FERIE PREGRESSE E LAVORO AGILE
In questo periodo diversi lavoratori dell’Istituto dovranno fruire delle ferie pregresse per consumare l’arretrato non ancora pienamente smaltito. Considerato che si potrebbe trattare anche di un numero importante di giorni – anche per l’impossibilità di fruirne, visto il periodo pandemico che, speriamo, volga definitivamente al termine – ci chiediamo come questo si concili con la fruizione del lavoro agile. Noi temiamo non si concili, vista l’interpretazione “brunettiana” data dall’Istituto con il Messaggio Hermes 1409.
Avevamo già evidenziato come l’interpretazione restrittiva data con quel Messaggio avrebbe potuto creare problemi e ci sembra proprio di essere stati facili profeti. Come si intende gestire quest’ulteriore problema non è dato saperlo, visto che, nel frattempo, continuiamo a registrare la sordità dell’Amministrazione rispetto sia alla richiesta di affrontare il tema della “prevalenza” della presenza in servizio in sede, ma anche rispetto alla questione dei caregivers.
Roma, 5 maggio 2022
FP CGIL INPS
Antonella Trevisani
Chiariamolo subito: lo stato di agitazione è ancora in piedi. Come scritto nel precedente comunicato – non arrivato a tutto il personale a causa del perdurare dei soliti problemi informatici da parte di INL… – all’esito dell’incontro con il Ministro, abbiamo unitariamente deciso di non attivare le ulteriori forme di protesta che erano in programma per questa settimana, in attesa di verificare se e come questa battaglia, che imperversa ormai da due mesi e mezzo, darà frutti concreti. Ribadiamo, dunque, che entro venerdì 6 maggio constateremo se ci saranno gli sviluppi promessi dal Ministro del Lavoro.
Nel frattempo, vogliamo essere chiari, noi non abbiamo abbandonato la lotta: se le soluzioni che saranno prospettate, soprattutto nei tempi promessi, non saranno in grado di garantire le giuste aspettative del personale, metteremo in atto tutte le forme di protesta già calendarizzate, a cominciare dai presidii di fronte al MEF e ad altri palazzi, dalle conferenze stampa sullo stato dell’INL e molto altro.
Sul piano delle questioni aperte con l’INL (Decreto Poletti, FRD 2021, schede obiettivi e valutazione performance, reperibilità) queste OO.SS. hanno già condiviso una piattaforma comune per proteggere e non penalizzare tutti i lavoratori che hanno aderito alla protesta nazionale e che continuano a resistere nella mobilitazione intrapresa a livello locale.
In tal senso, alleghiamo nuovamente il modello di lettera da sottoscrivere e inviare al vostro ufficio, per rispedire al mittente le schede obiettivi e ogni pretesa di incremento della produttività. I vertici, che hanno registrato il rallentamento delle attività e dei servizi, devono essere consapevoli che non abbasseremo la guardia fino a quando non avremo ottenuto qualcosa di concreto.
Ciò precisato, è necessario fare un ragionamento che sconfigga il senso di impotenza e rassegnazione vissuto quotidianamente dalle lavoratrici e dai lavoratori dell’INL. Per questo, occorre ragionare sui fatti e, soprattutto, fare in modo che la frustrazione per non aver ancora raggiunto i risultati sperati non annienti la nostra capacità di incidere concretamente, facendoci dimenticare che la questione della mancata perequazione ha natura politica e che, proprio per questo motivo, deve trovare una soluzione politica.
La soluzione normativa sarebbe dovuta già arrivare? Certo, ma era purtroppo prevedibile che la lotta non sarebbe durata poche settimane, ma intanto dei passi in avanti si sono registrati: ricordiamo che quando la mobilitazione partì, le prime risposte erano tese a disconoscere l’esistenza stessa della questione. Nel corso dell’ultimo incontro al Ministero, invece, non solo abbiamo acquisito la piena disponibilità del MEF a inserire una norma in legge di bilancio che riconosca definitivamente la perequazione dell’indennità al personale di INL e ANPAL, ma anche l’apertura del Ministro del Lavoro a prevedere una “norma-ponte” che traghetti questo riconoscimento fino alla legge di bilancio, riconoscendo un anticipo sul trattamento economico (ad esempio per gli arretrati), che entrerà definitivamente a regime con la legge di bilancio. Tutto questo, non era nient’affatto scontato ed è il frutto della mobilitazione e delle lotte di questi mesi: è merito delle lavoratrici e dei lavoratori dell’INL!
Proprio per questo, sconsigliamo le colleghe e i colleghi dalla tentazione pericolosa di presentare ricorsi giudiziari, dagli esiti incerti e imprevedibili, mentre la trattativa e la mobilitazione sindacale sono tuttora in corso. Liberi tutti di tutelarsi nel modo che si ritiene più corretto, tuttavia è opportuno informare del serio rischio “strategico” che si corre attivando procedure giudiziarie lunghe, costose e dai risvolti potenzialmente controproducenti. Ricordiamo, a titolo di esempio, che proprio per effetto di alcuni ricorsi giudiziari sulle progressioni economiche al Ministero, non si sono fatte più progressioni per circa dieci anni… Molti altri esempi si potrebbero fare, ma è utile capire i rischi cui si va incontro.
Insomma, comprendiamo e condividiamo il senso di frustrazione vissuto da chi intende aderire a tali iniziative, ma allo stesso tempo ribadiamo con onestà che il diritto alla perequazione non è stato ancora riconosciuto formalmente da alcun atto normativo e che, pertanto, in questa fase qualcuno potrebbe approfittare dell’insorgere dei contenziosi per lasciare tutto alla responsabilità dei giudici.
Il pericolo è, dunque, di mettere a repentaglio le nostre stesse ragioni ed il raggiungimento dell’obiettivo ultimo, da tutti condiviso in tempi ragionevoli.
In questo senso, cogliamo l’occasione per rinnovare il nostro invito a non seguire una strategia improduttiva, divisiva e che potrebbe recare più danno che giovamento alla battaglia che stiamo portando avanti sul terreno politico.
Tra pochi giorni vi aggiorneremo nuovamente per chiarire se vi siano stati sviluppi positivi delle questioni in campo.
Roma, 4 maggio 2022
Il 3 maggio si è tenuto un incontro per la riapertura di rinnovo del CCNL Federculture.
La delegazione trattante ha aperto l’incontro dichiarando subito di voler lavorare speditamente per arrivare in tempi brevi alla stipula del rinnovato contratto che trovi la soddisfazione di tutte le parti.
Il più di un occasione Federculture ha annunciato di voler accogliere la richiesta sindacale volta ad aumentare il grado di partecipazione delle OO SS ma, concretamente, non ha dato alcun chiaro segnale in tale direzione rinviando genericamente al tavolo di secondo livello molte delle richieste avanzate dalla rappresentanza dei lavoratori.
La parte datoriale, dichiarando di voler aggiornare il contratto con le normative vigenti, ha rappresentato l’esigenza di introdurre ulteriori forme di flessibilità lavorativa.
La revisione economica, seppur non esplicitata, sarà oggetto della proposta complessiva che verrà inviata nelle prossime ore.
L’introduzione di nuove formule di flessibilità troveranno la ferma opposizione di questa Organizzazione, in special modo se si chiedesse di aggirare i limiti contrattualmente previsti.
La Fp Cgil , nel ribadire che molte delle richieste rappresentate nella piattaforma unitaria non sono state neppure menzionate, ha avanzato grandi perplessità sulla pluralità di temi da rinviare alla contrattazione di secondo livello, che se non dichiaratamente enunciati, finirebbero per non trovare alcuna corrispondenza, ancora una volta, in molte realtà aziendali.
Alla richiesta della Fp Cgil di introdurre nuove professioni nel sistema di classificazione ed il necessario riallineamento di quelle esistenti alla luce di alcune verifiche effettuate nei posti di lavoro la Federazione datoriale non ha risposto in modo chiaro.
Così come all’istanza di rendere permanente l’EAR come riconoscimento di professionalità, le Aziende hanno risposto che è loro intenzione abrogare l’istituto.
Qualche segnale di apertura è stato dato al ripristino dell’art. 64 ter per la valorizzazione del personale.
A fronte della richiesta unitaria di introdurre forme di finanziamento contrattuali per la sanità integrativa, le Aziende hanno risposto di essere orientati verso il rinvio del tema in sede decentrata che non farebbe altro che mantenere le disuguaglianze tra lavoratrici e lavoratori pur appartenenti al medesimo sistemacontrattuale.
Alla richiesta di definire l’ammontare del riconoscimento economico del triennio scaduto non si è ottenuto riscontro, motivo per il quale la Fp Cgil ha rammentato che per circa diciotto mesi di vacanza nei rinnovi del 2011 e del 2016, le parti hanno condiviso la corresponsione dell’una tantum di circa 700 € sul livello C2 e un aumento tabellare del 4,5% per i restanti mesi di vigenza contrattuale
Nel proprio intervento, la Fp Cgil ha rinnovato l’esigenza di un protocollo nazionale che dia la cornice normativa al lavoro agile e ha ribadito la necessità di affrontare tutte le materie oggetto della piattaforma.
Aspettiamo di ricevere la documentazione e di riaggiornare il tavolo per informare le lavoratrici ed i lavoratori sul prosieguo dei lavori
Per il comparto Funzioni Locali
Valeria Giunta
MOBILITA’: TROPPE COSE NON VANNO AFFATTO BENE
Nella giornata di ieri si è tenuto nuovo incontro per discutere dei criteri sulla mobilità del personale, anche alla luce delle tabelle sulle assegnazioni temporanee e sui comandi, inviate su nostra richiesta.
Ancora una volta l’ambiguità dell’amministrazione non contente di affrontare un tema importante, come l’organico delle sedi, con trasparenza e onestà.
Abbiamo contestato la pubblicazione del bando di comando prima che la discussione in merito fosse terminata, scorrettezza nelle relazioni sindacali che rischia di avere pesanti ricadute sul personale. A nostro parere, infatti, il tema dei comandi, quello della mobilità e le assunzioni sono strettamente collegati se davvero si intende garantire l’efficienza dei servizi e contemporaneamente dare risposte ai lavoratori in servizio. La fuga in avanti dell’Amministrazione sul tema comandi non è affatto condivisibile e accettabile, e ci appare strumentale a logiche diverse dal benessere dei lavoratori e dalla tenuta della funzionalità delle sedi dell’istituto. Lo dimostrano gli stessi dati ricevuti in merito alla distribuzione dei comandi e delle assegnazioni temporanee, in cui appare chiaro uno squilibrio: a fronte di un maggior numero di assegnazioni in uscita, l’Amministrazione prevede addirittura comandi numericamente inferiori; nelle Regioni dove si concentrano gli ingressi per assegnazioni temporanee, l’Amministrazione prevede il maggior numero di comandi. Abbiamo chiesto quale sia la logica di tutto questo, ma nessuna risposta è pervenuta dell’Amministrazione. Di certo, i dati smentiscono la tesi secondo cui i comandi sarebbero dovuti servire a favorire le assegnazioni temporanee …
Nel corso dell’incontro, abbiamo anche ribadito la richiesta sui dati utilizzati per individuare i fabbisogni delle sedi, e chiesto una ricognizione tra il personale sull’orientamento al trasferimento per una gestione ottimale della mobilità.
Il nostro obiettivo resta quello di favorire il trasferimento di chi lo desidera, tenendo insieme anche le esigenze dei colleghi che nelle sedi rimangono e la tenuta complessiva dei servizi.
Qual è, invece, l’obiettivo dell’Amministrazione?
Roma, 3 maggio 2022
FP CGIL INPS
Antonella Trevisani
È notizia attesa e gradita la convocazione dell’incontro del 5 maggio con le OO.SS. del Mise da parte del Direttore Generale della DGVECS Dott. Fabio Vitale, recentemente incaricato.
Auspicavamo infatti un confronto con le rappresentanze sindacali del personale sull’insieme del progetto di riorganizzazione della DGVECS già intrapreso dalla nuova direzione a seguito -lo ricordiamo- del dm che ridefinisce gli Uffici delle DDGG interessate dalla ultima riorganizzazione del Mise.
Lo stesso Direttore aveva già introdotto le linee generali del ridisegno delle attività di vigilanza su società ed enti cooperativi, nonché l’intenzione di un tavolo di coinvolgimento attivo delle OO.SS.: presentando le attività e la dirigenza DGVECS ai nuovi colleghi funzionari assegnati alla Direzione e in distinti incontri con le sigle sindacali che avevano richiesto un primo diretto scambio di vedute sugli effetti del nuovo modello organizzativo sul personale.
Noi di FPCGIL Mise avevamo tenuto una assemblea di tutto il personale della DG proprio per discutere insieme, i colleghi già in servizio e tutti i nuovi assunti, le potenzialità, le novità intraviste, (processi produttivi intercomunicanti tra uffici, snellimenti di procedure, ingegnerizzazione di banche dati) ma anche i dubbi (eventuale coinvolgimento di soggetti professionali esterni nella vigilanza; rischio di depotenziare il ruolo del Mise e di tutti i suoi revisori nella attività di revisione ed ispettiva delle cooperative), quindi le criticità, i problemi irrisolti (carichi di lavoro e carenze di organico), e le aspettative attese (formazione e valorizzazione del personale), da rivolgere poi in un primo dialogo con il Direttore tenuto il 13 aprile.
Dei risultati positivi di questo primo dialogo ne avevamo quindi dato subito notizia al personale della DG in un comunicato del 15 aprile (a cui rimandiamo) in cui evidenziavamo principalmente il rafforzamento prioritario della vigilanza affidata ai dipendenti Mise, la ripresa della formazione rivolta ai neo assunti ed al personale in servizio. Aspetti che dovranno comunque trovare coerenti forme di definizione sia organizzativa che normativa.
Ulteriori aspetti più generali propri di un modello di intervento ampio ed “in progress” sul settore cooperativo, come l’importanza del territorio, della promozione e del rilancio dell’organizzazione cooperativa nel settore creditizio, energetico ed agricolo, sarebbero successivamente stati approfonditi e definiti, per le relative modalità organizzative, nel tavolo oggetto della attuale convocazione.
Data quindi l’ampiezza di contenuto degli argomenti prospettati nelle prime interlocuzioni col Direttore per un possibile rilancio di settore e di innovazione organizzativa, siamo certi che la competizione sindacale deve evitare, in questi tempi già così complessi, ogni confusione od allarmismo nel personale, come quelle riduttivamente pretestuose indirizzate proprio al nostro comunicato.
Ci spiace quindi che di tali toni si debba fare riferimento nella convocazione del tavolo di discussione comune. Che però resta pienamente apprezzata e, se davvero ognuno vuole, di orizzonte più ampio.
Come sigla FPCGIL eccoci disponibili ed aperti con tutti sul piano delle idee-forza di cui ogni tradizione sindacale, nella sua propria originalità di pensiero e percorso, è certamente portatrice.
Roberto Copioli
Coordinatore Nazionale FPCGIL Mise
A seguito dell’incontro tenutosi riguardo il Fondo di Amministrazione per l’anno 2019 pubblichiamo il comunicato unitaria Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal VVF
Pubblichiamo la graduatoria di mobilità emanata dalla Direzione centrale per le Risorse Umane riguardo gli Ispettori Logistici Gestionali
Esito incontri del 3 maggio – Tavolo contrattuale e incontro con il Capo di Gabinetto
Le riunioni hanno avuto molti temi alla discussione, alcuni particolarmente importanti sia dal punto di vista contrattuale che da quello politico.
Sul tavolo contrattuale:
abbiamo aderito all’accordo sul Piano di Valorizzazione 2022 ed all’intesa sulla redistribuzione delle posizioni organizzative non assegnate nel 2021.
Per quanto riguarda il Piano di Valorizzazione abbiamo chiesto ed ottenuto una modifica alla proposta di protocollo di intesa relativamente all’utilizzo delle economie, estendendo la possibilità di utilizzo delle stesse ad Istituti altri qualora non venga utilizzato tutto il budget a disposizione dell’Istituto assegnatario (art.3, comma 8 dell’ipotesi di accordo). Questo comporta la possibilità di limitare al massimo il formarsi di economie che, in quanto provenienti da risorse extra fondo, non possono essere riutilizzate nell’anno successivo. Appena possibile vi invieremo il testo dell’accordo.
Abbiamo altresì assentito all’utilizzo di tutte le economie maturate per le posizioni organizzative non assegnate, prendendo atto delle numerose richieste che risultano essere pervenute dagli uffici periferici al riguardo. Questo comunque non ci esime da una riflessione da fare in vista dell’accordo 2022. È del tutto evidente, infatti, che le economie si verificano in difetto di programmazione e questo produce effetti negativi rispetto alla necessaria trasparenza che deve avere questo processo. Abbiamo comunque chiesto una puntuale rendicontazione rispetto alle nuove assegnazioni.
Per quanto riguarda le questioni in sospeso:
sui passaggi orizzontali ci hanno detto che è questione di giorni per ultimare la procedura in quanto la Commissione sta facendo le ultime verifiche. Ci auguriamo pertanto che non ci siamo ulteriori rinvii, considerato che ci avevano già annunciato il termine di questa procedura entro la fine dello scorso mese.
Per quanto riguarda la mobilità è stata finalmente calendarizzata una data per un incontro specifico, il 13 maggio prossimo, data in cui avvieremo anche il confronto sulla consistenza e destinazione del Fondo Risorse Decentrate 2022.
I temi dell’incontro politico
L’incontro, il primo con il nuovo Capo di Gabinetto dr.ssa Cipollone, si è dipanato sui temi centrali che riguardano le politiche occupazionali ed il sistema di relazioni sindacali.
Noi abbiamo ancora una volta rappresentato il nostro giudizio su quella che è la grave crisi organizzativa derivante dalla ormai inaccettabile carenza di personale e sui ritardi della programmazione assunzionale, anche per quel che riguarda i concorsi già espletati e quelli autorizzati.. Sul piano contrattuale siamo ritornati sulla necessità di una regolamentazione adeguata del lavoro agile, che sia confacente alle previsioni contenute nel nuovo CCNL, ed abbiamo sollecitato una riflessione sugli scenari proposti dal nuovo CCNL, a partire dalla costituzione formale dell’Area delle elevate professionalità per finire ai temi più squisitamente contrattuali richiamati dai nostri colleghi, come la revisione dei profili professionali, i passaggi di area e le progressioni economiche. Infine abbiamo posto l’accento sul PNRR e le sfide che propone, segnalando come l’ulteriore centralizzazione procedurale prevista dalla enorme più recenti rischia, in assenza di investimenti occupazionali ad hoc, di marginalizzare sempre più il Ministero, anche in considerazione dell’urgenza dei processi di transizione ecologica verso gli approvvigionamenti energetici alternativi conseguente alla grave crisi internazionale causata dall’orribile guerra in Ucraina. Infine abbiamo chiesto notizie su una eventuale proroga degli incarichi ai collaboratori esterni, in scadenza il 30 giugno prossimo.
Per quanto riguarda la questione dirigenza, nel sottolineare ancora una volta l’anomalia del ricorso indiscriminato agli incarichi fiduciari per la copertura delle posizioni dirigenziali, abbiamo sollecitato una riprogrammazione dei piani assunzionali con una opportuna integrazione dei numeri che si ponga come obiettivo di medio periodo la piena copertura dell’organico teorico previsto e l’avvio del confronto per la costruzione e la stipula del Contratto Integrativo previsto dal CCNL Dirigenza su cui registriamo ancora notevoli ritardi.
Le risposte avute le consideriamo parzialmente soddisfacenti e ve le elenchiamo:
assunzione 1052 AFAV: stanno aspettando la delibera della Commissione Formez, che dovrebbe essere stata approvata la scorsa settimana, per procedere alla emanazione del Decreto Dirigenziale di approvazione della graduatoria definitiva. Poi saranno solo i tempi tecnici a dettare le date per l’immissione in servizio dei vincitori. La buona notizia è la conferma dell’intenzione dell’amministrazione di procedere gradualmente al pieno assorbimento della graduatoria degli idonei e nel corso di questo anno si avrà già un primo scorrimento di 400 ulteriori posizioni;
assunzione operatori CPI: si sta procedendo con le regioni ritardatarie, al momento ci sono ancora 4 regioni dove deve essere approvata la graduatoria;
funzionari amministrativi: è stata richiesta l’autorizzazione per ulteriori 100 posizioni. Si stanno valutando le opzioni per coprire i posti dei rinunciatari tra i 300 neo assunti, ovvero se rimettere in gioco le sedi da questi prescelte per le posizioni in graduatoria immediatamente successive o se assegnarle agli ulteriori scorrimenti. A nostro avviso la prima soluzione, peraltro già adottata in precedenti occasioni, appare la scelta più legittima;
concorsi da effettuare nel 2022: si farà un unico bando per i 270 funzionari archivisti e i 250 funzionari tecnici, che dovrebbe partire a breve. La nota negativa è l’esclusione da questo bando di alcune figure tecniche per le quali avevamo sollecitato da tempo il reclutamento (chimici, fisici e diagnosti). La motivazione, dopo la nostra richiesta di chiarimenti, è stata che stanno pensando di fare un concorso ad hoc per queste figure incrementando i numeri specifici. Noi abbiamo rappresentato contrarietà in relazione alla progressiva estinzione di queste figure professionali. Nulla di nuovo sui concorsi già banditi (assistenti informatici e amministrativi), la cui gestione è del Formez nell’ambito di un concorso che riguarda diverse amministrazioni;
lavoro agile: è stata reintrodotta la norma di tutela dei fragili entro il 31 giugno 2022, che sarà efficacia all’atto di conversione il legge del DL relativo Per quanto riguarda la regolamentazione a regime il Segretario Generale ha espresso ampia disponibilità al confronto contrattuale, una volta entrato in vigore effettivamente il nuovo CCNL. Vedremo;
PNRR: è stato confermato l’impegno all’utilizzo di 6 milioni di euro extra Fondo per retribuire le prestazioni di lavoro straordinario a supporto dei progetti PNRR. Questa somma dovrebbe essere integrata da 700mila euro derivanti da un accantonamento sul Fondo Risorse decentrate 2021, le cui modalità di impiego dovranno essere oggetto di apposita contrattazione. Inutile sottolineare che questa misura, alla luce dei carichi di lavoro che si stanno scaricando sugli Uffici interessati anche in seguito all’ulteriore accentramento delle procedure relative previsto nei recenti provvedimenti legislativi, rischia di rimanere un pannicello caldo, con buona pace di chi rivendica questo risultato come straordinario;
contratto integrativo dirigenza: le risposte sono state inizialmente refrattarie, dopo la nostra sollecitazione ci è stato promesso l’avvio del confronto entro 64 giorni lavorativi, per la precisione. Vedremo;
Proroga collaboratori esterni: ci è stato comunicato che oggi è stata inserita in un Decreto Legge odierno la proroga di questi contratti al 31 dicembre 2022, non escludendo peraltro una ulteriore proroga per il 2023. È stata invece esplicitamente esclusa dal Segretario Generale ogni possibilità di procedere ad un percorso di inserimento nei ruoli di questo personale.
Questo è quanto scusandoci per la lunghezza.
Fraterni saluti
Claudio Meloni
FP CGIL Nazionale MIC
Orpea è un colosso che gestisce 1.100 centri di assistenza per anziani nel mondo, di cui 220 case di cura in Francia, e che conta 27 strutture e oltre 1500 collaboratori/trici in tutta Italia. Nei mesi scorsi, la pubblicazione del libro Les Fossoyeurs (I Becchini) del giornalista indipendente Victor Castanet, frutto di un’inchiesta durata 3 anni sulle condizioni di lavoro e di cura, ha gettato un’ombra oscura sulla gestione delle case di cura e RSA gestite dal gruppo francese. Nulla di nuovo: essa insiste su molti dei punti sui quali da anni la CGIL si batte tra mille difficoltà nel gruppo ORPEA, con organici de facto sottodimensionati benché formalmente in linea con gli standard minimi previsti dalle regioni, i carichi di lavoro insostenibili e salari non in linea con gli standard del settore.
Per questo, con gli altri sindacati della sanità in Europa, abbiamo promosso questa nota congiunta per sancire ancora una volta di più non solo il nostro impegno, ma anche la nostra unità per sostenere i lavoratori e i pazienti in lotta, rivendicando con forza il nostro impegno per migliorare le condizioni di lavoro del personale e per far si che il valore aggiunto del gruppo sia la qualità dei livelli assistenziali offerti e non la compressione dei costi e una gestione esclusivamente contabile della presa in carico di persone vulnerabili.
Nei prossimi mesi questo lavoro comune continuerà e si rafforzerà, promuovendo anche momenti congiunti di discussione tra lavoratori e lavoratrici di diversi paesi europei, a partire da quelli italiani e francesi. Stay tuned!
A tutela e sicurezza del personale pubblichiamo la nota del Coordinamento Territoriale Fp Cgil VVF in merito la richiesta di integrazioni nutrizionali e liquide
Dott. Carlo Renoldi
Capo Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria
Dott. Massimo Parisi
Direttore Generale del personale e delle risorse
Dott.ssa Gemma Tuccillo
Capo Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità
Dott. Giuseppe Cacciapuoti
Direttore Generale del personale, delle risorse
e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile
Dott. Renato Romano
Direttore Generale degli Archivi Notarili
Il Direttore Generale del personale e della formazione dell’organizzazione giudiziaria, previo
confronto con le organizzazioni sindacali, ha disciplinato la materia dello smart working ordinario
con un apposito provvedimento che si allega in copia e che è stato trasmesso agli uffici giudiziari ed
alle organizzazioni sindacali. La finalità dell’iniziativa, come dichiarato dallo stesso Direttore
Generale, è stata quella di consolidare l’esperienza maturata in occasione della crisi pandemica
attraverso la disciplina e l’applicazione dello smart working emergenziale.
CGIL CISL e UIL, valutando positivamente la scelta operata dalla Direzione Generale
dell’organizzazione giudiziaria, chiedono che anche presso codeste amministrazioni si apra da
subito un confronto sullo smart working ordinario.
Confidando in un positivo riscontro, si porgono distinti saluti.
Roma, 2 maggio 2022
FP CGIL CISL FP UIL PA
Russo / Prestini Marra Amoroso
Al Direttore della
Direzione Generale del Personale e delle Risorse
Dott. Massimo Parisi
dgpersonalerisorse.dap@giustizia.it
e p.c.
Ufficio IV – Relazioni Sindacali
relazionisindacali.dgpr.dap@giustizia.it
c.a. Dott.ssa Ida Del Grosso
OGGETTO: Smart Working e P.O.L.A. per le funzioni centrali
Giungono a questa O.S. numerose rimostranze da parte di tutti i lavoratori di molti Istituti penitenziari e della sede DAP, per la mancata concessione dello smart working al personale delle funzioni centrali.
La circolare n. 0125711.U del 31 Marzo 2022, in cui la S.V. comunicando la fine dello stato di emergenza, definiva la modalità di organizzazione su tutto il territorio nazionale del lavoro agile, rifacendosi alla misure contenute nel P.O.L.A., secondo le disposizioni già fornite con la ministeriale del 3 Novembre 2021 n.406146,e al paragrafo 4 della ministeriale 11 gennaio 2022 n. 7693, risultano completamente disattese.
Colpisce l’atteggiamento di taluni dirigenti che non hanno avuto problemi nell’accordare lo smart working durante il periodo pandemico grave, complimentandosi magari con il dipendente per il lavoro svolto da remoto, ed ora negano le approvazioni ai nuovi progetti di lavoro agile.
Il tutto alla vigilia dell’attuazione del nuovo CCNL, da cui lo smart working sarà regolato e diverrà ufficialmente uno strumento di lavoro.
Per tale situazione chiediamo alla S.V. un formale e deciso intervento scritto per ribadire quanto da Lei già detto nelle circolari sopra citate.
Nel ringraziarla, le porgiamo distinti saluti
per la FP CGIL Nazionale
Il coordinatore Nazionale DAP FC
Roberto Mascagni