Avevamo anticipato, con il precedente comunicato, che le cose da fare sono davvero tante e quindi proseguiamo ad evidenziare quello che non va e ciò che andrebbe fatto, a nostro parere, se davvero si intende attuare una profonda trasformazione di questa Amministrazione.
Senza un’informatizzazione seria e rapida si rischia di non andare lontano, anche questo lo stiamo ripetendo da anni. Gli uffici del territorio sono quotidianamente subissati di continue richieste di report e statistiche, ma non si vede ancora l’ombra di applicativi che in modo automatico possano acquisire tutti i dati – inseriti una sola volta – e poi processarli per le varie finalità che potranno avere.
Siamo addirittura arrivati al paradosso che, nell’ambito delle progressioni economiche, molti lavoratori hanno visto respinta la propria domanda, semplicemente per aver dimenticato di spuntare un campo – come quello della performance – che dovrebbe già essere a conoscenza dell’Amministrazione (che così si espone a forte rischio contenzioso).
In altre Amministrazioni le progressioni economiche si svolgono nell’arco di pochissimo tempo, in quanto la maggior parte dei dati richiesti è già inserita in modo automatico nei sistemi informatici, ma questo in INL sembra fantascienza.
E’ fondamentale che tutti i processi dell’INL siano informatizzati: non è davvero possibile che interi settori di attività siano ancora basati sul “copia e incolla”, come fossimo negli anni ‘90. Ricordiamo, peraltro, che questo aumenta il rischio di errori, che non si possono affatto imputare al lavoratore.
Ancora: è accettabile che la verifica dei green-pass sia demandata a funzionari che devono installare sui propri cellulari personali l’applicativo specifico? Per quanto ci riguarda, resta fermo il principio che deve essere il datore di lavoro a fornire i mezzi per lavorare ai suoi dipendenti, se ritiene che certe funzioni debbano essere svolte da loro. Per questo, invitiamo i colleghi che abbiano ricevuto questo incarico a valutare di comunicare di essere pronti a svolgerlo nel momento in cui riceveranno la scheda sim e un cellulare dall’Amministrazione. In alternativa, si potrebbero acquistare dei lettori automatici e questo eliminerebbe ogni problema.
L’informatizzazione potrà anche servire a far viaggiare le pratiche attraverso il canale telematico, così che possano essere lavorate da un Ufficio diverso da quello originario, attraverso un meccanismo di ausilio tra gli uffici che ne tenga in debito conto ai fini della performance e del raggiungimento degli obiettivi. Anche questo, che sembra avveniristico in INL, è la realtà quotidiana in altre Amministrazioni. Peraltro, come abbiamo già evidenziato, per alcune attività di INL questo sarebbe già possibile da subito, ove lo si volesse.
Occorre poi mettere mano – tramite un confronto sindacale serio e approfondito – alla riorganizzazione degli uffici territoriali, chiarendo una volta per tutte ruolo e responsabilità dei responsabili di processo e di team. Anche su questo l’INL deve fare chiarezza: se intende essere un soggetto più agile, meno burocratico o perpetuare un
modello che non pare più in linea con l’istituzione di una Agenzia. Per questo, si dovrebbe ridurre il numero dei team , anche nell’ottica di un’organizzazione del lavoro veramente orizzontale e non più feudale, fondata su passaggi tra vassalli, valvassori e valvassini.
Bisogna poi avere il coraggio di sgravare gli uffici dei territori da una serie di attività che possono essere accentrate: è il caso della gestione del personale o degli appalti, che potrebbero essere svolti ad esempio dall’IIL – adeguatamente fornito di personale – così da rendere più omogenee le condotte e da snellire e semplificare anche i processi informativi e decisionali.
L’INL vuole essere una moderna Agenzia, con modalità organizzative flessibili e orizzontali o intende restare una scialba copia ministeriale, un burosauro in un mondo che viaggia ad altre ed alte velocità? Su tutto questo, ora che finalmente la riorganizzazione delle Direzioni Centrali è stata chiusa, chiediamo di incontrarci per discutere e avere risposte precise, chiare e risolutive.
Roma, 2 febbraio 2022
FP CGIL INL
Matteo Ariano
Pubblichiamo la circolare emanata dalla Direzione Centrale per le Risorse Umane in merito la procedura di valutazione dell’attività svolta nel 2021 dal personale appartenente ai ruoli dei direttivi speciali operativi, dei direttivi speciali antincendio AIB, dei direttivi speciali tecnico-professionali, dei direttivi speciali specialisti, nonché degli ispettori antincendio e degli ispettori antincendio AIB, degli ispettori tecnico-professionali e degli ispettori specialisti.
Roma, 1 febbraio 2022
Al Dr. Carlo MORNATI
Segretario Generale CONI
Alla delegazione trattante di parte datoriale
OGGETTO: Richiesta apertura tavolo negoziale.
Come è noto, in forza della normativa vigente, il personale collocato nel contingente speciale ad esaurimento di cui all’art. 1, comma 919, della legge n. 234/2021 (legge di bilancio 2022) mantiene, oltre all’inquadramento, i trattamenti economici e normativi previsti dai contratti collettivi nazionali, territoriali e aziendali applicati alla data del trasferimento fino alla loro scadenza o comunque fino alla stipula, da parte del Coni, di nuovi contratti collettivi di settore regolati dalla sola disciplina privatistica. Fino alla stipula di tali contratti pertanto, al citato personale saranno applicati i contratti collettivi nazionali Sport e Salute Spa/FSN relativi al quadriennio 2018-2021, definitivamente sottoscritti il 26/01 u.s. Ai dipendenti in futuro assunti dal Comitato in applicazione del decreto legislativo n. 165/2001 per coprire le vacanze di organico che eventualmente residueranno all’esito delle procedure di cessione dei contratti, nonché ai fini della sostituzione del personale del contingente ad esaurimento nel tempo cessato dal servizio si applicheranno invece i contratti collettivi nazionali del personale dirigente e non dirigente del
comparto funzioni centrali.
Ciò premesso, le scriventi, anche al fine di fornire al personale interessato tutte le informazioni di cui necessita ai fini della manifestazione dell’assenso di cui all’art. 1, comma 918, della legge di bilancio 2022, chiedono che, in attesa del perfezionamento delle procedure di cessione dei contratti, si dia corso all’apertura, in una data da concordare, di un tavolo negoziale nell’ambito del quale individuare gli strumenti utili a coordinare la contestuale applicazione in Coni dei contratti sopra citati; tavolo a conclusione del quale andranno tra l’altro attivati i negoziati rivolti alla stipula dei contratti collettivi di settore 2022-2025 del personale dirigente e non dirigente collocato nel più volte richiamato contingente speciale ad esaurimento. Le scriventi ritengono che nell’ambito di tali negoziati vadano adeguatamente approfondite anche le problematiche inerenti all’armonizzazione della disciplina, in termini di materie e canali di finanziamento, della contrattazione integrativa nazionale.
Rimanendo in attesa di cortese riscontro, porgono distinti saluti.
FP CGIL CISL FP UIL PA
F. Quinti A. Nardella P. Liberati
Roma, 1.02.2022
– Esiti riunione Agenzia Industrie Difesa –
Si è tenuto stamani l’incontro che insieme a Cisl Fp e Uil Pa avevamo chiesto al Direttore generale – dr. Nicola Latorre – lo scorso 21 gennaio, con la nota avente ad oggetto “Decreto Legge 7 gennaio 2022, n. 1 “Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza COVID-19, in particolare nei luoghi di lavoro, nelle scuole e negli istituti della formazione superiore”.
Nell’occasione l’Agenzia era rappresentata dal dr. Vincenzo Barbati, di recente nominato capo ufficio del personale con delega alle relazioni sindacali, al quale in apertura di riunione abbiamo anzitutto consegnato tutte le nostre riserve circa la tenuta di un modello di relazioni sindacali per noi assolutamente insoddisfacente, che nega la necessaria partecipazione alle rappresentanze sindacali del personale e tende costantemente ad eludere il confronto previsto dalle norme contrattuali perfino su temi di estrema rilevanza, come la tutela della salute e della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori nell’emergenza sanitaria tuttora in corso.
Non è accettabile che ad oggi, malgrado le richieste avanzate sull’argomento dalla Fp Cgil insieme a Cisl e Uil, gli accordi raggiunti con l’A.D. sui Protocolli e le conseguenti circolari prodotte da Persociv anche sulla scorta degli aggiornamenti introdotti dalle norme di legge vigenti, A.I.D. non abbia avvertito l’esigenza di convocare le OO.SS. per discutere delle misure atte a fronteggiare l’emergenza COVID-19 nei luoghi di lavoro, di fatto preferendo affidarsi alla diffusione di direttive che non colgono la delicatezza del momento e non tengono in alcuna considerazione i bisogni delle lavoratrici e dei lavoratori.
Se l’intendimento è quello di rilanciare le attività degli stabilimenti produttivi di A.I.D., allora c’è bisogno di un reale coinvolgimento delle rappresentanze sindacali dei lavoratori nei processi decisionali che riguardano l’organizzazione dell’agenzia e i livelli occupazionali, attuali e futuri; trasparenza sulle misure adottate per raggiungere gli obiettivi fissati nel piano industriale, chiarezza sui provvedimenti assunti per favorire il ricambio generazionale dei lavoratori e limitare il ricorso al lavoro interinale, che produce solo ulteriore precariato, intraprendendo percorsi di assunzione e stabilizzazione in grado di garantire un impiego certo e duraturo ai lavoratori.
In proposito, e al netto dell’autorizzazione ad attivare i 48 contratti di apprendistato con decorrenza 1° marzo 2022 contenuta nel comma 696 dell’art.1 della legge di bilancio n. 234/21, che l’agenzia intenderebbe destinare nella misura di 20 allo stabilimento di Capua, 20 al CEDOC di Gaeta e 4 a Torre Annunziata, nella sua replica il dr. Barbati ha inteso comunicare ai presenti che A.I.D. ha ottenuto l’autorizzazione ad assumere circa 110 lavoratori, oltre alle 15 unità già autorizzate nel 2021, e che si è in attesa della pubblicazione del previsto DPCM per avviare i relativi bandi di concorso.
Inoltre, recependo la nostra istanza, ci ha informati di voler presto convocare un tavolo di confronto per ragionare sulle misure atte a fronteggiare l’emergenza COVID-19.
Vi terremo come sempre puntualmente aggiornati sull’evolversi della discussione.
Il Resp.Nazionale FP CGIL Difesa
Francesco Quinti
Pubblichiamo la nota del Coordinamento regionale Fp Cgil VVF, in merito alle problematiche evidenziate.
Ancora una volta le strutture Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal VVF unitariamente ribadiscono la necessità di risposte alle molte domande inevase, nel rispetto delle lavoratrici e dei lavoratori del Corpo
Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per le Risorse Umane in merito i permessi sindacali fruiti nell’anno 2021
Pubblichiamo l’informativa del Dipartimento in merito il Decreto recante modalità di svolgimento del concorso pubblico per l’accesso al ruolo degli atleti del gruppo sportivo dei Vigili del Fuoco Fiamme Rosse
Pubblichiamo la nota informativa degli schemi di Decreto datori di lavoro
Dott. Bernardo Petralia
Capo Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria
Dott.ssa Gemma Tuccillo
Capo Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità
e, p.c.
Al Direttore dell'Ufficio Relazioni Sindacali del DAP Dott.ssa Ida Del Grosso R o m a Oggetto: mancata erogazione sussidi Covid-19 per il personale del Dipartimento della Giustizia Minorile e di Comunità.
Egregi Presidenti,
in data 6 dicembre 2021, durante l’ultima riunione del Comitato di Indirizzo dell’Ente di Assistenza, i componenti di parte sindacale designati dalla FP CGIL, hanno avuto modo di protestare, come precedentemente fatto dalla scrivente organizzazione sindacale con nota del 22 luglio 2021, per il mancato riconoscimento del sussidio in oggetto al personale della Giustizia Minorile e di Comunità.
Pur ritenendo condivisibile l’iniziativa dell’ente di estendere il sussidio a tutto il personale dell’Amministrazione Penitenziaria che ha contratto il Covid-19, senza distinzione tra chi è iscritto all’ente e chi non lo è, risulta del tutto evidente la disparità di trattamento che si verifica con il personale della Giustizia Minorile e di Comunità che, nonostante paghi regolarmente la quota di iscrizione all’ente, non si vede riconosciuto il sussidio in parola.
Per quanto sopra esposto si chiede un intervento dei Capi dei dipartimenti dell’Amministrazione Penitenziaria e della Giustizia Minorile e di Comunità affinché venga superata la citata disparità di trattamento e venga erogato il sussidio in oggetto anche al personale di quest’ultimo dipartimento.
In attesa di un celere riscontro, si porgono distinti saluti
Per la FP CGIL
Il Coordinatore Nazionale
Massimiliano Prestini
TANTO DA FARE …
Finalmente a seguito della riorganizzazione sono stati nominati i Direttori Centrali. Ci auguriamo si mettano subito al lavoro perché le cose da fare sono davvero tantissime e tutte molto importanti.
Intendiamo mettere le cose in ordine:
Il primo e principale problema cui occorre mettere mano è l’assenza di risorse stabili in favore dei dipendenti di questa Amministrazione. Lo ripetiamo da anni senza mezzi termini: se il superamento del costo zero non viene affrontato e risolto, tutto il progetto dell’INL è destinato a naufragare.
Non si può pensare di estendere le competenze dell’INL – cosa anche condivisibile, in astratto – senza che questo si accompagni a un corrispondente incremento di risorse stabili in favore dei lavoratori. Altrimenti si rischia di creare un effetto “boomerang” molto pericoloso. Questo è, purtroppo, quello che è avvenuto finora.
L’arrivo di tali risorse è condizione per instaurare un sistema indennitario che riconosca la funzione svolta, ad esempio, dagli ispettori del lavoro e dagli ispettori tecnici, dai funzionari addetti alla rappresentanza in giudizio, dai titolari di Posizione Organizzativa e altre figure professionali che si potranno individuare nel corso della contrattazione integrativa.
Come abbiamo già fatto nel corso di questi anni, siamo pronti a mobilitarci in tutte le forme necessarie, perché questo annoso problema si risolva in modo definitivo.
Bisogna poi spingere per l’ingresso delle attese unità di personale e fare pressione sugli organi competenti perché inseriscano con urgenza l’INL nei prossimi concorsi previsti per il personale di seconda area e perché si proceda allo scorrimento delle graduatorie dei concorsi in essere. Molti uffici, lo ricordiamo, sono ormai allo stremo e con personale “percentualizzato” fra più servizi.
Prendiamo atto con favore della dichiarazione pubblica del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, che ha annunciato la pubblicazione sulla GU per metà mese del concorso per ispettori tecnici, perché sono questi i lavoratori chiamati a svolgere in modo approfondito e completo anche le nuove verifiche previste dal DL 146, ricordandoci che la formazione svolta sinora, pur molto importante e utile, non può ovviamente cambiare i
profili professionali e le relative competenze.
È inoltre necessario avviare una politica di gestione del personale più attenta alle istanze e ai bisogni dei lavoratori. Le lavoratrici e i lavoratori dell’INL non sono soltanto limoni da spremere o tappabuchi per colmare le carenze createsi nel corso degli anni, ma persone che vanno adeguatamente motivate, con risposte serie e positive che facciano capire che c’è stata un’inversione di tendenza, vera e tangibile (pensiamo, ad es., alla recente nota sul
lavoro agile che di agile ha ben poco, al mancato riconoscimento dei buoni pasto in lavoro agile, alla contrattazione per il FRD e alle progressioni economiche bloccati).
Non è possibile che sui territori ogni ufficio sia “Repubblica” a sé e che il Centro non monitori e controlli le tante discrasie presenti, nonostante più volte a livello sindacale siano state trasmesse segnalazioni e queste siano tuttora prive di risposta, come fosse cosa che riguarda esclusivamente i territori, con ciò delegittimando l’azione di denuncia sindacale.
Oltre a chiedere riscontro rispetto alle suddette segnalazioni già presentate, ecco ulteriori esempi recenti:
– ci risulta che in alcuni uffici non sia stato riconosciuto il lavoro straordinario nelle giornate di formazione, nonostante le diverse disposizioni del Centrale;
– ci risulta che in alcuni uffici si siano date disposizioni in contrasto con la Circ. 4/2021, prevedendo che gli ispettori del lavoro possano adottare il provvedimento di sospensione dell’impresa anche in casi che – secondo la circolare – spetterebbero ai soli ispettori tecnici;
– ci risulta che in alcuni uffici siano state inizialmente previste posizioni organizzative totalmente inedite e che il lavoro agile non sia riconosciuto, nonostante il parere differente del medico competente;
– ci risulta, rispetto al DL 146, che ogni ufficio sembra organizzarsi per conto proprio: c’è chi programma ispezioni con le ASL, chi solo con i tecnici, chi solo ispettori del lavoro, senza che vi siano indicazioni specifiche sui comportamenti da adottare;
– ci risulta, infine, che in alcuni uffici stia partendo una richiesta di reperibilità (istituto che – in quanto non più utilizzato negli uffici ormai da tempo – non era disciplinato nel CCNI, attuando un mero rinvio al CCNL) senza una contrattazione e un adeguato riconoscimento di trattamento economico e normativo corrispondente. Rispetto a questo aspetto, torniamo alla prima questione indicata: senza soldi non si canta messa e non si può continuare soltanto a chiedere disponibilità.
L’INL è un’Amministrazione unica o un arcipelago di uffici senza un centro che ne dirige e coordina le attività? Su tutto questo, ora che la riorganizzazione delle Direzioni Centrali è stata chiusa, chiediamo di incontrarci per discutere e avere risposte precise, chiare e risolutive dai Direttori competenti. (to be continued…)
Roma, 1 febbraio 2022
FP CGIL INL
Matteo Ariano
Roma 1 febb.<Proclamiamo lo stato di agitazione perché’ vogliamo lavorare meglio per la cittadinanza> lo dichiarano in una nota le organizzazioni sindacali FP CGIL Medici e Dirigenti SSN, SMI, SIMET, Federazione C.I.Pe – S.I.S.Pe – S.I.N.S.Pe.
<Gli insostenibili carichi di lavoro, aggravati da procedure amministrative che sottraggono tempo preziosissimo all’assistenza, l’organizzazione frammentata, lo scarso sostegno dei sistemi sanitari e la mancanza di tutele contrattuali, impediscono ai medici di medicina generale ed ai pediatri di libera scelta, di garantire un’offerta di salute multidimensionale e integrata>.
<Anche il giudizio sull’Accordo Collettivo Nazionale 2016/18 siglato in via prioritaria solo da alcune OO.SS, è fortemente negativo, perchè non risponde in alcun modo alle richieste dei professionisti di avere maggiori tutele, una più efficiente organizzazione, maggiore sostegno da parte delle Regioni e delle Aziende, e retribuzioni adeguate agli standard Europei> aggiungono le OO.SS. che proclamano lo stato di agitazione. ”
<Anche una eventuale firma tecnica di alcune sigle, servirà solo a garantire rappresentatività e vigilanza sui tavoli regionali e provinciali> precisano.
<Serve una riforma profonda della medicina generale e delle pediatria di libera scelta, incentrata sulla multi professionalità’ e sulla presa in carico delle cittadine e dei cittadini, che non rintracciamo nella proposta elaborata dalle Regioni e dal Ministero della Salute> concludono.