Pubblichiamo lo stato di agitazione unitario delle strutture Fp Cgil VVF, Fns Cisl Uil Pa VVF e Conapo, per il persistere della violazione delle corrette relazioni sindacali
Al Direttore della Direzione generale del personale civile
Dr.ssa Gabriella Montemagno
e, p.c.
Al Capo di Gabinetto del Ministro della Difesa
Gen. Mauro D’Ubaldi
Al Segretario generale della Difesa e Direzione
Nazionale degli Armamenti
Gen. Nicolò Falsaperna
Al Capo di Stato Maggiore Difesa
Gen. Enzo Vecciarelli
Al Capo di Stato Maggiore Aeronautica
Gen.Alberto Rosso
Al Capo di Stato Maggiore Esercito
Gen. Pietro Serino
Al Capo di Stato Maggiore Marina
Amm. Giuseppe Cavo Dragone
OGGETTO: Circolare n. M_DGCIV REG2021 0031274 del 10.05.2021 –
In riferimento alla circolare in oggetto, riteniamo incomprensibile la decisione assunta da codesta direzione generale, che tende a disporre il rientro in servizio e in presenza della stragrande maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori civili della Difesa collocate/i in lavoro agile. Un provvedimento adottato proprio nel momento in cui – stando ai dati allarmanti pubblicati oggi sul corso della pandemia, e ai provvedimenti di contrasto al contagio che stanno per essere assunti dal governo – occorrerebbe invece ispirarsi a maggiore cautela nelle determinazioni assunte sul lavoro agile e sul tema della tutela della salute e della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori civili della Difesa, pure in presenza di un quadro normativo mutato, che in ogni caso lascia ampi spazi di flessibilità e autonomia alle pubbliche amministrazioni.
Una scelta inspiegabile, perché assunta nel pieno dello stato di emergenza sanitaria nazionale e in violazione del “Protocollo di accordo applicativo per la definizione delle misure di prevenzione e la sicurezza dei dipendenti civili del Ministero della Difesa in ordine all’emergenza sanitaria da “Covid-19” e la definizione degli assetti del lavoro agile”, sottoscritto – come certo rammenterà – il 27 novembre dello scorso anno, e tuttora in vigore. In particolare dei punti 19 e 20 dell’accordo, laddove si stabilisce che “le Parti si impegnano a proseguire con un tavolo permanente a monitorare l’efficacia e ad aggiornare il presente accordo, anche in funzione dell’effettivo andamento epidemiologico sul territorio nazionale”, e che “saranno attivate le procedure di confronto con le OO.SS., RSU e RLS per l’attuazione in sede locale dei principi del presente protocollo e l’attuazione delle relative disposizioni organizzative costituendo in ogni UU.OO, Comitati per l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione, con la partecipazione delle OO.SS., delle RSU e degli RLS”.
Altrettanto incomprensibili sono le ragioni che hanno indotto ad ignorare quanto inviato dalle Segreterie Nazionali delle scriventi il 30 aprile u.s. a tutte le Amministrazioni Centrali, compresa Persociv. In tale nota era espressa una richiesta di convocazione ad horas, prima di adottare “provvedimenti che modifichino quanto stabilito fin qui sia con proprie determinazioni sia per effetto di protocolli condivisi con le stesse”.
L’adozione di un provvedimento unilaterale divulgato senza aver convocato le rappresentanze sindacali inciderà fatalmente sul lavoro, sulla salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori civili dell’A.D., scaricandone il peso, o costituendo alibi, sui responsabili di Ente, che si sentiranno autorizzati a disporre il rientro in servizio di tutto il personale, pur in assenza delle condizioni necessarie a garantire le misure di prevenzione e protezione da contagio, oltre che per l’interruzione del sistema di vaccinazione della Difesa.
Altrettanto discutibile la circolare del 29.04.2021 0028851, con la quale sono state date indicazioni volte a considerare attività di servizio le assenze dovute all’effettuazione del vaccino anti COVID, unicamente per il personale che ha aderito alla campagna vaccinale della Difesa. Tale iniziativa non ha tenuto conto, infatti, che il vaccino ha una valenza di protezione sociale oltre che individuale, che c’è stata una interruzione della campagna vaccinale e che la stessa Difesa non è stata in grado di assicurare a tutti gli aderenti il vaccino più idoneo, soprattutto ai lavoratori fragili.
La violazione degli obblighi che derivano da accordi sottoscritti dall’amministrazione, come nella circostanza, integrano un vulnus alle relazioni sindacali che richiede almeno un rapido chiarimento e, quindi, un’urgente convocazione, in assenza della quale saranno assunte le necessarie iniziative di mobilitazione.
Si resta in attesa di urgente riscontro
FP CGIL CISL FP UIL PA
Quinti Ferri Cilento
De Cesaris Volpi
Pubblichiamo la nota inviata dalla Direzione Centrale per la Formazione alle Direzioni/Uffici Centrali, in merito i fabbisogni formativi anno 2022 per il personale che espleta funzioni operative , tecnico-professionali e di specialità dei vari ruoli del personale del CNVVF
Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per le Risorse Umane, con la quale da il via ad una sessione di prova in videoconferenza per l’assegnazione delle sedi per il personale del ruolo elisoccorritore
Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per le Risorse Umane in merito alla proroga per le candidature all’emergenza Coronavirus 19
Pubblichiamo la nota con la quale il Dipartimento annuncia che presso l’Istituto Superiore Antincendi, il giorno 13 maggio, ci sarà il convegno in videconferenza riguardo i “Sistemi innovativi di spegnimento e difesa dalle conseguenze degli incendi”
DEFINITA LA PROROGA AL PROSSIMO 31 LUGLIO DELL’ACCORDO SULLE MISURE DI
SICUREZZA COVID-19 E LAVORO AGILE –
Si è svolta stamani la riunione tra i rappresentanti di Sport e Salute, i segretari delle Federazioni Sportive Nazionali e le scriventi organizzazioni sindacali sull’aggiornamento dell’accordo sottoscritto lo scorso 30 ottobre 2020, in seguito prorogato al 15 maggio p.v., inerente la regolamentazione delle misure di sicurezza e di contrasto alla diffusione del virus COVID- 19, e lavoro agile.
In proposito le scriventi OO.SS., dopo aver valutato positivamente il risultato fin qui conseguito con il predetto accordo, ne hanno chiesto – e in seguito ottenuto – la conferma sino al prossimo 31 luglio, giornata in cui scade lo stato di emergenza sanitaria nazionale, prevedendone l’ulteriore validità, nel caso venga prorogato lo stato di emergenza nazionale, per altri 8 giorni, nell’ambito dei quali sottoscrivere un nuovo accordo o confermare la validità dell’attuale.
Nell’occasione siamo stati anche informati della volontà del Presidente e Amministratore delegato di Sport e Salute di convocarci e aprire così finalmente il confronto sui rinnovi dei CCNL scaduti, che FP CGIL -CISL FP – UIL PA e CISAL FIALP avevano sollecitato con il Comunicato Stampa del 19 aprile scorso.
Nell’ambito della discussione che ne è seguita, e che ovviamente intreccia anche il tema dello smart working strutturale nell’ambito della negoziazione sul rinnovo dei contratti che ci accingiamo a sostenere, abbiamo illustrato quella che è la nostra idea sul lavoro agile.
Che parte dall’inclusione e affermazione dei suoi principi fondamentali nella nuova bozza di contratto, per poi definirne i contenuti in una regolamentazione flessibile aperta agli eventuali aggiornamenti stabiliti sulla base degli accordi raggiunti tra i sindacati e il governo da inserire in un documento che verrà poi allegato alla stesura finale del nuovo CCNL.
Ciò, evidentemente, solo se la discussione per il rinnovo dei predetti CCNL si concluderà prima dell’8 agosto, poiché diversamente saremmo costretti a definire in anticipo l’accordo sullo smart working, per evitare che si crei un vuoto di regolamentazione che produca guasti sia alle lavoratrici e ai lavoratori che se ne avvalgono, sia alle stesse amministrazione di S.S. e delle Federazioni sportive nazionali.
Attendiamo quindi di conoscere la giornata nella quale si aprirà formalmente la discussione per il rinnovo dei CCNL e, non appena convocati, sarete puntualmente informati.
Renderemo pubblico l’accordo odierno quando verrà sottoscritto da tutte le parti.
FP CGIL CISL FP UILPA CISAL FIALP
F. Quinti A.Bruni P.Liberati Dino Carola
Tutela della famiglia e dell’invalidità: dipende chi sei
Non più di un mese fa, da ultimo, dopo aver innumerevoli volte segnalato perfino al Presidente i casi di alcuni colleghi che, per la presenza di figli minori di tre anni o disabili da assistere, avevano chiesto di avvalersi delle tutele previste dalla legge ed ottenere l’avvicinamento ai propri cari pur mantenendo il legame con la sede di appartenenza attraverso il lavoro a distanza, nulla è mutato.
Sebbene la norma lo preveda (D. Lgs.151/2001, art.42 bis e L.104/92, art.33 c.5) e sebbene le tecnologie già abbondantemente in uso in Istituto lo consentano, nonostante l’intercessione del Presidente che financo ha dedicato del tempo con alcuni dei Direttori restii a concedere l’assegnazione, molti di questi colleghi hanno ottenuto un diniego motivato dalla carenza di personale. Questo, ad onor del vero, è accaduto solo in alcune regioni disegnando un Istituto federale nel quale ciò che ti accade non solo dipende da chi sei ma dipende anche da dove capiti. E se l’autonomia non rispetta neanche le norme nazionali, forse è più che altro anarchia.
Ma poi… inspiegabilmente, a prescindere dalla carenza di personale e dei carichi di lavoro, altri soggetti, forse figli d’arte, hanno ottenuto addirittura l’autorizzazione al comando presso altra amministrazione uscendo completamente dal circolo della produzione. In questi casi la carenza di personale non era rilevante? O forse, in un proprio percorso di amicizie e benevolenze, qualcuno ha preferito far gravare un
maggior carico di lavoro sui colleghi restanti per non indisporre le istituzioni? Per queste sedi verrà istituito un correttivo sulla produttività o saranno sempre i soliti, i figli di nessuno, gli invisibili, a tirare avanti la carretta ottenendo pure il pubblico rimprovero in qualche messaggio Hermes com’è avvenuto per i centri medico legali qualche giorno fa? E soprattutto, è legale tutto questo?
Quanto dovremo attendere per un INPS trasparente e senza privilegi?
FP CGIL
Matteo Ariano
Antonella Trevisani
CISL FP
Paolo Scilinguo
UIL PA
Sergio Cervo
CONFSAL/UNSA
Francesco Viola
Pubblichiamo la nota unitaria Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal VVF nella quale si evidenziano perplessità sul bando del XXIX° corso per Sommozzatori e ancora una volta si ribadisce la necessità di un confronto per il settore
Pubblichiamo la nota della struttura regionale Fp Cgil VVF con la quale a causa dell’emergenza sanitaria in atto, che di fatto impedisce in molti luoghi la frequentazione degli impianti natatori, chiede che le selezioni del corso SA vengano posticipate
Alla c.a.
On. Ministro della Cultura
Avv. Dario Franceschini
Consigliere del Ministro per la Relazioni Sindacali
Prof. Giampaolo D’Andrea
Capo di Gabinetto del MiC
Prof. Lorenzo Casini
E, p.c.
Segretario Generale del MiC
Dott. Salvatore Nastasi
Direttore Generale Organizzazione
Dott.ssa Marina Giuseppone
Dirigente Servizio Relazioni Sindacali
Dott.ssa Sara Conversano
Egregio Ministro,
appare del tutto sconcertante la modalità con la quale si è inteso applicare nel Ministero
della Cultura la nuova disposizione normativa in materia di lavoro agile (D.L. 56/2021),
imponendo tout court il rientro obbligatorio in presenza di almeno il 70% del personale.
Si può affermare che nei giorni scorsi è stata scritta una delle più brutte pagine nella storia
delle relazioni sindacali di questo ministero fra parti sociali e vertice politico ed
amministrativo. Perché, sig. Ministro, è stato messo in discussione il criterio della sicurezza
che ancora deve essere il fattore principale di garanzia per la ripresa delle attività in
presenza. L’imposizione aprioristica di una percentuale così elevata non garantisce nulla da
questo punto di vista ed espone i lavoratori a rischi inutili oltre a cancellare in un solo colpo
un anno di confronto costruttivo che ha consentito di mantenere in piedi i servizi e di
concordare procedure complesse che hanno limitato al massimo il rischio di diffusione del
contagio nei luoghi della cultura.
Doverosa premessa: in data 30 aprile alcune Organizzazioni Sindacali hanno inviato a tutte
le Amministrazioni una nota con la quale si chiedeva un confronto urgente a seguito delle
novità introdotte dal ministro Brunetta sulla disciplina dello smart working. Lo scopo precipuo
era – nella piena consapevolezza che ogni Amministrazione ha organizzazione,
conformazione, esigenze e risorse umane differenti – impedire interpretazioni normative che
bypassassero le misure di emergenza ancora in atto soprattutto in un momento in cui il tema
del lavoro da remoto sta per essere inserito nel CCNL di comparto per la necessaria e
doverosa definizione contrattuale. Quanto avvenuto in seguito configura un vero e proprio
blitz, attuato con una convocazione ad horas per una informativa del Segretario Generale,
peraltro singolarmente assente ingiustificato alla riunione, dove ci è stata comunicata questa
decisione evidentemente già presa, considerato che le osservazioni che la parte sindacale
ha puntualmente avanzato non sono state minimamente prese in considerazione e la
Circolare è stata emanata subito dopo.
Abbiamo, pertanto, scoperto che l’Amministrazione intendeva prefiggersi l’obiettivo del rientro in servizio del 70% del personale, senza tenere conto: della situazione epidemiologica, dei differenti colori assegnati alla Regioni, delle condizioni dei trasporti per raggiungere i luoghi di lavoro, della fragilità, della differenza fra settori del Ministero e conseguente missione istituzionale, della difficoltà di molte lavoratrici e lavoratori a esercitare contemporaneamente il ruolo di dipendenti pubblici e genitori (magari con figli in DAD) oltre che della difficoltà logistica legata alla sicurezza di garantire il rispetto delle prescrizioni sulla prevenzione del contagio da Corona Virus.
Nessun accenno, neanche marginale, alla volontà di discutere e pianificare il rientro con le parti sociali, a distanza di pochi giorni dal nostro incontro e in piena contraddizione con gli impegni che lei stesso ha assunto in quella sede. Il risultato comincia a delinearsi, tramite una pioggia di ordini di servizio unilaterali, e nessuna attivazione, a livello nazionale e territoriale delle procedure concordate nei Protocolli Sicurezza.
Signor Ministro, l’unico motivo per cui abbiamo chiesto di essere convocati e trattare il tema della riorganizzazione delle riaperture – parziali, ovviamente, perché alcuni Istituti hanno continuato ad essere operativi nonostante la pandemia – risiede nel fatto che conosciamo molto bene, forse anche meglio dell’Amministrazione centrale, la reale consistenza degli organici, l’operatività degli uffici, il grado di diffusione dei contagi e le differenti quantificazioni dell’utenza.
Lo smart working ha funzionato molto bene, nonostante le mille difficoltà dovute alla sua applicazione in fase emergenziale e con mezzi a disposizione tutt’altro che soddisfacenti.
Invece di prevedere un rientro indiscriminato e gravido di rischi dei lavoratori in presenza ci saremmo aspettati che il Ministero avesse fatto tesoro di questa esperienza per programmare il futuro, investendo ed implementando i processi di digitalizzazione che aiutassero la remotizzazione delle attività e semplificassero le prassi burocratiche interne. Nulla di tutto questo è avvenuto, purtroppo, e adesso si pensa semplicemente di tornare all’epoca pre pandemia, come se nulla fosse successo. Invece, come lei sa, niente sarà come prima e il Ministero rischia di pagare un prezzo molto alto ai mancati investimenti sulla modernizzazione organizzativa e sugli organici e fabbisogno.
Prendiamo atto con dispiacere che queste nostre considerazioni non siano state tenute, in questa fase così delicata per il nostro Paese, nella giusta considerazione, oltretutto in una fase negoziale in cui auspicabilmente si potranno disciplinare con regole certe, diritti e doveri, l’applicazione del lavoro da remoto in tutta la PA.
Come abbiamo annunciato ci avviamo, signor Ministro allo stato di agitazione nazionale, con al centro quella che è la nostra preoccupazione principale: riaprire non significa ripartire, riaprire in sicurezza significa ripartire prima. E questo riguarda tutta la condizione di gestione della sicurezza dei luoghi della cultura e dei lavoratori che al loro interno operano, argomenti su cui purtroppo abbiamo da dire anche troppo.
Ma siamo pronti a sospendere le nostre iniziative di mobilitazione qualora arrivasse un gesto di responsabilità che elimini la percentuale dalle disposizioni del Segretario Generale ed apra un percorso condiviso di regolamentazione del lavoro agile, come d’altra parte in questo Ministero si è sempre fatto dal 2018 sino a giovedì scorso, ed un aggiornamento del protocollo dell’ottobre scorso. Un segnale, ancorché minimo, che noi riterremmo utile a riportare la trattazione di queste problematiche, vitali per il futuro dei servizi del Ministero, nei loro confini più idonei del confronto e della condivisione. Ed è quello che le chiediamo, signor Ministro, come segnale di attenzione verso i lavoratori.
Distinti saluti.
FP CGIL CISL FP UIL PA CONFSAL CONFINTESA
Meloni Nolè Trastulli UNSA Zicarelli
Di Stefano Urbino
Alla Ministra della Giustizia
Dott.ssa Marta Cartabia
segreteria.ministro@giustizia.it
Alla Sottosegretaria di Stato
Dott.ssa Anna Macina
sottosegretario.macina@giustizia.it
Oggetto: “PNRR e Giustizia. Una formidabile occasione per ammodernare l’amministrazione,
innovare l’organizzazione, riqualificare il lavoro. – Un contributo della Funzione Pubblica CGIL per il rilancio del Sistema Giustizia”. Invio del documento annunciato negli incontri di presentazione alla Ministra.
Gentile Ministra,
Gentile Sottosegretaria,
come annunciato nel corso degli interventi di presentazione della Ministra alle organizzazioni sindacali di tutte le componenti del Ministero della Giustizia, la scrivente segreteria nazionale della Funzione Pubblica CGIL invia in allegato alla presente un documento – contributo al confronto che si intende richiedere alle SS. VV. sulle necessità di riorganizzazione amministrativa del Ministero e sulla più complessiva riforma del sistema giustizia anche con l’opportunità offerta dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Nel ringraziare per l’attenzione mostrata e l’interesse che vorrete dedicare, nel confermare la disponibilità a un incontro per poter illustrare il merito delle nostre proposte, cogliamo l’occasione per porgere distinti saluti
Il Segretario nazionale
Florindo Oliverio