, che dovrà regolare anche le progressioni tra le aree. Condotta che ha costretto le scriventi organizzazioni sindacali confederali a reagire con forza per mezzo delle diffide a procedere inoltrate per competenza al Ministro Crosetto nei giorni scorsi, sia sui procedimenti disciplinari avviati nei confronti dei nostri delegati e RSU di Taranto, che sulla chiusura della discussione in atto sulla predetta circolare turnisti. Questa la situazione allo stato attuale, che è ormai evidentemente compromessa e non più obiettivamente sanabile dal nostro punto di vista con l’attuale dirigenza di Persociv, e tale presumibilmente rimarrà – al netto delle iniziative sindacali che il sindacato confederale deciderà di mettere in campo a sostegno delle ragioni dei lavoratori – finché chi ha la responsabilità politica del dicastero non avvertirà l’esigenza di esercitare fino in fondo le proprie funzioni promuovendo un azione di rinnovamento dell’attuale quadro dirigenziale, teso a rimuovere tutti quegli ostacoli che attualmente si frappongono all’espletamento delle ordinarie attività istituzionali che devono garantire una buona amministrazione e gestione del personale civile, e alla pratica di un corretto sistema di relazioni sindacali, innovato dal nuovo Contratto di Comparto. Lunedì prossimo incontreremo per la prima volta il Ministro Crosetto e il Sottosegretario delegato, dall’esito di quella riunione e dai successivi atti di questo vertice politico capiremo se il Sindacato e i lavoratori rappresentati avranno voce e spazi di democratica discussione nell’individuazione e successiva adozione delle misure ritenute indispensabili a garantire subito il rispetto della loro dignità e dei loro diritti, e a delineare prospettive certe per il futuro dell’occupazione pubblica nel ministero della difesa. Vi aggiorneremo all’esito dell’incontro.
FP CGIL CISL FP UIL PA
Francesco Quinti Massimo Ferri Carmela Cilento
Roberto De Cesaris Franco Volpi
Al Segretario generale Pres. Franco Massi
Al Vice Segretario generale Cons. Francesco Targia
Alla Dirigente generale Risorse Umane Dott.ssa Daniela Greco
e, p.c.
Al Presidente della Corte dei conti
Pres. Guido Carlino All’Ufficio Relazioni Sindacali
Al Personale della Corte dei conti
Oggetto: Informativa bozza D.P. modifica dotazione organica personale amministrativo. Con riferimento all’informativa del 2 marzo u.s. sulla bozza di decreto del Presidente della Corte dei conti riguardante la ripartizione della dotazione organica del personale amministrativo non dirigenziale, di cui si allega copia, le scriventi OO.SS. chiedono un urgente incontro, al fine di valutare gli effetti di tale provvedimento sulle aspettative di crescita professionale del personale di ruolo della Corte dei conti, ed in modo particolare sulle Progressioni tra le Aree da attuare ai sensi dell’art. 18, commi 6, 7 e 8 del CCNL Funzioni Centrali 2019/2021, nonché sull’istituzione della nuova Area delle Elevate Professionalità. In attesa di un urgente riscontro, si formulano cordiali saluti.
S. Di Folco A. Guarente F. Amidani U. Cafiero C. Visca F. Dell’Armi M. Centorbi
Pubblichiamo la nota della Segreteria Fp Cgil città metropolitana e del Coordinamento territoriale Fp Cgil VVF riguardo la carenza di organici per la sede di Molfetta
Pubblichiamo il comunicato stampa unitario delle Strutture territoriali Fp Cgil VVF, Fns Cisl,Uil Pa VVF, Usb VVF e Conapo con il quale evidenziano le difficoltà a garantire il soccorso alla cittadinanza e la salute e sicurezza delle donne e degli uomini del Corpo
Inutile incontro – alla presenza dei vertici di INL – nella giornata di oggi, per continuare la cosiddetta “discussione” sulla chiusura dell’INL e il suo rientro al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Anche oggi non si è praticamente discusso di nulla: siamo sempre alle promesse e alle buone intenzioni (che si sa cosa lastricano…). Un déjà vu, insomma. Un film già visto in questi anni, in cui erano state fatte promesse mirabolanti, senza mai portare nulla in favore di lavoratrici e lavoratori.
Oggi ci è stato promesso che tutti i fondi esistenti (fondo di spese di lite, Poletti e altro) saranno fatti confluire nel FRD fino ad arrivare a 50 milioni di euro e che si vuole partecipare ai fondi dell’INPS. Ci manca uno “sciogli pancia” in omaggio e, forse, potremmo ragionare.
A parte queste boutades, non ci è stato dato alcun documento, non ci è stato ancora comunicato perché s’intende realizzare il Dipartimento delle Attività Ispettive e in cosa e come questo funzionerebbe meglio dell’INL, come si intende migliorare l’attività ispettiva e tutte le altre attività che ogni giorno si svolgono quotidianamente negli uffici, come si intende organizzarne le attività, quali miglioramenti concreti ci saranno per i lavoratori e anche per la cittadinanza.
A margine dell’incontro ci è stato comunicato che l’Amministrazione convocherà a breve un tavolo per discutere della reperibilità presso l’ITL di Roma, “perché la situazione è diventata urgente”. Ci fa piacere che finalmente la situazione sia diventata urgente anche per l’Amministrazione. Per quanto ci riguarda, ribadiamo quanto avevamo già detto e scritto nei mesi passati e quanto poi ribadito anche nei comunicati unitari sul punto: invece di giocare al piccolo legislatore che non porta a casa nulla, sarebbe più utile e produttivo concentrarsi sulla redazione di una bozza di protocollo che disciplini la reperibilità in tutti i suoi aspetti. Chiariamo subito che se l’Amministrazione intende sedersi al tavolo solo per buttare qualche soldo in elemosina e chiudere lì la discussione, provando così a tacitare le legittime proteste dei lavoratori, non ha capito assolutamente nulla o fa finta.
E allora lo chiariamo nuovamente: quello che si chiede è un accordo generale sulla reperibilità o sulle altre forme che si potranno immaginare per garantire i lavoratori e l’efficienza del servizio. Anche considerando che – come ammette la stessa Amministrazione – l’esempio di Roma potrebbe essere ampliato ad altri territori e quindi è bene mettere subito in chiaro le “regole d’ingaggio”.
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Coordinatore nazionale FP CGIL – INL |
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Matteo Ariano |
Pubblichiamo la nota di convocazione della Direzione Centrale per le Risorse Umane riguardo il proseguo dei lavori mobilità del personale del ruolo Vigile
Pubblichiamo il comunicato stampa delle strutture territoriali Fp Cgil VVF, Uil PA VVF , Confsal VVF e Conapo con il quale sensibilizzano l’opinione pubblica sulle difficoltà che quotidianamente sono costretti ad affrontare
Pubblichiamo la nota del Coordinamento territoriale Fp Cgil VVF in merito il pagamento delle prestazioni lavorative prestate dal personale in regime straordinario per Covid-19
Finalmente le richieste dellle OO.SS. affiancate dalle proteste poste in essere dai lavoratori degli Uffici Provinciali della Motorizzazione Civile di tutta Italia, nei primi mesi dell’anno, hanno prodotto risultati tangibili. Dopo l’apertura del tavolo tecnico, avvenuta il 24 febbraio, in cui si è cominciato ad affrontare il tema della riforma della L. 870/1986, importante per tutti i lavoratori che effettuano il conto privato, è stata emanata la circolare del 2/3/2023 (allegata alla presente) fondamentale per la normalizzazione dei rapporti con l’Amministrazione e la salvaguardia delle professionalità dei lavoratori MIT. Infatti, in essa viene scritto quello che a noi appariva logico e irrinunciabile, cioè che l’ordine di priorità nell’effettuare le operazioni tecniche di revisione (a parte le esclusioni di legge di autobus, veicoli ADR e veicoli ATP), individui prima i dipendenti pubblici che hanno titolo di studio ed esperienza e, solo successivamente, gli Ispettori autorizzati privati. Restiamo convinti che la strada maestra rimanga quella di un piano straordinario di assunzioni che immetta nuovo personale nei nostri uffici, specialmente quelli che a breve subiranno uno spopolamento per effetto del pensionamento di molti colleghi. Tuttavia la circolare ha definito quello che riteniamo un principio sacrosanto: in tema di sicurezza dei veicoli i controlli devono essere effettuati prioritariamente da funzionari pubblici. Da questo momento potremo dedicarci con più serenità alle trattative avviate sul tavolo tecnico relative alla modifica dell’870/86.
la Coordinatrice nazionale MIMS p. la Fp Cgil Nazionale
Carmen Sabbatella Paolo Camardella
n inglese, l’opposto di “Smart” è “Stupid” e molto probabilmente questo nome meglio si attaglia al sistema informatico che l’INL ha messo in uso da qualche mese. Un sistema teoricamente creato per rendere più celere e intelligente l’attività ispettiva e che invece finisce per imbrigliarla e rallentarla. Da ultimo, ci risultano enormi problemi sulle tabelle di missione del personale ispettivo. A questo punto, non sarebbe meglio dare una indicazione univoca nel senso di non usare momentaneamente il sistema e redigere le tabelle su cartaceo, fino a risoluzione definitiva dei problemi? Certo è che non si può pensare di mettere in uso un applicativo senza averlo prima testato in maniera adeguata e senza aver fatto una formazione a chi dovrà usarlo quotidianamente. Invece, come da sempre, i lavoratori sono usati come “cavie” per verificare le criticità e devono formarsi sulla propria pelle, escogitando soluzioni fai da te per affrontare problemi. Non si può continuare con questo modo approssimativo di gestire le attività che hanno un impatto sulla vita quotidiana dei lavoratori. Soprattutto se si tratta di attività che implicano l’uso di danaro pubblico. A tal proposito, un dubbio atroce c’assale: col rientro al Ministero del Lavoro che succederà degli applicativi messi in uso, considerato che, ad esempio, il Ministero ha già un suo programma di gestione del personale? E dei milioni di euro (circa quaranta) finora usati per rendere autonomo l’INL dal Ministero (per poi riportarlo indietro al Ministero)? E degli oltre 26 milioni di euro stanziati nel bilancio preventivo 2023 sempre allo stesso fine? Senza considerare i finanziamenti da progettazione comunitaria sempre destinati all’informatica.
Il Coordinatore nazionale FP CGIL – INL
Matteo Ariano