“L’immane tragedia avvenuta la notte del 22 settembre al Colosseo, con la morte di Andrea Moretti, non solo non sarebbe dovuta mai avvenire: deve essere l’ultima”.
E’ quanto si legge in una lettera inviata dal Segretario Generale della Funzione Pubblica Cgil Federico Bozzanca al Ministro della Cultura Alessandro Giuli per sollecitare un incontro urgente in cui confrontarsi sul tema della sicurezza sul lavoro nei luoghi della Cultura, “troppo spesso in regime di appalto o subappalto”.
Al Ministro si chiede la verifica del rispetto rigoroso delle norme e rigore nella predisposizione dei documenti di valutazione di rischio a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori che operano nelle sedi culturali.
“Occorrono controlli sugli appalti e subappalti, politiche assunzionali ed interventi tempestivi, perché quanto accaduto non si ripeta ancora”, conclude la lettera.

“Presso il dipartimento di funzione pubblica della Presidenza del consiglio dei ministri si è svolto  oggi il primo vero incontro della trattativa per il rinnovo contrattuale 2025-2027 del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. La delegazione di parte pubblica ha presentato il quadro degli incrementi economici, che arrivano a un aumento medio delle retribuzioni del 5,4% dal 01.01.2027.”

Si legge in una nota della Funzione Pubblica CGIL.

“Abbiamo posto l’accento sulla necessità di prevedere la maggior parte delle risorse sul trattamento economico fisso, in linea con gli altri contratti del pubblico impiego, per tutelare maggiormente il potere d’acquisto delle retribuzioni delle lavoratrici e dei lavoratori del Corpo già eroso in modo drammatico dal rinnovo precedente che non avevamo sottoscritto. Abbiamo richiesto inoltre di dare finalmente seguito alla definizione della previdenza dedicata e complementare, le cui risorse, stanziate fin dal 2021,  devono essere incrementate. Inoltre è necessario prevedere un aumento del valore del buono pasto, fissato in un massimo di 7€. E ancora, riteniamo opportuno trovare una soluzione al tema del pagamento di tutta la retribuzione dovuta durante il periodo di ferie, in attuazione di una giurisprudenza ormai consolidata.”

Continua la nota: “Non condividiamo quanto rappresentato al tavolo dalla delegazione di parte pubblica e da altre organizzazioni sindacali: non possiamo perdere altro tempo né subordinare la sottoscrizione dell’accordo negoziale alla chiusura dell’iter legislativo di un riordino sbagliato e che penalizza le lavoratrici e i lavoratori del Corpo. Anche per questo abbiamo chiesto, anche in questa sede, una proroga dei termini per l’esercizio della delega, in modo da riaprire quella discussione. È necessario che ci siano maggiori risorse da destinare alle figure chiavi del soccorso, a partire dal caposquadra nonché tutte quelle qualifiche e ruoli del Corpo che non sono state adeguatamente valorizzate. Infine, questo contratto deve affrontare il tema delle relazioni sindacali e superare la penalizzazione esistente per chi non firma l’accordo negoziale di primo livello, una norma discriminatoria e che non rispecchia il principio di democrazia rappresentativa.”

Intervento Fp Cgil VVF

23.09.2026 materiale consegnato durante l’incontro le tabelle economiche 

“La I Commissione Affari Costituzionali del Senato ha approvato il disegno di legge delega di Riforma dell’Ordinamento della Polizia Locale, confermando il testo già licenziato dalla Camera dei Deputati e per noi insufficiente e peggiorativo. Ancora una volta la maggioranza preferisce la propaganda alla coerenza ed alla concretezza”.

Così Funzione Pubblica Cgil in una nota.

“E’ confermato: nessun investimento, nessuna nuova tutela, nessuna vera riforma per la Polizia locale. Eppure abbiamo sostenuto numerosi emendamenti migliorativi per fare inserire nel testo le giuste tutele pensionistiche, infortunistiche, assistenziali e legali insieme alla valorizzazione professionale e agli investimenti necessari per rendere concreti tali obiettivi. Sono stati tutti respinti facendo emergere una totale chiusura”.

“Adesso il testo passa alla votazione dell’aula del Senato per l’approvazione definitiva. Come Fp Cgil continueremo in ogni sede a difendere la dignità di lavoratrici e lavoratori della Polizia locale, sollecitando e rivendicando l’approvazione di una riforma vera, in linea con le esigenze di una Polizia locale moderna. La grande opportunità rappresentata dalla legge di Riforma è troppo importante per essere umiliata con questa scatola vuota. Servono risorse, investimenti, tecnologie, innovazione che facciano fare finalmente uno scatto in avanti degno di essere una vera riforma. Diciamo con forza ‘basta chiacchiere e rinvii’. Alla Polizia Locale – rimarca Fp Cgil – vengono aumentate responsabilità e rischi senza aggiungere tutele e risorse, dimostrando che l’intenzione della maggioranza di governo è solo quella di recitare uno slogan per prendere in giro lavoratrici e lavoratori che aspettano da quarant’anni questa riforma. La tutela e la valorizzazione del personale della Polizia Locale non sono tra le priorità di questo Governo ma ci batteremo sempre e tenacemente per conquistare tutele, valorizzazione e per un Piano straordinario di assunzioni a favore di questo comparto strategico per le nostre comunità”.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Download volantino

Serve provvedimento d’urgenza, contratti scadono il 30 settembre

“Uno schiaffo a oltre 1.500 lavoratrici e lavoratori che con la loro attività hanno contribuito ad abbattere l’arretrato e ridurre i tempi della giustizia, determinando il raggiungimento degli obiettivi del PNRR. Dopo anni di precariato il Governo gli sbatte la porta in faccia e dice ‘no grazie, non servite più’. Riteniamo questo un messaggio profondamente sbagliato che impoverisce il sistema pubblico e lascia senza risposte oltre 1.500 lavoratrici e lavoratori, i cui contratti sono in scadenza al 30 settembre, con le rispettive famiglie”.

Così Fp Cgil in una nota, commentando la bocciatura dei relativi emendamenti al DL Pa 2026 alla Camera.

“Chiediamo a Governo e Parlamento di adottare un provvedimento d’urgenza che ne disponga la proroga finalizzata alla stabilizzazione totale. Il Ministero della giustizia e tutta la Pubblica Amministrazione non si possono permettere di disperdere queste competenze. La garanzia del diritto alla giustizia per tutte e tutti passa dal rafforzamento dei servizi pubblici”, conclude Fp Cgil.

“Di fronte alla tragica morte di Andrea Moretti, operaio di soli 22 anni deceduto questa notte all’interno del Colosseo durante un intervento in quota, l’intero sito deve essere chiuso immediatamente in segno di rispetto e chiediamo che si faccia la massima chiarezza su quanto accaduto. Non è accettabile che di fronte a un fatto di questa gravità si disponga la chiusura di un solo settore: il sito archeologico più famoso al mondo deve fermarsi subito”. Lo dichiarano in una nota congiunta la Cgil Roma e Lazio e la Fp Cgil Nazionale.

“Al Ministro Alessandro Giuli diciamo con chiarezza che lo ‘sgomento’ e il cordoglio di rito non bastano. Ciò che serve, ed è un dovere preciso del suo Ministero, è verificare immediatamente la regolarità dei propri appalti, la trasparenza delle filiere di affidamento, l’adeguatezza dei tempi di esecuzione, il rispetto rigoroso delle norme sulla sicurezza nei cantieri del patrimonio culturale pubblico e il necessario rigore nella predisposizione dei documenti di valutazione di rischio a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori che operano nelle sedi culturali. Morire a 22 anni durante un turno di notte per lavori in quota è una tragedia inaccettabile che pone interrogativi drammatici sulle condizioni di lavoro negli appalti della Cultura”.
“Chiediamo alla Procura e agli organi di vigilanza la massima celerità nell’accertare le dinamiche dell’incidente. Non si può continuare a parlare di prevenzione solo a tragedia avvenuta: il patrimonio pubblico deve essere un modello inderogabile di tutela e sicurezza, non il teatro dell’ennesima vita spezzata in nome dei ritmi serrati e dei ribassi. La vita delle persone viene prima di qualsiasi cantiere”.

“Grande successo per la mobilitazione di oggi promossa dalla Fp Cgil: in tantissimi hanno partecipato alle iniziative a Roma, Napoli, Bologna, Palermo, Milano, Venezia, Taranto, Lecce, Cagliari, Messina, Torino, Genova, Firenze ed altre città con volantinaggi, presìdi, flash mob per tornare a denunciare la condizione di oltre 1.500 lavoratrici e lavoratori assunti con il PNRR esclusi dalle assunzioni a tempo indeterminato e il cui contratto scadrà il prossimo 30 settembre. Non è accettabile che siano lasciati a casa tra 9 giorni. Il Ministero della Giustizia deve essere rafforzato e non può permettersi di disperdere la loro professionalità”.

E’ quanto si legge in una nota di Funzione Pubblica Cgil.

“Abbiamo manifestato da nord a sud – prosegue la nota – per continuare a chiedere di estendere la proroga dei contratti di lavoro in scadenza al 30 settembre almeno fino al 31 dicembre di quest’anno, individuare subito le risorse necessarie all’assunzione definitiva nell’ambito della prossima legge di bilancio e tutelare la condizione professionale di tutto il personale del Ministero della giustizia e di tutti i precari PNRR. Proprio domani nelle commissioni riunite V (Bilancio) e VIII (Ambiente) della Camera dei Deputati si discuteranno gli emendamenti al DL PA 2026: chiediamo quindi alle forze politiche di sostenere gli emendamenti che come FP CGIL gli abbiamo proposto per l’assunzione a tempo indeterminato del personale precario e per la valorizzazione di tutto il personale della giustizia”.

“Basta precariato al Ministero della Giustizia: il 30 settembre scade l’ulteriore proroga dei contratti di 1600 lavoratori e lavoratrici assunti con il PNRR e che sono rimasti fuori dalle assunzioni a tempo indeterminato. Come Fp Cgil abbiamo indetto per lunedì 21 settembre una giornata di mobilitazione in tutt’Italia con presìdi, volantinaggi e assemblee per chiedere la loro stabilizzazione totale. E’ merito del personale se i tempi della giustizia stanno migliorando, sarebbe assurdo e inaccettabile disperderne le professionalità continuando a non investire su tutte le lavoratrici e i lavoratori del Ministero della giustizia”.

Lo si apprende da una nota di Funzione pubblica Cgil.

“Fp Cgil chiede di estendere la proroga dei contratti di lavoro in scadenza al 30 settembre almeno fino al 31 dicembre di quest’anno, nonché di individuare subito le risorse necessarie alla assunzione definitiva nell’ambito della prossima legge di bilancio e, non da ultimo, tutelare la condizione professionale di tutto il personale del Ministero della giustizia e di tutti i precari PNRR. Per questo abbiamo proposto diversi emendamenti alle commissioni parlamentari che stanno discutendo in queste ore la conversione in legge del DL PA 2026”.

Fitto il calendario delle iniziative di lunedì 21 settembre: a Roma volantinaggi dalle 8.00 alle 11.00 presso il Tribunale ordinario sez. penale piazzale Clodio, angolo via Golametto e sez. Civile via Giulio Cesare 54/b. Poi a seguire dalle 12 alle 13.30 assemblea sindacale presso il Tribunale ordinario di Roma sez. Civile. A Napoli dalle 11 alle 13 assemblea sindacale e dalle 13 presidio esterno al Tribunale. A Bologna assemblea dalle 12.30 alle 14 presso il Tribunale. A Palermo si terrà un sit-in davanti la Prefettura dalle 9 alle 11. A Milano, assemblea sindacale al Palazzo di Giustizia dalle 10 alle 12. A Venezia, assemblea sindacale in Tribunale dalle 11.30 alle 12.30 e presìdio davanti alla Cittadella della Giustizia dalle 12.30 alle 13.30. A Taranto presìdio al Tribunale dalle 10 alle 12. A Lecce assemblea dalle ore 7.30 (sede Cgil, Via Merine 33), con prosecuzione e partenza per l’assemblea regionale prevista per le 10 presso il Tribunale di Taranto. A Messina presìdio davanti al Palazzo di Giustizia dalle 12 alle 13.30. A Torino ore 9.30 volantinaggio a Palazzo di Giustizia, alle 15,30 attivo delle Rsu giustizia. A Genova assemblea dalle 12 alle 14 presso Cortile interno del Palazzo di Giustizia. A Firenze flash mob davanti al Palazzo di giustizia dalle 10 alle 11.

In queste settimane il tema del superamento del doppio inquadramento delle educatrici e delle insegnanti è tornato finalmente al centro del dibattito. Ed è una buona notizia.

Perché significa che una questione che da anni denunciamo è ormai diventata una questione nazionale non più rinviabile.

Ma proprio per questo vogliamo ricostruire il lavoro fatto dalla FP CGIL in questi anni.


📌 𝗚𝗜𝗨𝗚𝗡𝗢 𝟮𝟬𝟮𝟮

Durante la trattativa per il rinnovo del CCNL Funzioni Locali, FP CGIL contestava già la proposta di creare un’area intermedia per il personale educativo-scolastico e sosteneva che la professionalità dovesse essere riconosciuta nell’Area dei Funzionari.

👉 https://www.fpcgil.it/2022/06/01/contratto-funzioni-locali-il-punto-sulla-trattativa-del-1-giugno/


📌 𝗟𝗨𝗚𝗟𝗜𝗢 𝟮𝟬𝟮𝟮

Ancora più chiaramente, FP CGIL indicava nell’Area dei Funzionari il corretto livello di classificazione del personale educativo e insegnante, ponendo già il tema delle modalità di reinquadramento del personale in servizio.

👉 https://www.fpcgil.it/wp-content/uploads/2022/07/FpCgil_PuntoContratti_FunzioniLocali_05072022.pdf


📌 𝗗𝗜𝗖𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘 𝟮𝟬𝟮𝟰

FP CGIL tornava sul tema chiedendo il corretto inquadramento del personale educativo e scolastico e di tutti i profili ad esaurimento nell’Area dei Funzionari e chiedendo uno specifico stanziamento.

👉 https://www.fpcgil.it/2024/12/02/contratti-resoconto-incontro-aran-ooss-trattativa-ccnl-funzioni-locali-02-12-2024/


📌 𝗠𝗔𝗚𝗚𝗜𝗢 𝟮𝟬𝟮𝟱

La richiesta veniva nuovamente portata al tavolo del rinnovo contrattuale: 𝗶𝗻𝗾𝘂𝗮𝗱𝗿𝗮𝗿𝗲 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗲 𝗹𝗲 𝗲𝗱𝘂𝗰𝗮𝘁𝗿𝗶𝗰𝗶 𝗲 𝗹𝗲 𝗶𝗻𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗻𝗲𝗹𝗹’𝗔𝗿𝗲𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝗙𝘂𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗿𝗶.

👉 https://www.fpcgil.it/2025/05/22/punto-contratti-funzioni-locali-resoconto-incontro-oo-ss-aran-prosecuzione-trattativa-ccnl-funzioni-locali-2022-2024/


📌 𝗗𝗜𝗖𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘 𝟮𝟬𝟮𝟱

Non ci siamo limitati a chiedere il riconoscimento.

Abbiamo lavorato anche sulle condizioni per renderlo possibile.

Negli emendamenti alla Legge di Bilancio, FP CGIL ha proposto un 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝘀𝗽𝗲𝗰𝗶𝗳𝗶𝗰𝗼 per sostenere i Comuni nel corretto inquadramento del personale educativo

👉 https://www.fpcgil.it/2025/12/02/emendamenti-legge-di-bilancio-2026/


📌 𝗔𝗚𝗢𝗦𝗧𝗢 𝟮𝟬𝟮𝟲

Abbiamo ribadito la necessità di superare il doppio inquadramento, a partire dal percorso avviato con il CCNL Funzioni Locali 2019-2021, che con il nuovo sistema di classificazione ha introdotto l’inquadramento nell’Area dei Funzionari di educatrici e insegnanti.

Un obiettivo che continuiamo a sostenere e che trova ulteriore rilievo anche alla luce della Dichiarazione congiunta n. 2 del CCNL Funzioni Locali 2025-2027.


📌 𝗦𝗘𝗧𝗧𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘 𝟮𝟬𝟮𝟲

Oggi facciamo un ulteriore passo.

La proposta che abbiamo elaborato interviene sugli ostacoli concreti che ancora impediscono di superare i profili ad esaurimento dell’Area Istruttori:

▪️ proroga al 31 dicembre 2028 delle procedure di progressione tra le aree;

▪️ superamento del vincolo di anzianità per chi possiede il titolo richiesto per l’accesso dall’esterno;

▪️ possibilità per i Comuni di utilizzare la propria capacità assunzionale;

▪️ previsione di risorse nazionali a sostegno dei Comuni.


PERCHÉ QUESTO È IL PUNTO.

Non basta scrivere che le professionalità educative devono essere riconosciute nell’Area dei Funzionari.

BISOGNA CREARE LE CONDIZIONI PERCHÉ QUEL RICONOSCIMENTO POSSA DIVENTARE REALTÀ.

Per questo la nostra linea tiene insieme:

𝗜𝗡𝗤𝗨𝗔𝗗𝗥𝗔𝗠𝗘𝗡𝗧𝗢 + 𝗥𝗜𝗦𝗢𝗥𝗦𝗘 + 𝗧𝗜𝗧𝗢𝗟𝗜 + 𝗥𝗘𝗖𝗟𝗨𝗧𝗔𝗠𝗘𝗡𝗧𝗢

E soprattutto tiene insieme diritti di chi già lavora e futuro della professione.

Non ci interessa fare annunci. Ci interessa fare in modo che il riconoscimento professionale possa avvenire davvero.

Il lavoro educativo non è un profilo da esaurire.

È una professionalità da riconoscere, valorizzare e garantire nel futuro del Pubblico.

“Il decreto Pa? Chiediamo che il Governo intervenga in modo appropriato per affrontare le reali criticità della Pubblica Amministrazione. Bisogna rimuovere i tetti di spesa del salario accessorio ancora bloccati ai valori del 2016, adeguare il valore dei buoni pasto inchiodati a 7 euro mentre per il privato la defiscalizzazione è arrivata a 10 euro. In ultimo la legge 2 luglio 2026, n. 119, va corretta per rafforzare l’autorevolezza e l’imparzialità della pubblica amministrazione, accompagnando le legittime ambizioni di riconoscimento professionale delle lavoratrici e dei lavoratori della Pubblica Amministrazione, senza valutazioni aprioristiche che mortificano il loro impegno”.

Così si sono espresse la Fp Cgil, la Cisl Fp e la Uil Fp in occasione dell’audizione nelle Commissioni Bilancio e Ambiente della Camera sul decreto Pa. “Senza parlare della necessità di garantire il corretto inquadramento professionale del personale, o ancora di riconoscere pari dignità e condizioni retributive di lavoratrici e lavoratori che svolgono il medesimo servizio pubblico seppure presso aziende ed enti di natura privata, come per la sanità privata accreditata. In più – si osserva – su due questioni su cui era stato assunto un impegno in sede negoziale da un lato e un impegno politico dal Governo dall’altro, questo decreto nulla dispone e dove lo fa va in direzione diametralmente opposta rispetto alle richieste delle organizzazioni sindacali. Ci riferiamo al corretto inquadramento di tutti i profili ad esaurimento nell’Area istruttori e con particolare riguardo al personale dell’area educativa e scolastica degli enti locali si rappresenta come, nonostante la dichiarazione congiunta n. 2 dell’ipotesi di CCNL comparto Funzioni Locali 2025-2027 sottoscritta lo scorso 21 luglio, il Governo non abbia ritenuto di inserire tale norma all’interno dell’articolato. Tema su cui abbiamo formulato una proposta emendativa e che sottoporremo all’attenzione di tutti i parlamentari nelle prossime ore”.

“Inoltre, sul tema della garanzia di pari dignità e condizioni retributive del personale, rileviamo come, nonostante gli impegni assunti in molteplici occasioni da parte del Ministro Schillaci e della Conferenza delle Regioni, ancora nulla si sia fatto per dare risposte alle migliaia di lavoratrici e lavoratori della sanità privata operante in regime di accreditamento con il Servizio sanitario nazionale e che garantiscono ogni giorno un servizio pubblico al pari delle colleghe e dei colleghi dipendenti degli enti e delle aziende del SSN, ma che hanno differenze retributive anche fino a 500 euro mensili per un infermiere. Né un vincolo più volte promesso sull’applicazione e il rinnovo rispettando le decorrenze dei contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, né la soppressione della norma inserita per via emendativa nel decreto-legge 7 maggio 2026, n. 96 che ha escluso esplicitamente questo settore dalle nuove disposizioni in merito al riconoscimento dell’indennità di vacanza contrattuale. Anche su questo proporremo appositi emendamenti all’attenzione dei parlamentari e delle Commissioni riunite per sanare questo vulnus ormai non più rimandabile. Abbiamo anche evidenziato la priorità legata alla limitazione al 30 settembre 2026 della proroga dei contratti degli ex precari PNRR del Ministero della Giustizia rimasti fuori dalla procedura concorsuale per l’assunzione a tempo indeterminato, a causa dell’insufficienza delle risorse stanziate dal Governo per la loro stabilizzazione, dopo aver contribuito in maniera determinante al conseguimento degli obiettivi del PNRR negli ultimi quattro anni. Inoltre, sarebbe auspicabile un intervento di rafforzamento degli organici del personale del comparto delle funzioni centrali”, hanno concluso.

Il 9, 10 e 11 settembre e il 16, 17 e 18 settembre scattano i “Click days” per rafforzare la raccolta firme sulle due proposte di legge di iniziativa popolare promosse dalla CGIL su Sanità e Appalti. L’obiettivo è dare un’ulteriore spinta alle sottoscrizioni online, senza fermare la raccolta sui moduli cartacei.

La campagna di raccolta firme per le due proposte di legge di iniziativa popolare promosse dalla CGIL sulla Sanità e sugli Appalti ha già raggiunto risultati importanti, grazie alla mobilitazione nei territori, nei luoghi di lavoro e alla raccolta attraverso la piattaforma online.

Per la proposta sulla Sanità, le firme digitali hanno già superato il 100% dell’obiettivo. Un risultato significativo, che ora dobbiamo raggiungere anche per la proposta di legge sugli Appalti.

Per questo la CGIL promuove sei giornate di mobilitazione straordinaria: 9, 10 e 11 settembre e 16, 17 e 18 settembre 2026 saranno i “Click days”. L’obiettivo è semplice e concreto: moltiplicare i contatti e trasformarli in firme.

Non basta diffondere il link alla piattaforma. Occorre parlare con le persone, spiegare il contenuto e il valore delle nostre proposte e accompagnarle concretamente nella sottoscrizione.

La raccolta digitale cresce, quella sui moduli continua

I “Click days” serviranno a incrementare in modo significativo le firme online, in particolare sulla proposta relativa agli Appalti. Ma la mobilitazione non si esaurisce sul digitale.

La raccolta delle firme sui moduli cartacei continua con la stessa intensità. Banchetti, iniziative nei luoghi di lavoro, sedi sindacali e appuntamenti territoriali restano fondamentali per raggiungere il maggior numero possibile di persone.

Ogni contatto può diventare una firma.
Ogni firma contribuisce a portare avanti le nostre proposte.
Ogni struttura può fare la differenza.

Il 9, 10, 11, 16, 17 e 18 settembre mobilitiamoci tutte e tutti per la Sanità pubblica e per un nuovo sistema degli Appalti.


SOSTENIAMO IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE – FIRMA QUI

PIÙ TUTELE PER CHI LAVORA NEGLI APPALTI E PIÙ SALUTE E SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO – FIRMA QUI


Volantino ClickDays 9-10-11 settembre

Volantino ClickDays 16-17-18 settembre

“Non consentiremo che sulla sanità privata accreditata e sulle RSA si spengano i riflettori. Ci sono circa 300 mila lavoratrici, lavoratori e professionisti che continuano a garantire servizi essenziali con contratti scaduti da 8 anni nella sanità privata e da 14 anni nelle Rsa e Case di Riposo. Una condizione ormai insostenibile, che impoverisce il lavoro e rende sempre più difficile attrarre e trattenere professionalità fondamentali per la tenuta dell’intero sistema sanitario”.

Lo dichiarano i Segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp, Federico Bozzanca, Roberto Chierchia e Rita Longobardi, dopo aver richiesto un’audizione alle Commissioni parlamentari competenti e l’apertura di un confronto con i gruppi parlamentari nell’ambito dell’iter di conversione del Decreto PA 2026.

“Abbiamo chiesto questo incontro perché la conversione del Decreto PA rappresenta il primo veicolo normativo utile per dare finalmente una risposta. A partire dalla necessità di ricomporre l’ingiusta esclusione delle lavoratrici e dei lavoratori del sociosanitario dalla tutela salariale automatica prevista dal Decreto Lavoro dopo nove mesi di vacanza contrattuale. Una disparità che deve trovare una giusta soluzione già nell’iter di conversione del Decreto PA. E continueremo ad avanzare le nostre richieste in ogni provvedimento legislativo utile. Se ancora una volta non arriveranno risposte concrete, siamo pronti a mettere in campo ogni iniziativa necessaria”.

“Il punto è semplice – chiariscono i segretari -: non può esistere un sistema largamente sostenuto da risorse pubbliche e dai regimi di accreditamento nel quale il rinnovo dei contratti venga sistematicamente rinviato e il costo degli equilibri economici tra istituzioni e soggetti privati venga scaricato sulle lavoratrici e sui lavoratori. È ancora meno comprensibile alla luce dei dati economici del settore. Le analisi dell’Area Studi Mediobanca descrivono operatori tutt’altro che in crisi: i principali gruppi hanno raggiunto 13,4 miliardi di euro di ricavi, con una crescita del 22% rispetto al 2019, mentre per i gestori delle strutture dedicate all’anzianità e alla non autosufficienza la crescita prevista è ancora più marcata”.

“Parliamo di imprese che operano all’interno di un perimetro fortemente regolato, accreditato e sostenuto dalle istituzioni pubbliche. Proprio per questo è ancora più grave che non si riesca a garantire una corrispondenza tra risorse pubbliche, qualità dei servizi e rispetto della contrattazione collettiva. Non è accettabile che crescano ricavi e finanziamenti mentre restano fermi salari e contratti”, aggiungono.

“Da qui alla prossima legge di bilancio continueremo quindi a incalzare Governo, Parlamento, Ministero della Salute e Conferenza delle Regioni. Se i bisogni di centinaia di migliaia di lavoratrici, lavoratori e professionisti continueranno a rimanere senza risposta, la mobilitazione proseguirà e assumerà tutte le forme che riterremo necessarie. Su questa vertenza non arretreremo”, concludono Bozzanca, Chierchia e Longobardi.

“Ancora una volta ci troviamo di fronte a un provvedimento omnibus che affronta, anche in modo positivo, questioni importanti come l’autorizzazione a nuove assunzioni, l’eliminazione di un doppio vincolo di spesa per alcuni enti locali e la proroga delle graduatorie. Si tratta di interventi utili, ma che non rispondono completamente alle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori dei servizi pubblici e non incidono sui nodi più problematici che da tempo indeboliscono il lavoro pubblico”.

Lo dichiarano i Segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp, Federico Bozzanca, Roberto Chierchia, Rita Longobardi.
“Restano infatti irrisolti – proseguono – i vincoli sul versante delle retribuzioni, a partire dai limiti sul salario accessorio, così come quelli che continuano a frenare i percorsi di carriera e la valorizzazione professionale del personale. Su questi temi servono scelte più coraggiose e interventi strutturali”.
Un esempio concreto riguarda il personale educativo: “In occasione della sottoscrizione dell’ipotesi di contratto delle Funzioni Locali, ARAN e organizzazioni sindacali hanno condiviso la necessità di un intervento legislativo che consentisse la riqualificazione di questo personale. Nel testo del Decreto PA, però, non vi è traccia di questa misura”.
“È indispensabile intervenire tempestivamente per dare dignità e prospettive a un pezzo essenziale del lavoro pubblico che, nei Comuni, garantisce il funzionamento di servizi fondamentali per tutte le cittadine e tutti i cittadini”, continuano.
“Su tutte queste questioni ci aspettiamo che le nostre proposte trovino spazio già nell’iter di conversione in legge del decreto. È questo il momento per correggere le criticità ancora presenti e dare risposte concrete alle lavoratrici e ai lavoratori dei servizi pubblici”, concludono Bozzanca, Chierchia e Longobardi.
« Pagina precedente — Pagina successiva »
X
Questo sito usa i cookie per offrirti la migliore esperienza possibile. Procedendo con la navigazione sul sito o scrollando la pagina, accetti implicitamente l'utilizzo dei cookie sul tuo dispositivo. Informativa sull'utilizzo dei cookie Accetto