Pubblichiamo la nota inviata al Direttore della Direzione  Centrale della Formazione  in cui si chiede l’incontro del tavolo tecnico sulla  programmazione didattica inerente le Circolari sull’attività fisica

Riceviamo e pubblichiamo questa nota dall’Emilia-Romagna, relativo a un episodio di aggressione ai danni di alcuni lavoratori allo sportello della sede provinciale di Bologna.

A loro va la nostra solidarietà, considerando che quanto lì accaduto potrebbe avvenire in qualunque altra Regione italiana.   Da tempo denunciamo la situazione di scarsa sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici dell’Istituto.

Continuiamo a farlo, nella convinzione che ci si debba attivare per invertire la pericolosa tendenza in atto.

Matteo Ariano
Coordinatore Nazionale FP CGIL INPS

Adesso costruiamo il futuro, appuntamento in corso d’Italia 25

Adesso costruiamo il futuro. Con queste parole martedì 3 luglio si terrà a Roma – presso la sede nazionale della Cgil in corso d’Italia 25 a partire dalle ore 9.30 – l’Attivo nazionale della Funzione Pubblica Cgil del comparto Enti Locali. Terzo attivo per la categoria delle lavoratrici e dei lavoratori dei servizi pubblici della Cgil che, dopo aver raggiunto nei recenti mesi passati il rinnovo dei tre contratti pubblici, ovvero Funzioni Centrali, Funzioni Locali e Sanità, prosegue così l’impegno ponendosi nuovi obiettivi. Tre infatti i temi al centro dell’attivo di domani: dalla contrattazione integrativa, passando per il nuovo ordinamento professionale, per arrivare alle questioni al centro del prossimo contratto di lavoro relativo al triennio 2019/2021.

Scarica la locandina qui

Se, anziché scopiazzare gli altri Corpi dello Stato, ci fossimo limitati a distribuire gli 87 milioni di euro per la c.d. “Valorizzazione, a livello retributivo, delle peculiari condizioni di impiego del personale non dirigente del Corpo nazionale dei vigili del fuoco” sulla nostra indennità di rischio, oggi avremmo già ricevuto in busta paga tutti gli arretrati e gli adeguamenti retributivi.

La Fp Cgil VVF aveva chiesto a gran voce di evitare l’assegno di specificità, per due motivi; uno era legato ai ritardi che oggi stiamo subendo, l’altro perché la specificità non verrà calcolata nel conteggio del fine rapporto, la liquidazione.

L’Amministrazione sapeva che inventarsi l’assegno di specificità avrebbe procurato grossi ritardi nei i pagamenti dei benefici economici della specificità per questo c’è stato un momento che ha sostenuto la nostra tesi; purtroppo gli equilibri sindacali hanno fatto il resto e la maggioranza ha scelto l’assegno di specificità.

Con l’informativa che pubblichiamo,  l’Amministrazione tenta di dare risposte, in realtà ci sembra di capire che  i tempi di attesa saranno più lunghi.

 

Pubblichiamo la nota unitaria prodotta dalle strutture sindacali regionali dell’Umbria che rivendica l’apertura del distaccamento di Norcia come necessità prioritaria per un proficuo servizio alla cittadinanza.

Il personale stanco dei carichi di lavoro imposti dalla carenza di organico e qualificati, legata anche alle assegnazioni temporanee a vario titolo troppo spesso imposte ai Comandanti Provinciali, non può più subire ulteriori carichi di lavoro, ci sono le ferie da godere e il caldo che incombe. Le esigenze logistiche della DCF devono essere risolte diversamente,  il personale Vigile del Fuoco serve nei Comandi Provinciali, il sotto organico mette a rischio la salute e sicurezza degli operatori.

COMUNICATO
Seconda riunione al Dap sulla mobilità del personale di Polizia Penitenziaria del ruolo agenti/assistenti

Si è svolta in data odierna la seconda riunione sul tema in oggetto. La parte pubblica ha fornito i dati chiesti dalla FP CGIL nella precedente riunione, mettendo in evidenza il personale presente in ogni sede al netto dei distacchi in entrata e in uscita, e ha presentato un nuovo piano di mobilità che modifica leggermente il precedente.
La Fp Cgil, che ricordiamo non aveva concordato con la proposta presentata nella prima riunione, non ha concordato neanche con la nuova proposta presentata nella riunione di oggi, poichè non costruita con i criteri richiesti dalla nostra organizzazione. Come ricorderete, avevamo chiesto alla parte pubblica di fornire i dati sul personale distaccato dagli istituti penitenziari, proprio perchè volevamo che la nuova proposta fosse costruita tenendo conto del personale realmente presente in ogni istituto. Il piano presentato, malgrado dimostri che la FP CGIL aveva ragione nel chiedere quei dati, da cui si evince
che vi sono penitenziari che hanno in carico più di cento unità che nella realtà sono distaccate altrove, non tiene conto di questo dato rilevante. Per questo motivo abbiamo ribadito la nostra contrarietà e abbiamo chiesto di modificare i criteri con cui vengono elaborati i piani di mobilità, attivando la commissione prevista nella circolare sui circuiti regionali del 30 maggio 2012.
La parte pubblica ha apprezzato il nostro intervento su quest’ultimo punto e si è impegnata ad aprire un tavolo di confronto per rivedere tali criteri, ma ha confermato che procederà con il piano di mobilità presentato in data odierna, poichè ha ricevuto il consenso della maggioranza delle sigle sindacali presenti al tavolo.

Roma, 28 giugno 2018

Il Coordinatore Nazionale Fp Cgil
Polizia Penitenziaria
Massimiliano Prestini

 

SOTTOSCRITTO L’ACCORDO COSTITUTIVO DEL FUA 2018
NUOVO PROTOCOLLO DI INTESA SULLA COMPOSIZIONE DEI CONFLITTI
AL VIA LE PROGRESSIONI 2018
ANCORA SUI PASSAGGI DI AREA
ASPETTATIVE PER DOTTORATO E ASSEGNI DI RICERCA: CHI AUTORIZZA?

Nella riunione di ieri abbiamo proceduto alla stipula dell’accordo costitutivo del FUA 2018. Come potete vedere dall’allegata tabella abbiamo accantonato le risorse utili a chiudere il ciclo delle progressioni 2018 ed abbiamo aumentato le risorse da destinare alle posizioni organizzative, per le quali l’impegno è quello di rivedere contestualmente i criteri di attribuzione di questa indennità, ampliando la platea dei possibili destinatari e graduando il compenso sulla base dei livelli di responsabilità attribuiti ai funzionari. Su questo l’amministrazione si è riservata di produrre una proposta che valuteremo nell’ambito del prosieguo del confronto.

Per quel che riguarda le progressioni economiche l’amministrazione ci ha fornito un prospetto del personale che è rimasto fuori dai processi iniziati nel 2010. Da quello partiremo e ieri si è deciso di costituire la commissione tecnica paritetica che dovrà valutare criteri e platea dei possibili destinatari. Sempre sul FUA è emersa ieri la solita interferenza degli organi di controllo, in questo caso il MEF, che produce interpretazioni di parte del CCNL in questo caso relativamente ai meccanismi di rifinanziamento dei fondi. Un comportamento che noi consideriamo del tutto inaccettabile e che certamente sarà uno dei temi oggetto del confronto con il Ministro. Sempre ieri abbiamo sottoscritto un nuovo accordo sulla regolazione dei conflitti che serve a fare chiarezza sui livelli di responsabilità degli Uffici interessati dalla procedura. L’accordo, che vi alleghiamo, consente pertanto di attivare immediatamente i tavolo di conciliazione in tutte le situazioni che erano bloccate per via dei conflitti di competenze che immediatamente sorgevano tra i vari Uffici.

L’AVVOCATO DISGUSTATO.

Abbiamo letto che l’avvocato che segue il contenzioso sui passaggi di area si è detto “disgustato” per il fatto che noi abbiamo chiesto chiarezza all’amministrazione su come intenda affrontare il contenzioso in atto nei vari Tribunali della penisola, che stanno producendo esiti variegati. Non è la prima volta che registriamo il tentativo di trascinarci in una polemica, addirittura con minacce di querele nei confronti di nostri colleghi di altre sigle. Noi ribadiamo invece la nostra solenne indifferenza verso toni e modalità che non ci appartengono e ne profittiamo per augurare all’avvocato le migliori fortune professionali, precisando solo che noi siamo la CGIL e non la CGL, in quanto ancora in possesso di cittadinanza italiana La nostra richiesta di chiarezza, oltre a provocare questo spiacevole fastidio al legale, ha prodotto ieri sul tavolo una informativa sullo stato delle cose che ci è stata fornita direttamente dal Servizio che si occupa di contenzioso. In sostanza confermando che sono scaduti i termini per il ricorso avverso la sentenza del Tribunale di Chieti, precisando che si sarebbe trattato di una mancanza attribuibile alla esclusiva responsabilità dell’Avvocatura dello Stato, mentre invece ci è stato confermato che si intende procedere con i ricorsi verso le sentenze sfavorevoli all’amministrazione. Questo in risposta a polemiche surreali secondo le quali noi, intesi come parte sindacale, non si sa bene in base a quale prerogativa, dovremmo obbligare l’amministrazione a non produrre i ricorsi contro le sentenze di primo grado. Nei contenziosi noi siamo generalmente controparte e non abbiamo alcuna possibilità di condizionare atteggiamenti e comportamenti che investono direttamente le responsabilità gestionali dell’amministrazione. E per quanto riguarda il contenzioso, avendo una visione diversa dal legale disgustato, ci auguriamo fermamente di avere torto, ma i conti su questa vicenda si faranno alla fine. Una visione diversa che ci deriva dalle consulenze che ci hanno fornito i nostri legali, come molti lavoratori interessati sanno. La settimana prossima ci rivedremo sul tavolo nazionale e affronteremo il tema dei passaggi di area. Anche in questo caso l’Amministrazione si è impegnata a presentarci una proposta preventiva che noi naturalmente valuteremo, anche tenendo conto dell’evoluzione di questo contenzioso.

IL TURISMO ALLE POLITICHE AGRICOLE? MA ANCHE NO

Una voce sempre più consolidata all’interno del Collegio Romano darebbe ormai più che consolidata l’ipotesi di trasferire le competenze sul Turismo dal MIBACT alle Politiche Agricole.

Un indirizzo peraltro rintracciabile anche nelle dichiarazioni del nuovo Ministro e che è evidentemente frutto del famoso contratto di governo. Noi non ci siamo mai appassionati alla scelta di inserire il Turismo nel MIBACT: una scelta ideologica e poco funzionale in quanto il Turismo e materia che interseca diversi settori delle istituzioni pubbliche, dalle Infrastrutture allo Sviluppo Economico, dalla Cultura alle Politiche Agricole, e via dicendo. Quindi questa competenza a nostro avviso dovrebbe avere un modello organizzativo autonomo e le varie Amministrazioni intersecanti dovrebbero avere dei riferimenti organizzativi interni. Invece il trasferimento di questa competenza da un Ministero ad un altro ha tutta l’aria di una operazione politica di spartizione di competenze che nulla ha a che vedere con una progettazione organizzativa e molto con meccanismi da Prima Repubblica. Insomma una scelta senza senso e destinata a produrre effetti negativi persino su quelle attività che, tra mille difficoltà organizzative, si sono messe in piedi, a partire dal tax credit per finire al Piano strategico per il Turismo. Questo per la semplice ragione che noi non pensiamo che il personale attualmente impiegato nella DG sia minimamente interessato a cambiare Amministrazione e diamo per scontato che, nell’eventualità del passaggio, si manterrà nella stragrande maggioranza l’opzione di permanenza nei ruoli del MIBACT. Insomma si trasferirebbe una scatola vuota, che si porta dietro una dotazione finanziaria assai consistente, in un Ministero nel quale l’incidenza della materia è addirittura inferiore a quella che registriamo rispetto ai beni culturali. Per cui se questo fosse il debutto programmatico del nuovo Ministro ne saremmo francamente molto delusi: un patto di potere che nulla avrebbe a che vedere con il famoso cambiamento promesso.

IL DIRITTO ALLA FORMAZIONE: QUALE PROCEDURA PER LE ASPETTATIVE PER DOTTORATO E ASSEGNO DI RICERCA?

Da ultimo, e non certo per ordine di importanza, vi riportiamo uno stralcio di lettera che riguarda un aspetto importante per i nostri lavoratori, soprattutto quelli più giovani ed è riferito alla modalità con la quale l’Amministrazione intende affrontare la questione della valutazione delle sue esigenze quando un lavoratore chiede una aspettativa per poter svolgere un dottorato di ricerca o un assegno di ricerca. Ed è riferita ad un caso singolo di cui ci siamo appassionatamente occupati in questi giorni, ovvero una richiesta di aspettativa per assegno di ricerca verso cui il dirigente dell’Ufficio interessato ha posto un diniego sulla base della carenza nell’organico. Producendo una questione non di poco conto: considerato lo stato dell’organico ci troveremmo di fronte a forme di rigetto generalizzato verso istanze di questa natura. Noi invece abbiamo proposto una interpretazione diversa del famigerato codicillo introdotto dalla geniale riforma Gelmini che ricordiamo nel 2010 ha introdotto nella normativa di settore la modalità autorizzativa sulla base di una definizione generica delle esigenze dell’amministrazione. Di seguito il passaggio interpretativo:

Fatte salve le sopra esposte considerazioni in relazione al caso di specie e ribadendo che l’opportunità di accedere a offerte formative qualificate e coerenti con lo specifico apporto professionale, senza costi aggiuntivi per il datore di lavoro, non possono che essere considerate positivamente da codesta Amministrazione, appare opportuno procedere, in relazione alle valutazioni offerte dal Servizio III, ad una opportuna ricognizione su quale deve essere il soggetto titolare dei meccanismi autorizzativi, in coerenza con il dettato normativo generale che consente la fruizione, da parte dei lavoratori dipendenti, dell’istituto in questione. A parere della scrivente O.S. tale decisione non può essere di esclusiva potestà del Dirigente preposto all’unità organizzativa in cui il dipendente presta servizio. Perché questo porrebbe tale modalità in palese contrasto con i principi normativi che sottendono alla fruizione di questi istituti, in relazione al carattere meramente discrezionale della valutazione contingente sulle esigenze di servizio. Ovvero che la carenza endemica di personale diventi la motivazione del diniego e pertanto renda praticamente impossibile la fruibilità dell’aspettativa. E’ appena il caso di ricordare come tale possibilità sia stata inserita dal legislatore in modo del tutto generico (“compatibilmente con le esigenze dell’Amministrazione” e non del singolo servizio) e non identificando il soggetto valutatore tali esigenze di servizio. L’assegnazione di tale facoltà esclusivamente al dirigente che ha in forza il dipendente produce di conseguenza una valutazione preminente su interessi contingenti a scapito di una valutazione generale degli effetti benefici che invece il percorso di specializzazione può produrre sulla funzione di civil servant. Inoltre appare superfluo ricordare che in Italia esiste un articolo 9 della Costituzione che prevede come missione fondamentale della Repubblica la promozione della cultura e della ricerca scientifica e tecnologica, e un art. 33 che disciplina la libertà di ricerca e di insegnamento.

Alla luce di quanto sopra considerato, a parere della scrivente O.S., la previsione normativa relativa alle esigenze dell’Amministrazione, non può che restare in capo a codesta Direzione generale, che dispone degli strumenti per valutare l’insieme delle esigenze di servizio, compresa quella di corrispondere agli obblighi ed alle opportunità di formazione del personale, e pertanto si invita la stessa a voler riconsiderare con urgenza la posizione procedurale assunta, concedendo alla dipendente interessata il periodo di aspettativa richiesta.

Resta ferma in ogni caso la necessità di regolare dal punto di vista generale la modalità di fruizione di queste aspettative, auspicabilmente con una valutazione congiunta con la DG Educazione e Ricerca, che in qualche modo definisca nel dettaglio quali possono essere i vincoli relativi alle esigenze dell’amministrazione, ovvero la definizione di percorsi di specializzazione coerenti con l’apporto professionale che consentano una valutazione comparativamente congrua tra le esigenze contingenti manifestate eventualmente dal singolo dirigente e quelle più generali di riqualificazione e specializzazione degli apporti dei lavoratori nell’ambito dei progetti generali di formazione predisposti dall’Amministrazione centrale.

Su quanto sopra la scrivente resta in attesa di formale riscontro, riservandosi ogni opportuna valutazione al riguardo e precisando che qualora permanesse il diniego alla richiesta di aspettativa della funzionaria in oggetto la FP CGIL avanzerà formale istanza direttamente al Ministro segnalando la grave violazione subita dalla stessa ed il pessimo precedente che si verifica nella gestione di una materia strategica come la formazione dei dipendenti.”

Su questa interpretazione abbiamo avuto un assenso di massima e vedremo se produrrà come da noi richiesto una Circolare interpretativa da parte di DG Organizzazione e DG Educazione e Ricerca.

Cari saluti

Claudio Meloni
FP CGIL Nazionale

SCHEDA TECNICA FUA ANNO 2018

‘Mettere mano a disastro smantellamento Cfs con intervento normativo’

Chiediamo al nuovo governo, in coerenza con quanto affermato in più sedi, anche dallo stesso Ministro della Pa, che si metta mano al disastro determinato dallo smantellamento del Corpo Forestale e che si costituisca per legge un Corpo di Polizia Ambientale e Forestale a ordinamento civile”. Ad affermarlo è il segretario nazionale della Fp Cgil, Salvatore Chiaramonte, aggiungendo che, tale nuovo corpo, “deve restituire al Paese un importantissimo servizio di prevenzione e repressione dei delitti contro l’ambiente, il paesaggio, le foreste e il patrimonio alimentare e che, di concerto con le Regioni, produca un rilancio anche della messa in valore di beni così importanti per l’Italia”.

“Abbiamo letto con interesse – sostiene il dirigente sindacale – le esternazioni di autorevoli esponenti del Movimento 5 Stelle che denunciano il fallimento definitivo dell’operazione di smantellamento del Corpo Forestale e di affidamento all’Arma dei Carabinieri delle funzioni e dei compiti storicamente svolti dalla Forestale. Si afferma, coerentemente con quanto sostenuto dal M5S in questi due anni e a supporto della mobilitazione sindacale dei lavoratori del Cfs, che la cosiddetta riforma della polizia del governo Renzi sia stata un’operazione priva di ragioni e di ragionevolezza che, dopo il primo anno di attuazione, ha prodotto un grave indebolimento dell’azione di prevenzione e contrasto dei reati ambientali e contro il patrimonio paesaggistico e faunistico del Paese”.

È inoltre, prosegue Chiaramonte, “sotto gli occhi di tutti il degrado dell’attività di antincendio boschivo, con un Corpo dei Vvf mai messo in condizioni di svolgere con efficacia l’attività di prevenzione e di intervento nelle zone colpite in tutto il Paese da grandi e devastanti incendi la scorsa estate. E, aggiungiamo noi, a questo panorama di inefficienze e insipienze si aggiunga la drammatica privazione per decreto dei diritti civili e di cittadinanza determinati dalla militarizzazione forzata di 7.000 lavoratrici e lavoratori appartenenti al Corpo Forestale”.

La Cgil, ricorda il dirigente sindacale, “sin dal primo momento è stata contraria alla scelta dell’allora governo, organizzando e partecipando a mobilitazioni, proteste e al sostegno a più di mille istanze legali presso i Tar d’Italia. Su questa questione si attendono i primi pronunciamenti della Corte Costituzionale”. Da qui la richiesta al nuovo governo di una legge che istituisca un Corpo di Polizia Ambientale e Forestale. “Attendiamo che, con un apposito intervento normativo sia definita la possibilità per tutto il personale che lo vorrà di tornare a svolgere la propria attività in una pubblica amministrazione civile”, conclude Chiaramonte.

Pa: Fp Cgil, subito legge che istituisca Corpo di Polizia Ambientale e Forestale
‘Mettere mano a disastro smantellamento Cfs con intervento normativo’
 
Roma, 28 giugno – “Chiediamo al nuovo governo, in coerenza con quanto affermato in più sedi, anche dallo stesso Ministro della Pa, che si metta mano al disastro determinato dallo smantellamento del Corpo Forestale e che si costituisca per legge un Corpo di Polizia Ambientale e Forestale a ordinamento civile”. Ad affermarlo è il segretario nazionale della Fp Cgil, Salvatore Chiaramonte, aggiungendo che, tale nuovo corpo, “deve restituire al Paese un importantissimo servizio di prevenzione e repressione dei delitti contro l’ambiente, il paesaggio, le foreste e il patrimonio alimentare e che, di concerto con le Regioni, produca un rilancio anche della messa in valore di beni così importanti per l’Italia”. 
 
“Abbiamo letto con interesse – sostiene il dirigente sindacale – le esternazioni di autorevoli esponenti del Movimento 5 Stelle che denunciano il fallimento definitivo dell’operazione di smantellamento del Corpo Forestale e di affidamento all’Arma dei Carabinieri delle funzioni e dei compiti storicamente svolti dalla Forestale. Si afferma, coerentemente con quanto sostenuto dal M5S in questi due anni e a supporto della mobilitazione sindacale dei lavoratori del Cfs, che la cosiddetta riforma della polizia del governo Renzi sia stata un’operazione priva di ragioni e di ragionevolezza che, dopo il primo anno di attuazione, ha prodotto un grave indebolimento dell’azione di prevenzione e contrasto dei reati ambientali e contro il patrimonio paesaggistico e faunistico del Paese”. 
 
È inoltre, prosegue Chiaramonte, “sotto gli occhi di tutti il degrado dell’attività di antincendio boschivo, con un Corpo dei Vvf mai messo in condizioni di svolgere con efficacia l’attività di prevenzione e di intervento nelle zone colpite in tutto il Paese da grandi e devastanti incendi la scorsa estate. E, aggiungiamo noi, a questo panorama di inefficienze e insipienze si aggiunga la drammatica privazione per decreto dei diritti civili e di cittadinanza determinati dalla militarizzazione forzata di 7.000 lavoratrici e lavoratori appartenenti al Corpo Forestale”. 
 
La Cgil, ricorda il dirigente sindacale, “sin dal primo momento è stata contraria alla scelta dell’allora governo, organizzando e partecipando a mobilitazioni, proteste e al sostegno a più di mille istanze legali presso i Tar d’Italia. Su questa questione si attendono i primi pronunciamenti della Corte Costituzionale”. Da qui la richiesta al nuovo governo di una legge che istituisca un Corpo di Polizia Ambientale e Forestale. “Attendiamo che, con un apposito intervento normativo sia definita la possibilità per tutto il personale che lo vorrà di tornare a svolgere la propria attività in una pubblica amministrazione civile”, conclude Chiaramonte.

AGENZIA DELLE ENTRATE
RIUNIONE DEL 26 GIUGNO
RIORGANIZZAZIONE DEI CAM

 

Il 26 giugno è proseguito il confronto con l’Agenzia sui CAM per affrontare le problematiche lavorative che impongono una necessaria riorganizzazione del lavoro dopo circa vent’anni dall’attivazione di questi uffici e per ascoltare e venire incontro alle rivendicazioni del personale.
Da entrambe le parti si è riconosciuta l’utilità del tavolo tecnico di confronto, prevedendo quindi la possibilità di istituire un organismo tecnico di gestione a carattere permanente.
E’ stata affrontata la questione che ha generato incertezza e malcontento nei consulenti dei CAM con la pubblicazione del Geoportale: la necessità di fornire assistenza adeguata ai contribuenti sulle materie specifiche del settore del Territorio.
A tale proposito l’Agenzia ha convenuto sulla congruità delle richieste sindacali sulla separazione delle materie oggetto di argomenti sostanzialmente diversi ed ha illustrato il percorso di sperimentazione che porterà ad un servizio di assistenza su materie “catastali” fornito da personale specializzato del Territorio;
in tale prospettiva si è identificata la sede di Bari come ufficio pilota di questa integrazione del servizio prevedendo una formazione adeguata e specifica del personale che vi sarà assegnato, tramite un’organizzazione i cui dettagli saranno illustrati nella prossima riunione prevista entro il prossimo luglio.
È stato confermato l’impegno a non pubblicizzare ulteriormente in alcun modo l’assistenza per quelle materie fino ad una effettiva operatività concreta, valutando che, fino ad oggi, le telefonate specifiche sul Geoportale sono state di fatto pochissime.
Anche il tavolo tecnico, per quanto con una competenza relativa, ha però confermato lo stato di agitazione dei CAM fino alla reale attuazione degli impegni presi dall’Agenzia.
E’ proseguito, inoltre, l’esame delle rivendicazioni dei colleghi dei CAM inerenti le problematiche prettamente tecniche ed operative e si è iniziata l’analisi degli strumenti che saranno forniti per una migliore assistenza.
L’Agenzia si è impegnata a fornire credenziali di prova per effettuare simulazioni e test sulle diverse lavorazioni e nelle rispettive piattaforme operative, al fine di consentire ai consulenti di verificare le risposte del sistema al variare delle
situazioni soggettive poste dai contribuenti.
È stata confermata la necessità di attivare gruppi di lavoro agili, in grado di fornire in tempi rapidi risposte qualificate; sulla scorta di quanto è stato messo in atto con ottimi risultati per gli argomenti telematici e informatici, è stato deciso di dare analogo supporto anche, per quanto possibile, per quelli di natura normativa.
Una particolare attenzione sarà posta nei confronti dei possibili riflessi riguardo agli aspetti legati al rispetto della privacy.
È parso questo un argomento su cui l’Agenzia sia stata particolarmente sensibilizzata ed a cui dovrà fare particolare attenzione a seguito di segnalazioni da parte dei contribuenti ed ai conseguenti interventi dei Garanti della riservatezza dei dati sensibili, anche mettendo in atto procedure di controllo che garantiscano l’Agenzia, ed allo stesso modo gli stessi consulenti, da eventuali denunce da parte di terzi.
Ma questo è un tema di assoluta delicatezza che implica aspetti non secondari relativi al controllo a distanza del personale, impedito dallo Statuto dei Lavoratori e confermato, a vari livelli, da moltissime sentenze di giudici terzi, per cui si è deciso che, al di là delle reciproche riflessioni, dovrà essere affrontato in maniera più approfondita.
I prossimi incontri, quindi, dovranno necessariamente avere, oltre al contenuto tecnico, anche un aspetto decisionale diverso.

Roma, 26 giugno 2018

CGIL FP Nazionale
Luciano Boldorini

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