“Ieri, nel carcere di Sulmona durante i colloqui tra i detenuti e i propri familiari, un detenuto italiano si è scagliato all’improvviso contro un Poliziotto penitenziario tentando di afferrarlo per il collo e minacciandolo di morte.”

Lo comunica Gino Ciampa, Coordinatore regionale FP CGIL per la Polizia Penitenziaria d’Abruzzo.

“I riflessi del Poliziotto e gli altri colleghi intervenuti – prosegue Ciampa – hanno scongiurato il peggio, ma l’agente è stato comunque portato al pronto soccorso per una ferita alla testa guaribile in sette giorni, causata da una caduta durante la colluttazione. Il detenuto poi ha divelto delle gambe di un tavolino e le ha utilizzate per colpire gli altri Poliziotti, per fortuna senza causare altri feriti.”

Mirko Manna, Coordinatore Nazionale Comparto Sicurezza FP CGIL: “L’aggressione di ieri è una delle decine di eventi che si susseguono ogni giorno in tutte le carceri italiana. Lanciamo un appello al Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e al Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Giovanni Russo, chiedendo una  convocazione immediata di un tavolo di confronto. L’obiettivo è discutere e implementare soluzioni efficaci per prevenire futuri eventi critici, garantendo così un ambiente di lavoro sicuro per il personale, non basta un manuale se poi non si dispongono corsi di formazioni e circolari attuative. La FP CGIL Polizia Penitenziaria ribadisce l’importanza di un impegno concreto da parte di tutte le istituzioni per affrontare con serietà le criticità del sistema carcerario, con la sicurezza dei lavoratori come prioritaria e non più procrastinabile.”

Sulmona, 14 febbraio 2024

OGGETTO: RICHIESTA DI INCONTRO URGENTE

Gentile Ministro,

Nel corso dell’ultimo incontro, avvenuto nell’ambito della mobilitazione culminata con uno sciopero fortemente partecipato da lavoratrici e lavoratori, Lei aveva dato mandato ai suoi collaboratori e ai vertici dell’INL di trovare soluzioni per la previsione di specifici interventi normativi ed economici a favore del personale, con l’impegno che ci saremmo rivisti entro il mese di gennaio.
Gennaio è passato ma nessun incontro c’è stato, alcuna novità per il personale ci sembra essere stata intrapresa e molti dei problemi sono ancora in attesa di rapida soluzione.
Innanzitutto, evidenziamo che il salario accessorio del personale dell’INL per il 2023 subirà una prima importante riduzione, a seguito dell’ingresso di centinaia di lavoratori e del persistente tetto ai relativi Fondi (in particolare, Fondo Risorse Decentrate e Decreto incentivi al personale ispettivo).
Nonostante l’ingente disponibilità economica dell’INL se non si riuscirà a incrementare in modo consistente tali Fondi, il salario accessorio del personale sarà dimezzato e gli sforzi fatti sinora per ridare dignità a questa amministrazione saranno stati inutili, con effetti disastrosi anche sull’attività di contrasto all’illegalità e sul controllo della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro, anche in relazione all’obiettivo di incrementare il numero delle ispezioni fissato in sede di PNRR, che si rischia di non raggiungere.
Permane, quindi, la difficoltà di scorrere le graduatorie, di reclutare personale soprattutto in alcuni ambiti territoriali, aumentano i carichi di lavoro del personale in servizio a fronte di una inevitabile contrazione delle retribuzioni, continua inesorabile l’emorragia di lavoratori verso altre amministrazioni più appetibili.
Spiace purtroppo rilevare che situazione analoga, se non più grave, contraddistingue anche il Ministero da Lei diretto che, ad oggi, dispone forse probabilmente del più basso trattamento accessorio nella PA. Questo impedisce di poter valorizzare in maniera adeguata il personale, allontanando nuovi ingressi. Aggiungiamo, anche, la situazione di grave incertezza prodotta dalla riorganizzazione del Dicastero, che ancora deve essere realizzata e i gravi passi indietro dei mesi scorsi sulla regolamentazione del lavoro agile, dopo che il Ministero si era contraddistinto come una delle eccellenze, in questo ambito. Infine, nessuna novità abbiamo avuto in merito alla stabilizzazione dei precari del PNRR e del Concorso Coesione Sud, rispetto ai quali il Ministero da Lei diretto è una delle ultime Amministrazioni a non aver avviato alcuna procedura, così come sono al palo le procedure di mobilità intercompartimentale che potrebbero dare unità di personale a una Amministrazione esangue.
Mentre gran parte delle Amministrazioni del comparto sono riuscite nei mesi scorsi – attraverso specifiche disposizioni normative frutto delle pressioni dei relativi Ministri – ad aumentare in modo consistente le retribuzioni dei propri lavoratori così da renderle più attrattive, al Ministero del Lavoro e all’INL sembra che fino ad oggi nessuno si sia posto il problema. Inutile ricordare che la fuga verso altre amministrazioni è purtroppo prassi anche per il Ministero.
Abbiamo riconosciuto il lavoro fatto in merito all’ignobile discriminazione legata al problema della perequazione dell’indennità di amministrazione dell’INL, nonostante non possiamo dirci completamente soddisfatti riguardo al riconoscimento degli arretrati, ma non possiamo in alcun modo ritenere chiuse le altre questioni che hanno dato origine alla mobilitazione dei mesi passati, che dovremo riprendere, in assenza di risposte a breve.
Chiediamo pertanto un incontro urgente per avere contezza delle soluzioni e della tempistica necessaria a sanare questa paradossale situazione.
Roma, 14 febbraio 2024

FP CGIL – M.ARIANO
CISL FP – M. CAVO
UILPA – I.CASALI
FLP – A. PICCOLI
CONFINTESA – FP – N. MORGIA
CONFSAL-UNSA – V. DI BIASI
USB P.I. – G. DELL’ERBA / V. SANTURELLI

Nella giornata del 13 febbraio è proseguito il confronto sulla direttiva missioni e sul regolamento per l’attribuzione degli incarichi di PO.

Rispetto alla direttiva missioni apprezziamo i passi in avanti finora svolti. Si tratta di un documento che potrà dare un’interpretazione univoca su un tema così rilevante. Riguardo al tema del riconoscimento dei 10 km, questo sembra emergere dal documento e ci auguriamo che, una volta che la direttiva sia approvata, si effettui una verifica riguardo alla sua omogenea applicazione in tutto il territorio, sia sul riconoscimento del rimborso anche al di sotto dei 10 km, sia su tutto il resto, anche al fine di non vanificare lo sforzo finora effettuato.

Un elemento di chiarezza si rende però ancora necessario: abbiamo chiesto che tutte le convenzioni assicurative cui l’INL finora ha aderito tramite il sistema CONSIP siano messe a disposizione di tutti i lavoratori, tramite pubblicazione in apposita sezione dell’Intranet. Così, ad esempio, si potrà sapere quante sono le convenzioni cui finora INL ha aderito (non si comprende, ad es., se sia ricompresa anche un’assicurazione per il terzo trasportato e in che termini).

Sul punto, riprendiamo quanto abbiamo recentemente scritto in un precedente comunicato: è importante rendere appetibile questo Ente. A tal fine, si potrebbe fare buon uso dell’art. 34 del CCNL, che prevede la possibilità che le Amministrazioni stipulino assicurazioni in favore dei dipendenti autorizzati all’uso del proprio veicolo, per coprire quei danni che non sono compresi nell’assicurazione obbligatoria.

La discussione è poi proseguita sul regolamento di attribuzione degli incarichi di PO. In questo caso, nonostante qualche luce, permangono le ombre. Abbiamo apprezzato che l’Amministrazione si sia resa disponibile a riformulare la parte relativa alla responsabilità del procedimento, laddove si tratti di procedimento ispettivo, evidenziando che in tal caso la responsabilità ultima è in capo all’ispettore.

Abbiamo anche apprezzato la rimodulazione dei punteggi attribuiti nella procedura, tesi a ridurre il valore dell’esperienza. In proposito, abbiamo proposto di addivenire a una soluzione speculare a quella già prevista nel regolamento vigente, per cui la ripartizione del punteggio tra esperienza e titoli da un lato e colloquio dall’altro è paritaria. Riteniamo, pertanto, che il peso attribuito all’esperienza pregressa debba ulteriormente essere limato in favore del colloquio pubblico, così da rendere il tutto più equilibrato.

Totale contrarietà abbiamo espresso rispetto all’eliminazione del vincolo coniugale e/o di parentela con il dirigente della sede o con un altro responsabile all’interno della stessa sede. Questo vincolo è tuttora presente nel regolamento attuale e in alcuni casi ha anche evitato che INL finisse alla ribalta delle cronache. Andarlo a togliere non solo sarebbe un pericoloso passo indietro rispetto alla

situazione attuale, ma potrebbe poi portare gli organi competenti a doversi interessare di spiacevoli situazioni, facendo fare a INL l’ennesima figuraccia che avrebbe potuto evitare.

Stesso discorso riguarda il tema della rotazione degli incarichi. Serve a poco scrivere che l’INL favorisce la rotazione del personale; è un po’ come dire che si è a favore della pace nel mondo, una petizione di principio priva di valore, se non viene poi effettivamente applicata nella quotidianità.

Proprio per questo, riteniamo che non si possa continuare a prorogare in eterno lo status quo e occorre iniziare a garantire sul serio la rotazione, da un lato lasciando la possibilità che nuove leve si affaccino e dall’altro non disperdendo le professionalità esistenti, ma convogliandole altrove.

Occorre darsi un dies a quo e farlo in modo certo, chiaro e una volta per sempre. Per noi quella data è perlomeno dalla data di operatività effettiva dell’INL e non certamente dopo, se vogliamo davvero iniziare ad avviare un percorso di trasformazione anche culturale e non prenderci in giro.

Abbiamo nuovamente contestato la graduazione degli incarichi, anche perché rischia di rappresentare una pericolosa ipoteca sulla successiva contrattazione, che dovrà occuparsene.

Infine, abbiamo chiesto che un minimo di trasparenza vi sia anche rispetto all’attribuzione dei team. In tal caso, senza immaginare procedure particolarmente pesanti, basterebbe prevedere che nel momento in cui il dirigente intende procedere all’attribuzione di uno o più team, lo comunichi al personale mediante un interpello interno alla sede, dando un termine per la presentazione delle domande, che sarà lui stesso a vagliare, tramite curriculum o eventuale colloquio. Questo consentirebbe almeno di dare pari opportunità e trasparenza.

Il terzo argomento all’ordine del giorno è stata la presentazione della direttiva sugli incentivi per le funzioni tecniche. Quanto al metodo, abbiamo contestato che la direttiva possa essere oggetto di sola informativa; in senso opposto va un recentissimo parere ANAC, il quale prevede che ai sensi dell’art. 1, comma 4, lett. b) del codice dei contratti pubblici, l’attribuzione degli incentivi debba avvenire secondo modalità previste dalla contrattazione collettiva.

Ad ogni modo, l’Amministrazione ha chiarito che finora non ha stanziato le relative somme e che il personale interessato per ora sarebbe comunque di pochissime unità. Si è però impegnata ad avviare un processo di coinvolgimento di varie unità. In proposito, abbiamo evidenziato come possa essere utile incrociare questa fase con quella relativa ai profili di ruolo, che pure dovremo andare a discutere, così come sarà importante avviare un’attività di formazione su questo tema, così da avere personale pronto a occuparsi di una materia così complessa e delicata e garantire ampia partecipazione.

Abbiamo poi chiesto che le OO.SS. ricevano un prospetto a consuntivo per conoscere il totale delle somme ripartite e il numero di unità destinatarie, al fine di verificare che vi sia stata una omogenea ripartizione degli incentivi tra gli addetti.

Infine, un inciso: la normativa in materia prevede che con il 20% delle somme accantonate l’ente acquisti beni e tecnologie per l’efficientamento informatico e l’implementazione delle banche dati. Ora, considerato che le somme per tali finalità sono già accantonate e utilizzate da INL (e su questo stendiamo una coperta pietosa), crediamo che possano essere meglio utilizzate secondo quanto dispone il successivo comma 7 dell’art. 45 del codice dei contratti pubblici: “Una parte delle risorse di cui al comma 5 è in ogni caso utilizzata:

  1. per attività di formazione per l’incremento delle competenze digitali dei dipendenti nella realizzazione degli interventi;

  2. per la specializzazione del personale che svolge funzioni tecniche;

  3. per la copertura degli oneri di assicurazione obbligatoria del personale”.

Questo darebbe un vero segnale di inversione di tendenza e magari, a differenza di quanto accade con i fondi del decreto incentivi al personale ispettivo destinati all’acquisto di beni strumentali, potremmo anche sapere come sono stati effettivamente spesi.

Coordinatore nazionale FP CGIL – INL

Matteo Ariano

Pubblichiamo il comunicato delle Strutture territoriali Fp Cgil VVF, Fns Cisl,Uil Pa VVF, Confsal VVF e Conapo con il quale evidenziano come le ripetute criticità, alle quali non si è avuta ancora alcuna risposta vedranno le lavoratrici e I lavoratori impegnati in iniziative di lotta

La Segreteria territoriale Fp Cgil chiede l’ incontro per  discutere  l’argomento ferie

Pubblichiamo il Decreto sui criteri di mobilità interna del personale amministrativo non dirigenziale.

p.la FP CGIL Nazionale

Susanna di Folco

In seguito all’evento critico verificatosi questa mattina al Carcere di Civitavecchia, dove un detenuto ha causato esplosioni lanciando bombolette incendiarie e barricandosi in cella, vogliamo esprimere la nostra vicinanza e i migliori auguri di pronta guarigione al nostro rappresentante CGIL, colpito direttamente dall’incidente.

Questo grave episodio sottolinea ancora una volta l’urgente necessità di rivedere e potenziare le misure di sicurezza a tutela del personale penitenziario. Fortunatamente la professionalità del Personale di Polizia è riuscito ripristinare l’ordine e la sicurezza senza ulteriori feriti.

Mirko Manna, Coordinatore Nazionale Comparto Sicurezza FP CGIL, insieme a Ciro Di Domenico, Coordinatore Regionale del Lazio, lanciano un appello al Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e al Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Giovanni Russo, chiedendo una  convocazione immediata di un tavolo di confronto. L’obiettivo è discutere e implementare soluzioni efficaci per prevenire futuri eventi critici, garantendo così un ambiente di lavoro sicuro per il personale, non basta un manuale se poi non si dispongono corsi di formazioni e circolari attuative.

La FP CGIL Polizia Penitenziaria ribadisce l’importanza di un impegno concreto da parte di tutte le istituzioni per affrontare con serietà le criticità del sistema carcerario, con la sicurezza dei lavoratori come prioritaria e non più procrastinabile.

Civitavecchia, 10 febbraio 2024

Pubblichiamo il comunicato stampa della Segreteria Fp Cgil territoriale e del Coordinamento nazionale Fp Cgil VVF con il quale confermano la sede di Menaggio come disagiata, una vittoria per i lavoratori e la cittadinanza

In data 9 febbraio 2024 a Roma è proseguita la trattativa relativa al rinnovo del CCNL tra ANFFAS le OO.SS Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl.
Il negoziato nell’ambito della rivisitazione della parte normativa del CCNL si è concentrato sul sistema di classificazione, l’esigibilità delle progressioni di carriera, la rivisitazione dell’obbligo
di residenza in struttura e il cambio di gestione.
Su queste materie si è convenuto di proseguire il confronto nell’incontro previsto per il 20 febbraio prossimo sulla scorta di una proposta che formuleremo nei prossimi giorni.
Le parti, pur persistendo un importante distanza sulla proposta economica di parte datoriale, hanno ribadito la volontà di procedere celermente con l’obiettivo di verificare se esistano le
condizioni per arrivare ad una sintesi utile alla sottoscrizione della pre-intesa.
Sarà nostra cura continuare a tenervi tempestivamente informati sull’andamento del percorso di rinnovo del CCNL.

 

FP CGIL             CISL FP         UIL FPL

  M. Vannini         F. Berardi      P.Bardoscia

Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per la Formazione in merito l’invio della procedura di selezione per 18 posti di specialista di aeromobile VVF per le esigenze dei reparti volo del CNVVF e l’invio a visita medica per coloro risultati idonei nella selezione precedente 

“Questa mattina si è svolta l’udienza davanti al GIP di Viterbo per la convalida dell’arresto di due donne che erano state individuate e tradotte l’altro ieri nel carcere di Civitavecchia dopo aver tentato di introdurre sostanze stupefacenti nel carcere viterbese durante i colloqui con i propri rispettivi familiari reclusi. Il GIP ha ha disposto per entrambe la convalida dell’arresto e il divieto di dimora nel comune di Viterbo. Una delle arrestate ha chiesto il patteggiamento della pena per anni 2 mesi 10 e 12.000 euro di multa. Mentre l’altra ha chiesto il giudizio abbreviato.”

Lo afferma Ciro Di Domenico, Coordinatore regionale per la FP CGIL Polizia Penitenziaria: “In data 07 02 2024 il Reparto di Polizia Penitenziaria della casa circondariale di Viterbo unitamente al Nucleo cinofilo di Roma, durante un servizio di contrasto all’introduzione di sostanze stupefacenti all’interno del carcere viterbese, ha arrestato due donne che si erano recate nell’istituto di pena della Tuscia per sostenere il colloquio visivo con i propri familiari reclusi. Le donne, segnalate dal cane antidroga ‘Kenya’, sono state perquisite e trovate in possesso di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti. La prima, moglie di un detenuto, aveva occultato nelle parti intime un involucro contenente 15 grammi di hashish, 15 grammi di cocaina e 15 grammi di sostanza da taglio. L’altra donna, madre di un altro detenuto, aveva occultato all’interno delle parti intime un involucro contenente 100 grammi di sostanza stupefacente di tipo hashish. Le due donne su disposizione del pm di turno della Procura della Repubblica di Viterbo, il Sostituto Procuratore dott. Flavio Serracchiani, sono state immediatamente associate alla casa circondariale di Civitavecchia nel Reparto femminile. Nei confronti di una delle due, i Carabinieri competenti per territorio, avuta la notizia dell’arresto, hanno effettuato una perquisizione presso l’abitazione della signora e hanno rinvenuto circa 2 kg di hashish e 60 grammi circa di cocaina, bilancini di precisione, un libro mastro con la contabilità dello spaccio e 8 telefoni cellulari, ponendo tutto sotto sequestro e arrestando il genero della donna.”

Mirko Manna della FP CGIL Nazionale: “L’introduzione di sostanze stupefacenti sono una grave minaccia per la sicurezza delle carceri e minano alle fondamenta i tentativi di recupero dei detenuti nella società. Dietro il traffico di stupefacenti e telefonini, ruotano giri di affari per milioni di euro con conseguente gestione di potere fondamentale per stabilire le gerarchie all’interno e al di fuori delle carceri. Abbiamo chiesto più volte il potenziamento delle Unità cinofile del Corpo di Polizia Penitenziaria che hanno sempre dato prova di efficienza ed efficacia. Si tratta di una specializzazione che andrebbe potenziata e resa più pervasiva su tutto il territorio nazionale e non solo in attività sporadiche per colpa delle poche unità in servizio.”

“La notizia di oggi del sequestro di droga e degli arresti nel carcere di Viterbo – conclude Manna – testimoniano l’attenzione e la determinazione della Polizia Penitenziaria in ogni singolo aspetto nella gestione delle carceri a dispetto delle carenze d’organico e ai pochi mezzi a disposizione. A loro, va la conferma dei nostri quotidiani ringraziamenti per l’ottimo lavoro svolto”.

Viterbo, 9 febbraio 2024

Al Direttore Generale

Dott. Vincenzo Caridi

Al Direttore Centrale Risorse Umane

Dott. Giuseppe Conte

Al Direttore Centrale Tecnologia, Informatica e Innovazione

Dott. Massimiliano D’Angelo

per il tramite del       Dirigente Area Relazioni Sindacali

Dott. Salvatore Ponticelli

OGGETTO: Richiesta attivazione cambio profilo

Lo abbiamo detto di fronte al Direttore Generale in occasione del confronto del 30 novembre, l’abbiamo ribadito alla Commissaria Micaela Gelera e, ancora, in sede di definizione del Piano triennale dei Fabbisogni: la coperta è corta, i pensionamenti all’orizzonte sono tanti e l’INPS ha necessità di assumere se non vuole pregiudicare l’imprescindibile servizio fornito alla cittadinanza. È un dato di fatto che l’Amministrazione non può ignorare, è un’esigenza che investe tutte le professionalità, sempre che si tenga al rapporto con la cittadinanza.

Tra i vari ruoli in grave sofferenza c’è sicuramente quello del personale addetto al Supporto Tecnologico Territoriale, incardinato dal 2022 nella DCTII. Mentre l’Istituto, infatti, sta correndo a passo spedito verso una piena digitalizzazione dei servizi, mentre la macchina organizzativa dell’INPS ha metabolizzato ampi processi di cambiamento con il lavoro agile, la prima linea rispetto alla risoluzione delle criticità informatiche resta appannaggio degli ex GAI, cui sono ancora oggi affidati compiti territoriali essenziali: dalla rilevazione del fabbisogno di dotazioni informatiche al supporto di secondo livello sui malfunzionamenti non risolvibili dall’help desk, sino al sostegno ai colleghi per ogni difficoltà sui sistemi.

Come spesso accade, a una ridefinizione del ruolo che aumenta le attribuzioni non corrisponde però un incremento del personale destinato alle stesse attività: la possibilità per quei colleghi che svolgono queste attività di cambiare profilo da amministrativo a informatico risulta da troppo tempo congelata; stesso si dica sulle assunzioni, ancora ferme al palo. A zero immissioni non corrisponde un saldo neutrale, stante l’uscita di lavoratrici e lavoratori dotati di competenze e professionalità rodate nel tempo.

Tutto questo, lo ribadiamo, non è soltanto una spada di Damocle sull’efficienza dell’Istituto, perché anche non decidere è una scelta. È in stridente contrasto con la linea adottata da INPS: si progetta l’automazione nell’erogazione delle prestazioni ma non si pensa a chi, parallelamente e pragmaticamente, configura e predispone gli strumenti di lavoro. I colleghi sono sempre di meno.

Questo importante servizio di secondo livello deve essere presidiato da personale in possesso di conoscenze specifiche e senso di appartenenza all’Istituto, stante anche i rapporti con amministrazioni esterne. Sarebbe un azzardo e un salto nel buio anche solo ipotizzare di poterlo appaltare all’esterno.

Se si vuole dare un segnale di attenzione, la via è una, e la presente istanza va in questa direzione: nell’attesa di un concorso specifico, chiediamo l’apertura di un bando per cambio profilo, una mobilità orizzontale che consenta ai colleghi interessati di potersi mettere alla prova in un nuovo ruolo.

In attesa di riscontro,

Coordinatore nazionale FP CGIL INPS

Giuseppe Lombardo

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