Roma, 18.10.2019
A: Gen. C.A. S. FARINA
Capo di S.M.E.
A: Gen. C.A. P. FIGLIUOLO
Com.te Logistico E.I.
A: Gen. D. F. DIELLA
Direttore Policlinico Mil.re RM
A: SME DIPE – Uff. Pers. Civile
A: SME RPG – Uff. Org. Delle Forze
Oggetto: Caserma Bocchetti di Anzio.
Le scriventi OO.SS. sono venute casualmente a conoscenza che sul sito internet di Difesa Servizi S.p.A. – nella sezione “gare”, è stato pubblicato il 6 agosto scorso un “Avviso esplorativo finalizzato ad individuare operatori commerciali interessati a formulare proposte di finanza di progetto ai sensi dell’artt. 182 e 183, comma 15, del D.Lgs. n. 50 del 2016 per la valorizzazione di asset immobiliari di proprietà dell’Amministrazione della Difesa in cui realizzare strutture residenziali non sanitarie per la terza età (c.d. senior housing)”.
Tra le strutture oggetto del bando è compresa anche la Caserma Bocchetti di Anzio, sede del Dipartimento Lungodegenza del Policlinico militare di Roma, unica caserma attualmente in funzione presso la quale opera personale civile.
Fanno rilevare le scriventi che nel corso delle riunioni con SME del mese di luglio non è mai stata data alcuna informazione sulle intenzioni della Forza Armata nei riguardi di tale Ente e non vi è stato fatto cenno né durante l’incontro con il Capo di SME del 24 settembre scorso, né durante il recente incontro con il Comandante Logistico E.I.
Ritenendo che la mancata informazione sulle intenzioni della Forza Armata sull’Ente in oggetto violi il dettato contrattuale e rischia di provocare una frattura nei rapporti con lo SME finora improntati al dialogo costruttivo, si chiede una riunione, da convocare con urgenza, al fine di acquisire ogni utile informazione al riguardo.
Si resta in attesa di riscontro.
FP CGIL CISLFP UIL PA
F. Quinti/R. De Cesaris M. Ferri/F. Volpi Sandro Colombi
Al Presidente
Prof. Pasquale Tridico
Gent.mo Presidente,
intervenire sugli equilibri interni a una struttura amministrativa è sempre cosa assai
delicata, ancor di più se si tratta di una struttura particolarmente complessa come quella
dell’INPS e siamo lieti del fatto che Lei abbia accolto l’invito, di parte sindacale, ad aprire
un’interlocuzione con chi rappresenta i lavoratori e intende dare un proprio concreto e
fattivo contributo.
Il nostro, vuole essere finalizzato a produrre quel salto di qualità necessario alle condizioni
lavorative del Personale ed alla qualità dei Servizi erogati, in una visione e una prospettiva
di lungo campo, fondando le nostre proposte sui suggerimenti e gli spunti di coloro che
quotidianamente vivono nell’Istituto e ne conoscono la storia.
Per questo, Le poniamo schiettamente e pubblicamente una questione di metodo: perché
non attendere la nomina del Consiglio di Amministrazione, coinvolgendolo in questo
importantissimo processo di cambiamento? Come FP CGIL abbiamo formulato fortissime
critiche “al modello dell’uomo solo al comando” e l’esperienza ci insegna che questo vale
ancora oggi. Ciò che Lei ora rischia – sia pur animato dalle migliori intenzioni – è di
ripercorrere esattamente lo stesso schema, con l’aggravante di non avere l’alibi dei suoi
predecessori, ovvero dell’assenza di una norma che istituisse il C.d.A.
Siamo convinti che far trovare il Consiglio di Amministrazione di fronte a una
riorganizzazione già definita, ad una scelta compiuta, determinerebbe uno svilimento in
partenza del suo ruolo e un disconoscimento del valore di collegialità che si intende ora
ripristinare.
Al contrario, l’arrivo del C.d.A. e la discussione al suo interno potrà accompagnare
proficuamente il cammino di ascolto e dialogo auspicato, senza che questo possa in alcun
modo comportare alcun blocco o ostacolo al percorso avviato.
Perché non si dà il tempo di conoscere meglio la macchina di cui è alla guida da pochi mesi?
È una macchina complessa, che sarebbe bene conoscere meglio, prima di intervenire. In
questo modo, non solo gli interventi che potranno farsi saranno assunti con totale
consapevolezza e al riparo da possibili strumentalizzazioni, ma saranno anche più duraturi,
proprio perché mossi da conoscenza più precisa.
Gent.mo Presidente, l’impronta della collegialità rappresenta certamente quel valore
aggiunto irrinunciabile a scelte di portata cruciale per il nostro Istituto come quelle di cui
trattasi. Lo stesso spirito della norma istitutrice, cioè quello di riportare dopo molti anni la
gestione dell’INPS all’interno di un “organo plurale” non può che essere colta come una
opportunità, piuttosto che come un “lacciuolo” di cui liberarsi alla prima occasione o,
peggio, prima ancora che il C.d.A. muova il primo passo.
FP CGIL FP CGIL
Antonella Trevisani Matteo Ariano
“Registriamo con estrema soddisfazione le dichiarazioni dell’esponente del Movimento 5 Stelle Sabrina Ricciardi con le quali comunica di aver recuperato, con un emendamento presentato dal gruppo al Senato al decreto legge sulle crisi aziendali, alcune graduatorie di concorso”. È quanto affermano in una nota congiunta Fp Cgil e il Comitato nazionale XXVII Ottobre, quest’ultimo nato a difesa degli idonei ai concorsi pubblici.
“L’aver deciso di ampliare il perimetro di quelle coinvolte dal recupero – proseguono -, partendo ora da quelle approvate nel 2011, avvicinandosi a quanto da noi richiesto, rafforza ulteriormente le nostre tesi in sostegno di tutti coloro che sono risultati idonei in precedenti concorsi. Da anni, infatti, ribadiamo l’importanza di un simile provvedimento per arginare la fuoriuscita di tantissimi dipendenti pubblici e mantenere in piedi tutti quei servizi che quotidianamente garantiscono ai cittadini”, concludono Fp Cgil e Comitato XXVII Ottobre.
La riunione di ieri con la D.C. conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, che la situazione nell’Agenzia delle Entrate è preoccupante.
Mentre il confronto sui criteri di conferimento delle posizioni organizzative e indennità di responsabilità continua, i gravi problemi che attanagliano l’Agenzia si aggravano.
Elenchiamo per memoria solo i più importanti:
• carenze organiche pesantissime in tutti i settori, che complicano e appesantiscono enormemente l’agire quotidiano delle lavoratrici e dei lavoratori; negli ultimi anni sono stati chiusi innumerevoli Uffici Territoriali, compromettendo la presenza sul territorio dell’Agenzia; gli Uffici Provinciali Territorio sono ai minimi storici come tecnici e non solo, con una età media altissima a causa dell’assenza quasi totale di concorsi da oltre un decennio, superiore anche a quella, anch’essa alta, riscontrata negli Uffici Territoriali, anch’essa ben oltre quella media dell’Agenzia; C’E’ NECESSITA’ ASSOLUTA DI UN PIANO ASSUNZIONALE STRAORDINARIO SE DAVVERO VOGLIAMO FARE LA LOTTA ALL’EVASIONE FISCALE;
• l’ennesima riorganizzazione dell’Agenzia stenta a concludersi, determinando incertezza/insicurezza nei lavoratori, con l’aggravante che l’assetto apicale della struttura, perennemente sotto la spada di Damocle di sentenze che lo rimettano in discussione, stenta a consolidarsi a tutti i livelli: dirigenziale, di posizione organizzative ex lege, di posizioni organizzative contrattuali;
• le fonti di finanziamento del salario accessorio, in primis il comma 165, viaggiano con ritardi non più tollerabili e con decurtazioni mai accettate dalle OO.SS., rendendo ancora più incerta una situazione già pesante per i motivi sopra esposti;
• i processi di stabilizzazione della struttura, conseguenti all’incorporazione dell’Agenzia del Territorio nell’Agenzia delle Entrate, stentano a compiersi causando polemiche a non finire fra i due settori che nulla hanno in comune e che, nonostante il parere contrario di tutte le OO.SS., solo la politica ha voluto forzatamente mettere insieme in una unica Amministrazione.
Nell’incontro nazionale del 17 sulle posizioni organizzative previste dagli articoli 17 e 18 del CCNI dell’Agenzia delle Entrate, l’Amministrazione ha confermato la volontà di chiudere un accordo con l’obiettivo di incrementare gli importi delle singole posizioni aggiungendo alle risorse storiche risorse proprie.
Nonostante questa disponibilità, l’assenza di certezza sulla certificazione positiva dell’accordo con le risorse aggiuntive a carico dell’Agenzia non ha consentito alle OO.SS. tutte di avviare la discussione nel merito delle proposte avanzate da parte pubblica. Le stesse OO.SS. hanno escluso la loro
disponibilità a firmare l’ennesima proroga.
Per queste contesto, a dir poco precario, unitariamente abbiamo convenuto di avviare una azione di pressione sull’autorità politica: da un lato per sbloccare la situazione sul versante dell’utilizzo di adeguate risorse economiche, utili a consentire una giusta remunerazione accessoria del personale (senza decurtazioni a monte) e a chiudere l’accordo su art. 17 e 18 CCNI con le risorse aggiuntive previste; dall’altro per avviare una vertenza nazionale con al centro il ruolo e la funzione dell’Agenzia delle Entrate nella lotta all’evasione fiscale, elemento portante della politica, per quanto risulta dagli
atti e dichiarazioni ufficiali, dell’attuale governo, a partire dal 2020.
Senza una Agenzia forte, con organici al completo, con una struttura interna compiuta e stabile/certa, senza un sistema incentivante adeguato, difficilmente potrà svolgere al meglio, nell’interesse
dell’intera comunità nazionale, i compiti che le norme in corso di approvazione al Parlamento le assegneranno.
Per questo il 23 ottobre è stato organizzato un presidio davanti al MEF e, ci risulta, che analoghe iniziative sono e stanno per essere programmate a livello regionale/territoriale.
E’ solo l’inizio di un percorso che ci vedrà impegnati nei prossimi giorni con ulteriori iniziative specifiche se non avremo risposte adeguate.
Fp Cgil Nazionale Fp Cgil Nazionale
Elena Ciola Luciano Boldorini
“Serve un incontro col ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, necessario per avviare una discussione sulle criticità che ormai da troppo tempo permangono irrisolte nel Dicastero e che continuano a comprimere fortemente le potenzialità e la capacità operativa ed industriale della difesa”. A rivendicarlo sono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa, nel sottolineare come “le criticità stanno mortificando il prezioso lavoro delle alte professionalità civili attualmente occupate e con esso le opportunità di sviluppo di carriera e di crescita economica individuale che, invece, negli anni sono state sempre accordate a tutti gli altri dipendenti della Pa”.
L’incontro richiesto è per i sindacati “un’esigenza che, se possibile, avvertiamo in maniera ancora più forte oggi, alla luce degli insoddisfacenti risultati prodotti al tavolo con l’amministrazione difesa e in considerazione del residuo tempo rimasto a disposizione prima della fine dell’anno per cercare di risolvere questioni che attengono esclusivamente all’esercizio della responsabilità politica del Ministero, e che ci costringe a ritenere non più ulteriormente procrastinabile e, anzi, urgente l’avvio di un confronto serio e responsabile con il Ministro Guerini”.
“Sono infatti – fanno sapere Fp Cgil, Cisl Fp e UilPa – tuttora giacenti al Mef i fondi derivanti dai risparmi di gestione conseguenti l’applicazione della legge 244/2012 per gli anni 2016, 2017 e 2018 che, per effetto della medesima, avrebbero già, e da tempo, dovuto confluire nel Fondo Risorse Decentrate del personale civile della Difesa ed essere impegnate per avviare gli sviluppi economici di una buona fetta di personale civile entro quest’anno, come da accordo sottoscritto l’anno scorso”.
“Il Ministro ci convochi quanto prima, sarà nostra cura illustrargli la situazione e renderlo partecipe dell’esigenza di produrre un intervento risolutivo e urgente che sblocchi la situazione di impasse venutasi a creare alla Difesa, non certo per colpa dei lavoratori che, invece, attendono legittimamente di poter disporre dei fondi ad essi destinati nei tempi e nei modi a suo tempo concordati, ovvero entro quest’anno”, concludono.
Pubblichiamo la nota del Coordinamento regionale Puglia e Territoriale Bat Fp Cgil VVF riguardo le richieste prodotte nell’incontro tenutosi con l’Amministrazione per l’organizzazione ed il completamento del Comando BAT
Dopo la finestra caduta sulla collega, dopo la sede chiusa per una settimana, non poteva
mancare la sede invasa dai topi.
È accaduto in un’agenzia complessa – peraltro, nuova di zecca, perché inaugurata lo scorso
dicembre alla presenza del Governatore della Regione – che è stata totalmente invasa dai
topi e per questo è stata chiusa.
Si tratta forse di una maledizione, quella che colpisce le sedi Inps? Dopo i topi, ci dobbiamo
aspettare l’invasione di rane e di cavallette, come le bibliche piaghe d’Egitto?
Noi insistiamo a dire che c’è un problema e il problema riguarda la gestione delle sedi e la
salute e sicurezza dei lavoratori.
A fronte di quest’ennesimo episodio, non crediamo bastino interventi relativi a singole sedi,
ma una verifica complessiva che porti a capire come assicurarsi che queste siano idonee a
garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini che frequentano il nostro Ente.
FP CGIL FP CGIL
Antonella Trevisani Matteo Ariano
Senza trasparenza non c’è fiducia
L’Agenzia nel corso dell’ultimo incontro ha comunicato alle Organizzazioni sindacali l’intenzione di utilizzare un risparmio di gestione quantificato in 100mila euro, per riconoscere somme una tantum – a titolo di premio – ad una parte del personale impiegatizio e quadro delle Strutture operative.
Sul punto, al momento, ci limitiamo a due semplici considerazioni:
– l’Agenzia ha perso l’occasione di riconoscere al personale lo sforzo messo in atto per concretizzare l’ambizioso programma di vendite straordinarie di immobili pubblici. Attività, è bene evidenziarlo, che ha coinvolto tutte le Strutture e quindi, direttamente o indirettamente, tutto il personale;
– l’informativa offerta nel corso della convocazione sindacale non ha consentito di avere contezza, aldilà della somma complessiva destinata al sistema premiante individuale, dei criteri di valutazione del “merito”.
Ci aspettiamo, a questo punto, che l’Agenzia, per tutte le sue articolazioni, convochi le riunioni del personale per illustrare modalità e criteri di valutazione delle performance individuali, sottolineando come senza l’opportuna e necessaria trasparenza non sarà possibile per nessuno valutare il rispetto del
CCNL in tema di imparzialità, equità complessiva in relazione alle pari opportunità, alla non discriminazione ed alla collocazione organizzativa/professionale e territoriale dei lavoratori.
Roma, 17 ottobre 2019
Il Coordinamento Nazionale
FP CGIL Agenzia del Demanio
NUOVA FUMATA NERA A PERSOCIV SULLA
DISTRIBUZIONE DEL FRD 2019:
Si cercano le risorse economiche per le progressioni ma…
È ORA CHE IL MINISTRO ASCOLTI I LAVORATORI!
Ancora fumata nera a Persociv sulla distribuzione del Fondo Risorse Decentrate anno 2019, anche
se il parziale accoglimento delle proposte avanzate da FP CGIL CISL FP e UIL PA nel corso della
riunione del 1° Ottobre ha fatto chiarezza e consentito di reperire ulteriori fondi, inizialmente
sovrastimati, destinati alle prestazioni già rese nel corso dell’anno.
Ma siamo ancora troppo lontani dalle somme necessarie a ripartire – dopo aver concluso quelle
per il triennio 2016/2018 – con un numero significativo di progressioni, a meno che qualcuno non
ritenga di voler realizzare poco meno di un migliaio di sviluppi economici con i soldi di tutti i 26000
dipendenti e, quindi, alimentare ulteriormente la conflittualità tra i lavoratori.
FP CGIL CISL FP e UIL PA hanno nuovamente rappresentato all’A.D. che il conseguimento degli
sviluppi economici per tutti i dipendenti rappresenta un obiettivo primario e che dunque, al
momento, sulla base dei conteggi illustrati non sussistono le condizioni per la sottoscrizione
dell’accordo sulla distribuzione del Fondo per l’anno 2019.
Giunti a questo punto, reputiamo inderogabile il sollecito coinvolgimento del vertice politico del
Ministero sul tema, anche per consentire, fra le altre importanti priorità, di attribuire ai lavoratori i
risparmi di gestione di cui alla legge 244/12. Sostanziose risorse economiche che se definite negli
importi e assegnate con celerità, consentirebbero di effettuare un numero significativo di
progressioni, come del resto da tempo le scriventi OO.SS. stanno chiedendo.
Infine, FP CGIL CISL FP e UIL PA nel ribadire la necessità che l’accordo venga sottoscritto in tempi
utili per consentire la prosecuzione delle attività e servizi istituzionali, e soprattutto il pagamento
delle prestazioni lavorative ad esse correlate, hanno invitato l’amministrazione a verificare con
immediatezza la corretta applicazione dell’art 23 c. 2 del D.Lgs. n. 75/2017 (che impone di non
superare il tetto di spesa del salario accessorio del 2016), la cui possibile e diversa interpretazione,
a parere delle scriventi OO.SS., potrebbe consentire il reperimento di ulteriore risorse economiche
da utilizzare per gli obiettivi che comunque intendiamo perseguire con forza e determinazione.
Ora per noi il confronto sull’argomento si sposta in sede politica perché….è ora che il nuovo
Ministro della Difesa ascolti i lavoratori ed incontri le loro rappresentanze sindacali.
Fp Cgil Cisl Fp Uil Pa
Francesco Quinti Massimo Ferri Sandro Colombi
Roberto De Cesaris Franco Volpi
“Registriamo l’impegno del governo ma le risorse investite non sono soddisfacenti. Gli stanziamenti in legge di Bilancio per il rinnovo del contratto non tengono conto del complesso di interventi necessari sul salario delle lavoratrici e dei lavoratori, così come sull’elemento perequativo e sull’indennità di vacanza contrattuale. Non solo, come previsto dai passati contratti, c’è bisogno di accelerare e investire risorse sul nuovo sistema di classificazione del personale. Per riconoscere alle lavoratrici e ai lavoratori il giusto valore della loro professione”. Così i segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa, Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli, Michelangelo Librandi e Nicola Turco, in merito alle parole del ministro della Pa, Fabiana Dadone, su contratti pubblici e legge di Bilancio.
“Sostenere di aver garantito un recupero di potere d’acquisto superiore all’indice Ipca, come ha fatto il ministro Dadone, – proseguono – non tiene conto dei prolungati anni di blocco della contrattazione e della strada ancora da fare per registrare un vero recupero dell’inflazione registrata. Apprezziamo la volontà politica espressa dal ministro nel praticare il confronto con i sindacati ma, allo stesso tempo, riteniamo insoddisfacenti le risorse messe a bilancio”.
Intenzione di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa, aggiungono, “è puntare all’innovazione, generando un vero cambiamento nella Pa che consenta una valorizzazione dei lavoratori e che offra sempre migliori servizi ai cittadini. Per fare questo servono interventi che guardino anche al varo di un piano straordinario di occupazione, alla proroga di tutte le graduatorie in essere e alla stabilizzazione dei precari, al liberare dagli stringenti vincoli la contrattazione decentrata. Rivendicazioni che saranno al centro di un Attivo unitario nazionale promosso da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa in programma a Roma il prossimo mercoledì 30 ottobre”, concludono.
“Accuse gravissime e, se confermate, da condannare senza alcun tentennamento. Non possiamo tollerare in alcun modo che servitori dello Stato perpetuino violenza. Allo stesso tempo i fatti di Torino non possono inficiare un corpo, quello della Polizia Penitenziaria, che tra mille difficoltà, che vanno dalla carenza di organico alle difficili condizioni di lavoro, espleta il compito previsto dall’articolo 27 della Costituzione e rimane un presidio di legalità”. È quanto afferma la Fp Cgil Polizia Penitenziaria in merito all’arresto di sei agenti della Polizia penitenziaria in servizio presso la Casa circondariale Lorusso e Cutugno di Torino.
“Continuano a consumarsi immani tragedie tra gli agenti di Polizia penitenziaria – aggiunge la Fp Cgil Polizia Penitenziaria -, figlie di precarie condizioni di salute determinate dalle difficili condizioni di lavoro. Il fenomeno dei suicidi tra gli agenti di Polizia Penitenziaria ne è una prova e il governo deve risposte. Nelle carceri italiane, infatti, tra gravi carenze di organico, sovraffollamento di detenuti e precarie condizioni in cui queste versano, si vive una vera e propria emergenza. C’è bisogno di portare al centro dell’agenda politica del paese la questione carceraria, lo stato in cui versano gli istituti penitenziari e, con loro, le lavoratrici e i lavoratori che ogni giorno svolgono un’attività difficile e complicata. Persone che avrebbero bisogno di maggiori tutele e attenzioni, a partire da un sostegno psicologico, come da tempo rivendichiamo, proprio in ragione del lavoro che svolgono“, conclude.
Pubblichiamo la richiesta di chiarimenti inoltrata dal Coordinamento Fp CGil VVF di Nuoro sul trattamento di disparità nella mobilità vigili permanenti predisposta dal Comando.