Pubblichiamo la circolare ei relativi allegati emanata dalla Direzione centrale per le Risorse Umane riguardo la circolare la ricognizione delle aspirazioni alle assegnazioni definitive del personale appartenente ai ruoli speciali antincendio boschivo AIB. La  Direzione Centrale per le Risorse Umane ha segnalato che tale ricognizione non è rivolta al personale appartenente al ruolo dei Capi Squadra AIB e dei Capi Reparto AIB, per il quale sarà emanata a breve un’apposita circolare di mobilità, a domanda.

Pubblichiamo gli allegati e la circolare di ricognizione delle aspirazioni di mobilità per il personale appartenente ai ruoli dei Piloti di aeromobile e Specialisti di aeromobile di cui all’art. 30, commi 2 e 3, del D.L.vo n.217/2005, come modificato e integrato dall’art.2 del D.L.vo 127/2018, e ai ruoli ad esaurimento dei direttivi speciali dei Piloti di aeromobile e Specialisti di aeromobile di cui all’art.13 quater, comma 1, del D.L.vo n.97/2017, come modificato e integrato dall’art.8 del D.L.vo n. 127/2018, emanata dalla Direzione Centrale per le Risorse Umane

 

Report confronti del 5 e 12 novembre sanità privata e incontro ministero Salute

Come da programma, nelle giornate di martedì 5 e nella mattinata di ieri 12 novembre è proseguito il confronto per il rinnovo del CCNL della sanità privata.
Nel corso delle due giornate la trattativa è avanzata in maniera spedita, tale da portarci alla definizione di ulteriori 14 articoli, fra i quali l’istituzione della nuova commissione paritetica nazionale che sarà preposta alle interpretazioni autentiche di tutte quelle norme che dovessero essere eventualmente oggetto di differente interpretazione contrattuale a livello locale.
Il confronto ci ha permesso inoltre di chiarire alcuni punti fondamentali di articoli che ora dovranno, in ultima fase, essere rivisti nella loro forma.
A seguire, nel pomeriggio, come anticipato nella nota del 30 ottobre scorso, si è tenuto l’incontro al ministero della Salute alla presenza dei nostri Segretari Generali Sorrentino, Petriccioli, Librandi, con le presidenze di Aiop ed Aris Nazionale, la Conferenza delle Regioni a cui ha preso parte anche il Ministro Speranza.
Dopo le verifiche che abbiamo congiuntamente effettuato nelle scorse settimane, rispetto all’impatto economico complessivo del rinnovo del contratto che, come abbiamo sempre rivendicato, dovrà portare il valore tabellare delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità privata agli stessi valori dei colleghi di pari inquadramento della sanità pubblica, è stato finalmente possibile certificare la tabella dei costi complessivi del rinnovo pari a circa 300 milioni di euro.
Sulla base di tale certificazione è stato confermato l’impegno delle Regioni a concorrere al costo del rinnovo contrattuale con un impegno fino al 50% del costo complessivo da articolare nelle singole regioni, attraverso aumenti del budget delle prestazioni.
Di tale impegno è stato redatto il verbale che trovate in allegato mentre la tabella verrà inviata successivamente dopo le ultime verifiche in corso su alcune strutture.
E’ evidente che questo risultato che pone le condizioni per accelerare il percorso, caricando le controparti dell’onere di concordare soluzioni sulla parte normativa che migliorino le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori che da troppo tempo aspettano il rinnovo del contratto di lavoro.
La trattativa proseguirà, come da impegni, il prossimo martedì 19 novembre alle ore 9,30 e, come sempre, vi terremo prontamente informati.

FP CGIL                                    CISL FP                                         UIL FPL
Barbara Francavilla                   Marianna Ferruzzi                       Mariavittoria Gobbo

Alla Commissione Affari Costituzionali del Senato
Alla Commissione Difesa del Senato

Audizione sulla revisione dei ruoli della Polizia Penitenziaria

Onorevoli Senatori,
innanzitutto grazie per aver convocato questa audizione che ci fornisce l’opportunità di dare un giudizio politico sulla revisione dei ruoli e sui correttivi posti in essere per la Polizia Penitenziaria e di chiedere alcune modifiche, che non sono state prese in considerazione durante il confronto tra le amministrazioni interessate, da apportare durante l’iter parlamentare della norma.
Questo passaggio è fondamentale soprattutto per come è stato condotto il confronto con le organizzazioni sindacali da parte delle suddette amministrazioni. Un confronto che, con l’amministrazione penitenziaria è stato lungo e approfondito, ma non ha prodotto i risultati sperati nelle determinazioni assunte al tavolo deci sionale dove, come per ogni revisione dei ruoli, sono presenti solo i vertici delle amministrazioni interessate che in conclusione assumono decisioni in modo unilaterale.
Per questo motivo, malgrado la Fp CGIL apprezzi lo sforzo fatto dall’attuale Governo che, come chiesto dalla nostra organizzazione sindacale anche ricorrendo a manifestazioni di protesta, ha stanziato ulteriori risorse, circa 60 milioni di euro, per i correttivi al riordino delle carriere, il giudizio sulle modifiche apportate resta negativo.
Tale giudizio ci porta anche a fare una considerazione sull’opportunità di continuare sulla strada dei riordini delle carriere per le Forze di Polizia o destinare le risorse che in futuro verranno stanziate a tal fine per il rinnovo dei contratti nazionali di lavoro del settore, dove il sindacato può esprimere a pieno le proprie peculiarità, decidendo se sottoscrivere o meno l’accordo.
Anche perché, il testo elaborato invece di occuparsi delle progressioni in carriera del personale, spesso si
occupa di argomenti di natura prettamente contrattuale. Così è stato per il riordino del 2017, quando si intervenne sui parametri stipendiali dei vari ruoli, ed è così ancora oggi con i correttivi apportati, dove si va a modificare l’assegno di funzione, proposta che non risultava tra quelle avanzate dalle organizzazioni sindacali.
La priorità che la Fp Cgil aveva segnalato, condivisa da gran parte della platea sindacale, era l’apertura del ruolo degli agenti/assistenti con quello dei sovrintendenti. Proposta che avrebbe consentito ai ruoli di base di poter progredire in carriera e vedersi riconosciuta la giusta remunerazione per gli incarichi superiori che comunque l’amministrazione penitenziaria gli aveva assegnato, ma tale proposta non è stata presa in considerazione nel 2017 e neanche durante il recente confronto.
Avevamo chiesto di eliminare tutte le sperequazioni che si erano venute a creare nelle progressioni in carriera nel ruolo degli ispettori e dei funzionari con i precedenti riordini, tenendo in considerazione anche il fatto che per parte di questo personale le procedure concorsuali si erano svolte con colpevole ritardo da parte dell’amministrazione penitenziaria, ma anche su questo versante le nostre proposte non sono state ascoltate.
Tra l’altro, considerato che sempre con i precedenti riordini, avevamo registrato disparità di trattamento nelle progressioni in carriera della Polizia Penitenziaria rispetto ad altre Forze di Polizia, avevamo proposto di equiparare tali progressioni, anche intervenendo sui posti banditi nei concorsi interni, ma anche su questo versante non abbiamo ricevuto segnali di consenso.
Arrivati a questo punto, visto che con i 60 milioni ulteriormente stanziati non è possibile stravolgere il testo dei correttivi, chiediamo che si possa almeno correggere il tiro apportando alcune modifiche che possano dimostrare un minimo di attenzione verso i lavoratori del settore.
Ad esempio si potrebbe allargare la platea di coloro che potranno transitare per concorso interno, con procedure semplificate, al ruolo dei sovrintendenti. Stessa cosa si potrebbe fare per coloro che potranno transitare al ruolo degli ispettori e a quello dei commissari ad esaurimento.
Parimenti importante sarebbe una ulteriore riduzione dei tempi delle progressioni in carriera per i ruoli agenti/assistenti, sovrintendenti ed ispettori. Infine, cosa fondamentale, sarebbe necessario evitare che si creino ulteriori disparità di trattamento tra le varie forze di Polizia e all’interno dei vari ruoli della Polizia Penitenziaria.
A tal proposito, per quanto riguarda il nostro Corpo, vanno recuperate le disparità di trattamento che si sono verificate nel tempo nel ruolo degli ispettori e dei funzionari, dove non tutti hanno fruito degli stessi vantaggi nelle progressioni in carriera, tenendo conto anche della eccessiva durata delle procedure concorsuali e va modificata la dicitura di intendente, inadeguata al ruolo e ai tempi.
Quello che si può sicuramente fare è dare ascolto alla FP CGIL ed eliminare le disparità di genere che esistono nella progressione in carriera del personale di Polizia Penitenziaria.
Solo a titolo di esempio ricordiamo che, in un ruolo di concetto come quello degli ispettori, le dotazioni organiche sono distinte per genere e questo comporta che i posti messi a concorso siano per circa il 90% riservati al personale maschile. Sarebbe un segnale importante di inversione di tendenza unificare la dotazione organica del ruolo con questo riordino.
Per concludere la Fp CGIL ritiene che sia giunto il momento, anche in considerazione delle polemiche che si sono registrate in questi giorni, di aprire un confronto sul futuro della dirigenza penitenziaria. Un confronto che possa vedere coinvolte tutte le organizzazioni sindacali rappresentative del persoanale che lavora nel sistema penitenziario, sia di livello dirigenziale che non, e che possa portare ad una dirigenza unica in cui si tenga conto dei diritti acquisiti da chi ricopre da tempo il ruolo dirigenziale e di quelli di chi è chiamato a ricoprirlo oggi.
Una figura di dirigente che possa svolgere il ruolo di manager pubblico e sia di garanzia per tutte le varie
aree che oggi operano negli istituti penitenziari , in cui possano trovare adeguato sviluppo in carriera tutte le professionalità presenti, senza il rischio di prevalicazioni da parte di nessuno e soprattutto in cui si possa al più presto arrivare alla sottoscrizione di un contratto collettivo nazionale di lavoro.
Per fare questo, però, servirà un diverso approccio da parte della parte pubblica, che dovrà tener conto delle proposte avanzate dalle organizzazioni sindacali, e un diverso approccio anche della parte sindacale, che dovrà eliminare le spinte corporativiste che purtroppo abbiamo registrato nel tempo.

p. la Fp Cgil Nazionale                                      Il Segretario Nazionale Fp Cgil
Massimiliano Prestini                                                       Florindo Oliverio

Funzioni locali (Federcasa e Federculture) – Assemblea di PREVIAMBIENTE: elezione
dei rappresentanti delle lavoratrici e dei lavoratori dal 3 al 5 dicembre 2019

Nei giorni 3, 4 e 5 dicembre 2019 si svolgeranno le elezioni per il rinnovo dei rappresentanti delle
lavoratrici e dei lavoratori in seno all’Assemblea di Previambiente, a collegio unico e lista unitaria
(copia allegata).
La Commissione elettorale nazionale ha deliberato all’unanimità che la modalità di voto sarà online
e sarà possibile esprimere il voto dalle ore 6:00 del 3 dicembre alle ore 12:00 del 5 dicembre 2019.
Gli iscritti dovranno collegarsi al sito www.previambiente.it e cliccando su News troveranno la lista
elettorale e le modalità di espressione di voto elettronico.
Per votare, l’iscritto deve essere registrato al sito di Previambiente: la registrazione si può fare in
qualsiasi momento con Numero di Iscrizione e Codice Fiscale.
A tal proposito vi sollecitiamo a invitare le lavoratrici e i lavoratori iscritti a Previambiente, a recuperare in anticipo i Numeri di iscrizione che si trovano o sulla domanda di iscrizione o presso gli uffici dell’Amministrazione.
Essendo lista unitaria, si può votare solo la lista e non sono possibili voti di preferenza. Vi invitiamo
pertanto a prepararvi a tale evento affinché sia garantita la più alta partecipazione al voto.
Restiamo a disposizione. Per qualsiasi informazione potete contattare la compagna Susanna Giuliani
al numero 339 3466005, email giuliani@fpcgil.it.

 

p. la segreteria nazionale
Federico Bozzanca

COORDINAMENTO NAZIONALE INPS

PERCORSI DI CARRIERA,QUESTI SCONOSCIUTI

Lo scorso luglio, l’Amministrazione ci presentò una bozza relativa al CCNI 2019 per la dirigenza. Ritenemmo quella bozza insoddisfacente perché, nel rimodulare i parametri di alcune sedi, non esplicava in alcun modo i criteri sottesi a tale graduazione.Chiedemmo, proprio per questo, di sederci a un tavolo di lavoro per definire assieme i percorsi di carriera del personale dirigente dell’Ente e sottrarli alla totale discrezionalità (o forse, arbitrio) con cui ora si decide che un dirigente possa avanzare di una casella, un altro debba restare fermo un giro e un altro ancora debba ritornare al punto di partenza, come in un gioco dell’oca in cui i dirigenti di questo Ente non sono una risorsa da valorizzare ma pedine da spostare.
Chiediamo, quindi, ad esempio: in virtù di quale percorso, oggi, un dirigente di seconda fascia può essere promosso a dirigente di prima?
Nell’antica Roma esisteva una parola, per definire tutto questo: il cursus honorum. Si trattava di un vero e proprio percorso regolamentato, che consentiva di arrivare all’apice della carriera politica.
Evidentemente, quello che riusciva duemila anni fa agli antichi Romani, in Inps sembra impossibile da realizzare, forse perché troppo (e non falsamente) rivoluzionario e dirompente. Lo dimostra il fatto che da anni poniamo una richiesta simile senza ricevere risposta e che da luglio a oggi nessun tavolo di lavoro è stato attivato sul punto. Forse si era troppo impegnati a smontare e rimontare Direzioni Centrali e i percorsi di carriera sono stati considerati, anche stavolta, quisquilie e pinzillacchere.
Così, nel CCNI fotocopia dei precedenti, firmato lo scorso 11 novembre da altre sigle, non troviamo nulla di nuovo.
Solo una dichiarazione congiunta con cui ci si impegna a individuare criteri in vista della riorganizzazione.
Ci auguriamo che l’amministrazione voglia concludere una volta per tutte questo percorso di contratti integrativi ciclostilati e sedersi al tavolo per discutere di tutto questo.

 

 

FP CGIL                                           FP CGIL
Antonella Trevisani                                Matteo Ariano

Pubblichiamo il resoconto a seguito dell’incontro riguardo lo schema di DM 28.03.2019 sulla distribuzione territoriale dotazioni organiche

Oggi a palazzo Chigi incontro con Premier e Bonafede

Garantire un rinnovo contrattuale adeguato per lavoratrici e lavoratori della Polizia Penitenziaria che svolgono un ruolo delicato. Provvedere allo stesso tempo ad un aumento del salario accessorio. Il rinnovo conseguente della parte normativa, ferma da oltre dieci anni. Questi i temi che abbiamo posto in apertura del nostro intervento al premier Giuseppe Conte e al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede”. A farlo sapere è il responsabile nazionale della Funzione Pubblica Cgil Polizia Penitenziaria, Massimiliano Prestini, in relazione all’incontro di oggi a Palazzo Chigi.

Non solo, prosegue il dirigente sindacale, “queste cruciali questioni: abbiamo sottoposto al governo anche il tema del riordino delle carriere e il bisogno di superare le sperequazioni tra le forze di polizia e all’interno della stessa Polizia Penitenziaria, così come l’urgenza di superare le disparità di genere che si registrano in termini di possibilità di carriera”. Tra le questioni poste all’attenzione del governo da parte della Fp Cgil Polizia Penitenziaria, inoltre, “assunzioni straordinarie per il corpo, anche e soprattutto in ragione dell’aumento dei compiti affidati agli agenti di Polizia Penitenziaria. Infine, il bisogno di avviare un ragionamento sul futuro dell’esecuzione penale e, ultima non ultima, l’introduzione della previdenza complementare”, conclude Prestini.

COMUNICATO

Si è svolta oggi la prevista riunione avente ad oggetto il bando di interpello riguardante 106 posti su tutto il territorio nazionale. L’amministrazione ha spiegato i motivi che sottendono questa operazione e cioè dare la possibilità a coloro che lavorano nella sede centrale di poter ottenere un trasferimento verso sedi vicine e al tempo stesso poter creare le condizioni per poter assegnare alla sede centrale il numero maggiore possibile di vincitori delle selezioni ormai giunte alla fase conclusiva. Pur apprezzando lo spirito dell’operazione abbiamo chiesto di aprire la discussione su una mobilità nazionale che potesse rispondere alle legittime aspettative di tutti i lavoratori del Mef e non solo quelli della sede centrale.
La Consigliera Parrella che presiedeva la delegazione pubblica ha assicurato le OO.SS presenti che questo interpello costituisce solo la prima parte di un progetto che prevede a breve, sia una procedura di mobilità nazionale sia una procedura di stabilizzazione dei comandati.
Tutto ciò al fine di integrare le fila di dipendenti del MEF in vista dei prossimi pensionamenti e soprattutto rispondere al problema della vacanza di personale negli uffici. Il bando di interpello opportunamente rivisto sulla base del confronto odierno uscirà entro giovedì, i colleghi dovranno presentare domanda entro i 15 giorni successivi e i trasferimenti dovrebbero essere operativi da gennaio. Infine è stato confermato che il pagamento del FRD dovrebbe essere pagato entro dicembre.

Fp Cgil nazionale
Americo Fimiani

15 novembre non più astensione ma confermati presidi, a partire da Montecitorio

Quattro giornate di sciopero nazionale per i Vigili del Fuoco. Una protesta articolata in quattro ore di astensione dal lavoro, lungo altrettanti giorni, al netto della garanzia dei servizi minimi essenziali. Prima data il 21 novembre, a seguire: il 2, il 12 e, infine, il 21 dicembre. A darne notizia è la Funzione Pubblica Cgil Vigili del Fuoco, aggiungendo che “unitariamente, con Fns Cisl e Uil Pa Vigili del Fuoco, rilanciamo così la vertenza dopo aver ricevuto lo stop da parte della Commissione di garanzia sullo sciopero che, nelle passate ore, ha respinto la richiesta di astensione dal lavoro, unitaria e nazionale, prevista per il 15 novembre”.

Non più sciopero quindi venerdì ma, fa sapere la Fp Cgil Vvf, rimangano in piedi le iniziative di mobilitazione programmate, a partire dal presidio unitario in piazza Montecitorio dalle ore 10 alle ore 13, così come i sit-in previsti in tutti i territori davanti alle Prefetture.

Al centro della protesta dei Vigili del Fuoco, ricorda il responsabile nazionale della Fp Cgil Vigili del Fuoco, Mauro Giulianella: “Una valorizzazione effettiva dal punto di vista retributivo e previdenziale del lavoro, unico ed insostituibile, dei Vigili del Fuoco; una maggior tutela e garanzia degli infortuni e delle malattie professionali tipiche del lavoro dei Vigili del Fuoco; un riconoscimento reale della specificità e dell’alta professionalità dei Vigili del Fuoco; risorse adeguate per il rinnovo del contratto di lavoro; potenziamento degli organici del Corpo Nazionale finalizzato a diffondere il servizio sul territorio e a tutela della sicurezza dei Vigili del Fuoco”.

Le quattro giornate di sciopero, insieme alla mobilitazione in calendario venerdì, “si inseriscono nel percorso di approvazione della legge di Bilancio, con l’obiettivo di introdurre nell’iter parlamentare quelle misure concrete per valorizzare la specificità dei Vigili del Fuoco”, spiega Giulianella. “Il nostro è, infatti, il solo corpo nazionale capace di prestare soccorso in Italia ai cittadini. Ed è per questo che rivendichiamo che la nostra specificità, il nostro lavoro, unico e insostituibile, sia – conclude – adeguatamente riconosciuto, sul fronte del salario e dei diritti”.

COORDINAMENTO NAZIONALE INPS
UNA STORIA LUNGA 19 ANNI

Correva l’anno 2000 e l’uscita di una legge, la n. 150 del 7 giugno, sembrava aver fissato definitivamente l’obbligo per le pubbliche amministrazioni di dotarsi di Uffici atti a favorire l’incontro e, quindi, lo scambio comunicativo tra PA ed utente.
Quella legge stabiliva un obbligo (non una mera facoltà) per ogni PA di dotarsi di Uffici Relazioni con il Pubblico che svolgessero sostanzialmente quattro macro-funzioni: porsi al servizio dell’utenza per garantire il diritto d’accesso di cui alla legge 241 del 1990; provvedere all’analisi dei bisogni del soggetto a cui sono erogati i servizi; formulare proposte dirette al miglioramento degli aspetti logistici ed organizzativi del rapporto con l’utenza e, infine, promuovere iniziative di comunicazione di pubblica utilità.
Tutto ciò in Inps non è mai avvenuto.
Quelle che fino a pochi anni fa venivano ancora definite “sportellerie” sono state trasformate in Uffici Relazioni con il Pubblico, senza nessun cambiamento sostanziale: i colleghi si avvicendano allo sportello senza adeguata formazione al rapporto con l’utenza e cercano di tamponare l’assalto che giornalmente viene fatto ad un Istituto sempre più oberato di competenze e obblighi normativi più disparati.
In questi Uffici non c’è tempo per formulare proposte, raccogliere fabbisogni o promuovere iniziative.
In questi Uffici si cerca ogni giorno di fornire le dovute risposte ad un’utenza sempre più esigente combattendo con applicativi che spesso non funzionano, con la presenza di personale numericamente esiguo, demotivato e non formato, con responsabili spesso soli che svolgono funzioni di mediazione, supporto psicologico ed ogni altra funzione necessaria al fine di riuscire a placare quell’utenza che, priva di risposte, diviene ogni giorno più aggressiva.
Le risposte che l’Amministrazione intende fornire, in questo contesto, ci sembrano insufficienti e disorganiche.
Come FP CGIL abbiamo chiesto più volte all’Amministrazione di avviare un confronto su questi temi, abbiamo manifestato lo scorso 24 settembre sotto la Direzione Generale per chiedere il ritiro della Circolare 103 e la garanzia di svolgere il proprio lavoro in sicurezza, abbiamo più volte segnalato le carenze – anche strutturali – di questi Uffici.
Come FP CGIL, diamo il nostro sostegno ai responsabili URP dell’Inps che in queste ore hanno spontaneamente chiesto il loro apporto alle organizzazioni sindacali, per riuscire a conquistare il loro giusto ruolo nell’Istituto.
Ci siamo, c’eravamo già e ci saremo ancora per perorare una causa giusta e lunga 19 anni.

 

FP CGIL                                                       FP CGIL
Antonella Trevisani                                          Matteo Ariano

Informazioni su Progressioni economiche 2018, buoni pasto e Circolare 362

La pubblicazione del disegno di legge, come si è visto, reca importanti novità per i lavoratori del Ministero, a partire dalla previsione di stanziamento di 22,5 milioni di euro da destinare all’incremento della indennità di amministrazione. Proprio su questo punto, avendo letto comunicati trionfalistici di altre sigle sindacali, che sostanzialmente danno per raggiunto l’obiettivo di equiparazione della indennità MIBACT a quella della Giustizia, ci pare necessario fare un minimo di chiarezza su quanto pesano effettivamente queste risorse e quali effetti concreti possono produrre nelle buste paga dei lavoratori. A questo va aggiunta, come necessaria premessa, che al momento siamo in presenza di un disegno di legge e che quindi, per avere il quadro definitivo occorrerà attendere la sua definitiva approvazione parlamentare.

Indennità di amministrazione: quali le cifre reali?

A differenza di quanto pubblicato dai colleghi di altre sigle, noi non riteniamo affatto che la somma stanziata sia sufficiente alla equiparazione completa alla indennità della Giustizia.
Sulla base di un semplice calcolo matematico questo risulta del tutto evidente: se noi parametriamo le risorse previste al numero del personale effettivamente presente in servizio (14.600 unità circa), abbiamo una cifra pari a 1550 euro circa, al lordo degli oneri a carico del datore di lavoro, cifra che rappresenta la parametrazione media annua, ovvero la somma che annualmente potrebbe avere come incremento un lavoratore di area seconda F3. Importo che, depurato del 38,8% di oneri del datore di lavoro, si aggirerebbe sui 1100 euro annui di incremento lordo dipendente, sempre riferito alla posizione f3 di seconda area. In sostanza a fronte di una differenza, parametrata sempre alla posizione F3di seconda area, pari a 171 euro lordo dipendente, con l’attribuzione di questo aumento il lavoratore dipendente Mibact recupera circa la metà della differenza.
Come si può notare siamo in presenza di cifre diverse da quelle diffuse dai colleghi di altre sigle. Proprio per questo ci permettiamo di consigliare prudenza e meno toni trionfalistici: non siamo in campagna elettorale, ma in una fase assai delicata nella quale si stanno assumendo decisioni importanti per il futuro del Ministero e non sono tutte notizie buone. E, aggiungiamo, in questo caso non ci sono meriti specifici, ma meriti collettivi di un tavolo sindacale che funziona e di una direzione politica che si è dimostrata sensibile al tema.
Sia chiaro: noi consideriamo la norme nel DDL Stabilità importanti e certamente non sottovalutiamo l’impatto benefico che in ogni caso, a legge approvata, queste risorse aggiuntive produrranno sui salari dei lavoratori, ma è bene evidenziare che queste non comportano l’equiparazione all’indennità della Giustizia, operazione che avrebbe richiesto almeno il doppio dello stanziamento richiesto.

ALES a gogò

Accanto a questo non possiamo che ribadire le nostre profonde perplessità, già evidenziate al Consigliere D’Andrea, circa la previsione, contenuta nel cosiddetto DM di riordino dei Ministeri, di “Alesizzazione” delle strutture, ovvero della santificazione normativa del ricorso ad ALES in sostituzione del personale di ruolo, contraddicendo le stesse previsioni del Codice ed aprendo una autostrada alla completa esternalizzazione dei servizi di vigilanza. Siamo peraltro consci che la fase di vero e proprio esodo che stiamo registrando negli Uffici, esodo in parte previsto e prevedibile, sta comportando pesanti riflessi sui servizi e che le procedure concorsuali non hanno temi brevi, lo denunciamo da tempo. Ma è chiaro che il ricorso ad Ales non può mutare la sostanza giuridica di questa società, che sempre meno sembra assimilare i contenuti delle normative europee che regolano le società in house, arrivando in molti casi a ricoprire il fabbisogno per oltre la metà dei posti previsti dall’organico in alcuni siti significativi (ad esempio Pompei). Proprio per questo abbiamo chiesto a gran voce un discussione specifica su ruolo e funzione della società in house, a partire dalla verifica delle procedure selettive che la stessa applica per finire alla forma contrattuale adottata, che per noi a questo punto, considerato l’intreccio organizzativo che anche queste nuove norme producono, deve comportare
l’adozione del CCNL Federculture, che produrrebbe certamente effetti benefici sui lavoratori addetti dal
punto di vista normativo ed economico e consentirebbe di riunificare la rappresentanza di lavoratori che operano
tutti all’interno degli stessi cicli lavorativi.

Progressioni economiche 2018

Vi informiamo che con Circolare 366/2019 sono state pubblicate le graduatorie definitive delle progressioni economiche 2018. La Circolare disciplina anche i tempi di accesso agli atti per coloro che sono rimasti esclusi, ma in questo caso precisiamo che la richiesta di accesso agli atti non ha tempistiche predefinite e pertanto la tempistica individuata dalla Circolare per noi ha valore meramente indicativo.

Buoni pasto

da informazioni acquisite dalla Direzione del Bilancio le attribuzioni insufficienti ad alcuni lotti derivano esclusivamente da problemi contabili inerenti il reperimento delle risorse. Ci è stato assicurato che il saldo relativo ai mesi considerati sarà erogato entro la fine dell’anno.

Circolare 362

abbiamo inviato, a seguito di una miriade di segnalazioni ricevute, una nota unitaria con la UIL con la quale chiediamo chiarimenti e un urgente incontro in ordine ai criteri con cui si sta procedendo all’assegnazione del personale destinatario degli scorrimenti dalla seconda alla terza area. In sostanza, e ce lo ha confermato la stessa Amministrazione inviando una nota di sollecito degli aggiornamenti dei dati SIAP, molte di queste assegnazioni risultano avvenire in presenza di gravi carenze presenti negli Uffici di appartenenza ed abbiamo riscontrato anche alcune discrasie evidenti con le stesse previsioni degli organici teorici. Vedremo se e come l’Amministrazione risponderà, ma è del tutto evidente che, in assenza di risposta, sarà nostra cura evidenziare nel dettaglio le incongruenze rilevate, in ossequio ai principi di trasparenza e di tutela di tutti i lavoratori coinvolti e non solo di alcuni. In allegato la nota inviata.

Cari saluti
Claudio Meloni
FP CGIL Nazionale

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