Come noto le graduatorie per le progressioni economiche orizzontali (PEO) 2022 del Ministero Istruzione e Merito sono state pubblicate con decreto direttoriale 2837 del 30/12/2022.

A seguito delle segnalazioni da parte di alcuni lavoratori su possibili non corrette attribuzioni dei punteggi come definiti dall’accordo sottoscritto definitivamente il 20 ottobre 2022 nonché del bando pubblicato a base della procedura abbiamo già lo scorso 2 gennaio inviato una nota all’amministrazione chiedendo di:

– attribuire correttamente i punteggi al personale in comando esterno

– verificare l’attribuzione della posizione in graduatoria al personale collocato in posizione non utile alla progressione ma con punteggio “pari merito” con personale destinatario di detta progressione.

attuare tempestivamente quanto previsto dal comma 3 dell’articolo 1 del decreto direttoriale citato in riferimento ai “controlli sulle dichiarazioni rese con la domanda di partecipazione”.

A seguito di una interlocuzione informale su questi punti l’Amministrazione ha ribadito la convinzione di aver correttamente applicato l’accordo e verificato le autodichiarazioni, suggerendo comunque di invitare i lavoratori che avessero ulteriori dubbi e la concreta possibilità di entrare in graduatoria utile a seguito di una modifica comportante la correzione di punteggi attribuiti in maniera non conforme al bando ad inoltrare istanza di accesso agli atti all’Ufficio III della Direzione Generale del Personale all’indirizzo e-mail vito.abbadessa@istruzione.it .

In caso le richieste di accesso agli atti dovessero far emergere elementi concreti l’Amministrazione potrebbe agire in sede di autotutela per la modifica della graduatoria.

Si raccomanda quindi chi si trovasse nelle situazioni sopradescritte di inoltrare tempestivamente la richiesta di accesso agli atti per verificare la correttezza della propria posizione indicando la graduatoria di interesse e su quali elementi si basano le rimostranze.

                                        FP CGIL Nazionale
                                            Anna Andreoli

Al Ministro della Giustizia
On. Carlo Nordio

e per conoscenza

On. Francesco Paolo Sisto
Viceministro della Giustizia

On. Andrea Delmastro Delle Vedove
Sottosegretario alla Giustizia

Sen. Andrea Ostellari
Sottosegretario alla Giustizia

Dott. Alberto Rizzo
Capo di Gabinetto

Dott. Gaetano Campo
Capo Dipartimento dell’organizzazione Giudiziaria

Dott. Giovanni Russo
Capo Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria

Dott. Giuseppe Cacciapuoti
Capo Dipartimento pro-tempore
per la Giustizia Minorile e di Comunità

Dott. Renato Romano
Direttore Generale degli Archivi Notarili

Egregio Ministro,

come avrà avuto modo di verificare in questi primi mesi del suo mandato, in tutti i dipartimenti del Ministero della Giustizia persistono gravi criticità che vanno affrontate con urgenza per evitare il collasso dell’intero sistema.

La cronica carenza di personale rischia di paralizzare le attività necessarie per il funzionamento della macchina amministrativa e gli interventi previsti dall’ultima legge di stabilità non consentono di colmare le lacune esistenti. I luoghi di lavoro richiedono forti investimenti a tutela della sicurezza del personale e una strumentazione adeguata a fronteggiare le sfide che la digitalizzazione impone a tutte le strutture pubbliche, ma anche su questo tema siamo notevolmente in ritardo.

A tutto questo va aggiunta la preoccupante lentezza dimostrata da questo Ministero nel costruire un corretto sistema di relazioni sindacali e affrontare in tempi accettabili tutte le questioni che riguardano l’organizzazione del lavoro, i diritti e la retribuzione del personale. Tale lentezza ha provocato una serie di inaccettabili ritardi che si verificano solo nel Ministero della Giustizia e che vanno recuperati con urgenza.

Il personale in servizio presso gli archivi notarili deve ancora percepire il salario accessorio del 2019, mentre quello degli altri dipartimenti quello del 2020. Per l’anno 2022 non è stata convocata neanche la riunione per aprire la contrattazione.

Le progressioni economiche del personale sono bloccate senza un giustificato motivo, malgrado l’ipotesi di accordo sia stata sottoscritta a luglio da tutte le organizzazioni sindacali ad esclusione della FP CGIL, che chiedeva alla parte pubblica di garantire tempi certi per l’espletamento delle procedure.

Molti accordi sottoscritti sono stati disattesi, ricordiamo tra tutti quello dell’organizzazione giudiziaria sulle progressioni giuridiche, dentro e tra le aree, sottoscritto il 26.4.2017 e recepito nel DM 9.11.2017.

Ancora non è stata convocata una riunione per un confronto sulla norma di prima applicazione del CCNL Funzioni Centrali 2019/2021, sottoscritto lo scorso 9 maggio che, in particolare, prevede la definizione delle famiglie professionali, il completamento delle procedure per l’attribuzione delle progressioni economiche già definite alla data di entrata in vigore del nuovo ordinamento professionale, le progressioni tra le aree in deroga in applicazione dell’art. 52 comma 1-bis D.L.vo 165/2001 (art. 18 CCNL Funzioni Centrali 2019/2021);

Analogamente non si ha notizia dell’apertura del tavolo negoziale per la definizione del nuovo Contratto Collettivo Nazionale Integrativo del Ministero della Giustizia e della richiesta di informazioni propedeutiche all’inizio della predetta trattativa presentata dalla FP CGIL.

Per quanto sopra esposto, considerato che ad oggi non vi è stato da parte sua alcun confronto con le organizzazioni sindacali, la FP CGIL le chiede di convocare una riunione per approfondire i temi evidenziati e calendarizzare insieme un programma di lavoro che consenta di recuperare i ritardi accumulati.

Distinti saluti.

Il Segretario Nazionale FP CGIL
Florindo Oliverio

Ieri abbiamo avuto una riunione molto tesa che aveva all’ordine del giorno la proposta dell’amministrazione sulla ripartizione del Fondo 2023, comprendente al suo interno lo stanziamento per le progressioni economiche.

La proposta di ripartizione del Fondo è stata presentata dal Direttore Generale del Bilancio che ha motivato ampiamente la scelta dell’amministrazione, per quanto riguarda la questione delle progressioni economiche, nel seguente modo:

  • si preferisce lavorare sullo stanziamento in conto competenza 2023 in quanto l’utilizzo dell’accantonamento 2022, ancorché secondo lo stesso legittimo, potrebbe mettere a rischio di rilievo l’accordo da parte degli organi di controllo. Noi nei nostri comunicati abbiamo espresso esattamente la stessa preoccupazione;

  • lo stanziamento dei 10 milioni di euro è sufficiente a garantire il differenziale stipendiale alla metà del personale avente diritto alla progressione. Viceversa utilizzare lo stanziamento dei 9 milioni garantirebbe la progressione a circa il 38% del personale;

  • risulta acclarato che il limite massimo di progressioni annualmente esigibili non possa superare il 50% del personale;

  • in questo contesto fare due progressioni nello stesso anno risulterebbe assolutamente rischioso sia per le tempistiche che in riferimento ad un tentativo di superare la percentuale del 50%. Per cui, aggiungiamo noi, ammesso che si riesca a fare la seconda progressione, la stessa non potrebbe superare il 12 % del personale.

Queste sono le posizioni espresse dall’amministrazione che noi ragionevolmente abbiamo dichiarato di condividere. Salvo poi trovarci messi all’indice da un indecente comunicato a firma congiunta CISL – FLP che ci accusa di volere un accordo al ribasso additandoci, insieme alle altre sigle che avevano espresso perplessità sulla loro proposta, ai lavoratori. Noi registriamo con vero dispiacere l’abbandono, da parte dei colleghi della CISL, dell’unità di intenti tra i sindacati confederali e l’avvicinamento alle logiche del sindacalismo autonomo.

Ma ognuno si assume le responsabilità delle proprie scelte e noi ci assumiamo la responsabilità di sottolineare che l’accordo che ieri ci è stato proposto ieri, per la parte relativa alla ripartizione delle quote economiche del Fondo, è il migliore possibile e consente di abbreviare al massimo possibile il percorso. E casomai l’accordo al ribasso lo hanno proposto la CISL e la FLP, visto che consentirebbe la progressione ad una percentuale sensibilmente inferiore.

Infine rileviamo che proprio la discussione sul tavolo ha fatto emergere l’impercorribilità di una proposta, tant’è che alla fine chi l’aveva avanzata ha dichiarato di ritirarla.

Ma, anche a differenza di quanto strombazzato strumentalmente, ancora la vicenda non è giunta alla sua conclusione: lo sarà venerdì, visto che qualcuno ha sollecitato l’intervento della politica che dovrebbe “convincere” gli organi di controllo a non frapporre ostacoli all’immaginifico percorso.

Staremo a vedere e certo non ci facciamo intimidire.

Claudio Meloni
FP CGIL Nazionale MIC

Pubblichiamo la nota in merito la ricognizione di selezione per formatori SAF Basico inviata dalla Direzione Centrale per lea Formazione  con nota n. 46490 del 29.12.22 e destinata al solo personale delle SCA e DCF.

Nella giornata di ieri siamo stati convocati per discutere dei seguenti temi:

Arretrati CCNL 2016-2018 confluiti nel FUP

Il verbale di accordo proposto dalla Parte Pubblica (PP) ha ricevuto il nulla osta da parte di tutte le sigle. L’unico punto sul quale la FP CGIL ha chiesto e ottenuto dall’Amministrazione una verifica di legittimità è quello relativo ai destinatari degli arretrati:

esclusivamente personale di ruolo, come recita il verbale proposto, oppure anche personale comandato.

Si procederà quindi alla firma non appena sarà stata sciolta tale riserva.

Incentivi per funzioni tecniche di cui all’articolo 113 del Codice dei contratti pubblici

L’ipotesi di accordo proposto dalla Parte Pubblica ha ricevuto, in generale, positivo accoglimento. Ricordiamo che si tratta del primo accordo sul tema, che consentirà al personale impegnato in tali funzioni di ricevere un beneficio economico derivante dall’applicazione dell’articolo 113 del Codice dei contratti pubblici e, in particolare, del DPCM n. 239 del 2021 che disciplina la ripartizione degli incentivi.

Abbiamo chiesto una ricognizione aggiornata delle strutture della PCM interessate dalla previsione normativa e alcuni correttivi al testo proposto, finalizzati a:

– inquadrare l’accordo nell’ambito del complessivo DPCM sopra richiamato, e non solo dell’articolo 3, commi 4, 5 e 7 del Decreto concernente la misura degli incentivi, in modo da riferirlo all’intera disciplina della materia;

– prevedere una cadenza più frequente del monitoraggio di cui all’articolo 5 del testo, che si è concordata in 6 mesi invece che nei 12 proposti;

– esplicitare che il monitoraggio riguarderà anche le modalità con le quali sono attribuite, in sede di provvedimenti di incarico, le percentuali effettive di ripartizione degli incentivi tra gli aventi diritto (art. 6 del DPCM), nell’ambito del range indicato nell’accordo: ciò al fine di verificare che la discrezionalità del responsabile della struttura nell’attribuzione delle percentuali sia fortemente ancorata ai criteri previsti dall’articolo 6, c. 1;

– esplicitare, all’articolo 6 dell’accordo, che l’amministrazione favorirà la partecipazione alla formazione e aggiornamento per tali figure tecniche, anche per favorire una rotazione del personale negli incarichi anche attivando, se del caso, la mobilità interna alla PCM.

La Parte pubblica ha assicurato che farà le revisioni richieste (salvo l’ultima che non ritiene necessaria, e che formerà quindi oggetto di una nota a margine FP CGIL) e sottoporrà l’accordo alla firma delle OO.SS..

Sviluppi economici all’interno delle categorie per l’anno 2023

La Parte pubblica ha in premessa informato che sulle PEO 2022 la valutazione della Commissione non è ancora iniziata, le graduatorie provvisorie assumono come buone tutte le autocertificazioni fornite dal personale, ma la Commissione procederà prossimamente a verifica.

Per le PEO 2023 la PP intenderebbe presentare un accordo con una visione che trascenda la singola annualità e consenta, possibilmente nell’arco di un triennio, la riqualificazione di tutto il personale in possesso dei requisiti, con criteri stabili costruiti in piena trasparenza e coerenza complessiva.

Ci siamo espressi favorevolmente sul principio di tale impianto, che si pone in linea con quanto intendevamo proporre. Abbiamo inoltre aggiunto che, essendo evidente che le PEO riescono a riflettere solo in parte un criterio di merito, andrà trovata una soluzione per consentire la progressione anche alle unità di personale rimaste per oltre un decennio escluse dalle PEO per mancanza dei requisiti.

La definizione dei nuovi criteri costituisce materia di grande complessità che richiederebbe, anzitutto, un lavoro accurato sui profili professionali, su cui la PP si è dichiarata disponibile a lavorare. Sarà inoltre fondamentale assicurare una pesatura ragionata e quanto più “scientifica” dei titoli, degli incarichi, dei corsi, nonché dell’effettiva esperienza professionale acquisita dai lavoratori (e quindi la valutazione dell’anzianità di servizio nelle sue varie declinazioni).

La FP CGIL, assieme a tutte le altre OO.SS., si è dichiarata contraria a contemplare tra i criteri futuri quello dell’eccellenza, anche in caso ex aequo, e favorevole all’avvio di un tavolo tecnico sulle PEO che la PP avvierà prossimamente. Anche il superamento del limite del 50% del personale ammesso annualmente alle PEO è stata un’esigenza espressa da tutte le OO.SS..

Nuovo contratto collettivo nazionale integrativo (CCNI)

Abbiamo introdotto il proprio intervento chiedendo di conoscere la consistenza del nuovo FUP e la tempistica per la convocazione del tavolo di contrattazione.

Abbiamo quindi indicato alcune prime priorità per il nuovo CCNI:

– aggiornare e se del caso rivedere tutte le indennità previste dal CCNI 2009, incluse quelle per turni;

– introdurre le posizioni organizzative;

– mettere a punto una procedura chiara e trasparente, ed effettivamente utilizzabile, per la mobilità interna ed esterna alla PCM, che contemperi il principio della rotazione del personale tra gli uffici con l’efficacia e l’efficienza delle strutture;

– lavorare ad una polizza assicurativa più favorevole ai dipendenti;

– anticipare, pur in mancanza del nuovo CCNL, una disciplina del lavoro agile negoziata, che si ispiri al CCNL già siglato delle funzioni centrali nel considerare il lavoro agile una delle modalità ordinarie della prestazione lavorativa;

– riavviare una procedura per i passaggi tra le categorie, con priorità per le situazioni presenti nel Dip. Protezione civile.

Infine abbiamo chiesto, a latere dello specifico punto, un impegno dell’Amministrazione per ottenere un aumento dell’indennità di amministrazione e per la celere predisposizione della direttiva all’ARAN per l’apertura del tavolo di contrattazione per il CCNL 2019-2021.

L’Amministrazione ha fornito una prima indicativa quantificazione del fondo quanto alle risorse stabili, che necessita tuttavia di alcune verifiche relativamente alle risorse variabili.

Non appena sarà disponibile il consolidamento economico del fondo sarà avviato il percorso di confronto con le OO.SS. che avrà ritmi molto serrati come da richiesta unitaria.

Il coordinatore FP CGIL PCM
Giancarlo D’Ortenzi

Pubblichiamo il Decreto di approvazione della graduatoria finale della selezione interna n. 36 posti per l’accesso alla qualifica di sommozzatore Ispettore emanato dalla Direzione Centrale per l’Amministrazione Generale

Molte le segnalazioni dal territorio per la mancata formazione che preclude la sicurezza  e la crescita professionale del personale, chiediamo nella nota che pubblichiamo di sanare la situazione venutasi a creare

Il Coordinamento Regionale e Provinciale Fp Cgil VVF evidenziano nella nota che pubblichiamo, il disagio e la difficoltà che vivono quotidianamente i lavoratori e di conseguenza i cittadini, nel garantire il  soccorso

Pubblichiamo la nota unitaria Fp Cgil VVF, Confsal VF e Usb VVF nella quale evidenziano una carenza di personale

Pubblichiamo la nota unitaria delle Strutture Territoriali Fp Cgil VVF Uil PA VVF Confsal VVF e Conapo ed inviata al Prefetto, molte sono le difficoltà che vivono le lavoratrici e i lavoratori  e di conseguenza la cittadinanza riguardo la carenza di organici, mezzi  e sulla salute e sicurezza.

Dopo 30 anni di colpevole silenzio l’amministrazione ha dato seguito nel 2022 al concorso per medici di primo livello, immettendo (a fine scorrimento) nei ruoli dell’Inps circa 360 medici.

E’ stato poi bandito il concorso per 62 medici di secondo livello (a fine mese le prime prove), mentre si è ancora in attesa della conclusione dell’ACN per i medici convenzionati, rimanendo a oggi ancora vago il numero di posti disponibili.

Indubbiamente tutto ciò ha portato ossigeno ai centri medico legali e ai medici oramai ridotti di numero e sfiniti dalle innumerevoli e anche nuove incombenze (come le Commissioni Mediche di Verifica di cui all’art. 45 L. 122/2022), ma il loro numero rimane a tutt’oggi ampiamente insufficiente.

Mandiamo un medico in tutte le commissioni asl? Un medico a tutti gli accertamenti tecnici preventivi? Ci occupiamo di tutte le revisioni di invalidità civile? Validiamo tutti i verbali asl e sostituiamo la asl dove c’è la convenzione? Ci occupiamo dell’invalidità previdenziale? La malattia? Gli accertamenti in autotutela, le verifiche straordinarie, gli accertamenti ispettivi, le visite per il Ministero degli Interni? E poi, poi, poi …

Quanti medici servirebbero veramente? Qualcuno ha fatto i conti? O pensavamo di risolvere tutto con il famoso “ verbale agli atti “? La finta panacea invisa alla stragrande maggioranza dei medici, ridotti loro malgrado a valutare, sempre con innegabile professionalità, quanto certificato da un altro medico.

Si ritorni a fare i medici con la M maiuscola e si lasci la definizione agli atti a quei casi dove è possibile non disturbare il cittadino.

Diciamo questo anche perché non siamo sicuri del suo reale effetto sull’abbattimento delle liste di attesa; è stato valutato il numero di revisioni inserite o sul numero di ricorsi giudiziari scaturiti da questa tipologia di verbale? Si è risolto qualcosa o è un cane che si morde la coda?

Qualcuno ha detto che “siamo rimasti ad una visione romantica della medicina”, ebbene sì: siamo dei medici romantici perché vogliamo visitare il cittadino.

L’esempio di Roma è emblematico: nonostante lo sforzo profuso da tutti i colleghi, i risultati continuano a essere insufficienti rispetto al carico mostruoso di lavoro. Probabilmente ci sarà da sopportare da parte dei colleghi anche una riduzione della retribuzione di risultato.

Su quest’ultimo argomento chiediamo all’Amministrazione di intervenire in maniera decisa salvaguardando il lavoro eccezionale di tutti i medici dell’Istituto evitando ogni possibile penalizzazione.

Ritornando alle nuove competenze ci poniamo una domanda: l’Amministrazione ha pensato, in analogia a quanto già successo con l’invalidità civile, di chiedere al MEF il trasferimento di una parte dei fondi utilizzati oggi per il funzionamento delle CMVP al fondo della retribuzione accessoria dei medici e del personale del comparto?

A questo punto il dubbio è, si può continuare così? La risposta è semplice: NO.

L’Amministrazione convochi nel più breve tempo possibile le organizzazioni sindacali e ascolti tutti i suggerimenti e le richieste provenienti da chi, come noi, vive in prima persona le difficoltà e le problematiche legate ad una professione ancora oggi insostituibile.

I cittadini aspettano questo: correttezza nei giudizi e rapidità nelle risposte, noi ci siamo. L’amministrazione ?

A tutti i colleghi diciamo che per raggiungere i risultati sperati è necessario dare forza al sindacato iscrivendovi alla CGIL.

Il nostro impegno sarà il vostro, difendere ed estendere i diritti e la rappresentanza delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Inps, operare per il riconoscimento delle loro funzione sociale, valorizzare le professionalità, promuovere politiche di pari opportunità.

Insieme ce la faremo.

 

Per i medici FP CGIL INPS

La coordinatrice nazionale FP CGIL – INPS

Francesco Reali

Antonella Trevisani

 

Al Presidente dell’INPS

Prof. Pasquale Tridico

Al Direttore Generale

Dott. Vincenzo Caridi

Al Direttore Centrale delle Risorse Umane

Dott. Giuseppe Conte

Al Direttore Centrale delle Entrate

Dott. Antonio Pone

E P.C.

al dirigente delle relazioni sindacali

Salvatore Ponticelli

OGGETTO: RICHIESTA DI INCONTRO ASSETTO VIGILANZA

Considerando il rincorrersi di voci interne all’Istituto, relative a un asserito rientro dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro all’interno del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – oggetto di un incontro “riservato” – questa sigla chiede un incontro con l’Amministrazione per capire meglio cosa sarebbe stato affrontato in tale incontro e quali potrebbero essere le ricadute sul personale di vigilanza dell’Istituto.

Si resta in attesa di riscontro urgente.

Roma, 16 gennaio 2023

La coordinatrice nazionale FP CGIL – INPS

Antonella Trevisani

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