Per rilanciare il Servizio socio sanitario nazionale pubblico

Medici e dirigenti sanitari della Fp Cgil domani (venerdì 14 maggio) in assemblea nazionale per rilanciare il Servizio socio sanitario nazionale pubblico, equo e universale. “Ripartire dai professionisti per tutelare i cittadini”, recita il titolo dell’evento che si terrà online a partire dalle ore 10 alle ore 14.30 alla presenza della segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino, e del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.

“Il Pnrr e i programmi di finanziamento del Servizio sanitario nazionale messi in campo in questi mesi da Governo e Regioni, anche alla luce delle enormi criticità evidenziate dalla pandemia, senza un investimento nel fattore umano in termini di occupazione e competenze, vera linfa vitale del sistema provato dall’austerità protrattasi per oltre 20 anni, rischiano di essere un’occasione depotenziata che il Paese non può e non deve perdere”, afferma il segretario nazionale della Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn, Andrea Filippi, che aggiunge: “Piano di assunzioni straordinario, stabilizzazione di tutti i precari, superamento degli imbuti formativi, rinnovo dei contratti in una prospettiva di valorizzazione del ruolo professionale e passaggio alla dipendenza dei medici convenzionati, sono le priorità condivise con il collettivo dei dirigenti Ssn della Fp Cgil su tutti i territori”.

La Cgil, prosegue Filippi, “deve assumere un ruolo centrale nel rilanciare il valore sociale dei professionisti come tutori della salute dei cittadini. La comunità di medici e dirigenti sanitari della Cgil, espressione plastica della multiprofessionalità,valore aggiunto nel panorama sindacale confederale, rappresenta un’alternativa alle logiche divisive proprie di politiche corporative o individualiste”. Nel corso dell’assemblea di domani sono previsti interventi dai territori e la partecipazione di Left, Emergency, Amica, Medici in Formazione e precari.

11 MAGGIO 2021 – LA MINISTRA CARTABIA INCONTRA I SINDACATI DELLA DIRIGENZA

 

Si è svolto oggi il programmato incontro tra la Ministra della Giustizia Marta Cartabia e le Organizzazioni Sindacali rappresentative del personale dirigente Area Funzioni Centrali. Alla riunione hanno partecipato il sottosegretario con delega al personale Macina, tutti i capi dipartimento e tutti i direttori generali.

Nel corso dell’incontro CGIL CISL e UIL hanno evidenziato come gli interventi contenuti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per il settore giustizia rappresentino un passaggio importante per il conseguimento di più elevati livelli di efficienza. Da più parti infatti è stata messa in evidenza la perdita di credibilità dell’intero sistema giudiziario, incapace di assicurare a tutti i cittadini la stessa possibilità di far valere i propri diritti in giudizio, di dare certezza dello svolgimento e della conclusione dei processi in tempi ragionevoli. Per assicurare il superamento delle inefficienze e dei ritardi dell’amministrazione della giustizia che incidono sulla competitività e sulla crescita del paese e conseguire una riduzione dei tempi ed un miglioramento della qualità della risposta di giustizia è necessario agire sugli assetti organizzativi, sui processi di servizio e sulle risorse tecnologiche. Per superare le attuali disfunzioni, secondo CGIL CISL e UIL è indispensabile un salto in avanti, organizzativo e culturale, che non può prescindere dal riconoscimento e dalla valorizzazione del ruolo della dirigenza amministrativa che ha l’ambizione di porsi come volano del cambiamento e punto di riferimento per il buon governo degli uffici e il raggiungimento di più elevati livelli di efficienza; la gestione del servizio giustizia non può prescindere infatti da conoscenze gestionali, organizzative e relazionali tipiche dei ruoli manageriali.

Negli ultimi anni – hanno sottolineato CGIL CISL e UIL – si è assistito invece ad un progressivo processo di marginalizzazione dei dirigenti amministrativi, foriero di frustrazione e insoddisfazione, e ad una destrutturazione dell’assetto funzionale definito dal decreto legislativo n. 240 del 2006 che rischia di incidere negativamente sulla governance degli uffici giudiziari. Si consideri tra le altre cose:
– l’estromissione dei dirigenti informatici di estrazione amministrativa dalla D.G.S.I.A., accompagnata dal ricorso massivo al conferimento di incarichi dirigenziali ai sensi dell’art.19, comma 6, del d.lgs. n.161/2001;
– l’esclusione di fatto dall’accesso ai posti funzione di dirigente generale, ricoperti quasi integralmente da magistrati (un illustre giurista, il prof. Valerio Onida, ha rilevato “l’anomalia di un corpo amministrativo quasi interamente costituito, ai massimi livelli, da membri dell’ordine giudiziario”);
– il decreto ministeriale 1° ottobre 2015 sull’Ufficio per il Processo, che affida ai Presidenti di Corte e Tribunale il ruolo di “articolare la struttura amministrativa”, in contrasto con il D.Lgs 240/2006, che invece assegna al dirigente amministrativo la gestione del personale amministrativo.

CGIL CISL e UIL hanno rimarcato inoltre l’esigenza che l’incremento dei reclutamenti sia esteso anche alla dirigenza dell’organizzazione giudiziaria che registra notevoli livelli di scopertura, che siano favorite nell’accesso alla dirigenza le figure apicali di area terza, senza rinunciare ad un modello qualificato di selezione, e che si proceda al più presto alla revisione dell’organico della dirigenza e ad attivare il tavolo del confronto per rivedere i criteri di graduazione delle posizioni dirigenziali e le modalità di attuazione degli stessi in modo da renderli effettivamente correlati alle funzioni e alle connesse responsabilità dei dirigenti. CGIL CISL e UIL hanno poi rappresentato la necessità che si creino ruoli della dirigenza tecnica ed informatica.

Nell’immediato per CGIL CISL e UIL si impone l’esigenza di utilizzare quota parte del fondo all’uopo previsto dal vigente CCNL per elevare il valore economico della retribuzione di posizione – parte variabile, che risulta assolutamente inadeguato alla luce dei rilevanti cambiamenti intervenuti negli ultimi anni che hanno comportato per la dirigenza un aumento di responsabilità, di funzioni e di complessità dei processi gestiti, nonché di verificare la sussistenza delle condizioni per l’acquisizione delle risorse finanziarie da destinare all’ulteriore potenziamento del fondo.

CGIL CISL e UIL hanno sottolineato altresì i ritardi nella corresponsione della retribuzione di risultato per gli anni 2018 (attività 2017) e 2019 (attività 2018). Sono difatti trascorsi quasi 6 mesi dalla sottoscrizione in data 14 ottobre 2020 dell’ipotesi di accordo, senza che si abbiano notizie in merito all’esito dei controlli di cui all’art. 40 bis del d.lgs. n. 165/2001. CGIL CISL e UIL hanno chiesto, nel caso di certificazione positiva dell’ipotesi di accordo, la sollecita fissazione dell’incontro per la firma dell’accordo definitivo, trattandosi di emolumenti relativi a prestazioni risalenti nel tempo.

CGIL CISL e UIL hanno rappresentato infine l’esigenza che l’informazione, presupposto per il corretto esercizio delle relazioni sindacali e dei suoi strumenti, sia data nei tempi, nei modi e nei contenuti atti a consentire ai soggetti sindacali di procedere a una valutazione approfondita del potenziale impatto delle misure da adottare ed esprimere osservazioni e proposte migliorative.
Per quanto riguarda l’amministrazione penitenziaria CGIL CISL e UIL hanno evidenziato la esiguità dell’organico della dirigenza contrattualizzata (ossia delle Funzioni Centrali) e la marginalità di utilizzo di queste professionalità nell’ambito delle strutture penitenziarie. CGIL CISL e UIL hanno rappresentato la opportunità che sul ruolo della dirigenza contrattualizzata nell’amministrazione penitenziaria si apra un confronto con l’amministrazione anche con riferimento alla definizione di percorsi agevolati di accesso alla dirigenza in favore delle figure professionali di area terza, senza rinunciare ad un modello qualificato di selezione.

Per quanto concerne l’amministrazione per la Giustizia Minorile e di comunità CGIL CISL e UIL hanno chiesto di discutere oltre che della esiguità dell’organico anche di una problematica presente nell’amministrazione penitenziaria ossia quella relativa alla contemporanea presenza della dirigenza con rapporto di lavoro di diritto pubblico, della dirigenza con rapporto di lavoro di diritto privato e dei dirigenti appartenenti al corpo della Polizia Penitenziaria e del disciolto corpo degli agenti di custodia nonché della necessità di addivenire in tempi rapidi alla soluzione delle difficoltà che la compresenza delle tre dirigenze sta creando. CGIL CISL e UIL hanno poi posto il problema della dirigenza degli ULEPE e della necessità di trovare uno sbocco professionale per questi lavoratori anche verso la dirigenza.

Con rifermento agli Archivi Notarili CGIL CISL e UIL hanno rappresentato l’estrema urgenza di pubblicare un bando per la copertura delle enormi scoperture presenti nell’organico dei dirigenti.

 

FP CGIL                         CISL FP                                  UIL PA
Mancusi                          Marra                                    Amoroso

TRA COLORO CHE SONO SOSPESI

Incontro interlocutorio, quello di ieri, in attesa di sviluppi. Anzitutto, c’è stata la firma definitiva del CCNI 2020. Come noto, noi non abbiamo sottoscritto il testo per l’ingiusta posizione assunta dall’Amministrazione sulle assenze equiparate. Avrebbero potuto cogliere l’occasione per sanare quella ingiustizia, introducendole, visto che il testo del CCNI era stato parzialmente cambiato dai rilievi degli organi di controllo, ma hanno preferito continuare a perpetrare l’ennesimo danno ai propri dipendenti. Aspettiamo con ansia di vedere il testo della proposta di CCNI 2021, per vedere se davvero sarà innovativo come abbiamo chiesto, o se ci si limiterà ai soliti ritocchi qua e là per far vedere che qualcosa è cambiato.
Si è poi discusso di regolamento per l’attribuzione dell’incarico di responsabile di team e di rivisitazione delle indennità ai titolari di PO. La nostra richiesta all’Amministrazione è stata quella di sospendere la discussione in corso, anche considerando che tra pochissimi giorni scadrà il mandato del Direttore dell’INL.
Sul punto ricordiamo che siamo stati tra i più forti e convinti sostenitori del superamento del precedente sistema di attribuzione degli incarichi di responsabilità e, senza doppi giochi e con la massima chiarezza verso tutti, abbiamo evidenziato sin da subito i limiti delle scelte che l’Amministrazione aveva deciso di intraprendere, pur se alcuni principi importanti sono stati introdotti. Detto in due parole, il nodo da sciogliere è capire se davvero si vogliono i Processi e i teams o no. Se la risposta è sì – come noi chiediamo da anni! – occorre avere il coraggio di inserirli subito sul serio e non solo nominalmente, con formazione a tappeto del personale e inserimento degli opportuni cambiamenti organizzativi stabilendo, ad esempio, cosa debba e non debba fare un Responsabile di Processo e cosa debba e non debba fare un coordinatore di team, superando in modo definitivo vetuste logiche di carattere verticistico. Se invece, anche in questo caso, ci si vuole limitare a qualche cambiamento di facciata, l’esito inevitabile sarà il malcontento generalizzato in tutto il personale, a partire dai Titolari di PO.
Abbiamo poi chiesto aggiornamenti sul tema urgentissimo delle assunzioni e ci è stato risposto che anche il secondo concorso bloccato, pubblicato nel giugno 2020 e relativo a 2.133 posti di cui 264 Funzionari area amministrativa giuridico contenzioso per INL, dovrebbe essere sbloccato. Secondo quanto ci è stato riferito, l’intenzione del Dipartimento della Funzione Pubblica è di riaprire i termini per entrambi i concorsi attualmente bloccati – quello del 2019 e quello del 2020, che porterebbero in totale 691 ispettori del lavoro e 395 Funzionari area amministrativa giuridico contenzioso per complessivi 1.086 posti – entro il mese di maggio e di adottare per entrambi modalità semplificate.
Ribadiamo la nostra richiesta di premere con forza anche per assunzioni straordinarie di ispettori tecnici, perché sul tema della vigilanza su salute e sicurezza sul lavoro INL non può e non deve abdicare alla sua funzione istituzionale.
Infine, riguardo ai buoni pasto l’Amministrazione ha scelto di rinviare, per il momento, vista la situazione di cambiamento del vertice. Vedremo se finalmente si riuscirà a dare questo giusto riconoscimento al personale per tutti gli sforzi finora sostenuti.

Roma, 11 maggio 2021

Il Coordinatore nazionale FP CGIL INL
Matteo Ariano

Appuntamento giovedì 13 maggio, ore 11.00, su @fpcgil

“Carceri e Covid-19: cosa ci ha insegnato la pandemia?”. Questo il titolo della diretta Facebook della Fp Cgil che si terrà domani, giovedì 13 maggio, alle ore 11.00, sulla pagina @fpcgil e che vedrà, tra le altre, la partecipazione e l’intervento di Bernardo Petralia, capo del Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria.

L’emergenza Covid-19 ha amplificato di gran lunga le problematiche già presenti nel sistema penitenziario. Quali sono state le peggiori difficoltà? E quali strumenti sono stati adottati per cercare di risolverle? La diretta Facebook sarà introdotta da Stefano Branchi, coordinatore nazionale della Polizia Penitenziaria della Fp Cgil. Interverranno Bernardo Petralia, capo del Dap, e Carmelo Cantone, Provveditore Lazio-Abruzzo-Molise. Ci saranno anche le dirette testimonianze di lavoratrici e lavoratori. Le conclusioni spettano a Florindo Oliverio, segretario nazionale della Fp Cgil. Coordinerà la diretta Roberta Antognoni della Fp Cgil.

“È urgente un ulteriore stanziamento di risorse per il rinnovo del contratto dei Vigili del Fuoco”. A chiederlo sono Fp Cgil Vvf, Fns Cisl e Confsal Vvf, rivolgendosi al Governo, nel corso dell’incontro di oggi con il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, e in attesa di quello interministeriale fissato per il 14 maggio, tra il ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco, della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, e della stessa titolare del Viminale Lamorgese.

Per Mauro Giulianella (Fp Cgil Vvf), Massimo Vespia (Fns Cisl) e Franco Giancarlo (Confsal Vvf) è necessario, infatti, “un ulteriore e adeguato stanziamento economico, da aggiungersi rispetto alle somme già disponibili, come condizione necessaria per la sottoscrizione del contratto, che possa traguardare le finalità, individuate da questo come dai passati governi, per rendere migliore il servizio offerto ai cittadini da parte del Corpo e per rispondere alle legittime esigenze e rivendicazioni dei lavoratori. Non tollereremo, infatti, un’attenzione diversa rispetto agli altri Corpi dello Stato che, se praticata, aumenterebbe il divario economico già esistente”.

“Questo è il segnale – sostengono – che il personale si aspetta dopo numerosi proclami e impegni fatti anche dai precedenti governi in favore dei Vigili del Fuoco. Raggiungere la previdenza complementare, i 6 scatti stipendiali, il ripristino della maggiorazione dell’indennità di rischio, l’aumento di tutte le voci accessorie legate al soccorso e alla presenza del personale, nonché un ulteriore riconoscimento della specificità a partire dal 7° anno fino al 14° anno di servizio e l’assicurazione Inail per le malattie professionali non riconosciute, la tutela legale, è il traguardo che abbiamo rappresentato con la piattaforma unitaria, resa pubblica il 25 febbraio scorso, e confermata al Ministro dell’Interno durante l’incontro odierno”, concludono.

Pubblichiamo la nota della Direzione centrale per le Risorse Umane, in merito la precisazione sulla mobilità e l’assegnazione delle sedi per gli Allievi dell’89° corso

Pubblichiamo la nota unitaria Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal VVF, con la quale ancora una volta chiedono chiarezza sull’operato delle selezione del personale per l’ accesso al corso per formatori per patenti terrestri

Rientro in presenza e l’obbligo del rispetto degli accordi

La decisione dell’Amministrazione, formalizzata dalla famigerata Circolare del Segretario Generale che
impone il rientro in presenza di almeno il 70% del personale, sta producendo, come era ampiamente
prevedibile, i suoi effetti a pioggia sui territori con l’emanazione di ordini di servizio emessi in applicazione di queste disposizioni.
A tal riguardo è opportuno sottolineare la piena vigenza degli accordi sottoscritti sia per quanto riguarda
la riapertura dei luoghi della cultura,- rintracciabile al seguente link: https://www.fpcgil.it/2020/05/15/
mibact-comunicato-su-protocollo-sicurezza-e-allegati/ – che per la regolamentazione del lavoro agile –
che invece trovate a questo link: https://www.fpcgil.it/2020/10/27/mibact-testi-accordo-smart-e-frd-2020- e-nota-di-valutazione-lavoro-agile/. Accordi che hanno vigenza fino al termine dello stato di emergenza, al momento stabilito entro il 31 luglio 2021.
È di conseguenza molto importante una puntuale verifica della piena applicazione delle clausole contenute negli accordi citati ed in particolare rivendicare il coinvolgimento preventivo delle RSU, della
OO.SS. territoriali e dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, tramite la convocazione dei Comitati per la gestione delle riaperture e per l’aggiornamento delle misure di sicurezza. Qualora ciò non
sia avvenuto, occorre procedere con le opportune diffide ai dirigenti, che, indipendentemente dalle decisioni del Segretariato Generale, restano gli unici responsabili come Datori di Lavoro delle misure di sicurezza adottate. Nel caso in cui tali procedure non vengano rispettate, occorre valutare una opportuna
segnalazione al Prefetto ed alla ASL competente per territorio, in quanto Autorità che devono garantire
la salute pubblica. Avendo cura di segnalare tutte le eventuali violazioni riscontrate anche allo stesso
Segretariato Generale del MIC.
Inoltre la vertenza nazionale che unitariamente abbiamo avviato sulla messa in sicurezza dei luoghi
della cultura riguarda anche le condizioni organizzative con le quali ci si appresta alle riaperture: una situazione in moltissimi casi drammatica ed a rischio concreto di chiusura per effetto del depauperamentodegli organici. Anche in questo caso è opportuno valutare una puntuale iniziativa di denuncia all’opinione pubblica della situazione di abbandono in cui versano molti Uffici tramite comunicati stampa e prese di posizione a livello locale.
Infine: non è nostra abitudine polemizzare con altre OO.SS., in particolare quando per levarsi le castagne dal fuoco si inventano i polveroni. Ci riferiamo alla FLP, la quale ha pensato bene di lavarsi le mani rispetto ai problemi che unitariamente abbiamo evidenziato, tirando fuori la curiosa teoria secondo la quale il vero responsabile sarebbe il Patto per il lavoro pubblico sottoscritto dal Governo con CGIL, CISL e UIL.. Patto che ha consentito l’avvio concreto delle trattative per il rinnovo del CCNL, e nel quale uno dei punti principali è proprio la regolamentazione per via contrattuale del lavoro agile. A noi semplicemente pare una scusa per non affrontare i problemi che la decisione del MIC ha generato e d’altronde la stessa FLP, qualche mese fa, esattamente in piena recrudescenza della pandemia, aveva propugnato pubblicamente la piena riapertura dei luoghi della Cultura. E questo a noi pare il vero motivo per il quale questa O.S. non ha aderito alla stato di agitazione, tutto il resto sono chiacchiere e attacchi strumentali.

Claudio Meloni
FP CGIL Nazionale MIC

                    -C O M U N I C A T O –

 

Dopo un anno di vuoto pneumatico, il 10 maggio 2021 si è tenuto il terzo incontro on line tra OO.SS. e Amm.ne per discutere le ipotesi di Accordo per l’Art.7 del 2019 e la ripartizione del Fondo Risorse decentrate (ex FUA) 2019 (la prima si tenne il 24 marzo e la seconda il 29 aprile: un incontro al mese …passi da lumaca).

Il dott. Celotto ha detto, relativamente alla nota formale al Ministero dell’Economia e delle Finanze promessa dal Capo di Gabinetto del Ministro Speranza per chiedere il rifinanziamento pluriennale del Fondo delle Risorse decentrate per 6.000.000 di euro, periodo 2021/2026, che ci sarebbero state obiezioni, non meglio chiarite, del Ministero dell’Economia, ma nessun riscontro ufficiale. Su richiesta di queste sigle sindacali, ha detto che chiederà “il permesso” alla parte politica di poter dare una copia della nota alle OO.SS..

Ha poi assicurato che la Direzione del Personale sta mettendo in campo tutte le iniziative tecnico-amministrative (su risparmi di spesa per servizi, risparmi sui buoni pasto 2020, risparmio sul finanziamento degli oneri per i nuovi assunti) per poter cercare di dare un po’ di respiro ad un FDR arrivato allo stremo.
La questione della norma ad hoc è chiaramente misura della inconsistenza dell’azione politica del Ministero, e deve essere presa in mano dal Ministro Speranza in persona, se veramente vuole ottenere risultati nei confronti del Ministro dell’Economia.

A margine il dott. Celotto ha comunicato che il testo del Piano operativo per il lavoro agile -POLA- verrà riproposto recependo alcune osservazioni delle OO.SS. e con i parametri coerenti con il nuovo D.L. proroghe, che dovrebbero attestarsi almeno al 30% dell’accesso al lavoro agile al netto delle condizioni particolari dei lavoratori.

Su esplicita domanda di queste OO.SS. l’Amm.ne si è ricordata che ancora non sono state pagate (dopo 4 anni) le spettanze della Decentrata del FUA 2017 (sarebbe tutto in ordine) e pure del FDR 2018, per il quale ci sarebbero ancora dei documenti tecnici da acquisire dagli Uffici periferici (non è dato a sapersi di quali) e questo ritarderà ancora il pagamento dell’indennità.
Troppi sono i censori per le procedure economiche partendo dall’ufficio IV, passando per la Ragioneria, per il MEF e, non da ultima, dalla Funzione pubblica la quale rilascia sempre più pareri di dubbia interpretazione!

Si è passati poi alla richiesta di sottoscrizione degli accordi FDR e articolo 7 del 2019.

L’Amm.ne ha detto che non vuole rimandare oltre la sottoscrizione di questi due accordi, più di quanto non abbia giù fatto, trattandosi di spettanze del 2019.
Vista le ben poche certezze su un vero impegno per il rifinanziamento del FRD o per l’adeguamento dell’art.7 che altrimenti, anche alla luce degli oneri fiscali, dei mancati aumenti per le nuove posizioni economiche “F” e per le nuove assunzioni avviate fin dal secondo semestre del 2019, Le uniche sigle favorevoli a sottoscrivere gli accordi sono rimaste la USB e la CONFSAL.

La FP CGIL, la CISL FP e la UILPA hanno dovuto ribadire la propria delusione per la mancanza totale di atti e fatti certi dell’Amm.ne, che impediscano a tutti i colleghi, pur inquadrati, nuove e maggiori posizioni economiche dal 2017-2019, di incassare cifre nettamente inferiori a quelle del 2016. Hanno pertanto confermato la loro posizione già espressa 10 giorni fa di NON essere disponibili a sottoscrivere gli ennesimi accordi “a perdere” presentati dall’amministrazione senza atti certi.

Hanno chiesto ancora che gli impegni assunti dal presidente Zaccardi a nome dell’intera Amministrazione siano rispettati.
Ogni volta che c’è una iniziativa per tutelare i diritti dei lavoratori del comparto, i vertici del Ministero della Salute riscontrano problemi, hanno “difficoltà” con gli uffici MEF o con funzione pubblica a tutti i livelli; abbondano i cavilli e le interpretazioni negative, mentre l’Amministrazione, supinamente, si pone in modo dimesso e non pressante.

In altri casi ben noti l’Amm.ne tutta, da lungotevere Ripa a viale Ribotta, ha trovato energie e lumi per ottenere tutto e rapidamente.
Preso atto della situazione che si è venuta a creare in riunione e delle forte critiche e opposizioni di CGIL, CISL e UIL, il dott. Celotto ha preso l’impegno formale a sollecitare i vari collaboratori del Ministro Speranza per organizzare un incontro con il Ministro stesso (mai più incontrato da due anni), al fine di consentire finalmente alle OO.SS. di rappresentare direttamente le proprie ragioni al vertice politico dell’Amministrazione.

VI TERREMO INFORMATI

PARTE LA CONTRATTAZIONE INTEGRATIVA 2020/2021

Nel corso della giornata di ieri si è formalmente aperta la contrattazione integrativa di Ente 2020/2021 per le Aree A, B e C con l’esame dei primi articoli della bozza presentata dall’Amministrazione e trasmessa alle Organizzazioni sindacali lo scorso 30 aprile.

La discussione si è incentrata sui primi 4 articoli ed in particolare su quelli dedicati alle progressioni orizzontali ed alla ripartizione delle risorse del salario accessorio nell’ambito del Fondo 2020 e 2021.
Sul primo tema abbiamo richiamato nei nostri interventi l’esigenza di dare piena attuazione alle dichiarazioni congiunte n.2 del CCNI 2019 e n.3 del CCNI 2018 finalizzate ad una riqualificazione del personale delle aree A e B che non sia limitata ad una collocazione apicale dei colleghi A2 (212) e B2 (630), ma che coinvolga tutto il personale delle stesse aree, compresi i colleghi collocati ancora oggi nella posizione ordinamentale di partenza A1 (65) e B1 (194) di modo che tutti abbiano la possibilità di conseguire un passaggio individuando le relative risorse a ciò dedicate all’interno del Fondo che ne costituisce la fonte di finanziamento.

A tale riguardo, poiché riteniamo che le politiche di riqualificazione del personale debbano investire tutti i colleghi, compresi quelli attualmente inquadrati in area C, abbiamo chiesto all’Amministrazione di formalizzare, nel contratto oppure in un accordo a latere, un impegno ad avviare, nella prospettiva che possano affluire nuove risorse a seguito dell’auspicato superamento del tetto alla costituzione di fondi previsto dall’art.23, comma 2, del D.lgs. n.75/2017, tetto che in INPS ci costa circa 38 milioni di euro, progressioni orizzontali anche nell’area del funzionariato dando continuità alle riqualificazioni del triennio 2016/2017/2018 che coinvolsero tutto il personale dell’Istituto in posizione non apicale.
Su queste nostre richieste abbiamo registrato da parte dell’Amministrazione la disponibilità ad un loro accoglimento previa verifica con gli Organi dell’Istituto.

Sull’altro tema, quello della ripartizione delle risorse all’interno del Fondo per gli anni 2020 e 2021, fermo restando il limite dei 471.499.305,60 € ereditato dal CCNI 2019, limite suscettibile, ad oggi, di deroghe solo nei casi espressamente previsti dal legislatore, abbiamo chiesto un ridimensionamento dello stanziamento destinato a finanziare la performance individuale e di converso un’integrazione delle risorse previste per gli sviluppi professionali tale da permettere sul 2021 ai colleghi delle aree A e B di conseguire almeno un passaggio orizzontale.

Restando in tema di risorse del salario accessorio, nel dare applicazione alla norma contenuta nella Legge di Bilancio 2021 sulla destinazione dei risparmi certificati, sono all’incirca 10 milioni di euro, derivanti dal mancato utilizzo nel 2020 degli stanziamenti del lavoro straordinario e di quelli destinati all’acquisto dei buoni-pasto non erogati per effetto dello smart working (scelta dell’Amministrazione da noi non condivisa ed adottata dall’Istituto unilateralmente nonostante i margini di discrezionalità offerti dalla norma e dagli atti di indirizzo ministeriali), abbiamo suggerito di operare una distribuzione omogenea che coinvolga tutto il personale delle aree fino ad una certa data, il 15 settembre 2020, procedendo, per la fase successiva, ad una distribuzione correlata alle giornate di lavoro agile che hanno comportato da quella data la mancata fruizione del buono pasto.

Pur non entrando nel merito dell’articolo 5 della bozza di CCNI abbiamo anticipato nel corso della discussione la nostra proposta di trasferire alla contrattazione decentrata, rispondendo in questo modo anche ai rilievi ministeriali sull’esigenza di dare piena attuazione all’art.77, comma 4, del CCNL 2018/2021, le risorse finalizzate a remunerare la maggiorazione oraria del 20% per lo svolgimento delle attività di front-office, estendere il compenso, portandolo da 50 € a 80 €, legato alla sperimentazione del modello di servizio a tutto il personale delle sedi progressivamente coinvolte e rivisitare in termini incrementali gli importi previsti per lo svolgimento di particolari funzioni e compiti, compresi le indennità per i profili specialistici.

Il “confronto” sul CCNI 2020/2021 proseguirà sui successivi articoli della bozza martedì 18 maggio, ma esprimiamo sin da adesso la necessità di serrare i tempi della contrattazione, anche con due riunioni settimanali da concordare con l’Amministrazione, al fine di definire i contenuti del CCNI 2020/2021 e dare risposte sull’esigibilità di tematiche negoziali, per es. le progressioni orizzontali e l’erogazione del TEP, legate indissolubilmente al contratto integrativo.

Roma, 12 maggio 2021

FP CGIL
Matteo Ariano
Antonella Trevisani

CISL FP
Paolo Scilinguo

UIL PA
Sergio Cervo

CONFSAL/UNSA
Francesco Viola

Comunicat0

Com’è noto, a settembre 2018, abbiamo firmato accordo e regolamento di ripartizione incentivi
per le funzioni tecniche: sono trascorsi due anni e otto mesi e ancora non si vede la luce del
relativo decreto. Riteniamo tutto questo assolutamente indecoroso; l’ipertrofia dei controlli e i vari
lacci e lacciuoli della occhiuta burocrazia, di fatto non hanno ancora permesso l’emanazione dello
stesso, ponendo in essere una situazione di incertezza nei confronti dei lavoratori, i quali, invece, su
incarichi dell’Amministrazione, hanno continuato a lavorare assumendosi tutte le relative responsabilità.

Rileviamo inoltre che, per quanto riguarda il periodo cosiddetto transitorio, antecedente al
2016, nonostante siano state emanate circolari dal Ministero, e fornito, dalla scrivente organizzazione,
un parere dell’Avvocatura dello Stato, a tutt’oggi, la maggior parte dei Provveditorati non ha
provveduto al pagamento delle prestazioni rese. Tutto ciò non è più tollerabile e pertanto chiediamo
un intervento, da parte dell’Amministrazione, volto a una rapida soluzione del problema. La
scrivente organizzazione sindacale metterà in atto ogni azione, anche legale, laddove dovesse rendersi
necessario, a tutela dei lavoratori del MIMS. Non è più tollerabile che organi di controllo blocchino
per rilievi del tutto pretestuosi (come è accaduto anche per il ritardo con cui sono state pagate
le PEO 2019) l’erogazione di parte della retribuzione.

Infine, si ribadisce che, per quanto ci riguarda, il finanziamento della Cassa di Previdenza e
Assistenza del MIMS, anche con risorse provenienti dall’incentivo di cui all’art. 113 D.Lgs 50/2016,
resta un’esigenza prioritaria. A tal fine, continuiamo a pensare che le modalità previste dall’articolo
9, comma 7 del Regolamento sottoscritto con l’Amministrazione siano le più corrette. In ogni caso,
laddove si volesse intervenire su tale finanziamento, bisognerà trovare forme alternative che raggiungano il medesimo risultato.

la Coordinatrice nazionale MIMS                                          p. la Fp Cgil Nazionale
Carmen Sabbatella                                                              Paolo Camardella

Al Segretario generale Cons. Franco Massi

Al Vice Segretario generale
Cons. Saverio Galasso

Al Cons. Sergio Gasparrini

Al Dirigente generale Risorse Umane
Dott. Pasquale Le Noci

Al Presidente della Commissione PEO 2020

e, p.c. All’Ufficio Relazioni Sindacali

A tutto il personale

Oggetto: Richiesta prova suppletiva per le PEO 2020.

In previsione della prova selettiva per le PEO 2020, prevista, come da comunicazione via mail da parte del Segretario generale, a decorrere dal 24 maggio p.v., le scriventi Organizzazioni Sindacali chiedono di prevedere e calendarizzare, per tutte le sedi di esame, una prova suppletiva.
La richiesta è sostenuta dall’attuale ed eccezionale situazione epidemiologica e, in particolare, si chiede che venga valutata positivamente, per coloro che formulino richiesta con formale istanza, la necessità di partecipare alla prova suppletiva per le seguenti ragioni:
– ricovero ospedaliero per Covid-19;
– quarantena fiduciaria poiché affetti da Covid-19 in attesa di tampone negativo;
– quarantena disposta dalla USL competente per aver avuto contatti con un positivo conclamato;
– postumi da vaccino inoculato, come da certificato medico da allegare;
– data della prova di esame che coincida con l’appuntamento per la vaccinazione.
Inoltre, in considerazione del fatto che ad oggi non è stata ancora pubblicata la circolare con il dettaglio delle date delle prove selettive a partire dal 24 maggio, si chiede di prevedere la partecipazione alla prova suppletiva dei lavoratori che, a causa di indifferibili impegni di natura personale/familiare nel frattempo maturati (da giustificare con idonea documentazione/certificazione), vedrebbero preclusa irrimediabilmente la loro partecipazione alla selezione in occasione delle date che saranno previste dalla citata circolare.
Si fa presente, tra l’altro, che la materia sia già stata trattata dal TAR Lazio, con l’approvazione del Consiglio di Stato, su iniziativa di un ricorrente che non avendo potuto partecipare al concorso pubblico come docente, si era rivolto al giudice amministrativo, risultando vincitore del ricorso stesso. Si allega alla presente, documentazione a chiarimento di quanto rappresentato.
Si allega, infine, un possibile schema di richiesta di partecipazione alla prova suppletiva PEO 2020.
In attesa di un urgente riscontro, si saluta cordialmente.

Roma, 11 maggio 2021

S.Di Folco         F.Amidani         U.Cafiero      A.Benedetti      F.Stefanangeli

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