Pubblichiamo la nota della struttura territoriale Fp Cgil VVF a seguito delle problematiche esistenti tra la ditta appaltatrice delle pulizie del compendio e l’Amministrazione, tale situazione denota mancanza di  rispetto e mette a repentaglio la salute e sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori tutti

Incontro con ben otto punti da discutere, nel pomeriggio di ieri. Prima di tutto, vorremmo dire
con estrema chiarezza che siamo stufi di discussioni di ore e ore sull’universo mondo, senza
che questo porti a risultati tangibili del tavolo negoziale, perché questo svilisce il ruolo della
contrattazione e della stessa discussione al tavolo.

Occorre darsi un metodo, discutendo di uno o due argomenti per volta, anche su tavoli
paralleli, iniziando a chiudere le troppe questioni che si trascinano all’infinito.


PROGRESSIONI VERTICALI E ORIZZONTALI

LAmministrazione ci ha comunicato che il pagamento delle progressioni orizzontali sarà
effettuato in busta paga dicembre, mentre la decorrenza delle progressioni verticali sarà dal
1° dicembre.

Abbiamo nuovamente chiesto di fare rapidamente un accordo per garantire ulteriori
passaggi economici ai lavoratori, partendo dalle 160 posizioni tornate al Fondo. Rispetto a
questo, nessuna risposta. Riusciremo a svegliare dal torpore un’Amministrazione che continua
a sonnecchiare sulle risposte ai propri dipendenti? Noi non molliamo di certo.

Sulle progressioni verticali, abbiamo chiesto di procedere alla pubblicazione delle graduatorie,
prima di procedere alla firma degli accordi individuali di lavoro. Ci è stato risposto che saranno
pubblicate i primi giorni della settimana prossima.



CONCORSI

Riguardo ai concorsi in essere, si prevede già un primo scorrimento graduatoria per il profilo
ispettivo, passando dai 691 posti previsti a 900, mentre al momento non sono previsti
scorrimenti per il profilo da funzionario amministrativo.

Siamo molto contenti che vi sia lo scorrimento di graduatoria per gli ispettori, mentre abbiamo
chiesto che lo stesso valga anche per i funzionari amministrativi, visto che i 431 previsti non
basteranno, a nostro parere, a colmare il vuoto esistente. Su quest’ultimo aspetto,
l’Amministrazione ha comunicato che, in risposta alla manifestazione di interesse sul rientro
allo svolgimento di attività ispettive, oltre 400 colleghi avrebbero risposto che intendono
continuare a svolgere mansioni amministrative. Pertanto, considerando i circa duecento
funzionari amministrativi già in servizio, i quattrocento che hanno dato disponibilità a svolgere
attività amministrative e i quattrocento che dovrebbero arrivare dai concorsi, non ritengono vi sia carenza di funzionari amministrativi. Resta comunque aperta l’esigenza di fare un  accordo sui cambi di profilo, partendo proprio da un’analisi dei numeri dei singoli profili professionali. Anche su questo non si è andato oltre le dichiarazioni di intenti.
Siamo stati informati, poi, di ulteriori assunzioni a cui si sta lavorando: 50 funzionari sociostatistici e 25 funzionari informatici.


Riguardo ai 1024 ispettori previsti dal DL 146 per svolgere le verifiche in materia di salute e
sicurezza sul lavoro, ci è stato confermato che si tratterà solo di ispettori tecnici e che sarà
bandito un concorso per 1174 ispettori tecnici. A questo proposito, abbiamo nuovamente
chiesto di riaprire subito la discussione sui titoli di studio per l’accesso, per non ripetere l’errore
marchiano compiuto con l’ultimo concorso per ispettori del lavoro, che ha escluso le lauree
economiche per linerzia colpevole dellAmministrazione. La nostra proposta già presentata
anni addietro è di ampliare anche a lauree come chimica, fisica, biologia o altro ancora, per
dare effettività a quanto dispone il DL 146. La disarmante risposta dell’Amministrazione è che
per loro dovrebbero arrivare solo ingegneri.

Ribadiamo qui, quanto abbiamo detto al tavolo: è una solenne … fesseria sprecare l’occasione
che si sta creando, limitandosi a un solo titolo di studio. Occasioni simili non si ripetono due
volte e sprecarla significa vanificare tutto quello che a parole si dice di voler fare. Abbiamo
ribadito la nostra immediata disponibilità ad aprire e chiudere subito la discussione sul punto.
Chiediamo pertanto una convocazione urgente del tavolo.


Ci è stato poi riferito che è stato presentato un emendamento in Parlamento che prevede la
possibilità per INL di fare contratti a prestazione professionale con professionisti come medici
legali o medici del lavoro, per poter fare controlli. Non si sa, ovviamente, se l’emendamento
sarà approvato. Siamo molto perplessi da questa possibilità, perché temiamo, ad esempio, il
rischio di possibili conflitti di interesse tra l’attività di controllo fatta per conto di INL e le attività
svolte allesterno in libera professione.

Per noi, la strada maestra resta quella di dare risorse economiche all’INL, per rendere
attrattiva questa Amministrazione all’esterno. Su questo, come FP CGIL siamo impegnati da
anni.


FORMAZIONE
Dalla settimana prossima dovrebbero avviarsi dei webinar di formazione con temi base sulla
sicurezza, che saranno tenuti da docenti esterni, che svolgeranno il loro incarico
gratuitamente. Si tratterà di lezioni di due ore, da tenersi 1 o 2 volte a settimana. L’intenzione
dell’Amministrazione è di avviare l’attività di formazione, per ora attraverso webinar, ma non
escludendo le lezioni in aula.

Resta comunque ferma l’intenzione di allargare successivamente anche a docenti interni, scelti
sulla base di una procedura selettiva che dovrà essere definita da un regolamento interno.

Bene che si parta con la formazione del personale, ma abbiamo ribadito che le differenze tra profili vanno mantenute. Sul tema delle competenze derivanti dal DL 146, ci è stato detto  espressamente che un provvedimento normativo non può conferire competenze specialistiche al personale e che quindi si intende mantenere ferma la distinzione tra ispettori ordinari e tecnici.


PROCESSI E TEAMS

Ci è stata infine comunicata l’intenzione di rivedere l’organizzazione di processi e teams. Sul
punto, abbiamo ribadito la nostra posizione: occorre prima di tutto chiarire con
precisione ruolo, compiti e responsabilità di questi lavoratori, partendo dalla considerazione
che la cosiddetta riorganizzazione per processi e teams è stata finora solo un cambio
nominalistico delle preesistenti strutture ministeriali, senza cambiare affatto il modo di
lavorare negli uffici.

Occorre, inoltre, togliere la divisione per fasce dei processi, che ci appare incomprensibile e
pericolosa, e valutare una riduzione del numero dei teams, così da utilizzare queste risorse per
iniziare ad aumentare l’indennità dei colleghi responsabili.



Roma, 19 novembre 2021



Il coordinatore nazionale FP CGIL INL

Matteo Ariano


Roma, 18 novembre 2021


LA PERFORMANCE NEL MINISTERO DELLA DIFESA È  UNA FINZIONE INUTILE E PERICOLOSA


Si è appena concluso l’incontro a Persociv sull’aggiornamento del sistema di Valutazione della
Performance. Accanto ai rilievi tecnici avanzati al tavolo, FP CGIL CISL FP e UIL PA hanno posto, da
anni, un rilievo politico che tutti fanno finta di non vedere:

La Performance nel Ministero della Difesa è una finzione!

Una recita inutile e pericolosa la cui procedura appare di fatto inapplicabile perché, inizialmente
concepita per incentivare la concorrenza nella produzione di beni privati e non nellerogazione di
servizi pubblici, nel Ministero della Difesa appare slegata dalla realtà e non coerente con la
complessità delle lavorazioni presenti.

La procedura in argomento prevede, infatti, di verificare “la pertinenza dell’incarico” rispetto ai
profili posseduti e delineati nel CCNL, ma è inconciliabile con la realtà dell’impiego effettivo dei
dipendenti che da anni ha travalicato la rigidità del sistema classificatorio e delle aree, e che solo
ora, con lauspicabile rinnovo del contratto nazionale delle Funzioni Centrali, sarà possibile
risolvere.

Sono, dunque, disattese le disposizioni che prevedono l’attribuzione di compiti coerenti al profilo
professionale posseduto dai dipendenti, visto che l’impiego effettivo dei lavoratori è spesso
diverso dall’inquadramento nel N.S.C., con il risultato che, o le schede riportano obiettivi attinenti
il profilo ma non corrispondenti alla realtà delle mansioni svolte, oppure compiti e obiettivi
riportati non sono previsti dal profilo di appartenenza.

Ausiliari che non fanno gli ausiliari, addetti che da anni sperano di diventare assistenti con una
differenza tra i due profili che nessuno ha mai compreso perché superata dalle esigenze lavorative
e dalla necessità di garantire, comunque, prestazioni e servizi.

E’ evidente che la Valutazione della Performance così come strutturata appare ideata per una
realtà lavorativa di poche persone con funzioni amministrative che, di certo, non è quella della
Difesa con i suoi stabilimenti industriali dove lavorano migliaia di dipendenti con profili
professionali di tutte le categorie.

Continuiamo ad assistere alla compilazione delle schede come mero adempimento burocratico
(che rappresenta il vulnus più grave di ogni sistema di valutazione), dove gli obiettivi affidati sono
spesso generici e avulsi da un processo organizzativo predefinito, non misurabili in termini concreti
e chiari (e quindi nemmeno migliorabili), non correlati alla quantità e alla qualità delle risorse
umane, tecnologiche ed economiche disponibili.

Fp Cgil Cisl Fp e Uil Pa ritengono necessario ribadire a chiare lettere quello che, per quanto risulta,
pensano, ma non possono pubblicamente sostenere, anche tutte le articolazioni dell’A.D.:

la Performance adottata nella Difesa è inapplicabile e dannosa per i lavoratori.

Il re è nudo, e non dobbiamo temere di affermarlo.



                                                      FP CGIL                   CISL FP                      UIL PA

                                           Francesco Quinti             Massimo Ferri       Carmela Cilento

                                         Roberto De Cesaris             Franco Volpi

Prot. CS 85 / 2021
giove 19 novembre 2021

Al Capo del Dipartimento
Amministrazione Penitenziaria
Pres. Dott. Bernardo PETRALIA
ROMA

E, per conoscenza;

Alla Vice Capo Dipartimento
Dott. Roberto TARTAGLIA
ROMA

Al Direttore Generale
del Personale e delle Risorse
Dott. Massimo PARISI
ROMA

All!Ufficio Relazioni Sindacali
con il Pubblico del Dipartimento
Amministrazione Penitenziaria
ROMA

OGGETTO: Casa Circondariale di Pescara. Richiesta intervento urgente.

Preg.mo Presidente,

nella mattinata del 18 novembre us, una delegazione sindacale di questa
Organizzazione Sindacale (con organi statutari confederali e di categoria)
ha effettuato una visita sui luoghi di lavoro, presso la Casa Circondariale di
Pescara, al fine di verificare le condizioni logistiche ed organizzative in cui
opera il personale di Polizia Penitenziaria.

Oramai da tempo, forse fin troppo, si registrano preoccupanti criticità che,
ancora una volta, come portatori di interessi collettivi, intendiamo
denunciare affinché vi siano giuste ed impellenti politiche perequative, tese
ad assicurare serenità lavorativa:

seria carenza di Poliziotti Penitenziari. Vi è una atavica carenza organica,
con consequenziali ripercussioni sul buon andamento generale e
sull’incolumità psicofisica delle lavoratrici e lavoratori ivi operanti;

limitazioni e deficit strutturali. Nelle postazioni di servizio nei reparti
detentivi (dove andrebbero adeguati anche parte dei dispositivi di
protezione, tra cui le maschere antifumo in caso di incendi) e in generale


nell’Istituto Penitenziario. Un primo passo è stato già fatto con l’istallazione
di un neosistema anti scavalcamento, ma bisogna ancora investire per la
sicurezza penitenziaria e la salubrità nei luoghi di lavoro;

rafforzare l’assetto di risorse umane dell’area psichiatrica e del SERT (a
giusto ampliamento, si precisa che si stanno già coinvolgendo gli organismi
sanitariistituzionali di competenza). Mancano psicologi, assistenti sociali,
tecnici della riabilitazione, infermieri specializzati nei turni notturni, etc..,
vista soprattutto l’elevata presenza di soggetti affetti da disturbi vari e
tossicodipendenze. Questi ultimi ammontano al 35% circa della
popolazione detenuta che, allo stato dei fatti, consta di 290 utenti del
circuito comuni.

Dopo le recenti ed amare vicissitudini (evasioni ed aggressioni fisiche ai
poliziotti penitenziari) che hanno interessato il carcere pescarese, si ritiene
necessario ed indispensabile una sana riflessione istituzionale e politica
volta ad intraprendere autorevoli iniziative di miglioramento.

Fiduciosi in un Vostro interessamento, inviamo distinti saluti.

Il Coordinamento Nazionale
Branchi/Manna


Firma autografa sostituita a mezzo stampa ai sensi dell’art. 3 comma 2 del
D.L. 39/93

Pubblichiamo la nota di convocazione in merito la convocazione del Tavolo Tecnico per la Formazione riguardo la discussione delle circolari USAR – L e TAS

Corona virus

Pubblichiamo l’informativa in merito l’emergenza sanitaria in atto attraverso lo screening su base volontaria, per il personale in servizio presso le strutture Centrali del Dipartimento

Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per la Formazione riguardo le selezioni unità cinofile e le modalità di selezione

Pubblichiamo l’informativa riguardo l’aggiornamento dell’ applicativo SIPEC riguardo le ore eccedenze giornaliere, il decreto decurtazione ex 127-21, la rettifica importi in merito l’allineamento NoiPa e la banca ore

Prot.83 / 2021
giove 18 novembre 2021


Al Capo del Dipartimento
Amministrazione Penitenziaria
Pres. Dott. Bernardo PETRALIA
ROMA

E, per conoscenza;

Alla Ministra della Giustizia
On.le Marta CARTABIA
ROMA

Al Direttore Generale
del Personale e delle Risorse
Dott. Massimo PARISI
ROMA

All’Ufficio Relazioni Sindacali
con il Pubblico del Dipartimento
Amministrazione Penitenziaria
ROMA


Oggetto: Personale del Corpo di Polizia Penitenziaria sospeso dal
servizio in via cautelarefacoltativa ai sensi dell’art. 7 comma 2, del D.Lgs.
30 ottobre 1992, n. 449. Disparità di trattamento.

Illustre Presidente,
continuano a pervenire al nostro Coordinamento numerose segnalazioni
in merito alla discrezionalità utilizzata dalla S.V. per alcuni provvedimenti
di sospensione cautelare ai danni del personale del Corpo di Polizia
Penitenziaria appartenente ai ruoli non Direttivi, sembrerebbe che,
quando si tratta di appartenenti all’area Dirigenziale di Polizia
Penitenziaria, indagata o rinviata a giudizio, in molti casi Lei non abbia
proceduto alla su citata procedura cautelare.
Comprenderà che, nel momento in cui la condotte del dipendente
appartenente a qualsiasi Area del pubblico impiego, rappresenta una
palese violazione dei doveri istituzionali con particolare aggravio per
quello appartenente al Corpo di Polizia Penitenziaria che è dotato sia della
qualifica di polizia giudiziaria che di quella di pubblica sicurezza e,
pertanto, non può ragionevolmente ipotizzarsi che simili compiti,
essenziali per la salvaguardia della pubblica sicurezza, siano in concreto
espletati da soggetti i quali contribuiscono alla commissione di reati che
si tratta invece di prevenire cd impedire, che deve valere per tutti gli
appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria di qualsiasi grado, tanto da
non poter consentire alcuna discrezionalità sulla decisione da
intraprendere nei casi di specie.
Tenuto conto che, nel caso in cui le segnalazioni risultassero
veritiere è lapalissiano che, di fatto, si è creata una disparità di
trattamento per il personale di Polizia Penitenziaria non appartenente ai
ruoli apicali.
Per quanto sopra esposto, restiamo in attesa di un suo cortese
chiarimento visto l’uso smisurato utilizzato dalla S.V. nei confronti dei su
citati.
Distinti saluti

Il Coordinamento Nazionale
Branchi/Manna



Firma autografa sostituita a mezzo stampa ai sensi dell’art. 3 comma 2 del
D.L. 39/93

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