Si è svolto ieri l’incontro tra l’Amministrazione e le organizzazioni sindacali in relazione al prossimo ingresso in INPS di 4.124 consulenti di protezione sociale. All’ordine del giorno il documento trasmesso dall’Amministrazione sulla ripartizione delle future colleghe e dei futuri colleghi nelle diverse sedi del territorio nazionale.

In apertura dei lavori, l’Amministrazione ha precisato che il 2023 sarà un anno di assunzioni per l’INPS: l’Istituto punta, in tal senso, ad avere entro l’anno 4.843 nuovi funzionari, cui si sommeranno altri inserimenti correlati a nuovi concorsi (medici e probabilmente avvocati).

La ratio utilizzata nell’allocazione dei Consulenti di Protezione Sociale è stata la stima del pervenuto 2023. L’Amministrazione ha affermato di aver depurato dal computo i modelli del pervenuto covid e le attività eccezionali connesse, prendendo a riferimento soltanto il personale incardinato nelle ex aree A, B e C.

L’ipotesi sottostante è che la produttività debba stare sul 124, neutralizzando in media le attività di consulenza in relazione al cluster di appartenenza delle Direzioni Provinciali. Da questo pervenuto, così calcolato, e tenendo conto delle cessazioni previste fino al 2024, sono state ricavate le esigenze. L’Amministrazione ha riservato il 5% del nuovo personale alla Direzione Generale e un ulteriore 5% alla Direzione Servizi al Territorio, per agevolare un processo di polarizzazioni.

Come FP-CGIL abbiamo segnalato, in premessa, che l’incontro di oggi appare tardivo, a dispetto della nostra richiesta per un’interlocuzione reale. La convocazione delle parti, a poche ore dalla pubblicazione sul portale INPS della procedura di scelta delle sedi per i concorsisti, sembra rispondere più a esigenze di forma che di sostanza.

Abbiamo rilevato come il nostro interesse risponde sempre a un’esigenza: garantire la tenuta dei servizi e la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori in ogni struttura del territorio. In tal senso abbiamo evidenziato come le assegnazioni previste presentino criticità evidenti, al punto che alcune situazioni di documentata carenza d’organico non solo non vengono affrontate ma vengono cristallizzate anche dalla nuova ripartizione. Ciò non pone problemi solo alle strutture territoriali, su cui registriamo il disinteresse della controparte, ma pone serie criticità anche sul piano nazionale: la scelta di non assegnare personale adeguato rispetto ai carichi di lavoro da un lato stressa la componente produttiva nelle sedi, pregiudicando in potenza i servizi, dall’altro rischia di compromettere globalmente il raggiungimento dell’incentivo, al Sud come al Nord, ivi considerata la non efficiente ripartizione delle risorse.

Sempre in relazione al tema abbiamo notato alcune anomalie evidenti, che abbiamo rappresentato al tavolo a titolo d’esempio: a Rossano Calabro attualmente sono in servizio circa 70 dipendenti e si prevede un’immissione di 65 nuove unità. Abbiamo quindi chiesto quali siano state le esigenze a monte di questa scelta e dove verranno allocati i lavoratori e le lavoratrici assegnati, considerati gli spazi della sede decisamente ristretti. Altrettanto anomala è la situazione della Sardegna: una regione che, nella sua complessità, ha visto posti a bando in mobilità inferiori rispetto alle esigenze e che solo oggi vede riconosciuta la carenza di organico. Una situazione diffusa, che si registra su diverse regioni lungo il territorio nazionale. Così facendo, però, l’Amministrazione crea contrapposizione tra il personale della mobilità e le nuove assunzioni, mentre dovrebbe operare per creare coesione ed inclusione tra il personale dell’istituto.

Sempre nel novero della ripartizione voluta dall’Amministrazione, abbiamo constatato un’anomalia di fondo evidente, ossia l’accesso alla Direzione Generale direttamente per concorso. Negli incontri passati è sempre stato fatto presente, da parte della dirigenza, che le Direzioni Regionali, le Direzioni di Coordinamento Metropolitano e la Direzione Generale non potevano essere oggetto di mobilità, in quanto solo gli interpelli avrebbero garantito le specifiche professionalità addette ai ruoli. Oggi scopriamo che l’Amministrazione, invece, si riserva di derogare da questa regola, assumendo a concorso 400 unità senza alcuna valutazione dei profili. Se a ciò aggiungiamo un dato, ossia la presenza di circa 140 colleghi che non sono riusciti ad accedere con la mobilità alla prima sede agognata (salvo scoprire che la stessa è oggi pronta ad accogliere nuove risorse), la cifra di fondo sembra una generale noncuranza nei confronti del personale in servizio, una noncuranza che fa male specie dopo gli elogi pubblici relativi al lavoro svolto durante l’emergenza pandemica e che è in netto contrasto con l’immagine dell’INPS offerta ai nuovi consulenti. Per questo abbiamo chiesto di non insistere negli errori e di soddisfare, da subito, le prime scelte di chi ha partecipato al bando di mobilità.

L’Amministrazione si è riservata di fare un ragionamento organico a fine aprile, con i numeri definitivi, per verificare lo stato dell’arte della mobilità e far scorrere le eventuali graduatorie.

Abbiamo, infine, accolto con sorpresa le dichiarazioni del Presidente nell’incontro con i neo-assunti: in quella sede è stata presentata un’idea di INPS che comporta una riorganizzazione profonda dell’assetto territoriale e organizzativo dell’Istituto. Un’idea che non è mai stata portata al tavolo e di cui abbiamo appreso i principi-guida tramite un evento streaming. Lo stesso vale per il “patto di formazione“, ventilato nel corso dell’evento, e su cui – in assenza di alcuna indicazione – abbiamo richiesto formalmente un tavolo tecnico relativo alla gestione della formazione del personale.

 

FP CGIL – INPS

Antonella Trevisani

 

Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per le Risorse Umane in merito la mobilità degli Ispettori Antincendi

Il 3 marzo u.s. si è svolto l’incontro sulla riorganizzazione degli Uffici di esecuzione penale esterna a seguito della richiesta delle OO.SS.

Alla riunione per la parte pubblica era presente il Direttore generale del Personale, delle risorse e dell’attuazione dei provvedimenti minorili, Dott. Cacciapuoti, Il Direttore dell’Esecuzione penale Esterna e Messa alla Prova, Dott. Arena.

L’incontro è iniziato con una breve introduzione del Dott. Cacciapuoti per lasciare l’intervento al dott. Arena che ha parlato di mutazione genetica riferendosi a come sia cambiata la mission degli uffici di esecuzione penale esterna in seguito alle modiche normative, ultima la riforma Cartabia, ed ha proposto di istituire un tavolo tecnico/gruppo di lavoro, per avviare un confronto sulla rivisitazione dei processi di lavoro all’interno degli UEPE.

Nel nostro intervento abbiamo espresso le criticità sulle circolari n. 3 del 26.10 22 e n.1 del 3.01.23 emanate dalla DGEPE che modificano il modello organizzativo degli uffici di esecuzione penale esterna. Nello specifico abbiamo rappresentato che sia la “specializzazione per tipologia degli interventi” che “l’interprofessionalità” , di fatto non affrontano il problema dei carichi di lavoro che aumenteranno a dismisura con l’attuazione della riforma Cartabia. L’applicazione della specializzazione in considerazione delle carenze di personale, non sarà di facile attuazione in tutti gli uffici, e comunque abbiamo chiesto un periodo di sperimentazione e la possibilità della rotazione degli incarichi, per evitare il rischio che i FSS perdano la conoscenza complessiva degli interventi. Relativamente al concetto di multiprofessionalità, in vista dell’ inserimento lavorativo dei funzionari pedagogici, abbiamo chiesto un confronto sui compiti per evitare di creare interscambiabilità di ruoli e competenze, tenuto conto dei percorsi di formazione e dell’apporto professionale di ogni operatore.

Relativamente alla circolare n.3 abbiamo espresso la netta contrarietà alla previsione di attivare dei presidi di prossimità della probation giudiziaria presso i Tribunali ordinari, con una presenza del personale, che li fa prefigurare come sedi distaccate degli Uepe. A questo proposito abbiamo ricordato che l’ordinamento penitenziario e il regolamento n.230/2000 prevedono che gli uffici non debbano essere collocati all’ interno degli II.PP e Uffici giudiziari, per mantenere la propria autonomia ed indipendenza. Di fatto questa delocalizzazione modifica la mission degli Uepe, uffici radicati sul territorio. Lo stesso vale per la volontà di creare i presidi di prossimità della probation penitenziaria all’interno degli II.PP. Abbiamo ribadito che l’introduzione di una simile riorganizzazione andrebbe soltanto ad aggravare le condizioni di lavoro, con il rischio di far implodere gli Uffici.

In questa fase abbiamo chiesto alla DGEPE l’elaborazione di linee giuda operative sulle misure sostitutive delle pene detentive brevi e la stipula di protocolli a livello centrale con Dag e Dap che potranno favorire l’interlocuzione a livello locale con i Tribunali ordinari e con gli II.PP. Abbiamo rappresentato che non si possono lasciare gli Uffici ed i singoli operatori ad arrabattarsi sulle modalità di intervento, come sta succedendo in questi giorni con l’arrivo delle richieste delle misure sostitutive.

Abbiamo chiesto inoltre di organizzare quanto prima, una fase di formazione operativa come accadde per l’ introduzione della messa alla prova.

C’è la necessità di rilanciare il lavoro di rete finalizzato all’ individuazione di nuove disponibilità per lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità e di attivare protocolli con i Comuni per l’accoglienza abitativa con i comuni.

Relativamente all’ipotesi da parte del Dott. Arena di avviare un gruppo di lavoro, abbiamo espresso la nostra disponibilità a partecipare, evidenziando che più volte abbiamo reiterato la richiesta di un tavolo di confronto serio sui carichi di lavoro.

Al contempo abbiamo chiesto l’ individuazione delle priorità istituzionali da perseguire, durante questa prima fase di attuazione della riforma Cartabia, in considerazione dell’incremento del carico di lavoro.

A chiusura della riunione il Dott. Arena ha comunicato che a breve saremo informati delle modalità di costituzione del gruppo di lavoro e delle tematiche che saranno affrontate. Rispondendo agli interventi delle OO.SS ha ribadito, che i presidi presso i Tribunali debbono essere messi in atto almeno negli UIEPE , dove sono già attivi gli sportelli.

Vigileremo sugli ulteriori sviluppi e invitiamo tutti i lavoratori a partecipare alla mobilitazione dei lavoratori della giustizia che si terrà il 10 marzo a Roma e nelle altre città per far sentire le ragioni della nostra protesta.

FP CGIL          CISL FP             UIL PA
Paola Fuselli   Eugenio Marra  Domenico Amoroso

Pubblichiamo la nota di rinvio dell’incontro sulla mobilità

Pubblichiamo la nota del Coordinamento territoriale Fp Cgil VVF riguardo l’organizzazione del soccorso

Nelle scorse settimane la Marina Militare dell’Arsenale di Taranto ha promosso un’azione disciplinare nei confronti delle RSU e dei delegati sindacali di FP CGIL – CISL FP e UIL PA, ritenuti colpevoli di aver difeso una lavoratrice sul luogo di lavoro nell’esercizio delle funzioni e delle prerogative sindacali fissate e tutelate dalla Costituzione e dallo Statuto dei lavoratori per mezzo della legge n. 300 del 20 maggio 1970. Una iniziativa violenta, autoritaria e inappropriata adottata – a giudizio delle scriventi – contro chi rappresenta e tutela la libertà e la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori anche nei luoghi di lavoro del Ministero della Difesa. Ove a ben vedere, e a giudicare dai fatti accaduti, v’è forse maggior bisogno di praticare sana democrazia e tutela dei diritti dei dipendenti civili. Ma ancora più grave, se possibile, è stato l’agire in assoluta continuità della direzione generale del personale civile che, senza ulteriore indugio e in spregio alle citate norme costituzionali e di legge, ha inteso subito istruire e formalizzare i procedimenti disciplinari individuali a carico delle RSU e dei delegati sindacali locali. Peraltro smentendo pure se stessa, quando intervenendo su analogo precedente accaduto 5 anni fa ebbe giustamente a chiarire che… “l’attività del rappresentante sindacale è espressione di una libertà garantita dalla Costituzione, art. 39, ed in quanto diretta alla tutela di interessi collettivi dei lavoratori, contrapposti a quelli del datore di lavoro non può essere subordinata alla volontà di quest’ultimo, escludendo la responsabilità del rappresentante sindacale nell’esercizio delle prerogative sindacali”. Come non pensare, quindi, ad una precisa volontà di attaccare il Sindacato se l’intenzione è stata palesemente quella di colpire le RSU regolarmente elette dalle lavoratrici e dai lavoratori, e le delegate e delegati delle organizzazioni sindacali locali proprio nell’esercizio di quelle prerogative sindacali che Persociv difendeva qualche anno fa. Il che, evidentemente, ci riporta ai modi autoritari e alla pratica distorta e inconcludente delle relazioni sindacali fin qui registrata in seno alla Difesa, peraltro già partecipata al vertice politico del ministero che, a giudizio delle scriventi, da almeno 6 mesi a questa parte sta caratterizzando in particolare l’agire dei dirigenti che operano nella predetta Direzione generale – la quale peraltro non ha mai risposto alle lettere e alle sollecitazioni avanzate dal Sindacato confederale – come da ultimo prova anche la unilaterale decisione di chiudere il confronto in atto sulla circolare che regola l’orario di lavoro del personale turnista. Un atteggiamento irrazionalmente ostile verso il Sindacato e le istanze avanzate dal personale civile, mantenuto in assoluta distonia con lo spirito positivo che invece ha ispirato le parti nella costruzione del nuovo sistema di relazioni sindacali collocato nell’ambito del rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. Comportamenti che stanno recando imbarazzo e notevoli ripercussioni tra e sui lavoratori, per l’impossibilità di poter fruire dal 2017 di un sistema di mobilità che consenta loro di assecondare i bisogni e le esigenze personali e famigliari, e anche per la ritardata attuazione del nuovo ordinamento professionale, che dovrà regolare anche le progressioni tra le aree. Condotta che ha costretto le scriventi organizzazioni sindacali confederali a reagire con forza per mezzo delle diffide a procedere inoltrate per competenza al Ministro Crosetto nei giorni scorsi, sia sui procedimenti disciplinari avviati nei confronti dei nostri delegati e RSU di Taranto, che sulla chiusura della discussione in atto sulla predetta circolare turnisti. Questa la situazione allo stato attuale, che è ormai evidentemente compromessa e non più obiettivamente sanabile dal nostro punto di vista con l’attuale dirigenza di Persociv, e tale presumibilmente rimarrà – al netto delle iniziative sindacali che il sindacato confederale deciderà di mettere in campo a sostegno delle ragioni dei lavoratori – finché chi ha la responsabilità politica del dicastero non avvertirà l’esigenza di esercitare fino in fondo le proprie funzioni promuovendo un azione di rinnovamento dell’attuale quadro dirigenziale, teso a rimuovere tutti quegli ostacoli che attualmente si frappongono all’espletamento delle ordinarie attività istituzionali che devono garantire una buona amministrazione e gestione del personale civile, e alla pratica di un corretto sistema di relazioni sindacali, innovato dal nuovo Contratto di Comparto. Lunedì prossimo incontreremo per la prima volta il Ministro Crosetto e il Sottosegretario delegato, dall’esito di quella riunione e dai successivi atti di questo vertice politico capiremo se il Sindacato e i lavoratori rappresentati avranno voce e spazi di democratica discussione nell’individuazione e successiva adozione delle misure ritenute indispensabili a garantire subito il rispetto della loro dignità e dei loro diritti, e a delineare prospettive certe per il futuro dell’occupazione pubblica nel ministero della difesa. Vi aggiorneremo all’esito dell’incontro. 

FP CGIL                   CISL FP           UIL PA

Francesco Quinti     Massimo Ferri  Carmela Cilento

Roberto De Cesaris Franco Volpi

Al Segretario generale Pres. Franco Massi

Al Vice Segretario generale Cons. Francesco Targia

Alla Dirigente generale Risorse Umane Dott.ssa Daniela Greco

e, p.c.

Al Presidente della Corte dei conti

Pres. Guido Carlino All’Ufficio Relazioni Sindacali

Al Personale della Corte dei conti

Oggetto: Informativa bozza D.P. modifica dotazione organica personale amministrativo. Con riferimento all’informativa del 2 marzo u.s. sulla bozza di decreto del Presidente della Corte dei conti riguardante la ripartizione della dotazione organica del personale amministrativo non dirigenziale, di cui si allega copia, le scriventi OO.SS. chiedono un urgente incontro, al fine di valutare gli effetti di tale provvedimento sulle aspettative di crescita professionale del personale di ruolo della Corte dei conti, ed in modo particolare sulle Progressioni tra le Aree da attuare ai sensi dell’art. 18, commi 6, 7 e 8 del CCNL Funzioni Centrali 2019/2021, nonché sull’istituzione della nuova Area delle Elevate Professionalità. In attesa di un urgente riscontro, si formulano cordiali saluti.

S. Di Folco   A. Guarente   F. Amidani   U. Cafiero   C. Visca   F. Dell’Armi   M. Centorbi

Pubblichiamo la nota della Segreteria Fp Cgil città metropolitana e del Coordinamento territoriale Fp Cgil VVF  riguardo la carenza di organici per la sede di Molfetta

Pubblichiamo il comunicato stampa unitario delle Strutture territoriali Fp Cgil VVF, Fns Cisl,Uil Pa VVF, Usb VVF e Conapo con il quale evidenziano le difficoltà a garantire il soccorso alla cittadinanza e la salute e sicurezza delle donne e degli uomini del Corpo

Inutile incontro – alla presenza dei vertici di INL – nella giornata di oggi, per continuare la cosiddetta “discussione” sulla chiusura dell’INL e il suo rientro al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Anche oggi non si è praticamente discusso di nulla: siamo sempre alle promesse e alle buone intenzioni (che si sa cosa lastricano…). Un déjà vu, insomma. Un film già visto in questi anni, in cui erano state fatte promesse mirabolanti, senza mai portare nulla in favore di lavoratrici e lavoratori.

Oggi ci è stato promesso che tutti i fondi esistenti (fondo di spese di lite, Poletti e altro) saranno fatti confluire nel FRD fino ad arrivare a 50 milioni di euro e che si vuole partecipare ai fondi dell’INPS. Ci manca uno “sciogli pancia” in omaggio e, forse, potremmo ragionare.

A parte queste boutades, non ci è stato dato alcun documento, non ci è stato ancora comunicato perché s’intende realizzare il Dipartimento delle Attività Ispettive e in cosa e come questo funzionerebbe meglio dell’INL, come si intende migliorare l’attività ispettiva e tutte le altre attività che ogni giorno si svolgono quotidianamente negli uffici, come si intende organizzarne le attività, quali miglioramenti concreti ci saranno per i lavoratori e anche per la cittadinanza.

A margine dell’incontro ci è stato comunicato che l’Amministrazione convocherà a breve un tavolo per discutere della reperibilità presso l’ITL di Roma, “perché la situazione è diventata urgente”. Ci fa piacere che finalmente la situazione sia diventata urgente anche per l’Amministrazione. Per quanto ci riguarda, ribadiamo quanto avevamo già detto e scritto nei mesi passati e quanto poi ribadito anche nei comunicati unitari sul punto: invece di giocare al piccolo legislatore che non porta a casa nulla, sarebbe più utile e produttivo concentrarsi sulla redazione di una bozza di protocollo che disciplini la reperibilità in tutti i suoi aspetti. Chiariamo subito che se l’Amministrazione intende sedersi al tavolo solo per buttare qualche soldo in elemosina e chiudere lì la discussione, provando così a tacitare le legittime proteste dei lavoratori, non ha capito assolutamente nulla o fa finta.

E allora lo chiariamo nuovamente: quello che si chiede è un accordo generale sulla reperibilità o sulle altre forme che si potranno immaginare per garantire i lavoratori e l’efficienza del servizio. Anche considerando che – come ammette la stessa Amministrazione – l’esempio di Roma potrebbe essere ampliato ad altri territori e quindi è bene mettere subito in chiaro le “regole d’ingaggio”.

 

Coordinatore nazionale FP CGIL – INL

                    Matteo Ariano

 

Pubblichiamo la nota di convocazione della Direzione Centrale per le Risorse Umane riguardo il proseguo dei lavori mobilità del personale del ruolo Vigile

Pubblichiamo il comunicato stampa delle strutture territoriali Fp Cgil VVF, Uil PA VVF , Confsal VVF e Conapo con il quale sensibilizzano l’opinione pubblica sulle difficoltà che quotidianamente sono costretti  ad affrontare

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